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	Commenti a: Storia poliziesca	</title>
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		<title>
		Di: uno che passa		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/08/26/storia-poliziesca/#comment-77313</link>

		<dc:creator><![CDATA[uno che passa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Sep 2007 17:51:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Marco

Non sapevo che “Essere senza destino” fosse un libro su Auschwitz, poi basta con questa locuzione retorica: ...PIU&#039; DISTURBANTE LIBRO..., non se ne può più!
Che noia!
Mi vengono in mente sull&#039;argomento - di getto - quattro libri CERTAMENTE superiori, peccato che provincialismo italiota e memoria - presente che ricorda il passato derubricando quello altrui già consumato - mai concorde con il marketing editoriale siano tra le punte di diamante del nostro paese.
Ah, i titoli: &quot;Se questo è un uomo&quot; e &quot;I sommersi e i salvati&quot; (questo secondo me libro capitale) di Levi; &quot;Intellettuale ad Auschwitz&quot; di Jean Améry e &quot;Shiviti&quot; di Ka-Tzetnik 135633.
D&#039;accordo, l&#039;ultimo capitolo - il nono - di &quot;Essere senza destino&quot; è straordinario. Sublime.
Ma che palle! Basta con &#039;sta solfa!
E poi che cazzo, i concetti da lui espressi si possono ritrovare assai bene in Pasolini e nel &quot;suo lager&quot; antropologico-sociale.
Qualcuno si guardi &quot;La sequenza del fiore di carta&quot; per cortesia!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Marco</p>
<p>Non sapevo che “Essere senza destino” fosse un libro su Auschwitz, poi basta con questa locuzione retorica: &#8230;PIU&#8217; DISTURBANTE LIBRO&#8230;, non se ne può più!<br />
Che noia!<br />
Mi vengono in mente sull&#8217;argomento &#8211; di getto &#8211; quattro libri CERTAMENTE superiori, peccato che provincialismo italiota e memoria &#8211; presente che ricorda il passato derubricando quello altrui già consumato &#8211; mai concorde con il marketing editoriale siano tra le punte di diamante del nostro paese.<br />
Ah, i titoli: &#8220;Se questo è un uomo&#8221; e &#8220;I sommersi e i salvati&#8221; (questo secondo me libro capitale) di Levi; &#8220;Intellettuale ad Auschwitz&#8221; di Jean Améry e &#8220;Shiviti&#8221; di Ka-Tzetnik 135633.<br />
D&#8217;accordo, l&#8217;ultimo capitolo &#8211; il nono &#8211; di &#8220;Essere senza destino&#8221; è straordinario. Sublime.<br />
Ma che palle! Basta con &#8216;sta solfa!<br />
E poi che cazzo, i concetti da lui espressi si possono ritrovare assai bene in Pasolini e nel &#8220;suo lager&#8221; antropologico-sociale.<br />
Qualcuno si guardi &#8220;La sequenza del fiore di carta&#8221; per cortesia!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Marco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/08/26/storia-poliziesca/#comment-76427</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Aug 2007 21:18:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Imre Kertesz è uno scrittore enorme, di cui si parla davvero troppo poco, qui in Italia (non so all&#039;estero), e non capisco perchè. &quot;Essere senza destino&quot; è il più disturbante libro che sia mai stato scritto su Auschwitz, anche&quot;Liquidazione&quot; è un libro enorme. 
Kertesz, che è sopravvissuto alla Shoah e all&#039;essere intellettuale scomodo e non allineato sotto il regime comunista in Ungheria, è probabilmente uno degli autori viventi che più hanno vissuto immersi, in prima persona (e proprio malgrado), nella storia del &#039;900. Ho sul comodino &quot;Kaddish per il bambino non nato&quot;, che mi sta richiedendo tempo e concentrazione nonostante l&#039;esilità, perchè è un libro altrettanto profondo. 
Boh, non sento mai una parola su Kertesz e non capisco perchè, secondo me meriterebbe (oltre al Nobel) una critica e una riflessione. Critica e riflessione di cui a lui, peraltro, suppongo, fregherà abbastanza poco: suppongo gli basti starsene appollaiato sulle sue colline intorno a Budapest, a guardare dalla finestra. Me lo immagino che guarda dalla finestra, che vede un albero e che ci riflette su, che vede un cardellino e che ci riflette su, che parla con la moglie, che ci riflette su, poi ci riflette ancora un po&#039; su e poi ringrazia di essere ancora vivo dopo tutto quello che ha passato - senza preoccuparsi granchè delle attenzioni che riceve qui da noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Imre Kertesz è uno scrittore enorme, di cui si parla davvero troppo poco, qui in Italia (non so all&#8217;estero), e non capisco perchè. &#8220;Essere senza destino&#8221; è il più disturbante libro che sia mai stato scritto su Auschwitz, anche&#8221;Liquidazione&#8221; è un libro enorme.<br />
Kertesz, che è sopravvissuto alla Shoah e all&#8217;essere intellettuale scomodo e non allineato sotto il regime comunista in Ungheria, è probabilmente uno degli autori viventi che più hanno vissuto immersi, in prima persona (e proprio malgrado), nella storia del &#8216;900. Ho sul comodino &#8220;Kaddish per il bambino non nato&#8221;, che mi sta richiedendo tempo e concentrazione nonostante l&#8217;esilità, perchè è un libro altrettanto profondo.<br />
Boh, non sento mai una parola su Kertesz e non capisco perchè, secondo me meriterebbe (oltre al Nobel) una critica e una riflessione. Critica e riflessione di cui a lui, peraltro, suppongo, fregherà abbastanza poco: suppongo gli basti starsene appollaiato sulle sue colline intorno a Budapest, a guardare dalla finestra. Me lo immagino che guarda dalla finestra, che vede un albero e che ci riflette su, che vede un cardellino e che ci riflette su, che parla con la moglie, che ci riflette su, poi ci riflette ancora un po&#8217; su e poi ringrazia di essere ancora vivo dopo tutto quello che ha passato &#8211; senza preoccuparsi granchè delle attenzioni che riceve qui da noi.</p>
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		Di: francesco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/08/26/storia-poliziesca/#comment-76426</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Aug 2007 20:57:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Biondillo, dimenticavo, ho terminato di leggere il tuo libro. Ne abbiamo parlato con Francesco De Grandi mentre tornavamo a Milano dopo essere stati a Trento per presentare le lezioni di pittura al museo civico di Trento, quasi due mesi fa. Ho regalato un paio di copie agli amici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Biondillo, dimenticavo, ho terminato di leggere il tuo libro. Ne abbiamo parlato con Francesco De Grandi mentre tornavamo a Milano dopo essere stati a Trento per presentare le lezioni di pittura al museo civico di Trento, quasi due mesi fa. Ho regalato un paio di copie agli amici.</p>
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		<title>
		Di: Nicoletta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/08/26/storia-poliziesca/#comment-76425</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Aug 2007 20:32:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Gianni!
Quando si parla di poliziotti è...?
forte questa presentazione!;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gianni!<br />
Quando si parla di poliziotti è&#8230;?<br />
forte questa presentazione!;-)</p>
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