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	Commenti a: Amsterdam Suite	</title>
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		<title>
		Di: linguagoliardica		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[linguagoliardica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2007 09:45:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[se posso intrufolarmi un attimo nel discorso che fa alcor, dico che la sua obiezione è parzialmente giusta. In realtà si sono avuti tanti nazismi, in primis il nazismo tedesco, poi come alcor fa notare, quello austriaco, quello polacco, quello ungherese, e poi giù giù giù fino al nazismo degli stessi perseguitati, se uno va a ben vedere, anche se di natura derivata per assimilazione e assorbimento. Non uccidetemi, o uccidetemi pure, ma nazisti lo sono stati tutti. E dunque, per un ulteriore azzardo, quel termine secondo me avrebbe avuto scarsa pertinenza, o forse ci avrebbe condotto altrove. Se nel racconto di Demetrio si dice &#039;tedesco&#039; io ci leggo un&#039;altra sfumatura, e qualcosa che mi ricorda quello che un po&#039; ossessionò Thomas Mann nel suo &#039;discorso alla nazione tedesca&#039; se ben ricordo, ovverosia che quando si dice &#039;tedesco&#039; si allude anche a una controparte oscura, demoniaca, con la quale quella nazione non ha fatto mai davvero i conti, una velleità mai profondamente sopita alla quale ha asservito le forme di vita del mondo moderno, vivendo perciò il proprio orrore in una sorta di meccanicistica traquillità da biedermeyer, onesto cittadino borghese. Il tedesco che usa la pelle degli ebrei (orrore) per far che? accendersi una lampada e leggersi Goethe (tranquilltà borghese) o sentirsi Beethoven (grammofono, che bella la modernità, io comuque ci avrei visto più Wagner, se devo fare un appunto, che se lo sentiva hitler faceva &#039;figo&#039;). Avrei voluto dire altro, ma al momento mi premeva più questo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>se posso intrufolarmi un attimo nel discorso che fa alcor, dico che la sua obiezione è parzialmente giusta. In realtà si sono avuti tanti nazismi, in primis il nazismo tedesco, poi come alcor fa notare, quello austriaco, quello polacco, quello ungherese, e poi giù giù giù fino al nazismo degli stessi perseguitati, se uno va a ben vedere, anche se di natura derivata per assimilazione e assorbimento. Non uccidetemi, o uccidetemi pure, ma nazisti lo sono stati tutti. E dunque, per un ulteriore azzardo, quel termine secondo me avrebbe avuto scarsa pertinenza, o forse ci avrebbe condotto altrove. Se nel racconto di Demetrio si dice &#8216;tedesco&#8217; io ci leggo un&#8217;altra sfumatura, e qualcosa che mi ricorda quello che un po&#8217; ossessionò Thomas Mann nel suo &#8216;discorso alla nazione tedesca&#8217; se ben ricordo, ovverosia che quando si dice &#8216;tedesco&#8217; si allude anche a una controparte oscura, demoniaca, con la quale quella nazione non ha fatto mai davvero i conti, una velleità mai profondamente sopita alla quale ha asservito le forme di vita del mondo moderno, vivendo perciò il proprio orrore in una sorta di meccanicistica traquillità da biedermeyer, onesto cittadino borghese. Il tedesco che usa la pelle degli ebrei (orrore) per far che? accendersi una lampada e leggersi Goethe (tranquilltà borghese) o sentirsi Beethoven (grammofono, che bella la modernità, io comuque ci avrei visto più Wagner, se devo fare un appunto, che se lo sentiva hitler faceva &#8216;figo&#8217;). Avrei voluto dire altro, ma al momento mi premeva più questo.</p>
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		<title>
		Di: Alcor		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2007 08:06:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@paolin

Ti credo, ed è vero che la zona grigia fu vastissima, come sempre le zone grigie, anche oggi. Resta il fatto che dicendo tedeschi si pensa a TUTTO un popolo, dal quale, curiosamente escludiamo gli austriaci, e anche questo mi colpisce. 
No, più ci penso più avresti dovuto scrivere nazisti, per non buttare la croce addosso a un popolo, salvando al tempo stesso i nazisti di un altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@paolin</p>
<p>Ti credo, ed è vero che la zona grigia fu vastissima, come sempre le zone grigie, anche oggi. Resta il fatto che dicendo tedeschi si pensa a TUTTO un popolo, dal quale, curiosamente escludiamo gli austriaci, e anche questo mi colpisce.<br />
No, più ci penso più avresti dovuto scrivere nazisti, per non buttare la croce addosso a un popolo, salvando al tempo stesso i nazisti di un altro.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Amsterdam Suite &#171; Il Fondo Paolin		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amsterdam Suite &#171; Il Fondo Paolin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 17:27:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Un nuovo racconto del nostro pubblicato su Nazione Indiana, Amsterdam Suite. (nell&#8217;attesa che venga tradotto in olandese da uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Un nuovo racconto del nostro pubblicato su Nazione Indiana, Amsterdam Suite. (nell&#8217;attesa che venga tradotto in olandese da uno [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Il curatore		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Il curatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 12:16:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A supporto di quanto dice Demetrio, ricordo &quot;I volenterosi carnefici di Hitler&quot;
http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880444241.html;jsessionid=A54D58A32B3CD1AA37008368BA50B8AF]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A supporto di quanto dice Demetrio, ricordo &#8220;I volenterosi carnefici di Hitler&#8221;<br />
<a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880444241.html;jsessionid=A54D58A32B3CD1AA37008368BA50B8AF" rel="nofollow ugc">http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880444241.html;jsessionid=A54D58A32B3CD1AA37008368BA50B8AF</a></p>
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		<title>
		Di: Effe		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/03/29/amsterdam-suite/#comment-65308</link>

		<dc:creator><![CDATA[Effe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 09:36:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non dite che è bello, il testo
E&#039; fargli torto.
E&#039; scuro e freddo come acqua di canale.
Ha sapore di quel vento sabbioso che resta tra i denti.
E&#039; una lunga sconfitta, una conferma che non c&#039;è speranza, che non ci sono Salvati ma Sommersi solamente.
Ci leggo (m è un lascito inevitabile, un nodo) gli attimi terribili e ultimi di Primo Levi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non dite che è bello, il testo<br />
E&#8217; fargli torto.<br />
E&#8217; scuro e freddo come acqua di canale.<br />
Ha sapore di quel vento sabbioso che resta tra i denti.<br />
E&#8217; una lunga sconfitta, una conferma che non c&#8217;è speranza, che non ci sono Salvati ma Sommersi solamente.<br />
Ci leggo (m è un lascito inevitabile, un nodo) gli attimi terribili e ultimi di Primo Levi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: demetrio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/03/29/amsterdam-suite/#comment-65303</link>

		<dc:creator><![CDATA[demetrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 08:40:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Alcor

quello che tu poni è un problema, che scrivendo queste poche pagine ho pesato e pensato.
Ti posso dire ho citato indirettamente nell&#039;uso dell&#039;aggettivo tedesco, il verso di Celan &quot;la morte è un maestro tedesco&quot;.

Dietro il tuo appunto c&#039;è anche una riflessione, troppo complessa per farla qui così, e che in un certo senso esorbita dall&#039;occasione del racconto in sé sul tema della &quot;colpa&quot; del popolo tedesco rispetto a quello che fu la Shoah nazista.
Io credo che i termini della questione siano limpidamente posti da Amery nel suo &quot;Un intellettuale ad Auschwitz&quot; (Bollati e Boringhieri) e da Levi ne &quot;I sommersi e i salvati&quot; (Einaudi). 

Io non credo, ad esempio, in una colpa &quot;collettiva&quot; del popolo tedesco, ma in una colpa &quot;complessiva&quot;. E cerco di spiegarti.
La colpa &quot;collettiva&quot; mi sa di metafisica.
La colpa &quot;complessiva&quot; è un concetto più *misurabile*, ovvero ci furono al tempo molti tedeschi, la maggior parte diciamo, che ho furono sinceramente nazisti o quanto meno vissero in una *zona grigia* in cui non potevano non sapere e non fecero niente.

ciao
d.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Alcor</p>
<p>quello che tu poni è un problema, che scrivendo queste poche pagine ho pesato e pensato.<br />
Ti posso dire ho citato indirettamente nell&#8217;uso dell&#8217;aggettivo tedesco, il verso di Celan &#8220;la morte è un maestro tedesco&#8221;.</p>
<p>Dietro il tuo appunto c&#8217;è anche una riflessione, troppo complessa per farla qui così, e che in un certo senso esorbita dall&#8217;occasione del racconto in sé sul tema della &#8220;colpa&#8221; del popolo tedesco rispetto a quello che fu la Shoah nazista.<br />
Io credo che i termini della questione siano limpidamente posti da Amery nel suo &#8220;Un intellettuale ad Auschwitz&#8221; (Bollati e Boringhieri) e da Levi ne &#8220;I sommersi e i salvati&#8221; (Einaudi). </p>
<p>Io non credo, ad esempio, in una colpa &#8220;collettiva&#8221; del popolo tedesco, ma in una colpa &#8220;complessiva&#8221;. E cerco di spiegarti.<br />
La colpa &#8220;collettiva&#8221; mi sa di metafisica.<br />
La colpa &#8220;complessiva&#8221; è un concetto più *misurabile*, ovvero ci furono al tempo molti tedeschi, la maggior parte diciamo, che ho furono sinceramente nazisti o quanto meno vissero in una *zona grigia* in cui non potevano non sapere e non fecero niente.</p>
<p>ciao<br />
d.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/03/29/amsterdam-suite/#comment-65222</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2007 15:49:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi ha colpito non trovare mai la parola &quot;nazisti&quot; in questo testo, ma sempre la parola &quot;tedeschi&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ha colpito non trovare mai la parola &#8220;nazisti&#8221; in questo testo, ma sempre la parola &#8220;tedeschi&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/03/29/amsterdam-suite/#comment-65194</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 22:23:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Lucio,

lo sai che una ditta produttrice di insetticidi comperò uno spazio pubblicitario all&#039;interno di &quot;Olocausto&quot; immediatamete successivo alla scena in ciu i deportati appena giunti chiedono cosa sono quelle costruzioni rettangolari, e l&#039;SS li rassicura: &quot;Docce per la disinfestazione&quot;?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lucio,</p>
<p>lo sai che una ditta produttrice di insetticidi comperò uno spazio pubblicitario all&#8217;interno di &#8220;Olocausto&#8221; immediatamete successivo alla scena in ciu i deportati appena giunti chiedono cosa sono quelle costruzioni rettangolari, e l&#8217;SS li rassicura: &#8220;Docce per la disinfestazione&#8221;?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ophelia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/03/29/amsterdam-suite/#comment-65188</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ophelia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 20:58:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo racconto è bellissimo - è scritto con il corpo. Certi luoghi di spazio e tempo, sono persone.  Anna Frank è un pezzo d&#039;Europa - la respiriamo ancora nell&#039;aria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo racconto è bellissimo &#8211; è scritto con il corpo. Certi luoghi di spazio e tempo, sono persone.  Anna Frank è un pezzo d&#8217;Europa &#8211; la respiriamo ancora nell&#8217;aria.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: pedro camacho		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/03/29/amsterdam-suite/#comment-65156</link>

		<dc:creator><![CDATA[pedro camacho]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 11:59:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bella scrittura, leggera e profonda. Complimenti a Demetrio, che forse è riuscito a cambiare la mia giornata...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bella scrittura, leggera e profonda. Complimenti a Demetrio, che forse è riuscito a cambiare la mia giornata&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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