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	Commenti a: Appunti giapponesi # 2	</title>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/08/25/appunti-giapponesi-2/#comment-76432</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2007 11:29:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per i commenti. Spero che Sergio ci faccia avere altri suoi preziosi testi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per i commenti. Spero che Sergio ci faccia avere altri suoi preziosi testi.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Francesca E. Magni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/08/25/appunti-giapponesi-2/#comment-76417</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca E. Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2007 18:19:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Madame Verdurin 

non ho jamais mangiato in un ristorante giapponeis, ma se mi capitera’ ordinero’ di sicuro la madeleine de tu’ nonna. 

fem]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Madame Verdurin </p>
<p>non ho jamais mangiato in un ristorante giapponeis, ma se mi capitera’ ordinero’ di sicuro la madeleine de tu’ nonna. </p>
<p>fem</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Chapò		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/08/25/appunti-giapponesi-2/#comment-76407</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chapò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2007 14:47:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in effetti, a me non mi tiene nessuno!;-)

volevo solo dire a Sergio che quando si lascia andare, nel senso che non si limita a descrivere solo l&#039;ambiente ma espone le SUE sensazioni, allora il coinvolgimento nella sua lettura diviene altamente gradevole!

c&#039;è sempre qualcuno che osserva voluttuosamente....

ciao
Chapò]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in effetti, a me non mi tiene nessuno!;-)</p>
<p>volevo solo dire a Sergio che quando si lascia andare, nel senso che non si limita a descrivere solo l&#8217;ambiente ma espone le SUE sensazioni, allora il coinvolgimento nella sua lettura diviene altamente gradevole!</p>
<p>c&#8217;è sempre qualcuno che osserva voluttuosamente&#8230;.</p>
<p>ciao<br />
Chapò</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Madame Verdurin		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/08/25/appunti-giapponesi-2/#comment-76405</link>

		<dc:creator><![CDATA[Madame Verdurin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2007 14:37:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;i&gt;[Charlotte, ma insomma, proprio non la si tiene... su.... su... prenda la racchetta e il volano che andiamo a giocare a Badminton nel prato prima che piova... così si distrae un po!]&lt;/i&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>[Charlotte, ma insomma, proprio non la si tiene&#8230; su&#8230;. su&#8230; prenda la racchetta e il volano che andiamo a giocare a Badminton nel prato prima che piova&#8230; così si distrae un po!]</i></p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Chapuce		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/08/25/appunti-giapponesi-2/#comment-76404</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chapuce]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2007 14:29:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ps:
dove si può conoscere questo Sergio?;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ps:<br />
dove si può conoscere questo Sergio?;-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Lorenzo Galbiati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/08/25/appunti-giapponesi-2/#comment-76402</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2007 13:40:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/08/25/appunti-giapponesi-2/#comment-76402</guid>

					<description><![CDATA[Finalmente il La Chiusa esce allo scoperto, era già stato pubblicato qui su NI parte di diario di un viaggio, qualche anno fa, e ora conferma con questi Appunti giapponesi che la forma letteraria del diario di viaggio gli è particolarmente congeniale...

ma non dimentichiamo le sue poesie, su poesiadafare e sul libretto I sepolti di cui aveva postato something Andrea Inglese qui su NI... 

e speriamo di leggerlo presto anche in forme narrative più impegnative perchè, non so se ho reso l&#039;idea, il ragazzo ha del talento, ma è molto schivo e pieno di pudore nel mostrarlo, e questo, se da una parte è un bene perchè così sappiamo che se scrive qualcosa ne risulterà qualcosa di certo valore, dall&#039;altra è un male per noi fruitori, perchè pare - ogni tanto - che dobbiamo estorcergli le parole da bocca... lo so per esperienza, conoscendolo...

ora ci è riuscito il grande Franz, convincendolo a pubblicare questi Appunti, e spero ci riusciranno a tanti altri, cercando di coinvolgerlo in iniziative internettiche di spessore...

caro Sergio, spero di non aspettare altri anni per rileggerti su NI!

ps: no, non sono il suo manager, questo è davvero ciò che penso e Sergio e chi mi conosce lo sa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente il La Chiusa esce allo scoperto, era già stato pubblicato qui su NI parte di diario di un viaggio, qualche anno fa, e ora conferma con questi Appunti giapponesi che la forma letteraria del diario di viaggio gli è particolarmente congeniale&#8230;</p>
<p>ma non dimentichiamo le sue poesie, su poesiadafare e sul libretto I sepolti di cui aveva postato something Andrea Inglese qui su NI&#8230; </p>
<p>e speriamo di leggerlo presto anche in forme narrative più impegnative perchè, non so se ho reso l&#8217;idea, il ragazzo ha del talento, ma è molto schivo e pieno di pudore nel mostrarlo, e questo, se da una parte è un bene perchè così sappiamo che se scrive qualcosa ne risulterà qualcosa di certo valore, dall&#8217;altra è un male per noi fruitori, perchè pare &#8211; ogni tanto &#8211; che dobbiamo estorcergli le parole da bocca&#8230; lo so per esperienza, conoscendolo&#8230;</p>
<p>ora ci è riuscito il grande Franz, convincendolo a pubblicare questi Appunti, e spero ci riusciranno a tanti altri, cercando di coinvolgerlo in iniziative internettiche di spessore&#8230;</p>
<p>caro Sergio, spero di non aspettare altri anni per rileggerti su NI!</p>
<p>ps: no, non sono il suo manager, questo è davvero ciò che penso e Sergio e chi mi conosce lo sa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Madame Verdurin		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/08/25/appunti-giapponesi-2/#comment-76401</link>

		<dc:creator><![CDATA[Madame Verdurin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2007 13:16:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Se sono stata troppo lunga...&quot;

ma figurati... ;))) già che c&#039;eri potevi anche &quot;cedere alla tentazione&quot; trascrivere il menù per esteso dell&#039;ultimo ristorante giap in cui hai cenato.

Cederei alla tentazione di consigliarti due libriccini, ini, ini di

Inoue Yasushi

Amore

e

Il fucile da caccia

ed Adelphi

perle di ehm... concisione e delicatezza e graffi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Se sono stata troppo lunga&#8230;&#8221;</p>
<p>ma figurati&#8230; ;))) già che c&#8217;eri potevi anche &#8220;cedere alla tentazione&#8221; trascrivere il menù per esteso dell&#8217;ultimo ristorante giap in cui hai cenato.</p>
<p>Cederei alla tentazione di consigliarti due libriccini, ini, ini di</p>
<p>Inoue Yasushi</p>
<p>Amore</p>
<p>e</p>
<p>Il fucile da caccia</p>
<p>ed Adelphi</p>
<p>perle di ehm&#8230; concisione e delicatezza e graffi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesca E. Magni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/08/25/appunti-giapponesi-2/#comment-76399</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca E. Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2007 11:13:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[parlando di Sogni un lapsus era d&#039;altronde inevitabile

fem]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>parlando di Sogni un lapsus era d&#8217;altronde inevitabile</p>
<p>fem</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesca E. Magni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/08/25/appunti-giapponesi-2/#comment-76398</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca E. Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2007 11:12:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[LAPSUS: non è &quot;il giardino dei ciliegi&quot; ma è IL PESCHETO in Sogni...

evidentemente pensavo alla festa nazionale della fioritura del ciliegio... (quest&#039;anno il metereologo ufficiale si è dovuto scusare pubblicamente in TV perchè a causa del clima impazzito ha sbagliato la previsione del giorno di fioritura....)


fem]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAPSUS: non è &#8220;il giardino dei ciliegi&#8221; ma è IL PESCHETO in Sogni&#8230;</p>
<p>evidentemente pensavo alla festa nazionale della fioritura del ciliegio&#8230; (quest&#8217;anno il metereologo ufficiale si è dovuto scusare pubblicamente in TV perchè a causa del clima impazzito ha sbagliato la previsione del giorno di fioritura&#8230;.)</p>
<p>fem</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesca E. Magni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/08/25/appunti-giapponesi-2/#comment-76397</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca E. Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2007 11:04:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho fatto bene a cedere alla tentazione di leggere gli appunti di Sergio La Chiusa stamattina. Del #1 vorrei ri-sottolineare tutto il pezzo che inizia da “Si cercano sempre nuovi espedienti per seppellire la vita” e finisce con “sepolte lì sotto la devastazione delle sfere d’acciaio.”  Mi restano tante piccole cose, come il camminare altalenante delle ragazze, il silenzio in metropolitana. 

#2 : l’umanità che tende sulla natura “una maglia fittissima di fili elettrici”
e anche : 
“Solo una statua può avere una simile forza di astrazione, passare così, illesa, attraverso il mondo fluttuante delle apparenze e dei rumori (quasi a contestare, con la sua ostinata e solida fissità, l’essenza stessa del buddismo).”
E le impressionanti 1001 statue identiche (ho appena finito di leggere “L’uomo duplicato” di Saramago…) perché proprio 1001 ??? E’ divisibile per 11 ed è palindromo, però, bho…  

Ho sentito l’alterità del Giappone per la prima volta attraverso il teatro Kabuki, anni fa, e tutto quello che comporta in fatto di tempi – altri – e di disciplina – altra – (l’attore, mi sembra, deve imparare addirittura a dilatare la propria pupilla…). 

Poi c’è stato Kurosawa e il mio totale amore per il poco che ho visto. Basti dire che “Il giardino dei ciliegi” in “Sogni” e per me un rimedio estremo in situazioni estreme, insomma una necessità e se non lo vedo sto male (e va be’… è così). L’anno scorso ho letto la sua autobiografia “L’ultimo samurai” ed è un libro meraviglioso, lo straconsiglio a tutti. 

Non sono mai stata in Giappone e tutto mi giunge quindi attraverso la lettura: una mia amica mi prestò “Stupori e tremori” della Nothomb [sguardo agghiacciante sulla vita degli impiegati, sul senso della gerarchia, ma non solo: il rapporto con la calcolatrice dell’albergatore di La Chiusa #1 mi ha fatto immediatamente venire in mente l’ossessione per la calcolatrice narrata lì, qualcuno l’ha letto?? Impressionante: passa tutta la notte cercando di svolgere calcoli infernali e poi al mattino la solita umiliazione. Anche la descrizione sulla condizione della ragazze in Giappone è istruttiva…]
La stessa amica mi ha prestato “Il corpo sa tutto” della Banana Yoshimoto (non avevo mai letto nulla di suo) e sono una serie di racconti sul Giappone molto interessanti, come ad esempio il rapporto molto forte con la natura (penso al racconto in cui la nonna morente raccomanda di trapiantare una pianta di Aloe alla nipote) e l’alterità rispetto a noi dei rapporti familiari ecc. ecc. 
In biblioteca ho trovato “Io sono un gatto” scritto da Natsume Soseki all’inizio del Novecento ed è oltre che spassosissimo anche un gran bel libro sulla vita degli intellettuali giapponesi; ricordo verso la fine tutto un discorso sulle vicinanze e le lontananze fra Oriente e Occidente e come per loro l’individualismo sia per tradizione uno dei peggiori difetti… Bellissima anche la descrizione di quando il padrone del gatto va in un bagno pubblico!!

Le ultime due letture sono state “Norwegian wood. Tokyo Blues” di Muratami Haruki e “Il paese delle nevi” di Yosunami Kawabata. Molto da dire anche lì e sull’atto del suicidio, così presente in questa cultura. 

Sono stata troppo lunga… chissà se mi leggerete…

fem]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho fatto bene a cedere alla tentazione di leggere gli appunti di Sergio La Chiusa stamattina. Del #1 vorrei ri-sottolineare tutto il pezzo che inizia da “Si cercano sempre nuovi espedienti per seppellire la vita” e finisce con “sepolte lì sotto la devastazione delle sfere d’acciaio.”  Mi restano tante piccole cose, come il camminare altalenante delle ragazze, il silenzio in metropolitana. </p>
<p>#2 : l’umanità che tende sulla natura “una maglia fittissima di fili elettrici”<br />
e anche :<br />
“Solo una statua può avere una simile forza di astrazione, passare così, illesa, attraverso il mondo fluttuante delle apparenze e dei rumori (quasi a contestare, con la sua ostinata e solida fissità, l’essenza stessa del buddismo).”<br />
E le impressionanti 1001 statue identiche (ho appena finito di leggere “L’uomo duplicato” di Saramago…) perché proprio 1001 ??? E’ divisibile per 11 ed è palindromo, però, bho…  </p>
<p>Ho sentito l’alterità del Giappone per la prima volta attraverso il teatro Kabuki, anni fa, e tutto quello che comporta in fatto di tempi – altri – e di disciplina – altra – (l’attore, mi sembra, deve imparare addirittura a dilatare la propria pupilla…). </p>
<p>Poi c’è stato Kurosawa e il mio totale amore per il poco che ho visto. Basti dire che “Il giardino dei ciliegi” in “Sogni” e per me un rimedio estremo in situazioni estreme, insomma una necessità e se non lo vedo sto male (e va be’… è così). L’anno scorso ho letto la sua autobiografia “L’ultimo samurai” ed è un libro meraviglioso, lo straconsiglio a tutti. </p>
<p>Non sono mai stata in Giappone e tutto mi giunge quindi attraverso la lettura: una mia amica mi prestò “Stupori e tremori” della Nothomb [sguardo agghiacciante sulla vita degli impiegati, sul senso della gerarchia, ma non solo: il rapporto con la calcolatrice dell’albergatore di La Chiusa #1 mi ha fatto immediatamente venire in mente l’ossessione per la calcolatrice narrata lì, qualcuno l’ha letto?? Impressionante: passa tutta la notte cercando di svolgere calcoli infernali e poi al mattino la solita umiliazione. Anche la descrizione sulla condizione della ragazze in Giappone è istruttiva…]<br />
La stessa amica mi ha prestato “Il corpo sa tutto” della Banana Yoshimoto (non avevo mai letto nulla di suo) e sono una serie di racconti sul Giappone molto interessanti, come ad esempio il rapporto molto forte con la natura (penso al racconto in cui la nonna morente raccomanda di trapiantare una pianta di Aloe alla nipote) e l’alterità rispetto a noi dei rapporti familiari ecc. ecc.<br />
In biblioteca ho trovato “Io sono un gatto” scritto da Natsume Soseki all’inizio del Novecento ed è oltre che spassosissimo anche un gran bel libro sulla vita degli intellettuali giapponesi; ricordo verso la fine tutto un discorso sulle vicinanze e le lontananze fra Oriente e Occidente e come per loro l’individualismo sia per tradizione uno dei peggiori difetti… Bellissima anche la descrizione di quando il padrone del gatto va in un bagno pubblico!!</p>
<p>Le ultime due letture sono state “Norwegian wood. Tokyo Blues” di Muratami Haruki e “Il paese delle nevi” di Yosunami Kawabata. Molto da dire anche lì e sull’atto del suicidio, così presente in questa cultura. </p>
<p>Sono stata troppo lunga… chissà se mi leggerete…</p>
<p>fem</p>
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