Per piacere a Iannozzi

3 febbraio 2007
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di Valter Binaghi
 

Dove sei stato, figlio dagli occhi tristi? Dove sei stato mio prediletto?

Sei il mio agente letterario, e di solito mi tratti come un cottimista: adesso perchè mi parli a citazioni di Bob Dylan?

E’ che ti vedo strano, autore. Hai una faccia che non mi piace. Uno ti guarda e pensa che presto una dura pioggia cadrà.

Certo che si. Ne ho strapieni i coglioni. Qui bisogna cambiare tutto. Un nuovo piglio nei muscoli, un’altra samba sulla tastiera, ritmo, colore, stile! Qualcosa che faccia gridare al miracolo!

Ma così, all’improvviso? Non me l’aspettavo. Vedi tu. Hai un paio di onesti romanzetti in giro, tra il genere e il costume, prima o poi vedrai che qualcuno se ne accorge. Il secondo è andato meglio del primo…

Non è per quel tipo di lettore, quello che cerca nei romanzi una storia. Non mi basta più. C’è n’è un nuovo tipo, più scafato, più maligno, è lui che voglio. Di romanzi ha imburrato fette su fette e ha sposato una cugina di Lyotard, esige il post-moderno, la fabula che ruota su se stessa e si deride mentre si racconta, l’autore accoppiato al critico letterario che flirta col sociologo, l’ironia sopraffina, ai limiti dell’onanismo.

Ricorda un po’ Siti. Onanismo è Piperno.

Beh, certo… è difficile far meglio di loro. Allora potrei provare il percorso inverso: tuffarmi a capofitto nell’evento storico, farmi comparsa o protagonista prima che interprete, sentire il fruscio dei soldi sporchi e il fischiare delle pallottole, riemergere con un pugno di fogli insanguinati, da gettare nei salotti.

L’ha fatto Saviano. E adesso vive con la scorta.

Vedo. Resta l’ecce homo. L’io denudato, il corpo mio letteralmente esposto, scrittura come bava di un puledro lanciato al galoppo. Nell’epoca che svela l’insulsa vanità del verbo e la corruzione del sentire, nessun messaggio, ma pura esibizione d’agonia, testimone assoluto, metafora di nulla.

Vuoi imitare Arminio. Non so se gli piacerà. Certo, non può nemmeno prendersela. Non si può levare niente a niente.

Imitare mai. Piuttosto me ne vado all’inferno!

A intervistare il diavolo?

Perchè no? E’ un personaggio altamente improbabile, ma universalmente frequentato. Meglio di Gianni Minà con Maradona.

E come faresti, se è lecito?

Ho letto alcune cosette interessanti sul Palo Mayombe, in un romanzo di Danilo Arona.
E poi ci sono le buone vecchie panzane cattoliche. Satanismo, e tutto il resto.

Mi fa un po’ senso, in verità. E poi mi chiedo il perchè di questo estremismo, questa consumazione febbrile di stili, di possibilità, fino a raschiare il barile, alla feccia…
Ma perchè lo fai?

Come perchè? Per piacere a lui.

Quel lettore arcigno.. il post-moderno, l’incontentabile… ?

Per piacere a Iannozzi.

(Nella foto: il ricercatissimo Giuseppe Iannozzi)

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78 Responses to Per piacere a Iannozzi

  1. mario il 3 febbraio 2007 alle 20:53

    bella sega, complimenti, ne aspetto altre.

  2. Acheronteinfronte il 3 febbraio 2007 alle 21:44

    Penso che Iannozzi abbia da ridire qualcosa anche sui chiodi della croce di Cristo…

  3. Barbara il 3 febbraio 2007 alle 22:09

    Ehm, Valter, si scatenerà dunque il finimondo ora ?
    Altro che morti lessi per il surriscaldamento del pianeta, qui saremo tutti inceneriti sul posto, davanti ai nostri pc..:o)…

  4. Giuseppe Iannozzi il 3 febbraio 2007 alle 22:18

    Se almeno ‘sto pistolotto me l’avesse scritto Faletti o Eco, e invece mi devo accontentare d’un Binaghi. :-D

    Valter, a te che sgambetto t’ho fatto?

    Oddio, che vedo: Franz Krauspenhaar, il tedesco di Germania t’ha pubblicato ‘sto pezzullo.

    Franz, comincia pure a tirare fuori le pistole, tuttt’e due: la mia ira sarà implacabile. Ti sei scavato la fossa da solo.

    Io penserò alla bara, a spese mie: tanto ne riciclo una, la più brutta e puzzolente che c’ho giù in magazzino proprio accanto all’ossario.

    Ma ora c’ho d’andare a mangiare… diciamo così. :-)

    @ Acheronte

    Sì, hai ragione, mi lamento sempre: pure dei chiodi a piedi e mani dell’Unto. Ce li hanno messi che erano già presi dalla ruggine. Un lavoro o lo si fa bene o non lo si fa proprio. Credo bene che poi Dio s’è imbestialito più del diavolo e dopo tre giorni a quel figlio hippy l’ha fatto scendere giù dalla croce con una pacca sul sedere, sussurrandogli in un orecchio: “Ora corri dalla Maddalena, altrimenti quella ti diventa puttana…”
    E Gesù, tutto felice: “Ma Padre, lei è proprio così! E’ per questo che è il mio chiodo fisso. A me mi piace la Traviata, me ne vuoi fare forse una colpa?”

  5. Giuseppe Iannozzi il 3 febbraio 2007 alle 22:20

    Inceneriti sul posto?
    Barbara, ma tu sei troppo ottimista.
    Qui, minimo minimo, si sciolgono tutti i ghiacciai della Terra.

    Però sono indeciso: forse vi condanno a una Terra sterile più del suolo di Marte.

  6. franz krauspenhaar il 3 febbraio 2007 alle 22:39

    Giuseppe, non illuderti che ingrandisca la foto.

  7. Valter Binaghi il 3 febbraio 2007 alle 22:50

    Nessuno sgambetto, Iannozzi, è che mi sembri un po’ malmostoso: volevo vedere di strapparti un sorriso. Hai visto mai?

  8. Giuseppe Iannozzi il 3 febbraio 2007 alle 23:42

    L’hai rubata la foto, Franz. Devi ingrandirla.

    Un sorriso: vabbe’, me l’hai strappato. E con esso anche i peli.

  9. gian ruggero manzoni il 4 febbraio 2007 alle 07:05

    Inutile dire il contrario: “Iannozzi c’è!”.

    Quando entrai nel mondo dei blog… penso inizio 2003… il primo che incontrai fu Giuseppe e il suo King Lear, non gli sbandierati dalla stampa NI, Mozzielucubrazionidiari&c., Mazzuccatosexygossipchic, etc., ma Iannozzi, e i suoi 2 o 3 spazi, perché Iannozzi era già ovunque, e fu lui ad aprirmi la porta, a salutarmi, a indicarmi dove la reception, e fu molto gentile, e mi consigliò, anche, il menù proposto dalla casa, e si dimostrò molto attento, nonché disponibile ad aiutarmi, qualora avessi avuto inciampi di tipo tecnico-telematico… seppure, come subito notai, egli avesse il profilo quel tanto ‘luciferino e quell’aura tra il dark, il gothic, il noir e l’esistenzialismo settantasettino che, di primo acchito, lasciavano e lasciano un po’ perplessi. Poi incontrai Fabio Ciofi (ora latitante, e mi dispiace, perché anche lui persona di slancio) che con Iannozzi curava King (correggimi se sbaglio, Giuseppe). Beh, in questi ormai 4 anni, dalle pagine di Iannozzi sono passati un po’ tutti, nel senso migliore del termine, e mai ha chiesto alcunchè in cambio, ha comunicato, dato notizie, informato su ciò che il mondo letterario, in rete e fuori, proponeva, ha spinto l’acquisto di libri, ha recensito, ha dato vita a molti tam tam a fini umanitari. Ha intevistato. Ha pubblicizzato eventi altrui. Ha sempre linkato tutti (ovviamente chi per lui quel tanto meritevole o ‘strano’… meglio dire: bizzarro). Così come l’ho trovato nei blog più dispersi, nelle anse più nascoste delle piattaforme ‘galattiche’ più remote (o disertate), oppure sostenere, nei momenti difficili, i blogger che volevano chiudere bottega e saluti a mammeta. Ebbene Iannozzi c’era e c’è. Educato, ‘filone’ con le donne, morigerato nel commentare, a volte anche simpatico e dalla battuta pronta, mai è stato estromesso, ridicolizzato, mai se l’è presa se punzecchiato, mai è venuto meno ad alcuna norma moral-virtuale regolante questo luogo deregolamentato, al contrario dei più, me compreso, che se ne sono sempre fatti un baffo della netiquette e hanno vomitato e defecato, su questo o quello, se quel giorno a loro girava così, oppure hanno innalzato ciofeche a livelli galattici, se sempre a loro tirava in quel modo. Iannozzi no… Iannozzi ha avuto sempre un volo costante… ovviamente con alti e bassi pure lui… ma quantificabili in turbolenze di non oltre 300 metri di sbalzo, che su 10.000 son poco cosa. Mai si è tuffato nella bagarre, mai l’ha fomentata, mai ha colpito a tradimento o scalciato chi, ferito, nella polvere arrancava… mai si è permesso di assestare un colpo di grazia, come ho visto fare a tantissimi altri, soprattutto dall’anonimato. Iannozzi è stato sempre elegante nel porsi. Qualche volta si è incartato (ma a chi non è successo?) oppure l’ha sparata quel tanto fuori dal vaso (criticamente parlando), ma mai una cattiveria, mai uno sgarro, mai uno sgarbo. Questa la sua cifra. Questi, probabilmente, la sua educazione e il suo carattere.

    E che altro si potrebbe chiedere ad un uomo che ha fatto della Rete cucina, tinello, camera da letto, bagno e sgabuzzino?

    A me Iannozzi sta simpatico e ringrazio Franz che gli ha tributato, alla sua maniera (del resto inconfondibile), questo articolato omaggio.

    Potrei aggiungere altro, ma andrebbe ancor più nel letterario deamicisiano. Lascio a voi il continuare… e non usate queste mie parole per andare sulle goliardate come siete soliti fare :-) , mi raccomando… (ma inutile dirvelo… tutto verrà girato e rigirato, smontato e rimontato per farne un Carnevale). Un abbraccio a Franz e uno a Giuseppe. Ritornerò a leggere il seguito, perché l’argomento Iannox è sempre piacevolmente esaltante.

  10. Luminamenti il 4 febbraio 2007 alle 08:03

    Conosco Iannozzi. E’ un bene del web.

  11. Giuseppe Iannozzi il 4 febbraio 2007 alle 09:19

    @ GIAN RUGGERO

    Caro Gian Ruggero, quasi quasi mi scappa una lacrima. :-) Grazie di cuore. Però sei troppo buono con me, anche quando la faccio fuori dal vaso – e qualche volta, non posso negarlo, è capitato. Purtroppo, o per fortuna, sono umano, quindi non mi dispero più di tanto.

    Qualcuno ha tentato di ridicolizzarmi o di mettermi in condizioni imbarazzanti, diciamo così, facendo leva sull’anonimato per spargere chiacchiere infondate sul mio conto, e che poi, alla fine, si sono ritorte contro chi l’aveva messe in circolo senza che io muovessi paglia. Credo d’aver offerto sempre, e gratuitamente, spazio tanto a destra quanto a sinistra: per me è sempre stato importante il libro, il risultato della scrittura. Se poi a qualcuno piace darmi contro perché ho parlato bene di libri scritti da autori di destra, perché a mio avviso scritti con un innegabile aplomb, faccia a questo punto: il critico, anche quando piccolo come il sottoscritto, deve guardare all’opera senza pregiudizio alcuno. E’ quello che cerco di fare negli spazi che ho. Bene o male, continuo per la mia strada anche se non è sempre facile.
    Forse, sottolineo il forse, sono stato snobbato da blog ben più “grandi” del mio: ma non importa, non ho cercato né cerco la mia gloria. Se faccio qualcosa, se promuovo autori e libri non è per un interesse mio ma solo per una forma di amore nei confronti dell’arte, una forma d’amore che è un po’ da scemo del villaggio, pardon, della Rete. :-) In fondo bisogna essere un po’ scemi e pazzi, o mettersi in questa condizione, se si vuol fare senza dipendere da quelli che io dico “i griffati”. Dipendo solo da me stesso, sono libero: forse è questo che fa paura a qualcuno, il fatto che da “libero” esprimo il mio giudizio.
    Spero che Fabio torni, che in qualche modo si faccia di nuovo vivo: è un po’ troppo tempo che non lo sento. L’ultimo suo lavoro, una raccolta di racconti per i tipi Mobydick, “La bicicletta”: un bel lavoro. Poi mi è scomparso…
    Come ‘fifone’ con le donne? ^____^ Vabbe’, tanto oramai non ci crede più nessuna: il mio tallone d’Achille sono proprio le donne, basta che mi facciano il faccino triste e io mi sciolgo. Non c’è niente da fare. Io volevo apparire duro, però colpa del tallone d’Achille non ci sono riuscito. :-)

    @ TUTT*

    Mi tocca di ringraziare.
    Grazie a Franz e a Valter: alla vostra maniera, m’avete fatto dono di questo omaggio. L’ho apprezzato e m’è piaciuto.
    Grazie a Gian Ruggero: hai speso parole per me bellissime, e che non credo, sinceramente, di meritare appieno. Ma non vorrei sembrare irriconoscente, quindi prendo tutto e porta a casa, nel cuore, ma proprio tutto e tutti, Franz e Valter e Gian Ruggero. E poi anche Acheronteinfronte, Barbara, Luminamenti (che approfitto per salutare e abbracciare). E perché no, anche i cattivi: un abbraccio pure a loro.

  12. Fiorella M. Annoio il 4 febbraio 2007 alle 09:55

    Amen.

  13. puppyish il 4 febbraio 2007 alle 11:06

    Faletti. Eco. Piperno. E’ questa Nazione Indiana?

  14. a.b. il 4 febbraio 2007 alle 11:17

    Questo è un pezzo orrendo per la scrittura e per le intenzioni. Ci fosse stato anche il potente apparato iconografico di una foto sexy fetish, sarebbe stato orrendo al cubo, sarebbe stato classificable come cubed-horror.
    Per questo insisto sulle categorie. Avere la possibilità con un clic di scremare le atrocità come questa, dagli articoli intellingenti, meditati, scritti faticando di Andrea Inglese, mi piacerebbe come “utente” di questo blog.
    Oltretutto Iannozzi, come è stato detto, è sempre stato molto gentile e proprio per questa mitezza è stato oggetto di sfottò. Non dimentico quando intervistò Parente (era il tempo dei VMO) e fu per questo “punito” in rete, come “puniti” erano costantemete i tre bersagli “ufficiali” di VMO. Sono cose che davvero non riesco a dimenticare. Che mi tornano su come qualcosa di non digerito ogni volta che penso alla società letteraria in rete, agli “amici” come li chiama il nomignolo Sitting targets. Penso che la “civiltà” che anima questo salotto potrebbe migliorare molto col contatto esterno, con le persone normali che non hanno letto un milione di libri né li hanno scritti, ma sanno molto molto meglio di loro dove andare (tanto per citare un dylaniano).
    Mediatate gente.

  15. Giuseppe Iannozzi il 4 febbraio 2007 alle 11:59

    @ ANDREA

    Caro Andrea, penso che la critica, certe volte – diciamo pure molto spesso – parta con il piede sinistro, o meglio con un metro di pregiudizio: così dire bene di un libro di destra diventa, per certi versi, pericoloso. La vicenda VMO fu la sola che mi fece inalberare veramente: ma poi, con il tempo, a pagare il prezzo di quella che fu una vera e propria campagna diffamatoria non sono stato io, bensì quelli che pubblicamente sotto anonimato o in privato mi hanno, per così dire, invitato a ritrattare. Non l’ho fatto. E peggio dei fondamentalisti, qualcuno se l’è legata al dito. Ma come dicevo: col tempo l’immondizia – ancora on line – è servita solo a togliere ai miei detrattori. Le persone intelligenti hanno capito, chi mi conosce sa da che parte sto, e quelle ingiurie sono rimaste incastrate in gola a chi l’ha promosse.
    Oggi come ieri qualcuno vorrebbe che tacessi, o che dicessi bene d’ogni libro in commercio: o che perlomeno fossi più “diplomatico” o “machiavellico”. Spiacente. Incapace alla diplomazia. Le cose come le sento le dico: questa libertà, che è mia, in una certa misura spaventa. Sarò pure un pesce piccolo, ma sono pur sempre un pesce. E sin tanto che sono, ecco, ci sarà sempre chi farà la parte dello squalo senza farsi pregare né una né due volte.
    Bisogna però andare avanti: The Show Must Go On. E chi ha orecchi per intendere…

    Abbracci

  16. milly il 4 febbraio 2007 alle 12:15

    la nazione dell’autoreferenzialità (o dei pompini, e degli sgambetti, a vicenda). davvero, sembra un circolo per pochi, un caffè d’arte.

  17. GiusCo il 4 febbraio 2007 alle 12:40

    Mi associo al peana iannozziano, non facciamone il Quasimodo dei lit-blog italiani: ha uno strano misto di conservatorismo e sfacciataggine che lo rendono interessante, piu’ spesso pungente, in particolare sul versante di una critica-pubblicistica per lettori non ipercolti. Non gli rendono giustizia i commenti che sparge ad ogni latitudine, ma “biogiannozzi” e’ una apprezzabilissima fattoria.

  18. Gisy il 4 febbraio 2007 alle 13:08

    :-/ mah

  19. Valter Binaghi il 4 febbraio 2007 alle 13:14

    @iannozzi
    Tu, l’hai capito, vero, che il mio era una specie di omaggio?

    @a.b.
    Mi duole dirtelo, ma come spesso succede, non hai capito un cazzo.
    Hai troppo veleno in corpo, fratello. Spurgati. Un confetto Falqui?

  20. Giuseppe Iannozzi il 4 febbraio 2007 alle 13:31

    @ GIUSCO

    La critica, a mio avviso, può essere su due livelli:

    1. una critica-pubblicistica per lettori non ipercolti;

    2. una critica specializzata per adetti ai lavori

    La seconda la intendono pochi: al lettore comune gli serve solo per confondersi le idee.

    La prima la capiscono tutti, sia l’operaio che Sanguineti.
    Ma non tutti sanno intendere, e chiosare correttamente, uno scritto di Sanguineti, nemmeno gli addetti ai lavori.
    Da qui la necessità di una critica che possa essere fruibile da tutti, anche per evitare incomprensioni tra gli stessi critici, i quali, ad un certo punto, non riuscendo più nemmeno a comprendersi fra di loro tornano a usare le clave.
    Sarò forse di parte, perché amo Umberto Eco, ma è probabilmente il solo che ha saputo portare la critica a un livello “domiciliare”, ovvero comprensibile tanto a me quanto a te.

    @ MILLY

    La vita è così: soprattutto di sgambetti.
    A forza di fare sgambetti, qualcuno poi è costretto a mesi di gesso per una o due gambe. Inconvenienti che capitano ai ballerini. :-)

    @ GISY

    Amo la sintesi. Forse perché non ne sono troppo capace. Però così è un po’ troppo. :-)

  21. Giuseppe Iannozzi il 4 febbraio 2007 alle 13:34

    @ VALTER

    Sì, l’ho capito sin dall’inizio. L’immagine, scommetto l’ha beccata Franz. :-)

    Se avessi inteso il tuo scritto come qualcosa di diverso da una sorta di omaggio, poco ma sicuro che avrei levato su NI fulmini e saette che manco Zeus. :-)

    Abbracci

  22. a.b. il 4 febbraio 2007 alle 13:56

    Valter Binaghi credo sia tu a fare il furbacchiotto. La vicenda è semplice: Iannozzi ti lascia un messaggio in cui dice che il racconto pubblicato su NiVersione 2.0 fa schifo. E dopo un po’ si ritrova in homepage con un pezzo che può si essere presentato come un omaggio, ma che nella sostanza sbatte una persona in homepage con un testo sotto che può essere di tutto, compresa una presa per il culo. Questo è accaduto non tanto perché tu volevi omaggiare Iannozzi, ma perché ha scritto -giudizio che condivido- che il tuo racconto è una fesseria. Non avesse scritto nulla, non avrebbe ricevuto il tuo “omaggio”.
    Su NI Versione 2.0 lo si è fatto anche con DB, ma si è incazzato e ha preteso di tutto di più.
    Un salutone Binaghi.

  23. puppyish il 4 febbraio 2007 alle 14:00

    @ giuseppe iannozzi
    Quella dell’accessibilità potrebbe anche essere una sintomatologia morbosa…

  24. carla bariffi il 4 febbraio 2007 alle 14:43

    Iannozzi:
    non ti facevo così losco !!
    sei un duro….

  25. franz krauspenhaar il 4 febbraio 2007 alle 14:58

    Barbieri: il razzista della rete. Ma perchè non la finisci di ammorbarci tutti con i tuoi gusti personali? Sei un razzista autistico.

    Giuseppe: il merito di questo pezzo è di Valter, che l’ha scritto. Io l’ho solo pubblicato. Se clikki sulla foto s’ingrandisce; non a dismisura: questo per il bene del tuo ego.:-)
    Mi associo sostanzialmente con quanto scritto da Gianruggero;a volte fai incazzare, ma bisogna riconoscere che hai coraggio nelle tue scelte e nei tuoi giudizi.

  26. Gisy il 4 febbraio 2007 alle 16:19

    He he, ero un pò perplessa.. però dico, no dico, guarda che ti han dedicato un post – dico un post. C’è della considerazione vuol dire.

  27. carla bariffi il 4 febbraio 2007 alle 17:58

    ho provato a ingrandirla….
    perde di visibilità…

  28. Valter Binaghi il 4 febbraio 2007 alle 17:59

    un salutone barbieri.
    l’ano-alista della rete.

  29. Giuseppe Iannozzi il 4 febbraio 2007 alle 18:47

    @ CARLA

    E tu pensa che in quel fotoritocco – da me stesso operato – sono persino venuto bene.
    Dal vivo, ti assicuro che sono ben più peggiore. :-)

    Guarda che se trovi che sia piccola, posso fornirtene un formato migliore, 1024*780. Ma solo se la metti come desktop, altrimenti non se ne fa niente. :-) Sai, serve al mio EGO. ^^

    @ FRANZ

    Credi che il mio EGO non se ne fosse accorto che ci clicco sopra e s’ingrandisce? Prima di leggere, perdonami Valter, ho verificato che IO fossi veramente GRANDE. Sai com’è? Non ho mai rinnegato d’essere un narcisista. :-)

    Grazie.

    Poi magari un giorno pubblicherai/pubblicherete anche un mio racconto, così gli anonimi potranno divertirsi al tiro al bersaglio. Io lo dico per te, anzi per voi di NI: secondo me ci sarebbe un tiro al bersaglio che neanche il Berluska se l’è mai sognato. :-))) Insomma accessi alle stelle per farmele vedere le stelle. Ah Ah Ah
    Meglio che resti borderline come nacqui e fui. :-D

    @ GiSY

    Dici? che mi tengono da conto?
    O forse vogliono solamente mettermi sull’avviso che, uno di questi giorni, troveranno il modo per farmi pagare tutte le stroncature che in questi anni ho operato con somma generosità. :-)

  30. Giuseppe Iannozzi il 4 febbraio 2007 alle 18:55

    @ ANDREA

    Sai che c’ho pensato anch’io?
    Lì per lì, non ci avevo fatto quasi caso.
    Poi mi son ricordato d’aver detto che un racconto di Valter era una fesseria. E che quindi s’era vendicato, alla sua maniera. Anzi: alla loro maniera, perché complice Franz.
    Al che m’è preso un attacco di orticaria. ^____^
    No, non come quelli di Genna – poverello! Che qualche dermatologo gli dia una pomata o degli ansiolitici, per la sua salute. Gli voglio bene nonostante le divergenze di opinioni.
    Però l’attacco di orticaria m’è venuto. Poi ho pensato: anche se è per metà solo un omaggio, o è tutta una presa per i fondelli, alla fin fine quel che conta è che io ne esco bene in ogni caso. Ed è passata l’orticaria.
    Vedi, caro Andrea: anche se era intenzione di ridicolizzarmi un pochetto, in maniera benigna, non gl’è riuscito. E io sono quasi commosso da tanti amici che scopro, che ritrovo, che sapevo già di avere. E’ questo poi il succo, quello che conta: LE VOSTRE PAROLE BELLE per uno che poi non è nessuno e che non vuole essere altro.

    Quindi grazie.

    Abbracci et baci

  31. flavietta il 4 febbraio 2007 alle 19:04

    Scusate, non c’entra niente col post, ma qualcuno di voi sa dirmi se esiste “ottunderato” come participio passato di “ottundere”?
    Grazie mille!

  32. Blackjack il 4 febbraio 2007 alle 19:16

    A un testo così sarcastico – oppure l’ho visto solo io il sarcasmo? – e al limite della provocazione, solo un Signore poteva rispondere in modo così misurato e senza inalberarsi.

  33. Fiorella M. Annoio il 4 febbraio 2007 alle 19:18

    ‘Poi magari un giorno pubblicherai/pubblicherete anche un mio racconto, così gli anonimi potranno divertirsi al tiro al bersaglio.’

    E perché tirare al bersaglio? Chi si diverte a tirare sulla crocerossa? E dopo che il futuro scrittore, poi, dichiara papale papale:

    ‘ti assicuro che sono ben più peggiore’.

    Il problema, allora, sarà solo di critica, di confronto tra diverse scuole di pensiero: fa più danni un ‘ben più peggiore’ o un ‘ben meno migliore’?

  34. carla bariffi il 4 febbraio 2007 alle 20:12

    Flavietta,
    credo sia, ottuso.

    Iannozzi,
    ci devo credere?
    Ma sì, io ti credo,
    però sul desktop ci tengo il lago….

    ciao Ian

  35. gian ruggero manzoni il 4 febbraio 2007 alle 20:29

    Da quel che ho potuto leggere in molti commenti, Binaghi (nel giusto autore del post, con tanto di complicità di Franz), se avesse voluto andare giù duro o con fare ironico-sardonico-cinico, come spesso qui e altrove succede, lo avrebbe di certo fatto con la giusta grammatura di piombo. Non avrebbe, di certo, sbagliato cartuccia. Non trovo questo scritto offensivo in alcuna riga… logico che si è fatto il marameo allo Iannox, che di brontolio ne fa spesso (avevo una zia come lui… brontolava anche da sola e contro sé stessa, che è il massimo), ma la mano è andata giù quel tanto e basta. Ciò rivela, come ho sottolineato e ha risottolineato anche Franz, che Giuseppe è cmq considerato infine un buono, e i buoni sono razza in via di estinzione, perciò godiamoceli. Sul dire bene o no di un libro, a seguito della ideologia professata da chi lo ha scritto, bisognerebbe, infine, darci un taglio, perché, altrimenti, dopo sessant’anni, seppure vissuti italianamente nel vortice, ancora riveliamo di non aver superato certi tabù. O un libro vale oppure no – punto. “Le uova del drago”, di Buttafuoco, è libro a singhiozzo, pagine che tengono e pagine che stancano estremamente, seppur la trama e gli argomenti siano interessanti (…della sua scuola dei pupi ne ho individuato almeno 5-6, di cui un paio ancora vivi), l’ho letto con fatica, e non lo rileggerei, ma infine è stato un ‘caso’ e a mio parere il prenderne atto, per chi dell’ambiente, era ed è doveroso… lo stesso lo potrei dire di libri etichettati come quelli di Bettin, che leggo, seppure, appena aperti, so già dove mi condurranno… lo stesso lo potrei dire della poesia di Lello Voce, già dichiaratamente di RC (ora non so più), che non amo, ma che cmq leggo e giudico… quindi il problema, per me, non sussiste.

    @ Iannox. Hai scritto ‘fifone’ con le donne, io ho scritto ‘filone’ (è stato tuo refuso?) – ‘fifone’ è una storia ‘filone’ è un’altra… qui da noi in Romagna e anche a Bologna il ‘filone’ sta per uno che le punta e comincia ad intortarsele, cioè fa il ‘filo’ (della ragnatela?) e tu sei così :-)

  36. Blackjack il 4 febbraio 2007 alle 21:43

    @ M. Annoia; il tiro al refuso, da scrittura veloce, quasi compulsiva, è gioco semplice: è sufficiente saper attendere il momento opportuno, scegliere la vittima, puntare e sparare. Magra soddisfazione. Basta per stroncare?

    @ Manzoni; ho trovato non di altissimo gusto il riferimento ai due ‘romanzetti’: viatico verso il limbo della parola e nemesi del fallito. Anzi, elimino il ‘non di altissimo gusto’ rimpiazzandolo con un chiaro e ben definito offensivo.
    Il resto un normale divertissement.

  37. a.b. il 4 febbraio 2007 alle 22:38

    “Valter Binaghi Says:
    February 4th, 2007 at 17:59
    un salutone barbieri.
    l’ano-alista della rete.”

    Un battutone. E io che dovrei rispondere per essere complanare: Ciao ciao, e poi scrivere il tuo nome dimenticandomi di battere la “l”?
    Per piacere…

    Franz, sai fare meglio come polemista e come tutto, non mi pare che per te sia necessario volare basso come per altri: cazza la cloche se ancora puoi…

  38. Giuseppe Iannozzi il 4 febbraio 2007 alle 23:17

    @ GIAN RUGGERO

    Io i libri di destra li leggo un po’ per curiosità e un po’ perché devo pur conoscerli se poi devo, criticamente, dirne male. Però sono d’accordo con te: Buttafuoco è a singhiozzo. Lello Voce m’è simpatico, però non riesco a reggerlo: dopo un po’ che lo leggo m’addormento. :-))) In definitiva posso dire che m’interessa di gran lunga più il libro in sé che non l’ideologia dello scrittore; ovvio che se il romanzo è portatore di una ideologia, sia essa di destra o di sinistra, giacché orbo non sono, la vedo, la sento. Ricordo il Fasciocomunista di Pennacchi: un libro per me riuscito a metà, ironico e debolmente amaro, eppure non mi convinse: in molti punti lo trovai tirato per i capelli… Sia come sia, i romanzi o sono belli o sono brutti: alla fine il critico, quando è tale, dovrebbe tener conto solo di questo, giudicare uno scritto per bello o brutto.
    Hai ragione, refuso mio, o non so come dirlo… pensavo intendessi scrivere fifone e invece hai scritto proprio filone. Perdonami. Colpa mia che non avevo ben messo gli occhiali sul nasone che c’ho. :-) Ciò non toglie che è vero che se una donna mi fa il faccino triste io mi squaglio: credo – e temo ^_____^”’ – che l’abbiano capito tutte. E però sono anche filone: credo l’abbiano capito tutte, ma non cattivo, perlomeno non credo. Mi lascio prendere in giro dalle donzelle volentieri. E poi, come ebbi a dire: non credo in un dio, ma se dovesse mai esistere non potrebbe che essere donna, femmina.

    In ultimo, nello scritto di Valter chiaro che c’è della satira: non poteva essere diversamente. Ma non è cinica o perversa o maligna. Perlomeno io non ci ravviso niente di tutto ciò. Mi fa il “verso”, con umorismo che può piacere o meno: io non mi sono inalberato, significherà pur qualcosa. La satira non mi dispiace, fin tanto che si sta nei limiti della satira. Diverso discorso per VMO: quella non era satira, era “una pattumiera aperta”, come anche alcune cose di Indymedia, “altre pattumiere aperte”. Loro non facevano satira, per quanto difesi ad oltranza da Wu Ming, almeno VMO.

    @ CARLA

    Preferisci un limpido lago alla mia brutta faccia? Non ci posso credere. :-D

    @ FIORELLA

    A me piacciono i pleonasmi, sai com’è.

    Ma non ti preoccupare: non penso affatto che su NI abbiano voglia di fare pulizie grosse dopo un eventuale tiro al bersaglio causato da un mio scritto, quindi mettiti l’anima in pace e dormi pure tranquillo.

    @ BLACKJACK

    Sì, del sarcasmo c’è: ma non è d’impronta cinica. Forse sono proprio tonto. :-) O mi va di farlo un po’ il tonto. :-) In verità è che ho letto attacchi ben peggiori. Questo “farmi il verso” di Valter, t’assicuro che è miele alla fin dei conti. Gli attacchi con grammatura di piombo, utilizzando l’espressione di Gian Ruggero, sono altri, e sono sempre “alle spalle” e mai firmati. Il solo fatto che la satira è di fatto firmata, be’, per me significa tanto, abituato come sono a vili attacchi anonimi e d’una pesantezza…

    Grazie infinite.

    Baci et abbracci a belli e brutti, a buoni e cattivi

  39. Gisy il 4 febbraio 2007 alle 23:59

    Eh beh la faccia dei pixel ha sempre un coraggio…ma te sei per le quotre rosa n’èvvero?

  40. Gisy il 5 febbraio 2007 alle 00:49

    Quote volevo scrivere quote, i correttori di bozze mi perdonino.

  41. Giuseppe Iannozzi o quello del Che Barocco il 5 febbraio 2007 alle 09:33

    @ GISY

    Certo che sì, bella mia. :-) Posso dirti “bella mia”? Ovvio: per le quota rosa. Fosse per me tutti quei farabutti al governo a calci nel sedere. Che poi son proprio brutti, brutti esteticamente, brutti dentro. Insomma non si sa bene neanche chi siano tanto sono brutti.
    Decisamente. Via la destra berlusconiana, via la sinistra prodiana: è tutto da rifare, ex novo.

    Baci ^____^”’

    P.S.: Ehm, sì, ho visto le tue foto. WoW *______*

  42. Gisy il 5 febbraio 2007 alle 12:31

    Beh oddio bisogna salvarsi con la simpatia ribadisco figa della mutua, ma so che tu sei di manica larga caro… ^__^ misericordia – ah che bene. Comunque mi sembra quietata la situazione…

  43. franz krauspenhaar il 5 febbraio 2007 alle 13:22

    Andrea, si cazza anche la cloche?
    Guarda che io non cazzo, io cazzIo!
    Eh.
    Ciao, prima o poi dovremo intenderci su qualcosa. Magari sul calcio, hai visto mai?

  44. a.b. il 5 febbraio 2007 alle 14:00

    Be’, una cosa che ho sempre detto è che quando ti ci metti scrivi cose davvero molto intense, da una posizione tua, con una grande voglia di raccontare la vita. Queste sono qualità rarissime. Forse sei un po’ discontinuo, ma è anche fisiologico in chi ha voglia di impantanarsi con l’esistenza (non so perché mi viene questa espressione, forse perché mi vengono in mente i pittori sporchi e materici).
    Ma comunque mi sta troppo sulle balle il piccolo cabotaggio che fate su NI2.0. A volte è infantile. Che detto da uno infantile è ancora più infantile.

  45. franz krauspenhaar il 5 febbraio 2007 alle 14:24

    Senti, grazie per gli appunti lusinghieri. Però non si puo’ sempre mantenere lo stesso livello. E lo stesso piano. E lo stesso piano di lettura. Ci vuole anche un po’ di leggerezza, nella vita. Dappertutto. Se poi per te la leggerezza è sinonimo di infantilismo, beh, scusami, ma sono problemi tuoi.
    Fine del dibbbbbattito.
    P.s: questo di Binaghi per me è un esempio di intelligente “alleggerimento”. Che non ha nulla a che fare con gli alleggerimenti da newsmagazine. Sono cose che puoi trovare solo qui. Ed è stato tributato un omaggio – dal tono scherzoso anche se pungente – a un “eroe” della rete, dal quale, è bene ricordarlo, sono passati tutti. Lui ha intervistato e recensito proprio tutti.

  46. Giuseppe Iannozzi o quello del Che Barocco il 5 febbraio 2007 alle 15:05

    Mentre Andrea e Franz litigano, come direbbe il mio amico Gian Ruggero, io mi filo la bella Gisy. :-) Mica sono scemo del tutto. :-D

    @ GISY

    Allora: ma quale figa della mutua? Ma tu hai visto che virago girano lungo gli androni delle ASL? :-))) Non è mica come nei film che le infermiere sono fighe e belle: no, nelle ASL sono dei camionisti in gonnella. :-)))
    Ho visto abbastanza per poter dire con assoluta certezza che non sei una figa della mutua, ma tutt’altro: ci vorrebbe un ‘che’ di bukowskiano adesso per fartelo capire, un fischio anche un po’ volgarotto, ma perché di sincero apprezzamento. ^____^”’ La bellezza è un valore: negarla, nasconderla, sminuirla, perché mai? No, la bellezza quando c’è bisogna dirla tale altrimenti si mortifica l’essere, la vita: perché la vita è bellezza anche esteriore.

    Baci baci

    @ FRANZ

    Vero che non ce l’hai il coraggio di pubblicare un mio racconto? :-)
    No, non ce l’hai. Io lo so.
    Non ti sto dicendo le poesie: non mi sono mai detto poeta. E tanto fa.
    Però: mi accontento di sapere, “vero che non ce l’hai, anzi: che non ce l’avete il coraggio di pubblicare un mio racconto?” ^____^
    Dai, non fosse altro per il fatto che sono “un eroe della rete”: me lo dici tu, Franz.

    E state buoni se potete. :-)
    Vi abbraccio entrambi. Chissà! Forse servirà a farvi fare la pace. ^____*

  47. franz krauspenhaar il 5 febbraio 2007 alle 15:10

    Manda manda!

  48. Giuseppe Iannozzi o quello del Che Barocco il 5 febbraio 2007 alle 15:51

    No, ma così pare una supplica. :-)
    Poi bisognerà raccogliere i pomodori, ovviamente a me diretti. :-)
    Pensaci bene, perché son pulizie grandi da fare. :-D

  49. Barbara il 5 febbraio 2007 alle 17:01

    Spezzo un’arancia (!) in favore della pubblicazione di qualcosa di Joe..
    Per il valore che può avere la mia opinione, eh ?
    Però il ragazzo (!) Joe si sta riabilitando, quindi magari diamogli una mano….

  50. a.b. il 5 febbraio 2007 alle 17:47

    Franz, io sono un cazzone, sono il primo a dirlo, però ascolta, nel lavoro culturale la leggerezza può essere bellissima, ma non significa che sia “leggera” per chi la fa. Le persone più divertenti e “volanti” che conosco lavorano tantissimo prima di buttare fuori quello che hanno da dire. E dall’altra parte, quella del lettore si vede. Come si vede quando tu ti metti davvero in gioco in quello che scrivi.
    Tramutoli per esempio è “leggero” ma non è cazzone nell’essere leggero, la base c’è sempre (ovviamente parlo di articoli, non di commenti al volo).
    Da questa parte si sente il lavoro che uno dall’altra parte ci mette. Detto da un cazzone farà ridere, ma il lavoro è tutto.

  51. Giuseppe Iannozzi il 5 febbraio 2007 alle 18:02

    @ FRANZ

    Franz, grazie infinite: sta bene così.
    Come se te l’avessi inviato il racconto.
    Non voglio passare così, perché te l’ho chiesto costringendoti praticamente alle corde, in una maniera neanche poi troppo pulita da parte mia. :-)))
    Penso ancora che si dovrebbe andare avanti per meriti sul campo, per quella cosa che è la meritocrazia: sono un sognatore ma non sono il solo. Chi è che lo cantava? Ah, Lennon. :-)
    Ci saranno sicuramente racconti che meritano, che aspettano da tempo.
    Non voglio quindi passare così, magari davanti a qualcuno: non sarebbe giusto, andrebbe contro i miei principi.
    Se un giorno tu o un altro Indiano troverete che un mio racconto merita, allora lo prenderete e lo pubblicherete su queste pagine.

    Mi basta davvero così: quel tuo “manda, manda” è più che sufficiente.
    Grazie davvero.

    @ BARBARA

    Son buone le arance, quelle di Sicilia poi sono favolose. Per palati abituati al meglio.

    Grazie infinite.
    E un grande bacio.

    g.

  52. franz krauspenhaar il 5 febbraio 2007 alle 18:11

    Giuseppe, ho detto manda, non ho detto manda che pubblico.:-)

  53. franz krauspenhaar il 5 febbraio 2007 alle 18:16

    a.b.: “Franz, io sono un cazzone”.

    Concordo e sottoscrivo.

  54. Valter Binaghi il 5 febbraio 2007 alle 18:41

    @ a.b.
    Guarda, almemo in una cosa sono daccordo con te. Anche a me piacciono i pezzi di Andrea Inglese, e la cultura oltre che l’intelligenza che ci mette.
    Invece non sarei così sicuro che il lettore debba sempre percepire la “fatica” di chi scrive. Quando il livello scelto è comico, per esempio, la naturalezza, la fluidità è essenziale. Ma quello che il lettore può sentire come “facile”, costa in realtà molta fatica a chi scrive. In quel pezzo ci ho messo di soppiatto una mia idea di come la letteratura sia in costante escalation emotiva, per inseguire un lettore sempre più assuefatto. Non c’era solo il marameo al buon Iannozzi.

  55. Gisy il 5 febbraio 2007 alle 19:21

    @ Iannozzi – Ma sai che mi sei simpatici ^__^ alla faccia di quelle cattivone che si scagliano nel mio guest book— he he. Vacca se rodono.

    …e vecchie laide lascerei altrui…un grande cantava.

    Cmq la figa della mutua come concetto era il minimo sindacale di figa che lo stato dovrebbe passare per la tutela mentale (e fisica) del cittadino medio…

    Ma poi belli non belli, l’importante è piacere no..?

  56. gian ruggero manzoni il 5 febbraio 2007 alle 19:59

    @ Blackjack. Mi era sfuggito il particolare che hai indicato… rileggerò il tutto.

    @ Iannox. Condivido la tua impressione su “ll Fasciocomunista” di Pennacchi, l’argomento meritava, ma lui non è riuscito a gestirlo. Entrambi eravamo nella cinquina dei finalisti del Premio Bari, ho conosciuto Pennacchi, abbiamo cenato poi assieme (visto certi passati in parte comuni), è uomo molto dibattutto e di estrema fraglilità, seppure i trascorsi, e tale sua dimensione psicologica, infine, nel libro fuoriesce, e lo gambizza.

  57. beccalossi il 6 febbraio 2007 alle 00:35

    sono solo un novizio, che probabilmente non entrerà mai nel vostro convento indiano (non ho mai capito a che cazzo serve un totem, e il cattivo maestro non me lo perdonerà).
    Vi ammiro e mi diverto, ma a vedervi discutere così, da lontano, su icone finte e parole riflesse, mi sembrate una specie di Grande Fratello: solo un po’ più colto, più radical chic. e forse è peggio del nazional-popolare. cioè del luogo dove credono che il ’68 sia solo il petting che precede una nota posizione del kamasutra. “oddio che obbrobbrio, i porci si sono tolti le ali” (ma siamo rimasti tutti tali e quali).

  58. Lorenzo Galbiati il 6 febbraio 2007 alle 01:08

    In effetto questo scritto si sapeva che avrebbe sortito questi commenti.
    Il blog che fa il verso a se stesso: ce n’è bisogno?
    Lorenz

  59. aditus il 6 febbraio 2007 alle 10:24

    maledettamente autoreferenziali, ma è casa vostra, è giusto così. E la mia è solo un’impressione (ad uno degli ultimi commenti al post https://www.nazioneindiana.com/2007/01/23/cosa-preferisco-quando-leggo/ non è infatti giunta replica)

  60. Giuseppe Iannozzi o quello del Che Barocco il 6 febbraio 2007 alle 10:30

    @ FRANZ

    Allora, se prima leggi e poi giudichi severamente, così com’è giusto che sia, in giornata vedo di inviarti un paio di racconti: se non altro serviranno a farti fare un paio di risate. :-)

    @ GIAN RUGGERO

    Quando lo rencensii, oramai parecchio tempo fa, lo dissi esplicitamente che era un romanzo riuscito a metà; il che non è poco comunuque in un paese dove la più parte dei romanzi non sono proprio riusciti. Di nuove uscite, nell’arco dell’anno, ne leggo parecchie: ma sempre più raramente mi esalto. Troppo severo o esigente io? Può darsi.

    @ GISY

    A volte, sono tentato di chiudere i commenti o di dare delle limitazioni: e in alcuni casi, per brevi periodi, lo faccio. Giusto il tempo d’allontanare certi scocciatori, che sono poi sempre i soliti, dal mio blog. Il fatto è che un tempo gli rispondevo, adesso non c’ho voglia manco di dedicargli indifferenza.

    Fregatene di quei BIP che rompono sul tuo guestbook.

    Baciottoli a Te che sei una bella Donzella.

    A Franz e a Gian Ruggero un abbraccio. O volete pure voi il bacio? ^____^”’

  61. a.b. il 6 febbraio 2007 alle 11:38

    Ah, Binaghi, allora non era un omaggio, era un Marameo!
    Scusa ma io non ero quello che non capiva nulla?

    Comunque sia, partendo dalla base che sarò cazzone e me lo dico da solo, ma dal punto di vista dell’intelligenza meglio la mia cazzonaggine che trenta Franz messi assieme, dicevo Binaghi: dove hai letto che dico che la fatica si deve percepire?
    No no, è l’opposto, si lavora molto per essere fluidi.
    Ti dirò di più, nella tua lode del popolare io avevo proposto di sostituire “popolare” con “universale”. Ho imparato (imparicchiato diciamo) a usare questa parola da un fumettista che ha lavorato in giappone per la grande. industria del manga. Linguaggio universale, e difatti è proprio così, arriva a tutti. L’esempio che faccio sempre è La citta incantata, un film di animazione bellissimo. Lo hai visto?
    Solo che per arrivare a quel linguaggio non si prendono scorciatoie, ci si arriva faticando quanto per scrivere l’Ulisse. E non è dal punto di vista umano, della possibilità di attraversare la tua mia nostra di tutti esistenza, su un livello più basso rispetto al grande cinema o alla grande letteratura. Quindi la mia idea non è di sponsorizzare l'”onesto genere” e roba simile, ma di puntare in alto, di pensare che esiste un linguaggio universale, ma che per arrivarci si deve passare anche dai linguaggi più ardui, più spinti. Non è una ricerca semplice.
    Pigliamo Gomorra, siamo d’accordo tutti e due a dire che è un libro con una lingua potentissima, che arriva a tutti, ma siamo anche d’accordo nel pensare che per farla il giovanissimo Saviamo ha letto testi difficilissimi e li ha “usati”?
    Questo significa che c’è un legame strettissimo tra universale e -chiamiamolo così anche se fa schifo – elitario.
    Non possiamo buttare né l’uno né l’altro, dobbiamo tenerceli stretti e farli camminare insieme.
    Nell’introduzione alla Bibbia illustrata da Palladino (ed. Salani) il Cardinale Martini fa un elenco di grandi libri: dentro ci sono i classici ardui e c’è Pinocchio. Quindi Martini sente che un comune denominatore esiste e che la categorizzazione è superata, anche stupida se vogliamo. Sostituire le categorie alto e basso con quelle trasversali di potenza dell’immaginazione, testo inerte – non inerte è quello che civilmente chi si occupa di letteratura dovrebbe fare.
    Invece quello che vedo io è buttare la grande tradizione nel bidone dell’immondizia per esaltare qualsiasi cosa sia ritenuta “popolare” o “pop” o “nazional popolare”. L’unica cosa che le persone che fanno questo dimostrano, è di NON avere capacità di lettura.

  62. a.b. il 6 febbraio 2007 alle 11:43

    Scusate non si dice fumettista ma “autore di fumetto” e comunque stavo parlando di una persona esposta alla Biennale di venezia tanto per dire il livello…

  63. Valter Binaghi il 6 febbraio 2007 alle 13:24

    @a.b.
    In realtà io condivido molto di quello che dici, ma forse non lo dici sempre a proposito. Per esempio ti sei scagliato contro questo scherzetto (è vero, il blog celebra sè stesso, l’unico luogo dove autori e lettori sono davvero sullo stesso piano) ma di me come scrittore non sai nulla e mi riduci a questo. Io ho sudato dieci anni per scrivere una trilogia sulla società italiana che – per quanto i primi due volumi sono stati venduti come “giallo” e “noir” (il terzo è in uscita questo mese) sono tutto tranne che romanzetti “di genere”. Certo, uno viene giudicato per quello che fa e dove lo fa, però magari senza tirargli addosso i fulmini dell’olimpo moreschian-scarpian benedettiano, e trattandolo come un cialtrone da osteria solo perchè si è perfesso una volta una barzelletta.
    Amici?

  64. Gian Ruggero Manzoni il 6 febbraio 2007 alle 13:41

    Io, che non sono un gran cultore della letteratura considerata, a suo tempo, di genere, devo ammettere che “Robinia Blues” e la “La porta degli innocenti” di Binaghi sono due libri che hanno un impinato noir, ma vanno ben oltre. Ora attendiamo il terzo… peccato che dovrò dare soldi, se non erro, al datore di lavoro di Mozzi :-) ma per Binaghi lo farò. Poi voglio vedere come la trilogia si chiuderà… la curiosità, in questi casi, va cibata.

  65. Gian Ruggero Manzoni il 6 febbraio 2007 alle 13:42

    impianto, non impinato :-) eh eh eh – ho inventato anche un neologismo.

  66. Giuseppe Iannozzi o quello del Che Barocco il 6 febbraio 2007 alle 14:29

    Io ne invetro motti di notologismi. :-D

  67. Giuseppe Iannozzi il 6 febbraio 2007 alle 14:33

    Oh, uscirà il nuovo di Valter.
    E quando?
    E chi ti pubblica, e perché? come mai? come è successo?

    Perché, perché lo fai, disperato scrittore mio?
    Perché ti stai come un goethe in agonia?
    Se solo volessi dipingere, invece di scrivere, ti lascerei fare

    ecc. ecc. ecc.

    E invece hai, hai il calamaio vuoto :-D

  68. Gisy il 6 febbraio 2007 alle 14:42

    @Iann – Massì che dicano hanno bisogno della rete per esistere….ora basta non risp più nemmeno io… :-P

  69. fk il 6 febbraio 2007 alle 14:44

    A.B.: trenta Franz messi assieme?!
    Aspetta che sento al Pentagono…

  70. Valter Binaghi il 6 febbraio 2007 alle 15:23

    @ Iannozzi
    Mi aspetti al varco? Okay, attendo la stroncatura.

  71. a.b. il 6 febbraio 2007 alle 16:13

    @ Binaghi, amici. Scusa ma qui i toni si arroventano facilmente. Ma secondo me quando ad arroventarsi col tono c’è anche un contenuto, insomma, questo prima o poi si “raffredda” e si comunica. La rete premia i pazienti (che hanno pazienza ma anche le ossa rotte da qualche discussione :-)

  72. a.b. il 6 febbraio 2007 alle 16:19

    Poi una cosa che ti voglio dire all’orecchio Binaghi è che far incazzare Franz dà esiti meravigliosi, si scalda come un cilindro di Ferrari e dà certe battute in testa… insomma, acqua in bocca, ma qui con lui si fa anche un po’ apposta… Effe Effe lo sa benissimo ma si guarda bene dal rivelargli il nostro (siamo più d’uno) disegno criminoso :-)

  73. Giuseppe Iannozzi il 6 febbraio 2007 alle 19:38

    @ VALTER

    E perché mai dovrebbe essere una stroncatura?
    Ti ho “parodiato” Masini, ma non partire col pregiudizio, perché io stravedo per Marco Masini.

    @ GISY

    Ecco, brava, ai BIP, lasciamoli da soli: alla fine si stancheranno pure di farsi le seghe.

    Pensiamo a noi che è meglio: siamo o non siamo la coppia più bella del mondo? ^____^

  74. Giuseppe Iannozzi il 6 febbraio 2007 alle 19:39

    30 Franz messi assieme: oddio, qui ci vuole un esorcismo di Ratzinger come minimo. :-)

  75. Giuseppe Iannozzi il 6 febbraio 2007 alle 19:43

    @ GISY

    Ho scoperto che hai scritto un libro su Piero Ciampi.
    A questo punto la domanda sorge spontanea: ma a te ti piacciono anche Ivan Graziani – ingiustamente dimenticato eppure chitarrista tra i più eccelsi in Italia, nonché grande paroliere -, Luigi Tenco, Giorgio Gaber?

  76. fk il 7 febbraio 2007 alle 02:02

    Ha ragione il simpatico Beccalossi: questo è un Grande Fratello. Mah. Abbiamo partorito dei mostri…

    Giuseppe: la mail di Gisy è sul suo sito, mi pare…:-)

  77. gisy il 8 febbraio 2007 alle 00:48

    @Ian – Certo che mi pace Ivan Graziani ho molto di lui, però eh Fossati, Fossati…Herbert pagani…E che dire di Sergio Endrigo TUTTO…Gaber mi piace, ma non tutto – invece il primo Jannacci (adesso a volte un po’ ganassone), assieme a Raffaello Baldini trovo che sia tra i più grandi poeti italiani…poi vabbè DeAndré ma non servirebbe nominarlo.
    Cmq ce l’ho la mail, e pure il sito, e pure il blog in caso… ^__^

    Scusa fk…

  78. sitting targets il 9 febbraio 2007 alle 03:24

    sergio endrigo? quello che ascolta anche genna?
    quello che ha spinto al suicidio tenco?



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