Fiore

15 giugno 2007
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ernst04a.jpg

di Sandro Pedicini

I
I raggi fanno della penombra
una chiara luce di vita.
Prevedo il volo della rondine
e molti sogni celestiali.

II
Il più grande piacere è venir
fuori dalla sofferenza. Tutti gli
Amori hanno il desiderio di un
coro che riverberi il canto.

III
La vita alla prima uscita
è un dono di beatitudine.
Non esistono pensieri e raziocini
ma solo un frequente lucido
espandersi in armonia

IV
La forza la corsa la luce
la venuta la tua attesa
Coltivo i fiori
solo apparentemente
la mia sete

V
A fronte di tutte le mie sofferenze
sarò il più bel fiore del creato
Il corollario del sogno interiore
e l’idillio trasparente dell’amore

VI
Uscirò dalle spine come un fiore
sarò il liuto che nuota nel tuo cuore

VII
Lento a crescere lento a morire
rinasco più volte. Fossi fiore!
La più estrema bellezza
che muore dolcemente
Conosco un dolore “assurdo” che mi tiene compagnia.
Volo sulla linea di galleggiamento.

Sandro Pedicini, 1967, si è laureato in Lettere indirizzo Classico presso l’Università degli Studi di Salerno. Sue poesie sono apparse sulle riviste: Storie, Omero, Il Segnale, La Rosa Necessaria, Fermenti e su www.zibaldoni.it/ www.soglie.it/ www.terranullius.it/ www.fururatv.rai.it Nel 1995 il suo primo libro di poesie “La fine del Sole” (presentazione Dario Bellezza) editore Fermenti-Roma. Nel 2002 la raccolta “Espiazione” con Antonio Mastronunzio. Nel 2003 Miriade-editore Manni (Lecce) e Una Poesia-Pulcinoelefante. Nel 2004 L’alba non è piu felice- La tela di Partenope(Napoli) Nel 2006 Una poesia con Nicola De Maria (Pulcinoelefante) .

(Illustrazione: da Les Malheurs des Immortels, di Max Ernst, 1922)
 

41 Responses to Fiore

  1. véronique vergé il 15 giugno 2007 alle 08:14

    Per Franz,

    Il canto abbandonato, in un campo deserto, in una notte deserta, qui, nel centro del mondo, da cui raggi chiariscono la landa sofferta.
    L’amore è un canto solitario chi cerca il suo eco, ma l’eco è l’amore stesso.
    Amo e l’amore mi deserta.

    E’ una poesia bella, un frammento di luce, di vita.

    Magnifico!

  2. Chapuce il 15 giugno 2007 alle 08:48

    brevi, armoniosi versi, dove la bellezza segue un ordine preciso, la spinta della vita si fa luce, oltre il dolore, verso l’amore.

    Questa la sento molto vicina…

    IV

    La forza la corsa la luce
    la venuta la tua attesa
    Coltivo i fiori
    solo apparentemente
    la mia sete

    e questi…

    ‘Conosco un dolore “assurdo” che mi tiene compagnia.
    Volo sulla linea di galleggiamento.’

  3. mariapia il 15 giugno 2007 alle 09:45

    Bravo Franz,
    e bravo Sandro. Nascono come strisce aforismatiche, poi spiccano i volo di luce, sono versi pieni di grazia e di dolcezza..

    Quanta poesia e quanto poco (il) mondo.
    Mria Pia

  4. tashtego il 15 giugno 2007 alle 11:49

    nei commenti véronique scrive: “un frammento di luce”.
    chapuce scrive: “la spinta della vita si fa luce”.
    maira pia scrive: “poi spiccano i volo di luce”.

    commenti che vogliono a tutti i costi essere poetici per aggiungere poesia alla poesia, ma che includono tutti e tre la stessa imbarazzante immagine di questa luce un sacco abbacinante, eccetera.
    viene il sospetto di una certa qual percezione del fare poesia, che mi pare andante, forse sbagliata.
    anzi, di sicuro.

  5. milo il 15 giugno 2007 alle 12:20

    Per quanto le poesie qui postate siano ricreazione per donne all’uncinetto, vorrei che tash spiegasse queste sue parole: “viene il sospetto di una certa qual percezione del fare poesia, che mi pare andante, forse sbagliata.” Insomma un sospetto che andrebbe indagato e non lanciato come pausa da ricreazione.
    Saluti.

  6. Francesca E. Magni il 15 giugno 2007 alle 12:33

    ahi. Avete spento la luce, sono al buio e mi sono punta con l’uncinetto.

    cosa avete contro il lavoro a maglia brutti maschi?

    fem

    Il discorso sulla poesia e’ troppo poetico per me, ma mi interessa, continuatelo voi (io vi leggo)

  7. cosi&come il 15 giugno 2007 alle 12:33

    [vero ragazze, però, questo sdilinquirsi continuo in complimenti da carie è imbarazzante, come l’uso di parole soffici e deputate per forza alla poeticità]

    Ci son dei giorni smègi e lombidiosi
    col cielo dagro e un fònzero gongruto
    ci son meriggi gnàlidi e budriosi
    che plògidan sul mondo infrangelluto,

    ma oggi è un giorno a zìmpagi e zirlecchi
    un giorno tutto gnacchi e timparlini,
    le nuvole buzzìllano, i bernecchi
    ludèrchiano coi fèrnagi tra i pini;

    è un giorno per le vànvere, un festicchio
    un giorno carmidioso e prodigiero,
    è il giorno a cantilegi, ad urlapicchio
    in cui m’hai detto “t’amo per davvero”.

    (Fosco Maraini)

  8. mario il 15 giugno 2007 alle 12:37

    scusate se m’intrometto ma vorrei sapere anch’io che percezione della poesia è quella andante (nel senso della curiosità, non della minaccia).
    @ tash : magari “fiore” ha evocato nelle gentildonne ‘sta luce e partecipi in un impeto di empatia emozionale hanno voluto tributare (come sergio messina mi ha insegnato in “realcore”) il loro omaggio. In effetti tutto i componimento dà un’idea di (ri)nascita, che con la luce ha (simbolicamente) molto a che fare.
    Dopotutto sono commenti e non post.
    Tipo il mio che è un commento non polemica. Anzi, rinnovo il mio interesse, e vi saluto.

  9. mario il 15 giugno 2007 alle 12:59

    anzi meglio che mi stia zitto

  10. maria(valente) il 15 giugno 2007 alle 13:17

    tashtego, ma lo sa che anch’io che sono più tipo cupo-grattugia, scrissi non molto tempo fa, stessa frase “frammento di luce”, e un’altra volta “un intervallo di luce tra occhi e cielo” e un’altra volta ancora, parafrasando non mi ricordo chi, “l’occhio è un’apprensione della luce”? già scrivo poco e male, ma lei, con la sua osservazione, mi ha gettato in avanzato stato di prostrazione, porca vacca!

  11. franz krauspenhaar il 15 giugno 2007 alle 13:43

    L’occhio è un’apprensione della luce. Bello, no?

    Tashtego: andante NON allegro.

  12. véronique vergé il 15 giugno 2007 alle 13:57

    Tashego,

    Non ho la pretesa di fare poesia nel mio commento. Non conosco bene la lingua italiana, l’ho imparo su Ni e con romanzi: sono una dilettenta. Scrivo da un tratto, senza rileggermi. Perché sono un po’ esaltata. Leggo e l’emozione accade: la luce attraversa il mio cuore: è una lettura ingenuoa forse, ma spontanea. Quando un post non mi convince o che il dibattito è troppo complesso, non scrivo.
    Ho coscienza in tutta lucidità che non ho qualità intelletuale come altri commentatori. Non sono autrice né universitaria.
    Scrivo un commento perché voglio ringraziare Franz e dire al poeta che la sua poesia mi piace.
    Mi confido anche.
    PS Le donne (Chapuce, Maria Pia, Maria Valente, Cosi&come) danno dolcezza e le leggo con piacere.

  13. Francesca E. Magni il 15 giugno 2007 alle 14:08

    PS sul PS:

    scusa véronique cosa sono io un uomo? Oppure non sono abbastanza dolce? Ti ricordo che mi sono punta, ahi!

    fem

  14. tashtego il 15 giugno 2007 alle 14:28

    non riesco a commentare la poesia che mi piace.
    ma solo quella che non mi piace.
    è un mio limite.
    quello che volevo dire è che esistono parole più poetiche di altre.
    le corbusier parlava di “oggetti a reazione poetica”, metti una conchiglia.
    così come esistono parole a referente poetico.
    di queste parole i commenti citati ne usano parecchie.
    non sto ad elencarle, se ve li rileggete li trovate facilmente.
    tale tipo di parole è abbastanza presente anche nei versi postati da franz: contribuiscono alla poeticità del tutto.
    e infatti sono stati prontamente ripresi nei commenti accorati di cui sopra.
    credo che un poeta dovrebbe aggirare accuratamente questo tipo di termini e di immagini, per evitare la liricità facile che inducono in tutti noi.
    questo intendevo.
    sbaglio?

  15. véronique vergé il 15 giugno 2007 alle 14:28

    Mi scusi: sono imperdonabile. Tu sei dolce, certo!
    Inoltre il tu commento è benvenuto ” brutti maschi”.

    Baci per mi fare perdonare.

  16. véronique vergé il 15 giugno 2007 alle 14:46

    Tashtego,

    Hai lo spirito critico, non è un rimprovero.
    Sono stuffa di leggere “liricità troppo facile”! E’ troppo generale.
    Sono stuffa di leggere poesia che giocha sull’astrazione e il vuoto.
    Sono stuffa di leggere poesia con bianchi, artificiale.
    Amo la purezza di poeti come Eric Suchère, Suzanne Doppelt, Vénus Ghata Koury, Nimrod, Luis Mizon , Natahalie Rouzeau, ma non mi convice Espitallier per esempio.

  17. milo il 15 giugno 2007 alle 14:51

    caro tash, il danno non sta in chi fa versi, ma nella testa del pesce. Infatti il pesce puzza sempre dalla testa.

  18. Francesca E. Magni il 15 giugno 2007 alle 14:54

    baci anche a te véronique

    fem

  19. metrovampe il 15 giugno 2007 alle 16:03

    è un componimento di una delicatezza davvero seducente. (fan della strofa VI)

  20. franz krauspenhaar il 15 giugno 2007 alle 16:13

    Qual’è la testa del pesce, Milo? Così, per sapere.

  21. Chapuce il 15 giugno 2007 alle 18:10

    ho notato che nelle immagini che scegli c’è sempre una pistola puntata, Franz…
    chissà per quale ragione nascosta!
    Molto intrigante Plutone visto da un’angolazione diversa…
    Aurevoir

  22. Chiara Daino il 15 giugno 2007 alle 18:37

    Ringrazio Franz
    per la messa a fuoco [comunione di versi] : la parola di Sandro è pura, come la luce, come la vocale. Chiara come la lettera: A, radice di quell’Amore che radica.
    Si ritorna [come sempre] nel giro – girone di un punto interrogativo: “che cos’è Poesia?” – e non posso dare risposta. Io alla critica preferisco l’emozione. E Sandro re-suscita.
    Grazie per la grazia.

    Wolfie [Due Calzini]

    P.s. @ Tash: premesso che all’uncinetto preferisco il metallo delle borchie [la poetica dell’heavy metal, saprai…] – vorrei concentrarmi sulla tua dichiarazione per cui “non riesco a commentare la poesia che mi piace”. La speranza è che questo “limite” sia circoscritto alla Lettura… Sarebbe tragico un atteggiamento simile “a tutto tondo”: “bacio solo la donna che non mi piace”, “mangio solo il cibo che non mi piace”, et cetera et altera…
    L’augurio, Oh Tash, è pro-positivo: costruire e non demolire. Pur, non darmi peso, sono giovane e piena di vita…. Acida, ma non ancora inacidita.

  23. Francesca E. Magni il 15 giugno 2007 alle 19:55

    @Chapuce piu’ che Plutone sembra Saturno

    @Chiara Daino anche l’uncinetto e’ fatto di metal. E anche gli Scorpions hanno fatto dei lenti. Si puo’ fare una sciarpa a maglia da mettere sul chiodo (inteso come giacca), non c’e’ contraddizione. Apriro’ un blog per rivendicare l’orgoglio dell’uncinetto.

    fem

  24. Chapuce il 15 giugno 2007 alle 20:02

    @Francesca:
    Smack
    ;-)

  25. Chiara Daino il 15 giugno 2007 alle 20:17

    @Francesca: non ho nulla contro l’uncinetto – ma essendo stato “usato” come nota polemica – ho intonato risposta [da metallo a mettallo] ;)

  26. franz krauspenhaar il 15 giugno 2007 alle 20:38

    Mica solo gli Scorpions hanno fatto dei lenti. L’heavy metal è andato avanti coi lenti ( i singoli che trainavano gli interi LP).

    Si vede che guardo MTV?
    :-)

  27. tashtego il 15 giugno 2007 alle 21:44

    @chiara
    non ho parlato di uncinetto.
    e non ci ho neanche pensato.
    quello che non mi piace è sempre stato più importante di quello che mi piace, ma non è importante.

  28. maria(valente) il 15 giugno 2007 alle 21:57

    Tash, proprio perché d’accordo con lei (neanche a me piacciono queste poesie), sono balzata dalla sedia, quando ha detto una cosa nient’affatto insensata, io mi sbatto contro il facile lirismo, le lingue intorpidite, anestetici e nebulizzatori, ma il punto è che la colpa non è delle parole…cioé lei potrà evitare come la peste: piume, conchiglie e liuti, ma se una rosa è soltanto una rosa, qualche volta diventa una “rosa contusa”, ed è sempre “meglio la rosa, meglio un mare/ d’amaranto, meglio un panciotto fantasia, meglio il sonno/ che il frusciare topesco d’un bosco di pagine/ che odori, ma solo odori, di rose, di rose, ecc” (A.M.Ripellino)

    -la colpa non è delle parole, ma dei poeti

    @ a Chiara &Franz &Fem

    minchia! come fanno i lenti i metal nessuno mai, volete mettere “Nothing else matters” o The Unforgiven?

    @ Veronique

    dolci sono sempre i tuoi commenti (tranne quello a Tashtego, che però, anche se mi dispiace perchè gli sono affezionata, devo dire che stavolta se l’è meritato ;-)))

    e neanch’io sono laureata e sono pure ignorante, dei poeti che hai nominato mi sa che conosco solo Suchère ed Espitallier, che a me però è piaciuto, ma preferisco , per quel poco che ho letto in traduzione, Anne Portugal, Caroline Dubois, Emmanuel Hocquard

    e poi c’era una cosa che volevo dirti da un sacco di tempo: ma vogliamo scambiarci la vita? se ti lamenti un’altra volta, mannaggia a te, mi fai venire da piangere: baratterei volentieri tutta la Campania pure per una palafitta in culonia, ma se proprio insisti, potrei sistemarmi coi tuoi gatti, che dici?
    ;-))))

  29. Francesca E. Magni il 15 giugno 2007 alle 22:03

    @ tash: e se non e’ importante ti piace?

    @chiara e franz: vado ad ascoltarmi un lento metal (magari soft).

    baci poetici a tutti

    fem

  30. sitting targets il 15 giugno 2007 alle 22:25

    la rosa disse, al nebulizzatore
    fatti avanti che ti stronco la
    carriera, te la contungo.
    sono ignorante, ch’aggia a fà
    conosco solo suchére, un poco espitallier
    hoquard di più, e la dubois tampoco
    per tacer della portugal.
    stammi lontano, ripellinati al massimo
    sannellizzati, nel frusciare nutriesco
    d’un bosco di stizza, di notte
    quando la strizza attizza.

    (signurì, va bene così?)

  31. maria(valente) il 15 giugno 2007 alle 22:50

    sitting: per ogni poeta una pagina di rivista, in totale fanno tre pagine e per giunta in traduzione! –

  32. sandro il 16 giugno 2007 alle 08:07

    Grazie a tutti.

    L’emozione può diventare sentimento

    Le parole hanno un corpo

    Le poesia vuole solo parlare

    La semplicità è la cosa più difficile

  33. kristian il 16 giugno 2007 alle 11:56

    “volete mettere… The Unforgiven?”
    in effetti, ri-ri-ri-ri-rivisto iersera, è sempre una bellssima esperienza di luce che ti riempie e ti innalza fino al cospetto diddìo Clint. “se vi azzardate a trattare ancora male le prostitute, io torno e vi ammazzo tutti, e anche le vostre famiglie, e poi vi brucio la casa. maledetti figli di puttana!”
    ah, che poesia!

  34. Véronique Vergé il 16 giugno 2007 alle 18:15

    Per te, Maria Valente,

    Le tue parole mi hanno commossa. Perché? Sei una bella personna, sincera; lo sento.
    Quando ho letto Tashtego mi è venuto un accesso di febbre. Ho sentito (a torto forse) disprezzo verso le donne che commentano… Mi è difficile sopportare la visione che una donna sia rilegata nella sdolcinatezza, la poesia facile.
    Mi rammento un post recente di Livia Candiani e i commenti…
    Non sono in colera contro Tashtego, ma contro i maschi che si credono superiori alle donne: ” Sei una ragazza, allora taci!”

    Amicizia.

  35. maria(valente) il 17 giugno 2007 alle 08:42

    la gente non mi capisce quasi mai quando parlo e allora io ogni volta mi sforzo di capire cos’hanno potuto fraintendere, e stavolta ho pensato questo: hanno associato arbitrariamente una mia critica stilistica ai rapporti interpersonali, una cosa che io non mi sarei mai neppure lontanamente sognata di fare. Io penso che ognuno debba avere le sue preferenze poetiche, schierarsi e portare avanti le idee in cui crede in quel particolare momento, o anche semplicemente dire mi piace -non mi piace, ma che tutto questo non abbia nulla a che fare con le persone che si scelgono come interlocutori. Così, forse, poiché io ho detto che non mi piacevano queste poesie e a te e ad altri sì, qualcuno ha pensato l’assurdo che tutte le parole che rivolgessi a te fossero false. Come dire che a tutti quelli che non coindividono le mie idee e che hanno gusti diversi dai miei io non dovrei mai rivolgere la parola per essere sincera. Sì, che assurdità di un infantilismo cronico.

    – ‘micizia, Véronique, sincera.
    – ma i tuoi mici (= gattini) lo parlano almeno un pochino d’italiano?
    :-)

  36. tashtego il 17 giugno 2007 alle 17:19

    cara Véronique.
    nel mio commento NON C’E’ TRACCIA DI DISPREZZO VERSO LE DONNE: te lo sei sognato, oppure hai capito male.
    vattelo a rileggere e attieniti ai fatti per favore.
    e ripeto: non sono stato io a parlare di uncinetto.

  37. Francesca E. Magni il 17 giugno 2007 alle 20:04

    infatti e’ stato Milo (non sara’ mica lui? QUEL Milo?) e ha parlato anche di pesci che puzzano

    fem (ovvero “capitan uncinetto”)

  38. véronique vergé il 18 giugno 2007 alle 08:16

    Tashtego,

    Perdonami, ho frainteso le tue parole. Mi sono infiammata. Invece ero in colera ,quando ho letto “all’ucineto” “pesci che puzzano e oltre delicatezze…

  39. véronique vergé il 18 giugno 2007 alle 08:25

    Per Maria Valente,

    Ho letto il tuo commento che svela un’anima sensibile. Analizzi bene le legame tra commenti.
    PS Non ho gattini (una volta ho parlato dei gatti di effeffe: dal libro metromorphoses). Mi piacerebbe averne perché il gatto è un animale fantastico, dolce, tenero. Non ho gatti perché abito nel centro della città, in un appartamento stretto.
    Allora non parlo italiano (solo nella mia testa), quando leggo o ascolto musica.
    Non conosco la mia voce in italiano.
    Mi vergogno, ma non ho capito “palafitta in culonia”, che significa?
    Sono ammiratrice: tu conosci poeti francesi. Mi piace molto Anna Portugal per la sua nitidezza della lingua

  40. maria(valente) il 18 giugno 2007 alle 10:42

    Véronique, mi vergogno più io di averla usata, sono un po’ turpe e poco femminile, quello che volevo dire era che scambierei il mio paese per una capanna nell’isola che non c’è o una cascina in una no man’s land, ma ho usato una brutta espressione che a rileggerla svela un lapsus a dir poco imbarazzante, in realtà detesto questo posto, l’Italia non è per niente bella come credi tu, ci sono zone orribili, con problemi enormi, dove vivo io si annega nella spazzatura, disoccupazione e criminalità e la gente non è solare come credi tu, anzi piena di astio, veleni e sempre pronta a fregarti. Se mai passi da queste parti, ricordati di corazzarti o ti sbraneranno. Allora, tu sei una bella persona, lungi da me volerti trasformare in un mostro che mi somigli, io sono un roveto e un rottweiler all’occorrenza, ma ti dico solo questo: spalle dritte e mento in alto, mai abbassare la guardia, mai inchinare la testa, tu non devi buttarti via, non vali meno degli altri: non è me che devi ammirare ma te stessa, io ho letto un paio di poeti francesi solo perché tradotti in italiano, tu sono mesi che navighi su questo blog commentando e leggendo in un’altra lingua, sei tu che conosci poeti stranieri e sai leggerli nella loro lingua, sei tu quella in gamba.
    N.2) Non fidarti troppo fino in fondo di nessuno, la gente è cattiva. Lascia sempre un margine di dubbio.
    n3) se vuoi scrivermi in privato, ti lascio la mia mail:
    maria_valente78@yahoo.it

    ciao!

  41. tashtego il 18 giugno 2007 alle 14:37

    @maria (valente)
    tash è buono.



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