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	Commenti a: La sostanza magica di Claudia Ruggeri. Su &#8220;Inferno minore&#8221;. Con un&#8217;intervista a Mario Desiati.	</title>
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		<title>
		Di: f.pedone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[f.pedone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2007 14:22:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nessun problema, il tuo rilievo, Andrea, mi pare fondato. Sull&#039; &quot;errore politico&quot; cui accenno nel pezzo: usando quell&#039;aggettivo avevo in mente più che altro certe dinamiche di relazione che rendono più facile il contatto tra scrittori, o semplicemente il trovarsi e ritrovarsi in una grande città (Milano è stata questo anche per molti autori meridionali). Non certo ostruzionismo o persecuzioni politiche in senso stretto da parte dei potentati editoriali, che comunque esistono e sappiamo bene come e perché. Teniamo presente, però, che tra i &#039;50 e i &#039;60 Mondadori ha pubblicato pur sempre sia Scotellaro che Sinisgalli che Lucio Piccolo (quest&#039;ultimo auspice Montale, com&#039;è noto); &#039;La luna dei Borboni&#039; di Bodini uscì nello Specchio e così i versi di un &#039;minore&#039; o minimo (chissà?) delle mie parti, Libero De Libero: anch&#039;egli citato, mi pare, in quell&#039;articolo-provocazione di Flavio Santi su &#039;Trame&#039; cui fa riferimento Desiati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nessun problema, il tuo rilievo, Andrea, mi pare fondato. Sull&#8217; &#8220;errore politico&#8221; cui accenno nel pezzo: usando quell&#8217;aggettivo avevo in mente più che altro certe dinamiche di relazione che rendono più facile il contatto tra scrittori, o semplicemente il trovarsi e ritrovarsi in una grande città (Milano è stata questo anche per molti autori meridionali). Non certo ostruzionismo o persecuzioni politiche in senso stretto da parte dei potentati editoriali, che comunque esistono e sappiamo bene come e perché. Teniamo presente, però, che tra i &#8217;50 e i &#8217;60 Mondadori ha pubblicato pur sempre sia Scotellaro che Sinisgalli che Lucio Piccolo (quest&#8217;ultimo auspice Montale, com&#8217;è noto); &#8216;La luna dei Borboni&#8217; di Bodini uscì nello Specchio e così i versi di un &#8216;minore&#8217; o minimo (chissà?) delle mie parti, Libero De Libero: anch&#8217;egli citato, mi pare, in quell&#8217;articolo-provocazione di Flavio Santi su &#8216;Trame&#8217; cui fa riferimento Desiati.</p>
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		<title>
		Di: Luminamenti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2007 20:11:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono d&#039;accordo con Andrea Raos.

Sulla Ruggeri. Chi perde ciò che possiede acquista un nuovo tipo di possesso, quello della sua perdita]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con Andrea Raos.</p>
<p>Sulla Ruggeri. Chi perde ciò che possiede acquista un nuovo tipo di possesso, quello della sua perdita</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/05/28/la-sostanza-magica-di-claudia-ruggeri-su-inferno-minore-con-unintervista-a-mario-desiati/#comment-70413</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2007 18:37:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Fabio, spero che tu non l&#039;abbia presa male, era solo una parentesi. 

Per il panorama atomizzato di cui parli, è andata così in effetti, e non c&#039;è molto da aggiungere; ma per il suo recupero nulla è perduto, iniziative come questa sulla Rinaldi mi sembrano ottimi segni, e penso (spero) che non sia un fatto isolato.

Per il resto mi sembra che siamo d&#039;accordo; quello che mi interessava sottolineare nel mio commento - in cui però reagivo più a Morgillo - è che questa onnipresenza lombarda, frutto di pigrizia critica oltre che di una macchina editoriale in effetti piuttosto potente, ha fatto del male innanzitutto (ma non solo, certo) ai lombardi stessi, creando un calderone in cui si gettavano poeti che non c&#039;entravano nulla fra loro, nonché rischiando di bloccare le scritture nella ripetizione di formule &quot;riuscite&quot;. 

Grazie ancora per il tuo pezzo, ciao,

Andrea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Fabio, spero che tu non l&#8217;abbia presa male, era solo una parentesi. </p>
<p>Per il panorama atomizzato di cui parli, è andata così in effetti, e non c&#8217;è molto da aggiungere; ma per il suo recupero nulla è perduto, iniziative come questa sulla Rinaldi mi sembrano ottimi segni, e penso (spero) che non sia un fatto isolato.</p>
<p>Per il resto mi sembra che siamo d&#8217;accordo; quello che mi interessava sottolineare nel mio commento &#8211; in cui però reagivo più a Morgillo &#8211; è che questa onnipresenza lombarda, frutto di pigrizia critica oltre che di una macchina editoriale in effetti piuttosto potente, ha fatto del male innanzitutto (ma non solo, certo) ai lombardi stessi, creando un calderone in cui si gettavano poeti che non c&#8217;entravano nulla fra loro, nonché rischiando di bloccare le scritture nella ripetizione di formule &#8220;riuscite&#8221;. </p>
<p>Grazie ancora per il tuo pezzo, ciao,</p>
<p>Andrea</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: f.pedone		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/05/28/la-sostanza-magica-di-claudia-ruggeri-su-inferno-minore-con-unintervista-a-mario-desiati/#comment-70376</link>

		<dc:creator><![CDATA[f.pedone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2007 13:35:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Andrea, sono perfettamente consapevole di certe forzature; una volta nella vita, però, rischiare lo stereotipo può servire a provocare un discorso (o almeno una reazione) che riattivi la complessità dei fenomeni a cui si era solo accennato. 
Quel critico ideale di cui parli poteva magari essere un Ripellino convertito alla poesia italiana contemporanea, che avesse tutta la pazienza di interpretare un panorama così atomizzato.  
Ma quel che è stato è stato, e va be&#039;; e siamo qui a parlare di &#039;recuperi&#039;.
Ce ne sarebbero da fare anche a Nord, penso ad esempio a Daria Menicanti: milanesissima e appartata (chi se la ricorda?)
Cattafi, milanese di Sicilia, amico di Sereni ecc., sembra il più &#039;recuperabile&#039; da parte lombarda e non solo per il preciso merito dei suoi versi. Sarebbe bello se al libro di Paolo Maccari su Cattafi facessero seguito le poesie complete, così com&#039;è avvenuto per Gatto.  

@ aeroporto
Per le scale, ma anche in ascensore!
Meglio un palazzo romano che la nostra &#039;palus putredinis&#039;.

ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, sono perfettamente consapevole di certe forzature; una volta nella vita, però, rischiare lo stereotipo può servire a provocare un discorso (o almeno una reazione) che riattivi la complessità dei fenomeni a cui si era solo accennato.<br />
Quel critico ideale di cui parli poteva magari essere un Ripellino convertito alla poesia italiana contemporanea, che avesse tutta la pazienza di interpretare un panorama così atomizzato.<br />
Ma quel che è stato è stato, e va be&#8217;; e siamo qui a parlare di &#8216;recuperi&#8217;.<br />
Ce ne sarebbero da fare anche a Nord, penso ad esempio a Daria Menicanti: milanesissima e appartata (chi se la ricorda?)<br />
Cattafi, milanese di Sicilia, amico di Sereni ecc., sembra il più &#8216;recuperabile&#8217; da parte lombarda e non solo per il preciso merito dei suoi versi. Sarebbe bello se al libro di Paolo Maccari su Cattafi facessero seguito le poesie complete, così com&#8217;è avvenuto per Gatto.  </p>
<p>@ aeroporto<br />
Per le scale, ma anche in ascensore!<br />
Meglio un palazzo romano che la nostra &#8216;palus putredinis&#8217;.</p>
<p>ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: milo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/05/28/la-sostanza-magica-di-claudia-ruggeri-su-inferno-minore-con-unintervista-a-mario-desiati/#comment-70366</link>

		<dc:creator><![CDATA[milo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2007 11:21:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rachos, perché dici che è semifallito il recupero di Cattafi? Se fosse riuscito, cosa avremmo che non abbiamo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rachos, perché dici che è semifallito il recupero di Cattafi? Se fosse riuscito, cosa avremmo che non abbiamo?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2007 10:26:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Morgillo.

La &quot;linea lombarda&quot; è una vecchia proposta critica, interessante in sé (e nel suo contesto d&#039;origine) ma che per troppi anni ha goduto di troppa fortuna, e che ha richiesto molto (troppo) tempo per venire pazientemente smontata dal &quot;lombardi&quot; stessi. Se non dici a quali poeti pensi, la tua affermazione secondo cui i &quot;lombardi&quot; non avrebbero inciso sull&#039;estetica della contemporaneità (e quale, di preciso?) non ha alcun senso.

Potrei essere d&#039;accordo con te nel caso dello Specchio Mondadori che, in particolare quando lo dirigeva Sereni, non ha certo favorito i poeti &quot;meridionali&quot; (quanto mi infastidiscono certe generalizzazioni... il Sud ubertoso e pieno di sole, la Milano plumbea ed operosa; non ne è purtroppo esente nemmeno il pezzo che ho pubblicato, peraltro pieno di meriti); ma si trattava in lui di un preciso orientamento estetico, o anche solo di un criterio di gusto, non certo di &quot;ostruzionismo politico&quot; (non ne vedrei il motivo).

Quel che è certo è che in certi anni è mancato un Ancheschi del Sud, un critico (più che) solido che difendesse estetiche altre rispetto alle sue potenti, stimolantissime proposte. Ma questo è noto. Resta pur sempre, ripeto, che certe generalizzazioni e banalizzazioni epigonali rispetto ad Ancheschi hanno nuociuto a tutti, non solo a Bodini, Calogero e via elencando.

Per il resto, ti ricordo che il recupero (semifallito purtroppo, almeno mi sembra) di Cattafi, per citarne solo uno, partì da Raboni, uno che più &quot;lombardo&quot; non si può. Sparare nel mucchio non serve a nulla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Morgillo.</p>
<p>La &#8220;linea lombarda&#8221; è una vecchia proposta critica, interessante in sé (e nel suo contesto d&#8217;origine) ma che per troppi anni ha goduto di troppa fortuna, e che ha richiesto molto (troppo) tempo per venire pazientemente smontata dal &#8220;lombardi&#8221; stessi. Se non dici a quali poeti pensi, la tua affermazione secondo cui i &#8220;lombardi&#8221; non avrebbero inciso sull&#8217;estetica della contemporaneità (e quale, di preciso?) non ha alcun senso.</p>
<p>Potrei essere d&#8217;accordo con te nel caso dello Specchio Mondadori che, in particolare quando lo dirigeva Sereni, non ha certo favorito i poeti &#8220;meridionali&#8221; (quanto mi infastidiscono certe generalizzazioni&#8230; il Sud ubertoso e pieno di sole, la Milano plumbea ed operosa; non ne è purtroppo esente nemmeno il pezzo che ho pubblicato, peraltro pieno di meriti); ma si trattava in lui di un preciso orientamento estetico, o anche solo di un criterio di gusto, non certo di &#8220;ostruzionismo politico&#8221; (non ne vedrei il motivo).</p>
<p>Quel che è certo è che in certi anni è mancato un Ancheschi del Sud, un critico (più che) solido che difendesse estetiche altre rispetto alle sue potenti, stimolantissime proposte. Ma questo è noto. Resta pur sempre, ripeto, che certe generalizzazioni e banalizzazioni epigonali rispetto ad Ancheschi hanno nuociuto a tutti, non solo a Bodini, Calogero e via elencando.</p>
<p>Per il resto, ti ricordo che il recupero (semifallito purtroppo, almeno mi sembra) di Cattafi, per citarne solo uno, partì da Raboni, uno che più &#8220;lombardo&#8221; non si può. Sparare nel mucchio non serve a nulla.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tR		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/05/28/la-sostanza-magica-di-claudia-ruggeri-su-inferno-minore-con-unintervista-a-mario-desiati/#comment-70340</link>

		<dc:creator><![CDATA[tR]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2007 20:18:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Iannozzi:
Bisogna essere suicidi per essere riconosciuti poeti. Esseri umani.
Claudia ce l’ha fatta… No, non ce l’ha fatta.

Facile luogo comune.
La Ruggeri era sicuramente conosciuta. Semmai, la fine prematura ha interrotto un percorso molto interessante.
In questo caso, ha tolto, non ha dato.

Il suicidio può essere una scelta personale. Siamo noi che tendiamo a sublimarlo a un livello simbolico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Iannozzi:<br />
Bisogna essere suicidi per essere riconosciuti poeti. Esseri umani.<br />
Claudia ce l’ha fatta… No, non ce l’ha fatta.</p>
<p>Facile luogo comune.<br />
La Ruggeri era sicuramente conosciuta. Semmai, la fine prematura ha interrotto un percorso molto interessante.<br />
In questo caso, ha tolto, non ha dato.</p>
<p>Il suicidio può essere una scelta personale. Siamo noi che tendiamo a sublimarlo a un livello simbolico.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique v		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/05/28/la-sostanza-magica-di-claudia-ruggeri-su-inferno-minore-con-unintervista-a-mario-desiati/#comment-70288</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique v]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2007 05:48:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per te Andrea,

La sostanza magica riallacia con la tradizione antica, espressione della conoscenza sacra da cui la poetessa mormora parole di nascita e di morte.
Parole di iettatura, attraversando il fiume degli inferi, scavate nella tierra per scontrare il sole potente del sud.
Il senso del teatro mi sembra anche rivelante: voce che parla sotto la maschera, esplore, esplode la creazione di una realità onirica e raggiunge il regno demiurgo: la scrittura anima la vita dei sogni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per te Andrea,</p>
<p>La sostanza magica riallacia con la tradizione antica, espressione della conoscenza sacra da cui la poetessa mormora parole di nascita e di morte.<br />
Parole di iettatura, attraversando il fiume degli inferi, scavate nella tierra per scontrare il sole potente del sud.<br />
Il senso del teatro mi sembra anche rivelante: voce che parla sotto la maschera, esplore, esplode la creazione di una realità onirica e raggiunge il regno demiurgo: la scrittura anima la vita dei sogni.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luminamenti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/05/28/la-sostanza-magica-di-claudia-ruggeri-su-inferno-minore-con-unintervista-a-mario-desiati/#comment-70281</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2007 20:42:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il bravo Mario Desiati...Michelangelo Zizzi...mi mancano, quanti anni sono passati da quella fase storica?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il bravo Mario Desiati&#8230;Michelangelo Zizzi&#8230;mi mancano, quanti anni sono passati da quella fase storica?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: aeroporto		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/05/28/la-sostanza-magica-di-claudia-ruggeri-su-inferno-minore-con-unintervista-a-mario-desiati/#comment-70263</link>

		<dc:creator><![CDATA[aeroporto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2007 16:43:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/05/28/la-sostanza-magica-di-claudia-ruggeri-su-inferno-minore-con-unintervista-a-mario-desiati/#comment-70263</guid>

					<description><![CDATA[Un poeta attenta alla finzione, ed aggiungo: fa piacere leggere una recensione di Fabio; quel Fabio, (credo che tu sei tu), incontrato molte volte per le scale, e  l&#039;ultima volta (come obbligati dal destino) in un androne di un palazzo romano, per &quot;Pizzuti&quot; capricci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un poeta attenta alla finzione, ed aggiungo: fa piacere leggere una recensione di Fabio; quel Fabio, (credo che tu sei tu), incontrato molte volte per le scale, e  l&#8217;ultima volta (come obbligati dal destino) in un androne di un palazzo romano, per &#8220;Pizzuti&#8221; capricci.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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