Bacheca di maggio 2007

1 maggio 2007
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86 Responses to Bacheca di maggio 2007

  1. Tino S. Fila il 3 maggio 2007 alle 21:56

    Scusate, qualcuno ha notizie di Amalia? E’ scappata qualche giorno fa, in un momento di confusione in negozio, con un consistente carico di baghette. Aiutatemi a trovarla, non vorrei facesse delle sciocchezze.

  2. mario il 3 maggio 2007 alle 23:58

    ok, presto fatto:
    vi lascio Ghawar, così per cambiare e non sporcare altrove

    andassero queste onde sciolte
    dall’affanno, al suon di tonfi
    a bussare all’anta chiusa
    scranni di mare aperto.
    Ma si confonde il filo
    teso, percuoto di febbre
    l’ala che si stese sugli
    scale di scaracchi sordi
    sulla porta attese
    stoppie da ardere.

    dopo il mirto non mi controllo
    a presto.

  3. Letrefrecce il 4 maggio 2007 alle 11:09

    Inno al fiume Sand Creek

    Quando il sole alzò la testa sulle spalle della notte
    c’erano solo cani e fumo e tende capovolte
    tirai una freccia al cielo per farlo respirare
    tirai una freccia al vento per farlo sanguinare
    la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek”

  4. Shinichi Kudo il 4 maggio 2007 alle 15:24

    Detective Conan
    Wooooo Wooooo Wooooo
    Detective Conan

    Ogni mistero per Conan non è più mistero
    Distingue il falso dal vero con abilità
    Wooo Wooo

    Caso per caso risolve seguendo l’istinto
    (seguendo l’istinto)
    E non si da mai per vinto
    così ce la fa! Conan!

    Solo lui sa cosa fare
    Solo lui sa dove andare
    Solo lui sa chi cercare
    Per scoprire poi la verità

    Conan Super Detective
    con gli occhiali
    Che da la caccia ai criminali
    Ogni segreto svelerà
    Indagando ancora

    Conan che non commette mai uno sbaglio
    che centra sempre il suo bersaglio
    ma la sua vera identità
    non si sa tutt’ora

    Woooo Woooo Woooo
    Detective Conan (Conan)

    Woooo Wooo Wooo
    Detective Conan

    È innamorato però lui dichiararsi non può
    Perché è tornato bambino ormai da un bel po’
    Solo indagando lui sa
    Che forse ritroverà
    Chi adulto lo riporterà
    Perciò non si da mai per vinto

    Conan Super Detective
    con gli occhiali
    Che da la caccia ai criminali
    Ogni segreto svelerà
    Indagando ancora

    Conan che non commette mai uno sbaglio
    che centra sempre il suo bersaglio
    ma la sua vera identità
    non si sa tutt’ora

    Indagando Ancora

    Conan che non commette mai uno sbaglio
    che centra sempre il suo bersaglio
    ma la sua vera identità
    non si sa tutt’ora

    Woooo Woooo Woooo
    Detective Conan (Conan)

    Woooo Woooo Woooo
    Detective Conan

  5. magda il 4 maggio 2007 alle 17:40

    Ho visto un servizio al tg3 su Officina Italia: cosa ne pensate?

  6. Nico Mecca il 4 maggio 2007 alle 18:25

    perché, ci sono ancora le officine in Italia?

  7. nando vitali il 4 maggio 2007 alle 19:30

    SIAMO LIETI DI INVITARVI ALLA
    Giornata di studi su Luigi Compagnone
    in occasione dell’uscita del volume Quasi un Dizionario
    (testi inediti di Luigi Compagnone)
    edito dalla
    Compagnia dei Trovatori
    Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
    Martedì 8 maggio 2007¬ – ore 17
    Interverranno
    Giovanni Amedeo, Francesco Durante,
    Pietro Gargano, Silvio Perrella, Nando Vitali
    Cristina Donadio leggerà alcune poesie di Luigi Compagnone
    Blandizzi interpreterà Vierno, vattenne!, l’unica canzone scritta da
    Luigi Compagnone e musicata da Roberto Murolo
    Quasi un Dizionario, edito dalla Compagnia dei Trovatori, è una raccolta di articoli, in
    forma di piccoli saggi, apparsi su giornali e riviste a partire dagli anni
    ’40, fino a poco prima della scomparsa dell’autore.

  8. GEMMA il 4 maggio 2007 alle 21:40

    io penso solo ad arminio. non conosco scrittori più grandi

  9. Vista il 5 maggio 2007 alle 09:37

    POETI CONTRO LA TURBOGAS

    Domenica 13 maggio 2007, ad Aprilia (LT), in località Campo di Carne, presso il presidio permanente allestito dalla “Rete dei cittadini contro la Turbogas” (http://www.noturbogasaprilia.it/), che protesta contro la costruzione di una pericolosa centrale termoelettrica a gas, nove poeti, a partire dalle 18.30, leggeranno le loro poesie dopo averle messe in bocca, insieme a dei liquidi, e vomitate, nel vero senso della parola.

    Un atto di malessere, ma anche un atto simbolicamente aggressivo, concepito per esprimere la ferma disapprovazione nei confronti di una politica energetica altamente nociva per la salute, che non riguarda soltanto la città di Aprilia, ma l’intero Paese.
    Tumori, leucemie, malattie polmonari: sono questi gli effetti provocati da una centrale di questo tipo, che emette ossidi di azoto, monossido di carbonio, polveri sottili e anidride solforosa, per un raggio di circa 30 chilometri.

    La centrale dovrebbe sorgere a meno di 500 metri da una scuola elementare di 40 bambini, in un quartiere di circa 12.000 persone, e all’interno di un territorio che comprende, oltre ad Aprilia, una città di 60.000 abitanti, anche altri grossi centri come Latina, Anzio, Nettuno, Pomezia, Velletri e Ardea, con pesanti ripercussioni negative nei settori del turismo e dell’agricoltura.

    La performance di poesia vomitata, ideata dal poeta Ugo Magnanti, vedrà la partecipazione di altri otto autori, che la interpreteranno in chiave personale: poeti in senso lato, come Antonio Rezza, famoso per il suo straordinario teatro; e poeti in senso stretto, come Bianca Madeccia, sospesa tra poesia e arte materica, Angelo Zabaglio, ‘slammer’ irriverente, Alessandro D’Agostini, fondatore del movimento “Giovani Poeti d’Azione”, la ‘cinica’ e ‘crudele’ Francesca Spessot, di Trieste; e poeti di confine, come Vitaldo Conte, importante teorico d’arte, e come i due giovani ‘poeti totali’ del collettivo Sparajurij di Torino.

    http://ilconvivio.interfree.it/doc_rtf/poeti_vomitano.doc

    Nel punto del sito in cui si svolgerà la performance, verrà predisposta una istallazione di Valerio Cicco che rappresenta un grande ‘vomitatoio’, e che sarà utilizzata dai poeti durante l’azione.
    Con le “Poesie vomitate contro la Turbogas”, la poesia tenta di uscire ancora una volta dalle cornici estetizzanti e suggestive, per rappresentarsi come un atto di moderno civismo, al di là dei suoi contenuti specifici.

    L’evento è stato patrocinato, ad Anzio, dalla Libreria Italiana, dal Caffé Grand’Italia, e dall’Agenzia di viaggi “Tuttotondo”, e a Nettuno dalla Libreria Fahrenheit 451, esercizi sempre sensibili a manifestazioni che coinvolgano la salvaguardia della salute, dell’ambiente e della cultura, e che in questo caso hanno reso possibile la venuta nell’Agro dei performer di Torino e di Trieste.

    Settore: cultura e ambiente
    Poesia: Vitaldo Conte, Alessandro D’Agostini, Bianca Madeccia, Ugo Magnanti, Antonio Rezza, Sparajurij, Francesca Spessot, Angelo Zabaglio.
    Tipo di evento: lettura-azione di poeti: “Poesie vomitate contro la Turbogas”.
    Data: 13/05/2007, ore 18.30.
    Presso: via Nettunense Km 24.200, 04011 Aprilia (LT).
    Info: tel. 3471808068, mailto: biancamadeccia@tiscali.it (ufficio stampa) e ugomagnanti@libero.it

    Note biografiche dei poeti ‘vomitanti’

    VITALDO CONTE docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Catania, risiede a Roma. Critico d’arte con all’attivo svariate pubblicazioni: Nuovi segnali – Ant. sulle poetiche verbo-visuali italiane negli anni ‘70-’80 con l’annessa cassetta Ultimi suoni di poesia italiana (Maggioli Ed., Rimini 1984); Dispersione, (Ed. Pendragon, Bologna 2000); ecc.
    Esperienze (mostre, eventi, pubblicazioni) nel campo delle arti visive e della poesia (lineare, visuale, performatica). Ha partecipato a centinaia di conferenze e iniziative in Italia e all’estero.
    Ha ideato e curato tra le varie esposizioni: sulla Scritturadesiderio dispersione (Roma, Campi Salentina, Foggia – 1999/2000); commissario ad Anteprima della XIV Quadriennale (Palazzo Reale, Napoli – 2003/04); sul bianco e la rosa rossa (Catania – 2005/06); Julius Evola (Castello Aragonese, Reggio Calabria – 2005/06); Mistiche bianche (Castello Aragonese, Reggio Calabria – 2006); sulla DonnaArte (Catania – 2005; Salento – 2006/07); ecc.

    ALESSANDRO D’AGOSTINI poeta, polemista e performer, si è sempre impegnato per la difesa della libertà di espressione negata, e ha fondato nel 1994 il Movimento artistico d’Avanguardia “Giovani Poeti d’Azione. Ha pubblicato, fra l’altro, il libro di poesie “Rivelazione”. Conduttore televisivo e radiofonico, ha organizzato molte manifestazioni ed eventi culturali. Fra le azioni di cui si è reso protagonista insieme ai Poeti d’Azione, la “Consegna contestataria di una bara agli esponenti del Centro Internazionale di poesia ‘Eugenio Montale'” e l’irruzione di protesta, megafono in pugno, al “Rave di Poesia” di Roma.

    BIANCA MADECCIA, poetessa e artista materica, ha pubblicato la silloge poetica “L´acqua e la pietra”, Lietocollelibri. Ha tradotto il “Diario da Cuba”, di Ernesto Che Guevara, Libri dell’Altritalia, ed è autrice di un “Dizionario sessuato della lingua italiana”. Sue poesie e racconti sono presenti in svariate antologie. Un suo poema visuale (“Travel notes”) è stato presentato alla Biennale di Londra 2006. Ha partecipato a reading e performance di poesia, tra cui, nel 2006, la lettura itinerante “Otto poeti nell’immondizia”.

    UGO MAGNANTI ha pubblicato la raccolta di poesie “Rapido blé” e la plaquette “20 risacche”. Il suo poemetto visivo “Alfabeti” è stato acquisito dalla Biblioteca Casanatense di Roma, e la sua ‘Autopoesia con frecce’ esposta alla Biennale di Londra 2006, progetto “Arrows”. Ha partecipato con la poesia-oggetto “Raskòlnikov” alla “7a Rassegna Internazionale del Libro d’Artista” e ha rappresentato a La Maddalena le “Tre poesie-azione del poeta egoista”, nell’ambito di “Artincorpo”, festival di performance d’arte. Ha ideato, e partecipato alla lettura itinerante fra le discariche abusive “Otto poeti nell’immondizia”.

    ANTONIO REZZA ha pubblicato per Bompiani “Non cogito ergo digito” (1998), “Ti squamo” (1999) e il romanzo in versi “Son?n?o” (2005). Insieme a Flavia Mastrella ha realizzato otto opere teatrali, infiniti e più volte premiati cortometraggi, due lungometraggi, “Escoriandoli” (Festival del cinema di Venezia 1996) e “Delitto sul Po” (2001), la trasmissione televisiva “Troppolitani”, Rai 3 (2000) e l’allestimento jazz “Fusion” con The Fringe, nel 2004.

    SPARAJURIJ nome collettivo col quale operano in Italia e in Europa dei giovani ‘poeti totali’ di Torino. L’attività di Sparajurij ha trovato spazio nei luoghi più sacri, quali la “Fiera del Libro” di Torino, il “Salon du Livre” di Parigi, le edizioni 2002 di “BIG Torino” e di “Ricercare” a Reggio Emilia, le rassegne “Romapoesia”, “Parole Migranti” di Bolzano e “Settimana Letteraria” di Torino; ma ha trovato spazio anche nei circuiti underground. Vincitore del primo “Festival italiano di videoclip di poesia”, il lavoro di Sparajurij è stato premiato in molti Poetry Slam, come in quello di Parma, in quello Internazionale di Bolzano, e in quello a squadre di Roma.

    FRANCESCA SPESSOT, triestina, ha pubblicato poesie dalla raccolta “Le porte” su Gli Ammutinati – l’antologia poetica, Edizioni Italo Svevo, (2000). I suoi testi mimetizzano le situazioni di cui si nutre l’emarginazione, attraversando personaggi di una realtà spietata, o la canzone di un’umanità periferica, abbandonata a sé stessa e senza scampo. La sua ultima produzione poetica è molto cruda e nettamente influenzata dalle esperienze di vita di strada. Su “Poiein” ha pubblicato, in video, “Bistecche”, performance realizzata al Festival delle Arti di Morbegno (Sondrio).

    ANGELO ZABAGLIO poeta, scrittore e musicista, collabora con il collettivo di Latina “Anonima Scrittori”. Ha vinto il festival della Poesia 1998 indetto dalla F.I.D.A.P.A. ed è stato finalista di molti premi letterari, tra cui: “Premio Campiello giovani 2000”, “Licenza poetica 2000”, “Les lyriques”, “Un messaggio in bottiglia 2000”. Ha vinto nel 2004 il Poetry Slam Interrete di Milano e lo Slam Poetry al Salone del libro di Torino. Nell’agosto 2006 ha partecipato alla lettura itinerante fra le discariche abusive “Otto poeti nell’immondizia”.

  10. The O.C. il 5 maggio 2007 alle 09:37

    L’incontro tra il segretario di stato americano Rice e il ministro degli esteri iraniano Mottaki al vertice sull’Iraq che si è tenuto a Sharm El Sheik è saltato a causa di una violinista troppo scollata secondo i canoni islamici.

  11. Eva Risto il 5 maggio 2007 alle 14:35

    ‘nome collettivo col quale operano in Italia e in Europa dei giovani ‘poeti totali’ di Torino’

    c’è qualcuno che abbia tempo e voglia di spiegarmi cos’è un ‘poeta totale’?
    è una categoria antropologica?
    generazionale?
    geografica?
    la solita troiata all’italiana per dire, semplicemente, ‘ci siamo anche noi, e anche se non ci caga nessuno, siamo veramente fighi’?

  12. merisi il 5 maggio 2007 alle 15:38

    forse era giovani poeti DOTATI di torino.

  13. Baronerampante il 5 maggio 2007 alle 16:17

    DOTATI…
    parola rara oggigiorno!
    ;-))))

  14. ziggy il 5 maggio 2007 alle 16:27

    quelli dotati poi, di solito, vogliono fare gli attori porno!

  15. Lucio Angelini il 5 maggio 2007 alle 21:49

    Il 17 maggio chiude Vibrissebollettino.net.
    In compenso, in questi giorni: un crescendo di scoppi premonitori della vera e propria esplosione che a giorni vi attende in http://www.vibrisselibri.net

  16. Eva Risto il 6 maggio 2007 alle 01:41

    ‘Il 17 maggio chiude Vibrissebollettino.net.’

    e chi se ne frega… cazzi suoi… avrà i suoi buoni motivi… ce ne faremo prima o poi una ragione…

  17. cappuccetto rojo il 6 maggio 2007 alle 13:42

    Vi consiglio vivamente di andare al cinema a vedere Mr. Bean holiday…..
    una sferzata di sano umorismo pervaderà le vostre ossa, e i muscoli facciali si rilasseranno nella risata più salutare del mondo!
    bacibaci
    :-)

  18. Giannina il 6 maggio 2007 alle 17:38

    – L’essenziale è invisibile agli occhi –

  19. Giannina il 6 maggio 2007 alle 17:45

    tratto da: il piccolo principe.
    se ne consiglia la lettura.

  20. Nicolò La Rocca il 6 maggio 2007 alle 18:23

    FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO

    Ore 10:30, Venerdì 11

    Incontro con gli autori dell’agenzia letteraria Nabu

    Nabu International Literary Agency

    Sala Avorio. Intervengono: Intervengono: Ivan Baio, Ivano Bariani, Nicolò La Rocca, Mauro Marcialis, Gianluca Morozzi, Livio Romano, Antonella Sbuelz. Coordina: Silvia Brunelli

  21. magda il 6 maggio 2007 alle 19:04

    Ho avuto occasione di sentire Renato Curcio. premetto che sono andata alla conferenza con il giubbetto antiproiettile, dopo due ore di relazione e confronto con il pubblico, ho avuto oltre la possbilità di entire argomentazioni puntuali su temi importanti come la globalizzazione economica etcetc, la piacevolissima sensazione, anzi di più, la conferma di come un percorso umano di ricerca sia di una ricchezza illimitata e di come dentro questo eterno imprevisto che è l’esprienza esistenziale, ci condensi l’autenticità di un uomo che ha partecipato e partecipa, ha vissuto e vive, si racconta e racconta attraverso la sua testimonianza diretta della plasticià e capacità di superamento.

  22. luca intona il 7 maggio 2007 alle 12:19

    Ciao a tutti.

    Vi segnalo un nuovo progetto della Malastrada (http://www.malastradafilm.com) sul Burkina Faso.

    Il Burkina Faso è uno dei paesi più poveri del mondo. La malastrada, piccola casa di produzione e distribuzione, in collaborazione con il Centro Ghélawé (http://www.centroghelawe.org) ha avviato una nuova produzione dal basso (http://www.produzionidalbasso.com) dopo l’ottima esperienza fatta l’anno scorso, il docu-film (http://www.malastradafilm.com/variazioni) sulle trivellazioni nel Val di Noto, territorio già patrimonio dell’umanità.

    Per i dettagli e le informazioni vi rimando ai link segnalati.

    Vi ringrazio sin da ora per il sostegno che vorrete dare a questa iniziativa.

    Luca Intona
    mail lucaintona@gmail.com

  23. The O.C. il 7 maggio 2007 alle 15:01

    Vi segnalo che da ieri la Francia ha un nuovo presidente: “Voglio riabilitare il lavoro, l’autorità, la morale, il rispetto, il merito. Voglio restituire l’onore alla nazione e all’identità nazionale. Voglio finirla con il pentimento, che è una forma di odio di sé, e con il conflitto delle memorie che nutre l’odio degli altri. Il popolo francese ha scelto il cambiamento…”.

  24. véronique V il 7 maggio 2007 alle 15:19

    @ The O.C

    Sono ammalata, ho la nausea.
    La Francia imita l’Italia con un treno di ritardo. Non ha funzionato con Berlusconi, La Francia crede che Sarkosy farà miracoli.
    Puzza le pétainisme, il popolo francese ha scelto la regressione, l’austerità.
    Un segno che non sbaglia,sono le complimenti di Bush: certo, un futuro bello.
    Come avete fatto per sopportare Berlusconi?
    Come fare per sopportare Sarkozy?

  25. sitting targets il 7 maggio 2007 alle 18:48

    per sopportare berlusconi abbiamo pensato intensamente alla classe di giscard d’estaing. per sopportare sarkozy, veronique, voi francesi dovreste emigrare tutti in italia. saremo in 100 milioni di francoitaliani. ci stringiamo un po’, eh?:-)

  26. cappuccetto rosso il 7 maggio 2007 alle 21:09

    @Veronique, gioia, curati!
    non pensare troppo ai francesi, ora fai parte di noi!
    ciao stella.

  27. Alfredo il 8 maggio 2007 alle 10:06

    Buongiorno a tutti.

    Brevi articoli, succinti racconti e concise composizioni sul blog che ho appena aperto:
    http://jugularwriting.wordpress.com

    Sarei interessato a uno scambio di opinioni con altri Indiani.

  28. Effe il 8 maggio 2007 alle 15:05

    segnalo – si perdonerà l’aroganza – l’uscita del secondo numero di Buràn, rivista che traduce scritture invisibili dalla rete mondiale per la rete italiana.
    http://www.buran.it/
    In questo numero, 28 contributi da 26 diferenti Paesi
    Il viaggio non ha fine, perché non sappiamo mai dove termina la parola scritta: per questo è temibile

  29. cappuccetto rosso il 8 maggio 2007 alle 15:20

    PS, effeffe:
    non si riesce ad aprire!

  30. The O.C. il 8 maggio 2007 alle 19:21

    Cosa non si farebbe per una PS:
    http://ansa.libero.it/primapagina/ne.php?id=8805976

  31. véronique V il 9 maggio 2007 alle 08:05

    @Cappuccetto rosso,

    Ti do un bacio. Il tuo messaggio mi riscalda il cuore.
    Adesso spero che la terza manche si giocherà meglio: legislative.
    Mi curo con cioccolato e libri, come sempre quando ho il magone.
    Il magone è una parola imperata da Cosi&come.

    Amicizia a una stella luccicante, rossegiante.

    @Tash,
    Vorrei emigrare in Italia. E’ un sogno bello.

  32. cappuccetto rosso il 9 maggio 2007 alle 10:56

    @andrea inglese:
    ieri sera siete stati Meravigliosi!
    :-)

  33. cappuccetto rosso il 9 maggio 2007 alle 11:00

    @Veronique,
    gracias & besos
    aurevoir

  34. The O.C. from Paris Match il 9 maggio 2007 alle 16:36

    Sarko e Ségo. ‘Le fou’ e ‘la fausse’. Il blazer nero senza cravatta o i braccialetti etnici di Benetton.

    Parigi, primi anni settanta. Lui riccioluto ventenne con giacca di fustagno e sciarpetta nera bell’algerina, a braccetto con i militanti gollisti durante una manifestazione sul ponte Alexander III. Lei con i compagni socialisti alle municipali di Trouville: una ventinovenne smunta e carina, un po’ damina di porcellana, appena sbarcata dall’Ena con la solita perliera.

    Qualche giorno fa. Sarko nel backstage della convention a Bercy. Si asciuga il sudore dalla fronte come farebbe una rockstar appena scesa dal palco, tingendo di cerone un morbido asciugamano bianco. Ambiente minimal, arredamento metroalgido che fa tanto sala d’aspetto d’aeroporto. Ségo al ristorante del teatro Edouard VII, tavolata d’intellos e mammut che bevono minerale lounge; una scena informale quanto familiare, da vecchia casa di compagna barocca.

    Infine i supporter. Per lui tifano anziani poliziotti in (ri)tiro, pensionati sotto ferro da stiro, insegnanti a corto d’autorité, studentesse di Legge nerovestite che soffrono di vallettite, ma anche liceali con l’ombelico e tante, proprio tante famigliole con la bandiera tricolore. In giro neppure l’ombra di un immigrato.

    Per lei, giovinetti con i pinocchietti e qualche pidocchietto sotto il cappellozzo rasta, studentelli multietnici, vecchiarelli che sembrano usciti da un dagherrotipo del dopoguerra. Ma ci sono anche le donne iraniane per Ségo. Neppire l’ombra di una banlieu. Tutto molto aristofree.

    Lei è risultata la più simpatica, la più preoccupata per i problemi della ‘ggente, la più onesta. Lui il più sincero e il più rassicurante.

    Una fine galante per elezioni così eleganti.

  35. Véronique V il 10 maggio 2007 alle 08:19

    @ The O.C

    Hola! Che penna Tagliente!
    Sarko rappresenta tutto cio che odio: il potere maschile, il complesso del pene grande, l’ingiustizia sociale, una scarsa cultura e un amore smisurato per la grana.

  36. cappuccetto rosso il 10 maggio 2007 alle 12:46

    ho una richiesta importante da fare:

    chi mi traduce “Cheek to Cheek” di Fred Astaire in italiano?

    grazie mille già da ora!

  37. magda il 10 maggio 2007 alle 16:40

    certo che bobbymcferrin è più divertente di renatocurcio…..

  38. Colonnello B. il 10 maggio 2007 alle 18:07

    HEY:
    Nessun annuncio sulla fiera di torino?

  39. Dekaro il 11 maggio 2007 alle 03:18

    Ciao a tutti! Vi segnalo il mio sito:

    http://www.dekaro.it

    E’ bello. Almeno spero. ;-)

    Bacioni.

  40. Brigitte il 11 maggio 2007 alle 20:50

    cerco il libro “lezioni di tenebra” di Helena Janeczek perché vorrei probabilmente includerlo nella mia tesi di dottorato sulle scrittrici della seconda generazione. Purtroppo non riesco a trovarlo e nemmeno a trovare un indirizzo mail per contattare l’autrice. Mi permetto di scrivere in questa rubrica con la speranza, che qualcuno possa aiutarmi a contattarla. Grazie

  41. carmelo pirrera il 12 maggio 2007 alle 03:59

    Insonnia
    di Carmelo Pirrera

    La goccia d’acqua riempie del suo suono tutta la casa. Bisognerà fare
    cambiare la guarnizione. Sarà bene farlo domani. Ma domani dovrò andare dalla
    signorina delle poste (Come ha detto che sì chiama?) Domani… dovrò prendere l’autobus ché in via Roma è impossibile posteggiare. La volta scorsa il ragazzo si è presentato col tagliando: duemila lire.
    Siamo pazzi? Rimandiamo tutto a domani e poi a domani ancora sino a quando
    questa scorta di futuro si sarà esaurita e qualcosa sarà rimasta ancora da fare.
    Nessuno ce l’ha mai fatta a concludere tutte le cose iniziate, intraprese o progettate:
    per fare tutte le cose bisognerebbe vivere per tutta la vita. Intanto, clack!, la goccia
    cade e non si dorme.
    Potrebbe essere il caffè che ho preso ieri sera da mia madre, ormai è diventato un
    rito: io arrivo, saluti, baci e “ti faccio il caffè?” Potrei dire dì no ma non lo faccio.
    Ci rimarrebbe male, e poi il caffè mi piace. Ho cominciato a prenderne da ragazzo
    con il signor Luigi che era una brava persona e mi voleva bene. In ufficio era sempre
    dalla mia parte anche se sapeva che non mi piacevano i fascisti. Raccontava sempre
    storie esagerate sulla guerra di Spagna e su tutte le guerre che s’era fatte, perché
    prima dì essere un contabile, il signor Luigi era stato un maresciallo, cioè un guerriero.
    Esagerava per abitudine, senza cattiveria. Quando presentò, sperando in un risarcimento, l’elenco dei danni di guerra subiti, elencò più di venti paia di guanti e un mare
    di calzini: sarebbe bastato aggiungere un cappotto o un vestito per giungere allo stesso
    importo, invece no: guanti di pelle scamosciata, guanti neri di lana, guanti grigi di
    lana con bordo in pelle, guanti di camoscio…
    Ma da dove mi torna questo benedetto signor Luigi? Ah, dal caffè, dalla goccia che
    continua regolarmente a cadere ed è un vero tormento, una tortura cinese.
    Chissà se davvero i cinesi torturavano in questo modo, con una goccia d’acqua? I russi
    non saranno stati così raffinati. Come torturava Stalin i suoi nemici, prima di fucilarli? Lo faceva di certo e poi la notte dormiva tranquillo, non c’era goccia a tenerlo
    sveglio. O no? Forse anche Stalin aveva una goccia fastidiosa a tenerlo sveglio nella
    sua dacia, dove lo colse l’ictus cerebrale. L’ictus viene sempre di notte?
    Ora è notte, saranno le tre, poco più poco meno. Potrei guardare l’orologio, ma a che
    scopo? Sul viale transita, vuoto, il primo autobus. Alle fermate, nessuno.
    Nessuno che scenda, nessuno che salga. Se ne riparte vuoto sbatacchiando le porte.
    Vuoto. Era vuota la casa dove Stalin si sentì morire.
    Viveva solo, la sera metteva tutti i catenacci e si metteva a letto Anche quella sera,
    perché l’ictus viene e non lo dice. Forse qualcuno venne a bussare alla porta:- Come ti
    senti, compagno maresciallo?
    E lui a rispondere male parole a quei figliastri:- Andate via, cornuti (come si dice
    “cornuti” in russo?), andate via iene affamate, lo so che vi affretterete a destalinizzare il destalinizzabile, troverete che ho sbagliato tutto e direte che le case costruite per il popolo sono brutte, non offrono alla vista sontuosità barocche, o civetterie liberty. Ma cosa volete? Non ho mai detto di essere Le Corbusiere, sono un modesto padre della patria, un batiuska, con un cappello in testa e una testa che gli fa male.
    La vera destalinizzazione comincia adesso, da questa testa, da questo grumo di sangue nel segreto della testa, il resto è scontata retorica ed è mio tutto il torto dei morti. Andate via servi iniqui, ruffiani, ladri!
    – Hai bisogno di qualcosa, compagno maresciallo?
    Lui lo sapeva che i morti non hanno compagni, restano soli a sentire una goccia che – clack! – cade dentro la testa e riempie il silenzio che altrimenti è un pozzo senza fondo nel quale si precipita senza possibilità di fermarsi, senza pace, coi soli rimorsi e persino con nostalgie di cose che si credeva di avere scordato.
    Domani ci torno dalla signorina delle poste. Dovrò pigliare l’autobus. Pazienza. Ma
    forse è meglio fare riparare prima il rubinetto, alle poste ci vado un altro giorno: non
    voglio che torni Stalin o il signor Luigi con tutti i suoi guanti e calzini. Risparmiava
    solo sui fiammiferi: accendeva la sigaretta nella cicca di quella appena fumata.

  42. Lucio Angelini il 12 maggio 2007 alle 07:13

    “FAMILY PRIDE”. Qui:

    http://www.lucioangelini.splinder.com

  43. Gabbiano Jonathan il 12 maggio 2007 alle 13:38

    non ho tempo…
    sto ascoltando la chitarra di Erik Clapton!

  44. Guajira il 12 maggio 2007 alle 16:40

    Vamonos guajira
    Vamos a bailar

    Carinito
    Vamonos guajira
    Vamos a bailar
    Que lo que quiere guajira
    Si tu quieres bailar.
    Yo te a garro la mano
    Y vamos a bailar.

    Vamonos guajira
    Vamos a bailar

    Si morena
    Vamonos guajira
    Vamos a bailar
    Que lo que quiere guajira
    Si tu quieres bailar
    Ben be len ben be len ben be len ben
    Y vamos a gozar.

    Vamonos guajira
    Vamos a bailar
    Primorcito
    Vamonos guajira
    Vamos a bailar.

    Backing Vocal for Piano Solo:

    Guajira . . .
    Te quiero . . .
    Guajira . . .
    Te quiero . . .
    Guajira . . .
    Te quiero . . .
    Guajira . . .
    Te quiero . . .
    Guajira . . .
    Te quiero . . .
    Guajira . . .
    Te quiero . . .

    Vamonos guajira
    Vamonos bailar
    Vamonos guajira
    Vamonos bailar.

  45. The O.C. post Dies Irae il 13 maggio 2007 alle 10:37

    Annalena Benini è una ‘gallinella’ sui generis. Non è in fissa con Melissa ed è uscita dal tunnel di Mariella Burani, ma spettegola con allegria sui baluardi del XXI secolo, la famiglia, il divorzio e se va bene il primo figlio (“Le mie famiglie”, 2007).

    Benini ha il piglio energico ed erotico, il buon senso pratico di una moderna Jane Austen. Il livore ironico sprigionato dai suoi racconti ci risparmia dal piangere, dal rimpiangere e compiangere, in un tourbillon di corna, menzogne, litigi e pannolini pisciati.

    Vince la Santa Inquisizione postfemminista scatenata contro un mondo di trentaquarantenni maschi adulti (sic) incapaci di comportarsi come persone serie: vale a dire andate e ingravidate e procreate e moltiplicatevi in forze.

    E’ un principio di responsabilità in agrodolce quello di Benini. Abbastanza su di giri da farsi scopare in bagno (per fare prima), abbastanza sottotono per ricordarsi i fasti e i guasti della Sacra Famiglia. Scrittura emotiva ma ‘utile’, insomma.

    Benini non è (ancora) una professionista. Il suo stile è un mashup di “Love Bugs” e “Vanity Fair”, più serio e addolorato, certo, ma comunque questa cronaca famigliare (che non sarebbe dispiaciuta a Cederna) conserva uno sfondo mattoide, un po’ guitto e un po’ isterico, e una straziante nostalgia della (bella) vita da single che facevamo una volta. Roba da mangiarsi le unghie.

  46. helena janeczek il 13 maggio 2007 alle 18:22

    @ Brigitte. Il libro putroppo è difficilissimo trovarlo. Puoi provare con un sito che tratta antiquariato come Mare magnum (www.maremagnum.com) dove capita che ce l’hanno, anche se costa. Putroppo ho dovuto usare anch’io questo sistema. Sennò dovrebbe esserci la possibilità di farsi fare delle fotocopie da un volume in biblioteca. Spiace non poterti essere utile più di così.

    Helena

  47. The Day After il 15 maggio 2007 alle 14:35

    “La verità – ha sostenuto ieri sera il vice premier Massimo D’Alema – è che rispetto in Sicilia alle precedenti amministrative il risultato è molto positivo, rispetto alle politiche il risultato è pressochè stabile”. Questa sì che è una gran faccia di bronzo, tanto per non stranomare.

  48. The O.C. from Hirsi il 15 maggio 2007 alle 14:45

    “I dissidenti sono importanti come lo erano durante il comunismo. Gli unici che mettono in discussione la cultura del martirio e del Jihad. Ma la società occidentale preferisce affidarsi a gente come Tariq Ramadan: non si parla con un apostata, non si dà credito a chi è uscito dall’Islam, i dissidenti sono pazzi”.

    “E’ quello che si diceva di quelli russi. Erano pochi e oppressi, i liberal ne fecero una caricatura. I nostri avversari ricorrono a ogni genere di manipolazione, dicono che siamo deboli di mente. Anche i difensori del comunismo usavano questi metodi. Mi hanno accusato di aver creato un ‘trauma’. Dipendono da me le Torri Gemelle abbattute con tremila persone e le vittime di Londra del 2005?”

    “Il relativismo non è altro che razzismo di basse aspettative”.

    “Questo vale anche per gente come Ian Buruma e Timothy Garton Ash, che mi accusano di essere una fanatica dell’Illuminismo. Sono cresciuti in un ambiente in cui era scontato e di moda criticare la cristianità. Però dicono che non dobbiamo mettere in discussione l’Islam”.

    “La mia famiglia possedeva una pecora. La prendevo di punta e scappava. Mia nonna diceva: – Accarezzala sulla fronte -. Così diventava mansueta. E’ quello che stiamo facendo con l’Islam, lo accarezziamo nella speranza che non attacchi”.

    “Ricordo in Arabia Saudita le impiccagioni, il taglio delle mani, le donne lapidate. Il rispetto letterale del Profeta è incompatibile con i diritti umani. Credo invece nella persona, nel musulmano. A lui è concesso di cambiare, come a me, cresciuta nell’odio degli ebrei”.

  49. Brigitte il 16 maggio 2007 alle 04:12

    Helena,
    ti ringrazio per la risposta. Proverò questa via tramite una mia amica in i Svizzera, Ticino. Io sono in Canada e devo prima vedere se lo manderebbero anche oltreoceano. Ho trovato una qualche biblioteca negli Stati Uniti, che ce l’ha, magari riesco a farmene fare una fotocopia. Grazie mille per il tuo aiuto.
    Brigitte

  50. Brigitte il 16 maggio 2007 alle 04:38

    Helena,
    ho potuto ordinarlo, grazie mille!
    Brigitte

  51. Charlotte il 16 maggio 2007 alle 21:18

    a quando la prossima lezione di fisica con il prof. Sparzani?

  52. cara polvere il 17 maggio 2007 alle 23:51

    vediamo se qui mi prende il commento per la Candiani

    scrivevo questo segno

  53. cara polvere il 17 maggio 2007 alle 23:51

    no. non lo prende.

  54. The O.C. il 18 maggio 2007 alle 14:56

    Secondo il direttorio della resistenza sunnita nell’Anbar, gli americani hanno la mano troppo delicata con i prigionieri di Al Quaida.

  55. cara polvere il 18 maggio 2007 alle 15:29

    prova

  56. nando vitali il 18 maggio 2007 alle 15:45

    Gentili lettori e amici,
    vorremmo comunicarvi che in libreria è possibile trovare il volume “Quasi un Dizionario” di Luigi Compagnone, edito dalla Compagnia dei Trovatori e curato da Nando Vitali.

    “Quasi un Dizionario” è una raccolta di articoli, in forma di piccoli saggi, apparsi su giornali e riviste a partire dagli anni ’40, fino a poco prima della scomparsa dell’autore.
    Un libro da leggere e rileggere sostenuto e nutrito da una prosa, quella di Compagnone, sempre musicale, ma spesso anche morsicata da note taglienti e ironiche.

    Oltre che in libreria è possibile acquistarlo anche online all’indirizzo: http://www.edkairos.com
    Per eventuali informazioni, contatti e commenti: http://www.isoladellevoci.it
    Un cordiale saluto da
    Nando Vitali

  57. Cappuccetto rosso il 20 maggio 2007 alle 18:12

    che mortuorio!
    ma la barista dov’è andata?
    sarà meglio che vado a mangiarmi giusto qualche carciofo sott’olio…

  58. la barista il 21 maggio 2007 alle 15:45

    ciao sono qui, ho preso una bici nuova e la sto facendo vedere a tutti.
    ho ancora il libretto delle istruzioni attaccato che non stacco se no lo perdo e poi non mi ricordo più come si usa (la bici)

    prima o poi penserò anche a pedalare.
    ( è la sella che mi crea scompensi).

  59. cappuccetto rosso il 21 maggio 2007 alle 21:10

    di che colore è?
    la mia vecchia bicicletta era ….un gioiello!

  60. labarista il 22 maggio 2007 alle 10:37

    è ibrida,polivalente, cioè una transbici, posso andare sia su asfalto che sterrato
    ( perchè vado lungo l’Adda ma poi torno su strada) ha 21 cambi, 7×3, va a 10 km/h, però fa i 20 con 1 frullato di frutta- caffè- tramezzino, oppure 30 se mi doppo con ginseng. è beige costa 149 euro e l’ho presa al Decatlon con la h da qualche parte. però non ha il parafango nè il cavalletto. ha le luci davanti e dietro, le ruote, i raggi, la sella, il manubrio, freni, e telaio.come una vera. fa caldo per usarla, ne riparleremo a settembre.

  61. Capuche il 22 maggio 2007 alle 10:46

    …PORCIS!
    e come si chiama?
    :)

  62. Colloqui col dottore il 22 maggio 2007 alle 10:56
  63. labarista il 22 maggio 2007 alle 11:29

    adesso dormo un pò che parlare della bici, mi affatica molto.
    la chiamo bicidia (bici-accidia)

  64. Capuche il 22 maggio 2007 alle 12:04

    sarebbe meglio dopo pranzo…
    la pennichella!
    :-)

  65. IoodioJohnUpidike il 22 maggio 2007 alle 15:08

    Tra pochi giorni esce la nuova antologia di TN per Coniglio editore curata da L. Moretti e G. Colloca. Ventiquattro racconti, 26 tavole di Antonio Bruno: “IL PRIMO BACIO FA SCHIFO”.

    Valentina Camorani Marco Cirillo Giorgio D’Amato Alessandro De Santis Sergio L. Duma Eliselle Karim Fael Saverio Fattori Girolamo Grammatico Francesco Lo Brutto Roberto Mandracchia Alessandro Mannina Angelo Orlando Meloni Paolo Papotti Marco Pasquini Dana Reuter Thomas Ruberto Giuseppe Silvi Vincenzo Sagnelli Giorgio Specioso Marco Varriale Veronica Q Emilia Zazza Buquicchio Mattia Walker.

    Loro sono i migliori.
    News e presentazioni qui

    http://www.myspace.com/ilprimobaciofaschifo

  66. The O.C. il 23 maggio 2007 alle 17:13

    ” ‘Il mio aereo è con AirOne, lo sciopero non mi tocca, parto alle quattro’, spiegava fiduciosa Francesca Chillemi mentre si rinfrescava nella toilette delle partenze nazionali di Fiumicino, jeans, occhiali da sole, maglia e foulard beige e un gruppo di studenti universitari di Enna che l’aspettavano fuori per le foto di rito. In serata, però, l’ex Miss Italia racconta di essere atterrata a Lamezia Terme dopo le 20: ‘Un disastro! I bancomat all’areoporto erano fuori servizio, la carta di credito non funzionava. Ho dovuto chiedere 50 euro a un amico incontrato per caso, mi sono comprata ‘Gomorra’ di Saviano e almeno ho letto un poco’ “.

  67. the O.C. from Makiya il 24 maggio 2007 alle 13:50

    “Abbiamo bisogno di leader per i quali la sofferenza passata sia qualcosa da superare, non una bandiera da mostrare”.
    http://www.ilfoglio.it/pdfdwl/11997600_7.pdf

  68. Cinciallegra il 24 maggio 2007 alle 20:10

    fa molto caldo stasera,
    meglio farsi un giro in bicicletta
    possibilmente in pianura
    magari costeggiando un corso d’acqua.

  69. civetta il 25 maggio 2007 alle 10:37

    Sentivo la tua mancanza, la tua capacita’ di emozionarmi.
    Pedalare sui tuoi pensieri mi solleva dalla malinconia.

  70. Cinciallegra il 25 maggio 2007 alle 13:38

    Merci bocu,
    mon cheri…
    :)

  71. Eva Risto il 25 maggio 2007 alle 22:15

    cinci, se non sai le lingue, cerca di non esporti a figuracce. ecco il tuo testo, senza strafalcioni:

    mersì bocù,
    mon scerì…

    )°(

  72. Cinci il 26 maggio 2007 alle 07:46

    “J’ai mangé
    j’ai bien bû
    j’ai la peau du ventre bien tendue.
    Merci, merci, Jésus.”

    :-)

  73. labarista il 26 maggio 2007 alle 10:47

    vi rimando alla riserva naturale con annesso parco giochi.

  74. Ginevra il 26 maggio 2007 alle 11:51

    a sapere dov’è…ci andrei anche io, anche se non sono pratica di certi luoghi, avrei bisogno di una guida….

  75. labarista il 26 maggio 2007 alle 15:36

    è il posto conteso da king Arthur e Lancillotto, sulle alture e nelle vallate a ognuno più consone.
    Non tutti le trovano alle stesse latitudini.

  76. Barbara il 27 maggio 2007 alle 15:30

    Il sogno del Partito Democratico
    Se avete due minuti, andate qui:
    http://www.wittgenstein.it

  77. La ballata di Nanna e Balder il 28 maggio 2007 alle 14:17

    Io sono il fuoco ed io il metallo,
    io sono l’acqua ed io la pietra,
    io il veleno, il serpente, la terra,
    noi gli elementi e ognuno lo giura:

    “Non daremo la morte a Balder”.
    E adesso cavalca invulnerato
    lama di spada, freccia d’acciaio –
    |niente gli reca offesa o ferita:

    sugli elementi trionfa la vita.
    Primavera di rosa nuziale,
    gioia di donna, Nanna la sposa
    lo guarda e sorride: “Non morirà”.

    Ma l’eterno ritorno tra fine
    e principio ha messo il confine:
    “Morte preludio a vita più forte”
    “Morte preludio a vita più forte”.

  78. Alessia il 28 maggio 2007 alle 16:22

    Sono una scrittrice.
    La Poesia è la mia strada.
    Sono alla icerca di un editore che mi dia scolto e che legga ciò che scrivo.
    Grazie.
    Sotto, una mia poesia.

    Gli imperturbabili

    Mi avevano distratta quelle persone, mentre portavo in groppa una riflessione pesante.
    Andava e veniva, nel turbinio di una mente stanca, quel cicaleccio, come acqua scivolata dai catini.
    Era strano guardarle, simili a me, eppure diverse, lontane, in uno spazio esiguo e abissale.
    Io nel mio luogo appartato, loro nel mondo, ignare e forse felici.
    Io nel recesso vetroso della pena, loro nella baia tranquilla del qualunquismo.
    Io in travaglio, loro in vacanza.

  79. Aditus il 28 maggio 2007 alle 21:26

    *al bistrot http://www.aditus.splinder.com gran portata di analessi misti dall’aia dell’Oca!!!* (ovvero una retrospettiva di Ocolalia, il ritorno di Ocadabrodo)

  80. The O.C. from Arles il 29 maggio 2007 alle 10:50

    “Nel mondo grande e terribile” (Einaudi 2007) di Gramsci non c’è solo la pienezza delle officine emotive e la liberazione del lavoro creativo inespresso. Le previsioni – giuste o sballate – sull’importazione della rivoluzione comunista in Italia. La crisi del parlamentarismo, del sindacalismo, del riformismo senza radicalità, la criminosa ascesa fascista e i compromessi di uno Stato incapace d’essere borghese.

    Non è solo l’autobiografia della Nazione che conosciamo (“Questione più vasta: se è possibile pensare la Storia come solo ‘storia nazionale’…”), c’è anche qualcosa in più: il ruolo ambiguo ma volenteroso giocato dall’interventismo democratico come la molla, o il tappo, o come un tappo a molla, della battaglia per l’autodeterminazione dal dominio coloniale.

    Gramsci detta una politica estera occidentale senza fronzoli postumi o “egocentriche” missioni salvifiche: “Il colonialismo può avere una giustificazione morale. Può essere infatti la spinta storica necessaria perché degli agglomerati sociali in arretrato con la civiltà si modifichino, si disciplinino, acquistino coscienza del loro essere al mondo e del loro dovere di collaborare alla vita universale”.

    Ma si può e si deve criticare il progetto wilsoniano che inaugura il secolo americano: “la benefica funzione del capitale è resa nulla dal fatto che gli interessi industriali del sistema coloniale gravano enormemente sugli indigeni”; le potenze coloniali “hanno predicato da per tutto i principi democratici”, ma “questi principi non li hanno trasportati dai confini della madre patria nelle colonie”.

    Un altro mondo si sta materializzando, mentre la guerra apre gli occhi dell’Occidente. “Alla guerra europea non potrà molto tardare la guerra delle colonie”.

  81. francesca cenerelli il 29 maggio 2007 alle 17:25

    a magda ult post 4 may:
    ci sono stata ad officina italia…. la prima sera, il 3 maggio, non so cosa hanno fatto vedere a rai tre anzi per favore dimmi in quale trasmissione, che tento di recuperarla e confrontarla.
    cmq penso una cosa sola: toccante l’incontro di Saviano. gli altri scomparivano a confronto. Sgarbi è un gran maleducato e se ne fregava altamente di chi era sul palco.
    fammi sapere cosa ti interessa e te lo racconterò
    Francesca Cenerelli

  82. Cincia il 29 maggio 2007 alle 19:44

    è quì la festa?

  83. magda il 30 maggio 2007 alle 17:16

    me lo sono dimenticato cosa volevo sapere!!!!quindi racconta tu la serata a braccio

  84. The O.C. il 31 maggio 2007 alle 12:27

    Da (ri)vedere:
    http://www.mortediunpresidente.it/
    Più l’intervista a Freccero negli eggs.

  85. Chapuce il 31 maggio 2007 alle 19:44

    che tristezza!

  86. funiculì funiculà il 1 giugno 2007 alle 00:00

    Maggio se ne va
    (P. Daniele)

    Nuje ca cercammo Dio
    stammo pè sempe annure
    nuje ca cercammo ‘o bbene
    nun simmo maje sicuri
    e nun c’abbassta niente
    e cchiù n’amma sapè
    nun simmo maje cuntenti
    e intanto maggio se ne va
    ce resta ‘o friddo
    ma quaccosa è allero
    maggio se ne va
    avanza ‘o pede…

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