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	Commenti a: Hegel, Genna e la televisione	</title>
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		<title>
		Di: Angelo De Lorenzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/hegel-genna-e-la-televisione/#comment-61846</link>

		<dc:creator><![CDATA[Angelo De Lorenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2007 14:01:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@valter binaghi 
Divino Gaber!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@valter binaghi<br />
Divino Gaber!</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/hegel-genna-e-la-televisione/#comment-61830</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2007 08:58:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se penso al modo in cui è caduto il primo governo Prodi e poi a ciò che è successo ieri mi viene in mente qualcuno di ben noto qui, che diceva che le cose accadono sempre due volte nella storia, la prima come tragedia, la seconda come farsa. Se c&#039;era qualche speranza di un cambio di rotta in politica estera con questo governo, adesso dopo questa gloriosa testimonianza rifondarola e il probabile ritorno al voto avremo un nuovo governo Berlusconi, e la speranza sarà definitivamente tramontatata.
E&#039; a questo che serve il comunismo antiquario di Rossi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se penso al modo in cui è caduto il primo governo Prodi e poi a ciò che è successo ieri mi viene in mente qualcuno di ben noto qui, che diceva che le cose accadono sempre due volte nella storia, la prima come tragedia, la seconda come farsa. Se c&#8217;era qualche speranza di un cambio di rotta in politica estera con questo governo, adesso dopo questa gloriosa testimonianza rifondarola e il probabile ritorno al voto avremo un nuovo governo Berlusconi, e la speranza sarà definitivamente tramontatata.<br />
E&#8217; a questo che serve il comunismo antiquario di Rossi?</p>
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		<title>
		Di: Eva Risto		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/hegel-genna-e-la-televisione/#comment-61826</link>

		<dc:creator><![CDATA[Eva Risto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2007 08:17:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[secondo me, signor beccalossi, era proprio quello che aspettavi. così ti senti un po&#039; più sicuro nella tana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>secondo me, signor beccalossi, era proprio quello che aspettavi. così ti senti un po&#8217; più sicuro nella tana.</p>
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		<title>
		Di: beccalossi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/hegel-genna-e-la-televisione/#comment-61824</link>

		<dc:creator><![CDATA[beccalossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2007 05:16:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per concludere: Binaghi e Beccalossi come Turigliatto e Rossi? 
(pensa, uno si sveglia e trova la democrazia cristiana sul comodino)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per concludere: Binaghi e Beccalossi come Turigliatto e Rossi?<br />
(pensa, uno si sveglia e trova la democrazia cristiana sul comodino)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: beccalossi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/hegel-genna-e-la-televisione/#comment-61808</link>

		<dc:creator><![CDATA[beccalossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2007 19:16:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ah, ovvio, dimenticavo il motivo. Mi rinchiudo nella mia Gemeinschaft a fare le cose sporche col mio pudore davanti al poster della Thatcher sopra il letto. Oggi il parlamento italiano mi ha convinto ancora una volta che la Gesellschaft non funziona. Soprattutto quella a maggioranza risicata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, ovvio, dimenticavo il motivo. Mi rinchiudo nella mia Gemeinschaft a fare le cose sporche col mio pudore davanti al poster della Thatcher sopra il letto. Oggi il parlamento italiano mi ha convinto ancora una volta che la Gesellschaft non funziona. Soprattutto quella a maggioranza risicata.</p>
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		<title>
		Di: beccalossi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/hegel-genna-e-la-televisione/#comment-61807</link>

		<dc:creator><![CDATA[beccalossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2007 19:10:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prodi è caduto. Quindi rimane D&#039;Alema. E pensa, tashtego: mi sa che verranno segati fuori anche i cattolici di destra. Io mi rinchiudo nella Gemeinschaft, a fare le cose sporche con il mio pudore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prodi è caduto. Quindi rimane D&#8217;Alema. E pensa, tashtego: mi sa che verranno segati fuori anche i cattolici di destra. Io mi rinchiudo nella Gemeinschaft, a fare le cose sporche con il mio pudore.</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/hegel-genna-e-la-televisione/#comment-61741</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 22:20:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Senti tash, io in questo momento vorrei proprio vederti in faccia.
Secondo me attacchiamo a ridere fino a domani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Senti tash, io in questo momento vorrei proprio vederti in faccia.<br />
Secondo me attacchiamo a ridere fino a domani.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/hegel-genna-e-la-televisione/#comment-61740</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 21:25:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[prodi e d&#039;alema...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>prodi e d&#8217;alema&#8230;</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/hegel-genna-e-la-televisione/#comment-61739</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 19:37:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E poi c&#039;è Gaber, e una canzone a cui ho rubato un verso.
L&#039;ha scritta mentre sapeva di dover morire, e infatti il cd è uscito postumo.
Poteva parlare di qualsiasi cosa, a un uomo in quelle condizioni si può concedere tutto: invece ha scritto questo. Questo aveva a cuore, l&#039;intimità che ci rende liberi, perchè forse quando muori riesci a pensare in grande. 

C&#039;è un&#039;aria (Gaber - Luporini)

Dagli schermi di casa un signore raffinato
e una rossa decisa con il gomito appoggiato
ti danno il buongiorno sorridendo e commentando
con interviste e filmati ti raccontano a turno
a che punto sta il mondo.

E su tutti i canali arriva la notizia
un attentato, uno stupro e se va bene una disgrazia
che diventa un mistero di dimensioni colossali
quando passa dal video a quei bordelli di pensiero
che chiamano giornali.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

Ed ogni avvenimento di fatto si traduce
in tanti &quot;sembrerebbe&quot;, &quot;si vocifera&quot;, &quot;si dice&quot;
con titoli ad effetto che coinvolgono la gente
in un gioco al rialzo che riesce a dire tutto
senza dire niente.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria,
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.

Lasciateci aprire le finestre,
lasciateci alle cose veramente nostre
e fateci pregustare l’insolita letizia
di stare per almeno dieci anni senza una notizia.

In questo grosso mercato di opinioni concorrenti
puoi pescarti un’idea tra le tante stravaganti
e poi ci sono le ricerche, tanti pensieri alternativi
che ti saltano addosso come le marche
dei preservativi.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

E c’è un gusto morboso del mestiere d’informare,
uno sfoggio di pensieri senza mai l’ombra di un dolore
e le miserie umane raccontate come film gialli
sono tragedie oscene che soddisfano la fame
di questi avidi sciacalli.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.

Lasciate almeno l’ignoranza
che è molto meglio della vostra idea di conoscenza
che quasi fatalmente chi ama troppo l’informazione
oltre a non sapere niente è anche più coglione.

Inviati speciali testimoniano gli eventi
con audaci primi piani, inquadrature emozionanti
di persone disperate che stanno per impazzire,
di bambini denutriti così ben fotografati
messi in posa per morire.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

Sarà una coincidenza oppure opportunismo
intervenire se conviene forse una regola del giornalismo
e quando hanno scoperto i politici corrotti
che gran polverone, lo sapevate da sempre
ma siete stati belli zitti.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che mancal’aria,
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.

Lasciateci il gusto dell’assenza,
lasciatemi da solo con la mia esistenza
che se mi raccontate la mia vita di ogni giorno
finisce che non credo neanche a ciò che ho intorno.

Ma la televisione che ti culla dolcemente
presa a piccole dosi direi che è come un tranquillante
la si dovrebbe trattare in tutte le famiglie
con lo stesso rispetto che è giusto avere
per una lavastoviglie.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

E guardando i giornali con un minimo di ironia
li dovremmo sfogliare come romanzi di fantasia
che poi il giorno dopo e anche il giorno stesso
vanno molto bene per accendere il fuoco
o per andare al cesso.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria... 
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria... 
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E poi c&#8217;è Gaber, e una canzone a cui ho rubato un verso.<br />
L&#8217;ha scritta mentre sapeva di dover morire, e infatti il cd è uscito postumo.<br />
Poteva parlare di qualsiasi cosa, a un uomo in quelle condizioni si può concedere tutto: invece ha scritto questo. Questo aveva a cuore, l&#8217;intimità che ci rende liberi, perchè forse quando muori riesci a pensare in grande. </p>
<p>C&#8217;è un&#8217;aria (Gaber &#8211; Luporini)</p>
<p>Dagli schermi di casa un signore raffinato<br />
e una rossa decisa con il gomito appoggiato<br />
ti danno il buongiorno sorridendo e commentando<br />
con interviste e filmati ti raccontano a turno<br />
a che punto sta il mondo.</p>
<p>E su tutti i canali arriva la notizia<br />
un attentato, uno stupro e se va bene una disgrazia<br />
che diventa un mistero di dimensioni colossali<br />
quando passa dal video a quei bordelli di pensiero<br />
che chiamano giornali.</p>
<p>C’è un’aria, un’aria, ma un’aria&#8230;</p>
<p>Ed ogni avvenimento di fatto si traduce<br />
in tanti &#8220;sembrerebbe&#8221;, &#8220;si vocifera&#8221;, &#8220;si dice&#8221;<br />
con titoli ad effetto che coinvolgono la gente<br />
in un gioco al rialzo che riesce a dire tutto<br />
senza dire niente.</p>
<p>C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria,<br />
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.</p>
<p>Lasciateci aprire le finestre,<br />
lasciateci alle cose veramente nostre<br />
e fateci pregustare l’insolita letizia<br />
di stare per almeno dieci anni senza una notizia.</p>
<p>In questo grosso mercato di opinioni concorrenti<br />
puoi pescarti un’idea tra le tante stravaganti<br />
e poi ci sono le ricerche, tanti pensieri alternativi<br />
che ti saltano addosso come le marche<br />
dei preservativi.</p>
<p>C’è un’aria, un’aria, ma un’aria&#8230;</p>
<p>E c’è un gusto morboso del mestiere d’informare,<br />
uno sfoggio di pensieri senza mai l’ombra di un dolore<br />
e le miserie umane raccontate come film gialli<br />
sono tragedie oscene che soddisfano la fame<br />
di questi avidi sciacalli.</p>
<p>C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.<br />
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.</p>
<p>Lasciate almeno l’ignoranza<br />
che è molto meglio della vostra idea di conoscenza<br />
che quasi fatalmente chi ama troppo l’informazione<br />
oltre a non sapere niente è anche più coglione.</p>
<p>Inviati speciali testimoniano gli eventi<br />
con audaci primi piani, inquadrature emozionanti<br />
di persone disperate che stanno per impazzire,<br />
di bambini denutriti così ben fotografati<br />
messi in posa per morire.</p>
<p>C’è un’aria, un’aria, ma un’aria&#8230;</p>
<p>Sarà una coincidenza oppure opportunismo<br />
intervenire se conviene forse una regola del giornalismo<br />
e quando hanno scoperto i politici corrotti<br />
che gran polverone, lo sapevate da sempre<br />
ma siete stati belli zitti.</p>
<p>C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che mancal’aria,<br />
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.</p>
<p>Lasciateci il gusto dell’assenza,<br />
lasciatemi da solo con la mia esistenza<br />
che se mi raccontate la mia vita di ogni giorno<br />
finisce che non credo neanche a ciò che ho intorno.</p>
<p>Ma la televisione che ti culla dolcemente<br />
presa a piccole dosi direi che è come un tranquillante<br />
la si dovrebbe trattare in tutte le famiglie<br />
con lo stesso rispetto che è giusto avere<br />
per una lavastoviglie.</p>
<p>C’è un’aria, un’aria, ma un’aria&#8230;</p>
<p>E guardando i giornali con un minimo di ironia<br />
li dovremmo sfogliare come romanzi di fantasia<br />
che poi il giorno dopo e anche il giorno stesso<br />
vanno molto bene per accendere il fuoco<br />
o per andare al cesso.</p>
<p>C’è un’aria, un’aria, ma un’aria&#8230;<br />
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria&#8230;<br />
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/hegel-genna-e-la-televisione/#comment-61733</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 18:30:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ tashtego
Di destra? Una destra mitica, inarrivabile, fatta di censure (il pudore che non vuole trasformarsi in diritto negoziabile), oscurantismi (la religione che non vuole dissolversi nella manicure del politichese giuridichese). 
La destra dei tuoi (e miei) incubi di ragazzo, che fa il paio con la sinistra dei tuoi sogni, quella dove Prodi e D&#039;alema sono paladini della democrazia anzichè esecutori di lobbies. Una destra e una sinistra che non ci sono più, ma vorrebbero spartirsi quel che resta del mondo. Non ci sto, amico mio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ tashtego<br />
Di destra? Una destra mitica, inarrivabile, fatta di censure (il pudore che non vuole trasformarsi in diritto negoziabile), oscurantismi (la religione che non vuole dissolversi nella manicure del politichese giuridichese).<br />
La destra dei tuoi (e miei) incubi di ragazzo, che fa il paio con la sinistra dei tuoi sogni, quella dove Prodi e D&#8217;alema sono paladini della democrazia anzichè esecutori di lobbies. Una destra e una sinistra che non ci sono più, ma vorrebbero spartirsi quel che resta del mondo. Non ci sto, amico mio.</p>
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