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	Commenti a: L&#8217;onda anomala	</title>
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		<title>
		Di: Giambattista		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/06/20/londa-anomala/#comment-73127</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giambattista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2007 18:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito, già che ci sono, vi rimando al blog:
http://lademocraziallaprova.blog.espresso.repubblica.it/interventi/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito, già che ci sono, vi rimando al blog:<br />
<a href="http://lademocraziallaprova.blog.espresso.repubblica.it/interventi/" rel="nofollow ugc">http://lademocraziallaprova.blog.espresso.repubblica.it/interventi/</a></p>
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		Di: Giambattista		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/06/20/londa-anomala/#comment-72907</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giambattista]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jun 2007 13:32:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho capito: niente risposta di Roberto, niente dibattito. Avevo posto qualche problema che andava un po&#039; oltre la letteratura, che si spostava su un terreno più politico e sociale. Evidentemente non è il luogo adatto per certe riflessioni. Mi avevano parlato bene di questo blog, pensavo fosse un po&#039; più vivo. E invece è aggiornato quotidianamente con brani più o meno brillanti di narrativa, poesia, ecc. ma nulla di più. Mi permetto, umilmente, di dare un consiglio però: forse se la letteratura e la poesia oggi sono in piena crisi, un motivo ci sarà e dipende proprio dal modo di concepirle.
Molto cordialmente e buon proseguimento di blog
G.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho capito: niente risposta di Roberto, niente dibattito. Avevo posto qualche problema che andava un po&#8217; oltre la letteratura, che si spostava su un terreno più politico e sociale. Evidentemente non è il luogo adatto per certe riflessioni. Mi avevano parlato bene di questo blog, pensavo fosse un po&#8217; più vivo. E invece è aggiornato quotidianamente con brani più o meno brillanti di narrativa, poesia, ecc. ma nulla di più. Mi permetto, umilmente, di dare un consiglio però: forse se la letteratura e la poesia oggi sono in piena crisi, un motivo ci sarà e dipende proprio dal modo di concepirle.<br />
Molto cordialmente e buon proseguimento di blog<br />
G.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/06/20/londa-anomala/#comment-72576</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 15:18:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rosa,
questo post lo gestisco io. Qundi sono io il responsabile di eventuali cancellature. Che però NON ci sono state. Non so di cosa tu stia parlando.
Io, quando cancello, LO DICO. 
Se invece stai parlando d&#039;altro, non so, spiegati...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rosa,<br />
questo post lo gestisco io. Qundi sono io il responsabile di eventuali cancellature. Che però NON ci sono state. Non so di cosa tu stia parlando.<br />
Io, quando cancello, LO DICO.<br />
Se invece stai parlando d&#8217;altro, non so, spiegati&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: rosa		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/06/20/londa-anomala/#comment-72565</link>

		<dc:creator><![CDATA[rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 13:17:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credevo in Nazione Indiana. Almeno fino a pochi giorni fa. Ho seguito in questi mesi i dibattiti intorno alla letteratura e mi sembrava una strada percorribile. Oggi scopro che è bastato mettere in ombra uno dei maggiori artefici del blog ed è subito scattata la CENSURA
CHE SCHIFO
Rosa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credevo in Nazione Indiana. Almeno fino a pochi giorni fa. Ho seguito in questi mesi i dibattiti intorno alla letteratura e mi sembrava una strada percorribile. Oggi scopro che è bastato mettere in ombra uno dei maggiori artefici del blog ed è subito scattata la CENSURA<br />
CHE SCHIFO<br />
Rosa</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: The O.C.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/06/20/londa-anomala/#comment-72439</link>

		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jun 2007 08:49:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Giambattista,
sul meridionalismo tieni abbastanza ragione, anche se dalle mie parti non andiamo oltre il club med del professor Cassano. Sulla nuova sinistra garibaldina ci penserei due volte visto che stiamo (state) per consegnare il PD a quelli che definisci &#039;moderati&#039;. Eppure al sud qualche altra esperienza di &#039;lotta e di governo&#039; ci stava e ci sta pure, ma appena entri nelle stanze del potere scatta subito l&#039;accusa di moroteismo. Comunque vale la pena seguire questa traccia e riparlarne. Su Bertolaso non so che dirti, mai visto un eroe preso a calci. 
Saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giambattista,<br />
sul meridionalismo tieni abbastanza ragione, anche se dalle mie parti non andiamo oltre il club med del professor Cassano. Sulla nuova sinistra garibaldina ci penserei due volte visto che stiamo (state) per consegnare il PD a quelli che definisci &#8216;moderati&#8217;. Eppure al sud qualche altra esperienza di &#8216;lotta e di governo&#8217; ci stava e ci sta pure, ma appena entri nelle stanze del potere scatta subito l&#8217;accusa di moroteismo. Comunque vale la pena seguire questa traccia e riparlarne. Su Bertolaso non so che dirti, mai visto un eroe preso a calci.<br />
Saluti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Giambattista		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/06/20/londa-anomala/#comment-72426</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giambattista]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jun 2007 23:05:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Roberto Saviano, 
scrivo a te perchè ti sei guadagnato la mia stima con i tuoi articoli e con il tuo libro. Forse ti farà piacere sapere (o magari lo sai anche) che circa un secolo fa un docente socialista, promotore tra l&#039;altro di una collana di scritti di Marx, Engels, Lassalle per l&#039;edizioni Avanti! fu protagonista, insieme a pochi altri socialisti come lui, di una lotta senza quartiere  contro la camorra. Come vedi cambiano gli uomini, le facce, ma la storia si ripete. Dopo essere stata devastata dal laurismo, svenduta e malgovernata dalla Dc, dopo i tentativi dal fiato corto, finiti peraltro malissimo, del rinascimento napoletano della prima era Bassolino, in piena e montante globalizzazione, Napoli ritorna agli onori (si fa per dire) delle cronache nazionali con i recenti e sempre più spettacolari omicidi che si contendono, a gara, le prime pagine dei giornali, con i milioni di tonnellate di rifiuti per le strade, al tal punto da regalare al commissario speciale Bertolaso la possibilità di vestire i panni dell&#039;eroe. Roba da non credere. Hai ragione: la camorra ha piantato radici sempre più profonde e ramificate nell&#039;imprenditoria e nella politica, dispone di un patrimonio immobiliare incalcolabile, impone le sue tasse e distribuisce lavoro al posto dello stato. Ma proviamo, per un attimo, e sono certo che sarai d&#039;accordo con me, come peraltro si evince da certe tue pagine, a chiederci perchè tutto questo è potuto accadere. La prima risposta, quasi banale, ma non poi così scontata se ci si pensa bene, è per lo stato di disfacimento del vecchio sistema politico, accompagnato dalla nascita di gruppi di potere clientelari che hanno preso il posto degli altrettanto clientelari partiti di antica tradizione. Questo però ha imposto regole da far west, mentre i partiti tradizionali, quanto meno, gestivano (male e con sprechi inauditi) pur sempre all&#039;interno delle regole dello stato. E qui ci sarebbe da fare tutto un discorso sulla mancata attuazione della costituzione e sul significato che assume, oggi più che mai, la difesa di certi principi di fronte agli attacchi alla costituzione, provenienti, si badi bene, non solo da destra, ma anche, a quanto pare, dai nuovi rampolli del futuro partito democratico. Ma non è il luogo adatto per parlarne. Di fronte a questo vuoto della politica, colmato da queste sempre più sanguinarie e ciniche compagnie di ventura, sentire le giaculatorie delle istituzioni a ogni morto ammazzato a Napoli, come più in generale nel Sud d&#039;Italia, che si chiudono tutte con il solito inno alla legalità e con la richiesta di più ordine (sì, proprio come quello che si chiedette a Genova in quell&#039;afoso luglio del 2001), diventa sempre più insopportabile a tutti noi, che non viviamo a Napoli, non oso immaginare cosa possano pensare i napoletani che poco o nulla hanno a che fare con la camorra (ovvero sia la maggioranza della popolazione). Per non parlare del vedere in tv il volto disperato del commissario addetto allo smaltimento dei rifiuti che invoca san gennaro anzichè il coinvolgimento diretto del governo, e per non dire infine delle ridicole prediche del cardinale che dispone di impiantare sulle soglie delle chiese dei cestini dove gli accoltellatori pentiti possano andare a deporre le loro armi insanguinate. Non sono tra i fautori della politica sopra ogni cosa, anzi credo che la politica, oggi più che mai, sia davvero il rifugio delle canaglie. Ma è il caso di dirlo, l&#039;unico modo che potrebbe non dico interrompere ma quantomeno scalfire lo strapotere della camorra, in questo momento, è proprio la politica, insieme alla mobilitazione democratica della gente: è nell&#039;assenza di sedi dove si elaborano le proposte, dove si controllano le rappresentanze, che prosperano questi gruppi criminali o terroristici che dir si voglia, insomma dove non si respira la democrazia. Alla democrazia, dopo tangentopoli e il crollo della partitocrazia, si è invece sostituito il regime dei governatori, e a Napoli ne sapete qualcosa ormai da tempo. Ed un segnale forte a tal proposito, a livello nazionale, per poi dirigerlo a livello locale, dovrebbe iniziare a darlo l&#039;attuale governo, modificando quell&#039;obrobrio di legge elettorale che prevede addirittura la designazione preventiva degli eletti da parte delle segreterie dei partiti, escludendo la gente comune dalla possibilità di decidere alcunchè. Ma siccome anche io come te sono meridionale per guardare al paese e alla speranza di democrazia mi viene di guardare al Mezzogiorno d&#039;Italia. Qui ai guasti antichi si sono aggiunti quelli nuovi, a quelli della partitocrazia si sono sovrapposti quelli della democrazia senza partiti, a meno di una svolta decisiva da parte delle menti più avvertite e, possibilmente, più giovani di quella sinistra che finora è rimasta sostanzialmente a guardare. Non bastano più gli esempi eroici, che siano Gramsci, Vittorini, Pasolini, Sciascia o Falcone. Adesso è il momento di metterci dentro le mani, di iniziare a darci dentro con una pala di idee concrete, che siano alternativa al moderatismo da strapazzo e alla disponibilità al compromesso di questa sinistra che dice di rappresentarci, ma che, per quanto mi riguarda (ma credo che sarai d&#039;accordo con me), non ci rappresenta affatto. Anche limitatamente a questo, si dovrebbe guardare al passato per prendere esempio e innervare di contenuti moderni e nuovi certi progetti, ancorchè falliti. Nel 48 in occasione di quel fatale 18 aprile che aprì la strada al trentennio di strapotere democristiano , proprio per provare ad opporsi a qualcosa che si presagiva letale per il paese, un gruppo di personalità della sinistra diedero vita al cosiddetto Fronte democratico del Mezzogiorno, che si inseriva nel contesto più generale di quel famoso Fronte popolare che aveva come emblema elettorale il volto di Garibaldi. Tra queste personalità ricorderei due nomi su tutti, uno comunista, Giorgio Amendola, e l&#039;altro socialista, Francesco De Martino. Si trattò del primo e unico grande movimento democratico di massa che il Sud e le isole abbiano conosciuto nella loro storia, che guidò movimenti di lotta costati la vita a decine di sindacalisti e di braccianti e operai uccisi dalla polizia, che creò circoli culturali, riviste, insomma che mise in circolo idee democratiche e grandi speranze. La storia non si ripete uguale ma ricordarne gli esempi, scoprirne i protagonisti, può permettere di riproporre, di alimentare culture, stimolare idealità, suggerire nuovi modelli di lotta politica. Sarebbe bene che noi giovani, almeno quelli di noi che ci credono, ma anche le forze politiche di sinistra, almeno quelle che si sentono eredi o comunque vicine a certe forme di lotta e di proposta politica (diciamo quella parte che è disposta ancora a credere nella validità della costituzione e quelle sinistre sparse che hanno voglia di dare un contributo che non sia di mera contestazione) riscoprissero e valorizzassero di nuovo quella grande pagina della nostra storia del meridione, accantonando una volta per tutte le rivalità e le piccole beghe di bottega. Oltretutto, questa proposta di un cartello della sinistra democratica del Mezzogiorno, avrebbe perfino più chances di riuscire e andare in porto di quella del Fronte del &#039;48, visto che allora il movimento fallì per colpa della divisione tra socialisti e comunisti a seguito dei fatti di Ungheria del &#039;56, mentre stavolta non c&#039;è più l&#039;Urss a dividere,ma ci sarebbe l&#039;Europa che potrebbe, invece, unire. 
Spero che tu possa trovare il tempo di rispondermi e magari di iniziare insieme un confronto su questi temi, nel frattempo ti saluto e ti rinnovo ancora la mia stima per i tuoi scritti. Molti cari saluti,
Giambattista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Roberto Saviano,<br />
scrivo a te perchè ti sei guadagnato la mia stima con i tuoi articoli e con il tuo libro. Forse ti farà piacere sapere (o magari lo sai anche) che circa un secolo fa un docente socialista, promotore tra l&#8217;altro di una collana di scritti di Marx, Engels, Lassalle per l&#8217;edizioni Avanti! fu protagonista, insieme a pochi altri socialisti come lui, di una lotta senza quartiere  contro la camorra. Come vedi cambiano gli uomini, le facce, ma la storia si ripete. Dopo essere stata devastata dal laurismo, svenduta e malgovernata dalla Dc, dopo i tentativi dal fiato corto, finiti peraltro malissimo, del rinascimento napoletano della prima era Bassolino, in piena e montante globalizzazione, Napoli ritorna agli onori (si fa per dire) delle cronache nazionali con i recenti e sempre più spettacolari omicidi che si contendono, a gara, le prime pagine dei giornali, con i milioni di tonnellate di rifiuti per le strade, al tal punto da regalare al commissario speciale Bertolaso la possibilità di vestire i panni dell&#8217;eroe. Roba da non credere. Hai ragione: la camorra ha piantato radici sempre più profonde e ramificate nell&#8217;imprenditoria e nella politica, dispone di un patrimonio immobiliare incalcolabile, impone le sue tasse e distribuisce lavoro al posto dello stato. Ma proviamo, per un attimo, e sono certo che sarai d&#8217;accordo con me, come peraltro si evince da certe tue pagine, a chiederci perchè tutto questo è potuto accadere. La prima risposta, quasi banale, ma non poi così scontata se ci si pensa bene, è per lo stato di disfacimento del vecchio sistema politico, accompagnato dalla nascita di gruppi di potere clientelari che hanno preso il posto degli altrettanto clientelari partiti di antica tradizione. Questo però ha imposto regole da far west, mentre i partiti tradizionali, quanto meno, gestivano (male e con sprechi inauditi) pur sempre all&#8217;interno delle regole dello stato. E qui ci sarebbe da fare tutto un discorso sulla mancata attuazione della costituzione e sul significato che assume, oggi più che mai, la difesa di certi principi di fronte agli attacchi alla costituzione, provenienti, si badi bene, non solo da destra, ma anche, a quanto pare, dai nuovi rampolli del futuro partito democratico. Ma non è il luogo adatto per parlarne. Di fronte a questo vuoto della politica, colmato da queste sempre più sanguinarie e ciniche compagnie di ventura, sentire le giaculatorie delle istituzioni a ogni morto ammazzato a Napoli, come più in generale nel Sud d&#8217;Italia, che si chiudono tutte con il solito inno alla legalità e con la richiesta di più ordine (sì, proprio come quello che si chiedette a Genova in quell&#8217;afoso luglio del 2001), diventa sempre più insopportabile a tutti noi, che non viviamo a Napoli, non oso immaginare cosa possano pensare i napoletani che poco o nulla hanno a che fare con la camorra (ovvero sia la maggioranza della popolazione). Per non parlare del vedere in tv il volto disperato del commissario addetto allo smaltimento dei rifiuti che invoca san gennaro anzichè il coinvolgimento diretto del governo, e per non dire infine delle ridicole prediche del cardinale che dispone di impiantare sulle soglie delle chiese dei cestini dove gli accoltellatori pentiti possano andare a deporre le loro armi insanguinate. Non sono tra i fautori della politica sopra ogni cosa, anzi credo che la politica, oggi più che mai, sia davvero il rifugio delle canaglie. Ma è il caso di dirlo, l&#8217;unico modo che potrebbe non dico interrompere ma quantomeno scalfire lo strapotere della camorra, in questo momento, è proprio la politica, insieme alla mobilitazione democratica della gente: è nell&#8217;assenza di sedi dove si elaborano le proposte, dove si controllano le rappresentanze, che prosperano questi gruppi criminali o terroristici che dir si voglia, insomma dove non si respira la democrazia. Alla democrazia, dopo tangentopoli e il crollo della partitocrazia, si è invece sostituito il regime dei governatori, e a Napoli ne sapete qualcosa ormai da tempo. Ed un segnale forte a tal proposito, a livello nazionale, per poi dirigerlo a livello locale, dovrebbe iniziare a darlo l&#8217;attuale governo, modificando quell&#8217;obrobrio di legge elettorale che prevede addirittura la designazione preventiva degli eletti da parte delle segreterie dei partiti, escludendo la gente comune dalla possibilità di decidere alcunchè. Ma siccome anche io come te sono meridionale per guardare al paese e alla speranza di democrazia mi viene di guardare al Mezzogiorno d&#8217;Italia. Qui ai guasti antichi si sono aggiunti quelli nuovi, a quelli della partitocrazia si sono sovrapposti quelli della democrazia senza partiti, a meno di una svolta decisiva da parte delle menti più avvertite e, possibilmente, più giovani di quella sinistra che finora è rimasta sostanzialmente a guardare. Non bastano più gli esempi eroici, che siano Gramsci, Vittorini, Pasolini, Sciascia o Falcone. Adesso è il momento di metterci dentro le mani, di iniziare a darci dentro con una pala di idee concrete, che siano alternativa al moderatismo da strapazzo e alla disponibilità al compromesso di questa sinistra che dice di rappresentarci, ma che, per quanto mi riguarda (ma credo che sarai d&#8217;accordo con me), non ci rappresenta affatto. Anche limitatamente a questo, si dovrebbe guardare al passato per prendere esempio e innervare di contenuti moderni e nuovi certi progetti, ancorchè falliti. Nel 48 in occasione di quel fatale 18 aprile che aprì la strada al trentennio di strapotere democristiano , proprio per provare ad opporsi a qualcosa che si presagiva letale per il paese, un gruppo di personalità della sinistra diedero vita al cosiddetto Fronte democratico del Mezzogiorno, che si inseriva nel contesto più generale di quel famoso Fronte popolare che aveva come emblema elettorale il volto di Garibaldi. Tra queste personalità ricorderei due nomi su tutti, uno comunista, Giorgio Amendola, e l&#8217;altro socialista, Francesco De Martino. Si trattò del primo e unico grande movimento democratico di massa che il Sud e le isole abbiano conosciuto nella loro storia, che guidò movimenti di lotta costati la vita a decine di sindacalisti e di braccianti e operai uccisi dalla polizia, che creò circoli culturali, riviste, insomma che mise in circolo idee democratiche e grandi speranze. La storia non si ripete uguale ma ricordarne gli esempi, scoprirne i protagonisti, può permettere di riproporre, di alimentare culture, stimolare idealità, suggerire nuovi modelli di lotta politica. Sarebbe bene che noi giovani, almeno quelli di noi che ci credono, ma anche le forze politiche di sinistra, almeno quelle che si sentono eredi o comunque vicine a certe forme di lotta e di proposta politica (diciamo quella parte che è disposta ancora a credere nella validità della costituzione e quelle sinistre sparse che hanno voglia di dare un contributo che non sia di mera contestazione) riscoprissero e valorizzassero di nuovo quella grande pagina della nostra storia del meridione, accantonando una volta per tutte le rivalità e le piccole beghe di bottega. Oltretutto, questa proposta di un cartello della sinistra democratica del Mezzogiorno, avrebbe perfino più chances di riuscire e andare in porto di quella del Fronte del &#8217;48, visto che allora il movimento fallì per colpa della divisione tra socialisti e comunisti a seguito dei fatti di Ungheria del &#8217;56, mentre stavolta non c&#8217;è più l&#8217;Urss a dividere,ma ci sarebbe l&#8217;Europa che potrebbe, invece, unire.<br />
Spero che tu possa trovare il tempo di rispondermi e magari di iniziare insieme un confronto su questi temi, nel frattempo ti saluto e ti rinnovo ancora la mia stima per i tuoi scritti. Molti cari saluti,<br />
Giambattista</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ciro pellegrino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/06/20/londa-anomala/#comment-72423</link>

		<dc:creator><![CDATA[ciro pellegrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jun 2007 21:33:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per quanto mi riguarda, tante riserve su Gomorra. Una su tutte: non c&#039;è il rapporto tra camorra e politica. E mi dispiace: la camorra non è solo ciccio &#039;o stuorto o pasquale &#039;o malamente. Ma anche l&#039;Onorevole Dottore, il Medico Luminare, il Docente Chiarissimo e il Monsignore Eminentissimo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto mi riguarda, tante riserve su Gomorra. Una su tutte: non c&#8217;è il rapporto tra camorra e politica. E mi dispiace: la camorra non è solo ciccio &#8216;o stuorto o pasquale &#8216;o malamente. Ma anche l&#8217;Onorevole Dottore, il Medico Luminare, il Docente Chiarissimo e il Monsignore Eminentissimo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Felice Muolo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/06/20/londa-anomala/#comment-72416</link>

		<dc:creator><![CDATA[Felice Muolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jun 2007 16:00:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vi consiglio di leggere COMPLANARE PUTTA e CRISTO NON SI CORICA di Felice Muolo, Edizioni IL FILO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi consiglio di leggere COMPLANARE PUTTA e CRISTO NON SI CORICA di Felice Muolo, Edizioni IL FILO</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea b.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/06/20/londa-anomala/#comment-72402</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jun 2007 12:35:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...mhm, capisco...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;mhm, capisco&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Morgillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/06/20/londa-anomala/#comment-72368</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Morgillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 20:39:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;strong&gt;Qualcuno dica ad Orson Welles che l&#8217;Italia non ha mai avuto una dimensione borghese&lt;/strong&gt;

&lt;strong&gt;Andrea, &lt;/strong&gt;un &lt;em&gt;apostolo&lt;/em&gt; della camorra per esercitare su di me il suo magistero&#160;dovrebbe prima riuscire ad instaurare con me una relazione. &#160;La vedo dura. Non &#232; riuscito ad avere potest&#224; su di me neanche Cristo. Non voglio essere &lt;em&gt;salvato&lt;/em&gt;. &#160;Vivo nell&#8217;&lt;em&gt;illecito&lt;/em&gt;. Senza &lt;em&gt;grazia&lt;/em&gt;. 
&#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Qualcuno dica ad Orson Welles che l&rsquo;Italia non ha mai avuto una dimensione borghese</strong></p>
<p><strong>Andrea, </strong>un <em>apostolo</em> della camorra per esercitare su di me il suo magistero&nbsp;dovrebbe prima riuscire ad instaurare con me una relazione. &nbsp;La vedo dura. Non &egrave; riuscito ad avere potest&agrave; su di me neanche Cristo. Non voglio essere <em>salvato</em>. &nbsp;Vivo nell&rsquo;<em>illecito</em>. Senza <em>grazia</em>.<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
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