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	Commenti a: Il letto di Procuste e la Cura Ludovico #2	</title>
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		Di: c(a).r(o).		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[c(a).r(o).]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 11:20:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se ho capito bene: uno manda il manoscritto all&#039;editore, nel pieno delle proprie facoltà di scelta. L&#039;editore liberamente e per giudizio oggettivo o personale decide di pubblicare o non pubblicare. Se decide di pubblicare, ha due alternative: correggere il testo, non correggere il testo, esercitando un proprio diritto siccome è lui che paga ed è lui che sceglie il prodotto. Fin qui nessuna delle parti vede limitata la propria libertà, perché nessuno è obbligato a pubblicare se non vuole. Se l&#039;editore decide di correggere il testo, e lo può chiedere perché c&#039;è libertà di farlo, l&#039;autore ha due alternative: rifiutare o accettare, in piena libertà perché nessuno lo obbliga o lo può obbligare. Allora, fermo restando che i bisogni di ciascuno sono rilevanti, nello specifico bisogno materiali, culturali, emotivi, civili, ambizioni varie, vizi, sanità e virtù, rimane  che ognuno è libero di fare quel che crede. Dunque fino a qui non c&#039;è strapotere, non c&#039;è coercizione, non c&#039;è nulla di ciò che si è andati scrivendo verso gli editor e gli editori. Se l&#039;editore chiede modifiche che rendano il testo più appetibile, più commerciale, ovvero più colto, più bello, più brutto, più... In questo caso l&#039;autore può sempre esercitare la propria libertà di scelta. Può accettare con gratitudine i consigli, sia partecipati; sia motivati dalla remunerazione che l&#039;editore giustamente ritiene di dover avere a fronte dell&#039;impegno di pubblicare, coi rischi economici e pure di immagine di un possibile affare sbagliato o troppo rischioso. A questo punto è l&#039;autore in un dilemma. Accettare con umiltà o rifiutare con umiltà? L&#039;autore è dunque chiamato in causa in questa questione, non l&#039;editor o l&#039;editore, giacché ne è della libertà, con le più sopra citate sfumature.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ho capito bene: uno manda il manoscritto all&#8217;editore, nel pieno delle proprie facoltà di scelta. L&#8217;editore liberamente e per giudizio oggettivo o personale decide di pubblicare o non pubblicare. Se decide di pubblicare, ha due alternative: correggere il testo, non correggere il testo, esercitando un proprio diritto siccome è lui che paga ed è lui che sceglie il prodotto. Fin qui nessuna delle parti vede limitata la propria libertà, perché nessuno è obbligato a pubblicare se non vuole. Se l&#8217;editore decide di correggere il testo, e lo può chiedere perché c&#8217;è libertà di farlo, l&#8217;autore ha due alternative: rifiutare o accettare, in piena libertà perché nessuno lo obbliga o lo può obbligare. Allora, fermo restando che i bisogni di ciascuno sono rilevanti, nello specifico bisogno materiali, culturali, emotivi, civili, ambizioni varie, vizi, sanità e virtù, rimane  che ognuno è libero di fare quel che crede. Dunque fino a qui non c&#8217;è strapotere, non c&#8217;è coercizione, non c&#8217;è nulla di ciò che si è andati scrivendo verso gli editor e gli editori. Se l&#8217;editore chiede modifiche che rendano il testo più appetibile, più commerciale, ovvero più colto, più bello, più brutto, più&#8230; In questo caso l&#8217;autore può sempre esercitare la propria libertà di scelta. Può accettare con gratitudine i consigli, sia partecipati; sia motivati dalla remunerazione che l&#8217;editore giustamente ritiene di dover avere a fronte dell&#8217;impegno di pubblicare, coi rischi economici e pure di immagine di un possibile affare sbagliato o troppo rischioso. A questo punto è l&#8217;autore in un dilemma. Accettare con umiltà o rifiutare con umiltà? L&#8217;autore è dunque chiamato in causa in questa questione, non l&#8217;editor o l&#8217;editore, giacché ne è della libertà, con le più sopra citate sfumature.</p>
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		<title>
		Di: superpippa		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[superpippa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 11:16:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[chiedere a luminamenti di (andare a) lavorare, è volere la fine dell&#039;universo conosciuto. lui pensa. ed è questa sua attività a imprimere il moto a pianeti e galassie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>chiedere a luminamenti di (andare a) lavorare, è volere la fine dell&#8217;universo conosciuto. lui pensa. ed è questa sua attività a imprimere il moto a pianeti e galassie.</p>
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		<title>
		Di: Renata		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/04/19/il-letto-di-procuste-e-la-cura-ludovico-2/#comment-67384</link>

		<dc:creator><![CDATA[Renata]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 10:55:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e poi,
come si fa a scrievere una cosa così:

Uno scrittore è immorale (o molto bisognoso) il giorno in cui permette che qualcuno gli modifichi gli scritti;
e chi li modifica?
Si tratta di trovare un accordo su cosa e come deve essere cambiato.
non sarà facile ma non è impossibile.

Lumina, ma lumina pero!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e poi,<br />
come si fa a scrievere una cosa così:</p>
<p>Uno scrittore è immorale (o molto bisognoso) il giorno in cui permette che qualcuno gli modifichi gli scritti;<br />
e chi li modifica?<br />
Si tratta di trovare un accordo su cosa e come deve essere cambiato.<br />
non sarà facile ma non è impossibile.</p>
<p>Lumina, ma lumina pero!!!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: cappuccetto rosso		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/04/19/il-letto-di-procuste-e-la-cura-ludovico-2/#comment-67382</link>

		<dc:creator><![CDATA[cappuccetto rosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 10:48:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lumina,
lusso che non tutti possono permettersi!
;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lumina,<br />
lusso che non tutti possono permettersi!<br />
;-)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Luminamenti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/04/19/il-letto-di-procuste-e-la-cura-ludovico-2/#comment-67370</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 09:58:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scrivere ed essere letti insieme è un lusso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere ed essere letti insieme è un lusso</p>
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		<item>
		<title>
		Di: L'Innnnnominabbbile		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[L'Innnnnominabbbile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 08:57:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e già, lumina/zolla: la letteratura è cosa per chi ha una rendita e può permettersi di passare la giornata a scrivere, che può lavorare per l&#039;immortalità e non per pagar l&#039;affitto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e già, lumina/zolla: la letteratura è cosa per chi ha una rendita e può permettersi di passare la giornata a scrivere, che può lavorare per l&#8217;immortalità e non per pagar l&#8217;affitto&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Luminamenti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/04/19/il-letto-di-procuste-e-la-cura-ludovico-2/#comment-67339</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 22:24:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno scrittore è immorale (o molto bisognoso) il giorno in cui permette che qualcuno gli modifichi gli scritti; finché vende scritti che non sono destinati per necessità intrinseca alla vendita, dimostrerà non già la sua contraddittorietà, ma soltanto la sua mancanza di rendite (Elémire Zolla).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno scrittore è immorale (o molto bisognoso) il giorno in cui permette che qualcuno gli modifichi gli scritti; finché vende scritti che non sono destinati per necessità intrinseca alla vendita, dimostrerà non già la sua contraddittorietà, ma soltanto la sua mancanza di rendite (Elémire Zolla).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: merisi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/04/19/il-letto-di-procuste-e-la-cura-ludovico-2/#comment-67322</link>

		<dc:creator><![CDATA[merisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 20:57:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bella parabola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bella parabola.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: beccalossi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/04/19/il-letto-di-procuste-e-la-cura-ludovico-2/#comment-67316</link>

		<dc:creator><![CDATA[beccalossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 20:37:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ipotizziamo che una società, la Pirelli, decida di emettere un&#039;obbligazione. Cosa fa di solito? Contatta un tizio o un gruppo di tizi che si fanno chiamare ADVISOR, i quali danno pareri finanziari alla società che li ha contattati, elaborano degli studi per capire (spesso non ci riescono)  se il mercato sarà disposto a comprarsi il bond, e a che prezzo, definiscono i termini dell&#039;operazione, togliendo tutto ciò che è superfluo, e alla fine si impegnano a distribuire questi strumenti finanziari, contattando le banche, e costruendo, in un certo senso, una rete di distribuzione fino al grado zero del risparmiatore, la massaia di Stradella. 

Questi advisor si chiamano ad esempio Lehman Brothers, Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley, e sono spesso famose e rinomate banche di investimento diffuse su tutto il globo terracqueo. Danno consigli nel caso si debbano piazzare le obbligazioni, ma anche quando si tratta di vendere azioni (negli aumenti di capitale), o per altre operazioni societarie (fusioni, scissioni, aste, quotazioni in borsa). 

Nel più dei casi (direi sempre) la Pirelli di turno si affida ciecamente a quello che gli dicono gli advisor; i quali, a loro volta, molto mal volentieri rinunciano a compiere l&#039;operazione per conto del cliente; nel nostro caso, a distribuire il bond. 

E comunque la Pirelli, che ha un disperato bisogno di emettere quell&#039;obbligazione, se trovasse un advisor non disposto a collaborare, farebbe il giro di tutte le banche di investimento fino a scovare qualcuno che dice: certo, emettere questa obbligazione è una gran bella idea, è un&#039;idea geniale, dammi 10 milioni di euro, amigo, che io te la vendo a due milioni di italiani. 

Perchè tanto l&#039;advisor sa che, in qualche modo, quell&#039;obbligazione riuscirà ad essere piazzata; e riuscirà a finire anche nel potrafoglio della massaia di Stradella. Infatti l&#039;advisor si sarà impegnato a fare una bella pubblicità, oppure a nascondere qualche conticino dei libri contabili del cliente oppure pagando un paio di giornalisti affinchè ne scrivano bene sulle colonne di finanza de &quot;La Gazzetta dell&#039;Oltrepo Pavese&quot;.  

Probabilmente, senza quell&#039;advisor, Pirelli non avrebbe mai emesso l&#039;obbligazione, tale è la fiducia nei confronti del consulente. E la massaia di Stradella avrebbe ancora mille euro sotto il letto. E ora, anzichè fissare lo schermo del Mibtel sul televideo starebbe ancora guardando &quot;Il Pranzo è Servito&quot; su Padania TV. 

Negli ultimi cinque anni (e questi sono conti veri) gli advisor di Pirelli hanno intascato, per consulenze a emissioni di bond, azioni, e pareri per operazioni societarie, circa 2 miliardi di euro. E intanto Pirelli si è riempita di debiti; e il suo amministratore delegato è stato costretto a un mesto ritiro dalla scena della finanza italiana.  

Per ogni imprenditore che è finito presto sul viale del tramonto, c&#039;è un advisor che sta contando i soldi che ha incassato, mentre aspetta la telefonata del suo prossimo cliente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ipotizziamo che una società, la Pirelli, decida di emettere un&#8217;obbligazione. Cosa fa di solito? Contatta un tizio o un gruppo di tizi che si fanno chiamare ADVISOR, i quali danno pareri finanziari alla società che li ha contattati, elaborano degli studi per capire (spesso non ci riescono)  se il mercato sarà disposto a comprarsi il bond, e a che prezzo, definiscono i termini dell&#8217;operazione, togliendo tutto ciò che è superfluo, e alla fine si impegnano a distribuire questi strumenti finanziari, contattando le banche, e costruendo, in un certo senso, una rete di distribuzione fino al grado zero del risparmiatore, la massaia di Stradella. </p>
<p>Questi advisor si chiamano ad esempio Lehman Brothers, Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley, e sono spesso famose e rinomate banche di investimento diffuse su tutto il globo terracqueo. Danno consigli nel caso si debbano piazzare le obbligazioni, ma anche quando si tratta di vendere azioni (negli aumenti di capitale), o per altre operazioni societarie (fusioni, scissioni, aste, quotazioni in borsa). </p>
<p>Nel più dei casi (direi sempre) la Pirelli di turno si affida ciecamente a quello che gli dicono gli advisor; i quali, a loro volta, molto mal volentieri rinunciano a compiere l&#8217;operazione per conto del cliente; nel nostro caso, a distribuire il bond. </p>
<p>E comunque la Pirelli, che ha un disperato bisogno di emettere quell&#8217;obbligazione, se trovasse un advisor non disposto a collaborare, farebbe il giro di tutte le banche di investimento fino a scovare qualcuno che dice: certo, emettere questa obbligazione è una gran bella idea, è un&#8217;idea geniale, dammi 10 milioni di euro, amigo, che io te la vendo a due milioni di italiani. </p>
<p>Perchè tanto l&#8217;advisor sa che, in qualche modo, quell&#8217;obbligazione riuscirà ad essere piazzata; e riuscirà a finire anche nel potrafoglio della massaia di Stradella. Infatti l&#8217;advisor si sarà impegnato a fare una bella pubblicità, oppure a nascondere qualche conticino dei libri contabili del cliente oppure pagando un paio di giornalisti affinchè ne scrivano bene sulle colonne di finanza de &#8220;La Gazzetta dell&#8217;Oltrepo Pavese&#8221;.  </p>
<p>Probabilmente, senza quell&#8217;advisor, Pirelli non avrebbe mai emesso l&#8217;obbligazione, tale è la fiducia nei confronti del consulente. E la massaia di Stradella avrebbe ancora mille euro sotto il letto. E ora, anzichè fissare lo schermo del Mibtel sul televideo starebbe ancora guardando &#8220;Il Pranzo è Servito&#8221; su Padania TV. </p>
<p>Negli ultimi cinque anni (e questi sono conti veri) gli advisor di Pirelli hanno intascato, per consulenze a emissioni di bond, azioni, e pareri per operazioni societarie, circa 2 miliardi di euro. E intanto Pirelli si è riempita di debiti; e il suo amministratore delegato è stato costretto a un mesto ritiro dalla scena della finanza italiana.  </p>
<p>Per ogni imprenditore che è finito presto sul viale del tramonto, c&#8217;è un advisor che sta contando i soldi che ha incassato, mentre aspetta la telefonata del suo prossimo cliente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sitting targets		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/04/19/il-letto-di-procuste-e-la-cura-ludovico-2/#comment-67310</link>

		<dc:creator><![CDATA[sitting targets]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 20:00:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ehm...
(minuto di pudore).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ehm&#8230;<br />
(minuto di pudore).</p>
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