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	Commenti a: Globalizzazione carceraria. L&#8217;esplosione del carcere negli Stati Uniti e in Europa	</title>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/una-guerra-globale-monoteistica-3/#comment-61434</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Feb 2007 11:18:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bel pezzo. A proposito di consigli - consiglio un altro testo edito da DeriveApprodi, che a parer mio dispiega compiutamente quell&#039;analisi richiesta da Alcor, analisi carente nel breve pezzo di Zolo: Zero tolleranza. Strategie e pratiche della società di controllo, di Alessandro De Giorgi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bel pezzo. A proposito di consigli &#8211; consiglio un altro testo edito da DeriveApprodi, che a parer mio dispiega compiutamente quell&#8217;analisi richiesta da Alcor, analisi carente nel breve pezzo di Zolo: Zero tolleranza. Strategie e pratiche della società di controllo, di Alessandro De Giorgi.</p>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/una-guerra-globale-monoteistica-3/#comment-61429</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Feb 2007 10:36:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@alcor
ti consiglio:
Emilio Quadrelli, Andare ai resti, Derive approdi, Roma 2004
e anche gli altri titoli di Quadrelli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@alcor<br />
ti consiglio:<br />
Emilio Quadrelli, Andare ai resti, Derive approdi, Roma 2004<br />
e anche gli altri titoli di Quadrelli.</p>
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		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/una-guerra-globale-monoteistica-3/#comment-61424</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Feb 2007 10:12:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, Zolo ha ragione, anche dal punto di vista razionale è una situazione assurda. E tanto più assurdo il fatto che la percezione della gran massa dei cittadini è che al contrario i detenuti escano &quot;sempre&quot;.
Si parla molto di incertezza della pena (ricordate l&#039;indulto?), leggendo questo pezzo ho come l&#039;impressione che alla cieca si recluda e alla cieca si butti fuori, in una specie di delirante catena di montaggio da cui non esce un prodotto finito, ma sempre lo stesso pezzo di uomo-rottame. Non negli USa, dove sono protestanti, ma da noi, dove non c&#039;è nemmeno l&#039;assurda razionalità della repressione pura.
Pezzo interessante, Inglese, grazie.
Non è neppure vero che da noi non vi sia più traccia di un progetto di rieducazione civile. Ho visto un servizio molto interessante sui detenuti di una cittadina umbra (in questo momento mi sfugge il nome) dove invece la riabilitazione sembrerebbe perseguita con tenacia e successo.
E&#039; il grande carcere, la grande città, il grande agglomerato che mi sembrano in crisi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, Zolo ha ragione, anche dal punto di vista razionale è una situazione assurda. E tanto più assurdo il fatto che la percezione della gran massa dei cittadini è che al contrario i detenuti escano &#8220;sempre&#8221;.<br />
Si parla molto di incertezza della pena (ricordate l&#8217;indulto?), leggendo questo pezzo ho come l&#8217;impressione che alla cieca si recluda e alla cieca si butti fuori, in una specie di delirante catena di montaggio da cui non esce un prodotto finito, ma sempre lo stesso pezzo di uomo-rottame. Non negli USa, dove sono protestanti, ma da noi, dove non c&#8217;è nemmeno l&#8217;assurda razionalità della repressione pura.<br />
Pezzo interessante, Inglese, grazie.<br />
Non è neppure vero che da noi non vi sia più traccia di un progetto di rieducazione civile. Ho visto un servizio molto interessante sui detenuti di una cittadina umbra (in questo momento mi sfugge il nome) dove invece la riabilitazione sembrerebbe perseguita con tenacia e successo.<br />
E&#8217; il grande carcere, la grande città, il grande agglomerato che mi sembrano in crisi.</p>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/una-guerra-globale-monoteistica-3/#comment-61354</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 13:31:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Al di là del discorso marcatamente politico di Zolo - che condivido ma di cui rilevo una certa carenza nell’analisi dei motivi per cui l’attuale fase del capitalismo esige un’ipertrofia penitenziaria - mi preme ribadire un punto.
Le società contemporanee hanno abolito il concetto di recupero per sostituirlo con quello di punizione, tout court.
Si va in galera per punizione, senza che nell’istituzione detentiva vi sia più traccia concreta di un processo di ri-educazione civile e di re-inserimento nella cosiddetta società.
Quanto più grave è il crimine, tanto più lungo è il periodo di detenzione-punizione.
Questo è tipico delle società di destra, che non si percepiscono più come una comunità civile, ma solo (thatcherianamente) come una sommatoria di nuclei di internità famigliare, rispetto ai quali persino il singolo individuo è sospetto in quanto tale.
Al di là dell’iper-criminalizzazione dei comportamenti marginali, che pure esiste ed è frutto della mania della sicurezza, la tendenza in atto è quella di non riconoscere più nel criminale un umano come noi che “sbaglia”, ma di vedervi una sorta di animale cattivo &#038; avulso che è meglio togliere di circolazione per più tempo possibile - di questo passo si va dritti alla pena di morte, è solo questione di tempo.
Salvo poi nutrirsi avidamente di ogni narrazione – libri, film, televisione – afferente l’ambiente criminale, del quale il Grande Ripieno sociale subisce pur sempre il fascino a fronte della propria esistenza garantita e senza (apparenti) scosse.
La borghesia (qualora esista ancora e ne dubito), piccola o grande che sia, non è più interessata a narrarsi: il romanzo borghese è finito ed è stato sostituito dal romanzo criminale, che i nostri scrittori – secondo la legge della domanda e dell’offerta - si sono da tempo attrezzati a fornire.
Quanto poi al vero ruolo della società criminale nei nostri contesti civili, bisogna leggere gli splendidi libri di Emilio Quadrelli.
Comunque c’è aggiungere, frettolosamente, che oggi come oggi è solo nella società criminale che sono reperibili frammenti di etica, del tutto scomparsi altrove, affogati dal Grande Ripieno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al di là del discorso marcatamente politico di Zolo &#8211; che condivido ma di cui rilevo una certa carenza nell’analisi dei motivi per cui l’attuale fase del capitalismo esige un’ipertrofia penitenziaria &#8211; mi preme ribadire un punto.<br />
Le società contemporanee hanno abolito il concetto di recupero per sostituirlo con quello di punizione, tout court.<br />
Si va in galera per punizione, senza che nell’istituzione detentiva vi sia più traccia concreta di un processo di ri-educazione civile e di re-inserimento nella cosiddetta società.<br />
Quanto più grave è il crimine, tanto più lungo è il periodo di detenzione-punizione.<br />
Questo è tipico delle società di destra, che non si percepiscono più come una comunità civile, ma solo (thatcherianamente) come una sommatoria di nuclei di internità famigliare, rispetto ai quali persino il singolo individuo è sospetto in quanto tale.<br />
Al di là dell’iper-criminalizzazione dei comportamenti marginali, che pure esiste ed è frutto della mania della sicurezza, la tendenza in atto è quella di non riconoscere più nel criminale un umano come noi che “sbaglia”, ma di vedervi una sorta di animale cattivo &amp; avulso che è meglio togliere di circolazione per più tempo possibile &#8211; di questo passo si va dritti alla pena di morte, è solo questione di tempo.<br />
Salvo poi nutrirsi avidamente di ogni narrazione – libri, film, televisione – afferente l’ambiente criminale, del quale il Grande Ripieno sociale subisce pur sempre il fascino a fronte della propria esistenza garantita e senza (apparenti) scosse.<br />
La borghesia (qualora esista ancora e ne dubito), piccola o grande che sia, non è più interessata a narrarsi: il romanzo borghese è finito ed è stato sostituito dal romanzo criminale, che i nostri scrittori – secondo la legge della domanda e dell’offerta &#8211; si sono da tempo attrezzati a fornire.<br />
Quanto poi al vero ruolo della società criminale nei nostri contesti civili, bisogna leggere gli splendidi libri di Emilio Quadrelli.<br />
Comunque c’è aggiungere, frettolosamente, che oggi come oggi è solo nella società criminale che sono reperibili frammenti di etica, del tutto scomparsi altrove, affogati dal Grande Ripieno.</p>
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		<title>
		Di: remember the Srebrenica		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/una-guerra-globale-monoteistica-3/#comment-61328</link>

		<dc:creator><![CDATA[remember the Srebrenica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 07:47:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Jan, vedi che non c&#039;è bisogno di fare il detective. Chi segue NI2 con un minimo di attenzione lo sa chi ci scrive e con quali nick scrive. 
Saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Jan, vedi che non c&#8217;è bisogno di fare il detective. Chi segue NI2 con un minimo di attenzione lo sa chi ci scrive e con quali nick scrive.<br />
Saluti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jan		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/una-guerra-globale-monoteistica-3/#comment-61310</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 19:57:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Roberto Santoro, che tristezza vederti indossare i nomi di eccidi tremendi (Srebrenica) a modo di nomignoli, solo per fare sfoggio del tuo estro.
https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/una-guerra-globale-monoteistica-3/#comment-61309]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Roberto Santoro, che tristezza vederti indossare i nomi di eccidi tremendi (Srebrenica) a modo di nomignoli, solo per fare sfoggio del tuo estro.<br />
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		<title>
		Di: remember the Srebrenica		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[remember the Srebrenica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 19:41:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutto vero. Però magari nel collage echaurresco che fa da illustrazione al pezzo ci poteva stare pure uno sgozzatore, e che Pearl!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto vero. Però magari nel collage echaurresco che fa da illustrazione al pezzo ci poteva stare pure uno sgozzatore, e che Pearl!</p>
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		<title>
		Di: Morgan		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/una-guerra-globale-monoteistica-3/#comment-61278</link>

		<dc:creator><![CDATA[Morgan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 11:30:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate il doppione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate il doppione.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Morgan		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/una-guerra-globale-monoteistica-3/#comment-61276</link>

		<dc:creator><![CDATA[Morgan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 11:30:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io voglio commentare così: 

&quot;A chiunque per fare qualcosa è indispensabile ritenere la propria attività importante e buona. Per questo, quale che sia la condizione di un uomo, costui si formerà senz&#039;altro una visione della vita umana tale da fargli sembrare importante e buona la sua attività. 
Normalmente si ritiene che un ladro, un assassino, una spia, una prostituta, riconoscendo la propria professione come disonesta, se ne debba vergognare. Accade esattamente il contrario. Persone che, per il destino o per i propri peccati-errori, siano state poste in una data condizione, per quanto sbagliata essa sia, si formeranno una visione della vita in base alla quale la loro condizione apparirà buona e degna di rispetto. Per mantenere poi tale visione, si tengono istintivamente in quella cerchia di persone nella quale viene approvata la concezione della vita e del loro posto in essa che loro si sono formati. Questo ci sorprende quando la faccenda riguarda ladri che si vantano della loro astuzia, prostitute che si vantano della loro depravazione, assassini che si vantano della loro crudeltà. Ma ci sorprende soltanto perché la piccola cerchia ambientale di queste persone è limitata e, soprattutto, perché noi ne restiamo al di fuori. Ma lo stesso fenomeno non avviene forse anche tra i ricchi che vantano la loro ricchezza, cioè le loro ruberie, tra le autorità militari che vantano le loro vittorie, cioè i loro assassini, tra i sovrani che vantano la loro potenza, cioè le loro prevaricazioni? Noi non vediamo quanto in queste persone la concezione della vita, del bene e del male sia stata travisata al fine di giustificare la propria condizione, solo perché è più vasta la cerchia di persone con tali travisate concezioni, e noi stessi ne facciamo parte&quot;. 

                           [Lev Nikolàevic Tolstòj]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io voglio commentare così: </p>
<p>&#8220;A chiunque per fare qualcosa è indispensabile ritenere la propria attività importante e buona. Per questo, quale che sia la condizione di un uomo, costui si formerà senz&#8217;altro una visione della vita umana tale da fargli sembrare importante e buona la sua attività.<br />
Normalmente si ritiene che un ladro, un assassino, una spia, una prostituta, riconoscendo la propria professione come disonesta, se ne debba vergognare. Accade esattamente il contrario. Persone che, per il destino o per i propri peccati-errori, siano state poste in una data condizione, per quanto sbagliata essa sia, si formeranno una visione della vita in base alla quale la loro condizione apparirà buona e degna di rispetto. Per mantenere poi tale visione, si tengono istintivamente in quella cerchia di persone nella quale viene approvata la concezione della vita e del loro posto in essa che loro si sono formati. Questo ci sorprende quando la faccenda riguarda ladri che si vantano della loro astuzia, prostitute che si vantano della loro depravazione, assassini che si vantano della loro crudeltà. Ma ci sorprende soltanto perché la piccola cerchia ambientale di queste persone è limitata e, soprattutto, perché noi ne restiamo al di fuori. Ma lo stesso fenomeno non avviene forse anche tra i ricchi che vantano la loro ricchezza, cioè le loro ruberie, tra le autorità militari che vantano le loro vittorie, cioè i loro assassini, tra i sovrani che vantano la loro potenza, cioè le loro prevaricazioni? Noi non vediamo quanto in queste persone la concezione della vita, del bene e del male sia stata travisata al fine di giustificare la propria condizione, solo perché è più vasta la cerchia di persone con tali travisate concezioni, e noi stessi ne facciamo parte&#8221;. </p>
<p>                           [Lev Nikolàevic Tolstòj]</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Morgan		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/02/15/una-guerra-globale-monoteistica-3/#comment-61275</link>

		<dc:creator><![CDATA[Morgan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 11:26:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io voglio commentare così: 

&quot;A chiunque per fare qualcosa è indispensabile ritenere la propria attività importante e buona. Per questo, quale che sia la condizione di un uomo, costui si formerà senz&#039;altro una visione della vita umana tale da fargli sembrare importante e buona la sua attività. 
Normalmente si ritiene che un ladro, un assassino, una spia, una prostituta, riconoscendo la propria professione come disonesta, se ne debba vergognare. Accade esattamente il contrario. Persone che, per il destino o per i propri peccati-errori, siano state poste in una data condizione, per quanto sbagliata essa sia, si formeranno una visione della vita in base alla quale la loro condizione apparirà buona e degna di rispetto. Per mantenere poi tale visione, si tengono istintivamente in quella cerchia di persone nella quale viene approvata la concezione della vita e del loro posto in essa che loro si sono formati. Questo ci sorprende quando la faccenda riguarda ladri che si vantano della loro astuzia, prostitute che si vantano della loro depravazione, assassini che si vantano della loro crudeltà. Ma ci sorprende soltanto perché la piccola cerchia ambientale di queste persone è limitata e, soprattutto, perché noi ne restiamo al di fuori. Ma lo stesso fenomeno non avviene forse anche tra i ricchi che vantano la loro ricchezza, cioè le loro ruberie, tra le autorità militari che vantano le loro vittorie, cioè i loro assassini, tra i sovrani che vantano la loro potenza, cioè le loro prevaricazioni? Noi non vediamo quanto in queste persone la concezione della vita, del bene e del male]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io voglio commentare così: </p>
<p>&#8220;A chiunque per fare qualcosa è indispensabile ritenere la propria attività importante e buona. Per questo, quale che sia la condizione di un uomo, costui si formerà senz&#8217;altro una visione della vita umana tale da fargli sembrare importante e buona la sua attività.<br />
Normalmente si ritiene che un ladro, un assassino, una spia, una prostituta, riconoscendo la propria professione come disonesta, se ne debba vergognare. Accade esattamente il contrario. Persone che, per il destino o per i propri peccati-errori, siano state poste in una data condizione, per quanto sbagliata essa sia, si formeranno una visione della vita in base alla quale la loro condizione apparirà buona e degna di rispetto. Per mantenere poi tale visione, si tengono istintivamente in quella cerchia di persone nella quale viene approvata la concezione della vita e del loro posto in essa che loro si sono formati. Questo ci sorprende quando la faccenda riguarda ladri che si vantano della loro astuzia, prostitute che si vantano della loro depravazione, assassini che si vantano della loro crudeltà. Ma ci sorprende soltanto perché la piccola cerchia ambientale di queste persone è limitata e, soprattutto, perché noi ne restiamo al di fuori. Ma lo stesso fenomeno non avviene forse anche tra i ricchi che vantano la loro ricchezza, cioè le loro ruberie, tra le autorità militari che vantano le loro vittorie, cioè i loro assassini, tra i sovrani che vantano la loro potenza, cioè le loro prevaricazioni? Noi non vediamo quanto in queste persone la concezione della vita, del bene e del male</p>
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