Il pianeta è un posto poco sicuro (il pianeta è un posto pauroso)

24 luglio 2007
Pubblicato da

dscf1218.JPG di Andrea Inglese

a Franzisko e Franzone: poli francescani della mia idiozia

Il faro dell’illuminismo lombardo, ossia il quotidiano di Varese «La Prealpina», pubblicava il 10 luglio scorso un’interessante analisi del celebre elzevirista Boni, che scriveva in un editoriale intitolato Italia paese poco sicuro: “Nove persone su dieci si dicono preoccupate per il crescente numero di episodi di criminalità e ritengono che l’Italia sia diventata un Paese poco sicuro. Un clima di incertezza che si concentra maggiormente nelle regioni del Nord, quelle con la percentuale più alta di migranti.” Mi sia permesso di dire che la visione di Boni è del tutto ottimistica. Credo sia ora di affrontare il problema alla radice: non solo il Nord, non solo l’Italia, ma il pianeta tutto è in larga misura fuori dal nostro controllo. Il pianeta non è più un posto sicuro. Non è più un luogo dove portare a passeggio i propri bambini.
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Il pianeta è un posto poco sicuro, non può essere del tutto rassicurato, il pianeta manca di sicurezza. (Ha un carattere debole, esita, è sfiduciato.)

Il pianeta è un posto poco sicuro, meglio sarebbe stare chiusi in casa, ma stando attenti a non rimanere chiusi dentro. (Meglio stare chiusi fuori, potendo nel caso scappare dentro. [Quelli rimasti dentro, spesso sono stati estratti fuori quasi morti. Senza contare i murati vivi.]).

Il pianeta è un posto poco sicuro, va illuminato meglio, anche dietro al muro, o sopra, nelle siepi, sott’acqua, dove regna, di notte, il lato oscuro, lì si deve intervenire con fari e lampi, ma senza accecare, senza esagerare. (Ci sono stati casi, molti, di sbandamento, salto di corsia, frontale secco, per via dei lampeggianti, delle luminarie disseminate ovunque, anche tra i sedili, o tra i piedi, nella bocca dei cani randagi.)

Il pianeta è un posto poco sicuro, tira un sacco d’aria, che colpisce la faringe, poi i polmoni, la colonna vertebrale, il collo, i bulbi oculari. È consigliabile coprirsi, ma coprire soprattutto, con teli impermeabili e gran tendaggi di feltro, e doppi vetri, strisce di nastro adesivo lungo le fessure, anche sulla bocca del compagno, da dove sale un venticello malizioso. (Attenzione, però, il proprio respiro, benché rischioso in luoghi umidi, è ritenuto comunque necessario.)

Il pianeta è un posto poco sicuro, per via dei finti cibi, autenticamente artificiali, ma contraffatti dopo, artificiosamente, da falsari senza dubbio orientali. (Polli allevati a siringate di veri antibiotici, contraffatti da polli siringati da antibiotici scaduti; polli che ingozzano soia veramente modificata, contraffatti da polli che ingozzano approssimazioni di soia poco identificata.)

Il pianeta è un posto poco sicuro, in quanto lo straniero entra come vuole nel paese, persino ci vive lavorando tanto, dormendo poco, e mangiando male. Questo primitivismo va corretto, lo straniero educato, piegato alle regole, al contratto giusto: e cibo buono, cappotto bello, auto fiammante. (Col rischio dello straniero ricco e altezzoso, e dell’indigeno porco e povero: quello che schifosamente usa tovagliolo e forchetta, quest’altro che pateticamente si sputa in mano e si liscia i cappelli.)

Ogni giorno, sul nostro pianeta, avvengono terribili, ingiustificati, incidenti di cui sono vittime uomini, donne, vecchi e bambini. Senza parlare di cos’accade alle lucertole o ai bufali muschiati, e alle tante altre bestie, sprovviste di protezione sanitaria, mense della Caritas e caserme dei carabinieri.

Ogni giorno migliaia di persone rimangono intrappolate in un lenzuolo, cadono in trance alla vista di un gatto, svengono durante la festa del loro compleanno, si prendono a sberle prima di addormentarsi, rimangono incastrate tra due rami mentre colgono ciliegie, s’infilano per errore un attaccapanni in gola, si feriscono con un pettine di plastica, vengono accecate da corvi che le scambiano per impiccati, perdono un piede per aver stretto esageratamente i lacci delle scarpe, soffocano facendo la doccia, cadono ipnotizzati girando il volante dell’auto, si evirano tentando di masturbarsi con un aspirapolvere, muoiono di fame perché a quell’ora i ristoranti erano chiusi, muoiono di freddo essendosi addormentati in cantina, asfissiano ingoiando una fetta di melone senza togliere la scorza, muoiono per il malocchio, perdono l’uso della parola cercando di ricordare una poesia imparata a scuola, si ammazzano per dimostrare agli altri che non scherzano, prendono fuoco misteriosamente, sono colpiti da radiazioni vaganti, dissanguati per ferite da ventaglio, amputati per un malinteso chirurgico, uccisi per motivi gravi e personali.

C’È ANCHE IL RISCHIO DEL PERICOLO

Attenti! È troppo pericoloso rischiare, e chi vive è ostaggio di molti rischi pericolosi.

DANGER DANGER ha scritto la gioventù più consapevole.
DANGER DANGER ha scritto con grande maturità
DANGER DANGER sulla schiena dei propri genitori

C’è il pericolo della bistecca marcia
del latte tagliato
della calza spaiata
del martello sul ginocchio
della ciabatta ad imbuto
del mandarino con dentro il chiodo
del dio carogna
della nuova Bisanzio
della corsa all’atletismo
della frenesia per il ribes
del cazzo che non monta
del cazzo che non smonta
delle formazione eterna
del meteorite finale
della droga che non fa male e non dà dipendenza
della poesia fannullona
del rischiare meno raschiando tutto
del cazzo morto per preservativo contraffatto
della bocca morta per cazzo contraffatto
dell’uomo morto per cognome contraffatto
della contraffazione del caviale
della contraffazione delle feci
del finto cane veramente lupo
della finto criceto veramente ratto
del finto marito veramente bestia
del controllo mentale
del controllo rettale
dei cagatori incontrollati

POI C’È IL RISCHIO DI LEGGERE LE STATISTICHE

In Italia si calcola che un bambino di meno di 14 anni muore accidentalmente ogni tre ore.

Su 100 morti accidentali di bambini da sei mesi a nove anni, un terzo muore per incidenti del traffico stradale, ma i due terzi restanti per INCIDENTI DOMESTICI.

Sottovalutare gli incidenti domestici è come tagliare la gola ad un prete disperato.

La casa appare come un luogo falsamente sicuro. (Paradossalmente un budello di miniera è meno pericoloso.)

Messi in ordine di maggiore frequenza, gli incidenti domestici si definiscono come
– cadute e traumi
– intossicazioni
– ustioni
– asfissie, soffocamenti, annegamenti
– scariche elettriche
– eventi imponderabili
– malocchio

I bambini sono facilmente soggetti a cadute:
– da un luogo elevato (seggiolone, letto a castello, balcone, finestra, spalle di un adulto, quadrupede domestico, scala a pioli, altalena)
– su suolo duro (cortile della ricreazione, caduta dalla bicicletta, sulla strada)
– con slancio (bicicletta, pattini, skate, monopattino, dorso di un amico).

I traumi cranici sono gravissimi quando sono accompagnati dai seguenti fenomeni:
– perdita di conoscenza al momento della caduta, anche se molto breve
– vomito o mal di testa
– stato di sonnolenza secondaria
– vociferazione in lingue sconosciute
– allucinazioni visive o uditive con comparsa di ruote infuocate e suono di cembali
– perdite di sangue dal naso o dalle orecchie
– fame aggressiva
– desiderio di mostrarsi molto più ricchi e potenti dei propri genitori
– evocazione di dottrine sull’origine del male

E L’INCIDENTE DOMESTICO NON È IL PIÙ RISCHIOSO: LEGGETEVI DUE RIGHE SUGLI INCIDENTI ALIMENTARI

Si è parlato recentemente del rischio di bere latte mescolato con spremute di coratella, o latte vaioloso, o latte che fa letteralmente schifo. Si è anche avvisato il paese del rischio di utilizzare un dentifricio di marca contraffatta, che potrebbe contenere sostanze tossiche. MA SIETE AL CORRENTE DELLE STIME AVANZATE DALL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ?

Secondo l’OMS ancor oggi 110.000 persone in tutto il mondo mangiano ogni giorno merda. Merda vera, escrementi umani. Il 40% di coloro che ogni giorno mangiano merda lo fanno per ignoranza, ossia sono convinti che la merda sia una sostanza gradevole e commestibile. Ma almeno il 25% mangia merda per distrazione, ossia scambiandola per una sostanza commestibile. Un buon 8% mangia merda in piena consapevolezza pur essendone disgustato, ma lo fa per motivi religiosi. E mi dispiace dirlo, ma i cattolici che mangiano merda per ragioni dottrinarie sono più numerosi, fatte le debite proporzioni, dei protestanti, degli ortodossi e degli stessi musulmani. La cosa che forse rattrista di più è che tra tutti i mangiatori di merda quotidiani solo il 5% lo fa unicamente per deliberato piacere (4% mangiano merda per rafforzarsi; 4% senza nessun motivo; 10% per risparmiare sulla spesa).

Se ci spostiamo su di un evento assai meno sgradevole che l’ingoiare feci umane, ma comunque non attraente, quale il cagarsi addosso, ci rendiamo conto dell’enormità del fenomeno. Nel solo Belpaese, benché non se ne parli mai sui massmedia, ben 800 persone adulte si defecano addosso ogni giorno. In questa cifra sono compresi anche coloro che già hanno varcato la soglia di un bagno pubblico o privato. Sono invece esclusi da questa cifra coloro che si defecano addosso per goffaggine, intempestività o mancanza di mira, una volta che hanno già sbottonato i pantaloni o sollevato la gonna, in prossimità della tazza del cesso. Stiamo quindi parlando soprattutto di gente che si caga addosso per errore, distrazione, calcolo impreciso, a casa, in ufficio, sui mezzi pubblici, in discoteca, per strada.

Ora che sono rese pubbliche queste cifre, io penso che nessuno potrà sentirsi sicuro non solo a casa propria, ma per così dire nel proprio corpo. Inoltre, ciò che rende più inquietante queste statistiche sta nel fatto che la merda con cui entriamo in contatto (per ingestione – nel primo caso – o per sfregamento – nel secondo) dipende non dall’azione violenta di qualcuno su di noi. Molto inferiori sono le cifre di coloro che nel mondo sono obbligati a mangiare feci o che vengono colpiti dalle feci altrui (attraverso un lancio o un tranello).

TAKE CARE : DON’T EAT SHIT !
NE MANGEZ PAS VOTRE MERDE NI CELLE D’AUTRUI !
PRIMA DI MANGIARE, ASSAGGIATE SEMPRE QUELLO CHE AVETE NEL PIATTO!

dscf2008.JPG (Foto di un classico incidente domestico: strangolamento e soffocamento con lenzuolo notturno.)

MA SOPRATUTTO C’È IL PERICOLO DELLA PAURA

(IL PIANETA È UN POSTO PAUROSO)

La paura di sbattere la porta
di camminare a piedi nudi
di mettere i piedi nelle scarpe
di guardare il sole
di non vedere niente
di respirare
di un esaurimento dell’ossigeno
di aver mangiato la cotoletta di maiale rossa che porta la tenia
di non trovare che carne marcia da mangiare
di inghiottire lamette da barba
di non ingoiare più aria
di entrare nella botola
di uscire dalla lavatrice
di essere mangiato vivo dai parenti
di dover mangiare crudi tutti i figli
di dover inculare il proprio nonno
di farsi masturbare da gesù bambino
di bere per sbaglio l’antigelo ghiacciato
di cadere di faccia nel ragù bollente
di essere rapiti dagli alieni
di essere violentati dagli alieni
di dover mangiare il cibo degli alieni
di dover conversare tutto il pomeriggio con gli alieni
di non incontrare mai gli alieni

E POI C’È IL PERICOLO DI PAURE ANCORA PIÙ PAUROSE

La paura di morire nudi
	di rimanere mezzi morti e mezzi vivi
	di morire per finta poi si scopre che è per davvero
	di morire ancor prima di nascere
	di nascere zombie
di nascere dalla propria madre
di nascere con i piedi trasparenti
di rimanere intrappolato in un dipartimento universitario
di dover scontare un ergastolo con un professore universitario
di essere nato scemo ma nessuno lo dice per cortesia
di diventare scemo a forza di stare con gli scemi
di essere completamente pazzo
di essere l’unico a non essere pazzo
di fare a botte con il papa
di cadere vittima di una truffa escogitata da se stessi
di perdere la calma davanti a un bicchiere di vino
di acquistare la calma solo davanti a una bottiglia di vino
di amare la droga più che se stessi
di porgere alla droga l’altro braccio
di amare la droga d’altri
di pensare che la droga non fa la felicità
di fare l’amore nudo
di fare l’amore con l’abito della prima comunione
di fare l’amore con tutta la propria famiglia
di fare l’amore con il cadavere di Petrarca
di leccare un piede
di leccare una donna mestruata
di farsi leccare da un gruppo di carmelitane scalze
di svegliarsi dentro la testa di un arabo
di diventare il più grande cantante ma in arabo
di calzare le ciabatte di un musulmano
di far mangiare porchetta a venti musulmani
del fiato di un ebreo
di diventare tirchio come un ebreo
del nero della pelle di un africano
di diventare pigro come un africano
della pronuncia di un calabrese
di mangiare piccante come un calabrese
di avere le sopraciglia napoletane
di diventare ladro come un napoletano
della pelle gialla dei cinesi
di lavorare tutta la vita come un cinese
di avere un cervello statunitense
di diventare simpatico come uno statunitense
di avere le orecchie abruzzesi
di parlare il dialetto veneziano
di mangiare come un pugliese
di andare al cesso come un romano
di divertirsi come un milanese
di diventare omosessuale per sbaglio
di essere manipolato da un circolo di femministe
di nascere biondo
di avere le unghie che crescono già da vivo
di cagare delle murene
di cagare il pancreas
di cagare un feto
di mettere il piede dentro l’ano di un mostro

(Il servizio fotografico, porco incluso, è stato realizzato interamente a spese dell’autore.)

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145 Responses to Il pianeta è un posto poco sicuro (il pianeta è un posto pauroso)

  1. la funambola il 25 luglio 2007 alle 00:18

    sì, il pianeta non è molto gentile
    e anche io a volte sono una stronza.
    bravo andrea inglese
    baci
    la funambola

  2. Lorenzo Increta il 25 luglio 2007 alle 08:45

    C’è molta delinquenza, colpa dell’indulto in parte. Si ha paura.

  3. Bertoldo B. il 25 luglio 2007 alle 09:07

    Direi di più: il pianeta è pieno di banchieri, amministratori delegati, generali e colonnelli, capi di stato, a piede libero. E la polizia “ha le mani legate”.

  4. maria luisa il 25 luglio 2007 alle 09:35

    Geniale! “La Prealpina” come faro dell’illuminismo lombardo fa venire i brividi :-) Noi loro, loro noi, e poi hai visto quello, quella. Era meglio stare a casa… Terribile. Meglio cadere nel ragù bollente.

  5. tashtego il 25 luglio 2007 alle 09:40

    molto bello, inglès.

  6. effeffe il 25 luglio 2007 alle 09:53

    non vorrei dire, Igles, ma credo di poter affermare che la parte a me (franzisko) dedicata sia più bella di quella a FK (Franzone) dedicata.
    effeffe
    ps
    stamattina hp scoperto che oltre al 10 % di fascista in noi ci sia anche un 10 % di spam. Come quello ricevuto stamattina:

    Francesco.forlani *** SPAM *** BE$T $P$R$I$C$ES$… 25/07/07 08:12 4.3 ko
    ppss
    tra le cose più belle che ho letto (col lenzuolo/ evasione) di te

  7. The O.C. il 25 luglio 2007 alle 10:11

    Era meglio l’uomo che mordeva il cane o il “bosniaco” che salvava i bambini?

  8. valter binaghi il 25 luglio 2007 alle 10:20

    La Prealpina raggiunge livelli ineguagliabili di comicità involontaria, e il testo di Andrea è molto bello. Aggiungo però che ridicolizzare l’universale distinzione tra domestico ed estraneo allontana dalla comprensione dell’umanità concreta e in funzione di una rappresntazione ideologica del sociale.
    I Brambilla non ci stanno e tra le due cose comprano la Prealpina.

  9. effeffe il 25 luglio 2007 alle 10:20

    serbo amore- disse
    effeffe
    ps
    quando camminavo per Montpellier con Maestrale forza venti, temperatura 12 gradi (il 12 luglio) osservavo i manifesti che annunciavano il surriscaldamento del pianeta.

    A Torino invece dove pioveva da tre settimane, ad un’edicola appeso se ne stava ingiallito un cartello che sparava “rischio siccità”

    Una gramde (PM) previsione metereologica ci seppellirà
    effeffe

  10. ste.zan il 25 luglio 2007 alle 11:15

    Rabelais lässt grüßen.

  11. Blackjack il 25 luglio 2007 alle 11:20

    Mi ritrovo appieno nei ‘brambilla’, categoria troppo bistrattata secondo me e difatti, come sottolinea Binaghi, lo scritto di Inglese mi ha restituito l’impressione di un ‘interessante’ minestrone.
    Come quelli della Prealpina mi pare di capire, anche se da una posizione di partenza iniziale decisamente diversa.

    Non ho mail letto La Prealpina, ma dovrò rimediare; è che dalle mie parti non si trova.

    Blackjack

  12. fk il 25 luglio 2007 alle 11:22

    Questo pezzo è da applausi. C’è di tutto. Straniante come un Brecht-Bukowski sulla prospettiva Nevskij. (Per tacere di IgorT).
    Grazie per la dedicatissima.

  13. The O.C. il 25 luglio 2007 alle 11:46

    Epperò, sarà che i fuochi (fatui) riempiono le gazzette e i corrieri del mezzogiorno, sarà che il caldo dà alla testa, ma resta il fatto che ieri so’ morte delle persone (vedi esseri umani), e che ci vorrebbe una bella inchiesta sulla piromania. Peschici ieri era davvero un posto poco sicuro.

    Qualcuno dirà che nelle stesse ore morivano lo stesso numero di persone (esseri umani) anche in montagna e sulle Alpi. Ma una cosa è farsi una scalata, altra cosa prendere il sole sul bagnasciuga (tanto sole da finire arrostiti).

    Che poi non si tratti di spaventose mutazioni climatiche, non ci vuole T.C. Boyle per capirlo.

  14. isabella il 25 luglio 2007 alle 13:41

    notevole.
    bravo.
    anche per le immagini.

  15. kristian il 25 luglio 2007 alle 13:54

    Andrea, le paure che hai snocciolato sono meravigliose.
    R. è la mia più grande amica. soffre di depressione cronica. ieri mi ha detto che ha paura della vita e forse si butta dal balcone. però la sua gatta è disidratata e deve continuamente portarla alla clinica veterinaria. per cui forse aspetta a buttarsi.

  16. gabriella il 25 luglio 2007 alle 13:54

    Tosto e surreale… la parte sui traumi cranici la aggiungo ai miei studi… ;-)

  17. massinissa il 25 luglio 2007 alle 14:03

    di notevole trovo l’off choir di blackjack

  18. diamonds il 25 luglio 2007 alle 14:11

    Sembra di essere tornati alla grande crisi del 29,quando passare sotto le finestre di wall street costituiva un azzardo non da poco,vista l’enorme massa umana che si precipitava dalle finestre per risolversi previa valutazione inconsistenza portafoglio titoli.Davvero un posto molto pericoloso.”Viene istintivo,ma sarebbe troppo facile fare un’analogia con la situazione generale dell’URSS.Il paese si sta sbriciolando in mille pezzi.Troppe forze centrifughe soffocate da lunghi anni di insano centralismo stalinista sorretto dallle repressioni,scalpitano per divincolarsi.Tutti vogliono l’indipendenza.Da che cosa?Da tutto.Gli scrittori vogliono lasciare l’unione degli scrittori e formare un’altra organizzazione.Le repubbliche vogliono staccarsi dall’Urss,i territori autonomi vogliono staccarsi dalle repubbliche,le minoranze etniche reclamano la loro indipendenza all’interno delle autonomie;si è spaccata perfino l’associazione cinofila”(cfr asì es la vida en los pinches tropicos)

  19. andrea barbieri il 25 luglio 2007 alle 14:33

    Andrea Inglese è molto bravo, e per me ha un talento un po’ voltoliniano (intelligenza, lessico, sperimentazione). Per spiegare la cosa butto giù questa proporzione: Waits sta a Capossela come Voltolini sta a Inglese. Uhm, forse ho reso la cosa ancora più nebulosa… :-)

  20. Lorenzo Galbiati il 25 luglio 2007 alle 14:52

    Il vero ispiratore di Inglese è il famoso filantropo Murphy:

    Le Leggi di Murphy

    Ovvero La Verità Rivelata

    Tomo Primo:
    Della Murfologia Vera e Propria

    Legge di Murphy
    Se qualcosa può andar male, lo farà

    Corollari alla Legge di Murphy
    Niente è facile come sembra e tutto richiede più tempo di quanto si pensi;
    Se c’è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo;
    Se si prevedono quattro possibili modi in cui qualcosa può andare male, e si prevengono, immediatamente se ne rivelerà un quinto;
    Lasciate a se stesse, le cose tendono a andare di male in peggio;
    Non ci si può mettere a far qualcosa senza che qualcos’altro non vada fatto prima;
    Ogni soluzione genera nuovi problemi;
    I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedirgli di nuocere;
    Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscirà sempre a scovarla;
    Madre Natura è una puttana.

  21. Sandrino Ignoranza il 25 luglio 2007 alle 16:49

    Bisognerebbe fare uscire questo pezzo sulla prima pagina del resto del carlino.

  22. Sandrino Ignoranza il 25 luglio 2007 alle 16:49

    Bisognerebbe fare uscire questo pezzo sulla prima pagina del resto del carlino. Dico sul serio.

  23. Matilde il 25 luglio 2007 alle 17:30

    ‘Il pianeta è un posto poco sicuro, meglio sarebbe stare chiusi in casa, ma stando attenti a non rimanere chiusi dentro. ‘

    Da quando mi sono abituata a non chiudere più a chiave la porta di casa dormo più tranquilla!

  24. Giacomo Leopardi il 25 luglio 2007 alle 17:54

    I cervelloni l’hanno definito pessimismo cosmico quello che mi prendeva di fronte alla natura, provavo fascino e repulsione, una specie di “odi et amo” catulliano. L’amavo per i suoi spettacoli di bellezza, di potenza e di armonia; la odiavo per il concetto filosofico che si forma di essa, una matrigna crudele ed indifferente ai dolori degli uomini, una forza oscura e misteriosa, governata da leggi meccaniche ed inesorabili. Ma fondamentalmente non c’ è verso, tutto il mondo è paese ed il paese fa schifo.

  25. Ana il 25 luglio 2007 alle 20:07

    ci sono paesi e paesi….

  26. fk il 25 luglio 2007 alle 20:49

    Andrea Barbieri, lo sai che ti voglio bene. Ma che equazione fai? Io fossi Inglese ti strozzerei. A parte le tue buone intenzioni. Come va? Quando torni a Milano?

  27. diamonds il 25 luglio 2007 alle 21:53

    Visto che stiamo parlando di paura e dato che abbiamo nominato l’altro giorno Munoz Molina (ricordate quando descriveva il segreto terrore degli spagnoli che Franco appartenesse a una di quelle stirpi caucasiche che giungono sovente a vivere 150 anni),vi confesso che uno dei miei incubi diuturni è morire soffocato tra le pieghe della pappagorgia politico-culturale che governa questo paese

    p.s. Barbieri,c’è spazio per vivere di reading,sincerely?

  28. Francesca E. Magni il 25 luglio 2007 alle 22:33

    con la paura di fare il solito commento scemo…

    WOW! E’ tutto bellissimo e l’ultimo pezzo è fantastico anche letto a ritroso, a partire dalla fine (provare per credere!).

    fem

    P.S. io proverei a mettere nella macchina del tempo i cari Lumbard spedendoli direttamente a Legnano ai loro cosiddetti tempi d’oro, a prendere legnate (ma vere) sul capoccio.

    P.S. bis: dopo aver visto la foto da paura ho tolto subito il lenzuolo (tanto fa caldo e lo spingevamo via con i piedi, ma se è killer… meglio toglierlo!)

  29. così&come il 25 luglio 2007 alle 23:12

    [Andrea :-) triplo]

    Aggiungerei queste voci

    (11/7/2007 09:24) | ALIMENTAZIONE: MAMMA TROVA PEZZO DI CELLULARE NEI BISCOTTI DELLA BIMBA

    – Roma – 11 luglio 2007 -Clamoroso episodio: un pezzo di cellulare è stato trovato in un biscotto per bambini dalla signora Marianna Sarno, di Brescia. La mamma stava per dare da mangiare alla bimba di 10 mesi, latte e biscotti appunto. Non essendo ancora pronto il latte, la signora Sarno prende dalla scatola 2 biscotti, uno per lei ed uno per la bimba. Lo dà alla bimba e poi mette in bocca il suo. Ma una volta messo in bocca si accorge che nell’impasto del biscotto c’è qualcosa di duro. E’ un pezzo di una sim card, metà. Per fortuna non riporta ferite. La preoccupazione della mamma è subito per la bimba, per lo scampato pericolo. Non immaginiamo, infatti, cosa sarebbe potuto accadere se avesse invertito l’ordine dei biscotti, facendo ingerire ad una bimba così piccola un pezzo così grande ed appuntito.
    La signora ha contattato la sede del Codacons di Brescia per denunciare il caso ed avere assistenza legale.
    Il Codacons chiede ai Nas di effettuare controlli a tappeto nelle ditte che producono alimenti per verificare eventuali falle nelle loro catene di lavorazione. In questi ultimi anni, infatti, si è registrata un’escalation di questi fatti senza precedenti, anche se questo caso è di particolare gravità dato che i biscotti erano per lattanti dal 4° mese e quindi particolari precauzioni dovrebbero essere a maggior ragione prese. Solo per citare i casi più clamorosi segnalati in questi ultimi anni al Codacons, abbiamo: acqua minerale con mosca all’interno, scarafaggio fritto nelle patatine, cioccolato con i vermi, salame con dentro un ago di 5 cm, l’insalata confezionata con rospo al seguito, una punta di trapano in un cornetto acquistato al bar, un topo nei pop corn, una mosca nel tonno in scatola, un verme in un vasetto di funghi, una pallina di piombo in un vasetto di omogeneizzati, un pezzo di guanto in una bottiglia di acqua minerale, una pinzetta negli hamburger, carta igienica nello yogurt, un panino, confezionato in sacchetto, con un vetro triangolare di 6 millimetri, per non parlare dei sassi, che ormai sembrano essere un ingrediente standard e che si possono trovare dalle lenticchie al torroncino.
    L’interrogativo è: come funzionano i sistemi di controllo qualità delle nostre industrie alimentari? Dove e come vengono confezionati i cibi destinati alle nostre tavole?

  30. massinissa il 26 luglio 2007 alle 05:14

    è incredibile, uno fa una tiritera irridente, diciamo un saggio di invenzione automatica su un pretesto qualsiasi e c’è chi si polarizza sul pretesto e sborda su lenticchie, lenzuola, sistemi di controlllo

  31. Ana il 26 luglio 2007 alle 08:53

    c’è anche chi vive per provocare il rischio, come la mettiamo con questi individui?

  32. tashtego il 26 luglio 2007 alle 09:52

    io ho veramente paura di avere dentro delle murene e NON cacarle, per dire.

  33. andrea inglese il 26 luglio 2007 alle 10:58

    a tash
    beh, c’è sempre chi sta peggio: le murene, una volta cacate, almeno se ne vanno…

    cosi & come
    “la punta di trapano nel cornetto, le pezzo di guanto nella bottiglia minerale”, ecc. che geni. Che elenco magnifico. E pensate questo è solo quello che hanno scoperto prima di mangiare, non oso immaginare quante palline di piombo ho ingozzato quando mi nutrivano di omogeneizzati

    a masinnissa
    d’accordo sulla tua lettura tranne “un pretesto qualsiasi”; la pedagogia del terrore puo’ farci ridere, e molto, ed è una sana difesa, ma terrorizzare è terroristico. Il TG: Terrore Globale

    a matilde
    statistiche alla mano, è provato che i ladri che arrivano per scassinare una porta, e la trovano aperta, sogliono dire “ci siamo sbagliati di porta” e fanno effrazione dal vicino con porta chiusa

    e un bacio a tutti, che assieme alla saliva passerà anche (probabilmente) un coccio di vetro

  34. The O.C. il 26 luglio 2007 alle 12:09

    Figurarsi quelli che vanno in strada co’ le trombette a gridare ale-o-o e ne restano solo dei pezzi, dopo il botto.

  35. tashtego il 26 luglio 2007 alle 12:19

    se la mettete così allora devo fare due dichiarazioni:

    1) l’altro giorno ho trovato un grosso verme arrostito nella pasta fredda del self service; l’ho messo da parte pensando di andare a protestare col direttore del locale, ma la pasta era buona e non mi andava di fare casino: ho continuato a mangiare e per ora sono vivo.

    2) ha casa ho un portacenere cinese che mi fu regalato dal ristorante dove trovai un bel chiodo – di quelli ricoperti di isolante che servono per fissare le piattine a muro – nel pollo, o maiale che fosse, ai funghi; me ne accorsi che l’avevo già in bocca, credevo fosse osso di maiale o di pollo, lo estrassi con discrezione dalle labbra e vidi che era chiodo.

  36. franz krauspenhaar il 26 luglio 2007 alle 12:36

    Io nel 2000 trovai a Boissano (SV) il biglietto da visita di Gianfranco Funari nelle trofie al pesto.

  37. andrea inglese il 26 luglio 2007 alle 12:53

    Chissà come ci sono arrivate le trofie al pesto nel biglietto da visita di Funari.

    Per non parlare di tutti i set di martelli e cacciaviti, in cui ho trovato una coscia di pollo.

  38. massinissa il 26 luglio 2007 alle 12:57

    io al ristorante trovai una mosca nel minestrone, lo feci notare al caposala e questi, dopo averla pescata via con le dita, mi disse: adesso non c’è più

  39. gina il 26 luglio 2007 alle 13:18

    (la murena si stana con innesco di sarda rovesciata su amo del 3. auguri:)

  40. tashtego il 26 luglio 2007 alle 13:59

    il problema con le murene è il procedimento di espulsione, che varia molto a seconda che escano per la testa o per la coda.
    nel primo caso si impuntano, spalancano le mascelle e sono dolori in senso proprio.
    nel secondo la cosa va più liscia, ma se non si sta attenti c’è caso che con un ultimo guizzo si aggrappino al primo pezzo di carne che trovano anche così sono dolori in senso proprio.
    dunque la cosa migliore è l’abrogazione della murena interna, che di quelle esterne nulla ci cale.

  41. tashtego il 26 luglio 2007 alle 13:59

    abrogazione a termini di legge, voglio dire.
    cioè, sia chiaro, nevvero.

  42. massinissa il 26 luglio 2007 alle 14:13

    la murena intima, vuoi dire, sono d’accordo

  43. gabriella il 26 luglio 2007 alle 14:27

    quasi un parto, l’espulsione delle murene. Se provi con un taglio cesareo soffri meno, Tash. ;-)

  44. la funambola il 26 luglio 2007 alle 14:31

    “la prova migliore di quanto l’umanità stia regredendo è l’impossibilità di trovare un solo popolo, una sola tribù, in cui la nascita provochi ancora lutto e lamenti”
    povere murene.
    tanti baci
    la fu

  45. tashtego il 26 luglio 2007 alle 14:53

    @massinissa
    ecco, grazie, hai detto quello che non riuscivo a dire, non essendomi chiaro: abrogazione della murena intima.

  46. cosi&come il 26 luglio 2007 alle 16:39

    Oh io da allora non ho più fiducia in nessun insetto: facevo il bagno nelle acque smeraldine della Sardegna, un bel bagno da frikkettoni naturisti come non se ne fanno più, e con un sibilo impercettible mi sfiora una mosca. Verso sera mentre il sole tramontava davanti al falò d’ordinanza co’ i bonghetti e la chitara, un delicato pizzicore e, come in un horror, dall’occhio destro inziarno ad uscire in fila certi vermetti bianchi.
    Nulla fu più come prima.

  47. tashtego il 26 luglio 2007 alle 17:18

    @così
    ti ha sbattuto nell’occhio le sue uova.
    è una cosa che ho già visto.
    la natura fa schifo.
    il mondo non è per abitarci.

  48. andrea inglese il 26 luglio 2007 alle 17:55

    a tash

    … il mondo non è per abitarci
    è solo per passarci.

  49. gina il 26 luglio 2007 alle 18:26

    Una mia amica si è punta un tallone in amazzonia e 2 settimane dopo ha partorito in casa dei ragni, dal piede. Ora come così @come che ha partorito delle mosche dall’occhio è un* madre/padre biologic* e affidatari* e transpecific* .Potrebbe essere l’inizio di una nuova era. Pensaci bene tash, prima di abrogare le murene.

  50. tashtego il 26 luglio 2007 alle 18:37

    io voglio abrogare tutta questa roba, voglio una rifondazione complessiva, totalmente bionica e falsa, voglio che ogni più piccola traccia di natura “selvaggia ” venga spazzata via e rifatta, sostituita con copie innocue, voglio che quello che c’è adesso venga sezionato in reperti significativi e sbattuto in un museo, voglio il mondo ridotto a diorama di se stesso, voglio dio sotto formalina e i fotturi ragni li voglio decorativi, di gomma e che si rifaccia la dannata amazzonia con pasta di mandorla.

  51. tashtego il 26 luglio 2007 alle 18:41

    cazzo, più sopra ho scritto “ha casa” nel senso di “a casa”. e qui ho scritto “fotturi” come fosse “fottuti”.
    (qui 32 gradi)

  52. effeffe il 26 luglio 2007 alle 19:00

    una volta al ristorante, dopo aver gustato un pranzo eccellente, al momento del caffè, mentre giravo il cucchiaino, è uscito uno scarafo.
    Quasi infastidito si è diretto alla cassa e ha pagato il conto con la carta di credito di Andrea Inglese.
    What a wonderful world- ho canticchiato.
    effeffe

  53. franz krauspenhaar il 26 luglio 2007 alle 19:22

    Nel 1977 mia madre fece la pizza. Era il 26 luglio, ore 19.53. Mio padre si ritrovò in bocca un 45 giri di Bobby Solo, “Se piangi se ridi”. Mio fratello Ernesto si ritrovò in bocca la bambola made in Sweden di Pippi Calzelunghe.

  54. tashtego il 26 luglio 2007 alle 20:06

    voi scherzate, ma i miei episodi sono VERI.

  55. massinissa il 26 luglio 2007 alle 21:04

    ai tempi della prima crisi del petrolio, ancora studente, insegnavo agli adulti analfabeti. Una volta alla settimana chiamavo in classe una ragazza di medicina per spiegare il corpo umano. In una di quelle occasioni interdisciplinari la ragazza pronunciò la parola ALLUCE. Cosa è l’alluce. Il dito grosso del piede. U ditone. Avevamo giusto imparato a leggere l’alfabeto lettera per lettera e iniziato da poco a sillabare. Bene. Proviamo a leggere questa parola nuova. La ragazza scrisse in bel maiuscolo la parola sulla lavagna e io invitai Pallone, il più motivato, a scandire le lettere: A L L U C E. Perfetto. Ora proviamo a sillabare. Il brav’uomo puntò l’indice e sicuro di sè disse: DI TO NE

  56. Francesca E. Magni il 26 luglio 2007 alle 21:21

    Una mia amica tanti anni fa – al mare – mi ha detto “Ma tu quando ti siedi in bagno, non hai paura che da sotto sbuchi fuori qualcosa dotato di tenaglie e ti afferri?” e io mi sono sempre chiesta come cavolo le era venuto in mente.

    fem

  57. Francesca E. Magni il 26 luglio 2007 alle 21:28

    A me invece una sera è successo che ha bussato alla porta una vecchina che aveva paura che le aprissi e io le ho detto scusi ma perché non va a bussare da qualcun altro se io le faccio paura e lei mi ha detto che aveva paura di muoversi e che per favore non la guardassi dallo spioncino perché la impaurivo e di non muovermi perché aveva paura che chiamassi qualcuno che poi la poteva portare via e lei aveva paura di muoversi. Quando le ho detto che però per bussare alla mia porta si era dovuta muovere e lei sì che in quel momento non aveva ancora quella paura. Andò avanti per un po’ fino a quando mi sono ricordata che non aveva bisogno di bussare perché la porta era aperta, allora lei è entrata ma io la mela non l’ho mangiata.

    fem

  58. s ciaruffoli il 26 luglio 2007 alle 21:47

    Una volta ho affittato il dvd di Kill Bill e quando l’ho messo nel lettore è partito il corto di The ring, non il film intero, solo il corto in b/n a seguito del quale ti arriva una telefonata. Vi giuro, dopo pochi minuti mi è arrivata una telefonata che mi diceva che sarei morto dopo una settimana. Da quella telefonata sono passati tre giorni.

  59. diamonds il 26 luglio 2007 alle 22:07

    il 25 luglio del 1990,era domenica,mi accingevo a una splendida battuta non al salto in una partita al penultimo sangue di beach volley.Sentii qualcosa pungermi.Pensai alla solita spina-carroarmato.Alzai il piede e vidi una bella siringa ipodermica affusolata,e nessun diabetico nei paraggi.In compenso Torregrande era famosa per i tossicodipendenti che esercitavano il loro libero arbitrio infilandosi nel braccio qualsiasi sostanza li facesse sentire adeguati,senza preoccuparsi troppo di buttare i residui della lavorazione dei sogni.Erano tempi in cui la disinformazione imperava.Si diceva che il virus dell’hiv persistesse sul sangue degli aghi fino a due anni(scambiandolo forse con quello dell’epatite,che fortunatamente avevo già superato,maturando gli anticorpi,nel 73,essendone stato contagiato approvigionandomi di acqua dalla fontanella di fronte a casa).Gli infermieri del pronto soccorso si presero cura del mio piede con manifesta aria schifiltosa,alludendo al fatto che forse sarei potuto risultare già contaggiato da bagordi che nemmeno avrei saputo immaginare.Amici da buttare e parenti scontati,paurosi come clown dopo mezzanotte,ripetevano un mantra senza crederci(potremmo fare qualsiasi patto di sangue,tranquillo.Andrà tutto bene).Tre anni e nove accertamenti clinici attestarono che non sarei stato sieropositivo,almeno per quella volta.Ma “Nulla fu più come prima”

  60. franz krauspenhaar il 26 luglio 2007 alle 23:02

    Pare che facesse così caldo, il 26 luglio 2003, che a Milano e zone limitrofe la gente, nei bar, trovava pezzi di tostapane nel ghiaccio delle bibite.

  61. franz krauspenhaar il 26 luglio 2007 alle 23:06

    Il fenomeno è da sempre in anticipo sui tempi. Ne “La vera storia di Nosferatu”, di Edwin Rubert Mazzenpilrner, si racconta che durante le riprese di “Nosferatu il vampiro” il regista Murnau avesse trovato, nel cestino del pranzo, un occhio di Klaus Kinski.

  62. Francesca E. Magni il 26 luglio 2007 alle 23:11

    il 26 luglio 2003 infatti la sottoscritta iniziò a perdere le acque e il 28 nacque la mia pesciolina (fatele gli auguri che sabato compie 4 anni)

    fem

    in sala parto trovarono un pezzo di toast bruciacchiato

  63. Francesca E. Magni il 26 luglio 2007 alle 23:13

    dai quella dell’occhio fa troppo schifo, sembra l’ “Age d’or”….

    (la A con er cinconflesso sopra la sa fare tash)

    fem

  64. Francesca E. Magni il 26 luglio 2007 alle 23:15

    L’âge d’or

    fem

  65. la funambola il 27 luglio 2007 alle 00:19

    come mi diverto! come mi fate ridere!
    mi accontento di poco, in fondo.
    sto qui a leggere e a volte ho il sospetto di una profonda, terribile, eppur soave, solitudine.(la mia, la vostra non la so)
    sai andrea inglese, mi sono guardata “il porcile” di pasolini, così, me lo hanno fatto venire in mente i tuoi pensieri.
    saremo tutti degli julian? per tutti ,intendo tanti che scrivono qui.
    è per questo, che questo posto mi piace.
    tanti auguri
    la funambola

  66. ks il 27 luglio 2007 alle 01:53

    Il 26 luglio del 2000 face così caldo che volli dirlo a mio marito. Lo cercai addirittura in cantina, dove trovai una sua coscia sotto sale. ;-)

    (ks)

  67. andrea inglese il 27 luglio 2007 alle 02:10

    Io so solo che / ma questo è vero lo giuro su mio figlio / che ero in Tanzania, dove mi avevano detto che potevo prendere nell’ordine malaria, colera, febbre giallia, difterite, invidia del pene, mania di grandezza e invece mi sfregai l’alluce su di un’ancora arruginita (dicembre), a gennaio andai a Trento a partecipare a un concorso di dottorato, di notte non mi addormentai, vedevo solo l’immagine bidimensionale di francesco forlani che giocava da solo a subuteo, poi mi convinsi, intorno alle due di mattina, che stavo morendo di tetano, e cominciai a correre per la stanza pensando tra me: “cazzo mi preoccupo del concorso, io sto morendo di tetano”

    un’altra volta in un chilum al parco lambro trovammo un frammento del testamento di Ciccio Graziani

  68. fk il 27 luglio 2007 alle 08:00

    Il 16 aprile del 2004, su Nazione Indiana, in un post firmato da Antonio Moresco, venne trovato, da un commentatore anonimo di anonimo nome “tungsteno”, un capello di Tiziano Scarpa in un commento di Andrea Barbieri.

  69. fk il 27 luglio 2007 alle 08:01

    Non controllate subito in archivio, potrei aver fatto confusione, è passata un’era geologica.

  70. tashtego il 27 luglio 2007 alle 08:30

    @fk
    quello che affermi è falso.
    sul pianeta terra i mariti non hanno “cosce”.
    solo le mogli.

  71. tashtego il 27 luglio 2007 alle 08:31

    volevo scrivere @ks

  72. così&come il 27 luglio 2007 alle 09:08

    [i mariti hanno al massimo quadricipiti]

    Sai fk che pensando al capello (grigio) di Moresco mi veniva in mente una questione che sfiora la filosofia ed accarezza il senso della vita: che i capelli sulle teste sono setosi e celebrati dai poeti ed accarezzati dai fidanzati ed inanellati fra le dita dagli amanti stanchi, scompigliati sulla nuca. Come’era la canzone?

    Vorrei baciaaaaaaare i toui capelli neeeeeeeeeri,
    Le laaaaaaaabbra tue e gli occhi tuoi seveeeeeeeeeeri,

    Ed invece se essi capelli, per cause varie del destino cinico e baro, si staccano dalla loro sede bulbo pilifera naturale e li trovi persi e sparsi, arruffati sui pettini, spiaccicati nel lavandino del bagno, nella minestra, sul bavero della giacca, essi capelli fanno schifo, irrimidebilmente. Che cosa triste!
    Che c’entra?
    Ma la caducita delle cose, ovvio. La farfalla che vive un solo giorno. Il leone che sbrana la gazzella. Robe così.

  73. così&come il 27 luglio 2007 alle 09:19

    era di Scarpa? fa uguale.

  74. fk il 27 luglio 2007 alle 09:22

    Mi scrive un commentatore anonimo (preferisce l’anonimato anche in privato): pare che il post fosse di Tiziano Scarpa e il capello trovato nel commento di Andrea Barbieri fosse di Moresco. (Così C&C ho messo tutto a posto).

  75. gina il 27 luglio 2007 alle 09:41

    tash quando l’altro ieri ho messo un ragno di plastica nel letto di mia sorella lei non mi ha parlato più per tre mesi: vero da paura.
    (comunque siccome qui l’antropocentismo dilaga, secondo me le murene sono esseri superiori e divengono insetto bionico anche per caso specie se mangi il cookie con la sim)

  76. andrea inglese il 27 luglio 2007 alle 09:42

    Questo non l’ho detto mai a nessuno, ma nel 1987 in un sogno dove ero inseguito da un paio di antichi egizi, ho trovato cinquantamila lire vere. E me le sono tenute.

    E da ultimo vorrei aprire il caso degli ovetti kinder. Fate qualche ricerca intorno a voi. Per anni, da piccoli, io e miei amici in quei cavolo di ovetti abbiamo trovato di tutto, roba di plastica, palline, persino soldatini. Spesso li ingoiavamo senza accorgercene, altre volte buttavamo via. Io qualche soldatino me lo sono pure tenuto, perché era carino. Allora si era molto meno fobici su ste’ cose e non ne nacque nessuno scandalo. Anche perché nessuno di noi disse mai qualcosa ai genitori, per paura che ci vietassero poi di comprare quegli ovetti.

  77. Chapuce il 27 luglio 2007 alle 09:47

    @Andrea,
    c’era anche il soldatino di stagno?;-)

  78. effeffe il 27 luglio 2007 alle 09:59

    nel marzo del 2001 trovai in un bacio perugina, come tutti il bigliettino con la frase d’amore. Sul mio c’era una lunghissima poesia di Andrea Inglese intitolata Herpes. Affogo ma non mi sfogo.
    A memoria faceva più o meno così:

    M’aggia sfugà m’aggia sfugà
    t’aggia sfugà t’aggia sfugà
    mannaggia a sfugà ciamme sfugà
    her pes te donne la paix si tu le passe à l’autre
    m’aggià sfugà m’aggia sfugà
    t’aggia sfugà t’aggia sfugà
    mannaggia a sfugà ciamme sfugà
    Her Mes te passe le don si tu le reçois

    effeffe

  79. Nico D'Alto il 27 luglio 2007 alle 10:05

    Io una volta sognai talmente forte, che mi uscì sangue da naso.

  80. così&come il 27 luglio 2007 alle 10:25

    [Bazzecole… in un dolcetto della fortuna al ristorante cinese ho trovato un romanzo di Conrad… il titolo? DESTINO. Ovvio.]

    Io il 13 giugno ultimo scorso ho scritto 24 parole, due virgole, un due punti a capo virgolete e mi si è avverato un sogno.
    Il mio è bellisssssimo. Ma è meglio stare attenti a scrivere cose.
    Le parole hanno effetti.

  81. Amparo il 27 luglio 2007 alle 11:56

    io una volta ingoiai un goliathus africano volante!

  82. massinissa il 27 luglio 2007 alle 11:57

    giocavo a muretto quando d’un tratto da una screpolatura dell’intonaco colò un codice a barre. Lo feci decrittare da una commessa della coop e risultò che si trattava di una scritta che il suo lettore non compativa. Mi rivolsi allora a certi servizi che lo tradussero avidamente. Era una promozione di figurine della Panini.

  83. fk il 27 luglio 2007 alle 12:08

    Pare che un amico napoletano di mio nonno Rocco, nel 1952, aprendo un panettone Motta vi trovò dentro dodici centimetri cubi di nebbia.

  84. massinissa il 27 luglio 2007 alle 12:26

    di questo passo nel detersivo ci troveremo presto il monito : il gioco è bello

  85. cappuccetto rosso il 27 luglio 2007 alle 12:29

    affrettiamo il passo, allora!
    :-)))

  86. effeffe il 27 luglio 2007 alle 12:58

    quando nella freddissima estate del 77 a Minturno- Scauri, mangiai una cozza, ne fui subito molto contento. Quando nel 78 sempre a Minturno-Scauri una cozza mi mangiò non ne fui molto contento. E pensare che ci avevano fatto pure la vaccinazione!
    effeffe

  87. andrea inglese il 27 luglio 2007 alle 13:00

    Se Omar Farraghi racconta di quando attacato ad un’ostia trovo’ un tanga merlettato sappiate che non è vero.

    E’ altresi vero che in un preservativo nuovo trovo’ un’ostia dal diametro di 6 centimetri, ma quasi sicuramente non ancora consacrata. Cio’ nonostante nessuno ebbe il coraggio di assaggiarla.

  88. Francesca E. Magni il 27 luglio 2007 alle 13:08

    conosco parecchie persone (anche professori universitari, se si possono definire persone) che nell’ovetto Kinder hanno trovato pure la Laurea.

    fem

  89. diamonds il 27 luglio 2007 alle 13:15

    una volta mi si materializzò davanti una matra simca baghera,ma forse si trattava di un sogno perchè il bollo era rigorosamente scaduto e il battistrada prossimo allo zero(e voi mi insegnate che per l’acqua plainning bastano 7 millimetri d’acqua).E comunque non indossavo il preservativo nonostante fossimo in pieno inverno(non so a voi,ma a me tutte queste piume cominciano a farmi paura)

  90. Nico D'Alto il 27 luglio 2007 alle 13:24

    Ho sognato che il centesimo post sarà firmato da Tashtego: in quel preciso istante, avrà inizio la fine del mondo. Il sogno l’ho fatto prima dell’alba, quindi è vero. Solo voi, adesso, potete evitare la catastrofe: il destino del pianeta è nelle vostre mani.

    Il sogno diceva che non serve a niente bloccargli l’IP per qualche ora, le cose devono fare il loro corso e, quindi, non glielo potreste mai impedire. Sta a voi rimanere attaccati al computer e digitare, sperando che il numero cento tocchi a uno di voi.

    Sembra anche, se ho interpretato bene, che qualora il centesimo post fosse di Forlani, Tashtego e Inglese si convertiranno al cattolicesimo entro le prossime ventiquattro ore.

    p.s.

    Tra le due ipotesi, io opto decisamente per la prima: voglio vedere l’effetto che fa.

  91. Francesca E. Magni il 27 luglio 2007 alle 13:29

    una volta mio nonno nella pasta del Capitano ha trovato un pezzo di ragu’

    fem

  92. effeffe il 27 luglio 2007 alle 14:00

    Chi nomina il nome mi mio invano?
    effeffe

  93. Peter Parker il 27 luglio 2007 alle 14:02

    Questa mi viene da un’amica della moglie, che abita in Italia. Jack Pelosi, nipote di immigrati italiani, durante una partita di bowling a Chicago estrasse dagli appositi fori di una palla la mandibola che suo nonno aveva perso, prima della guerra, a Catania durante una partita di pallone. La moglie era presente.

  94. Adele H. il 27 luglio 2007 alle 14:06

    Un mio amico in camera da letto ha trovato un testimone di geova nudo dentro la sua fidanzata.

  95. massinissa il 27 luglio 2007 alle 14:17

    a Korciula un pescatore, certo Tycho Brahe, spetacciando un grongo sullo scalmo considerò soddisfatto: bona marenda

  96. andrea inglese il 27 luglio 2007 alle 14:20

    Ho l’impressione che non tutto quanto è stato affermato in questi commenti corrisponda a verità, ma se il sogno di Nico d’Alto contenesse qualche effettivo elemento anticipatorio, prego coloro che conoscono personalmente tashtego di telefonargli e di tenerlo occupato al telefono, almeno fino a quando si oltrepassi il centesimo commento. E’ solo una misura precauzionale. Ma credo che sia giustificata.

  97. cappuccetto rosso il 27 luglio 2007 alle 14:28

    ciao!
    :-)

  98. la funambola il 27 luglio 2007 alle 14:32

    una volta trovai un paio di mutande col pizzo nell’automobile del mio babbo.
    mia mamma le aggiunse al bucato “delicati”.
    era una donna molto attenta, mia mamma.

  99. alcor il 27 luglio 2007 alle 14:34

    Bravo Inglese!

    dio c’è

    furlen
    ps
    chiedo scusa ad Alcor per questa im Missione Cristiana…

  100. Nico D'Alto il 27 luglio 2007 alle 14:45

    Bene, l’abbiamo scampata bella.

    *

    Quello che segue, purtroppo, non è il resoconto di un sogno.

    E’ morto Giovani Pesce. Da qualche ora, questo paese è ancora più grigio, sporco, qualunquista, egoista, merdoso: sempre più privo di luce e di memoria.

    Un saluto con il cuore gonfio.

  101. Nico D'Alto il 27 luglio 2007 alle 14:59

    Credo fermamente nei segni del cielo! Guardando la firma del post numero cento, ho capito finalmente il senso della vita: la salvezza non può che venire dalle stelle!

    Vado. A fare quello che Inglese e Tashtego avrebbero sicuramente fatto qualora il centesimo post fosse stato di Forlani.

    Fiat voluntas Alcoris. (Arcoris?)

  102. ks il 27 luglio 2007 alle 15:14

    @tash
    quello che affermo è vero, essendo il marito un porco (essendo stato, pace all’anima sua)

    (ks)

  103. diamonds il 27 luglio 2007 alle 15:32

    mi sentivo le gambe pesanti.Come se me l’avessero appena messa in quel posto

  104. alcor il 27 luglio 2007 alle 15:35

    Effeffe, cosa fai nel mio commento?

  105. alcor il 27 luglio 2007 alle 15:47

    Se è per la conversione fare il portoghese non vale, esci di lì.

  106. effeffe il 27 luglio 2007 alle 16:30

    no ti prego Alcor nun me lassà, ne me quitte pas!!!
    effeffe

  107. alanina il 27 luglio 2007 alle 17:05

    Bravo Inglese.

    Ti lascio anche questa.

    http://www.dhmo.org/

  108. fk il 27 luglio 2007 alle 17:33

    Pare che il 2 agosto 2003 facesse così caldo che a Milano – zona Buonarroti – furono visti tre yeti sciogliersi in una pozzanghera pregando in latino. (Ottima l’ondata di caldo per le conversioni).

  109. massinissa il 27 luglio 2007 alle 17:43

    a parigi une garce de boulevard mi apostrofò in italiano: chiudi la portiera che mi raffreddo la gatta

  110. Lino Guenda il 27 luglio 2007 alle 18:23

    diciamo così che mi capita diciamo che ogni volta che ho una canna diciamo in mano pronta all’uso non c’è bisogno che esco diciamo di casa perché dopo un po’ c’è sempre o un fiume o diciamo un lago che viene da me per farsi diciamo così pescare

  111. Noschese il 27 luglio 2007 alle 18:54

    Ghelomono’ nel 16 marzzonè mill67 stava manjiando polenté eticcià truvé dentro il quadro piccassé falsificat, mandorluovo, cannabibbia, sette paia di gherrenghé di Valtrebbia, un cosoforma, e zi rivolgét al camerione: porti anche una vanga e nimaletti?
    Altri tempora.

  112. franz krauspenhaar il 27 luglio 2007 alle 21:58

    Il 12 agosto 2003 Gabriella Fuschini de Il primo amore trovò una spada di kendo nelle setole del suo spazzolino da denti. Poco dopo la spada si sciolse sul katami. Mi telefonò per dirmelo ma io ero chiuso in una cella frigorifero col mio amico Vito Carta e altri sei fortunati a giocare a tressette e dunque non ne seppi niente per un mese.

  113. andrea inglese il 28 luglio 2007 alle 12:19

    Ai tempi di NI 1 circolavano voci che Voltolini si accorse che una delle 100 “Scimmie” era in realtà stata scritta a Shangai. Non seppi poi se decise di sostituirla con una autentica, o semplicemente la soppresse, o lascio’, come per superiore saggezza, un grammo di contraffazione nel chilo di “Scimmie” autentiche.

  114. gabriella il 28 luglio 2007 alle 15:15

    Franz, me l’ero dimenticato l’episodio funesto! :-) la katana si sciolse sul tatami, ma era luglio, sulla strada che porta a Varazze, o forse non era nemmeno quella volta lì… però ricordo benissimo che nella cella frigorifera, sala adiacente la vostra, c’erano due sirene e un babbuino che giocavano a poker. Loro sì, avevano risposto al telefono e consigliarono un programma alternativo: lavare i denti direttamente con la spada. Da allora non ho più la lingua ma gioco regolarmente a poker il lunedì sera.

  115. massinissa il 28 luglio 2007 alle 16:07

    vorrei fare uno strip poker con te

  116. Ugolino Conte il 28 luglio 2007 alle 16:19

    Massy, non so se ti conviene. La signora ha dimenticato di dire che prima dell’inizio della partita i giocatori devono passare da me per una lisciatina alle “unghie”. Con la katana. Non ne ricordo nemmeno uno che dopo il “manicure” avesse ancora voglia di giocare. Sei sempre dell’idea?

  117. gabriella il 28 luglio 2007 alle 18:20

    Gentile massinissa, come dice il caro Ugolino: mucho arriesgado… non ho più la lingua ma la katana è affilata, per dire. In ogni caso noi, le due sirene, il babbuino e io, la senza-lingua, giochiamo nudi a poker nella cella frigorifera. Niente strip, molti money!

  118. tashtego il 28 luglio 2007 alle 18:32

    mi avevate talmente spaventato che commento solo adesso.
    anche se assistere al giorno del giudizio non è privilegio da poco.

  119. gabriella il 28 luglio 2007 alle 19:44

    vuoi giocare a poker con noi Tash? sarebbe un onore averti al nostro tavolo…le due sirene gradirebbero molto, il babbuino un po’ meno. Porta pure le murene, se non sai dove lasciarle. :-)

  120. massinissa il 28 luglio 2007 alle 20:25

    el mi avuelo yogurta me dijo una ves que cuando las mujeres coquetan con los demàs quieren manifestar que…me olvidé, cuàl era l’asunto?

  121. Grazia il 28 luglio 2007 alle 20:30

    Oh basta con questo portoghese, nè…
    Tash stasera esce con me!
    va bien?
    Bon
    :-)

  122. massinissa il 28 luglio 2007 alle 20:32

    abuelo

  123. fk il 29 luglio 2007 alle 08:38

    Pare che i vecchi addormentati dopo pranzo sulle loro sedie a dondolo nelle regioni di confine del Nuovo Messico, d’estate, verso le due, per il grande caldo si trovano, verso le due e mezza, in Texas.

  124. massinissa il 29 luglio 2007 alle 10:11

    tutt’intorno era sabato ma lì era mercoledì

  125. Francesca E. Magni il 29 luglio 2007 alle 11:02

    Cosa non si scopre parlando con gli amici a una festa di compleanno:

    1. Il CANNERO è un pesciolino minuscolo che risale il getto della pipì, si infila nell’uretra e provoca infezioni interne che portano alla morte (Amazzonia)

    2. La TRICHINELLA è una specie di verme solitario che si insinua sotto il muscolo e per estirparlo prendono un legnetto e bucano la pelle (Asia)

    questo è quanto dalla vostra inviata speciale spy-girl

    fem

    o se preferite Lady Sgame (come mi chiamano gli amici più cari): dall’aramaico “sgamato”.

  126. Francesca E. Magni il 29 luglio 2007 alle 11:26

    July 27th, 2007 at 17:25
    eravamo al cinema a vedere “Le vite degli altri” e nella libreria della scena finale appare nello sfondo un libro di Franz Krauspenhaar con la foto di Andrea Inglese in copertina (tutto tatuato). La cassiera ricordava vagamente Francesco Forlani.

    Al ritorno aspettando la metropolitana ho intravisto un diamond incastonato nelle rotaie e sono stata assalita dalla paura che qualcuno mi spingesse alle spalle per farmi cadere giù.

    fem

  127. tashtego il 29 luglio 2007 alle 12:14

    @gabriella
    non gioco più a poker dalla notte in cui persi tutta la mia fortuna su una nave che andava da alessandria d’egitto a messina.
    fu a sud di creta.

  128. andrea inglese il 29 luglio 2007 alle 12:16

    Il professor Emmanuel Howart, neuropischiatra e astrofisico, dell’Università di Sidney, ricercatore di provata serietà scientifica, sostiene che durante il sonno le persone siano fisicamente trasferite nel sesto continente, che è semplicemente, a dirla breve, un mondo misterioso e retto da leggi quanto meno stravaganti: ogni notte, secondo Howart, i nostri corpi fisici vengono fatti a pezzi, i crani scalotatti, e la massa cerebrale messa a bagno in una soluzione di LSD e vodka, verso le cinque di mattina infermieri del sesto mondo in modo spesso frettoloso e con mezzi di fortuna ricuciono, incalottano, cicatrizzano i nostri corpi e li rispediscono in tutta fretta tra lenzuola e cuscini.

    Howart è stato fidanzato a lungo con Francesca Magni, ma dopo una parentesi burrascosa con massinissa e ricevette una sera un pugno sullo sterno da Gabriella, per un apprezzamento un poco rude sul suo gradevole aspetto fisico. Non so se questi complementi d’informazione siano utili.

  129. Francesca E. Magni il 29 luglio 2007 alle 12:33

    Chiedo gentilmente ad Andrea Inglese di non infliggermi anche di giorno le torture psicologiche che sono costretta a subire dal mio caro ex “Emy” perché purtroppo lo sogno tutte le notti contro la mia volontà. Ovviamente non fa che parlarmi delle sue teorie sui sogni e l’operazione di ricucitura/incallottatura/cicatrizz è sempre a carico suo. Non posso dirvi come si vendica.

    fem

  130. effeffe il 29 luglio 2007 alle 13:02

    pare che quando andrea inglese chiese la mano di francesca magni, gabriella gliela portò, la mano.
    effeffe

  131. Francesca E. Magni il 29 luglio 2007 alle 13:11

    tanto era la sinistra :-))

    fem
    (e io non sono mancina)

  132. Francesca E. Magni il 29 luglio 2007 alle 13:12

    però non posso più giocare a poker, sig

    fem

  133. alcor il 29 luglio 2007 alle 13:16

    Bah, tutto questo è fantasioso e anche disgustoso, ma è niente rispetto ai veri pantaloni da trekking di cotone pesante verde oliva, molto tecnici, che sono comparsi ieri nel mio vero armadio e che sono della mia taglia perfetta, anche se io non ho mai comprato un paio di pantaloni verde oliva da trekking, non ho mai fatto trekking, non ho ospitato nessuno e soprattutto nessuno che facesse trekking e del resto non conosco nessuno che faccia trekking, a parte una mia amica morta molto tempo fa.
    Il mio uomo – chiamato a dare un parere – ha scosso la testa e ha detto Gesù Gesù!!!

  134. Francesca E. Magni il 29 luglio 2007 alle 13:29

    Cara alcor/mizar

    siccome che hai chiuso i commenti al tuo blog te lo dico qui: a proposito di poesie e bambini mi sono trovata d’accordissimo sia sulle torte sia sulle poesie!! Un mio amico e padre ha quasi fatto a botte con la maestra che parlava molto la grammatica poetese e pochissimo la poesia.

    Ho paura di aver fatto un OT… siccome che sì…

    fem

  135. massinissa il 29 luglio 2007 alle 13:30

    fem è una che scrive lettere anonime a sè stessa, s’inventa che in parcheggio le sgonfino le tette, insinua che mia moglie le tagli la capote

  136. Francesca E. Magni il 29 luglio 2007 alle 13:32

    guarda che quella delle tette è VERA

    fem

  137. Lino Guenda il 29 luglio 2007 alle 13:49

    alcor scusa diciamo che non so proprio come dirtelo ma diciamo così il tuo uomo diciamo che cià azzeccato diciamo così in pieno perché quello che ha detto diciamo che era propio ‘lui’ diciamo il proprietario del trecching

  138. massinissa il 29 luglio 2007 alle 14:15

    diciamo che sei simpatico.
    avevo un compagno di cui ho perso le tracce che si chiamava guendalini detto jennifer ai tempi del politecnico occupato, sei diciamo il suo peste-nipotino?

  139. Lino Guenda il 29 luglio 2007 alle 15:09

    diciamolo subito signor massimino che mi sono appena preso diciamo un cazziatone dal signor diciamo così blackjack perché ciò un cane di nome blec e quello diciamo che se l’è presa e non so perché ma diciamo anche mi consenta che lei ha come dire indovinato che io sono proprio il nipote del diciamo così suo amico del politecnico che è davvero mia zia guendalini diciamo jennifer che io la voglio veramente tanto bene e anche a diciamo lei che mi ha pronunciato queste belle parole sul mio diciamo conto

  140. diamonds il 29 luglio 2007 alle 15:14

    Una sera stavo aspettando che la mia pasta al tonno o il mio appetito levitasse e ho acceso il televisore col telecomando.Nel contempo il telefonino comprato dai senegalesi per mio nipote,che giaceva sopra lo stesso apparecchio,si metteva a suonare,così compresi che tutto era compiuto.Poi un monarchico informato sui fatti precisò non c’era motivo di essere nervosi,perchè il gingillo elettronico aveva interagito per osmosi col medium,e che se da Roma avessero fatto arrivare il carburante necessario per la locomozione dei mezzi corazzati probabilmente la campagna d’africa e tutta la seconda guerra mondiale avrebbe avuto risvolti molto diversi.Ora sono su imbarcazione alla deriva al largo delle coste di crotone,con in tasca l’ormai familiare carta da visita di Gianfranco Funari

  141. Lino Guenda il 29 luglio 2007 alle 15:31

    egregio diciamo così signor diamonds mi scusi se diciamo mi permetto ma ammè si sorge un dubbio diciamolo pure atroce se per cortesia mi spiega comecazzo ha fatto a far lievitare diciamo il tonno ma che forse l’ha messo a bollire come dire intero insieme alla pasta? io e diciamolo davvero non ci riuscirei diciamo mai nemmeno che so dopo aver mi consenta fumato tutta la corda di canapa sulla diciamo quale si esibisce la signora diciamolo pure funambola

  142. diamonds il 29 luglio 2007 alle 17:43

    avevo fumato la noce moscata naturalmente,racuperata senza particolari sotterfugi,cloroformio escluso, nel beauty-case mimetico della pregiatissima Funambola mentre cercavo numeri non telefonici(e comunque levitare non era un mio classico errore di grammatica stavolta.L’asino vola,il pane lievita)

  143. cappuccetto rosso il 29 luglio 2007 alle 18:33

    ps, meglio fumare i chiodi di garofano;-))
    ciauuu

  144. massinissa il 29 luglio 2007 alle 19:14

    adesso, con avviso breve, prendo il largo per brissago, porto con me un tagliere per uova sode, un fiore martello e tre falli-saette

  145. Francesca E. Magni il 1 agosto 2007 alle 22:01

    “Comments for this post will be closed in 4 hours.”

    che pauraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

    fem

    Internet è un posto pericoloso. Come li chiudete i comments, con l’accetta?



indiani