Da: L’equilibrio nell’ombra (2007)

18 ottobre 2007
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di Nicola Ponzio

Dalla sezione Oscillazioni
                           
Gelsi e il prato un miracolo,
nel gesto di riempire con il cielo
la distanza della carne. L’esile
materia più gelosa.

Scegliere nel nome
di ogni cosa la più giusta decisione.
Credere è questo.
Allontanarsi da sé per ritrovare
la scrittura della vita
in una gioia da disperdere.
 
***

Nuove tracce
e talee.
Oscillazioni che germogliano
sui nomi
alimentandone i dissidi.
Le originarie soluzioni
nel circuito
luminoso che determina la caccia.

***
Dalla sezione Gli invisibili

Volpi, corvi e feci tra felci ed Holzwege.
La comunione dei beni nel silenzio
del bosco si trasforma, a volte,
in un concetto più tangibile.

***
Voglio parole forti.
Concrete.
Simili ad un seme che s’infila
nella crepa
di una ripida parete di granito.

***

Negli occhi meridiani
della lepre
sognare di parlare
dell’amore,
con l’astore crudele e silenzioso.

***
 

Dalla sezione Matrici

Bere dalla bocca degli dei
senza mai nominarli
o includerli
nei luoghi della nostra parsimonia.

***

Nel corpo la parola
è la fornace
primigenia di una fredda decisione.

***

Dalla sezione La pagina, il fuoco

Lucidi nei testi che contemplano
radiosi l’orizzonte.
Mai opachi o confusi nel dividere
i quattrini vinti al fuoco
per scommessa.

***

L’esperienza e la torba.
L’angelo che ci costringe ad una lotta 
nella cantina,  
dove i libri si annidano, –
                                   si tarlano
di nuvole,
di corvi.

                                 ***

Una poesia che non ci sappia provocare
si smentisce nell’alone  
derisorio
di un pensiero inappetente.

***

Meglio gli scacchi che esaltarsi
per le mezze verità dei merlettai.
Riannodano nel canto per se stessi
le parole dette piano agli impiccati.

***

Le sculture del fuoco sono azioni
indefinite
nella trama di un linguaggio che si limita
a precederle nel loro divenire.

Nicola Ponzio è nato a Napoli nel 1961. Vive e lavora a Torino.
Poeta e artista, ha esordito pubblicando suoi testi poetici in varie riviste letterarie italiane tra cui Nuovi Argomenti, Galleria e Atelier.
Suoi versi sono presenti in diverse antologie, ultima, Il presente della poesia italiana, a cura di Carlo Dentali e Stefano Salvi. (Lietocollelibri, Como 2006).
Ha pubblicato le seguenti raccolte poetiche: Gli ospiti e i luoghi (Nuova Editrice Magenta,Varese 2005), L’equilibrio nell’ombra (Lietocollelibri, Como 2007), l’e-book Esercizi del rischio (Biagio Cepollaro E-dizioni, 2007).

(Immagine: René Magritte, “L’épreuve du sommeil”, 1927)
 

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10 Responses to Da: L’equilibrio nell’ombra (2007)

  1. giuseppe catozzella il 18 ottobre 2007 alle 11:19

    che potenza questi versi. sono un fuoco d’artificio, la crepa che ci spacca dal mondo, un cortocircuito tra la carne e il traslucido.
    complimenti nicola.

  2. véronique vergé il 18 ottobre 2007 alle 12:31

    Mi piace la luna malva della scrittura, il sentimento di mordere l’erba, i gelsi sono la raccolta delle parole.
    Insolita immagine e bella “negli occhi meridiani,
    della lepre
    sognare di parlare
    dell’amore”
    Uomo nella natura, all’incrocio della solitudine amorosa e del luminante animale;
    animalità nell’amore, la luce cambia dagli occhi animali al cuore del uomo.

  3. fm il 18 ottobre 2007 alle 18:15

    Grazie, Franz.
    Qui c’è solo da leggere e rileggere. Una grande voce fuori dal coro.

    fm

  4. Apolide il 18 ottobre 2007 alle 19:01

    Una notevole vigoria epistemica, in queste liriche. una cosa mi ha colpito: la capacità di riannodare i fili concettuali del discorso, pur proponendo continue digressioni e contrappunti di idee. Grande maestria compositiva…

    ciao

    Apolide

  5. Beppe il 19 ottobre 2007 alle 00:30

    Si dice che la parola non può dire, che è meglio tacere, e invece la parola può dire e scegliere; decidere il nome di una cosa è un gesto che incide e non che scivola sopra. Il nostro mondo è inutile dirlo è un dire, un verso, e si può parlare di tutto senza timore di non raggiungere. La trama del fuoco precede nel linguaggio la sua immagine che muta.

  6. nicolaponzio il 19 ottobre 2007 alle 18:44

    Cari amici, grazie. Se avete usato parole così pertinenti significa che la mia ricerca poetica, nonostante le digressioni e i contrappunti di idee (come dice giustamente Apolide), comincia ad assumere una sua trasparenza e leggibilità. E questo non può non divenire un incitamento ulteriore alla scrittura.
    Un ringraziamento particolare a Franz, che ha creduto in questi miei testi.
    Nicola Ponzio

  7. franz krauspenhaar il 20 ottobre 2007 alle 09:32

    Grazie a te, Nicola.

    Un caro saluto,
    Franz

  8. sc il 20 ottobre 2007 alle 11:38

    una sintesi straordinariamente bella, per potenza evocativa, per riduzione della complessità infinita dell’umano.
    Nel corpo la parola
    è la fornace
    primigenia di una fredda decisione.

  9. jolanda catalano il 20 ottobre 2007 alle 12:36

    …voglio parole forti…
    non avresti potuto fare descrizione migliore sul significato e il valore della Parola.
    grazie
    jolanda

  10. Alessandro Ghignoli il 20 ottobre 2007 alle 23:44

    Nicola Ponzio è un poeta forte ed entropico. unisce immagine e vissuto. una gran voce. da ascoltare.

    un abbraccio



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