Da « Amnesia del movimento delle nuvole »

6 giugno 2007
Pubblicato da

dscf0752.JPG Di Maria Attanasio

Libero mercato

Che altro
nella notte dei lunghi coltelli
se non un privato gioco di rime
per rimuovere l’immagine ostinata:
occhi polmoni arti riciclati al dettaglio.
Il resto in straboccanti discariche.

*

Il dio dei giorni uguali

Spente le luci sbarrate le porte
s’insinua nel letto tra di noi – il dio
dei giorni uguali e dell’indifferenza –
complice della cieca mezzanotte inverte
mappe e rotte il vento agita lamiere
la linea blu del mare s’aggroviglia.

*

Esterno

Dispersa corsa per la marcita
la fungaia la dissennata campagna
l’autunno in rivoli in grumi raffermi.
In ostinato raschiare di cani alla porta.

*

Letargo

Raccogliere le cose fare in fretta
prima che il letargo dilati la distanza
tra la mano e la porta
– la tana scavata con cura nella carta:
paglia provviste rami secchi –
accesa la lanterna
che ne secolo fu tempesta e fiamma.

*

Un attimo uno solo…

Un attimo uno solo – assoluto
in cima al campanile – luce
di sofferenza intelligente
che tace nell’occhio del mattino
senza scissure fraintendimenti
si guarda e non si riconosce,
il dio imperfetto, la grande amnesia.

*

5 – (OGGETTI)

Si muovono si precipitano
addosso, gli infedeli,
con libri di preghiere e scimitarre
– tegole armadi specchi –
tracce d’antrace nei cassetti
senza residui di briciole il tagliere.

*

8 – (SCHERMO)

I titoli di coda – gli abiti
gli oggetti le citazioni –
disperso il nome degli attori
la domestica scena
si svuotò: un fu di righe rombi
di liquide spirali in schermo nero.

*

Alimentarista

Vi allevai con rigore di alimentarista
– l’origano, la menta, l’acqua
dei giardini di Machado –
ma il delirio vi assalì lo stesso, cellule,
nella casa senza orme e battenti
la mente allucinata l’intonaco sconnesso.

(Mi perdoni l’autrice di questa scelta, che non può rispettare l’omogeneità tematica delle diverse sezioni del libro da cui i singoli testi sono presi. Ma la compattezza stilistica della sua scrittura può emergere ancora di più grazie a questa momentanea disorganizzazione. A. I.)

Da: Maria Attanasio, Amnesia del movimento delle nuvole, Milano, La Vita Felice, 2003.

(Foto di A Inglese)

8 Responses to Da « Amnesia del movimento delle nuvole »

  1. Marco il 6 giugno 2007 alle 12:07

    una nota velocissima scritta per questo libro qualche anno fa:

    Questo è il secondo libro che Maria Attanasio pubblica con La Vita Felice, dopo il bellissimo Eros e Mente, del 1996. Si conferma qui la modalità particolare di questa scrittrice: l’oscillazione e febbre – positiva – tra un materialismo sereno e asciutto, dorico e non ‘dorato’ (non lirico), e la volontà di dare voce al carattere inafferrabile delle percezioni. In questo forse avvicinandosi al tono e alle inflessioni di un autore eccezionale come Bartolo Cattafi.

  2. enricodelea il 6 giugno 2007 alle 12:24

    conosco la Attanasio narratrice di valore – trovo eccelsa la poetessa – davvero la prossimità alla figuratività di Cattafi è notevole – da leggere (e presto) – in alcuni spunti ripenso anche a Lucio Piccolo

  3. carla il 6 giugno 2007 alle 12:32

    Grazie, Andrea!
    Le leggerò stasera con calma…

  4. stefano il 6 giugno 2007 alle 13:41

    Nel titolo: «nuovole» è un refuso o un neologismo?

  5. andrea inglese il 6 giugno 2007 alle 15:07

    grazie stefano

  6. carla il 6 giugno 2007 alle 17:46

    Ruggisce il leone, la creta lo contiene
    così questi versi, come zampate leonine, ringhiano una rabbia silenziosa…

    ‘libero mercato’
    è lo specchio
    di una solitudine notturna.

    ‘un attimo uno solo…’
    dove vorrei fermarmi.

    Questa è poesia che sento vicina!

  7. mariapia il 7 giugno 2007 alle 13:28

    Che gioia rileggere la bravissima, e bella, Maria A, ancora.
    Ospite a L’Estate nei Chiostri, due anni fa, presso l’Umanitaria, alla rassegna che curo, “Donne in poesia/incontri con le poetesse italiane” , ci indiavolò SUBITO CON LA SUA SERISSSIMA ALLEGRIA, LO RICORDO.

    MARIA PIA Q.

  8. maria attanasio il 29 giugno 2007 alle 13:00

    grazie a te, Andrea, per questa pubblicazione su Nazione Indiana; e a Carla, Marco, Enrico, Stefano, Mariapia per la loro attenzione (involontaria la rima, voluto l’abbraccio)



indiani