Vacanze terapeutiche per bambini ipocondriaci e con problemi di socialità

11 luglio 2007
Pubblicato da

di Christian Raimo

Avete dieci anni e i vostri genitori decidono che quest’anno invece di andare a casa di vostra nonna in un paesino dell’entroterra garganico dove mangiare quantità favolistiche di cozze e zuppa di pesce quasi tutti i giorni e ricevere le attenzioni incondizionate di vostra nonna, comprese piccole mancette per la sala giochi, regali, dolci fatti apposta per voi, è meglio non pesare sul collo di questa povera settantenne, e – anche con il pretesto di evitare inutili scarrozzate di quaranta chilometri in macchina tutti i giorni dal paesino dell’entroterra fino alla spiaggia e ritorno – si crede che potrebbe rivelarsi più sensato prendere invece in affitto, da una fantomatica cugina di secondo grado (molto simpatica circa trentacinque anni or sono, all’epoca delle elementari comuni con vostra madre), un appartamento a cinquecento metri dal mare, in una cittadina di quelle sorte tipicamente dal nulla e battezzate, in nome di questa necessità di onomastica letterale, Marina (perché appunto lì si trova, sul mare) di Lesina (perché c’è un lago marino, quello di Lesina, appena alle sue spalle); se non fosse che i vostri cugini – o più precisamente, i vostri zii – concordano anche loro che negli anni passati si è abusato della disponibilità della nonna in questione, e che forse non è un’idea malvagia quella di accodarsi alla vostra vacanza e di dividere l’appartamento della vostra cugina molto simpatica un tempo, appartamento a dir la verità non molto grande, con l’unico letto a una piazza e mezza a castello che abbiate visto in vita vostra; al che vostra cugina di secondo grado simpatica tuttora a parlarci del più e del meno e degli affari di suo marito pizzicagnolo ma comunque cresciuta negli anni con un senso realistico del mercato immobiliare estivo, decide dunque di raddoppiare il prezzo dell’affitto nel momento in cui si raddoppia il numero degli affittuari parenti: nella casa non molto grande il primo giorno di vacanze così vi ritrovate in otto, voi, vostra sorella più piccola di tre anni, vostro cugino più grande di quattro (e quindi docente esclusivo e pervasivo di teoria immaginativa del sesso in qualsiasi forma voi non avevate nemmeno previsto), vostra cuginetta piccola di due anni, vostro padre igienista, vostra madre con un complesso di efficacia educativa da sperimentare senza soluzione di continuità sui suoi figli e con un rigetto patologico di ogni manifestazione che asseveri il degrado del Meridione, terra nella quale è cresciuta e che ha deciso di lasciare appena raggiunta l’età della ragione, vostra zia e vostro zio decisamente più simpatici, più permissivi, più gioviali, più sportivi, più espansivi dei vostri genitori, dai quali però i vostri genitori vi tengono distante nel momento in cui potrebbero anche minimamente farvi entrare nella loro aura di trasmissione di valori, valori dai quali essi dissentono senza tuttavia troppo sottolinearlo se non vietandovi di fare tutto quello che è concesso ai vostri cugini.
Marina di Lesina in un agosto qualsiasi degli anni ’80 è un posto di vacanza potenziale. Ci potrebbero essere degli stabilimenti balneari, ci potrebbero essere delle spiagge attrezzate, ci potrebbero essere dei negozi di giocattoli e ciabattine, ci potrebbero essere e ci saranno delle fognature funzionanti negli anni venturi che sostituiranno i camion di spurgo che ogni mattina alle otto vengono a succhiare la vostra cacca dai tombini, ci potrebbe essere dell’acqua potabile che esce dai rubinetti, potrebbe essere attuato un programma di disinfestazione dagli insetti che stagnando nel lago contiguo sono lieti di incontrarvi in ogni momento disponibile del vostro soggiorno: uno sterminio di insetti che è vero non consentirebbe a voi (insieme a vostra sorella, e coordinati da vostro cugino) evitare la noia delle serate estive prive di campetti di minigolf, dedicando invece la maggior parte del tempo all’uccisione videogamica delle zanzare che infestano l’appartamento, organizzando un torneo settimanale con regole precise (1 punto sul muro o sul pavimento, 2 sulle poltrone o su altri mobili, 3 sul soffitto) e arrivando a stabilire record di 103 zanzare uccise nell’arco di sole due ore; ma è anche vero risparmierebbe vostra cugina piccola di due anni, di quell’età dunque in cui può essere nocivo sottoporla ai bagni quotidiani che voi fate nell’Autan (e non nel mare dove, per inciso, non è possibile immergersi se non allontanandosi almeno cinque chilometri perché all’altezza di Marina di Lesina c’è un fiumicello di scarico di colore nerastro), quella media di venticinque pizzichi al giorno – con un picco di sessantadue la prima sera nella quale non avevate provveduto a spruzzare la camera comune di Baygon perché era andata a dormire troppo presto, picco per il quale i vostri zii hanno ipotizzato anche di portarla a un pronto soccorso; e disinfestazione che è vero altresì limiterebbe l’uso estensivo di manifesti sparsi ovunque per la città che recitano, a nome del comune, Preacuzioni per i turisti Marina di Lesina: Pericolo di Difterite! Pericolo di Tifo! Attenzione a non bere acqua dai rubinetti! Attenzione a non mangiare gelati artigianali! Attenzione alle malattie di cui possono essere portatori gli insetti! Ai primi sintomi di dissenteria, di disordine gastrico recatevi prontamente al Centro di Guardia Medica! (Avviso che in voi scioglierà una sorta di strana iperconsapevolezza sanitaria che vi farà bloccare il più possibile gli sfinteri per giorni in modo da non dare alcun possibile adito a episodi di dissenteria).
Ma così, conclusa questa vacanza, avrete percorso in anticipo sui tempi quella linea d’ombra che porta le giovani generazioni a odiare di un rigore omicida, à la Sant-Just, i propri genitori, e rammentare come una madeleine perduta la frittura di calamari di vostra nonna.

6 Responses to Vacanze terapeutiche per bambini ipocondriaci e con problemi di socialità

  1. giuseppe panella il 11 luglio 2007 alle 17:56

    veramente notevole e direi soffusa di nostalgia alla rovescia questa ipo-narrazione del bravo Raimo!

  2. cappuccetto rosso il 11 luglio 2007 alle 21:22

    a me mi piaceva tanto andare in vacanza dalla zia,
    mi lasciava giocare ed era sempre gentile con me….
    voglio andare ancora dalla zia Riccarda!

  3. ilse il 12 luglio 2007 alle 09:17

    bellissimo!!!!!!

  4. Gaja il 12 luglio 2007 alle 11:27

    christian, ti leggo *sempre* e sempre con interesse. complimenti per questo pezzo e per tutte le altre volte che non ho lasciato un commento (ma sai bene cosa io pensi di te e della tua scrittura). abbracci.

  5. luigi il 12 luglio 2007 alle 14:59

    a marina di lesina ci ho fatto il bagno sabato scorso (lido cormoran), e mi ci sono sposato un mese e mezzo fa (ristorante la palazzina).
    oggi le fogne sono arrivate, le zanzare persistono, sebbene con minor arroganza, il mare è azzurro. ma la villeggiatura è complicata da una nuova iattura: molte case sono state costruite su terreno friabile…
    affrettatevi a visitare la zona, comunque, perché tra un secolo non esisterà più, adriatico e sabbia l’avranno mangiata.
    a proposito di mangiare, non perdetevi l’anguilla alla brace.
    grazie christian, ciao a tutti.
    luigi
    ps: io bolognese, mia moglie lesinese.

  6. vincenzo il 14 luglio 2007 alle 17:46

    Il racconto di Christian Raimo sulla ricerca della distanza minima da terra per buttarsi giù nel vuoto e farla finita con pessotto che ha alzato i limiti dell’immaginabile come un campione di salto con l’asta all’inverso forse ci ha salvato la vita.
    Volevo scriverlo allora. Lo faccio adesso.
    Scusate e ciao a tutti gli scrittori di questo sito.



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