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	Commenti a: La solitudine del recensore	</title>
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		<title>
		Di: Monia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/25/la-solitudine-del-recensore/#comment-80468</link>

		<dc:creator><![CDATA[Monia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 08:33:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so niente di jazz, quindi non credo di aver mai letto niente di Pasquandrea, se non per caso, ma un recensore che usa nello stesso pezzo &quot;prosseneta&quot; e &quot;coglione&quot;, per me merita lettori, a priori. Mi documeterò. 
Mi piacerebbe da matti leggere qualcosa di simile da un critico letterario. Consigli?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so niente di jazz, quindi non credo di aver mai letto niente di Pasquandrea, se non per caso, ma un recensore che usa nello stesso pezzo &#8220;prosseneta&#8221; e &#8220;coglione&#8221;, per me merita lettori, a priori. Mi documeterò.<br />
Mi piacerebbe da matti leggere qualcosa di simile da un critico letterario. Consigli?</p>
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		<title>
		Di: filippo rosso		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/25/la-solitudine-del-recensore/#comment-80453</link>

		<dc:creator><![CDATA[filippo rosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 16:45:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un po&#039; si dimentica che oggi molti ascoltatori scaricano, sentono e giudicano da sé le opere - dai cui gli applausi (e gli allarmi, che sento più miei) per la cosiddetta morte della critica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un po&#8217; si dimentica che oggi molti ascoltatori scaricano, sentono e giudicano da sé le opere &#8211; dai cui gli applausi (e gli allarmi, che sento più miei) per la cosiddetta morte della critica.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: caino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/25/la-solitudine-del-recensore/#comment-80443</link>

		<dc:creator><![CDATA[caino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 13:57:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi pare che tu condivida praticamente tutto quello che ho scritto, e che in fondo oserei definire come una mentalità d&#039;arrivo per uno che ha fatto questo mestiere per molto tempo.
La piccola parte che non condividi in verità non è contrapposta al mio discorso.
Se recensisci un disco punk o epic metal o folk credo che tu debba adottare un punto di vista conforme ai gusti e al rigore dettato da alcuni stili musicali.
Dovresti dire: &quot;Questo disco fa cacare perchè contiene un assolo&quot; nel caso del punk.
E dovresti dire &quot;Questo disco fa cacare perchè non ha assoli&quot; nel caso dell&#039;epic metal.
Sono due banalissimi esempi ma vogliono indicare che la camaleonticità di un recensore, la capacità di adottare canoni di gusto che non sempre possono essere i suoi, è fondamentale.
In verità puoi concederti di dire &quot;Tuttavia il punk ha senso nel 2007?&quot; ed è solo una riflessione aggiuntiva, strettamente personale, ma che non è in contrasto con quello che ho scritto. E più volte, anche io, ho scritto frasi di quel genere.
Un recensore non fa altro che scrivere perennemente cose come: &quot;Relativamente ai vostri gusti, relativamente al genere, osservando il picco massimo dettato da XXX e ricordandoci del picco minimo di YYYY, relativamente agli errori e ai pregi del genere, in base a quello che vi aspettereste da un disco dei ZZZZ, se vi piacciono i TTTT e non sopportare i KKKK, ecco, tenendo conto che l&#039;autore ha puntato a quella meta e che forse non c&#039;è arrivato,  questo disco è un 8 su 10.&quot;
Lo ripeti in mille salse, ma in fondo in fondo  siamo lì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi pare che tu condivida praticamente tutto quello che ho scritto, e che in fondo oserei definire come una mentalità d&#8217;arrivo per uno che ha fatto questo mestiere per molto tempo.<br />
La piccola parte che non condividi in verità non è contrapposta al mio discorso.<br />
Se recensisci un disco punk o epic metal o folk credo che tu debba adottare un punto di vista conforme ai gusti e al rigore dettato da alcuni stili musicali.<br />
Dovresti dire: &#8220;Questo disco fa cacare perchè contiene un assolo&#8221; nel caso del punk.<br />
E dovresti dire &#8220;Questo disco fa cacare perchè non ha assoli&#8221; nel caso dell&#8217;epic metal.<br />
Sono due banalissimi esempi ma vogliono indicare che la camaleonticità di un recensore, la capacità di adottare canoni di gusto che non sempre possono essere i suoi, è fondamentale.<br />
In verità puoi concederti di dire &#8220;Tuttavia il punk ha senso nel 2007?&#8221; ed è solo una riflessione aggiuntiva, strettamente personale, ma che non è in contrasto con quello che ho scritto. E più volte, anche io, ho scritto frasi di quel genere.<br />
Un recensore non fa altro che scrivere perennemente cose come: &#8220;Relativamente ai vostri gusti, relativamente al genere, osservando il picco massimo dettato da XXX e ricordandoci del picco minimo di YYYY, relativamente agli errori e ai pregi del genere, in base a quello che vi aspettereste da un disco dei ZZZZ, se vi piacciono i TTTT e non sopportare i KKKK, ecco, tenendo conto che l&#8217;autore ha puntato a quella meta e che forse non c&#8217;è arrivato,  questo disco è un 8 su 10.&#8221;<br />
Lo ripeti in mille salse, ma in fondo in fondo  siamo lì.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: hag reijk		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/25/la-solitudine-del-recensore/#comment-80435</link>

		<dc:creator><![CDATA[hag reijk]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 11:33:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/10/25/la-solitudine-del-recensore/#comment-80435</guid>

					<description><![CDATA[Il problema mi pare essere quello classico del Mercato (sì , con la maiuscola). Riprendendo un famoso paradosso di Eco si dovrebbe dire che la merda è  buona perchè altrimenti milioni di mosche non vi si poserebbe... È il sistema di valori adottato quello sul quale quotidianamente ci scontriamo. Il parere del recensore è secondario: in fondo anche quando è positivo lo è nel senso che sostiene le vendite -punto a capo. Rispolverando i criteri della statistica si dovrebbe dire che le stroncature fanno il paio con l&#039;incensare. Il fatto che un recensore stronchi (o osanni) è per me relativo. Quallo che mi importa e che trovo piacevole è l&#039;argomentazione, la cultura che lo sottende: è in base a questa se arrivo a fidarmi di un giudizio o no -ed indipendentemente dal fatto io sia d&#039;accordo.  Ma, caro Sergio, trovo coraggioso in ogni caso il dire che qualche cosa è brutto: e se lo sponsor si ritira dalla testata... eviterò di comprare il suo prodotto: è il mio piccolo insignificante contributo alla democrazia ;-)
O per dirla con l&#039;Alighieri: &quot; non ti curar di lor, ma guarda e passa &quot;...
saluti.

hag reijk]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema mi pare essere quello classico del Mercato (sì , con la maiuscola). Riprendendo un famoso paradosso di Eco si dovrebbe dire che la merda è  buona perchè altrimenti milioni di mosche non vi si poserebbe&#8230; È il sistema di valori adottato quello sul quale quotidianamente ci scontriamo. Il parere del recensore è secondario: in fondo anche quando è positivo lo è nel senso che sostiene le vendite -punto a capo. Rispolverando i criteri della statistica si dovrebbe dire che le stroncature fanno il paio con l&#8217;incensare. Il fatto che un recensore stronchi (o osanni) è per me relativo. Quallo che mi importa e che trovo piacevole è l&#8217;argomentazione, la cultura che lo sottende: è in base a questa se arrivo a fidarmi di un giudizio o no -ed indipendentemente dal fatto io sia d&#8217;accordo.  Ma, caro Sergio, trovo coraggioso in ogni caso il dire che qualche cosa è brutto: e se lo sponsor si ritira dalla testata&#8230; eviterò di comprare il suo prodotto: è il mio piccolo insignificante contributo alla democrazia ;-)<br />
O per dirla con l&#8217;Alighieri: &#8221; non ti curar di lor, ma guarda e passa &#8220;&#8230;<br />
saluti.</p>
<p>hag reijk</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sergio pasquandrea		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/25/la-solitudine-del-recensore/#comment-80431</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio pasquandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 10:38:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/10/25/la-solitudine-del-recensore/#comment-80431</guid>

					<description><![CDATA[&quot;In fondo credo che un buon recensore debba essere quel tipo di amico con i gusti simili a tuoi ma che ha tempo e voglia di sentire dieci volte i dischi che senti tu e che possa quindi farti saltare le cose brutte&quot;.
Perfettamente d&#039;accordo, è quello che dicevo anch&#039;io.

&quot;Quindi le stroncature non hanno senso. O forse lo hanno solo per levarsi uno sfizio, egoisticamente.&quot;
Le stroncature gratuite no, quelle fatte per una ragione precisa e con argomenti solidi sì.

&quot;Quello che uno dovrebbe fare è dire oggettivamente cosa è un tal disco, a cosa somiglia, a chi può interessare, cosa contiene emotivamente e dove vuole puntare.&quot;
D&#039;accordo su tutto, tranne che sull&#039; &quot;oggettivamente&quot; (che cosa è oggettivo? per essere &quot;oggettivo&quot; dovrei fare una trascrizione integrale del disco, e neanche basterebbe; è un po&#039; il paradosso della mappa della Cina nel racconto di Borges: l&#039;unica mappa perfetta è quella che coincide con la realtà, ma a quel punto la mappa diventa superflua).

&quot;Il recensore deve saper adottare criteri generici, sapersi immedesimare in altri gusti, utilizzando parametri che non condivide in taluni casi mentre in talaltri non conosce.&quot;
Qui invece non sono del tutto d&#039;accordo. Secondo me si tratta di due processi diversi: devi cercare di capire che cosa quell&#039;autore ha voluto fare e se ci è riuscito. Poi, però, hai tutto il diritto di giudicare secondo i tuoi parametri. L&#039;importante è che i parametri siano chiari e trasparenti. Mi è capitato più volte di scrivere cose come: &quot;questo disco è un perfetto esempio di neo-hardbop, è suonato benissimo eccetera eccetera: ma ha ancora un senso il neo-hardbop?&quot;. 

&quot;Il lettore tira avanti. Se ti pensa come suo amico, compagno di feeling comprerà il disco, altrimenti farà spallunce e non si fiderà e non comprerà il disco, oppure leggerà altre opinioni. Più facilmente, per come sono cambiate le cose negli ultimi dieci anni, lo scaricherà e si farà una propria idea.&quot;
Infatti: per questo dico che bisogna essere corretti e onesti. E&#039; un rapporto di fiducia: se, come lettore, mi accorgo che un recensore stronca per antipatia o loda per piaggeria, a un certo punto smetto di leggerlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In fondo credo che un buon recensore debba essere quel tipo di amico con i gusti simili a tuoi ma che ha tempo e voglia di sentire dieci volte i dischi che senti tu e che possa quindi farti saltare le cose brutte&#8221;.<br />
Perfettamente d&#8217;accordo, è quello che dicevo anch&#8217;io.</p>
<p>&#8220;Quindi le stroncature non hanno senso. O forse lo hanno solo per levarsi uno sfizio, egoisticamente.&#8221;<br />
Le stroncature gratuite no, quelle fatte per una ragione precisa e con argomenti solidi sì.</p>
<p>&#8220;Quello che uno dovrebbe fare è dire oggettivamente cosa è un tal disco, a cosa somiglia, a chi può interessare, cosa contiene emotivamente e dove vuole puntare.&#8221;<br />
D&#8217;accordo su tutto, tranne che sull&#8217; &#8220;oggettivamente&#8221; (che cosa è oggettivo? per essere &#8220;oggettivo&#8221; dovrei fare una trascrizione integrale del disco, e neanche basterebbe; è un po&#8217; il paradosso della mappa della Cina nel racconto di Borges: l&#8217;unica mappa perfetta è quella che coincide con la realtà, ma a quel punto la mappa diventa superflua).</p>
<p>&#8220;Il recensore deve saper adottare criteri generici, sapersi immedesimare in altri gusti, utilizzando parametri che non condivide in taluni casi mentre in talaltri non conosce.&#8221;<br />
Qui invece non sono del tutto d&#8217;accordo. Secondo me si tratta di due processi diversi: devi cercare di capire che cosa quell&#8217;autore ha voluto fare e se ci è riuscito. Poi, però, hai tutto il diritto di giudicare secondo i tuoi parametri. L&#8217;importante è che i parametri siano chiari e trasparenti. Mi è capitato più volte di scrivere cose come: &#8220;questo disco è un perfetto esempio di neo-hardbop, è suonato benissimo eccetera eccetera: ma ha ancora un senso il neo-hardbop?&#8221;. </p>
<p>&#8220;Il lettore tira avanti. Se ti pensa come suo amico, compagno di feeling comprerà il disco, altrimenti farà spallunce e non si fiderà e non comprerà il disco, oppure leggerà altre opinioni. Più facilmente, per come sono cambiate le cose negli ultimi dieci anni, lo scaricherà e si farà una propria idea.&#8221;<br />
Infatti: per questo dico che bisogna essere corretti e onesti. E&#8217; un rapporto di fiducia: se, come lettore, mi accorgo che un recensore stronca per antipatia o loda per piaggeria, a un certo punto smetto di leggerlo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: caino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/25/la-solitudine-del-recensore/#comment-80416</link>

		<dc:creator><![CDATA[caino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 08:34:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho scritto, e tutt&#039;ora mi capita di scrivere, recensioni per quasi un decennio.
Sono stato autore di qualche stroncatura e non perchè non creda in questo tipo di recensione, ma perchè non la ritengo particolarmente utile.
Io, come te, mi sono chiesto perchè qualcuno dovrebbe leggere un articolo di questo tipo, per quale scopo e cosa ci volesse trovare dentro.
In fondo credo che un buon recensore debba essere quel tipo di amico con i gusti simili a tuoi ma che ha tempo e voglia di sentire dieci volte i dischi che senti tu e che possa quindi farti saltare le cose brutte, che non meritano, che non hanno un &quot;bel sapore&quot;.
Per questo credo non esista un recensore perfetto. Può esistere un ottimo recensore, uno che ha formato i propri gusti e le proprie conoscenze in maniera valida, oggettivamente precisa e saggia, ma tuttavia non potrà mai essere &quot;il miglior amico di gusti&quot; per chiunque.
Quindi le stroncature non hanno senso. O forse lo hanno solo per levarsi uno sfizio, egoisticamente.
Quello che uno dovrebbe fare è dire oggettivamente cosa è un tal disco, a cosa somiglia, a chi può interessare, cosa contiene emotivamente e dove vuole puntare.
Se poi un disco è di nazipunk e ti verrebbe voglia di dire che è una merda, beh, dovresti proprio trattenerti e dire &quot;se quello che cerchi è questo, allora ti piacerà.&quot;
Il recensore deve saper adottare criteri generici, sapersi immedesimare in altri gusti, utilizzando parametri che non condivide in taluni casi mentre in talaltri non conosce.
Ho avuto furiose litigate con persone sconosciute.
La cosa fantastica era scoprire che ti ritrovi a litigare o con altri recensori o con i gruppi o con qualcuno dell&#039;etichetta. 
Il lettore tira avanti. 
Se ti pensa come suo amico, compagno di feeling comprerà il disco, altrimenti farà spallunce e  non si fiderà e non comprerà il disco, oppure leggerà altre opinioni.
Più facilmente, per come sono cambiate le cose negli ultimi dieci anni, lo scaricherà e si farà una propria idea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto, e tutt&#8217;ora mi capita di scrivere, recensioni per quasi un decennio.<br />
Sono stato autore di qualche stroncatura e non perchè non creda in questo tipo di recensione, ma perchè non la ritengo particolarmente utile.<br />
Io, come te, mi sono chiesto perchè qualcuno dovrebbe leggere un articolo di questo tipo, per quale scopo e cosa ci volesse trovare dentro.<br />
In fondo credo che un buon recensore debba essere quel tipo di amico con i gusti simili a tuoi ma che ha tempo e voglia di sentire dieci volte i dischi che senti tu e che possa quindi farti saltare le cose brutte, che non meritano, che non hanno un &#8220;bel sapore&#8221;.<br />
Per questo credo non esista un recensore perfetto. Può esistere un ottimo recensore, uno che ha formato i propri gusti e le proprie conoscenze in maniera valida, oggettivamente precisa e saggia, ma tuttavia non potrà mai essere &#8220;il miglior amico di gusti&#8221; per chiunque.<br />
Quindi le stroncature non hanno senso. O forse lo hanno solo per levarsi uno sfizio, egoisticamente.<br />
Quello che uno dovrebbe fare è dire oggettivamente cosa è un tal disco, a cosa somiglia, a chi può interessare, cosa contiene emotivamente e dove vuole puntare.<br />
Se poi un disco è di nazipunk e ti verrebbe voglia di dire che è una merda, beh, dovresti proprio trattenerti e dire &#8220;se quello che cerchi è questo, allora ti piacerà.&#8221;<br />
Il recensore deve saper adottare criteri generici, sapersi immedesimare in altri gusti, utilizzando parametri che non condivide in taluni casi mentre in talaltri non conosce.<br />
Ho avuto furiose litigate con persone sconosciute.<br />
La cosa fantastica era scoprire che ti ritrovi a litigare o con altri recensori o con i gruppi o con qualcuno dell&#8217;etichetta.<br />
Il lettore tira avanti.<br />
Se ti pensa come suo amico, compagno di feeling comprerà il disco, altrimenti farà spallunce e  non si fiderà e non comprerà il disco, oppure leggerà altre opinioni.<br />
Più facilmente, per come sono cambiate le cose negli ultimi dieci anni, lo scaricherà e si farà una propria idea.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/10/25/la-solitudine-del-recensore/#comment-80413</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 05:50:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lode a Jazzit. (Lo dico senza timore, visto che non suono jazz...).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lode a Jazzit. (Lo dico senza timore, visto che non suono jazz&#8230;).</p>
]]></content:encoded>
		
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