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	Commenti a: Quelli che vengono dall’altro mondo. Tolleranza o uguaglianza? (1)	</title>
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		<title>
		Di: Quelli che vengono dall&#8217;altro mondo. Antagonisti o donatori? &#171; Capitan Uncino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-83513</link>

		<dc:creator><![CDATA[Quelli che vengono dall&#8217;altro mondo. Antagonisti o donatori? &#171; Capitan Uncino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 19:18:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] la riflessione iniziata qui sull’esigenza di smontare una certa immagine razzista e xenofoba dell’immigrato, che una parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] la riflessione iniziata qui sull’esigenza di smontare una certa immagine razzista e xenofoba dell’immigrato, che una parte [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Nazione Indiana &#187; Quelli che vengono dall&#8217;altro mondo. Antagonisti o donatori? (2)		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-83466</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nazione Indiana &#187; Quelli che vengono dall&#8217;altro mondo. Antagonisti o donatori? (2)]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 09:41:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] la riflessione iniziata qui sull’esigenza di smontare una certa immagine razzista e xenofoba dell’immigrato, che una parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] la riflessione iniziata qui sull’esigenza di smontare una certa immagine razzista e xenofoba dell’immigrato, che una parte [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Alessandro Morgillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82445</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Morgillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 18:39:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alcor:&lt;em&gt; A dire il vero non so neppure cos’è un lettore archetipico.&lt;/em&gt;
Io:&lt;em&gt; O poerìno, ma tu ma&#039; messo piede in libreria? &lt;/em&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcor:<em> A dire il vero non so neppure cos’è un lettore archetipico.</em><br />
Io:<em> O poerìno, ma tu ma&#8217; messo piede in libreria? </em></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Alessandro Morgillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Morgillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 18:31:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Circa la correlazione fra etnia e ruolo professionale... Qui a Londra vedo molti&lt;em&gt; indiani&lt;/em&gt; in giacca e cravatta che lavorano nella City Bank.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Circa la correlazione fra etnia e ruolo professionale&#8230; Qui a Londra vedo molti<em> indiani</em> in giacca e cravatta che lavorano nella City Bank.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Alessandro Morgillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82441</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Morgillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 18:24:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;strong&gt;Alcor&lt;/strong&gt;, anche in Inghlterra, paese in cui vivo, vige lo &lt;em&gt;ius soli&lt;/em&gt;. Da sempre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alcor</strong>, anche in Inghlterra, paese in cui vivo, vige lo <em>ius soli</em>. Da sempre.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82423</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 17:20:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a beppe,
giusta allusione quella al nazismo, ma il nazismo, nell&#039;ottica della questione di cui stiamo parlando, è proprio l&#039;eccezione. Levi e altri l&#039;hanno mostrato bene. Questi stavano perdendo la guerra, avevano fronti aprti da ogni parte, e ancora stavano li a far rientrare i treni di deportati dal fronte orientale verso l&#039;interno. Il nazismo è andato al di là di ogni logica di sfruttamento. Cio&#039; nonostante utilizzava i deportati nei campi per lavori di ogni tipo. Mentre li sterminava, utilizzava comunque anche la loro residuale forza lavoro.

a beccalossi,
grazie per lo spunto, ma è evidente che sul nesso classismo/razzismo ci sarebbe parecchio da dire, e anche solo da un punto di vista storico (ma qui mancano pure a me gli strumenti)

a blackjack,
su quanto dici, stavolta, sono perfettamente d&#039;accordo;
c&#039;è davvero da ridere: noi che dovremmo fare limmigrazione selezionata, quando nelle nostre università non ci entrano più neppure i portaborse più zelanti e tenaci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a beppe,<br />
giusta allusione quella al nazismo, ma il nazismo, nell&#8217;ottica della questione di cui stiamo parlando, è proprio l&#8217;eccezione. Levi e altri l&#8217;hanno mostrato bene. Questi stavano perdendo la guerra, avevano fronti aprti da ogni parte, e ancora stavano li a far rientrare i treni di deportati dal fronte orientale verso l&#8217;interno. Il nazismo è andato al di là di ogni logica di sfruttamento. Cio&#8217; nonostante utilizzava i deportati nei campi per lavori di ogni tipo. Mentre li sterminava, utilizzava comunque anche la loro residuale forza lavoro.</p>
<p>a beccalossi,<br />
grazie per lo spunto, ma è evidente che sul nesso classismo/razzismo ci sarebbe parecchio da dire, e anche solo da un punto di vista storico (ma qui mancano pure a me gli strumenti)</p>
<p>a blackjack,<br />
su quanto dici, stavolta, sono perfettamente d&#8217;accordo;<br />
c&#8217;è davvero da ridere: noi che dovremmo fare limmigrazione selezionata, quando nelle nostre università non ci entrano più neppure i portaborse più zelanti e tenaci</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giocatore d'Azzardo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82409</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giocatore d'Azzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 14:27:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Provo a buttare sul piatto un altro EVIDENTE segno di razzismo che non dipende dalla società (la gente) o dal mercato, ma dallo stesso versante politico che genera i bambini apolidi.

La ricerca. La ricerca è fondamentale, lo sarà sempre di più in futuro, ed esiste un&#039;unica via alla ricerca: fare in modo che le Università diventino dei catalizzatori in grado di attrarre teste ANCHE da Paesi diversi dall&#039;Italia.
Un simile percorso, che è una chimera nelle Univesità italiane, è un gancio potentissimo contro il razzismo perché contribuisce a consolidare (in modo visibile e palpabile) il contributo dello &#039;straniero&#039; non più solo in termini di &#039;manodopera a basso livello&#039; o &#039;fastidioso nullafacente&#039;.

Crea una &#039;percezione&#039; diversa dalla quale tutti gli stranieri presenti in Italia, potrebbero trarre vantaggio.

Anche qui, come nel caso dei bambini apolidi, non esiste una sola forza politica che abbia mosso un sopracciglio e il tentativo del passato Governo, pur se mal imbastito, di far rientrare ricercatori/ricercatrici italiani/e che ora lavorano all&#039;estero, si è tradotto in un fallimento: i migliori se ne sono già andati e le Università continuano a rimanere il regno dello scambio reciproco di piaceri per pochi eletti.

Anche su questo fronte, come il precedente, è tremendamente, orrendamente silenzioso il mondo &#039;intellettuale&#039; italiano: tutto. Non si intravede nemmeno l&#039;ombra sbiadita di un movimento di opinione che faccia pressione, renda evidenti le storture, cerchi di mutare lo status quo; anzi, quasi sempre succede il contrario: agisce da cassa di risonanza ai soliti noti.

Blackjack.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Provo a buttare sul piatto un altro EVIDENTE segno di razzismo che non dipende dalla società (la gente) o dal mercato, ma dallo stesso versante politico che genera i bambini apolidi.</p>
<p>La ricerca. La ricerca è fondamentale, lo sarà sempre di più in futuro, ed esiste un&#8217;unica via alla ricerca: fare in modo che le Università diventino dei catalizzatori in grado di attrarre teste ANCHE da Paesi diversi dall&#8217;Italia.<br />
Un simile percorso, che è una chimera nelle Univesità italiane, è un gancio potentissimo contro il razzismo perché contribuisce a consolidare (in modo visibile e palpabile) il contributo dello &#8216;straniero&#8217; non più solo in termini di &#8216;manodopera a basso livello&#8217; o &#8216;fastidioso nullafacente&#8217;.</p>
<p>Crea una &#8216;percezione&#8217; diversa dalla quale tutti gli stranieri presenti in Italia, potrebbero trarre vantaggio.</p>
<p>Anche qui, come nel caso dei bambini apolidi, non esiste una sola forza politica che abbia mosso un sopracciglio e il tentativo del passato Governo, pur se mal imbastito, di far rientrare ricercatori/ricercatrici italiani/e che ora lavorano all&#8217;estero, si è tradotto in un fallimento: i migliori se ne sono già andati e le Università continuano a rimanere il regno dello scambio reciproco di piaceri per pochi eletti.</p>
<p>Anche su questo fronte, come il precedente, è tremendamente, orrendamente silenzioso il mondo &#8216;intellettuale&#8217; italiano: tutto. Non si intravede nemmeno l&#8217;ombra sbiadita di un movimento di opinione che faccia pressione, renda evidenti le storture, cerchi di mutare lo status quo; anzi, quasi sempre succede il contrario: agisce da cassa di risonanza ai soliti noti.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: beccalossi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82403</link>

		<dc:creator><![CDATA[beccalossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 13:32:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e&#039; evidente, non intendevo quello, anche se non capisco il tuo paragone con la diversita&#039; delle diagnosi mediche. 
piuttosto, non sono certo che oggi il &quot;borghese&quot; veda il &quot;proletario&quot; come nell&#039;inghilterra del XIX secolo. chi e&#039; il borghese, chi e&#039; il proletario. se i borghesi sono gli italiani, e i proletari gli immigrati (il che gia di per se&#039; e&#039; criticabile, dato che spesso questi ultimi non possono ricongiungersi con la prole), allora si, il borghese e&#039; razzista col proletario. e quindi l&#039;equazione razzismo=classismo, che per certi versi mi pare implicita nel tuo post (che comunque, se non te l&#039;ho ancora detto, mi e&#039; piaciuto), e&#039; giustificata e confermata. ma non sono certo che la sovrapposizione classe-etnia funzioni. e&#039; un discorso lungo, andrebbe approfondito e di sicuro io non ne granche&#039; di strumenti. 
perche&#039; - come spunto - non scrivi qualcosa sul rapporto tra classismo e razzismo? ne verrebbero fuori delle belle, sopratutto su NI.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e&#8217; evidente, non intendevo quello, anche se non capisco il tuo paragone con la diversita&#8217; delle diagnosi mediche.<br />
piuttosto, non sono certo che oggi il &#8220;borghese&#8221; veda il &#8220;proletario&#8221; come nell&#8217;inghilterra del XIX secolo. chi e&#8217; il borghese, chi e&#8217; il proletario. se i borghesi sono gli italiani, e i proletari gli immigrati (il che gia di per se&#8217; e&#8217; criticabile, dato che spesso questi ultimi non possono ricongiungersi con la prole), allora si, il borghese e&#8217; razzista col proletario. e quindi l&#8217;equazione razzismo=classismo, che per certi versi mi pare implicita nel tuo post (che comunque, se non te l&#8217;ho ancora detto, mi e&#8217; piaciuto), e&#8217; giustificata e confermata. ma non sono certo che la sovrapposizione classe-etnia funzioni. e&#8217; un discorso lungo, andrebbe approfondito e di sicuro io non ne granche&#8217; di strumenti.<br />
perche&#8217; &#8211; come spunto &#8211; non scrivi qualcosa sul rapporto tra classismo e razzismo? ne verrebbero fuori delle belle, sopratutto su NI.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Beppe		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82385</link>

		<dc:creator><![CDATA[Beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 10:40:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Andrea Inglese

sono d&#039;accordo, il problema della trippa che manca e dunque della attuale insostenibilità del sistema riguarda la classe imprenditoriale italiana e quella di governo. La prima perché deve fare il proprio mestiere con coraggio e professionalità (mi risulta che nel leghista nord-est gli imprenditori sono ben contenti di assumer extracomunitari), disposti a stare sul mercato della competizione con tutte le armi, prime tra tutte qualtà e innovazione, la seconda smettendola di rinviare sine die un profondo cambiamento strutturale e di sistema dell&#039;Italia (ricerca, università, scuola, infrastrutture ecc).
Mi sembrava comunque di aver concluso il mio intervento con la frase &quot;In questo caso essere razzisti significherebbe perdere il treno dello sviluppo.&quot;.

Ma non mi hai risposto circa il razzismo nazista e lo sterminio degli ebrei e la sua inspiegabile connessione con l&#039;economia (nei termini da te ipotizzati).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Andrea Inglese</p>
<p>sono d&#8217;accordo, il problema della trippa che manca e dunque della attuale insostenibilità del sistema riguarda la classe imprenditoriale italiana e quella di governo. La prima perché deve fare il proprio mestiere con coraggio e professionalità (mi risulta che nel leghista nord-est gli imprenditori sono ben contenti di assumer extracomunitari), disposti a stare sul mercato della competizione con tutte le armi, prime tra tutte qualtà e innovazione, la seconda smettendola di rinviare sine die un profondo cambiamento strutturale e di sistema dell&#8217;Italia (ricerca, università, scuola, infrastrutture ecc).<br />
Mi sembrava comunque di aver concluso il mio intervento con la frase &#8220;In questo caso essere razzisti significherebbe perdere il treno dello sviluppo.&#8221;.</p>
<p>Ma non mi hai risposto circa il razzismo nazista e lo sterminio degli ebrei e la sua inspiegabile connessione con l&#8217;economia (nei termini da te ipotizzati).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82371</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 08:16:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/11/20/quelli-che-vengono-dall%e2%80%99altro-mondo-uguaglianza-o-tolleranza/#comment-82371</guid>

					<description><![CDATA[a beccalossi, in breve
&quot;Dall’altra parte, anzi, credo sia abbastanza rischioso enfatizzare questa correlazione tra etnia e ruolo professionale: tradirebbe l’universalità del sindacalismo,&quot;
non travisiamo il discorso, è evidente che la correlazione tra etnia e attività professionale ha senso all&#039;interno di un&#039;analisi dello sfruttamento e dello scambio ineguale; il razzismo è una forma che accompagna sempre, legittimandolo, lo sfruttamento, anche all&#039;interno di uno stesso popolo: il borghese si sente &quot;per natura&quot; superiore al proletario. Andate a vedere come venivano descritti gli ambienti operai dell&#039;Inghilterra durante il XIX secolo... Come ambienti &quot;bestiali&quot;, di dissoluzione, immoralità, ecc. Seguire questo tuo discorso sarebbe come dire che la diversità delle diagnosi mediche non aiuta la missione universale della medicina che è quella di curare tutti i malati. Rimane comunque vero che la specializzazione in sé è uno degli elementi propri in generale delle società moderne basate su una crescente differenziazione del lavoro.

a beppe:
&quot;Infine Andrea Inglese è vero che un lavoratore straniero ha li setssi diritti al lavoro di un lavoratore italiano, il problema è il livello di sostenibilità del sistema. E’ inutile dire che ci dovrebbe essere trippa per tutti: e se non c’è? che si fa?&quot;
Una più completa risposta provo a darla nella seconda parte del post, ma in definitiva tutto il discorso che ho iniziato dovrebbe smontare la domanda cosi come la poni.
Com&#039;è ^possibile non rendersi conto che il sistema è sostenibile per l&#039;imprenditore che usa la forza lavoro dell&#039;immigrato e DIVENTA di colpo insostenibile quando bisognerebbe considerare questo lavoratore come un qualsiasi altro lavoratore. Tu, e tutti gli altri, parlate come se gli stranieri venissero qui in massa a girarsi i pollici. Ma state scherzando?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a beccalossi, in breve<br />
&#8220;Dall’altra parte, anzi, credo sia abbastanza rischioso enfatizzare questa correlazione tra etnia e ruolo professionale: tradirebbe l’universalità del sindacalismo,&#8221;<br />
non travisiamo il discorso, è evidente che la correlazione tra etnia e attività professionale ha senso all&#8217;interno di un&#8217;analisi dello sfruttamento e dello scambio ineguale; il razzismo è una forma che accompagna sempre, legittimandolo, lo sfruttamento, anche all&#8217;interno di uno stesso popolo: il borghese si sente &#8220;per natura&#8221; superiore al proletario. Andate a vedere come venivano descritti gli ambienti operai dell&#8217;Inghilterra durante il XIX secolo&#8230; Come ambienti &#8220;bestiali&#8221;, di dissoluzione, immoralità, ecc. Seguire questo tuo discorso sarebbe come dire che la diversità delle diagnosi mediche non aiuta la missione universale della medicina che è quella di curare tutti i malati. Rimane comunque vero che la specializzazione in sé è uno degli elementi propri in generale delle società moderne basate su una crescente differenziazione del lavoro.</p>
<p>a beppe:<br />
&#8220;Infine Andrea Inglese è vero che un lavoratore straniero ha li setssi diritti al lavoro di un lavoratore italiano, il problema è il livello di sostenibilità del sistema. E’ inutile dire che ci dovrebbe essere trippa per tutti: e se non c’è? che si fa?&#8221;<br />
Una più completa risposta provo a darla nella seconda parte del post, ma in definitiva tutto il discorso che ho iniziato dovrebbe smontare la domanda cosi come la poni.<br />
Com&#8217;è ^possibile non rendersi conto che il sistema è sostenibile per l&#8217;imprenditore che usa la forza lavoro dell&#8217;immigrato e DIVENTA di colpo insostenibile quando bisognerebbe considerare questo lavoratore come un qualsiasi altro lavoratore. Tu, e tutti gli altri, parlate come se gli stranieri venissero qui in massa a girarsi i pollici. Ma state scherzando?</p>
]]></content:encoded>
		
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