Siamo sempre stati separati. Decimo quadro: Roques-Hautes (fine)

15 marzo 2007
Pubblicato da

di Sarah Kéryna

traduzione di Andrea Raos

– Ti ricordi quando andavamo a Roques-Hautes?
Roques-Hautes, te ne ricordi?

– Oh beh, sì!
Se me ne ricordo!
Ah! Roques-Hautes!
Ah sì!
Di questo me ne ricordo bene.

Oh! Quanto ci si stava bene!
Ci si riposava bene.
Ci andavamo quasi ogni sera.

– Sì, ogni pomeriggio, addirittura.
– Ogni pomeriggio. E poi, mangiavamo lì?
– Sì, la pizza!
– La pizza!
– Ti ricordi?
– Sì, delle grandi pizze.
Ero io che andavo a prenderle.
Delle pizze al forno a legna.
– Delle pizze al forno a legna.
– Ah sì! Di questo mi ricordo.
– Erano buone.
– Ah sì!
E poi, delle volte c’eravamo solo noi a Roques-Hautes,
in quel grande coso… completamente vuoto.
Sembrava Gavarnie, nei Pirenei.
Si sarebbe detto che eravamo isolati
da tutto.

Allora, delle volte, ero angosciata.
Non dicevo niente, ma ero angosciata.

La solitudine,
quei grandi spazi,
verdi,
quella calma.
Ero angosciata.
Sì.

C’eravamo tutti, ma non bastava.

(silenzio)

Poi quando andavamo dove c’era l’acqua. Ti ricordi?
(risate) Voi andavate tutti a lavarvi i piedi.
Poi, era gelata.

– Era freddissima, era a dieci gradi.
– Oh! Si stava bene, comunque.
Eri piccola, tu?
– Avevo sette anni.
– Oh! Sette-otto anni.
Oh! guarda, ti rendi conto, e poi adesso sei una donna.
– Eh sì! Il tempo passa, eh!
– Passa, sì. Non ci si può fare niente.
Davvero siamo appena di passaggio.
– Sì.
– Io, è un passaggio lungo, eh!
– Beh sì, direi!
Attraversare così il secolo.

– Ah sì! Ma me ne rendo conto!
Me ne rendo conto… e non me ne rendo conto.
Non mi rendo conto che sono 90 anni che sono sulla terra,
è… è più grande di me.
È più grande di me, mi dico che non è possibile.
Perché sono… così a lungo.

(silenzio)

– Delle volte sei stufa o sei comunque contenta di…
Ogni giorno di esserci, quelle cose lì?
– Sì, oh! delle volte sono stufa, come… come sono sempre stata stufa, lo sai!…
Dico: “Sono stufa”, e poi non è vero (risate). Oh no!
Sono contenta di vivere!
– Sì.
– Sono contenta di vivere e di vedervi,
di vedervi tutti.
Così come vorrei vedere la mia Claudine,

capisci.
È normale.

Poi, mio nipote.

E poi, sono qui.
E poi vorrei vedervi tutti, insomma.
È difficile. È umano.

Cosa vuoi.

È sempre stato così, siamo sempre stati separati.

(silenzio)

È strano, abbiamo dei ricordi comuni.

(silenzio)

Te ne vai, tesoro?

– No, non ancora.

– Non ancora.

photo of sarah black and white

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13 Responses to Siamo sempre stati separati. Decimo quadro: Roques-Hautes (fine)

  1. carla bariffi il 15 marzo 2007 alle 07:26

    i ricordi in comune, bellissimo!
    e la foto è nostalgica
    come una nota prolungata di violino….

  2. […] 1. Primo quadro: Mio papà, la guerra del 14, i balli, i libri 2. Secondo quadro: Nella stanza della signora anziana: Il Sud 3. Terzo quadro: Rebecca 4. Quarto quadro: Gli uomini 5. Quinto quadro: La fatica 6. Sesto quadro: Campoformio 7. Settimo quadro: (dopo pranzo) Il Fronte Popolare 8. Ottavo quadro: Le donne 9. Nono quadro: Carmen, le carte 10. Decimo quadro: Roques-Hautes […]

  3. Véronique V il 15 marzo 2007 alle 11:16

    La foto mi incanta per il suo aspetto antico, velato e tuttavia luminosa. La ragazza bruna emerge dalla folla dei cappelli come un fiore d’inchiostro. E’belle, misteriosa, scoperta e nascosta. Davanti a una foto, mi chiedo: Quale storia racconta l’immagine?
    Andrea, La foto, dalla quale viene?
    PS Mi piacerebbe procurarmi il libro di Sarah Kéryna, ma incontro difficoltà. Ci sono ancora esemplari?
    Grazie.

  4. Andrea Raos il 15 marzo 2007 alle 11:33

    La foto ritrae la nonna da giovane (impressionante la somiglianza con Sarah).
    Il libro dovrebbe essere stato ristampato, tra l’altro corredato da cd con la registrazione dei dialoghi. Ti faccio sapere.

  5. lta il 15 marzo 2007 alle 12:33

    l’amour……l’amour…………….

  6. véronique v il 15 marzo 2007 alle 16:49

    Andrea, ti ringrazio. Ahimè! vedo che mi sono sbagliata per l’interprete di Carmen. Ad ogni modo, ascoltare la musica era un puro momento di piacere nella mia giornata di lavoro.
    Un saluto amichevole a Maria Luisa.
    Buona serata a te.

  7. carla bariffi il 15 marzo 2007 alle 20:57

    Andrea….
    nel prossimo
    ancora immagini.
    Grazie.
    e buona serata.

  8. Christian Frascella il 16 marzo 2007 alle 03:44

    Dal momento che ‘Siamo sempre stati separati’ ha fortemente scassato gli zebedei coi suoi dialoghi verosimili come pinguini all’equatore, vi dono una piccola perla appena composta:

    [Qui non c’è spazio per i tuoi insulsi raccontini e i tuoi insulti. Vai a infangare da un’altra parte. a.r.]

  9. véronique v il 16 marzo 2007 alle 08:09

    Non ho capito il commento di Christian, ma certo sono scema.
    E’ uno scherzo?

  10. così&come il 16 marzo 2007 alle 11:41

    ma certo sono scema.

    No.
    Tu, no.
    Sei delicata e molto simpatica.

    Christian con l’acca, non scherza è un poeta! ;-)

    Questa vaale la pena di ripeterla per la terza volta:

    Falene volteggiavano attorno ai lampioni fuori dalla finestra, una finestra senza tende dalla quale una vela cheta di luce lunare risaliva la corrente nel blando vento estivo e si asciugava ai piedi del letto.

  11. véronique v il 16 marzo 2007 alle 13:39

    Cosi&come,
    Tu, tu sei gentile e generoso.
    Grazie ancora per la musica che correda il testo.
    Inoltre mi piace l’opera di Bizet: ambiente spagnolo, donna focosa e ardente, sentimenti esaltati.

  12. sitting targets il 16 marzo 2007 alle 14:30

    frascella ha il bagaglino nel motore.

  13. lta il 18 marzo 2007 alle 10:05

    LE DERNIER POÈME

    J’ai rêvé tellement fort de toi,
    J’ai tellement marché, tellement parlé,
    Tellement aimé ton ombre,
    Qu’il ne me reste plus rien de toi.
    Il me reste d’être l’ombre parmi les ombres
    D’être cent fois plus ombre que l’ombre
    D’être l’ombre qui viendra et reviendra
    dans ta vie ensoleillée.

    Desnos



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