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	Commenti a: Per una riflessione sulla “guerra globale” degli Stati Uniti	</title>
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		<title>
		Di: alcor		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 19:32:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Inglese, io non riesco e non voglio mettere qualcosa tra parentesi.
Non voglio che contribuiamo alle guerre, non voglio che diventiamo una caserma degli USA.
Trovo che sia giusto far sentire la propria voce e dirlo, con forza.
Ma sono sempre stata contraria, quando si discorre e non si è in corteo, alle frasi generiche.
Tutto qui.
Un invito alla distinzione, alla precisazione, alla verifica, e anche al realismo, perché sono sempre stata convinta che è col realismo che poi in qualche modo si trova una strada, si ficca la leva nella fessura giusta che non si era vista. La politica, che è quello che piace a me, è nel trovare soluzioni.
Che se non sono supportate dagli ideali nascono morte, ma che senza un sapere concreto non nascono neppure.
Però può anche essere che io dica questo adesso, alla mia età, perché ho perso quella carica idealistica (ma anche velleitaria) che avevo a vent&#039;anni o anche a trenta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inglese, io non riesco e non voglio mettere qualcosa tra parentesi.<br />
Non voglio che contribuiamo alle guerre, non voglio che diventiamo una caserma degli USA.<br />
Trovo che sia giusto far sentire la propria voce e dirlo, con forza.<br />
Ma sono sempre stata contraria, quando si discorre e non si è in corteo, alle frasi generiche.<br />
Tutto qui.<br />
Un invito alla distinzione, alla precisazione, alla verifica, e anche al realismo, perché sono sempre stata convinta che è col realismo che poi in qualche modo si trova una strada, si ficca la leva nella fessura giusta che non si era vista. La politica, che è quello che piace a me, è nel trovare soluzioni.<br />
Che se non sono supportate dagli ideali nascono morte, ma che senza un sapere concreto non nascono neppure.<br />
Però può anche essere che io dica questo adesso, alla mia età, perché ho perso quella carica idealistica (ma anche velleitaria) che avevo a vent&#8217;anni o anche a trenta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/08/per-una-riflessione-sulla-%e2%80%9cguerra-globale%e2%80%9d-degli-stati-uniti/#comment-61016</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 18:32:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[alcor e ivo, certo: la complessità della questione Europa politica esiste. Cio&#039; che dite è sensato. Ma Vicenza è un&#039;altra cosa ancora. L&#039;imperialismo americano non è una fissa delle persone di sinistra, di certe persone della sinistra. E&#039; una realtà: la guerra è una realtà: Guantanamo è una realtà: i voli della CIA sono una realtà: le bombe sui civili sono una realtà. Se voi riuscite a mettere tra parentesi tutto questo, bene. Io non ci riesco e non voglio. Non voglio che l&#039;Italia si rende ulteriormente complice della guerra statunitense. Non concedere una nuova base, non allargare quella esistente, era una possibilità ragionevole, non un&#039;utopia infantile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>alcor e ivo, certo: la complessità della questione Europa politica esiste. Cio&#8217; che dite è sensato. Ma Vicenza è un&#8217;altra cosa ancora. L&#8217;imperialismo americano non è una fissa delle persone di sinistra, di certe persone della sinistra. E&#8217; una realtà: la guerra è una realtà: Guantanamo è una realtà: i voli della CIA sono una realtà: le bombe sui civili sono una realtà. Se voi riuscite a mettere tra parentesi tutto questo, bene. Io non ci riesco e non voglio. Non voglio che l&#8217;Italia si rende ulteriormente complice della guerra statunitense. Non concedere una nuova base, non allargare quella esistente, era una possibilità ragionevole, non un&#8217;utopia infantile.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: ivo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/08/per-una-riflessione-sulla-%e2%80%9cguerra-globale%e2%80%9d-degli-stati-uniti/#comment-61006</link>

		<dc:creator><![CDATA[ivo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 16:31:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[giusto, alcor. se guardiamo fuori dagli schemi siamo meno miopi e più complessi. l&#039;europa allargata, la turchia, i balcani, la serbia, il kosovo, l&#039;albania, l&#039;adriatico e il mediterraneo, il medioriente. e poi l&#039;india e la cina (e la sua penetrazione economica in africa). caso per caso. oltre vicenza. davvero tutto questo (e altro ancora, a venire) si tiene e si legge ancora usando gli schemi dell&#039;imperialismo americano? è davvero questo lo strumneto ancora utile per storicizzare il passato, leggere il presente, immaginare il futuro? per riprendere la velardeide, non corre il rischio, questo approccio limitato, di presentarsi come ovvio e sterile richiamo all&#039;ordine, assestamento identitario di un antagonismo tutto e solo di &#039;ideali&#039;?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>giusto, alcor. se guardiamo fuori dagli schemi siamo meno miopi e più complessi. l&#8217;europa allargata, la turchia, i balcani, la serbia, il kosovo, l&#8217;albania, l&#8217;adriatico e il mediterraneo, il medioriente. e poi l&#8217;india e la cina (e la sua penetrazione economica in africa). caso per caso. oltre vicenza. davvero tutto questo (e altro ancora, a venire) si tiene e si legge ancora usando gli schemi dell&#8217;imperialismo americano? è davvero questo lo strumneto ancora utile per storicizzare il passato, leggere il presente, immaginare il futuro? per riprendere la velardeide, non corre il rischio, questo approccio limitato, di presentarsi come ovvio e sterile richiamo all&#8217;ordine, assestamento identitario di un antagonismo tutto e solo di &#8216;ideali&#8217;?</p>
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		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/08/per-una-riflessione-sulla-%e2%80%9cguerra-globale%e2%80%9d-degli-stati-uniti/#comment-61004</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 16:14:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Hai scucchiaiato dal mio commento una frase, Inglese, ti perdono.
Ma resta il fatto che parlare in termini generici di Europa, proprio adesso che si è allargata tanto da rendere almeno problematico il parlarne in termini di identità comune, a me sembra non aiuti.
Gli ideali io vorrei vederli anche in qualche modo messi in pratica, e senza realismo, che non vuol dire cinismo, non vedo come sia possibile. Ripeto, cosa vuol dire Europa, per noi, e che cosa vuol dire Europa per i lituani, i polacchi, gli sloveni?
E i turchi in Europa, voi li volete? O volete lasciarli fuori perché la Turchia appoggerebbe certamente le politiche americane?

Ma io volo basso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai scucchiaiato dal mio commento una frase, Inglese, ti perdono.<br />
Ma resta il fatto che parlare in termini generici di Europa, proprio adesso che si è allargata tanto da rendere almeno problematico il parlarne in termini di identità comune, a me sembra non aiuti.<br />
Gli ideali io vorrei vederli anche in qualche modo messi in pratica, e senza realismo, che non vuol dire cinismo, non vedo come sia possibile. Ripeto, cosa vuol dire Europa, per noi, e che cosa vuol dire Europa per i lituani, i polacchi, gli sloveni?<br />
E i turchi in Europa, voi li volete? O volete lasciarli fuori perché la Turchia appoggerebbe certamente le politiche americane?</p>
<p>Ma io volo basso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/08/per-una-riflessione-sulla-%e2%80%9cguerra-globale%e2%80%9d-degli-stati-uniti/#comment-61001</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 15:51:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a Velardi e Remember, leggo con interesse i vostri interventi. Mi convincono della non inutilità e della non ovvietà del mio intervento. Che a me sembrava utile, ma tutto sommato ovvio. 

Avete notato l&#039;imprtante oscillazione Io / Noi. Vero. Ed essa ha un preciso motivo. Ma ne parlero&#039; in un&#039;altra occasione. Questo mio pezzo ha valore di dito puntato ad altro, le analisi di Zolo. Non rimanete a fissare troppo il dito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a Velardi e Remember, leggo con interesse i vostri interventi. Mi convincono della non inutilità e della non ovvietà del mio intervento. Che a me sembrava utile, ma tutto sommato ovvio. </p>
<p>Avete notato l&#8217;imprtante oscillazione Io / Noi. Vero. Ed essa ha un preciso motivo. Ma ne parlero&#8217; in un&#8217;altra occasione. Questo mio pezzo ha valore di dito puntato ad altro, le analisi di Zolo. Non rimanete a fissare troppo il dito.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/08/per-una-riflessione-sulla-%e2%80%9cguerra-globale%e2%80%9d-degli-stati-uniti/#comment-60999</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 15:45:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a alcor che dice:
&quot;perché penso lo sappiate quanto me, che le politiche estere ubbidiscono a logiche diverse da quelle ideali&quot;

Quello che so è che molte persone hanno interesse che sempre più gente creda che qualsiasi politica (estera o interna) non debba assolutamente essere contaminata dagli ideali. Cio&#039; significa semplicemente che cosi come stanno le cose, lo devono restare sempre. Ideale significa, in politica, qualcosa di diverso da quello che oggi si fa.
Abbiamo bisogno di molta immaginazione e di molti ideali in politica. Nessun uomo politico di peso, nel bene e nel male, ne è stato sprovvisto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a alcor che dice:<br />
&#8220;perché penso lo sappiate quanto me, che le politiche estere ubbidiscono a logiche diverse da quelle ideali&#8221;</p>
<p>Quello che so è che molte persone hanno interesse che sempre più gente creda che qualsiasi politica (estera o interna) non debba assolutamente essere contaminata dagli ideali. Cio&#8217; significa semplicemente che cosi come stanno le cose, lo devono restare sempre. Ideale significa, in politica, qualcosa di diverso da quello che oggi si fa.<br />
Abbiamo bisogno di molta immaginazione e di molti ideali in politica. Nessun uomo politico di peso, nel bene e nel male, ne è stato sprovvisto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/08/per-una-riflessione-sulla-%e2%80%9cguerra-globale%e2%80%9d-degli-stati-uniti/#comment-60989</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 14:12:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Velardi, è per queste sottili strategie di riposizionamento che ti si vede alle celebrazioni di Dell&#039;Utri? E&#039; per lo stesso motivo che ai due poli del nuovo potere catodico si trovano, di qua e di là, un sacco di ex direttori di Lotta Continua? 
Piuttosto che mangiare a qualsiasi greppia preferisco morire digiuno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Velardi, è per queste sottili strategie di riposizionamento che ti si vede alle celebrazioni di Dell&#8217;Utri? E&#8217; per lo stesso motivo che ai due poli del nuovo potere catodico si trovano, di qua e di là, un sacco di ex direttori di Lotta Continua?<br />
Piuttosto che mangiare a qualsiasi greppia preferisco morire digiuno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: c.velardi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/08/per-una-riflessione-sulla-%e2%80%9cguerra-globale%e2%80%9d-degli-stati-uniti/#comment-60982</link>

		<dc:creator><![CDATA[c.velardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 12:53:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tre davvero ripetuti. perdo colpi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tre davvero ripetuti. perdo colpi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: c.velardi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/08/per-una-riflessione-sulla-%e2%80%9cguerra-globale%e2%80%9d-degli-stati-uniti/#comment-60981</link>

		<dc:creator><![CDATA[c.velardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 12:47:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[l&#039;ambito della comunicazione del post è, sociologicamente, l&#039;ambito di una generosa e affannata ricerca di appartenenza identitaria (la massa, la moltitudine di vicenza, i pacifisti senza se e senza ma, il soggetto antagonista per davvero). per questo come si dice nell&#039;ultimo commento si oscilla tra la I pesona singolare (la costruzione del self) e la terza singolare, riflessiva ma plurale (la comunità che si sceglie, si ricerca). 
è, vero, col tempo sono diventato cinico, realista più del re (ah, i tempi dei lothar boys...). sembra che l&#039;alto della politica (le istituzioni) e il basso dei movimenti (ciò che ne resta) vivano e si confrontino oggi più che mai in un rapporto esattamente speculare. mosse strategiche, pratiche discorsive, negoziazione della propria identità dall&#039;alto (centro sinistra e partito democratico europeo, politica estera atlantica o europeista), alle quali corrispondono  mosse discorsive e di posizionamento dal basso che si vogliono critiche, opposte, contrarie, magari anche propositive e alternative, ma sono, ahimè, complementari e funzionali ai meccanismi solo simbolici della comunicazione, della pangea solo discorsiva, astratta, formale, nella quale siamo immersi.  il tutto si gioca sul piano rigorosamente simbolico delle appartenenze identitarie (linguaggi, slogan, adesioni, presenze o presenzialismi, semplificazioni, mediazioni). manca il pensiero critico, quello che sa mettersi anche dall&#039;altra parte, si immedesima eretico e controcorrente nelle vesti del &#039;nemico&#039;, per affondare davvero e produrre una coscienza di classe, o di appartenenza, capace di muovere non la sette o raitre per la diretta della manifestazuone a vicenza, sperando in un buon esito, ma riuscendo davvero a coinvolgere con la ragione una massa davvero pensante e avvertita. ora, questo pensiero critico che si invoca - questo pensiero critico ri-orientato e a tutto campo, incerto ma non timoroso di mappare anche i &#039;contorni&#039; del campo, le sue pieghe e ambiguità, non solo il nucleo del senso comune (conservatore o &#039;rivoluzionario&#039;) - non è riassumibile in qualche bibliografia aggiornata tra pensatori francesi e italiani in ombra: è anzitutto una questione di metodo. astrazione per astrazione, preferisco di intuire un &#039;metodo&#039; critico nell&#039;interpretazione della realtà geo-politica, discutibile ma stimolante, piuttosto che un appello emotivo ai compagni pacifisti, magari tentando pure di stringere l&#039;alleanza del secolo (con i compagni NO TAV di lì vicino, per esempio). è inteso che il problema mi investe personalmente, non esprimo giudizi negativi fine a se stessi sul post.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;ambito della comunicazione del post è, sociologicamente, l&#8217;ambito di una generosa e affannata ricerca di appartenenza identitaria (la massa, la moltitudine di vicenza, i pacifisti senza se e senza ma, il soggetto antagonista per davvero). per questo come si dice nell&#8217;ultimo commento si oscilla tra la I pesona singolare (la costruzione del self) e la terza singolare, riflessiva ma plurale (la comunità che si sceglie, si ricerca).<br />
è, vero, col tempo sono diventato cinico, realista più del re (ah, i tempi dei lothar boys&#8230;). sembra che l&#8217;alto della politica (le istituzioni) e il basso dei movimenti (ciò che ne resta) vivano e si confrontino oggi più che mai in un rapporto esattamente speculare. mosse strategiche, pratiche discorsive, negoziazione della propria identità dall&#8217;alto (centro sinistra e partito democratico europeo, politica estera atlantica o europeista), alle quali corrispondono  mosse discorsive e di posizionamento dal basso che si vogliono critiche, opposte, contrarie, magari anche propositive e alternative, ma sono, ahimè, complementari e funzionali ai meccanismi solo simbolici della comunicazione, della pangea solo discorsiva, astratta, formale, nella quale siamo immersi.  il tutto si gioca sul piano rigorosamente simbolico delle appartenenze identitarie (linguaggi, slogan, adesioni, presenze o presenzialismi, semplificazioni, mediazioni). manca il pensiero critico, quello che sa mettersi anche dall&#8217;altra parte, si immedesima eretico e controcorrente nelle vesti del &#8216;nemico&#8217;, per affondare davvero e produrre una coscienza di classe, o di appartenenza, capace di muovere non la sette o raitre per la diretta della manifestazuone a vicenza, sperando in un buon esito, ma riuscendo davvero a coinvolgere con la ragione una massa davvero pensante e avvertita. ora, questo pensiero critico che si invoca &#8211; questo pensiero critico ri-orientato e a tutto campo, incerto ma non timoroso di mappare anche i &#8216;contorni&#8217; del campo, le sue pieghe e ambiguità, non solo il nucleo del senso comune (conservatore o &#8216;rivoluzionario&#8217;) &#8211; non è riassumibile in qualche bibliografia aggiornata tra pensatori francesi e italiani in ombra: è anzitutto una questione di metodo. astrazione per astrazione, preferisco di intuire un &#8216;metodo&#8217; critico nell&#8217;interpretazione della realtà geo-politica, discutibile ma stimolante, piuttosto che un appello emotivo ai compagni pacifisti, magari tentando pure di stringere l&#8217;alleanza del secolo (con i compagni NO TAV di lì vicino, per esempio). è inteso che il problema mi investe personalmente, non esprimo giudizi negativi fine a se stessi sul post.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/08/per-una-riflessione-sulla-%e2%80%9cguerra-globale%e2%80%9d-degli-stati-uniti/#comment-60977</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 12:03:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chi parla di rivotare Prodi? Non ho dimenticato le colombe a reazione dell&#039;ulivo mondiale sulla Serbia. La dipendenza politica e militare dell&#039;Europa dagli Stati uniti, questo è quello che deve finire. E nessuna complicità con le politiche estere pelose, travestite da guerre umanitarie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi parla di rivotare Prodi? Non ho dimenticato le colombe a reazione dell&#8217;ulivo mondiale sulla Serbia. La dipendenza politica e militare dell&#8217;Europa dagli Stati uniti, questo è quello che deve finire. E nessuna complicità con le politiche estere pelose, travestite da guerre umanitarie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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