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A Genova manifesti con la fucilazione del Papa

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285 Commenti

  1. INIZIATIVA ICONOCLASTA BLINDA LA PASQUA
    07/04/2007 ore 17:24
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    Una Pasqua di tensione per Genova. Manifesti nei vicoli del centro storico annunciano una serie di iniziative iconoclasta “contro ogni fantasma divino” si legge nel volantino affisso accanto alla chiesa di piazza San Giorgio. Qui, alle 11.30 si attende per un po’ la prima delle manifestazioni annunciate da un’associazione per un tavolo informativo sulle culture alternative. Arrivano telecamere, vigili e polizia. Niente. Poco dopo mezzogiorno si materializza un gruppetto, cinque persone, due ragazze, un bambino e due uomini. Non vogliono farsi riprendere. Bestemmiano e sistemano un banchetto con una piccola damigiana e mettono un cartello che indica il prezzo di 50 centesimi per un bicchiere di “sangue di-vino”. Imprecano contro i cronisti, un uomo in canottiere afferra e scuote la telecamera di Primocanale, perchè sa del fascicolo, finora a carico di ignoti, aperto “per il reato di offesa alla religione”. D’accordo non filmiamo nulla. Questo non impedisce di raccontare. Di informare che si tratta di un gruppetto esaltato e sciocco, che suppone di dimostrare chissa’ quale verità nascosta strillando “Sono ateo grazie a Dio”, mostrando la foto di Papa Ratzinger nell’attimo prima della fucilazione. Che annuncia, in piazza Embriaci, la proiezione di film come “La via lattea” di Luis Bunuel e “Magdalene”di Peter Mullan. O “peccati di gola” con menu’ a base si strozzapreti. E sorprese non precisate. Non le vogliamo sapere. Certo non sappiamo se siano le stesse mani che venerdì notte hanno gettato vernice verde sulla porta della chiesa di San Matteo. O autori della scritta “Bagnasco Vergogna” sul portone della cattedrale San Lorenzo di Genova. Unico risultato, l’arcivescovo mons. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ora dice messa con la scorta sull’altare. E nella vigila di Pasqua ci sono le auto di polizia e carabinieri che percorrono continuamente, facendosi largo tra la folla di turisti, via San Lorenzo fino a raggiungere il piazzale della cattedrale , dove venerdì è stata anche installata una telecamere nascosta proprio all’ingresso di San Lorenzo. Pasqua blindata. In nome di cosa? “Di imbecilli” dice bene Sergio De Gregorio, presidente della Commissione difesa del senato e candidato sindaco a Genova di “Italiani nel mondo”. Perchè questa in nessun modo può essere chiamata libertà d’espressione. Punto sul quale anche un ateo o un agnostico ma intelligente si trova pienamente d’accordo.

  2. gli autori di quei manifesti non sono atei, agnostici, credenti o quant’altro: sono solo dei vuoti a perdere, dei sacchi di spazzatura andata a male.

  3. libertà uguaglianza fraternità

    chi ha spento la luce?

    illuministi, atei, agnostici tirano fuori l’altra faccia della loro presunta capacità di ragione e come i peggiori affiliati al KUKLUXKLAN istigano alla violenza contro tutti quelli che non solo non la pensano come loro ma che diversamente da loro CREDONO IN QUALCOSA..

    QUESTA E’ LA DEMOCRAZIA E LA LIBERTA’ CHE CI STANNO PREPARANDO PER UN FUTURO CHE E’ GIA’ PRESENTE

    BUONA PASQUA

    lilith

  4. un’altra aggravante della loro immensa stupidità è data dal fatto che offrono il pretesto, a tutte le lilith di questo mondo, per strombazzare i loro farneticanti deliri pasquali, non meno idioti e pericolosi.

  5. Here is where the iceberg shows its body, fullly, with the horror left below, blown by the sea.

    Qui è dove si vede la massa che spunta dall’orrore. Responsabili molti, anche voi.

  6. “gli autori di quei manifesti non sono atei, agnostici, credenti o quant’altro: sono solo dei vuoti a perdere, dei sacchi di spazzatura andata a male.”

    potrebbe essere anche vero, chi li ha fatti potrebbe anche solo voler fare il becco contrario, come i numerosi centri sociali disorganizzati di genova.
    ma potrebbe anche essere l’opposto.

  7. questi dell'”iniziativa iconoclasta contro ogni fantasma divino” che voi chiamate imbecilli, perché sarebbero imbecilli?
    spiegare, please.

  8. esistono molte forme di violenza, oh motzi.
    alcune delle quali, di natura ideologica, sono da un po’ di tempo regolarmente e quotidianamente praticate dalle gerarchie della chiesa: se ne vedono i risultati.
    tra i risultati ci metterei anche questi manifesti.
    anche solo due anni fa sarebbero stati impensabili.
    o no?
    di chi sarà la colpa se una società come la nostra, un tempo discretamente tollerante, si imbarbarisce a questi livelli?
    cioè, oh motzi, chi ha cominciato?
    oppure sei qui a fare la parte della vittima?

  9. Per dovere di cronaca

    Su uno dei volantini incriminati c’è un tiro a bersaglio su Karol Wojtyla. Subì un attentato il 13 maggio del 1981. Come predetto da Suor Lucia.

    Auguri laici di solare domenica di primavera

  10. Il volantino del tiro a bersaglio è un’opera d’arte. Da collezione. Gli altri non sono mediati da quell’intuito che spesso salva dalla gratuità. Almeno ai miei occhi questo appare.

    Buona domenica

  11. libertà d’espressione , sempre.
    ho riso di gusto.
    ha ragione tash.
    anche senza pretesti molti vivono di pretesti,
    questi ultimi servono solo da rinforzo per deboli coscienze che pensano che il credere in “qualcosa” li ponga al di sopra di coloro che invece non credono in quel “qualcosa” che loro credono di credere.
    tanta salute al papa e tanta salute a chi papa non è e considera male aspirare ad esserlo.
    sono Agnostica, grazie a me.
    baci
    la funambola

  12. Almeno in teoria, siamo ancora in democrazia. Un posto dove vivono anche loro: atei fucilatori, revisionisti dei soviet e dei lager, matematici di Nassyria, razzisti, sessisti e puzzoni vari.

    Quindi uno sul volantino può scrivere quello che gli pare. Anche che Papa Ratzinger è un cane da bendare e sotterrare. Calembour di questo genere sono sempre fioccati: dimenticate i sonetti di quel campione della reazione che fu Giangiacchino Belli?

    Ma visto che siamo in democrazia, i puzzoni almeno un paio di regole devono accettarle, proprio perché hanno il diritto di usare le parole come clave. Prima regola: se ci tieni tanto alla libertà di espressione, poi non ti devi lamentare se arriva la Digos e ti fa andare di traverso il cocò pasquale. Perché se dalla revisione stai decidendo di passare all’azione, allora è giusto che ti tengo d’occhio e sotto torchio.

    Tra il dire e il fare, ci può stare anche un volantino uscito male. Ma se ti prudono le mani, al momento giusto verrò a prenderti, ci puoi contare. E magari scoprirai di avere un avvocato difensore. A cui naturalmente rinuncerai perché tu, lo sappiamo, non ci credi nei tribunali neoborghesi.

    Seconda regola: se ti senti tanto ateo da imbracciare il mitra e unirti al plotone dei buoni contro le forze vescovili del Male, prima di premere il grilletto, recita tre volte questo mantra benedetto: “io sono un vigliacchetto”.

    Perché te la prendi con i preti ma taci e baci la tonaca dei mullah. Lo sai bene che se ti venisse lo sghiribizzo di fare il fessacchio con Maometto te lo faresti passare presto, il vizietto. Sai com’è: se giri senza scorta, i sicari del profeta sono disposti a pugnalarti in petto. Cose che capitano nella multilaicotollerante Amsterdam.

    Quindi silenzio con i forti e rutti sui più deboli. Il puzzone è sempre un fifone, un acaro macabro. Uno che dovrebbe ringraziare Iddio che esiste la Costituzione. Nei (mezzi) Paesi dove mancano le sudate Carte, infatti, non ci sono atei. Tutti credono nella stessa cosa. Che Dio c’è. Oppure che Dio non c’è. Mamma che pizza ‘sto dualismo. Puzza di medioevo più dei Papi e dell’Islam.

  13. l’avanzata, con relative crociate, dell’oscurantismo clericale e dei rigurgiti fascisti che lo accompagnano, si combatte con le armi della critica, dell’intelligenza, con la ‘imposizione’ in ogni contesto delle regole democratiche che fondano la laicità dello stato e i diritti di tutti.

    l’ateismo non è una religione, ma una scelta etica e una regola di vita. esattamente quello che non capiranno mai coloro che ne fanno una ‘fede’ e una ‘religione’ da propagandare, magari con manifesti nazistoidi, da contrapporre ad altre fedi e ad altre religioni. esattamente come i tanti tashteghini pasquali che si beano di quella cialtronata.

    io non combatto il neo oscurantismo becero utilizzando le sue stesse armi, scendendo allo stesso pietoso livello.

  14. @Morgillo

    “Il volantino del tiro a bersaglio è un’opera d’arte” Non mi piacerebbe vedere un’opera d’arte come questa puntata contro di me, e neppure contro di te, Morgillo.
    Io sono per un + di civiltà, non per un – e giustificare un volantino come questo incolpando il clima che stiamo vivendo mi sembra alzare le braccia e arrendersi.
    Abbiamo giustificato molte cose allo stesso modo.
    Lo ripeto, io sono per un + di civiltà, per un +
    E questo è decisamente un –.

  15. Era un annuncio, questo per chiamare a raccolta i duri di spirito. Direi che ne sono arrivati abbastanza, in effetti.
    Allora, ragazzi, la spiega: Ieri il tg5 monta lo scandalo, la terza notizia del giornale delle 20, non so se vi rendete conto (ma se per voi è normale potete pure finire di leggere qui), e lo scandalo è un manifesto anticlericale con la fucilazione del papa, e si dice, tra il dire e il fare non c’è che un passo, terrorismo in vista! Ora, non è possibile che non vediate la gravità e la pretestuosità di tutto questo: occultare che si tratti di una scena ultranota del Fantasma della Libertà di Sua Santità Luis Bunuel (la cui paradossale frase Sono ateo grazie a Dio – profondamente religiosa peraltro, e se non lo vedete da soli la vostra durezza di spirito non sarà soppressa neppure dall’apocatastasi – diventa pure quella incitazione al terrorismo), occultare insomma la volontà grottesca esposta di quel manifesto, la sua “linguaccia”, significa che il secolare gusto dello sberleffo è definitivamente bandito, talebano contro talebano.
    Il Belli, già. La risata che seppellisce. I canti anarchici rabelaisiani (e un frittarel de monache, preti e frati spezzati, l’ossa de sti maiali ai cani s’ha da dà…la canzone ch’ammazza li preti – il valore ludico e performativo della cosa riuscite a notarlo?)
    Cristo è morto per amore, lo si ricordi, ma evidentemente molti non lo comprendono, nella Pasqua dei Jonathan col cappio al collo, è pieno di idolatri che parlano di Dio, riempendosene la bocca per sputarlo in faccia a tutti gli altri.
    PS Il titolo del post è il titolo dell’articolo del Giornale. Compiacetevi di questa consonanza.

  16. “ma ci vuole spiegazione?” evidentemente sì.
    “giorno di pasqva metti sta cosa qvi?” è un fatto successo ieri, quando avrei dovuto metterlo?
    “e poi pretendete esere normali? il mondo va a troie, con voi.” i miei complimenti, Franz.

  17. “e un ateo ci deve spiegare ke cristo è morto per amore? chi sei, il soldato di full metal con scrito born to kill su elmetto e insieme simbolo di pace?” Primo, tu non sai cosa sia io – e io non sono “cosa”. Secondo, sono in grado di rilevare il senso dell’evento cristiano anche senza credere nella sua divinità. (Ma certo, Joseph ragiona esattamente come i talebani).

  18. rovelli, ti preferivo da commentatore, se non altro eri meno spocchioso e sicuramente meno borioso del maestrino che vuoi a tutti i costi apparire, per stupire coi tuoi effetti speciali. si vede che la visione del tg5 e la lettura del giornale alle quali ti sottoponi per preparare le tue intelligentissime trappole stanno dando i loro frutti. quel manifesto, messo lì in quel contesto, è un manifesto fascista, ti piaccia o meno.

    prima di richiamare bunuel e la nostra ignoranza (sic!) per non averlo riconosciuto, perché non provi a metterti nei panni di chi ha vissuto la sua infanzia tra i racconti di quanti a esecuzioni nazifasciste dei loro cari erano stati costretti ad assistere? poi mi fai sapere…

  19. “in quel contesto è un manifesto fascista”: di grazia, spiegami quel contesto, e perché. signor Eva Risto (anche se certo mi fa un po’ senso parlare con un nome del genere), io non presuppongo ignoranze (va bene, ho usato una retorica da maestro, sì, ma appunto per catalizzare l’attenzione: vogliamo andare alla sostanza delle cose?). Solamente rivendico la libertà di fare satira e di tirar fuori la lingua. La nostra civiltà, senza, non esiste. La civiltà dei lumi si nutre di questo. E le manipolazioni del tg5 e del Giornale (che non compro, avendo semplicemente fatto una ricerca su Internet) sono segnali precisi che si va esattamente al muro contro muro, talebano contro talebano. E chi si mette in mezzo viene soppresso. Non è che un terrorista in pectore. Lo trovi così normale? Io sono spocchioso perché non lo trovo normale?

  20. Gentilissimo Rovelli,

    meglio il Belli dei talebani. Molto peggio quelli. E’ sul parificare tutto che non andiamo d’accordo; per il resto, ci si può ragionare.

    Ad ogni modo era meglio anticipare al primo di aprile, no? E perché te la prendi tanto con dei poveri nick? A me mi sputtanano un giorno sì e pure l’altro eppure mi diverto ancora così!

    Cordialità

  21. Per qualcuno l’Illuminismo era finito, sì. Un certo Illuminismo di sicuro. (A cominciare da Adorno, no? – che però era tutt’altro che post, direi). Ma credo che l’Illuminismo della critica (sulla cui scia è il Nietzsche della Gaia Scienza, insomma) sia una valore da rivendicare con radicalità, oggi.

  22. Per me essere ateo non significa non credere nell’esistenza di Dio, ma negare la Sua azione causale e/o finalistica sulla mia realtà psichica. Mi pare poi evidente che Dio non abbia alcuna azione causale e/o finalistica sulla realtà a me esterna. Ma potrei vivere in uno stato confusionale della coscienza… Stato in cui, se Dio non mi pesa, sento però fortissimamente il potere temporale che qualcuno esercita, senza alcuna legittimità, sulla gente del mio paese.

    La religione poi, attraverso la costruzione di una memoria storica, dovrebbe creare identità, non problemi di identificazione. Punti di riferimento, non delirio paranoico di riferimento.

    Chi oggi crede che l’Italia debba piegarsi alle sottane vaticane, potrebbe anche vivere con patologia la sua condizione di fedele.

  23. Ah, O.C.: sarò all’antica, che ti devo dire, però preferisco i luoghi in cui ognuno ci mette la faccia. Non mi piace parlare con gli incappucciati. Poi, costretto a farlo, lo faccio.

  24. perché non c’è nessun elemento che denunci, da parte del postante, una qualsiasi intenzione o volontà satirica. quell’elemento è solo nella tua testa. prova a chiedere, a tutti quelli che si sono soffermati, se l’hanno rilevato. oppure chiedilo a tutti gli altri redattori di ni, ammesso che qualcuno non ne fosse a conoscenza.

    io sono anarchica e atea, caro rovelli, e non ‘mi fa senso’, mai, parlare con chicchessia. queste distinzioni lasciale pure a coloro che contesti nel tuo primo commento. e così come tu rivendichi la libertà di fare satira (e non importa che non se ne sia accorto nessuno), io, di fronte a quel manifesto, rivendico la libertà della memoria e, da nipote di uno che nei campi di concentramento ci ha lasciato la vita, e da figlia di uno che ‘là dentro c’è stato e di fucilazioni ne ha viste parecchie, ti dico che quell’obbrobrio che hai postato, senza una virgola che indirizzasse alla contestualizzazione, è di chiara matrice fascista.

    adesso, visto che hai già iniziato a farlo, prenditi anche la libertà totale della delazione. in questo blog era l’unica cosa che mancava.

  25. viviamo in un paese clerico-fascista, dunque non basta essere agnostici ma oltre che atei integralisti si deve essere atei attivi, come spesso purtroppo io stesso non riesco a essere, ma vorrei tanto, almeno nei dialoghi e nella scrittura provo a diventare persino “blasfemo” oltre che anticlericale. dunque, penso siano giuste tutte le iniziative iconoclaste e le prese di posizione contro la Santissima Chiesa Cattolica Apostolica Romana

    Le mie uniche critiche vanno al fatto di utilizzare simboli ‘armati’, ovviamente per la ferma non violenza mia e il pacifismo e il vivere contro la pena di morte…

    saluti cari

    a presto

    b!

    Nunzio Festa

  26. La volontà satirica non era del postante. La volontà satirica era nel manifesto stesso. Una volontà satirica negata dalla stampa e dalla tv con un gesto – quello sì – di chiara matrice fascista.
    Sei anarchica e atea, bene. Io no, o quantomeno non così, con un punto e capo. Eppure difendo il diritto di quegli anarchici e atei che hanno fatto il manifesto a non essere tacciati di terrorismo. Ma tu vai oltre, all’indietro, e rivendichi la libertà di memoria: “da nipote di”, “da figlia di”… Io rispetto le tue memorie, è ovvio. Ma qui in gioco c’è un principio di libertà di espressione, e la libertà dell’arte. Va bene, allora bruciamo anche i film di Bunuel, come primo passo (la fucilazione viene da lì), decidiamo che l’arte deve sottostare a un criterio etico che sarà determinato dalla Commissione ministeriale, per cui non si può più scherzare coi santi e da oggi in poi si faranno solo opere pie (conosco bene gli ambienti anarchici, e ti assicuro che i preti non mancano neppure lì).
    io voglio un dio di cui poter ridere.
    (scusa, dove avrei fatto delazione?)

  27. rovelli, ma da cosa deduci, in quel manifesto attaccato al muro, una ‘volontà satirica? ti rendi conto che, in ‘questo’ paese, chiunque lo guardi si fa l’idea che l’ateo è per la fucilazione dei preti, o no?

    ma non puoi accompagnare il post con due righe, dicendo il ‘come’ e il ‘perché’? arte? quella sarebbe arte?

    ‘Era un annuncio, questo per chiamare a raccolta i duri di spirito. Direi che ne sono arrivati abbastanza, in effetti.
    Allora, ragazzi, la spiega:’

    credi, forse, che non sarebbero arrivati lo stesso, i ‘duri di spirito’, ed esattamente negli stessi termini in cui sono arrivati? avevi bisogno di ‘smascherarli’? volevi fargli cambiare idea? hai solo contribuito, insieme agli autori, a quel segno – di cui parla alcor. né più né meno.

    come fa uno che afferma i tuoi valori e i tuoi ideali a scrivere: ‘ signor Eva Risto (anche se certo mi fa un po’ senso parlare con un nome del genere), io non presuppongo ignoranze (va bene, ho usato una retorica da maestro, sì, ma appunto per catalizzare l’attenzione: vogliamo andare alla sostanza delle cose?). se mi fossi firmata ‘una omosessuale’ o ‘una negra’ avresti usato le stesse parole?

    perché dovresti mettere in dubbio il fatto che stai parlando con una donna, e ti rifugi, come un tuo nobile predecessore, nella solita menata dei nick? quello è il mio nome. non ti piace? pace, me ne farò una ragione.

    ‘delazione’ è uno stupido lapsus in forma di refuso, del quale non ho difficoltà a scusarmi. se ogni tanto lo faceste anche voi, non vi farebbe sicuramente male. soprattutto quando presentate cazzate del genere.

  28. Come credente, quel manifesto mi fa sorridere.
    Oggi è Pasqua, Cristo è risorto dalla montagna di merda sotto cui hanno provato a seppellirlo più e più volte, definitivamente.
    Siccome il Vaticano come istituzione temporale non rientra tra le mie preoccupazioni primarie, quando vedo cose del genere penso che chi a questo mondo ha un po’ di potere ne ha anche per difendersi dagli attacchi (che spesso in quanto istituzione di potere si attira).
    Però sono anche un educatore, uno che si occupa di giovani e si preoccupa di scandali. Ecco, da questo punto di vista non l’ateismo consapevole, ma la confusione mentale, il livore, la ricerca di bersagli facili e grossi cui imputare la propria irresolutezza, questa cosa un po’ mi esaspera. E’ dall’epoca del dispotismo illuminato in poi che la Chiesa viene sistematicamente additata dal vero potere (l’agire tecnico trionfante) come responsabile di ogni nequizia, per “liberare” i popoli dalla sua tutela e renderli disponibili al consumismo più becero o al gulag.
    E c’è ancora gente come tashtego, con tutta la sua scorbutica ragionevolezza, che non l’ha capito. Solo perchè è disposto a mettere in discussione tutto tranne gli dei della sua giovinezza.
    Ecco l’ateo devoto.

  29. “rovelli, ma da cosa deduci, in quel manifesto attaccato al muro, una ‘volontà satirica? ti rendi conto che, in ‘questo’ paese, chiunque lo guardi si fa l’idea che l’ateo è per la fucilazione dei preti, o no?”

    Ho detto forse che io l’avrei fatto tale e quale? Che è un geso politico che può far conquistare consensi alla battaglia libertaria? No. Se mi fossi trovato in quel gruppo, conoscendomi, è molto probabile che mi sarei opposto. Ma difendo fino alla morte il diritto al ghigno, però.

    “ma non puoi accompagnare il post con due righe, dicendo il ‘come’ e il ‘perché’? arte? quella sarebbe arte?”

    Chi decide cosa è arte e cosa no? Una Commissione ministeriale?

    “come fa uno che afferma i tuoi valori e i tuoi ideali a scrivere: ‘ signor Eva Risto (anche se certo mi fa un po’ senso parlare con un nome del genere), io non presuppongo ignoranze (va bene, ho usato una retorica da maestro, sì, ma appunto per catalizzare l’attenzione: vogliamo andare alla sostanza delle cose?). se mi fossi firmata ‘una omosessuale’ o ‘una negra’ avresti usato le stesse parole?perché dovresti mettere in dubbio il fatto che stai parlando con una donna, e ti rifugi, come un tuo nobile predecessore, nella solita menata dei nick? quello è il mio nome. non ti piace? pace, me ne farò una ragione.”

    Ma che dici? Tu ti firmi Eva Risto. Converrai con me che, in un mondo popolato di troll, sembra proprio una presa di culo, no? tanto più che gira pure un certo Beccalossi, da queste parti. Allora, dai…
    (poi, se mi dici che quello è il tuo nome anagrafico, bene, ci credo, mi fido sempre della gente, di solito, è il mio difetto, e mi scuso pure per aver celiato sull’Eva Risto. Va bene così? Ma per favore, già è faticoso crederti, non mi fare pure le menate su una presunta discriminazione antifemminista…)

  30. Rovelli, dopo qualche tentazione, come vedi la discussione è stata meno a senso unico di quanto credevi piazzando il trappolone.

  31. secondo me il manifesto è incompleto. dalla bocca del papa dovrebbe uscire questo fumetto: “perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. certe memorie sono belle, in un giorno come questo. le campane suonano a festa. nessuna condanna a morte può soffocare la vita. e poi il napoli ha battuto il bologna fuori casa.

  32. completamente d’accordo con rovelli.
    eva risto: va bene i campi e la memoria, ma non vedo proprio il fascismo in questo manifesto. dopotutto le fucilazioni non sono prerogativa dei destrorsi. ogni rivoluzione violenta prevede l’epurazione di determinati soggetti per permettere l’attuazione del nuovo modello di società. io non sono d’accordo con queste teorie, ma bisogna riconoscere che non solo adolfo e compari hanno messo la gente al muro. i partigiani italiani ne hanno ammazzati tanti tra connazionali e tedeschi, e di questo ci fa conto pavese, che ci ricorda che ogni guerra è una guerra civile e che ogni caduto somiglia a chi resta e gliene chiede la ragione. quindi, credo, il tuo tirare in ballo i campi e tutto il resto è un po’ fuori luogo di fronte ad un manifestino che invita all’iconoclastia, col papa davanti alle bocche da fuoco e sotto (mi pare) dei muslims che si genuflettono davanti ad una vetrina di mutande. niente di eccessivo, credo. a me non è venuto neppure per un secondo in mente di imbracciare la doppietta che ho sotto il letto e di sventagliare una raffica di pallettoni su sua santità matzinger z. mi piace il maifesto. è un modo forte per dire che hanno rotto il cazzo con le loro ingerenze nella vita di uno stato laico e sovrano. che andassero a concimare gli orti con i loro deretani pallidi e intavolati. non se ne può più. davvero. questa deriva teocratica fascista sessista della chiesa cattolica è odiosa e niosa e insopportabile e del tutto fuori luogo in questo posto in questo tempo del mondo. e rispondo anche a chi più sopra diceva che a sfanculizzare il mohammad si rischia una coltellata nella schiena, e quindi nessuno inveisce contro i muslims. ma questi cazzo di religiosi islamici non hanno ancora iniziato a rivendicare un potere sulle coscienze dei politici del mio paese, e non c’è (credo) nessun segnale in questa direzione. quindi io, personalmente non me ne interesso ancora. la satira, lo sberleffo, non ha bisogno di inviti o starter per azionarsi. la messa in moto è in automatico. quando intorno inizia a sentirsi puzza di oscurantismo e bigottismo, ecco che l’omino con la esse tatuata sul petto schizza fuori dalla sua tana per cercare di svegliare le coscienze intontite di tanti nostri simili.
    in fede,
    bill b.

  33. Sinceramente, OC, quando stanotte ho messo il post appena tornato a casa (ma ancora avevo addosso l’incazzatura da tg5), mi sarei atteso che ci saremmo compresi con più immediatezza… Mi sarei però atteso Valter così come è intervenuto, sapevo che non si sarebbe scomposto più di tanto. (Ma sulla chiesa vittima, va da sé, non sono d’accordo…Anche se un punto di verità c’è, a mio parere)

  34. saluti.

    buona continuazione di chiacchierata con l’educatore binaghi.

    qualcuno gli dica, però, che tra gli sponsor del suo credo, a fini di potere, c’è anche sempre stato il ‘vero’ potere, quello che ‘rende i popoli disponibili al consumismo più becero’. arcore e dintorni non dovrebbero essere lontani dalle sue rotte. si è mai chiesto quanti sono i devoti che osannano ogni giorno il dio delle televendite, dei quiz e dei grandi fratelli? quanti devoti, in questi giorni, hanno saccheggiato i supermercati di altri ‘pii uomini’, facendo incetta di quella stessa ‘merda da cui cristo è risorto’?

  35. ma il papa in questione non è Giovanni Paolo II?

    sparano a un corpo morto…

    questi rivoluzionari… sempre in ritardo sulla realtà!!

    simulate, simulate… non immaginate cosa vedrete quando riaprirete gli occhi!

    a coloro che hanno affisso quei manifesti dico
    buona pasqua-qua-qua-qua… qua…

    lalla

  36. Caro Bill, dici: “quindi io, personalmente non me ne interesso ancora”. Speriamo che non finisca come nei racconti di P.D. James.

  37. Stavo giusto pensando che mi mancava il Binaghi, ero quasi arrivato in fondo e il suo commento non compariva. ;-)
    Eva, credo che tu debba ridimensionare un’odio che ti porti dentro e che ti fa vedere fascismo (eppure ce n’è tanto in giro) anche dove non ce n’è: sembra quasi che in te alberghi un fascismo represso che riversi all’esterno, per distanziarlo, per rifiutarlo nell’altro (come altro). Ma non ho nessuna presuntuosa velleità di interpretazione della tua personalità, è solo per dirti che cosa mi appare – a pelle – leggendoti.
    In generale credo che sia giusto notare una cosa: siete caduti nella rete tesa da Rovelli. Il suo post è appunto una linguaccia, e la rivendica tanto più quanto più voi tutti, che vorreste negargliela, gli prestate ascolto e vi infiammate. Non ha fatto altro che resuscitare Bunuel (è Pasqua in fondo) nel modo più conseguente. Perchè l’arte richiede una reincarnazione. Avrebbe potuto perdersi in sproloqui attaccando il tg5 e il giornale, ma si è limitato all’esposizione di qualcosa che era già esposto, riproducendolo. Altrimenti non avrebbe ottenuto questo meraviglioso effetto pasquale.

    sestoempirico
    (a.k.a. Lorenzo Rustighi, non si sa mai che qualcuno mi accusi di vigliacco anonimato)

  38. P.S. comunque, binaghi, per una volta un commento non irritante, con cui si potrebbe anche essere d’accordo…

  39. vorrei tanto vedere la linguaccia di Rovelli…
    è una cosa possibile!
    quale potere può la lingua!
    smackk

  40. @sestoempirico
    Te ne regalo uno vagamente zen (magari ti piace anche di più)

    Cristo non era cristiano.

  41. Caro Rustighi, io non sono caduto in nessuna rete.
    Li conosco vecchi questi pescatori.
    E per favore: “un’odio” si scrive senza apostrofo.

    Buona pasqua.

  42. che palle O.C., non sai dire altro? Poi mi ritieni così ignorante da non contemplare la possibilità che abbia battuto male?

  43. vero Valter, anche Marx aveva detto, Io non sono marxista…
    Con la mia band siamo in fase di ristrutturazione, nel frattempo se mi ospiti nella tua, ben volentieri…

  44. se non si era capito,
    a me piace il blues
    potrei accompagnarvi con la tastiera elettronica…

  45. Gentile Rovelli,
    mi indigno, lei mi delude: il film di Buñuel naturalmente non è Il fantasma della libertà, ma La via lattea! E’ Laurent Terzieff che sogna ad occhi aperti… (Non si preoccupi – gli viene detto – un papa fucilato, non succederà mai…).
    Complimenti, lei ha colto davvero un nervo scoperto e i ragazzi del manifesto pure, viste le reazioni scomposte di molti…

  46. mio dio, mi sta bene, questo marchiano errore. Ma mi creda, è un lapsus. Buñuel è stato la mia icona per eccellenza quando ero teenager, mi vantavo di aver visto trenta film su trentadue che ha fatto (perfino El gran calavera, per dire…).

  47. @port royal
    Anche i peti creano agitazione, specialmente in una Cinquecento, ma non è tutto questo fulgore creativo

    @Marco Rovelli
    Questa mail la uso come filtro, se mi scrivi qui, possiamo combinare qualcosa, anche se la distanza tra Milano e Massa non aiuta.
    doctor.blue@libero.it
    Questo è il sito della bluesbanda, gestito dallo chitarrista Dimitri.
    http://bluesband.altervista.org/

  48. ok la perdono… e poi, ne La via lattea c’è quel bellissimo duello a colpi di spada dove si disserta del libero arbitrio… se lo ricorda? E quel bellissimo passaggio sulla transustanziazione con il prete pazzo (film magnifico… insieme a estasi di un delitto e molti altri di Don Luis… che – effettivamente – aveva uno spiccato humour surrealista: cosa che credo machi un po’ qui)

  49. Solo satira. Di cattivo gusto?
    Il gusto uno ce l’ha come ce l’ha.

    Che ne pensate di mettere all’Indice, o sotto processo, “Le segrete del Vaticano” di Gide, ad esempio?

    Tanto morto un Papa se ne fa un altro e si fa santo quello precedente di gran fretta, sempre per l’amor di Dio!

    E la Storia insegna: in nome della religione, ieri come oggi, ci si ammazza, manco la vita fosse realmente eterna.

    Il più grande errore dell’uomo, dalla notte dei tempi, è stato quello di darsi delle religioni per cui ammazzarsi in nome di dio.

  50. @port-royal
    Di don Luis citerei anche la sua autobiografia “dei miei sospiri estremi”, una delle mie letture preferite.
    @valter
    verrà quel giorno, valter… (quando tornerò a bazzicare nel milanese magari vediamo di organizzare qualcosa)

  51. In effetti una delle funzioni sociali della religione è quella di legittimare certi sacrifici umani, individuati dalle dinamiche sociali come capri espiatori. In questo la religione (ebraismo compreso) ha assecondato (non creato) la violenza implicita nei gruppi, di cui Girard ha individuato bene la genesi.
    Cristo invece svela l’innocenza della vittima, e smaschera la violenza del mito.
    Cristo è l’Agnello, che si offre in sacrificio, per liberare l’uomo dai suoi fantasmi. Se la Chiesa ha incitato alla violenza, lo ha fatto come fecero in passato le religioni, o come fanno Sion e L’Islam, quando identificano Dio con una nazione, cioè lasciandosi risucchiare nel vortice distruttivo di un sociale irredento. E’ stato come il sale, che perde il suo sapore. Ne paga le conseguenze, in termini di credibilità, anche se custodisce la Parola.
    Con questi manifesti, invece, torniamo nel pieno del sacro pagano.
    C’è una mela marcia, qui, e devi essere proprio tu.

  52. chi sa mai dove cazzo erano tutti questi grandi conoscitori dell’arte di bunuel quando il post è comparso. e ‘grandi’ lo sono davvero, visto che ne conoscono e ricordano i film fotogramma per fotogramma. tutti a vedere il tg5 (incazzandosi!) e a sfogliare (coi guanti?) il giornale, immagino. per preparare altri colpi da veri ‘compagni libertari’ (c’è anche un allievo non dichiarato del dottor carotenuto, a quanto sembra).

    strano, poi, che a un rovelli che dichiara che, forse, trovandosi nel gruppo che ha preparato quel manifesto, non sarebbe stato d’accordo con la scelta di quelle ‘forme’ (presumo), fa da controcanto un coro di osanna per la sua sublime e profetica verve satirica. buon pro, che altro.

    al signor lorenzo ‘sestoempirico’, che scrive:

    ‘Eva, credo che tu debba ridimensionare un’odio che ti porti dentro e che ti fa vedere fascismo (eppure ce n’è tanto in giro) anche dove non ce n’è: sembra quasi che in te alberghi un fascismo represso che riversi all’esterno, per distanziarlo, per rifiutarlo nell’altro (come altro).’

    mi costringi all’outing: infatti, devo confessare che fui io a denunciare e a far deportare i miei due congiunti… cosa ci vuoi fare, non posso che prendere atto della tua ‘lectio mirabilis’ di storia. hai visto giusto: è il ‘fascismo latente’ di chi viene da una famiglia che, dalla comparsa delle prime idee socialiste in italia, ha sempre visto, ad ogni generazione, uno o più dei congiunti finire in galera. quando andava bene.

    continua pure così, e non preoccuparti.

    sarebbe inutile anche risponderti sul resto, caro ragazzo, visto che quello che ho scritto è ancora lì, ben chiaro, fin dal mio primo intervento. rileggi, per cortesia, ti eviti qualche gratuita castroneria: io ho parlato di ‘pratica fascista’ a proposito del manifesto in questione. per te non lo è? ne prendo atto, ma sono affari tuoi.

    riverisco.

    p.s.

    è più fascista dire che è fascista un manifesto idiota e becero, o starsene in silenzio di fronte al ‘silenzio assordante’ di alcuni partiti di governo, dalle cui segreterie non è uscita una voce che sia una per denunciare l’ottusa ed eversiva ingerenza vaticana negli affari e nell’amministrazione, leggi comprese, di uno stato laico e democratico?

    e come si ‘denuncia’ tutto questo cumulo di convivenze e complicità? semplice! con un post satirico! ovvero: sabina guzzanti contro la congregazione del sant’uffizio!!! siete grandi. soprattutto i sé-dicenti libertari.

    buona pasquetta. o buona pasquinata. tanto, fa lo stesso.

  53. hey, ma il tastierista c’è già…mannaggia!!!
    e anche chi suona l’armonica a bocca!!!
    io cosa posso suonare….?

  54. è più fascista dire che è fascista un manifesto idiota e becero, o starsene in silenzio di fronte al ’silenzio assordante’ di alcuni partiti di governo, dalle cui segreterie non è uscita una voce che sia una per denunciare l’ottusa ed eversiva ingerenza vaticana negli affari e nell’amministrazione, leggi comprese, di uno stato laico e democratico?

  55. Eva, ribadisco: era un manifesto anticlericale (equanime verso cattolici e musulmani peraltro) con ogni evidenza ludico e giocoso. Questo suo carattere l’ho voluto rivendicare, contro la manipolazione mediatica. Io personalmente non l’avrei forse fatto, ho detto, perché ognuno ha il suo stile: ma questo non significa che debba censurare stili non miei, riesco a cogliere il valore di certe forme anche se non mi appartengono.
    Non capisco che c’entra la Guzzanti. Prima non ti andava bene perché c’era una fucilazione, adesso non ti va bene perché è una pasquinata, insomma deciditi. Oppure se tu sai come fare a “denunciare l’ottusa ed eversiva ingerenza vaticana negli affari e nell’amministrazione, leggi comprese, di uno stato laico e democratico” in forme più efficaci, diccelo, io sono pronto a seguirti.

  56. Io giro poco, sto sempre in casa. Però ho messo al mondo un bel pò di gente che non riesce a star ferma. Mia figlia è tornata ieri dal Portogallo, dopo due mesi di assenza. Mi ha detto che in tv non hanno mai, dico mai, dato notizia di commenti vaticani su questo o quello. E parliamo di un paese in cui l’aborto è legale da un mese a questa parte.
    Se cominciassimo e ridimensionare gli interventi mediatici vaticani forse eviteremmo anche manifesti imbecilli come quello. E non mi pare che ci sia alcun bisogno di spiegare perchè quel manifesto è opera di un imbecille.

  57. tanto rumore per nulla.
    però è vero. qui, senso dell’umorismo, poco.
    ci possiamo chiamare compagni? o è termine desueto?
    ma compagni de che? i compagni devono scaldarsi il cuore e gli atei devoti, come diceva binaghi, sono sempre arrabbiati.
    du coioni.
    ma la gentilezza, la gentilezza e l’accoglienza quando l’avete persa?
    perchè l’avete persa?
    eh sì che il caro CHE ammoniva ” bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza”
    i credenti hanno dalla loro un senso di appartaneneza che noi a sinistra abbiamo dimenticato e dimentichiamo nei nostri piccoli particolarismi.
    nella mia vita reale i più stronzi li ho incontrati a sinistra, che a destra e al centro se non altro lo metto in conto.
    le più stronze le ho incontrate tra le femministe, di sinistra.
    è paradossale e significherà qualcosa
    e la rete rispecchia la realtà.
    falsi solidarismi ed ego smisurati.
    ve ne potrà fregare di meno ma l’amarezza è tanta, non mi resta che consolarmi sulle larghe e possenti spalle del buon binaghi.
    siamo uomini e donne grazie a chi?
    mi verrebbe da dire: grazie al cazzo!
    tanti cari baci a tutti
    la funambola

  58. Cara Eva, calmati. Non ho detto che sei fascista. Anche tu, per favore, leggi bene quello che ho scritto. Ho solo detto che nel veleno contenuto nella unilaterale violenza delle tue sentenze leggo uno spirito che potrebbe anche non essere (al fondo) meno fascista del fascismo che denuncia. Mi sembrano parole di una persona frustrata, di una vittima, scusa se sono tanto esplicito e franco: e le vittime spesso tendono ad una reazione violenta. Che cos’è il fascismo se non il sintomo di un opprimente complesso di minorità? Il manifesto di Genova lo trovo gioioso nella sua satira dissacrante. Le tue parole invece sono fatte di odio.
    Ma non ti ho mai dato della fascista. Ti ho chiesto solo di fare attenzione, perchè il “fascismo” (e lo metto tra virgolette per svuotarlo del suo senso storico) non è una vuota universalità, si nasconde dove meno lo si sospetta, perfino – e talvolta soprattutto – nelle sue stesse vittime.
    Un saluto.

  59. Premetto che il grassetto mi urta
    ma a parte questo
    ognuno dovrebbe stare al suo posto, invece di allargarsi
    a partire dalla chiesa!

  60. Valter: non mi ripeto, tanto lo sai, il mio pensiero è quello che è in “Perché non sono cristiano” di Bertrand Russell.
    Detto in maniera papale papale e all’acqua di rose: “Gesù Cristo ha detto delle cose, alcune buone, altre meno, per il contesto storico in cui è vissuto. Un filosofo. E quindi un uomo coi suoi pregi e difetti, al pari di un Seneca o un Platone, ad esempio.”

    Non dico che tu o altri dobbiate conformarvi a questa idea. Non voglio convincere proprio nessuno: non mi sento un missionario, un portatore di verità. Tutto qui.

    Io direi che invece di incentrare l’attenzione su quattro gatti sparuti che hanno fatto un po’ di satira, un po’ di provocazione, più o meno di buon gusto a seconda del proprio palato, sarebbe stato più costruttivo dire di altro, ad esempio in maniera seria di Fausto Bertinotti che avvalla la guerra… Solo un esempio. Questo per dire: ci si attacca al pelo nell’uovo?
    Ci sono problemi reali e tangibili e gravi, che gravano su tutta la comunità e invece si parla e si parla e si parla di/per che cosa? Io mi preoccuperei dei tanti casi di pedofilia tra i preti e subito insabbiati dal Vaticano, tanto per fare un altro esempio.

    Ma oggi parlare di religione è pericolosissimo, tanto per il laico quanto per il credente: non a caso stiamo attraversando un periodo nero, nel senso che i focolai di guerra sparsi per il mondo sono a sfondo religioso o pseudo-religioso.

    Ciao

  61. @funambola
    “qui, senso dell’umorismo, poco.”
    già-
    se dio vuole mi ha appena chiamato un ragazzo rumeno che eravamo riusciti a fare uscire da un Cpt, e mi ha fatto gli auguri di buona pasqua.
    li giro a tutti voi.

  62. Che cos’è il fascismo se non il sintomo di un opprimente complesso di minorità?

    (va meglio, mr. bean?)

  63. @ sestoempirico

    ‘cos’è il fascismo se non il sintomo di un opprimente complesso di minorità?’

    bello.

    hai dei messaggi privati sul tuo blog chiuso,almeno spero ti siano arrivati,ho visto che non li hai letti..

    buona serata a tutti.

  64. dalle mie parti i preti sono tanti
    sono vispi lustri e intraprendenti
    amano il commercio ed alle genti
    vendono per contanti la santità

    predicano a tutti la penitenza
    e che se non si han soldi c’è l’astinenza
    condannano a gran voce la violenza
    difendon con costanza la proprietà

    raccontano che i poveri sono beati
    perché alla vita eterna son destinati
    però intanto ai padroni si son legati
    e vengono pagati per la loro utilità

    difendon la morale contro la pornografia
    e dicono che il sesso è una gran brutta malattia
    che si deve combattere dicendo ave maria
    e prendendo la via della castità

    è una razza tenace e resistente
    abile soprattutto nel bidonar la gente
    facendosi passare per intelligente
    ed unica garante della verità

    se per caso succede che li incontri
    non startene lì fermo ad attaccar discorsi
    se sono più deboli falli morti
    ma se sono più forti scappa a gran velocità

    è una canzoncina che scrissi più di trent’anni fa, e che di tanto in tanto mi capita di eseguire nei rari concerti che ancora faccio.
    riconosco una certa ingenuità (ero giovane, allora) ma, se qualcuno mi dicesse che è un incitamento alla violenza, non potrei far altro che mettermi a ridere.
    o no?
    resta il fatto che continuo a considerare le religioni di massa una delle più grandi iatture toccate in sorte all’umanità.
    e il manifesto lo trovo carino.
    se ne può avere una copia?

  65. In Italia, vedere quasi tutti i giorni, a tutte le ore, Ratzinger in televisione è propaganda.  
    Lo spazio pubblico, dominato da una dimensione nazionalpopolare, dà visibilità soltanto ai funzionari di partito e alle loro attricette, sempre cercando di legittimarne i ruoli. Come la chiamerebbe Eva Risto questa anomalia? E gli italiani sono consenzienti o solo messi in  condizione di non potersi opporre a questo regime? Vedo molti occhi spenti in giro, non solo davanti alla tivù.

  66. Il fantasma della libertà io lo vidi, a suo tempo, ed era un film, non un fotogramma.
    Non ho invece visto il Tg5 e neppure il giornale. Ho visto solo la cosa postata, qui, e non mi è piaciuta, non l’ho trovata satirica, l’ho solo trovata violenta. Violenta come molte altre cose violente.
    Torno su a vedere l’immagine e vedo solo un uomo vestito di bianco che mi fa pensare al papa con davanti dei fucili puntati.
    Non c’era alcun altro segno.
    Non c’era un film, intorno.
    Non sono dura di spirito, forse di comprendonio, e il mio durissimo comprendonio mi dice che molti altri durissimi di comprendonio l’hanno vista come l’ho vista io, un invito ad applaudire dei fucili puntati.
    A Rovelli pare ludico e giocoso.
    A me no.

  67. Alcor

    Dubito che gli autori del volantino, postato su Nazione Indiana da Marco Rovelli, abbiano visto La via Lattea di Buñuel. Di sicuro una vecchia pubblicità di Massimo Lopez che tardava la sua esecuzione con un’ultima, interminabile chiamata. Telefonica.

  68. sarai mica fascista anche tu, alcor?

    mi sa che, sotto sotto, anche tu provi odio. (o)dio non voglia!
    perché devi sapere che dire ‘questo è un paese fascista’, a tenuta stagna, da quasi un secolo, vuol dire ‘odiare’.

    molto probabilmente, qualcuno, per rendersene conto, ha bisogno di vedere camicie nere a ogni angolo di strada. io ad esempio (ma tu vedi quanto odio c’è in me!), continuo a ritenere fascista un paese, una cultura e una scuola che ‘suicidano’ un ragazzino di sedici anni, solo perché il ‘comune sentire’ lo ritiene un diverso.

    questi parlano di formulette del cazzo imparacchiate leggendo male quattro liberculi in croce. esattamente come leggono male, o non leggono affatto – che sarebbe anche meglio – quello che si scrive su un blog. e dispensano anche etichette. e fanno domande da trattato di sociologia politica o da scuola radioelettra a dispense. il che è la stessa cosa.

    p.s.

    morgillo, perché non provi a fare la domanda a chi, una volta al governo, si è dimenticato, chi sa mai perché, del conflitto di interessi? tra le tante altre cose passate nell’oblio, del resto. prova a chiederlo a quella sinistrina pallida come un fanstasma che si inciuca e inciucia nel partito unico e che, nel silenzio dei suoi iscritti, non trova di meglio che chiedere al detentore numero uno di un conflitto di interessi, senza pari sul pianeta, di comprare la telecom. per assicurarne l’italianità!!!

  69. Lo ripeto, per quanto possa valere la mia opinione…
    L’unico volantino con una qualche forma di qualità era quello del tiro a bersaglio sul faccione stilizzato di Karol Wojtyla. Dare particolare rilievo ad uno soltanto dei manifesti apparsi a Genova è riduttivo, sminuendo il senso generale dell’operazione.

  70. Alessandro, per completezza di informazione, il volantino era l’annuncio di un’iniziativa pubblica con due proiezioni cinematografiche (tra cui appunto) la Via Lattea. La foto qui pubblicata non riproduce il manifesto nella sua interezza.

    Alcor, le notizie, che non avevi all’inizio, le hai adesso. Dunque riprodurre qui il manifesto è servito. Insomma, io ho voluto riprodurlo decontestualizzato esattamente come hanno fatto i mass-media, limitandomi a ri-esporre quanto già era stato esposto, a ri-produrlo – come si produce una prova. Mi è parso (e mi appare ancora di più adesso) che la parzialità di quest’esposizione decontestualizzata fosse la miglior forma di riflessione sulla manipolazione mediatica di questo caso.

  71. @ eva risto

    “l’ateismo non è una religione, ma una scelta etica e una regola di vita”

    come si possa “scegliere” l’ateismo alla mia mente (atea) è mistero, trovandolo, l’ateismo, una mera constatazione, e niente di più.
    ———————————————————————————-

    salutando

  72. vedo, caro mario ardenti, che ti sei subito adeguato all’index vacuus cogitandi che caratterizza tanti pseudo dibattiti in rete. il sintomo più evidente della ‘malattia’ è proprio questo: si prende una frase, a caso, la si estrapola dal contesto, e ci si ricama intorno la domandina, inutile, che serve solo a testimoniare che ci siamo anche noi.

    bene. se vuoi che ti risponda, devi:

    a) riportare la frase al contesto da cui l’hai tolta, che è questo:

    ‘l’ateismo non è una religione, ma una scelta etica e una regola di vita. esattamente quello che non capiranno mai coloro che ne fanno una ‘fede’ e una ‘religione’ da propagandare, magari con manifesti nazistoidi, da contrapporre ad altre fedi e ad altre religioni’.

    b) visto che si trattava di una risposta a precedenti affermazioni, riferirla al contesto della discussione in quel momento.

    c) spiegare, se ti va, a quale età hai ‘constatato’ di avere una ‘mente atea’ (!)

    ma forse volevi solo giocare e, quindi, gioco anch’io.

    nel mio caso, si sceglie in questo modo. si partecipa a una lotteria; se viene estratto il tuo numero, diventi credente; in caso contrario, atea.
    come vedi, il mio numero non è mai stato estratto.

    saluti.

  73. @Mario Ardenti
    La constatazione di un’assenza. Meglio: di un’assenza di risposta.
    A quel punto l’ateo rinuncia a ciò che ha messo in moto tutto questo:
    la domanda insostenibile di senso. In questa rinuncia c’è una decisione.
    Decidi che la domanda stessa era un idolo del foro, una malattia del linguaggio. Decidi che il senso non è dato a priori da un Ordine, ma è quello che gli dai. E provi a costruire con dignità e pazienza il dio che non c’è.
    L’altro invece si chiede se nel domandare ha parlato la lingua giusta.
    Quale sia la Lingua, e la parola. Se ne incontra una che illumina il mondo, decide che si può credergli. Come i discepoli di Emmaus.

  74. oh cristo! Questa del manifesto è stata una genialata purtroppo
    Qualcuno (un po’ infastidito dal non aver riconosciuto il grandissimo bunuel) si lamenta che non ci fosse una adeguata spiegazione (cioè che non fosse un manifesto sottotitolato for dummies) ma a me sembra che la scritta “iniziativa icnoclasta” fosse più che esaustiva, era un segnale semantico abbastanza preciso:-) … ora pretendere una iniziativa iconosclasta con la premessa: “con permesso parlando” … beh, insomma, suvvia … ma … siete tutti impazziti o ci fate?
    A me non interessa se il manifesto sia violento o meno (non credo lo sia, è solo una citazione), se sia satirico o meno (io credo lo sia … ma io ho avuto fra le mani alcuni numeri del male e anche altro), la cosa che mi interessa veramente è quello che Marco è riuscito a far dire ai commentatori di NI … beh rileggetevi con attenzione: e vi accorgerete che la situazione, sia per quelli a favore che per quelli contrari, è veramente sconsolante e squallidamente da ceto medio (come cultura naturalmente e non come reddito)… e Pasolini diceva che l’uomo medio in Italia è quasi un mostro e c’aveva pure ragione … e soprattutto non sapeva come la sua ragione sarebbe aumentata col trascorrere degli anni.

    Ora non ricordo chi lo ha detto, ma la palma della banalità la darei a chi si è lamentato che sia stato postato nel giorno di pasqua :-))))) ah ah ah ah ah … ma dai … postarlo di venerdì santo sarebbe stato meglio? ;-)
    E poi voi avete mai sentito i canti degli anarchici? parlo degli anarchici veri non dei cretinotti imbottiti di droghe che si sentono anarchici solo qualche volta a tarda sera in discoteca o sul divano di casa, parlo degli anarchici veri che da tutto il mondo si radunano sulle colline di carrara (a gragnana), non so se lo fanno ancora … beh, altro che sparare al papa :-) … beh, vorrete mica ri-educarli tutti vero?
    Non c’è riuscito nessuno … anche se ci hanno provato in molti …

  75. @Distinzione

    Pausini chi? chi frequenti?

    e i pesci non abboccano – muoiono se gli spari.

    “I rivoluzionari sparano comunque”: ecco, ti sei risposto da te!

    notte coraggioso rivoluzionario!
    lalla

  76. Volevate la ciliegina sulla torta?
    Temevate la sòla?
    Vi sembrava strano mancasse uno capace di fare il punto
    sulla situazione e tirare le fila del discorso?
    Desideravate, più di ogni altra cosa, capire che cazzo avevate detto e scritto?
    Sì?
    Bene, nel nostro ristorante non rimarrete mai delusi,
    perché noi possiamo offrirvi il commento della “pasionaria dello gnocco fritto”.
    Una che passa disinvoltamente dalla leccata a Fassino ai canti anarchici
    (di cui è una notoria esperta) ai raduni sulle colline di Carrara
    (non ne ha mai mancato uno).
    Così, en passant.
    Cercate solo di soprassedere sul fatto che è intervenuta
    solo e unicamente perché qualcuno non aveva apprezzato
    il parto del suo idolo del momento.

  77. brava georgia,
    magari spiegaci anche cosa intendi per anarchici veri.
    poi magari io ed eva passiamo a ritirare il patentino.

    mario, credere o non credere è questione di scelta.
    direi la scelta per eccellenza, quella che darà significato alla tua vita.
    mica bau bau micio micio.
    baci
    la fu

  78. Ah, dimenticavo.
    Notoria esperta di Bunuel.
    In una sala buia, dove si proietta un film a schermo spento, senza immagini
    e senza sonoro, lei è capace di riconoscere una pellicola del nostro.
    Dall’odore.

    Sia lode al merito, ‘gnurant’!

  79. Georgia

    Lei sarebbe quella che assegna la palma della banalità ai commentatori di Nazione Indiana, citando Pier Paolo Pasolini? Non so a quale ceto appartenga lei. Suppongo a quello medio. Per reddito.  Quanto agli stronzetti che si drogano in discoteca, credo che oggi non lo facciano per sentirsi anarchici (?). Quella forse è roba della sua generazione.
     

  80. beh, fun tu non lo sei … anche se ti piacerebbe tanto :-)) per te essere anarchici vuol dire fare quello che cazzo ti pare, e dire quello che ti passa per la testa senza pensarci … beh come luogo comune puoi anche essere considerata anarchica … è un po’ l’uso cialtronesco che viene fatto del termine … però essere anarchici è altra cosa … è cosa abbastanza seria e profonda e direi anche rischosa, almeno per come la vedo io … che però mi limito ad essere simpatizzante e nulla più.
    geo

  81. la funambola

    La mia è solo una testimonianza… Non ho mai scelto di non credere. Non ho mai creduto e basta. Forse perché non sono mai stato un bambino credulone. Forse perché non ho mai avuto figure di riferimento? E come avrei potuto? Sono della generazioni senza miti!

  82. Sottoscrivo il commento di Georgia, vedere una minaccia in quel manifestino è più interessante che ridicolo, da un punto di vista antropologico.
    Pur credente, praticante, ortodosso, non sono mai riuscito a disaffezionarmi agli anarchici, ho sempre preferito la aperta ostilità al potere, (in fondo la religione in occidente si è fatta conoscere soprattutto in questa forma), e l’amore per la libertà, libertà da schieramenti ideologici prima di tutto, ma come cantava Léo Ferré;

    Y’en a pas un sur cent et pourtant ils existent
    La plupart fils de rien ou bien fils de si peu
    Qu’on ne les voit jamais que lorsqu’on a peur d’eux
    Les anarchistes

  83. beh, fun tu non lo sei … anche se ti piacerebbe tanto :-)) per te essere anarchici vuol dire fare quello che cazzo ti pare, e dire quello che ti passa per la testa senza pensarci … beh come luogo comune puoi anche essere considerata anarchica … è un po’ l’uso cialtronesco che viene fatto del termine … però essere anarchici è altra cosa … è cosa abbastanza seria e profonda e direi anche rischosa, almeno per come la vedo io … che però mi limito ad essere simpatizzante e nulla più.

    perfetto!
    mi dici anche cosa significa essere donna
    e anche femmina
    grata
    la fu
    se mi rispondi come sopra io ti nominerei mia tutor, di più, adottami.

  84. ma illustre morgillo io non so di che generazione sia lei, quindi non so neppure quale attribuisce a me, ma so che la robba è la stessa da svariate generazioni ed è solo da pochissimo che è diventata ogm e che quindi aiuta molto meglio e sentirsi liberi da lacci e lacciuoli :-) che poi uno, per liberarsi dei lacciuoli, si definisca anarchico o che voti berlusconi cambia poco, il meccanismo fantasmogorico è lo stesso.
    Pasolini non l’ho usato per darle la palma (è stato dunque lei a scandalizzarsi per la scelta del giorno?) quella la dò da sola … però … insomma deve ammettere che scandalizzarsi perchè una iniziativa iconoclasta anarchica è troppo anticlericale … beh, generazione a parte, scusi, ma cosa ci può essere di più banale?
    Gli anarchici ad ogni modo sono una cosa profondamente seria.
    geo

  85. fun … rassegnati … tra me e te non c’è alcun feeling, spero vorrai scusarmi ma mi ricordi qualcun altro per cui non ho mai nutrito alcuna simpatia
    Rivolgiti altrove sii brava ;-)
    geo

  86. ognuno ha il proprio percorso alessandro.
    dopo la scelta vi è la testimonianza, altrimenti che scelta sarebbe.
    un bacio
    la fu

  87. Georgia

    Generazione a parte, suppongo che lei non abbia tempo per leggere i miei commenti. Non è necessario essere illustri (?) per capire a quale generazione si appartenga. Un trentenne non avrà mai lo stile di una cinquantenne. Voglio essere galante. Cosa scriveva dei volantini? Ma che qualcuno si scandalizzi ancora è un bene!

  88. “Gli anarchici ad ogni modo sono una cosa profondamente seria.”
    Appunto.
    “Profondamente seria”.
    E allora rimane il mistero glorioso del perché tu continui a parlarne.

  89. No @marco, le notizie continuo a non averle, perchè non si danno notizie a posteriori, in un post come questo, la prima cosa che conta è anche l’ultima.

    Qui del resto la maggior parte dei commentatori o ha cercato di dare del cretino, del fascista o dell’ignorante all’altro, o se non era animato da generica animosità è rimasto sulle sue posizioni.

    Volevi questo?

  90. la funambola

    C’è chi apprezza il tuo spirito. Devi aver avuto una vita sessuale molto appagante, come confessasti ai commentatori di Nazione Indiana, qualche tempo fa, in un altro post. Non ricordo quale. Si parlava di letizia. Sentimento che non ho mai ancora provato.

  91. “Occorre stabilire se Dio esiste o meno, e vivere in conseguenza”
    Fedor Michajlovic Dostoevskij

    E’ sempre difficile discutere su quanto ciascuno di noi testimoni veramente ciò in cui crede nella propria vita, è più semplice scandalizzarsi per alcune espressioni contrarie alla propria mentalità o litigare sul “Lei non sa chi sono io”.
    Certo è straordinario come ancora oggi pallidi epigoni di Bunuel o di Jodorowsky riescano ancora a scandalizzare, per di più in un ambiente “letterario” così “avanti”, francamente immagini di questo tipo non mi danno una grande impressione di forza, anche perchè chi le ha prodotte non rischia molto.
    Tuttavia la loro mancanza di political correctness è apprezzabile in contesti di ritorno a valori tiepidi e pragmatici come quelli delle generazioni che vivono in questi anni, con o senza miti.
    Credo che alla fine quell’iconoclastia abbia sollevato più una reazione di gusto che non proprio di coscienza, più un fastidio che una ribellione.
    La prova è il fatto che l’apparente contrapposizione di idee ha dato più spazio agli attacchi personali che alla comprensione di quello che presentava il post, credo con l’intenzione di suscitare riflessione e non una democristiana indignazione o approvazione da hooligans.

  92. lei dice?
    la rete inganna parecchio, lei non sa quanto :-)
    Io ad esempio non riesco proprio a capire come uno si possa scandalizzare per un manifesto del genere, non riuscirei mai a dargli un’eta, ma forse potrebbe farlo uno ignorante intorno ai trenta e di destra oppure un sessantenne reazionario di tutte le parti ;-), uno sotto i trenta credo se ne fregherebbe altamente.
    Invece le droghe ogm le possono provare solo quelli che ne fanno uso al momento. Prima della guerra in afganistan non c’erano ;-)
    geo

  93. Topolin, fa il bravo, o tutta o niente. L’appetito vien mangiando.

    Les anarchistes
    (L. Ferré)

    Y’en a pas un sur cent et pourtant ils existent
    La plupart Espagnols allez savoir pourquoi
    Faut croire qu’en Espagne on ne les comprend pas
    Les anarchistes

    Ils ont tout ramassé
    Des beignes et des pavés
    Ils ont gueulé si fort
    Qu’ils peuv’nt gueuler encore
    Ils ont le cœur devant
    Et leurs rêves au mitan
    Et puis l’âme toute rongée
    Par des foutues idées

    Y’en a pas un sur cent et pourtant ils existent
    La plupart fils de rien ou bien fils de si peu
    Qu’on ne les voit jamais que lorsqu’on a peur d’eux
    Les anarchistes

    Ils sont morts cent dix fois
    Pour que dalle et pour quoi ?
    Avec l’amour au poing
    Sur la table ou sur rien
    Avec l’air entêté
    Qui fait le sang versé
    Ils ont frappé si fort
    Qu’ils peuvent frapper encor

    Y’en a pas un sur cent et pourtant ils existent
    Et s’il faut commencer par les coups d’pied au cul
    Faudrait pas oublier qu’ça descend dans la rue
    Les anarchistes

    Ils ont un drapeau noir
    En berne sur l’Espoir
    Et la mélancolie
    Pour traîner dans la vie
    Des couteaux pour trancher
    Le pain de l’Amitié
    Et des armes rouillées
    Pour ne pas oublier

    Qu’y’en a pas un sur cent et pourtant ils existent
    Et qu’ils se tiennent bien le bras dessus bras dessous
    Joyeux, et c’est pour ça qu’ils sont toujours debout
    Les anarchistes

  94. @ eva risto

    ma perché t’ncazzi?

    1. la distinzione, qui, tra “serietà” e “gioco” è quanto mai ardua, essendolo anche altrove.
    2. mi adeguo solo all’indispensabile, e non ne vedo traccia, qui.
    3. ho sicuramente postato un pensiero “inutile”: il fatto è che non conosco pensieri “utili”
    4. ho estrapolato quanto mi ha colpito, dunque non a caso, e credo di non aver tradito l’integrità del tuo pensiero. credo.
    5. mi sono permesso di esprimere un dubbio (tutto mio) sulla parola “scegliere”: mi pare legittimo, non mi pare un affronto.
    6. l’espressione “mente atea” penso si possa assolvere di buon grado: il senso resta chiaro e, a mio parere, ho letto di gran peggio.
    7. sicuramente l’atteggiamento verso il “divino” è cosa di grande serietà, visto che se ne discute da quando l’uomo ha coscienza di sé, e si continua ancora.

    dunque

    non volevo imbandire giochi (i miei commenti sono scarsissimi) ed in quanto all’età della “constatazione”, essa si colloca nell’adolescenza.

    tutto qui, eva, tutto qui.
    ed i saluti sono ricambiati.

  95. Grazie Funiculì, fa sempre piacere incontrare qualcuno che apprezza la buona musica e in effetti questa canzone meritava di essere letta tutta e ancor di più ascoltata, ma proprio Lui. l’autore diceva che si è sempre occupato più di amore che di politica, questo, credo, perchè il suo modo di amare era coerente con la sua idea politica.
    Joyeux, et c’est pour ça qu’ils sont toujour debout
    Les anarchistes

  96. Ecco, per dire…potrei stare qui tutta la notte a parlare con gli individui più intelligenti che siano mai esistiti (tipica citazione da film di ceto medio). Però ecco qui i miei two cents di libertà di espressione;
    Marco Rovelli, bravo. Ha chiaramente emulato l’imparzialità con cui era stata resa la notizia dai media e nascosto le finalità del suo intervento, maieuticamente. Poi se da buon ceto medio, uno non conosce Buñuel, allora…

  97. @ binaghi

    Grato per l’interlocuzione.

    “E provi a costruire con dignità e pazienza il dio che non c’è.”

    Si Binaghi, questa è una scelta, ma che viene dopo, solo dopo. E non direi “dio”, ma delle norme, difficili, parecchio.

    E non dopo la risposta ad una domanda: non esiste in realtà né una domanda né una risposta: si “consta” una cosa o l’altra senza nessuna mediazione della volontà, della cultura o di non so che. Come in amore, mi piace dire: si sente, o non si sente. Meriti, o demeriti, nessuno.

    Io non so quale sia la lingua giusta, lo stesso concetto di “giusto” mi sfugge.
    Non so pensare ad altro “giusto” che a un tentativo, tutto umano, di costruzione.
    Un tentativo.

    Grazie.

  98. Alcor Says:April 9th, 2007 at 01:04

    ma questi nomi in neretto sono come la @?

    Sì. Se è vietato dalla Netiquette, ne farò a meno.

  99. Bene, me ne vado a dormire, dopo aver appena riletto tutto (sono coscienziosa). @marco, fammi un piacere, rileggi anche tu e fai un bilancio a mente sgombra.
    Statemi bene.

  100. @Morgillo, no, è che non capivo, mi pareva che entrassero commentatori che riuscivano a mettere solo il loro nome, sono fusa, buonanotte.

  101. georgia says:

    April 9th, 2007 at 01:05

    (…) ma forse potrebbe farlo uno ignorante intorno ai trenta di destra.

    Ignorante di sicuro. Di destra non credo. Anche se trovo la destra europea molto meno sinistra della sinistra italiana. Vede che mi diverto come posso, con i giochini di parole?  

  102. Bien. Alla fine dei cento e passa commenti ho capito almeno due cose.
    La prima: se non hai visto Bunuel non fai parte della crema figa.
    La seconda: non incrociare mai la strada di Eva Risto, Giorgia e La Funambola.
    Buona Pasquetta.

    P.S.
    Gentilissimo Rovelli,
    visto il successone di questa operazione “surrealista”, ti farei da apripista per un altro smontaggio organizzato: ieri sera, al TG5, il nostro Caro Premier ha così definito gli ultimi due sgozzati dalle amorevoli mani talebane (quelle che si vuol tanto equiparare alle armate vaticane).

    Ha detto il Travicello: ci dispiace per “l’interprete” e “l’autista”. Come notava ai bei tempi il professor Said, gli orientali non hanno mai un nome proprio, un’identità. Il protagonista è sempre il Mastrogiacomo o il Gino Strada di turno. Gli altri sono comparse: autisti, interpreti, eccetera. Si chiamavano Said Agha e Adjimal Nashkbandi.

    Saluti

  103. qui si dimostra che il PAPA in italia è sempre il PAPA e guai a chi ce lo tocca.
    è evidente l’intento iconoclasta e provocatorio del manifesto, ma tutti, atei e credenti, si stracciano le vesti per dire che è violento.
    ok, è violento.
    e allora?
    la domanda corretta sarebbe: benché si esprimano in termini violenti, quelli del gruppo iconosclasta hanno ragione?
    toccano una questione vera?
    leggendo i commenti, valutando i silenzi dei partiti, o le dichiarazioni metti de fassino o bertinotti, io penso che noi ce lo meritiamo, il papa.
    penso che siamo tutti papisti.

  104. @ THE O.C.

    Ma cosa pretendi che Prodi e gli altri si ricordino anche dei nomi di coloro la cui sorte è stata affidata al caso, visto come sono state gestite le trattative?

    Sarebbe troppo per le loro menti, e imparare i nomi per rispetto dei morti, no, suvvia…quale pretesa!

    Il “povero” Mastrogiacomo il cui reportage, si fa per dire, non ha aggiunto nulla a quanto sapevamo o potevamo immaginare, non ha sentito nemmeno il dovere di partecipare alla manifestazione romana, ci ha mandato la sorella, pare che lui avesse degli impegni!

    Ma cosa vogliamo sperare!

    maria

  105. Usi l’accetta, @tash. Non la useresti per guardare un quadro.
    Un quadro lo guarderesti a mente sgombra, questo post lo hai guardato con occhio partigiano. Qui io, solo par rapport a te, potrei sembrare papista, e invece mi piacerebbe che qualcuno cogliesse che i fucili puntati non mi piacciono IN SE’.
    E sono anche inefficaci, perché ognuno ha continuato a pensare quello che pensava prima. Io penso che quando fai un gesto, fisico, grafico, letterario, che vuol essere satirico, cioè liberatorio, devi liberare quelli che di solito non sono liberi, non quelli che ridono sempre, qua hanno riso i due o tre ai quali basta vedere un papa con la mantellina che svolazza per ridere.
    Io non rido perché del papa non me ne può importar di meno, da un lato, dall’altro vivo l’ipocrisia della chiesa come un delitto, dall’altro ancora considero la presenza della chiesa come una realtà significativa di cui tener conto.
    Sono troppo articolata?
    Perché l’impressione qui è stata: mettete a bagno il cervello e usate solo la pancia, e pancia è stata, frutti del pensiero qua io non ne ho visti.

  106. Georgia, come tu stessa puoi vedere, né cattelan né scalarini puntano un fucile contro alcuno o alcunché.
    Questa è la differenza, ai miei occhi. Il vaticano piovra mi va benissimo, marcincus me lo ricordo, e anche sindona e l’omicidio di calvi, e tutti gli anni che le gerarchie vaticane gli sono state grate per i soldi che gli faceva guadagnare.

  107. tashtego

    Cercherò di spiegarmi come posso: i mezzi sono quelli che sono.

    Il manifesto iconoclasta degli anarchici genovesi, più che Bunuel, mi ricorda una pubblicità di Massimo Lopez. Un condannato a morte, davanti a un plotone di esecuzione, esprime un ultimo desiderio, quello di fare una telefonata. Telefonata che si rivelerà illimitata. Bene, se fosse ritrasmesso oggi, probabilmente quello stesso spot farebbe sorridere di meno. Da allora abbiamo visto in tivù diverse esecuzioni reali… Vede, io sono fra quelli che credono che l’unico modo per uccidere il simbolo papale sia sottrarlo allo spazio mediatico italiano, che illegittimamente occupa.

    Gli anarchici genovesi ringrazino il tg5 e quanti si sono scandalizzati o hanno fatto finta di farlo, per la loro operazione, perché a me personalmente i loro manifesti hanno solleticato soltanto esteticamente. Debolmente. Questo detto da uno che ha la presunzione di andare al di là dell’anarchia, almeno come certo provincialismo italiano ancora impone che la si intenda.

    In sintesi, il manifestino ricordava più che altro una pubblicità di cattivo gusto, non avendo la forza iconoclasta di Bunuel. Fra uno sbadiglio e l’altro, quelli più emotivamente coinvolti dalla comunicazione mediatica hanno forse avuto una reazione esagerata alla provocazione genovese, perché da diversi anni viviamo in un clima ostile alla distruzione, ritenuta dai più così feroce, di un presunto elemento costitutivo dell’occidente, che ci differenzierebbe dalla barbarie islamica…

  108. è per alessandro morgillo

    avevo supergiù dodici anni.
    ai bordi di un campetto di calcio, seduta a fianco della mia Amica, si parlava delle cose grandi di quell’età.
    …esiste dio, perchè viviamo?….sì ,si parlava così noi due ed io le ho stretto la mano e le ho detto” io non credo in dio, dio non esiste”.
    avevo detto una cosa importante, avevo detto la cosa che è l’unica certezza ora della mia vita.
    e non ero addolorata;
    ricordo un sentimento di orgoglio , di fierezza, di fierezza triste.
    mi sentivo grande.
    stavo decidendo una cosa importante,stavo decidendo da sola, nessuno mi costringeva, nessuno poteva proteggermi dalla mia mente.
    e lì, in quel preciso momento mi staccavo dai mie genitori, mi sentivo orfana perchè loro non potevano più proteggermi dalla paura di non poter sperare di non aver paura.
    forse è cominciato da lì il mio primo barlume di consapevolezza, dal momento che ho realizzato che nessuno può salvarti, che non c’è IL SALVATORE.
    e allora… per salvarti un po’, devi contare su te , devi saper “guardare” , devi saper “sentire”.
    dio non esiste, esistiamo noi con la possibilità di trovarci, e trovarsi significa avvicinarsi al divino, al divino che è dentro di noi.
    e questa è l’unica strada che può condurti, agli altri.
    io apprezzo la tua gentilezza.
    baci sempre lieti
    la funambola

  109. georgia

    La La nona ora di Cattelan, più che dissacrare il clero, voleva ridimensionare la figura mediaticamente abnorme di Karol Wojtyla.

  110. Appunto, @morgillo, di fucili puntati dal tempo di quella famosa pubblicità se ne sono visti troppi, reali e simbolici, è ben questo il problema, è ben questa la differenza tra i contesti, è ben questo che fa la differenza tra un film e un fotogramma, il contesto.
    Ma vi saluto, che riesco a entrare solo in questo post e non ho altro da dire.

  111. la funambola

    Tu sei stata una bambina prodigio. Sarebbe bene che simili miracoli accadessero più spesso in questo paese.

    Lo sai che in Germania quasi il 70% della popolazione si definisce atea? Certo, ci sono anche 11 milioni di tedeschi seguaci di Maometto. Ma non durerà. Lo spero. La consapevolezza arriva per tutti, in tutte le stagioni, magari ai bordi di un campetto di calcio.

  112. No, scusate, c’è un’altra cosa che volevo dire, la chiamata a ridere su questa immagine di fucili puntati contro un uomo, sia pure il papa, è un sintomo, per me grave, della nostra assuefazione alla violenza e al delitto.
    Ormai abbiamo visto di tutto, persino teste mozzate in tv, niente ci fa più impressione perchè è diventato astratto, non reale.
    Il mio limite è questo, io faccio subito il passo verso il reale.

  113. La cosa interessante non è il conteggio atei-credenti.
    La cosa interessante è che i post di materia religiosa o anticlericale
    sono quelli con il maggior numero di commenti.

  114. Caro litbrother, non sono d’accordo con te nell’idea di mandare questi imbecilli da uno psicanalista convenzionato in quanto sarebbe a nostro carico. Queste nullità dovrebbero sperare solo nel perdono divino.

  115. valter binaghi

    Forse perché sono più attuali dell’uomo Del Monte.

    Alcor

    La percezione del reale cambia col tempo, anche se i parolieri la combattono.

  116. Parlare di religione – l’ho già detto? – è pericoloso oggi come oggi, tanto per l’ateo quanto per il laico e per il credente: poi a toccare il Papa, foss’anche con una piuma, si rischia il linciaggio. Che è poi quello che è successo, grossomodo, in questo thread.
    Libri che vengono fatti ritirare perché offenderebbero chi o che cosa, non si sa, se non per vie traverse, perché il libro l’hanno letto quattro gatti.
    C’è un clima pesantissimo, medioevale.

    Comunqe Italiani: pizza, mafia, mandolino, calcio e Vaticano.

    Ciao

  117. beh @ morgillo non buttiamola sul banale spinto se vogliamo fare i precisini :-)
    Se vogliamo discuterne seriamente non credo proprio che l’intenzione di Cattelan fosse quella di “ridimensionare la figura mediaticamente abnorme di Karol Wojtyla” che allora non era neppure abnorme ;-).
    L’ora nona, non è un’ora qualsiasi, è l’ora del peso insopportabile del corpo, l’ora in cui Gesù ha esclamato disperato: “’eloi, eloi, lamma sabactani?’” (dio, dio perché mi hai abbandonato)

    Concordo poi con Biraghi che abbia poca importanza il numero di chi sia ateo o meno, la nostra società è chiaro che è profondamente a-tea, non è certo uno sforzo eroico esserlo (semmai sarebbe vero il contrario), ma che invece sia molto interessante il continuo morboso interrogarsi su dio (una volta abolita ogni trascendenza) che poi sia per negarlo o per imporlo non ha nessuna importanza, il violento uso politico del dio (uso che per me è quasi simile alla pornografia e alla sua profonda differenza con l’eros) poi è dilagante
    Il fatto tragico è che nessuno è veramente a-clericale, come ha fatto osservare mario, nessuno è più capace di vivere sotto le stelle con la grandiosa ed etica semplicità dell’uomo kantiano che NON aveva alcun bisogno immediato del dio (ma neppure aveva bisogno di negarlo).
    Noi, da bravi consumisti pornografi, siamo degli ossessionati depravati guardoni di dio e del religioso:-).

  118. sono veramente stufo di essere abusato sessualmente da questa signora georgia a ogni piè sospinto. chiedo l’intervento di amnesty international. cazzo.

  119. @alcor
    non ho la mente sgombra, in fatto di religione e papi.
    sono incazzato, penso da incazzato e mi esprimo come uno incazzato.
    capita.

  120. Giuseppe Iannozzi

    Spento. Come la tivù.

    georgia

    Non insudici le intuizioni iperrealiste di Cattelan con la sua inadeguatezza, la prego. Spiegarle il lavoro di Cattelan sarebbe inutile.

  121. @tash

    E’ vero, io mi incazzo poco.

    Quello che mi chiedo spesso, ma forse è una questione di temperamento, è questo: essere incazzati fa essere anche più efficaci? porta a maggiori risultati?
    O porta solo a una radicalizzazione dei toni?
    Io sono sempre molto impressionata dall’efficacia del lavoro freddo.

  122. Alcor,
    oggi non ho il tempo pasquale che ho avuto ieri (complice la febbre – ha ragione Matteo Dondrini, io ieri non avevo un cazzo da fare), dunque torno velocemente. E ho la mente sgombra, sì, io m’incazzo solo dal vivo (ma pure nel mio incontro ravvicinato con borghezio riuscii a manenere le distanze), sulla rete non riesco (le parole fanno da filtro). Resto convinto che il meccanismo funzioni (smontaggio, lo ha chiamato OC, e questo è): poi sono state messe in moto un sacco di reazioni di pancia, è vero, ma ciascuno dovrebbe tornare a meditare, credo, su come questo meccanismo da cui si è stati giocati (e lo sarei stato di certo anch’io, non mi tiro fuori assolutamente) sia lo stesso che ha giocato sabato lettori e spettatori di telegiornali, e sia lo stesso che li gioca quotidianamente. Senza che ce ne accorgiamo. E così, lentamente, ci passa tutto sopra la testa, e noi lì a bocca aperta. (E in questo caso, c’è questo di più che ha a che fare con il grottesco, il potere, il sacro e su questo, io e te non ci troviamo d’accordo. Ma va bene così).

    OC,
    spero che non mi dici questo come provocazione, perché io certo non pretendo che si conosca la mia storia, ma insomma lungi da me difendere Prodi. Questa cosa che denunci, giustamente, è conseguenza dell’omologazione culturale del paese a (quella che una volta si chiamava) destra. Sono i frutti del nazionalismo e dell’etnocentrismo di ritorno: si è qualcuno solo in relazione a un italiano. Logica colonialista. Del tutto congruente alla logica dell’etica umanitaria e delle guerre travestite da peace-keeping, del resto. (Sto leggendo proprio oggi, tra l’altro, un bel libretto di Alain Badiou, L’etica, ed. Cronopio. Mi permetto un consiglio di lettura – a tutti, dico, da lettore a lettore).
    Io mi considero un internazionalista (e credo che nel mio libro questo si capisca) – dunque mi sento proprio agli antipodi di tutto questo.

    Valter
    “La cosa interessante non è il conteggio atei-credenti.
    La cosa interessante è che i post di materia religiosa o anticlericale
    sono quelli con il maggior numero di commenti.”
    Vero. Ha a che fare con quella cosa che si chiama Senso della Vita – che oggi i ragazzi a scuola, ahimé, attribuiscono a Bonolis.

  123. @alcor
    come dice il conte, purtroppo non sono te.
    tu hai una reazione schifata di fronte al manifesto della fucilazione del papa.
    io invece ci vedo forza iconoclasta e un certo coraggio in un paese di papisti mascherati da qualcos’altro.
    motivo per cui non me la sento di unirmi al coro di riprovazione, più o meno manierato, oppure di quelli che dicono: ah no, così non ci sto, così si passa dalla parte del torto!
    odio i cori di riprovazione, di qualsiasi tipo siano.

  124. il tuo problema, tashtego, è uno solo (anzi: sono almeno due, visto che non te ne accorgi nemmeno): hai una ‘fede’ da proclamare e da diffondere, e proseliti da cercare e da indottrinare: la ‘fede nell’ateismo’.

    è in nome di questa ‘fede’, di cui sei sacerdote e adepto, non esiti a esaltare, accampando le ragione di un pischello qualsiasi, un manifesto osceno e violento. qual è la differenza tra te e quelli dell’altra sponda? semplice: tu lo chiami ‘nulla’ e loro lo chiamano ‘dio’: ma parlate esattamente della stessa cosa. tu sei ateo, caro tashtego, esattamente come io sono ancora vergine.

    ti comporti, né più nè meno, come quei genitori che, pur di togliersi i figli bambini dai coglioni, li riempiono di videogiochi con squartamento incorporato, dove si contano i nemici uccisi; gli riempiono la stanzetta di alabarde spaziali, di armi giocattolo in miniatura; gli comprano finanche i pantaloni similmimetici, tanto per restare in tema. e quando un misero dubbio si affaccia alle loro menti, sempre in tutt’altre faccende affaccendate, se ne escono con un ‘ma stanno solo giocando’, col quale sciacquano quella coscienza che, in teoria, rifiutano: tanto, si tratta solo di un fascio di nervi e sensazioni.

    auguri, tash. peccato che tu non faccia l’ ‘educatore’. la scuola ha perso un’altra occasione per essere ancora peggiore di quello che è.

  125. un saluto bunueliano a marco rovelli e a tutti i blasfemi miscredenti atei agnostici cristiani dissidenti qui riuniti e che tentano la disintossicazione dai mefitici effluvi vaticanensi, rimoltiplicati dalla TV di stato

    sono andato al sepolcro: ad occhio e croce vuoto anche stavolta, ma si vedeva poco per la massa di pretoni e vescovini, di tiare e di stregoni, che presidiavano il luogo, e lo adattavano alle loro sempiterne fami di parassiti

  126. @eva
    “tu sei ateo, caro tashtego, esattamente come io sono ancora vergine”.
    vuoi dire che non sei vergine?
    perché mai non potresti?
    e perché me ne dovrebbe importare qualcosa?

  127. Non ho avuto una reazione “schifata”, è troppo per me.
    Mi sentivo abbastanza pacata, mentre scrivevo. Forse dovrei avere una scrittura più emottiva per far sentire che sono pacata, ci proverò.
    E ho anche letto con cura e ho visto che tu @tash, hai sottoscritto il commento di nunzio festa, e il commento di nunzio festa finisce così:

    “Le mie uniche critiche vanno al fatto di utilizzare simboli ‘armati’, ovviamente per la ferma non violenza mia e il pacifismo e il vivere contro la pena di morte…”

    Perciò se lo sottoscrivi dai ragione anche a me.

    Cambierò nick, mi chiamerò “lettura lenta”.

  128. tashtego, che ti importi o non ti importi, proprio poco me ne cale. rispondo, quando mi va, a ciò che trovo scritto in questa pubblica piazza. esattamente come te, che hai risposto a quello che avevi appena letto. il fatto, poi, che tu legga esattamente quello che ti piace leggere, anche quando la semplice ‘lettera’ dello scritto dice altro, anche quelli sono ‘affari’ esclusivamente tuoi. e dei tuoi sostenitori.

    anche il semplice pensiero che dietro il tuo nick possa esserci una persona diversa da quella che appare, è sempre ‘affare’ tuo. io mi rivolgo a quel nick e a quello che scrive. cioè rispondo a una ‘maschera’ forgiata nei pregiatissimi ‘laboratoires lysenko’.

    è chiaro?

  129. Sempre a proposito di tiare e stregoni: dai simpatici manifestini di ieri siamo passati alle lugubri scritte sui muri di oggi. Già si grida alla Digos imboccata da Bagnasco.

  130. @Alcor
    Ti prego non cambiare il nick. E’ la cosa più sexy della Rete.
    Lettura lenta invece ricorda i tristi gruppi di lettura della biblioteca di Baranzate con Dordogno.

  131. Trovo esagerato lo stare a scrivere così tanto su una foto che in sè è ridicola (sì ridicola più che blasfema) e che non mi pare serva a granché nella battaglia per la libertà di pensiero. Tirare sassi ai lampioni per qualcuno sarà pure un atto rivoluzionario -per altri è un ricordo di quel che si faceva da bambini -eppur crescere bisogna.
    Detto questo però una domanda: i richiamo vaticani all’obbedienza alla chiesa e ai suoi dogmi e comandamenti rivolti ad es. ai parlamentari cattolici -che, per carità! non devono certo rispondere al popolo che li ha eletti (e chiccazzo saranno mai questi sciagurati elettori di fronte a dio); gli anatemi lanciati contro chi combatte per sacrosanti e civili (civili!) diritti per coppie di fatto (indipendentemente dal sesso), conviventi e quant’altri si riconoscono in un’altra visione della vita -che cosa sono se non (in senso figurato naturalmente, neh?) fucilazioni? È l’intolleranza (di cui la Chiesa è sempre stata campione) mai stata qualche cosa di diverso? La foto, nella sua ingenuità, è speculare all’atteggiamento da” Bibbia e moschetto” che le gerarchie ecclesiastiche ogni giorno ci propinano.

  132. @alcor
    ma certo. la cosa in sé non mi piace. tuttavia prevale il conforto di sapere che non sono completamente solo, che c’è qualcuno ancora capace di mobilitarsi “contro ogni fantasma divino”. con questo qualcuno mi sento solidale, al di là del fatto specifico.

  133. “La simbologia del terrorismo inevitabile nel nostro secolo, mi ha sempre attirato, ma quella del terrorismo totale, che mira alla distruzione di ogni società, leggi genere umano. Provo solo disprezzo verso chi fa del terrorismo un’arma politica al servizio di qualche causa, verso chi uccide e ferisce dei madrileni, per esempio, per attirare l’attenzione mondiale sul problema degli armeni. Non voglio neanche parlarne, di quei terrorosti lì. Mi fanno orrore.
    Parlo della banda Bonnot, che ho adorato, di Ascaso e Durutti, che sceglievano con cura le vittime, degli anarchici francesi della fine del XIX secolo, di tutti quelli che volevano far saltare, saltando con lui, un mondo che gli sembrava indegno di sopravvivenza. Li capisco, li ho ammirati spesso. Il fatto è che tra la mia immaginazione e la mia realtà c’è di mezzo un fossato profondo, come capita a tutti o quasi. Non sono, non sono mai stato un uomo d’azione, uno che butta bombe, e quegli uomini, cui mi sentivo a volte tanto vicino, be’, non avrei mai potuto imitarli.”

    (L. Buñuel, Dei miei sospiri estremi, Rizzoli, 1983, p.123)

  134. Lasciate che il clero si estingua in pace. Naturalmente. Come sta già accadendo, inesorabilmente, da anni. Lasciate che le loro parole risuonino morte dai piccoli schermi. Piatti.

    Quando l’amministrazione Bush tornerà a casa, cosa resterà di questi anni? Forse un’allucinazione. Collettiva.

  135. @Morgillo
    Guarda che l’amministrazione Bush non c’entra niente. Il grande spazio che si dà al Vaticano in TV è figlio della paraculaggine tutta italiana dei nostri politici, che ossequiano le autorità per poter mercanteggiare a piacimento con la morale. I festini di Mastella, i matrimoni di Casini, le mazzette di Berlusconi, i dividendi bancari di Prodi. Il vecchio dalla finestra in TV sembra un pugile suonato, non si capisce perchè sta sul ring. Prendersela con lui come causa del degrado della repubblica, però, è veramente da ciechi.
    Chiedete alla gloriosa tradizione illuministica e post perchè non ha prodotto costumi migliori di quelli che fieramente condannava.

  136. “La simbologia del terrorismo inevitabile nel nostro secolo, mi ha sempre attirato, ma quella del terrorismo totale, che mira alla distruzione di ogni società, leggi genere umano. Provo solo disprezzo verso chi fa del terrorismo un’arma politica al servizio di qualche causa”

    Questo distingue le grandi provocazioni dalle piccole, Bunuel mette anche se stesso davanti ai fucili puntati.

    Buona continuazione, io vado al cinema.

  137. Grazie, Port-Royal, di essere andato a ripescare l’amata biografia. E la citazione, direi, spalanca un mondo possibile: forse è proprio quel fossato lì che è stato colmato, e non si riesce più a concepire un’immaginazione che non sia più produttrice di realtà, proprio come lo Spettacolo vuole.
    (Io, quando faccio il mio spettacolo di canti popolari, canto con gioia “Vorrei che il Vaticano andesse infiamme e il papa ne bruciasse lemme lemme”, si ride, ma né io né chi mi ascolta questi canti – con i piedi per terra – si sognerebbe di passare il Tevere con un acciarino in mano. Per fortuna ci sono stati pure dei preti che hanno riso con me quando ho intonato il canto).

  138. valter binaghi

    La nostra povera Josephina reggerà il peso di tanta sovraesposizione mediatica. Credo sia imbottita di psicofarmaci. Avrà mai un attacco di panico in diretta nazionale?

  139. “Il fatto è che tra la mia immaginazione e la mia realtà c’è di mezzo un fossato profondo, come capita a tutti o quasi.”

    =il capestro, purtoppo

  140. tashtego,

    ti candidi tu a formare una cellula terroristica atea?
    potresti convogliare tutto il fanatismo ateistico che c’è in giro…
    abbiamo avuto le guerre sante, il papa re, l’inquisizione, le conversioni forzate le torture da parte della Chiesa cattolica, ora non è che manchi fanatismo e integralismo cattolico ma a livello violento è quasi inesistente (forse negli USA casi di violenza contro abortisti, credo)…

    in compenso è cresciuto quello di certe chiese protestanti, quello ebraico, che c’è, ben presente anche se non si può dire, e quello musulmano, che copre gran parte della scena e…

    quello ateistico, che vorrebbe dare le colpe di ogni crimine alla Chiesa, son tanti gli atei per es. che dan la colpa a Ratzinger anche per il suicidio del 16enne vessato dai compagni… e se la Chiesa è la colpevole dei crimini del mondo, mi aspetto ora il terrorismo ateistico contro la Chiesa e i suoi seguaci, ormai manca poco e arriva,

    vuoi iniziare tu a organizzarlo?

  141. scusa lorenzo ma sei incoerente. Se i proclami di un papa contro i gay, se i discorsi di bagnasco che ha paragonato l’omosessualità alla pedofilia e all’incesto, non hanno nessuna responsabilità (come probabilmente non ce l’hanno) nel suicidio di un ragazzino fragile (appartenente tra l’altro ad un cattolicesimo più caldo e rigoroso del nostro, come è quello filippino) e alle prese con una età che porta a gesti inconsulti. Se responsabilità non esiste nelle parole di accusa tuonate in questi giorni da tutte le televisioni, come mai ti spaventi che qualche scritta sconsiderata in qualche sottopassaggio, di qualche fesso possa provocare addirittura un attentato?
    O le parole sono pietre per tutti, e allora sarebbe bene moderarsi, o NON lo sono per nessuno … decidiamoci.
    Io personalmente penso che le parole siano pietre, e pietre pericolose, e più potente e famoso è chi e pronuncia e più pericolose sono.
    però sinceramente tra le parole del cappellano militare bagnasco e il manifesto pseudosatirico di rovelli non ho dubbi su cosa possa essere veramente e realmente pericoloso e per che cosa ci si debba realmente indignare
    geo

  142. sciura georgia, la smette di provarci di continuo? sono stufo, sa? ho anch’io la mia dignità! noi emotikon non possiamo essere sempre usati e abusati sessualmente come fa lei! che ci prova di continuo! ma chi si crede di essere? ci usa a ogni piè sospinto per *insaporire* il suo discorso. e poi ci getta via, come un kleenex. ma come si permette? chiamo il telefono amico, il telefono azzurro, il telefono-piange (domenico modugno). ci provi con qualche nick di passaggio, con iannozzi, con licio angelini. va bene?

  143. caro emotikon lei ha perfettamente ragione, ma le comunico che continuerò ad abusare di lei, non posso farne a meno … tutto quello che scrivo sembra sempre offensivo e io sono costretta a segnalare che lo è solo per metà e le assicuro che non ho che lei per farlo.
    Riguardo a iannozzi e angelini … guardi, mi faccia il piacere, se li tenga lei ;-) … mi dice che lei è un uomo? va beh, non si preoccupi perchè vedrà che, nonostante i credenti militanti e quelli militonti, i Dico li faremo
    geo :-)

  144. ma poi la sa una cosa buffa e inquietante, signor :-)? lei mi ha fatto quel pistolotto simpatico proprio dopo un mio post (forse l’unico, anzi sicuramente l’unico) dove non era presente alcun emoticon :-))))
    Non è che la sua era una scusa per provarci vero?
    altrimenti lo chiamo io l’e-telefono rosa-azzurro
    Ma guarda te, neppure più di un emotikon ci si può fidare

  145. Georgia, il Papa e Bagnasco fino a prova contraria non hanno minacciato né mandato a minacciare nessun gay e nessun ragazzino, molto semplicemente.
    Le parole sono pietre per tutti, il problema è che le parole del Papa e di Bagnasco sono sun un piano diverso dalle parole e dal Manifesto di quel gruppo “iconoclasta”.

  146. In altre parole, se non si è capito, io credo ci sia anche il fanatismo ateista e considero verosimile un possibile terrorismo in funzione anticlericale…
    lo considero verosimile non solo io se Bagnasco è scortato dalla polizia per minacce ricevute, quindi, io non ci trovo niente da ridere in un simile volantino, così come non riderei se a essere fucilato fosse anche Berlusconi, per dirne una.
    Lorenz

  147. lorenzo dipende da come si vedono le cose, un ragazzino che crede veramente, non come i credenti de noartri, ed è, o pensa di essere, gay, a sentire il papa che tuona contro natura e minacchia la scomunica a chi votasse una legge che garantisce ai gay una vita normale … beh secondo me potrebbe sentirsi minacciato, e sporcato, e anormale e … beh se è fragile il passo è breve.
    Ad ogni modo mi sembra stupido pensare che qualcuno seguirà l’esempio di bunuel e metterà su un plotone d’esecuzione … forse in un teatro ma, a a salve, amico mio a salve ;-).
    geo

  148. @georgia
    una legge che garantisce ai gay una vita normale

    ecco, è con autentiche menzogne come questa che si sparge il seme della violenza. in questo paese non esistono limitazioni giuridiche individuali per chi è gay o convive con un gay. qui sono in questione cose come la pensione di reversibilità e il riconoscimento di uno statuto familiare che è sempre stato legato alla fecondità della coppia etero. si può discutere di tutto ma non spariamo cazzate. Inoltre. Chi ha a che fare con adolescenti sa bene che il bullismo e la sopraffazione hanno ben altre radici che la sudditanza ai dettami della morale cattolica. smettiamola di prendere sempre la via più facile e cerchiamo ogni tanto quella più vera.

  149. Fanatismo ateista? Apriamo gli occhi. Parliamo di cose serie. Quando Bush tornerà a casa, la figlia del suo braccio destro, la estatica Mary Cheney, sposarà l’amata Heather Poe, con la benedizione del figlioletto? E la famiglia Bush sarà alle nozze della figlia di Dick Cheney? L’adorabile Barbara Bush quale delizioso tailleurino indosserà? E Josephina Ratzinger sarà invitata al ricevimento?

  150. mamma mia, adesso pare che i gay vengano uccisi in massa. non lo sapevate? beh, colpa del TG5 che nasconde la verità.
    galbiati bravo. tra un po’ i cristiani finiranno al colosseo. mi ricordo come venne trattato qui, da tashtego & soci miliziani, un certo fabrizio centofanti…
    ah cara sciura geeorgia, per lei è tutto inquietante. una volta su 2000 che non mette me dappertutto nei suoi discorsi come il prezzemolo… guardi, la perdono perchè lei col suo blog fa un vero servizio alla comunità. la sua scelta magari spesso è di parte (che bisogno c’è di fare da cassa di risonanza agli urlacchi di moresco, par example?) ma comunque lei fa un ottimo servizio a noi tutti. e io la ringrazio.
    solo che a me e ai miei fratelli la ci lasci un pochinino stare va bene?
    ps: sono un uomo… e che uomo…
    :-)

  151. ;-(
    purtroppo i gay sono davvero uccisi in massa (nel senso: per il fatto stesso di essere gay). basta fare una ricerca su quanti gay. in Italia ad esempio accade questo
    http://www.arcigaymilano.org/dosart.asp?ID=18193
    ma accade anche che il vescovo di Pistoia abbia detto che i gay sono “incompiuti sessuali”, e di fronte a una risoluzione del consiglio comunale che istituiva il registro delle unioni civili abbia detto, “Se il criterio dei Consiglieri è stato quello di regolarsi sulla domanda di una minoranza a quando il consenso civile per la pedofilia, le organizzazioni mafiose, il terrorismo come rivendicazione, la stessa aggressività e la violenza fisica del farsi valere, la guerra preventiva….”
    per non parlare del resto del mondo: quello musulmano, e quello cristiano (le violenze anti-gay negli Usa sono normalità)

  152. la mi lasci stare figliuolo caro il vescovo della nostra ridente pistoja che gli è un pochinino di fori è vero. ma insomma, l’abbiamo letta la cosa lì, e l’intervistina al bruno, ma insomma gli è chiaro e pure lampante che l’omosessuali sono uccisi perchè elementi è vero deboli, come le donne. e allora che gli è di strano?
    no guardi caro, lei è come la nostra amata georgia, ci avete sempre ma sempre figliuoli cari l’indice puntato e vi piace immensamente accusare tizio caio e sempronio. e ci avete anche ragione e di molto, è vero, solo che dio esiste uguale alla faccia vostra, l’avete ben compreso figliuoli o vi ci devo fare il disegnino, ovvia?

  153. Caro Marco, cara Georgia, mi immusonisce l’intolleranza che vedo dilagare ovunque intorno a me, mi immusonisce una Chiesa cattolica che ha scelto di fatto la via dell’integralismo (non che protestanti musulmani ed ebrei faccian meglio, anzi, sono pure violenti, loro… e chiedo scusa ai valdesi, campioni di laicità) e mi immusonisce un ateismo dilagante cultore del progresso scientifico (vedi UAAR e CICAP, spesso a braccetto) che diventa sempre più intollerante e razzista e che si configura come vera e propria religione ateistica, con il suo fanatismo e, è alle porte, con la sua dose di violenza.

    Che non vediate queste cose, secondo me, è un problema vostro. E me ne rendo conto da quel che scrivete del perché non riuscite a vederlo:
    anche voi vorreste dare la colpa alla Chiesa di tutti i problemi degli omosessuali. Assurdo. Fuori da ogni logica e da ogni parvenza di scientificità di discorso. E si dà il caso che un prete può pensare e dire anche che un omosessuale sia un malato, non solo un incompiuto sessuale: non ci trovo nulla di male, è la sua opinione, e va rispettata e finchè non invoca o minaccia, in modo esplicito o velato, costrizioni fisiche per gli omosessuali tutti (mentre può invitare i credenti, sbagliando o meno, ad attenersi a un certo comportamento sessuale, dato che nessuno li obbliga ad ascoltarlo), io lo difenderò in questa sua opinione e condannerò chi lo minaccia di morte o similia per questo – peraltro, io glielo ritorcerei contro, il giudizio dell’incompiuto sessuale, dato che il prete non ha donna.

    Dopo aver fatto questo, però, analizzerei il suo discorso in modo puntuale e critico senza risparmio, e inviterei i cattolici “maturi” a manifestare pubblicamente il loro dissenso (una sorta di disobbedienza civile) e a boicottare gli ambienti in cui si fanno questi proclami, anche economicamente – tutte cose che ho già fatto per la Nota della CEI sui Dico sul mio blog – ma senza giudizi né minacce alle persone, e senza dar loro la colpa di ogni torto subito dagli omosessuali.

  154. galbiati, al centro del tuo discorso, accettabile in linea di principio, c’è una contraddizione insanabile, grande come una casa, anzi, un intero palazzo a più piani: quella tra il principio, appunto, e gli esempi che fai per giustificarlo. se rileggi quello che scrivi nell’ultimo commento, soprattutto il capoverso centrale, te ne rendi conto da solo.

  155. lorenzo il fatto è che questo papa, e ancor più il cappellano militare Bagnasco (che sostituendo Ruini ci ha dimostrato che non c’è fine al peggio), hanno esposto eccessivamente (e secondo me irresponsabilmente) i loro ruoli religiosi nella lotta temporale e politica contro i Di.Co. E ti ricordo che i Dico sono una legge dello stato (e non un sacramento) e non vogliono affatto interferire con i principi religiosi. Il papa può imporre ai SUOI di non regolarizzare una relazione omosessuale e di non ususfruire dei diritti civili, ma NON può imporlo ai tanti cittadini che, per un verso o per l’altro, non si riconoscono nella religione cattolica. E in un paese a maggioranza cattolica imporre ai deputati cattolici di NON votare la legge è interferire nella separazione tra stato e chiesa, sacra radice (quella si) dell’europa.
    E poi se uno fa politica extraparlamentare, come fanno molti preti al momento, beh … allora non si sorprendano se esistono persone che li vedono poi unicamente come politici e gli rispondono con politiche altrettanto extraparlamentari, più o meno ortodosse. E’ un rischio che devono calcolare invece di gridare come ossessi una volta rotto l’equilibrio.
    Io NON sono anticlericale, e non sono neppure atea, ma i religiosi militanti e guerrieri proprio NON li digerisco, da qualsiasi parte vengano. Se ricordi bene io NON ho mai criticato le prese di posizioni di papa wojtila contro l’aborto, anzi ho sempre pensato che fosse non solo suo diritto, ma naturalmente suo dovere farlo, ma le prese di posizioni di papa Wojtila sono sempre state nell’ambito della sua fede e della sua chiesa, nella sua fede che era gigantesca, eroica e direi anche contagiosa, non impositiva ma C.O.N.T.A.G.I.O.S.A.
    Questo papa politiko a me sembra che sia uno che in dio ci creda meno di tash … ma deve essere una delle mie solite fanta-idee;-)
    geo

  156. Lorenzo Galbiati

    Ateismo dilagante
    ? Sarà pericoloso come la Sars? Dobbiamo fare una campagna preventiva?

  157. noto che sono stata il commento 200
    mi diverte esserlo …
    Va notato che solo la religione, e in seconda istanza il sesso, possono portare un post a 200 commenti ;-), ancor meglio se è si tratta di religione intrecciata al sesso … volendo si può anche raddoppiare, arrivederci al 400esimo
    geo

  158. Questo papa politiko a me sembra che sia uno che in dio ci creda meno di tash … ma deve essere una delle mie solite fanta-idee;-)
    geo

  159. infatti, questo in dio ci crede, eccome se ci crede. soltanto che il suo dio non è quello dei vangeli. quello è il dio dell’accoglienza del diverso, il suo è quello dell’esclusione e dell’intolleranza.

    pacs vobiscum.

  160. dai figliuolo, anche tu coi luoghi comuni… dai su, aspettami un pochinino che ci facciamo un goccetto quando torno dal mercato, ovvia. eh?

  161. “e ci avete anche ragione e di molto, è vero, solo che dio esiste uguale alla faccia vostra”
    scusa, ma in tutto quello di cui stiamo parlando – mi dici che diavolo c’entra dio???
    (e se esiste, esiste piuttosto a questa faccia: ;-)

  162. Ma si può davvero pensare che matteo si sia suicidato per via delle esternazioni di Bagnasco, i dibattiti sulla laicità dello stato, la pedofilia dei preti statunitensi e nostrani, e tutto il resto?

    E i suoi amichetti che lo prendevano per il c. dalla mattina alla sera, a quello che riporta la stampa, erano lettori del Foglio o piuttosto spettatori del Grande fratello?.

    E sempre in tema di omosessualità non mi pare che i DICO siano fatti per assicurare una stabilità affettiva ai gay, o per dare loro dei diritti che possono ottenere, volendo, con gli attuali strumenti normativi da cui rimane fuori, soltanto, la pensione di reversibilità, che se si va di questo passo, verrà tolta o ridotta , come è già successo, anche agli altri!

    Io credo che si stiano fronteggiando due concezioni della famiglia, oddio se fosse per me, non ce ne sarebbe nemmeno una, che rimandano appunto a modi diversi di vivere la propria esistenza. Più in generale mi pare che la secolarizzazione in corso non impedisca nulla a nessuno.

    Io sono favorevole ai DICO ma non perchè gli omosessuali possano vivere alla luce del sole il loro amore, come titolava una volta senza senso del ridicolo, il quotidiano La repubblica.

    Sono favorevole per dare loro quei pochi diritti che ancora non hanno e perchè dal punto di vista simbolico ne uscirebbero rafforzati e legittimati con tutto quello che ne consegue di positivo a livello di immaginario, e quindi, di vita “vera”.

    maria

  163. @galbiati
    “mi immusonisce un ateismo dilagante cultore del progresso scientifico (vedi mi immusonisce un ateismo dilagante cultore del progresso scientifico (vedi UAAR e CICAP, spesso a braccetto) che diventa sempre più intollerante e razzista e che si configura come vera e propria religione ateistica, con il suo fanatismo e con la sua dose di violenza”.

    che cosa sono uarr e cicap spesso a braccetto?
    ateismo “cultore del progresso scientifico”: tu invece, galbiati, prendi la nave vichinga per andare a new york, vero?
    mi piacciono i devoti che ce l’hanno col progresso scientifico (tutti i devoti, musulmani o amish che siano, su questo sono d’accordo), che gli fa schifo: e però poi gli antibiotici alle creature glieli danno lo stesso.
    religione ateistica: ma che dici?
    è solo una convinzione, che potremmo anche tenere per noi, se non dovessimo assistere ogni giorno all’avanzata degli integralismi: se non dovessimo subirne la pressione sulle nostre trascurabili vite di non credenti che vogliono solo essere lasciati vivere – e morire – come più gli aggrada.
    ma quale violenza?
    bastano quattro imbecilli che gridano “a morte bagnasco” per fare subito atteggiare il devoto a martire dell’ateismo: ma andiamo, un po’ di buona fede e di decenza.
    una chiesa piena di pedofili e stupratori, su cui fa finta di niente complice l’informazione (italiana), che pretende di dettarci le sue marce e ipocrite regole?
    ma non vi fate schifo da soli?
    (ripeto: cosa nerchia sono “UAAR e CICAP, spesso a braccetto”?).

  164. Ciuf, ciuf, che cos’è? Il treno che ci siamo persi? Ciuf Ciuf, cos’è, cos’è? Uno schizzo di vernice su dei muri lerci? Fiuuu, fiuuu, ma cos’è, cos’è? Il fischietto dei cazzabubboli con l’elmetto? La trombetta dei fighetti col cappuccio e i denti stretti? Ma no, no, è uno spiffero dalle galere, la indimenticabile tempesta in un bicchier d’acqua. Sniff, sniff. Una pippata di ketamina? Mamma mia hanno chiamato la polizia? Ciuf, fiuuu, snif, snif. Soffia, soffia, ma che cos’è? Una scritta fai da te: “Bagnasco, attento, soffia ancora”. Siamo rimasti in quattro gatti. Io, il pirla e il castigamatti. Ma soffia ancora, che ci piacerebbe tanto essere fatti santi. Pretini e i vescovoni. Bacchettoni delle rivoluzioni.

    P.S.
    Caro Rovelli,

    Le democrazie esportate con la cura dei dissidenti, tramite ‘sollevazioni’ popolari e, in ultima analisi, con le baionette atlantiche, sono senza dubbio un ideale trionfale quanto il tonfo che hanno già fatto o che stanno per fare. Altrettanto fenomenale di quell’altra utopia che, per piccina che lei sia, sogna ancora di espungere la guerra dal mondo, come se la Storia non ci avesse insegnato qualcosa sulle speranze roussoiane dell’essere umano. Altro che la dalemiana governance globale.

    Ma le illusioni dell’internazionalismo democratico sono davvero il riflesso speculare del nichilismo occidentalista? Semplificazioni, già, ma c’è gente che se la sta prendendo un pochino per tutte ‘ste complicazioni, e non gli va giù che finisca sempre così, pari e patta. Chiediamolo ai reporter afgani, per esempio. Loro non si divertono più, non si divertono per niente. Perché, realisticamente, il pareggio con dei tagliagole purtroppo non gli ha dato molte chance per il futuro.

    Invece, dalle nostre parti, siamo ancora a cantarcela alla grande, come ci pare e piace. Anche se a qualcuno dispiace. E facendo le corna questo blog non verrà chiuso per aver pubblicato il manifestino sovversivo. Nonostante l’Impero, lo Zio Sam, le gerarchie vaticane e blablabla.

    Cordialità

  165. @tashtego
    “una chiesa piena di pedofili e stupratori…”

    Ecco uno che avrebbe bisogno di una spuntatina, mi sono detto.
    Poi ho visto la foto: niente, non c’è più niente da fare.
    Più pelato di Binaghi.
    Pazienza.

  166. OC, il “fondamentalismo” islamico è per me un nemico, senza se e senza ma. Ma credo che esso sia il riflesso di un processo globale di occidentalizzazione (penso agli studi di Campanini), non certo un prodotto svoltosi dall’interno delle società “islamiche”. Se questo è vero, il modo migliore per alimentarlo sarà sempre quello di intervenire, e siccome l’intervento postula lo stato di minorità di colui nei confronti del quale si interviene, questi vedrà “l’interventista”, per quanto umanitario, sempre come un invasore. E questa non è (solo) teoria: è così nei fatti.
    Dopodiché i talebani sono tagliagole, ma i loro crimini sono speculari a quelli che le truppe occidentali hanno commesso, come a Falluja (i crimini, nella storia del colonialismo, si commettono nelle colonie appunto – come lo sterminio di milioni di persone nel Congo belga per esempio -, non nella madrepatria: in Belgio c’era un costituzione liberale; e qui da noi il blog resterà aperto). Del resto questi tagliagole sono un movimento di massa, inutile negarlo, e lo sono diventati quando gli afghani si sono stancati della guerra permanente. I talebani, allora, portavano la pace. E quando il potere è stato riconsegnato ai signori della guerra, i talebani hanno avuto buon gioco a ripresentarsi come alfieri della pace. Aumentiamo pure le truppe. Gli faremo un altro regalo.

  167. @tashtego,
    poichè conosco CICAP e UAAR, so di che parlo.
    tu purtroppo no ed è inutile spiegartelo.
    idem per il culto della scienza che sconfina in scientismo.
    avendo una formazione scientifica, posso permettermi di criticare l’approccio alla scienza di costoro, se vuoi posso fare nomi e cognomi e riferimenti, ma non a uno che poi mi risponde la chiesa è una massa di pedofili e stupratori, non perdo tempo così, quindi se vuoi sapere, regolati, dato che parli con una persona seria che fa citazioni solo di cose che conosce bene.
    e devoto sarai tu, io sono solo devoto alla libertà di tutti di esprimersi senza avere minacce.

  168. @georgia:
    lorenzo il fatto è che questo papa, e ancor più il cappellano militare Bagnasco (che sostituendo Ruini ci ha dimostrato che non c’è fine al peggio), hanno esposto eccessivamente (e secondo me irresponsabilmente) i loro ruoli religiosi nella lotta temporale e politica contro i Di.Co. E ti ricordo che i Dico sono una legge dello stato (e non un sacramento) e non vogliono affatto interferire con i principi religiosi. Il papa può imporre ai SUOI di non regolarizzare una relazione omosessuale e di non ususfruire dei diritti civili, ma NON può imporlo ai tanti cittadini che, per un verso o per l’altro, non si riconoscono nella religione cattolica.
    –sono d’accordo, anche se il verbo imporre è eccessivo.

    E in un paese a maggioranza cattolica imporre ai deputati cattolici di NON votare la legge è interferire nella separazione tra stato e chiesa, sacra radice (quella si) dell’europa.
    –idem

    E poi se uno fa politica extraparlamentare, come fanno molti preti al momento, beh … allora non si sorprendano se esistono persone che li vedono poi unicamente come politici e gli rispondono con politiche altrettanto extraparlamentari, più o meno ortodosse. E’ un rischio che devono calcolare invece di gridare come ossessi una volta rotto l’equilibrio.
    –se un papa o bagnasco fa politica, come è vero che fanno, devono accettare critiche e fischi come ai politici. se qualcuno li minaccia di morte con stella rossa e falce e martello io stigmatizzo il fatto. i terroristi nuocciono sempre alla causa e fanno più male a noi laicisti, che al clero.

    Io NON sono anticlericale, e non sono neppure atea, ma i religiosi militanti e guerrieri proprio NON li digerisco, da qualsiasi parte vengano. Se ricordi bene io NON ho mai criticato le prese di posizioni di papa wojtila contro l’aborto, anzi ho sempre pensato che fosse non solo suo diritto, ma naturalmente suo dovere farlo, ma le prese di posizioni di papa Wojtila sono sempre state nell’ambito della sua fede e della sua chiesa, nella sua fede che era gigantesca, eroica e direi anche contagiosa, non impositiva ma C.O.N.T.A.G.I.O.S.A.
    Questo papa politiko a me sembra che sia uno che in dio ci creda meno di tash … ma deve essere una delle mie solite fanta-idee;-)
    — io invece sono anticlericale, nell’accezione d’uso del termine, anche se non mi frega nulla esserlo, e non sono credente, sempre secondo l’accezione d’uso del termine e credo che Wojtyla non sia stato affatto meglio di Ratzinger, e avrebbe fatto le stesse cose di Ratzinger, più o meno, e non vedo proprio come si possa affermare il contrario, che l’uno era contagioso e l’altro impositivo, se son sempre andati a braccetto.
    Cmq, a ognuno la sua opinione.

  169. Franz, non so se ti riferivi a quel che rispondevo alla faccina-che-ride. Ma se è così, quando dicevo che se dio esiste, esiste a questa faccia ;-), intendevo (oltre che di-vertire la tua affermazione che dio esiste “alla faccia nostra”) enunciare un paradigma teologico… (l’idiota cusaniano prima che dostoevskijano; i semplici di paolo; e poi e poi e poi…) – e siccome stiamo parlando di un relazione Io-Tu, riflessa, questo a mio (ridicolo) parere porta alla necessità di un Nietzsche che esige un dio di cui ridere…
    (e dopo questo thread ne sono ancora più convinto: chi parla di dio non (ne) sa ridere: quasi sempre è un’arma contundente, come dicevo, da sputare sugli altri)

  170. @galbiati
    poichè non conosco CICAP e UAAR e poiché non pensavo di essere tenuto a sapere cosa sono, ti chiedevo lumi.
    ma fa niente.
    è di oggi un’altra notizia di violenze sessuali in parrocchia regolermente coperta dalle gerarchie ecclesiastiche.
    in america quello dei preti pedofili e delle coperture vescovili è un caso nazionale ben noto e dibattuto, che qui da noi anche la stampa laica ha in qualche modo voluto attenuare, come se i casi della chiesa ci riguardassero tutti.
    però pensavo che un cattolico come te se ne dovese interessare, invece di seguire padissequamente il dettato insabbiatorio vescovile.
    io come ateo, non voglio insegnare niente a nessuno, ma per voi credenti il discorso è diverso: non solo siete tenuti a testimoniare della vostra fede, ma avete persino ricominciato a dettarla come fosse un paradigma assoluto per tutti: allora ripeto, quand’è che comincerete davvero a vergognarvi di quello che siete diventati?
    invece di cianciare di relativismo e scientismo – di cui prealtro non capite quasi nulla, pur usufruendo alla bisogna sia dell’uno che dell’altro (sarebbe ora che i cattolici riconoscessero il loro debito verso l’ateismo)- per poi affermare che la forma del matrimonio cattolico è l’unica “naturale” e provare ad imporla a tutti?
    ripeto: perché non vi vergognate?

  171. Io, che sono cristiano, mi dichiaro in tutto e per tutto d’accordo che chi bestemmia, con chi vilipende la religione, con chi accusa Bagnasco di fare politica da dittatore.
    In primo luogo perchè la libertà di culto si fonda sulla libertà di ateismo e non vedo perchè la provocazione che subisce un ateo quando è intralciato nel suo voler andare a bere dello champagne da preti e suore che scarrozzano staute lignee seicentesche per ore e ore, con relativo codazzo di bizzoche, nel centro di città moderne bloccando completamente il traffico, non possa esser controbilanciata dalla sofferenza inferta allo scout che vede il suo coetaneo pronunciare invano il nome di Dio con a fianco qualche benh azzeccata parolaccia.
    In secondo luogo è ora che in Italia si ricominci a far sentire un pò di sano fuoco sotto il culo ai preti di parrocchia ma soprattutto ai potentissimi Vescovi, che tra una società di comodo, un’immobiliare santa, una banca beata, una televisione benedetta, un microfono di Dio ci comandano apertamente ed occultamente. Evviva quindi il motto “meno chiese più case”. Il problema non è tanto il dotto teologo Ratzinger, il problema è la CEI.
    In terzo luogo, è scritto nel Vangelo, che se non sbaglio è il best seller su cui si fonda tutto sto po po di trucinio, che il credente in Cristo, e quindi la Chiesa che è comunità di credenti, sarà, anzi deve, essere schernito e perseguitato in nome suo. Questa è la prova ed è la forza della vera fede.
    Una Chiesa trionfante nel senso di Ruini è ahimè condannata in nuce dallo stesso Dio che professa. Una Chiesa sotto scorta nel senso di Bagnasco non porge l’altra guancia e manda all’inferno Barabba.
    Tutto ciò non fa davvero altro che dar nuova vita ad alcuni momenti della cinematografia Bunueliana, molto molto opportunamente citata.

    P.s. la richiesta del codice fiscale negli automatici di sigarette, quella si che è una ottima ragione di bestemmia.

  172. Penso che chi abbia fatto queste cose non sia degno di essere chiamato persona!

    Anche nell’UAAR http://www.uaar.it , associazione di cui faccio parte, si sta dibattendo su questo e prendiamo le distanze da questi gesti folli…che porteranno ai gerarchi ecclesiastici a definirsi dei martiri…

    Purtroppo c’è anche l’ateo IRRAZIONALE
    Noi ripudiamo la violenza…perché nuoce gli altri ed è sempre CONTROPRODUCENTE.

  173. Caro Rovelli,

    Parli di “occidentalizzazione”. Se ti riferisci al grumo fascistoide dell’Europa romantica e moderna da esportazione – alle teorie che nel Novecento incuriosirono tanti leader arabi e islamici, fino a convincerli di adottare i miti del Sacrificio, della Terra e del Sangue, innestandoli sul senso stesso della parola Islam –, siamo d’accordo, gli abbiamo lasciato una bella eredità mussoliniana a Bin Laden e a Saddam.

    Toglierei quelle virgolette a “fondamentalismo” e lo chiamerei con il suo nome di battaglia: fascismo islamico. A guardare bene gli etno-scannamenti in corso, viene il dubbio che quei leader e quei Paesi, una volta ‘occidentalizzati’, abbiano a loro volta saputo reinterpretare davvero creativamente il materiale criminale che gli avevamo offerto prima di essere salvati (noi esportatori) dai sovietici e dagli americani.

    Si può legittimamente dubitare anche di quello che definisci “stato di minorità”. Gli invasori furono i talebani che arrivarono in Afganistan dalle madrasse pakistane, prima che scoppiasse la “guerra permanente”. Mi dirai che se li erano coltivati nell’orto gli Yankees all’epoca della pressione contro i Rossi, ma non credo che i consulenti della Cia gli abbiano fornito anche il Corano con allegata la nuova versione fascista di Allah. “Portavano la pace”, lo dai come un fatto assodato. Chissà che ne direbbe Massud.

    Se fosse vera questa storia della specularità non assisteremmo al tristo spettacolino per cui da una parte ci sono dei governi (giustamente) criticati e progressivamente abbandonati dall’opinione pubblica per come hanno condotto e stanno conducendo la guerra (i sondaggi in America parlano chiaro), e dall’altra dei governi che invece esaltano la propria bandiera religiosa, sempre più vittoriosa, sapendo di contare su una “opinione pubblica” (qui sì che ci vogliono le virgolette) che li sostiene nella lotta contro i Crociati. E lo so, lo so che bisogna storicizzare. Ma senza andare troppo lontano.

    Scriveva Berman qualche anno fa: “Questa è una continuazione della Seconda Guerra mondiale, con la conseguenza che stavolta l’Italia sta (stava, ndr) nel campo antifascista. (…) Questa volta i soldati italiani hanno combattuto dalla parte giusta, sono stati molto coraggiosi e sono anche morti affrontando il totalitarismo dei giorni nostri. E’ stato nobile da parte vostra. Mi chiedo come farà, ora, la sinistra italiana a chiedere il ritiro delle truppe dall’Iraq”.

    L’ha fatto senza perdere la faccia, e tra un po’, sta’ sicuro, verremo via anche dall’Afghanistan. Quindi non credo che l’ipotesi che fai sui rinforzi sia verosimile. Leggo da un comunicato che, nel peggiore dei casi, “il contingente italiano ad Herat subirà un incremento di 200 effettivi, dei quali 50 destinati alle unità di manovra, e altri 150 tecnici e specialisti dell’Esercito e della Aeronautica”. “Unità di manovra”. Tipo a Delaram, l’11 marzo scorso. Non abbiamo neanche il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, ha ragione Gino Strada. Poveri capitani coraggiosi.

    P.S.
    Scusate l’interruzione e tornate pure a parlare del risorgimento cattolico.

  174. Tashtego, all’inizio ti sei rivolto a me, poi mi hai messo tra cattolici e sei partito per la tangente.
    Sei un commentatore che stimo ma su questi temi purtroppo metti la razionalità e l’analisi sotto i piedi… e infatti mi hai scambiato per qualcun altro, se vuoi capire qualcosa di ciò che scrivo leggi bene i miei commenti e nel caso la mia analisi sulla nota Cei sul mio blog.
    La questione fede/non fede non mi appartiene, non sono ateo né credente, né agnostico né gnostico.

    Rosalba giusta e opportuna precisazione. Quei deficienti che hanno imbrattato Genova nuocciono alla vostra causa. Ma chissà perché poi devi dire che ora Bagnasco si atteggia a martire, proprio ti esce fuori dai pori della pelle in ogni occasione il disprezzo per i preti, che sono prima di tutto persone.

  175. E perchè mai i preti non potrebbero fare affermazioni pubbliche sulle leggi dello Stato? Fare dichiarazioni politiche significa ledere la sovranità di uno Stato?

    Poniamo il caso che in Italia qualcuno, gente comune o dei parlamentari, proponessero una legge per introdurre la pena di morte, o la tortura, i preti dovrebbero stare zitti? o mandare una letterina ai fedeli senza che lo sappia nessuno?

    La Chiesa può fare affermazioni su tutto anche sulle leggi, è un fatto, spetta alla classe politica laica e religiosa a non tenerne di conto, a me pare che i pretini più che in chiesa stiano in parlamento…

    maria

  176. Grazie Maria, semplicità e purezza del linguaggio sono indice di pulito pensare. Questa è gente che sta combattendo battaglie di retroguardia.
    “Gli stati maggiori sono prontissimi a vincere la guerra precedente” (Mc Luhan), e rileggetevi pure Pasolini. La laicità sta nella libertà di parola e di decisione, mentre chi vuole zittire voci autorevoli temendo che possano persuadere in senso opposto al proprio, è pretino e sagrestano d’inconfessata chiesa.
    Augh. Ho detto.

  177. Morgillo, poiché dici che i preti NON HANNO IL DIRITTO DI… mi citi l’articolo del codice che infrangono se fanno le dichiarazioni di cui parli sopra?
    Lorenzo Galbiati

  178. Se si concede uno spazio pubblico, politico, ad una religione, senza che le altre abbiano mediaticamente la minima eco, per me significa monopolio e dittatura.

    I preti dovrebbereo avere influsso etico solo a chi gli si affida nella confessione, perché la religione è un fatto privato, non pubblico. Se un cattolico vuole essere veramente laico, e se i cattolici si costituiscono come maggioranza di questo paese, dovrebbero relativizzare la propria autoreferenzialita etica e accettare e riconoscere giuridicamente e politicamente un pluralismo di modelli etici.

    Se poi la religione non deve essere solo un fatto privato, allora che la Chiesa cattolica rinunci a tutti i suoi privilegi, concessi dal Concordato.

  179. @ galbiati (per correttezza)

    scusa se non ti ho risposto, ma non me la sento più di contribuire a questo quanto mai inutile thread. niente di particolare, comunque.

    ti leggo sempre con attenzione.

  180. lo so che è inutile.
    tuttavia.
    per quanto mi riguarda, mi dà fastidio davvero solo quando parla il papa, interferendo direttamente, e in modo del tutto voluto e consapevole, sugli affari legislativi di un altro stato: il concordato gli fa comodo quando è a senso unico: c’è sempre da rivendicare un magistero spirituale inter-nazionale, che vale, se vale, solo per i credenti.
    per tutti gli altri è ingerenza.
    invece è nel merito di quello che dicono i vescovi, liberi di dirlo, che c’è di che farsi rivoltare lo stomaco.
    fico binaghi che cita mc luhan: lui c’ha sempre una citazioncina da buttare lì.
    in tutto il mondole unioni di fatto sono riconosciute, ma per binaghi da noi sono battaglie de retroguardia: lui è “oltre”.

  181. @ Valter Binaghi

    Io, che sono cristiano, mi dichiaro in tutto e per tutto d’accordo con chi bestemmia, con chi vilipende la religione, con chi accusa Bagnasco di fare politica da dittatore.
    In primo luogo perchè la libertà di culto si fonda sulla libertà di ateismo e non vedo perchè la provocazione che subisce un ateo quando è intralciato nel suo voler andare a bere dello champagne da preti e suore che scarrozzano staute lignee seicentesche per ore e ore, con relativo codazzo di bizzoche, nel centro di città moderne bloccando completamente il traffico, non possa esser controbilanciata dalla sofferenza inferta allo scout che vede il suo coetaneo pronunciare invano il nome di Dio con a fianco qualche ben azzeccata parolaccia.
    In secondo luogo è ora che in Italia si ricominci a far sentire un pò di sano fuoco sotto il culo ai preti di parrocchia ma soprattutto ai potentissimi Vescovi, che tra una società di comodo, un’immobiliare santa, una banca beata, una televisione benedetta, un microfono di Dio ci comandano apertamente ed occultamente. Evviva quindi il motto “meno chiese più case”. Il problema non è tanto il dotto teologo Ratzinger, il problema è la CEI.
    In terzo luogo, è scritto nel Vangelo, che se non sbaglio è il best seller su cui si fonda tutto sto po po di trucinio, che il credente in Cristo, e quindi la Chiesa che è comunità di credenti, sarà, anzi deve, essere schernito e perseguitato in nome suo. Questa è la prova ed è la forza della vera fede.
    Una Chiesa trionfante nel senso di Ruini è ahimè condannata in nuce dallo stesso Dio che professa. Una Chiesa sotto scorta nel senso di Bagnasco non porge l’altra guancia e manda all’inferno Barabba.
    Tutto ciò non fa davvero altro che dar nuova vita ad alcuni momenti della cinematografia Bunueliana, molto molto opportunamente citata.

    P.s. la richiesta del codice fiscale negli automatici di sigarette, quella si che è una ottima ragione di bestemmia.

    A questo, in risposta i molti post sull’argomento, aggiungo che i preti, così come qualsiasi altro, hanno il diritto di affermare di tutto… ed il Papa persino di scomunicare.
    La tragedia non è il potere morale della Chiesa. E’ il suo potere temporale, che ha sempre nuove vesti, di epoca in epoca.
    La tragedia sono i primari di ospedale, per esempio, che discriminano nelle carriere i medici abortisti. Perchè sanno loro quale anello hanno baciato per star lì.Oppure le bassezze bizantine dei politici demo0cristaini che fanno cadere il governo sui DICO e ci raccontano la favola della politica internazionale, complici i mezzi di informazione.

    Adesso, caro Valter, che mi sembri persona intelligente e ragionevole, mi aspetterei qualche parola da te su quel che ho detto e ripetuto. Sbaglio?

  182. Dice maria: E perchè mai i preti non potrebbero fare affermazioni pubbliche sulle leggi dello Stato? Fare dichiarazioni politiche significa ledere la sovranità di uno Stato?

    Messa così non farebbe una piega.
    Ma non è proprio così. Perchè come giustamente ha fatto osservare qualcuno qui, le parole del papa non sono mai SOLO politiche.
    Infatti se rispondi al papa o ai cardinali con la politica, più o meno ortodossa, succede il finimondo e la lesa santità.
    Proprio qui qualcuno ha detto che la parola del papa non è politica ma si richiama a qualcosa di molto più alto … e allora cari miei il gioco risulta truccato.
    Benissimo che il papa parli genericamente alle coscienze, come farebbe nel caso della pena di morte o come ha fatto papa woityla contro la guerra (e infatti nessuno si è scaldato granchè, neppure giovannardi o casini), non lo hanno preso molto sul serio, purtroppo, e in guerra ci sono andati ugualmente.
    Altrtettanto legittimo se il papa-re, capo eletto dello stato vaticano, dicesse, a casa sua, che le unioni omosessuali sono contro la sua concezione politica … mi sembra lo dica anche fini, anche casini, anche berlusconi ecc.
    Ma quando mette in ballo l’arma della scomunica, il sottile ricatto del parlare alle coscienze ecc. ecc. … ci fa tornare tutti al medioevo e al politico-per grazia divina … mi sembra proprio ci sia del dolo e dell’interferenza, e infatti nessuno ha minacciato scomuniche per i parlamentari che hanno accettato la guerra infame, inutile e menzognera contro l’iraq, ma lo fanno per i dico.
    Il concordato serve perchè la religione di maggioranza non rischi di diventare integralista … come accade spesso in america dove l’aborto viene combattuto da alcuni, armi alla mano, all’uscita di alcuni ospedali.
    Ma se l’integralismo nostrano ci rientra poi dalla fnestra allora forse è davvero meglio eliminarlo ‘sto concordato che non serve più a nulla.
    geo

  183. @tashtego
    le battaglie di retroguardia non sono quelle sulle unioni di fatto (su cui si dovrà bene prima o poi legiferare) ma su chi ha diritto di parola e quando, in un mondo in cui anche Melissa P può interloquire da pari a pari col presidente della CEI, e incalzarlo sulle proprie opinioni in materia di sessualità (nessuno però tra voi si scandalizza di questo: Fazi è un editore di sinistra, oibò!)

    @Morgillo
    Il “pluralismo di modelli etici” è un dato di fatto, nel momento in cui ognuno fa come vuole e scrive ciò che vuole. La Chiesa non mette bavagli a nessuno, semmai condanna moralmente: questo perchè riconoscere il pluralismo etico non significa rinunciare a persuadere e convertire.
    Certo, tu vorresti che la voce del Papa sui media avesse la stessa rilevanza dell’ultimo profeta contadino di Brembate sotto: significa che tu sei fuori dal mondo, non io. Da che mondo e mondo i media amplificano ciò che fa audience.

    @Abateditheleme
    Quanto la Chiesa sia trionfante lo puoi vedere in questo thread. Apri gli occhi, ragazzo, e non confondere i sontuosi paludamenti (residuo di un tempo che fu) con il potere effettuale. La capacità della Chiesa di influire sui comportamenti sociali è di molto inferiore a quella di un qualsiasi Cecchi Paone che fa il suo outing programmato.

    Quello che nessuno di voi ammette volentieri è che esiste un senso comune (ben prima dei dettami papali) che si ostina a non equiparare la famiglia naturale alle unioni di fatto, per motivi più volte elencati.
    E comunque, in democrazia vox populi vox dei. Trovate argomenti persuasivi, anzichè provare a zittire gli oppositori.

  184. valter ma a nessuno verrebbe mai in mente di equiparare le unioni di fatto con la famiglia e con chi crede nella famiglia … è qui lo sbaglio i Dico sono stati fatti apposta per non dar fastidio alle famiglie che sono altra cosa. Però se continuate ad equipararli magari la prossima legge non sarà sta robetta da poco, io se fossi la chiesa lascerei che vengano approvati i DiCo che sono una cosetta burocratica o poco più.
    Tra l’altro per chi è cattolico neppure il matrimonio civile viene equiparato al matrimonio-sacramento celebrato in chiesa. Io non vedo pericoli all’orizzonte per chi crede nella religione cattolica, vedo ostacoli per alcune categorie e non lo trovo giusto.

  185. Morgillo,

    riguardo alla sfera religiosa ,che tu vorresti interamente privata, o relegata ai confessionali, mi pare una cosa abbastanza difficile da realizzare, per il semplice motivo che la materia religiosa, è strettamente intrecciata legata alla vita delle persone, e questo vale per tutte le religioni.

    In altre parole la religione ha anche inevitabilmente una dimensione politica, non partitica, se per politica si intende, oltre alle pratiche consuete, anche un legame sociale tra le persone.

    In Italia poi la religione cattolica ha uno status speciale per via della sua storia, bastivedere cosa ha prodotto la tradizione cristiana in materia di arte, architettura, musica.. e per via della presenza del vaticano, che è parte di quella storia, al di là di essere credenti o meno .

    Questo spiega l’esistenza di un concordato, di un trattato politico che potrebbe essere, per quanto mi riguarda,. abolito anche domani, te lo dico così per non farti stizzire troppo!.Noto soltanto che i trattati politici si fanno con chi ha oggettivamente spazio e potere sociale e culturale,e quindi peso politico; sarebbe improponibile per ora un accordo con i testimoni di geova ,per esempio, così tanto per rispondere anche alla questione dello spazio, mediatico o meno, che altre confessioni religiose non hanno.

    Anche a me dà fastidio l’ingerenza della chiesa in materia di legislazione riguardante la persona, sui cui si dovrebbe legiferare tra l’altro il meno possibile, ma non mi pare che gli strali della medesima , che non sono affatto una scomunica, impediscano nulla. La gente continua a seguire le proprie inclinazioni sessuali e le proprie abitudini di vita, senza per questo subire alcunchè, :-), e meno male!

    Ma troverei alquanto bizzarro bizzarro che nella società della chiacchera, della comunicazione esasperata, dove tutti hanno voce in capitolo sutto, basta girare per la rete, pensare che soltanto i cattolici non potessero dire pubblicamente la sua a battersi per le loro idee.

    maria

  186. Georgia,
    io sono d’accordo con i DICO perchè trovo che gli omosessuali debbano avere gli stessi diritti di tutti.

    Mi spiego meglio, penso che le cosiddette unioni di fatto hanno strumenti legislativi per garantirsi la vita materiale, compreso il matrimonio civile che è l’unico matrimonio legale, quello in chiesa senza gli effetti concordatari sarebbe carta straccia.
    Se non lo fanno quindi cavoli loro!

    Diversa è la questione dei gay che su certe questioni, la pensione di reversibilità per esempio, non hanno gli strumenti che hanno gli sposati.

    Detto questo, però ,penso una cosa, penso che se la famiglia, istituzione determinata storicamente, non avesse tra le altre sue prerogative legali, anche quella di trasmettere il patrimonio, piccolo o grande che sia, cesserebbe presto di esistere, o perlomeno non se ne parlerebbe così tanto.
    Rimarrebbe soltanto un nucleo basato sull’amore della coppia e dei figli. Il primo destinato a finire come è ovvio e naturale, il secondo invece a resistere, come è altrettanto naturale.

    Per questo credo che i DICO non siano quella cosa da nulla che tu ritieni, ma facciano parte del processo di secolarizzazione che vede il fronteggiarsi di stili e sistemi di vita antitetici, ma con il portafoglio al riparo:-).
    maria

  187. @ Binaghi

    Ok, Valter. Evidentemente non riesco a farmi capire oppure non riuscite a leggermi. Ad ogni modo lascio perdere.

    @ georgia

    Quel che dici tu è esatto. Infatti non si tratta di un pericolo “reale” e spirituale per chi è cristiano o per chi è etero o per chiunque altro…si tratta di un fatto di potere. Che ha una posizione e non consente che la si sfidi.
    Continuo a ripetere quel che ho detto su.
    Non distinguere tra Chiesa-religione e Chiesa-istituzione sfalsa completamente i parametri del problema.

  188. Abate, nel migliore dei casi parti da un concetto di Chiesa che non è cattolico e rimproveri i cattolici di non adeguarsi ad esso. Certo, c’è anche una chiesa luterana, varie chiese protestanti: basta saperlo.

    v.

  189. BINAGHI:
    “La Chiesa non mette bavagli a nessuno, semmai condanna moralmente”

    La Chiesa ha sempre messo bavagli e non solo bavagli, ha messo all’Indice e ha messo al rogo, e l’Inquisizione è arrivata fino al 1800.
    Dopo che ha perso il potere temporale la Chiesa non mette più il bavaglio a tutti perché non può farlo, molto semplicemente: non potendo, non puoi lodarla dicendo che non mette bavagli a nessuno, è illogico, valuta se li mette quando può: li mette? sì, li mette a tutti i preti che varcano un certo limite (deciso dal Vaticano, da Ratzinger, per la precisione fino a qualche anno fa) sospendendoli a divinis o dall’insegnamento o imponendo loro il silenzio; con i laici credenti non può fare questo, allora mette il bavaglio con note come quelle sui Dico, che non invitano a discutere ma a obbedire.

    “questo perchè riconoscere il pluralismo etico non significa rinunciare a persuadere e convertire.”
    persuadere? convertire? e come? con la nota sui dico? non farmi ridere, lì si giudica incoerente ogni cristiano che legifera in tal senso e si invita all’obbedienza del magistero i cattolici in politica, i quali però devono obbedire ai dettami di uno stato laico con costituzione, e quindi, come per la Massoneria: cosa viene prima? e se ci fosse un conflitto tra magistero e costituzione o laicità dello stato? quale appartenenza dovrebbe avere priorità?

    “Certo, tu vorresti che la voce del Papa sui media avesse la stessa rilevanza dell’ultimo profeta contadino di Brembate sotto: significa che tu sei fuori dal mondo, non io ecc.”

    Vorresti far credere che tutto lo spazio che il papa ha sui media è giusto e inevitabile. del tutto assurdo, dipende da questioni di potere della Chiesa e di mentalità italiana, prima di tutto. i tg non han bisogno del papa per far audience.
    Dopo la morte di GPII c’è stato, ho letto non ricordo dove, in tv più tempo dedicato a GPII in Italia di quello dedicatogli in tutto il resto del mondo.
    Non mi dire che era inevitabile, a meno che tu voglia dire anche che è inevitabile che qui da noi si evada il fisco ecc.
    Siamo noi italiani fuori dal mondo, che non riusciamo neanche a far passare una legge modestissima, che prevede certi diritti per i conviventi dopo ben 9 anni, dico, 9 anni! come quella sui Dico.

    “La capacità della Chiesa di influire sui comportamenti sociali è di molto inferiore a quella di un qualsiasi Cecchi Paone che fa il suo outing programmato.”

    Difficile rispondere a cazzate come queste. Forse così: quanti elettori ha convinto Cecchi Paone a votare per i referendum su fecondazione assistita? quanti elettori ha convinto la Chiesa a non andare a votare?

    “Quello che nessuno di voi ammette volentieri è che esiste un senso comune (ben prima dei dettami papali) che si ostina a non equiparare la famiglia naturale alle unioni di fatto, per motivi più volte elencati.”
    Non so proprio di quale senso comune tu parli e cmq neanche i PACS volevano equiparare.

  190. Ma DICO io (piaciuta la battuta?), è possibile dire le preghierine la sera prima di addormentarci o dobbiamo vergognarcene? Eh? No, fatecelo gentilmente sapere. Grazie.
    Valterone, cambiamo thread dai, pensiamo alla salute. Che poi tu hai un romanzo appena uscito da far conoscere.

  191. Lo DICO e lo ripeto, prima di andarmene: nessuno è stupido ma c’è veramente dissonanza cognitiva sulla Chiesa: si crede di parlare della medesima cosa e non è così. Per questo ci si scazza allo sfinimento e non si progredisce. La Chiesa cattolica è (o pretende di essere) una e apostolica, cioè ha il dovere di evangelizzare e non può accettare negoziazioni alla stregua di un partito politico o di un movimento d’opinione. D’altronde, essa non ha alcuna voce in capitolo nel Parlamento di uno stato laico, ma si rivolge alla coscienza dei credenti (parlamentari compresi).
    Uno come me può anche decidere di non parlare. Infatti me ne sono stato zitto per vent’anni, per purgare le scemenze che avevo detto e scritto in precedenza. Ma il papa ha un mandato. Se volete farlo star zitto dovrete sparargli, come forse qualcuno qui ha intuito e vagamente auspica.
    Buonanotte.

  192. Binaghi, per me, molto semplicemente, ti sbagli, ti sbagli proprio in partenza non facendo distinguo su come la Chiesa dovrebbe parlare, su come rivolgersi ai fedeli, e in relazione a che cosa, e in base a quale mandato.
    In altre parole, se il papa dice esplicitamente ai cattolici di non votare una legge in Parlamento in nome della coerenza evangelica ecc., sbaglia, sempre, dal pdv del cosa del come e del perché (il suo mandato).
    Nel caso dei dico sbaglia anche nello specifico, non trattandosi che so io di una legge sulla pena di morte, ma di legge sui diritti e che non toglie alcun diritto ecc.
    A meno che tu voglia una chiesa gerarchica che comandi dei poveri deficienti incapaci di intendere e volere.
    E quindi ti sbagli anche su chi dovrebbe zittire il papa: i cattolici per primi, anzi i veri cristiani coerenti.
    A quando le indicazioni papali su come votare in Parlamento in relazione alla legge elettorale?
    Sulla legge sui DICO ti invito a leggere la mia analisi sul mio blog, quella che avevo segnalato anche a un sito… fammi pensare…. la poesia e la censiura… ah no, e lo spirito…
    lorenz

  193. Binaghi, per me, molto semplicemente, ti sbagli, ti sbagli proprio in partenza non facendo distinguo su come la Chiesa dovrebbe parlare, su come rivolgersi ai fedeli, e in relazione a che cosa, e in base a quale mandato.
    In altre parole, se il papa dice esplicitamente ai cattolici di non votare una legge in Parlamento in nome della coerenza evangelica ecc., sbaglia, sempre, dal pdv del cosa del come e del perché (il suo mandato).
    Nel caso dei dico sbaglia anche nello specifico, non trattandosi che so io di una legge sulla pena di morte, ma di legge sui diritti e che non toglie alcun diritto ecc.
    A meno che tu voglia una chiesa gerarchica che comandi dei poveri deficienti incapaci di intendere e volere.
    E quindi ti sbagli anche su chi dovrebbe zittire il papa: i cattolici per primi, anzi i veri cristiani coerenti.
    A quando le indicazioni papali su come votare in Parlamento in relazione alla legge elettorale?
    Sulla legge sui DICO ti invito a leggere la mia analisi sul mio blog, quella che avevo segnalato anche a un sito… fammi pensare…. la poesia e la censiura… ah no, e lo spirito…
    lorenz

  194. @ Binaghi

    Chiudiamola qui, ok. Ribadisco che “è scritto nel Vangelo, che se non sbaglio è il best seller su cui si fonda tutto sto po po di trucinio, che il credente in Cristo, e quindi la Chiesa che è comunità di credenti, sarà, anzi deve, essere schernito e perseguitato in nome suo. Questa è la prova ed è la forza della vera fede.
    Una Chiesa trionfante nel senso di Ruini è ahimè condannata in nuce dallo stesso Dio che professa. Una Chiesa sotto scorta nel senso di Bagnasco non porge l’altra guancia e manda all’inferno Barabba.”.
    Su questo non ci piove, teologicamentye parlando. Così come storicamente non ci piove che siamo tutti sudditi occulti del Papa.
    Utile ricordare che alla metà del 1800 si giustiziava più a Roma che in tutta l’Europa insieme.
    Questo nello stato del Cristo, dell’Agnus Dei, del Messia.
    Se questo non è più lo dobbiamo ai giacobini ed a Garibaldi.
    Ma non pensate che quel potere sia finito: si è fatto solo più astuto ed ha mutato veste in attesa dei tempi propizi. Che stanno arrivando. Claudia Koll docet.
    Se questa è necessariamente la Chiesa Cattolica, Binaghi, ne farei volentieri a meno. Mi terrei però il Cristianesimo.
    Ite, missa est.

  195. @ Galbiati

    Dici molte cose giuste, ma sebbene sia estremamente sgradevole ed in pratica devastante per la politica italiana che il Papa possa giungere alla scomunica di chi gli pare, tale è alla fine la sua posizione in seno alla Chiesa di Roma e nessuno dovrebbe impedirgli di parlare e finanche di minacciare qualsivoglia sanzione spirituale.
    Certo, ciò è grave ed ha un peso infinitamente superiore a quel che immagina il buon Binaghi…pensate a tutte le figlie dei politici “scomunicati” senza il papà nel “giorno più bello” e pensate alle pressioni di mamme e mogli su sti poveri post-democristiani o ex-comunisti (che è lo stesso)…
    Quello su cui però nessuno spende una parola ed io invece tutte, è il potere “reale” e la minaccia concreta, non di mali spirituali futuri, ma di mali materiali presenti.
    Come cessazione di credito presso le banche, carriere stroncate, pensioni negate, consulenze revocate.
    Oppure guardie di finanza inviate, carabinieri sensibilizzati, preture schierate. E forse anche peggio.
    Ecco, questo davvero non va bene.
    Si dovrebbe cominciare con un bel censimento dei beni CEI, immobiliari e mobiliari, diretti ed occulti… Bonis pauca .)

  196. E prima di finirla vorrei solo far notare a Binaghi che il Papa su Rai Uno non fa neanche tutti questi benedetti ascolti! Forse in quel caso la tivù di Stato fa solo servizio pubblico?

  197. “Dopo la morte di GPII…”. Nel senso di Grand Prix? Ah no, nel senso di non esagerare. Come a dire che ricordare il Papa che fece collassare l’Unione Sovietica è inutile, esagerato. Sai che bazzeccola un secolo finito così, con i cattolici polacchi sulle barricate. Ma resta “cmq” (si scrive così vero?) interessantissimo il modo in cui Galbiati insegna alla Chiesa come essere tale. Fenomenale.

  198. @tashtego
    La comunità dei credenti, che riconosce nel magistero della Chiesa lo spirito santo. Ha bisogno della voce della Chiesa, non di un’opinione teologica qualsiasi.
    Chi non la vuole ascoltare non l’ascolta, come si fa con imbonitori da fiera. Passi oltre, se nessuno ti costringe a star lì: e non mi pare questo il caso.

  199. quello che non riesci a capire è che cercando di impedire l’approvazione di una legge che NON RIGUARDA I CATTOLICI, nel senso che non obbliga nessun cattolico a sposarsi col suo cane, né impedisce il matrimonio religioso a chi lo vuole contrarre, di fatto ratzinger punta ad imporre A TUTTI il dettato della chiesa, credenti e non credenti.

  200. @ devoto Binaghi
    @ devoto Tashtego

    Cfr. El Aleph, 1949, in particolare il racconto “I teologi”.

  201. Quel che la Chiesa Cattolica fa, Cristiana aggiungo, non può contrastare con la parola “rivelata” del suo fondatore, che per inciso sarrebbe Dio o suo figlio o comunque un parente stretto.
    Di conseguenza proteggere con la scorta monsignor Bagnasco oppure possedere fette importanti della finanza italiana oppure brigare per non pagare ICI oppure occultare le destinazioni dei fondi “uno per mille” sono atti eretici.
    Ve lo immaginate un Cristo che si fa difendere dai centurioni contro chi nemmeno lo minaccia fisicamente ma solo lo ingiuria?
    Ve lo immaginate un Cristo a benedire un giorno si e l’altro pure il dr. Antonio Fazio?
    Ve lo figurate un Cristo che si rifiuta di dare a Cesare quel che è di Cesare?
    O che fa politica coi soldini messi insieme dai dodici apostoli per le esigenze quotidiane o per la sepoltura delle vedove?
    Beh insomma, se non ve l’immaginate allora la pensate come me.
    Se ve l’immaginate, invece, bisogna che torniate a catechismo. E di corsa.
    Per primo Valter Binaghi :))))))

  202. “proteggere con la scorta monsignor Bagnasco” è un atto eretico. Come no. La scorta diamola agli inguacchiatori di muri. Poveri figli, che adesso li perseguiterà pure la Digos. Belli ‘e mammà, diamogli una madama a testa, come facciamo con gli ultrà. Avranno pure il diritto di esprimere e trascrivere i loro slogan così innovativi e pregni di significato! Accompagniamoli fin sul sagrato. Difendiamo i diritti degli inguacchiatori!
    Siamo o non siamo una repubblica dove sventolano bandiere cinesi? Fischia fischia, ciuf ciuf.

  203. @ The O.C.

    Anche tu al catechismo. Al galoppo, non di corsa.
    Lo stato ha il dovere di proporre una scorta al minacciato (ma pensate un pò che successe al povero Biagi, minacciato sul serio…). Ma se ne è loggetto un presule, che si fa ultimo tra gli uomini per amor loro e di Dio, allora egli cristianamente dovrebbe rifiutarla.
    E porgere l’altra guancia, senza alcun dubbio.
    Ahimè, il cristianesimo è così, non serve mica solo per ammorbare tutta una nazione coi propri proclami o per sfoggiare splendidi anelli.

  204. Tutto giusto, Abate, tranne del tuo commento. The O. C., infatti, da quell’orecchio non ci sente. Lui è l’allievo prediletto di un cardinale. Lo segue anche in tournée.

  205. Sarebbe bello chiudere così:
    In se stessa ogni idea è neutra, o dovrebbe esserlo; ma l’uomo la anima, vi proietta i propri ardori e le proprie follie;
    impura, trasformata in convinzione, essa si inserisce nel tempo, assume forma di evento: il passaggio dalla logica all’epilessia è compiuto… Nascono così le ideologie, le dottrine e le farse cruente.
    Idolatri per istinto, noi convertiamo in Incondizionato gli oggetti dei nostri sogni e dei nostri interessi.
    La storia non è che una sfilata di falsi Assoluti, una successione di templi innalzati a dei pretesti, un avvilimento dello spirito dinanzi all’Improbabile.
    Anche quando si allontana dalla religione, l’uomo vi rimane assoggettato; si affanna a creare simulacri di dèi, e si precipita poi ad adottarli: il suo bisogno di finzione, di mitologia, trionfa sull’evidenza e sul ridicolo.
    La sua capacità di adorazione è responsabile di tutti i suoi crimini: chi ama indebitamente un dio costringe gli altri ad amarlo, pronto a sterminarli se si rifiutano.
    Non c’è forma di intolleranza, di intransigenza ideologica o di proselitismo che non riveli il fondo bestiale dell’entusiasmo.
    Perda l’uomo la propria facoltà di indifferenza: diverrà virtualmente assassino; trasformi la sua idea in dio: le conseguenze saranno incalcolabili.
    Non si uccide se non in nome di un dio o delle sue contraffazioni:
    gli eccessi suscitati dalla dea Ragione, dall’idea di nazione, di classe o di razza sono affini a quelli dell’Inquisizione o della Riforma.
    Le epoche di fervore eccellono in imprese sanguinarie: santa Teresa non poteva che essere contemporanea degli autodafé, e Lutero dei massacri dei contadini.
    Nelle crisi mistiche, i gemiti delle vittime si accompagnano ai gemiti dell’estasi… Forche, galere, penitenziari prosperano solo all’ombra di una fede – di quel bisogno di credere che ha infestato per sempre lo spirito.
    Il diavolo appare assai scialbo rispetto a colui che dispone di una verità, della sua verità.
    Noi siamo ingiusti nei confronti dei Neroni e dei Tiberi: essi non inventarono il concetto di eretico: furono soltanto sognatori degenerati che si divertivano con i massacri.
    I veri criminali sono coloro che instaurano un’ortodossia sul piano religioso o politico, che distinguono tra il fedele e lo scismatico.
    Quando ci si rifiuta di ammettere l’intercambiabilità delle idee, scorre il sangue… Sotto le risoluzioni ferme si leva un pugnale. Gli occhi ardenti preannunciano l’assassinio.
    Lo spirito esitante, preso da amletismo, non è mai stato dannoso: il principio del male sta nella tensione della volontà, nell’inattitudine al quietismo, nella megalomania prometeica di una razza che scoppia di ideale, che esplode sotto le proprie convinzioni e che, per essersi compiaciuta di irridere il dubbio e la pigrizia – vizi più nobili di tutte le sue virtù – ha imboccato una via di perdizione: la via della storia, miscuglio indecente di banalità e di apocalisse… Le certezze vi abbondano: sopprimetele, sopprimete soprattutto le loro conseguenze, e ricostruirete il paradiso.
    Che cos’è la Caduta se non la ricerca di una verità e la sicurezza di averla trovata, se non la passione per un dogma, l’insediamento in un dogma? Da ciò deriva il fanatismo, tara capitale che dà all’uomo il gusto dell’efficacia, della profezia, del terrore – lebbra lirica con la quale egli contamina gli animi, li sottomette, li stritola o li esalta… Vi si sottraggono solo gli scettici (o i fannulloni e gli esteti), perché non propongono nulla, perché – veri benefattori dell’umanità – ne distruggono i partiti presi e ne analizzano il delirio. Io mi sento più al sicuro accanto a un Pirrone che a un san Paolo, per il motivo che una saggezza arguta è più mite di una santità scatenata.
    In uno spirito ardente si ritrova mascherato il predatore… Non ci si difenderà mai abbastanza dalle grinfie di un profeta… Allontanatevi da lui se alza la voce, fosse pure in nome del cielo, della città o di altri pretesti: satiro della vostra solitudine, egli non vi perdona di vivere al di qua delle sue verità e dei suoi slanci; la sua isteria, il suo bene, vuole farveli condividere, imporveli e snaturarvi. Un essere che sia posseduto da una convinzione e non cerchi di comunicarla agli altri è un fenomeno estraneo alla terra, dove l’ossessione della salvezza rende la vita irrespirabile. Guardatevi attorno: dappertutto larve che predicano; ogni istituzione riflette una missione; i municipi hanno il loro assoluto non meno dei templi; l’amministrazione, con i suoi regolamenti – metafisica a uso delle scimmie… Tutti si sforzano di correggere la vita di tutti: vi aspirano i mendicanti, e perfino gli incurabili: i marciapiedi del mondo e gli ospedali traboccano di riformatori.
    La voglia di diventare fonte di avvenimenti agisce su ognuno come un disordine mentale o come una maledizione voluta. La società – un inferno di salvatori! Quello che vi cercava Diogene con la sua lanterna era un indifferente..
    Mi basta sentire qualcuno parlare sinceramente di ideale, di avvenire, di filosofia, sentirlo dire «noi» con tono risoluto, invocare gli «altri» e ritenersene l’interprete – perché io lo consideri mio nemico.
    Scorgo in lui un tiranno mancato, un carnefice approssimativo, detestabile quanto i tiranni e i carnefici di gran classe.
    Il fatto è che ogni fede esercita una forma di terrore, tanto più spaventosa quando ne sono fautori i «puri». Si diffida dei furbi, delle canaglie, dei cialtroni; tuttavia non si può imputar loro nessuna delle grandi convulsioni della storia; non credendo in nulla, essi non frugano nei vostri cuori, e neanche nei vostri pensieri riposti; vi abbandonano alla vostra indifferenza, alla vostra disperazione o alla vostra inutilità; l’umanità deve loro i pochi momenti di prosperità che ha conosciuto: sono loro a salvare i popoli che i fanatici torturano e gli «idealisti» rovinano.
    Privi di dottrina, essi hanno soltanto capricci e interessi, vizi accomodanti, mille volte più sopportabili delle devastazioni provocate dal dispotismo che sbandiera principi: giacché tutti i mali della vita derivano da una «concezione della vita». Un uomo politico perfetto dovrebbe studiare a fondo i sofisti antichi e prendere lezioni di canto – e di corruzione…
    Il fanatico, invece, è incorruttibile: se per un’idea è capace di uccidere, allo stesso modo può farsi uccidere per essa; in entrambi i casi, sia egli tiranno o martire, è un mostro.
    Non esistono esseri più pericolosi di quelli che hanno sofferto per una convinzione: i grandi persecutori si reclutano tra i martiri ai quali non è stata tagliata la testa.
    Lungi dal diminuire la brama di potenza, la sofferenza la esaspera; perciò lo spirito si sente più a suo agio in compagnia di un fanfarone che in quella di un martire; e niente gli ripugna quanto lo spettacolo in cui qualcuno muoia per un’idea… disgustato dal sublime e dalla carneficina, esso sogna una noia di provincia su scala universale, una Storia il cui ristagno sia tale che il dubbio vi si profili come un evento e la speranza come una calamità…
    io lo trovo sublime
    baci , senza mada
    la funambola

  206. Sarebbe bello chiudere così:
    In se stessa ogni idea è neutra, o dovrebbe esserlo; ma l’uomo la anima, vi proietta i propri ardori e le proprie follie;
    impura, trasformata in convinzione, essa si inserisce nel tempo, assume forma di evento: il passaggio dalla logica all’epilessia è compiuto… Nascono così le ideologie, le dottrine e le farse cruente.
    Idolatri per istinto, noi convertiamo in Incondizionato gli oggetti dei nostri sogni e dei nostri interessi.
    La storia non è che una sfilata di falsi Assoluti, una successione di templi innalzati a dei pretesti, un avvilimento dello spirito dinanzi all’Improbabile.
    Anche quando si allontana dalla religione, l’uomo vi rimane assoggettato; si affanna a creare simulacri di dèi, e si precipita poi ad adottarli: il suo bisogno di finzione, di mitologia, trionfa sull’evidenza e sul ridicolo.
    La sua capacità di adorazione è responsabile di tutti i suoi crimini: chi ama indebitamente un dio costringe gli altri ad amarlo, pronto a sterminarli se si rifiutano.
    Non c’è forma di intolleranza, di intransigenza ideologica o di proselitismo che non riveli il fondo bestiale dell’entusiasmo.
    Perda l’uomo la propria facoltà di indifferenza: diverrà virtualmente assassino; trasformi la sua idea in dio: le conseguenze saranno incalcolabili.
    Non si uccide se non in nome di un dio o delle sue contraffazioni:
    gli eccessi suscitati dalla dea Ragione, dall’idea di nazione, di classe o di razza sono affini a quelli dell’Inquisizione o della Riforma.
    Le epoche di fervore eccellono in imprese sanguinarie: santa Teresa non poteva che essere contemporanea degli autodafé, e Lutero dei massacri dei contadini.
    Nelle crisi mistiche, i gemiti delle vittime si accompagnano ai gemiti dell’estasi… Forche, galere, penitenziari prosperano solo all’ombra di una fede – di quel bisogno di credere che ha infestato per sempre lo spirito.
    Il diavolo appare assai scialbo rispetto a colui che dispone di una verità, della sua verità.
    Noi siamo ingiusti nei confronti dei Neroni e dei Tiberi: essi non inventarono il concetto di eretico: furono soltanto sognatori degenerati che si divertivano con i massacri.
    continua…

  207. I veri criminali sono coloro che instaurano un’ortodossia sul piano religioso o politico, che distinguono tra il fedele e lo scismatico.
    Quando ci si rifiuta di ammettere l’intercambiabilità delle idee, scorre il sangue… Sotto le risoluzioni ferme si leva un pugnale. Gli occhi ardenti preannunciano l’assassinio.
    Lo spirito esitante, preso da amletismo, non è mai stato dannoso: il principio del male sta nella tensione della volontà, nell’inattitudine al quietismo, nella megalomania prometeica di una razza che scoppia di ideale, che esplode sotto le proprie convinzioni e che, per essersi compiaciuta di irridere il dubbio e la pigrizia – vizi più nobili di tutte le sue virtù – ha imboccato una via di perdizione: la via della storia, miscuglio indecente di banalità e di apocalisse… Le certezze vi abbondano: sopprimetele, sopprimete soprattutto le loro conseguenze, e ricostruirete il paradiso.
    Che cos’è la Caduta se non la ricerca di una verità e la sicurezza di averla trovata, se non la passione per un dogma, l’insediamento in un dogma? Da ciò deriva il fanatismo, tara capitale che dà all’uomo il gusto dell’efficacia, della profezia, del terrore – lebbra lirica con la quale egli contamina gli animi, li sottomette, li stritola o li esalta… Vi si sottraggono solo gli scettici (o i fannulloni e gli esteti), perché non propongono nulla, perché – veri benefattori dell’umanità – ne distruggono i partiti presi e ne analizzano il delirio. Io mi sento più al sicuro accanto a un Pirrone che a un san Paolo, per il motivo che una saggezza arguta è più mite di una santità scatenata.
    In uno spirito ardente si ritrova mascherato il predatore… Non ci si difenderà mai abbastanza dalle grinfie di un profeta… Allontanatevi da lui se alza la voce, fosse pure in nome del cielo, della città o di altri pretesti: satiro della vostra solitudine, egli non vi perdona di vivere al di qua delle sue verità e dei suoi slanci; la sua isteria, il suo bene, vuole farveli condividere, imporveli e snaturarvi. Un essere che sia posseduto da una convinzione e non cerchi di comunicarla agli altri è un fenomeno estraneo alla terra, dove l’ossessione della salvezza rende la vita irrespirabile. Guardatevi attorno: dappertutto larve che predicano; ogni istituzione riflette una missione; i municipi hanno il loro assoluto non meno dei templi; l’amministrazione, con i suoi regolamenti – metafisica a uso delle scimmie… Tutti si sforzano di correggere la vita di tutti: vi aspirano i mendicanti, e perfino gli incurabili: i marciapiedi del mondo e gli ospedali traboccano di riformatori.
    La voglia di diventare fonte di avvenimenti agisce su ognuno come un disordine mentale o come una maledizione voluta. La società – un inferno di salvatori! Quello che vi cercava Diogene con la sua lanterna era un indifferente..
    Mi basta sentire qualcuno parlare sinceramente di ideale, di avvenire, di filosofia, sentirlo dire «noi» con tono risoluto, invocare gli «altri» e ritenersene l’interprete – perché io lo consideri mio nemico.
    Scorgo in lui un tiranno mancato, un carnefice approssimativo, detestabile quanto i tiranni e i carnefici di gran classe.
    Il fatto è che ogni fede esercita una forma di terrore, tanto più spaventosa quando ne sono fautori i «puri». Si diffida dei furbi, delle canaglie, dei cialtroni; tuttavia non si può imputar loro nessuna delle grandi convulsioni della storia; non credendo in nulla, essi non frugano nei vostri cuori, e neanche nei vostri pensieri riposti; vi abbandonano alla vostra indifferenza, alla vostra disperazione o alla vostra inutilità; l’umanità deve loro i pochi momenti di prosperità che ha conosciuto: sono loro a salvare i popoli che i fanatici torturano e gli «idealisti» rovinano.
    Privi di dottrina, essi hanno soltanto capricci e interessi, vizi accomodanti, mille volte più sopportabili delle devastazioni provocate dal dispotismo che sbandiera principi: giacché tutti i mali della vita derivano da una «concezione della vita». Un uomo politico perfetto dovrebbe studiare a fondo i sofisti antichi e prendere lezioni di canto – e di corruzione…
    Il fanatico, invece, è incorruttibile: se per un’idea è capace di uccidere, allo stesso modo può farsi uccidere per essa; in entrambi i casi, sia egli tiranno o martire, è un mostro.
    Non esistono esseri più pericolosi di quelli che hanno sofferto per una convinzione: i grandi persecutori si reclutano tra i martiri ai quali non è stata tagliata la testa.
    Lungi dal diminuire la brama di potenza, la sofferenza la esaspera; perciò lo spirito si sente più a suo agio in compagnia di un fanfarone che in quella di un martire; e niente gli ripugna quanto lo spettacolo in cui qualcuno muoia per un’idea… disgustato dal sublime e dalla carneficina, esso sogna una noia di provincia su scala universale, una Storia il cui ristagno sia tale che il dubbio vi si profili come un evento e la speranza come una calamità…
    io lo trovo sublime
    baci , senza mada
    la funambola

  208. I veri criminali sono coloro che instaurano un’ortodossia sul piano religioso o politico, che distinguono tra il fedele e lo scismatico.
    Quando ci si rifiuta di ammettere l’intercambiabilità delle idee, scorre il sangue… Sotto le risoluzioni ferme si leva un pugnale. Gli occhi ardenti preannunciano l’assassinio.
    Lo spirito esitante, preso da amletismo, non è mai stato dannoso: il principio del male sta nella tensione della volontà, nell’inattitudine al quietismo, nella megalomania prometeica di una razza che scoppia di ideale, che esplode sotto le proprie convinzioni e che, per essersi compiaciuta di irridere il dubbio e la pigrizia – vizi più nobili di tutte le sue virtù – ha imboccato una via di perdizione: la via della storia, miscuglio indecente di banalità e di apocalisse… Le certezze vi abbondano: sopprimetele, sopprimete soprattutto le loro conseguenze, e ricostruirete il paradiso.
    Che cos’è la Caduta se non la ricerca di una verità e la sicurezza di averla trovata, se non la passione per un dogma, l’insediamento in un dogma? Da ciò deriva il fanatismo, tara capitale che dà all’uomo il gusto dell’efficacia, della profezia, del terrore – lebbra lirica con la quale egli contamina gli animi, li sottomette, li stritola o li esalta… Vi si sottraggono solo gli scettici (o i fannulloni e gli esteti), perché non propongono nulla, perché – veri benefattori dell’umanità – ne distruggono i partiti presi e ne analizzano il delirio. Io mi sento più al sicuro accanto a un Pirrone che a un san Paolo, per il motivo che una saggezza arguta è più mite di una santità scatenata.
    continua…

  209. In uno spirito ardente si ritrova mascherato il predatore… Non ci si difenderà mai abbastanza dalle grinfie di un profeta… Allontanatevi da lui se alza la voce, fosse pure in nome del cielo, della città o di altri pretesti: satiro della vostra solitudine, egli non vi perdona di vivere al di qua delle sue verità e dei suoi slanci; la sua isteria, il suo bene, vuole farveli condividere, imporveli e snaturarvi. Un essere che sia posseduto da una convinzione e non cerchi di comunicarla agli altri è un fenomeno estraneo alla terra, dove l’ossessione della salvezza rende la vita irrespirabile. Guardatevi attorno: dappertutto larve che predicano; ogni istituzione riflette una missione; i municipi hanno il loro assoluto non meno dei templi; l’amministrazione, con i suoi regolamenti – metafisica a uso delle scimmie… Tutti si sforzano di correggere la vita di tutti: vi aspirano i mendicanti, e perfino gli incurabili: i marciapiedi del mondo e gli ospedali traboccano di riformatori.
    La voglia di diventare fonte di avvenimenti agisce su ognuno come un disordine mentale o come una maledizione voluta. La società – un inferno di salvatori! Quello che vi cercava Diogene con la sua lanterna era un indifferente..
    Mi basta sentire qualcuno parlare sinceramente di ideale, di avvenire, di filosofia, sentirlo dire «noi» con tono risoluto, invocare gli «altri» e ritenersene l’interprete – perché io lo consideri mio nemico.
    Scorgo in lui un tiranno mancato, un carnefice approssimativo, detestabile quanto i tiranni e i carnefici di gran classe.
    Il fatto è che ogni fede esercita una forma di terrore, tanto più spaventosa quando ne sono fautori i «puri». Si diffida dei furbi, delle canaglie, dei cialtroni; tuttavia non si può imputar loro nessuna delle grandi convulsioni della storia; non credendo in nulla, essi non frugano nei vostri cuori, e neanche nei vostri pensieri riposti; vi abbandonano alla vostra indifferenza, alla vostra disperazione o alla vostra inutilità; l’umanità deve loro i pochi momenti di prosperità che ha conosciuto: sono loro a salvare i popoli che i fanatici torturano e gli «idealisti» rovinano.
    Privi di dottrina, essi hanno soltanto capricci e interessi, vizi accomodanti, mille volte più sopportabili delle devastazioni provocate dal dispotismo che sbandiera principi: giacché tutti i mali della vita derivano da una «concezione della vita». Un uomo politico perfetto dovrebbe studiare a fondo i sofisti antichi e prendere lezioni di canto – e di corruzione…
    Il fanatico, invece, è incorruttibile: se per un’idea è capace di uccidere, allo stesso modo può farsi uccidere per essa; in entrambi i casi, sia egli tiranno o martire, è un mostro.
    Non esistono esseri più pericolosi di quelli che hanno sofferto per una convinzione: i grandi persecutori si reclutano tra i martiri ai quali non è stata tagliata la testa.
    Lungi dal diminuire la brama di potenza, la sofferenza la esaspera; perciò lo spirito si sente più a suo agio in compagnia di un fanfarone che in quella di un martire; e niente gli ripugna quanto lo spettacolo in cui qualcuno muoia per un’idea… disgustato dal sublime e dalla carneficina, esso sogna una noia di provincia su scala universale, una Storia il cui ristagno sia tale che il dubbio vi si profili come un evento e la speranza come una calamità…
    io lo trovo sublime
    baci , senza mada
    la funambola

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Marco Rovelli nasce nel 1969 a Massa. Scrive e canta. Come scrittore, dopo il libro di poesie Corpo esposto, pubblicato nel 2004, ha pubblicato Lager italiani, un "reportage narrativo" interamente dedicato ai centri di permanenza temporanea (CPT), raccontati attraverso le storie di coloro che vi sono stati reclusi e analizzati dal punto di vista politico e filosofico. Nel 2008 ha pubblicato Lavorare uccide, un nuovo reportage narrativo dedicato ad un'analisi critica del fenomeno delle morti sul lavoro in Italia. Nel 2009 ha pubblicato Servi, il racconto di un viaggio nei luoghi e nelle storie dei clandestini al lavoro. Sempre nel 2009 ha pubblicato il secondo libro di poesie, L'inappartenenza. Suoi racconti e reportage sono apparsi su diverse riviste, tra cui Nuovi Argomenti. Collabora con il manifesto e l'Unità, sulla quale tiene una rubrica settimanale. Fa parte della redazione della rivista online Nazione Indiana. Collabora con Transeuropa Edizioni, per cui cura la collana "Margini a fuoco" insieme a Marco Revelli. Come musicista, dopo l'esperienza col gruppo degli Swan Crash, dal 2001 al 2006 fa parte (come cantante e autore di canzoni) dei Les Anarchistes, gruppo vincitore, fra le altre cose, del premio Ciampi 2002 per il miglior album d'esordio, gruppo che spesso ha rivisitato antichi canti della tradizione anarchica e popolare italiana. Nel 2007 ha lasciato il vecchio gruppo e ha iniziato un percorso come solista. Nel 2009 ha pubblicato il primo cd, libertAria, nel quale ci sono canzoni scritte insieme a Erri De Luca, Maurizio Maggiani e Wu Ming 2, e al quale hanno collaborato Yo Yo Mundi e Daniele Sepe. A Rovelli è stato assegnato il Premio Fuori dal controllo 2009 nell'ambito del Meeting Etichette Indipendenti. In campo teatrale, dal libro Servi Marco Rovelli ha tratto, nel 2009, un omonimo "racconto teatrale e musicale" che lo ha visto in scena insieme a Mohamed Ba, per la regia di Renato Sarti del Teatro della Cooperativa. Nel 2011 ha scritto un nuovo racconto teatrale e musicale, Homo Migrans, diretto ancora da Renato Sarti: in scena, insieme a Rovelli, Moni Ovadia, Mohamed Ba, il maestro di fisarmonica cromatica rom serbo Jovica Jovic e Camilla Barone.
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