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	Commenti a: Intervista a Giancarlo De Cataldo	</title>
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		<title>
		Di: robilant		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79488</link>

		<dc:creator><![CDATA[robilant]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 14:11:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Egli invece non aveva sonno. Si sentiva allargare il cuore. Gli venivano tanti ricordi piacevoli. Ne aveva portate delle pietre sulle spalle, prima di fabbricare quel magazzino! E ne aveva passati dei giorni senza pane, prima di possedere tutta quella roba!&quot;.

Come si può notate in questa parte del testo, fino a &quot;gli venivano tanti ricordi piacevoli&quot;, il discorso è del narratore che descrive lo stato d&#039;animo di Gesualdo, mentre subito dopo inizia, pronunciato mentalmente, il discorso del personaggio con un passaggio che non si avverte e che è talmente vicino al discorso diretto da conservarne tutte le sfumature e i modi di dire caratteristici del personaggio&quot;

Tutta la letteratura moderna è così, anche da prima di Verga (Balzac per esempio). Comunque grazie, grazie. Sì, ne avevo sentito parlare e ho fatto ogni sforzo per dimenticarlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Egli invece non aveva sonno. Si sentiva allargare il cuore. Gli venivano tanti ricordi piacevoli. Ne aveva portate delle pietre sulle spalle, prima di fabbricare quel magazzino! E ne aveva passati dei giorni senza pane, prima di possedere tutta quella roba!&#8221;.</p>
<p>Come si può notate in questa parte del testo, fino a &#8220;gli venivano tanti ricordi piacevoli&#8221;, il discorso è del narratore che descrive lo stato d&#8217;animo di Gesualdo, mentre subito dopo inizia, pronunciato mentalmente, il discorso del personaggio con un passaggio che non si avverte e che è talmente vicino al discorso diretto da conservarne tutte le sfumature e i modi di dire caratteristici del personaggio&#8221;</p>
<p>Tutta la letteratura moderna è così, anche da prima di Verga (Balzac per esempio). Comunque grazie, grazie. Sì, ne avevo sentito parlare e ho fatto ogni sforzo per dimenticarlo.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Ana		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79422</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 19:12:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[hey, tu...
passami il toscano!
;-)]]></description>
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passami il toscano!<br />
;-)</p>
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		<title>
		Di: Bordigon		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79419</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bordigon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 18:58:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[de cataldo e biondillo...un magistrato e un architetto. come siamo ridotti in italia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>de cataldo e biondillo&#8230;un magistrato e un architetto. come siamo ridotti in italia&#8230;</p>
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		Di: Utente qualsiasi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79416</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente qualsiasi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 15:01:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cioè vuoi dirmi, robilant, che non hai mai sentito parlare del discorso indiretto libero? E&#039; roba da manuale del liceo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Discorso_indiretto_libero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cioè vuoi dirmi, robilant, che non hai mai sentito parlare del discorso indiretto libero? E&#8217; roba da manuale del liceo.<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Discorso_indiretto_libero" rel="nofollow ugc">http://it.wikipedia.org/wiki/Discorso_indiretto_libero</a></p>
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		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79379</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 20:41:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il narratore reticente(il Simenon di &quot;la camera azzurra&quot;,forse.Scherzo)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il narratore reticente(il Simenon di &#8220;la camera azzurra&#8221;,forse.Scherzo)</p>
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		<title>
		Di: Scerbanenko		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79376</link>

		<dc:creator><![CDATA[Scerbanenko]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 19:46:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;La narratologia individua due figure testuali&quot;: è un errore, in realtà la narratologia ne individua molte di più, perché poi inserisce anche 
- Il lettore empirico
e
- Il lettore modello
e comunque nel mio posto ne riporto tre e non due.
scusate]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La narratologia individua due figure testuali&#8221;: è un errore, in realtà la narratologia ne individua molte di più, perché poi inserisce anche<br />
&#8211; Il lettore empirico<br />
e<br />
&#8211; Il lettore modello<br />
e comunque nel mio posto ne riporto tre e non due.<br />
scusate</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Scerbanenko		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79375</link>

		<dc:creator><![CDATA[Scerbanenko]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 19:44:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il narratorte non è lo scrittore. non è l&#039;autore.

Utilizziamo come esempio &quot;La coscienza di Zeno&quot; di Italo Svevo ed estrapoliamo un brano:
&quot;Il dottore mi raccomandò di non ostinarmi a guardare troppo lontano. Anche le cose recenti sono preziose per essi e sopra tutto le immaginazioni e i sogni della notte prima....Dopo pranzato, sdraiato comodamente su una poltrona Club, ho la matita e un pezzo di carta in mano. La mia fronte è spianata perché dalla mia mente eliminai ogni sforzo. Il mio pensiero mi pare isolato da me. Io lo vedo. S&#039;alza, s&#039;abbassa... ma è la sua attività&quot;.

La domanda è: chi è che parla?

La narratologia individua due figure testuali:

- L&#039;autore empirico o reale, che è la persona storica e reale che scrive. qui è Aron Hector Schmitz che scriveva con lo pseudonimo di Italo Svevo e che visse tra il 1861 e il 1928: ma non è lui che può essere chiamato in causa direttamente come istanza o figura della narrazione. non è lui che parla.

- L&#039;autore modello, che è la figura con cui si fa sostituire l&#039;autore empirico o reale

- Il narratore, che qui corrisponde al protagonista, trovandoci all&#039;interno di una narrazione in cui il narratore prende la parola in prima persona e dice &quot;Io&quot; all&#039;interno del racconto (narratore omodiegetico: presente come personaggio dell&#039;azione). Altre volte invece il narratore è eterodiegetico: è, ciè, esterno alle vicende. questo non vuol dire che però non entri nel testo e anzi spesso è presente per mezzo di giudizi o anche solo descrizioni, pur non lasciandosi coinvolgere (il Manzoni de &quot;I promessi sposi&quot;, che vede il mondo dall&#039;alto) o invece, come nel caso di Verga, partecipando coralmente ai valori e alle passioni della comunità. 

Tornando a Svevo, a fare da mediatore testuale tra l&#039;autore empirico o reale (Svevo, assente nel testo) e il narratore (Zeno Cosini, presente nel testo) c&#039;è la figura retorico testuale dell&#039;autore modello (che in sostanza è il testo): giacché, ed è questo il punto, il narratore Zeno Cosini non è altro che una delle strutture e artifici narrativi che costituiscono l&#039;autore modello. 
La figura testuale del narratore NON E&#039; quindi l&#039;autore modello, ma ne è solo una parte, uno strumento.
Da qui deriva che il dispositivo narrativo di installare nel racconto un narratore, è solo una delle possibili soluzioni, mentre il simulacro di un autore modello è sempre presente in qualunque testo, anche non narrativo o letterario.
Quello che voglio dire, a ben pensarci, è che spesso utilizziamo la parola &quot;narratore&quot; scorrettamente.
Nel caso, ad esempio di &quot;Nelle mani giuste&quot; non c&#039;è propriamente un narratore e se c&#039;è, esso si identifica tutto con l&#039;autore modello, o forse è De Cataldo che identificando autore modello e narratore, non fa che accrescere il senso di artificio della narrazione.
Perché, se è pur vero che ogni narrazione è artificio, giacché ricorre a una serie di artifici e figure testuali, è pur vero che a funzionare meglio, a scorrere, sono quelle narrazioni in cui il rumore e lo stridore dell&#039;artificio viene ridotto grazie all&#039;uso sapiente di una narrazione che si autogiustifichi.

Ora non so se sono stato chiaro: ho provato a ragionare su queste questioni, risfogliando un po&#039; di testi di narratologia, da quelli di Genette, a quelli più didattici, usciti per esempio nei tipi Itinerari de &quot;Il Mulino&quot;.

Cercherò al più presto di ragionare anche sulle altre questioni sollevate...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il narratorte non è lo scrittore. non è l&#8217;autore.</p>
<p>Utilizziamo come esempio &#8220;La coscienza di Zeno&#8221; di Italo Svevo ed estrapoliamo un brano:<br />
&#8220;Il dottore mi raccomandò di non ostinarmi a guardare troppo lontano. Anche le cose recenti sono preziose per essi e sopra tutto le immaginazioni e i sogni della notte prima&#8230;.Dopo pranzato, sdraiato comodamente su una poltrona Club, ho la matita e un pezzo di carta in mano. La mia fronte è spianata perché dalla mia mente eliminai ogni sforzo. Il mio pensiero mi pare isolato da me. Io lo vedo. S&#8217;alza, s&#8217;abbassa&#8230; ma è la sua attività&#8221;.</p>
<p>La domanda è: chi è che parla?</p>
<p>La narratologia individua due figure testuali:</p>
<p>&#8211; L&#8217;autore empirico o reale, che è la persona storica e reale che scrive. qui è Aron Hector Schmitz che scriveva con lo pseudonimo di Italo Svevo e che visse tra il 1861 e il 1928: ma non è lui che può essere chiamato in causa direttamente come istanza o figura della narrazione. non è lui che parla.</p>
<p>&#8211; L&#8217;autore modello, che è la figura con cui si fa sostituire l&#8217;autore empirico o reale</p>
<p>&#8211; Il narratore, che qui corrisponde al protagonista, trovandoci all&#8217;interno di una narrazione in cui il narratore prende la parola in prima persona e dice &#8220;Io&#8221; all&#8217;interno del racconto (narratore omodiegetico: presente come personaggio dell&#8217;azione). Altre volte invece il narratore è eterodiegetico: è, ciè, esterno alle vicende. questo non vuol dire che però non entri nel testo e anzi spesso è presente per mezzo di giudizi o anche solo descrizioni, pur non lasciandosi coinvolgere (il Manzoni de &#8220;I promessi sposi&#8221;, che vede il mondo dall&#8217;alto) o invece, come nel caso di Verga, partecipando coralmente ai valori e alle passioni della comunità. </p>
<p>Tornando a Svevo, a fare da mediatore testuale tra l&#8217;autore empirico o reale (Svevo, assente nel testo) e il narratore (Zeno Cosini, presente nel testo) c&#8217;è la figura retorico testuale dell&#8217;autore modello (che in sostanza è il testo): giacché, ed è questo il punto, il narratore Zeno Cosini non è altro che una delle strutture e artifici narrativi che costituiscono l&#8217;autore modello.<br />
La figura testuale del narratore NON E&#8217; quindi l&#8217;autore modello, ma ne è solo una parte, uno strumento.<br />
Da qui deriva che il dispositivo narrativo di installare nel racconto un narratore, è solo una delle possibili soluzioni, mentre il simulacro di un autore modello è sempre presente in qualunque testo, anche non narrativo o letterario.<br />
Quello che voglio dire, a ben pensarci, è che spesso utilizziamo la parola &#8220;narratore&#8221; scorrettamente.<br />
Nel caso, ad esempio di &#8220;Nelle mani giuste&#8221; non c&#8217;è propriamente un narratore e se c&#8217;è, esso si identifica tutto con l&#8217;autore modello, o forse è De Cataldo che identificando autore modello e narratore, non fa che accrescere il senso di artificio della narrazione.<br />
Perché, se è pur vero che ogni narrazione è artificio, giacché ricorre a una serie di artifici e figure testuali, è pur vero che a funzionare meglio, a scorrere, sono quelle narrazioni in cui il rumore e lo stridore dell&#8217;artificio viene ridotto grazie all&#8217;uso sapiente di una narrazione che si autogiustifichi.</p>
<p>Ora non so se sono stato chiaro: ho provato a ragionare su queste questioni, risfogliando un po&#8217; di testi di narratologia, da quelli di Genette, a quelli più didattici, usciti per esempio nei tipi Itinerari de &#8220;Il Mulino&#8221;.</p>
<p>Cercherò al più presto di ragionare anche sulle altre questioni sollevate&#8230;</p>
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		<title>
		Di: robilant		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79367</link>

		<dc:creator><![CDATA[robilant]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 17:22:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non che la cosa mi appassioni realmente, ma forse è il momento di imparare qualcosa. Ti prego allora di spiegarne più dettagliatamente la differenza. Da come hai scritto, se ho capito bene, quando il narratore (intendo quello vero, lo scrittore) dà voce in terza persona al dialogo interno di un personaggio, es.: “…sentiva con tutte le forze che quell’amore era avvelenato…” , allora è voce narrante. (Ma come può essere altrimenti? Come può renderlo in prima persona? “Sono il tuo cuore! lo sai che quest’amore mi sembra avvelenato?” no. Insomma è voce narrante. Quando invece scrive: “Erano sempre in giro a cercare rogna, come una lercia banda di ubriaconi ”   (punto di vista esterno a quello dei personaggi) è il “narratore”? Io il punto di vista esterno al personaggio lo chiamo in un modo solo, scegli tu quale. Lo scrittore narra di terzi e con la sua perizia li mette in condizione di far parlare anche i loro gomiti, qual è la sostanza che si dovrebbe differenziare? Fammi un esempio tra Verga e Manzoni, perché possa meglio comprendere quanto la narratologia, da Aristotele fino a Genette vada più in là di speciosi e inutili distinguo.
L’altra tua obiezione, intestata scerbanenko, quella sì che mi sembra più interessante…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non che la cosa mi appassioni realmente, ma forse è il momento di imparare qualcosa. Ti prego allora di spiegarne più dettagliatamente la differenza. Da come hai scritto, se ho capito bene, quando il narratore (intendo quello vero, lo scrittore) dà voce in terza persona al dialogo interno di un personaggio, es.: “…sentiva con tutte le forze che quell’amore era avvelenato…” , allora è voce narrante. (Ma come può essere altrimenti? Come può renderlo in prima persona? “Sono il tuo cuore! lo sai che quest’amore mi sembra avvelenato?” no. Insomma è voce narrante. Quando invece scrive: “Erano sempre in giro a cercare rogna, come una lercia banda di ubriaconi ”   (punto di vista esterno a quello dei personaggi) è il “narratore”? Io il punto di vista esterno al personaggio lo chiamo in un modo solo, scegli tu quale. Lo scrittore narra di terzi e con la sua perizia li mette in condizione di far parlare anche i loro gomiti, qual è la sostanza che si dovrebbe differenziare? Fammi un esempio tra Verga e Manzoni, perché possa meglio comprendere quanto la narratologia, da Aristotele fino a Genette vada più in là di speciosi e inutili distinguo.<br />
L’altra tua obiezione, intestata scerbanenko, quella sì che mi sembra più interessante…</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: utente qualsiasi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79358</link>

		<dc:creator><![CDATA[utente qualsiasi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 15:24:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Scerbanenko

questo mi interessa, puoi fare qualche esempio, preso dal libro in questione, di lingua che nomina le cose senza dar loro sostanza?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Scerbanenko</p>
<p>questo mi interessa, puoi fare qualche esempio, preso dal libro in questione, di lingua che nomina le cose senza dar loro sostanza?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: utente qualsiasi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/03/intervista-a-giancarlo-de-cataldo/#comment-79357</link>

		<dc:creator><![CDATA[utente qualsiasi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 15:22:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Veramente, mi tocca insistere: &quot;voce narrante&quot; e &quot;narratore&quot; sono spesso due cose diverse. La voce narrante può anche essere a discorso indiretto libero, cioè dal punto di vista del personaggio, può essere la sua voce interiore anche nel caso la persona usata sia la terza singolare. E&#039; una caratteristica della prosa di Verga, ad esempio. Di solito invece si usa l&#039;espressione &quot;il narratore&quot; per intendere un punto di vista esterno a quello dei personaggi, che spesso - anche se non sempre - coincide con il punto di vista dell&#039;autore che scrive. E&#039; una caratteristica della prosa di Manzoni, ad esempio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Veramente, mi tocca insistere: &#8220;voce narrante&#8221; e &#8220;narratore&#8221; sono spesso due cose diverse. La voce narrante può anche essere a discorso indiretto libero, cioè dal punto di vista del personaggio, può essere la sua voce interiore anche nel caso la persona usata sia la terza singolare. E&#8217; una caratteristica della prosa di Verga, ad esempio. Di solito invece si usa l&#8217;espressione &#8220;il narratore&#8221; per intendere un punto di vista esterno a quello dei personaggi, che spesso &#8211; anche se non sempre &#8211; coincide con il punto di vista dell&#8217;autore che scrive. E&#8217; una caratteristica della prosa di Manzoni, ad esempio.</p>
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			</item>
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