Autogrill NI-GLOBAL

5 marzo 2007
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di Valter Binaghi

Adattato da: V. Binaghi, I 3 giorni all’inferno di Enrico Bonetti, cronista padano, Sironi Editore, in uscita in tutte le librerie.

Satana nel terzo millennio sarebbe traffico di carne umana? Niente male.
Ma anche il mercato del lavoro, non scherza.
Da queste parti si ha una gran paura dei cinesi: certo, non è bello per un italiano competere con uno che guadagna l’equivalente di cento dollari al mese.
Ma si è sempre i cinesi di qualcuno.

Tornando da Lugano Bonetti sostò all’autogrill per fare benzina e cambiare l’acqua al passero. All’uscita dalla toilette, vide che si era formato un capannello rumoreggiante presso i parcheggi. C’erano un paio di furgoni con targhe italiane, e un altro paio svizzeri. I due gruppetti, di qua e di là, erano composti di gente in tuta da lavoro, imbianchini e muratori: alzavano i toni e l’alterco era pericolosamente vicino alla rissa. 
L’oggetto del contendere fu chiaro al cronista appena colse qualche battuta.
Libero mercato, e globalizzazione in spiccioli.

Un muratore ticinese per tirare su una parete prendeva 80 franchi, più o meno 50 euro, mentre un collega bresciano o comasco si accontentava di 30. La libera circolazione della manodopera aveva tagliato di un bel trenta per cento il volume d’affari degli edili ticinesi, mentre un fiume di frontalieri (per lo più “padroncini”, titolari di piccole imprese familiari) veniva ogni mattina dall’Italia per quei lavoretti che la grande edilizia snobba e le villette a schiera richiedono in continuazione: imbiancature, ristrutturazioni, guasti all’impianto idraulico.
Gli svizzeri accusavano i nostri di lavorare a bassi costi, aggirando le regole cantonali e risparmiando con materiali di recupero. I nostri se ne infischiavano, benvoluti dai clienti e convinti di lavorare anche meglio degli indigeni.
Un biondone in canotta e un moro tarchiato e peloso si affrontavano con le mani sui fianchi. Alle spalle dei campioni le rispettive bande, pronte a scatenarsi.
– Vai a casa tua, terone –
– Terone sei te. Io sono di Fino Mornasco –
– Ma per me sei un terone. Gli italiani sono teroni –
– Ti mangio il cuore, bastardo –
– Ti mangio le palle, terone –
Buon appetito, pensò Bonetti, e risalì in auto.
Dieci minuti dopo in radio sentì che all’autogrill era finita a mazzate.

La sera stessa la cosa sarebbe finita addirittura al Tg1.
Dato il carattere internazionale della contesa, i politici si sentirono chiamati in causa e il mezzobusto dovette leggere il solito quarto d’ora di comunicati stampa.
Il ministro Leghista corse in difesa dell’intraprendenza economica dei padani.
Quello di Destra disse va bene, ma togliamo padani e mettiamo italiani.
Berlusconi disse sono tutti miei figli, somigliano al papà.
Il cattolico di destra si però. Follini si ma.
Di Pietro ni.
Il piacione sfoglia la margherita e viene no.
Il diessino no e poi no, alla globalizzazione senza regole.
Il verde no alla globalizzazione senza primule.
Il rifondarolo ancora più no, almeno un metro e mezzo più in là di Diliberto.

 

9 Responses to Autogrill NI-GLOBAL

  1. carla bariffi il 5 marzo 2007 alle 20:39

    bene bene bene…..
    sempre in tema di “fuoco”

    si può assaggiarne un altro pezzettino???

    un salutone

  2. marino il 5 marzo 2007 alle 21:28

    Un salutone anche da parte mia Valter, naturalmente é un libro che sarà
    presente anche nella leggendaria Bonardi di a’dam e là mi attende…

  3. Giuseppe Iannozzi il 5 marzo 2007 alle 22:17

    Valter, tu sai, tu lo sai che mi toccherà di segarti. :-D

    Intanto mi sono gustato l’assaggio. Gnam gnam.

    E complimenti.

    Sì, lo so, sei in fibrillazione: ma non temere il mio giudizio. Sono un buono, sono i cattivi che mi dipingono cattivo. :-)

    Abbracci

  4. valter binaghi il 6 marzo 2007 alle 00:20

    Vai Iannozzi, senza pietà

  5. Mario Ardenti il 6 marzo 2007 alle 00:51

    boh… a me non è piaciuto…

    ‘notte

    mario

  6. così&come il 6 marzo 2007 alle 09:52

    E’ un po’ poco per giudicare ma…

    cambiare l’acqua al passero

    E’ una metafora o cosa? No, perchè mi sarebbe molto simpatico uno che gira con un passero come animale da compagnia.

    terone

    Suona strano come una crasi fra l’italianizzato terrone e terùn.
    Si parlava altrove dell’uso letterario del dialetto.

    Dieci minuti dopo in radio sentì che all’autogrill era finita a mazzate.

    Caspita che giornalismo rapido e militante!

  7. mario il 6 marzo 2007 alle 20:53

    maccherrroba!
    vada binaghi, vada.

  8. beccalossi il 7 marzo 2007 alle 11:36

    ma il libro lo presenti anche con dei reading musicali? e quando?

  9. valter binaghi il 7 marzo 2007 alle 12:32

    Si, come gli altri. Il primo è il 15 marzo a Busto Garolfo, il secondo il 23 marzo alla Casa del Popolo di Arona, il terzo il 31 marzo a Parabiago.
    Se qualcuno vuole informazioni mi scriva qui:
    valterbinaghi@alice.it



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