Juke Box (My Generation)

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My Generation – The Who – 1965

People try to put us d-down (Talkin’ ‘bout my generation)
Just because we get around (Talkin’ ‘bout my generation)
Things they do look awful c-c-cold (Talkin’ ‘bout my generation)
I hope I die before I get old (Talkin’ ‘bout my generation)

This is my generation
This is my generation, baby

La gente cerca di metterci sotto (parlando della mia generazione)
Solo perché noi gli stiamo intorno (parlando della mia generazione)
Le cose che loro fanno sembrano terribilmente fredde, (parlando della mia generazione)
Spero di morire prima di diventare vecchio (parlando della mia generazione)

Questa è la mia generazione,
questa è la mia generazione, baby

Why don’t you all f-fade away (Talkin’ ‘bout my generation)
And don’t try to dig what we all s-s-say (Talkin’ ‘bout my generation)
I’m not trying to cause a big s-s-sensation (Talkin’ ‘bout my generation)
I’m just talkin’ ‘bout my g-g-g-generation (Talkin’ ‘bout my generation)

This is my generation
This is my generation, baby

Why don’t you all f-fade away (Talkin’ ‘bout my generation)
And don’t try to d-dig what we all s-s-say (Talkin’ ‘bout my generation)
I’m not trying to cause a b-big s-s-sensation (Talkin’ ‘bout my generation)
I’m just talkin’ ‘bout my g-g-generation (Talkin’ ‘bout my generation)

This is my generation
This is my generation, baby

People try to put us d-down (Talkin’ ‘bout my generation)
Just because we g-g-get around (Talkin’ ‘bout my generation)
Things they do look awful c-c-cold (Talkin’ ‘bout my generation)
Yeah, I hope I die before I get old (Talkin’ ‘bout my generation)

This is my generation
This is my generation, baby

Perché non sparite tutti lontano
(parlando della mia generazione)
Non provate a capire meglio quello che noi tutti diciamo
(parlando della mia generazione)
Io non sto cercando di suscitare una grande sensazione
(parlando della mia generazione)
Io sto solo parlando della mia generazione
(parlando della mia generazione)

Questa è la mia generazione,
questa è la mia generazione, baby

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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  19 comments for “Juke Box (My Generation)

  1. carla bariffi
    19 marzo 2007 at 11:04

    Che meraviglia!
    Che ritmo!
    Che bell’inizio di giornata!
    :-)

  2. 19 marzo 2007 at 11:42

    It’s Not True (sempre da My Generation)

    I haven’t got eleven kids
    I weren’t born in Baghdad
    I’m not half-Chinese either
    And I didn’t kill my dad

    Non ho undici figli
    Non sono nato a Baghdad
    Non sono nemmeno mezzo cinese
    E non ho ucciso mio padre

  3. 19 marzo 2007 at 12:17

    alla fine fracassiamo tutto, si?

  4. véronique v
    19 marzo 2007 at 12:18

    Si Carla, è una bella maniera di iniziare un lunedi, con una nostalgia leggera, leggera.
    Grazie a Francesco Forlani che traduce le parole.
    Quando tradurrà una canzone di Gainsbourg, il mio cantante preferito?

  5. carla bariffi
    19 marzo 2007 at 12:51

    A parte gli scherzi…..
    erano nostri gli anni più belli!

    a me questa musica mi carica!

  6. effeffe
    19 marzo 2007 at 12:51

    caissima verò
    questa non è hèlas una mia traduzione (davvero precisa)
    sulla rete non si riportava il trad ma vale la pena linkarvi al sito in questione
    http://www.riflessioni.it/testi_canzoni/who.htm
    per quanto riguarda Serge Gainsbourg è il mio prossimo juke box e riguarda la mia canzone preferita,
    Les petits papiers, ripresa dal collectif sanspapier a Parigi durante le lotte fine anni novanta. qui il testo.in francese (tosto da tradurre)

    Laissez parler
    les p’tits papiers
    A l’occasion
    Papier chiffon
    Puissent-ils un soir
    Papier buvard
    Vous consoler.

    Laissez brûler
    Les p’tits papiers
    Papier de riz
    Ou d’Arménie
    Qu’un soir ils puissent
    Papier maïs
    Vous réchauffer.

    Un peu d’amour
    Papier velours
    Et d’esthétique
    Papier musique
    C’est du chagrin
    Papier dessin
    Avant longtemps.

    Laissez glisser
    Papier glacé
    Les sentiments
    Papier collant
    Ça impressionne
    Papier carbone
    Mais c’est du vent.
    Machin machine
    Papier machine
    Faut pas s’leurrer
    Papier doré
    Celui qui touche
    Papier tue-mouches
    Est moitié fou.

    C’est pas brillant
    Papier d’argent
    C’est pas donné
    Papier monnaie
    Ou l’on en meurt
    Papier à fleurs
    Ou l’on s’en fout.

  7. véronique v
    19 marzo 2007 at 13:27

    Grazie effeffe. La canzone “les petits papiers” puo avere un significato attuale. Amo anche Manon, Sorry Angel, Je t’aime moi non plus, exhibition, couleur café , Marylou sous la neige …
    Era un provocatore e un romantico-libertino.

  8. fk
    19 marzo 2007 at 13:43

    Francesco, me la traduci Je t’aime moi non plus del grande Serge?
    Grazie.

  9. véronique v
    19 marzo 2007 at 14:09

    E vero che” Je t’aime moi non plus” è facile a tradurre. Una bella canzone sensuale, niente affatto oscena, benché faccia arrossire.

  10. effeffe
    19 marzo 2007 at 14:27

    Il titolo sarebbe qualcosa del tipo
    “Mi ami? Nemmeno io” trasformando il dialogo in monologo
    in un monolocale, franz
    Ti amo dice lei
    nemmeno io risponde lui
    effeffe

  11. sitting targets
    19 marzo 2007 at 14:35

    idee chiare sulla materia… mi piace.

  12. 19 marzo 2007 at 15:33

    ALLA LATITANZA

    per il compagno Cesare Battisti
    dopo il suo arresto in Brasile

    cade un governo
    e brindo sul telegiornale
    alzano il pollice e il fanale
    sul più moderno

    degli arresti
    Quello dello scrittore

    hanno fatto un favore
    al buco da coprire
    con un altro buco
    agli indigesti

    pranzi del cuoco
    della memoria

    che tutto in una grossa pentola
    mette e d’un buon corpo
    ha Sempre bisogno
    per preparare
    le bugie

    b!

    Nunzio Festa

  13. The O.C.
    19 marzo 2007 at 16:15

    Gentile Nunzio,
    che ne dici, li ricordiamo anche il maresciallo Antonio Santoro, l’agente della Digos Andrea Campagna, il macellaio Lino Sabbadin e il gioielliere Pieluigi Torregiani? Oppure sono tutte bugie della centrale imperialista che ci comanda?
    Saluti

  14. effeffe
    19 marzo 2007 at 16:37

    Vi prego
    non cacciate la bilancia
    a misurare i morti con quell’ago
    che la si chiami storia, critica, rimpianto

    “a te di più che a me hanno fatto male”
    e via con gare tra la conta e il conto
    da presentare a un altro, che non sia se stesso
    di vittime e carnefici di stragi

    e diventare forca, cappio gogna

    in questo fare provo più vergogna
    per voi che a quell’elenco in calce dite morto
    e dei feriti a morte – urlava Bene –
    non ve ne frega nulla

    non giudicate vi prego quel fuggiasco

    e la saliva che vi sgorga dentro
    ingoiatela insieme al desiderio storto
    di vendetta e farne sputo

    o allora fatelo e comprendete me
    che insieme a lui ho bevuto birra
    ai piedi di Belleville in primavera

    effeffe

  15. 19 marzo 2007 at 16:52

    e il dott. Calabresi non lo dobbiamo ricordare, eccetera eccetera eccetera, eccetera…

    penso che non sia giusto
    cacciare la bilancia
    per misurare i morti

    Vorrei l’amnistia,

    e Battisti, oltre ad aver chiesto scusa anche per cose che dice di non aver commesso e spiegando perfettamente perchè aveva sbagliato, è Giusto che ne goda.

    soladarietà a Cesare Battisti

    b!

    Nunzio Festa

  16. carla bariffi
    19 marzo 2007 at 17:33

    effeffe
    i tuoi versi m’incantano
    perchè risentono dell’improvvisazione
    e la spinta del cuore
    arriva

  17. véronique v
    20 marzo 2007 at 14:44

    Hai ragione effeffe.
    L’atteggiamento del governo francese fa schifo. E’ una tattica politica rozza, come lo dice molto bene Fred Vargas.
    Inoltre il ministro Sakorzy si crede l’ombelico del mondo. L’affare Battisti è italiana, non francese.

  18. Lady Lazarus
    25 marzo 2007 at 17:53

    Per gli Who Quadrophenia è inevitabilmente la loro “My Generation” cinematografica ed io li ho conosciuti così, attraverso una pellicola cinematografica, i vestiti di pelle e l’eskimo, Tommy che guarda gli Who a Top of the Pops ed il padre in canottiera che gli domanda “Ma cos’è questa schifezza”, la malinconia la disillusione la vespa e le scogliere di Dover. Non basta a dare un senso alle cose so I lost my generation.

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