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	Commenti a: Quelli che vengono dall&#8217;altro mondo. Antagonisti o donatori? (2)	</title>
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		Di: Tiziana de Novellis		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tiziana de Novellis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 19:04:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Vittime collaterali&quot;
Di Razvan Sulicuc, cosa che non accade quasi mai per chi vive in condizioni come le sue, abbiamo “avuto notizia” alcuni giorni fa: “Il fiume dell’emigrazione scorre impietoso. E qui in Romania non lascia dietro di sé, purtroppo, solo fame di manodopera. La faccia più triste dell’esodo sono le sue vittime collaterali: i sessantamila bambini (dati dell’associazione romena per i diritti dei bimbi) rimasti in patria senza genitori, affidati ai nonni nella maggior parte dei casi, qualche volta a estranei (10%), o altrimenti ( è toccato a trentamila di loro) confinati in orfanotrofio. Razvan Suculicuc, undici anni, non ce l’ha fatta a reggere. Nel febbraio 2006 sua madre è partita per l&#039;Italia alla ricerca di lavoro. Voleva comprare un computer a suo figlio. Un mese dopo lui ha preso un martello, piantato un chiodo nel muro della sua baracca a Cariesti, ci ha appeso una corda e si è impiccato sotto gli occhi del suo piccolo cane. Sul tavolo un biglietto per mamma: &quot;Mi dispiace che ci separiamo così. Per il funerale non c&#039;è problema, ho già lasciato i soldi all&#039;uomo della legna. Cara sorella, resta a scuola. Cara mamma, abbi cura di te perché il mondo è brutto. Tutti, per piacere, abbiate cura del cucciolo.&quot; (Repubblica, 12/11/2007)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Vittime collaterali&#8221;<br />
Di Razvan Sulicuc, cosa che non accade quasi mai per chi vive in condizioni come le sue, abbiamo “avuto notizia” alcuni giorni fa: “Il fiume dell’emigrazione scorre impietoso. E qui in Romania non lascia dietro di sé, purtroppo, solo fame di manodopera. La faccia più triste dell’esodo sono le sue vittime collaterali: i sessantamila bambini (dati dell’associazione romena per i diritti dei bimbi) rimasti in patria senza genitori, affidati ai nonni nella maggior parte dei casi, qualche volta a estranei (10%), o altrimenti ( è toccato a trentamila di loro) confinati in orfanotrofio. Razvan Suculicuc, undici anni, non ce l’ha fatta a reggere. Nel febbraio 2006 sua madre è partita per l&#8217;Italia alla ricerca di lavoro. Voleva comprare un computer a suo figlio. Un mese dopo lui ha preso un martello, piantato un chiodo nel muro della sua baracca a Cariesti, ci ha appeso una corda e si è impiccato sotto gli occhi del suo piccolo cane. Sul tavolo un biglietto per mamma: &#8220;Mi dispiace che ci separiamo così. Per il funerale non c&#8217;è problema, ho già lasciato i soldi all&#8217;uomo della legna. Cara sorella, resta a scuola. Cara mamma, abbi cura di te perché il mondo è brutto. Tutti, per piacere, abbiate cura del cucciolo.&#8221; (Repubblica, 12/11/2007)</p>
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		<title>
		Di: anacleto		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/12/04/quelli-che-vengono-dallaltro-mondo-antagonisti-o-donatori-2/#comment-83853</link>

		<dc:creator><![CDATA[anacleto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 11:35:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una ricerca dell&#039;Istat sfata molti luoghi comuni sui reati a sfondo sessuale
Secondo i dati resi noti dall&#039;istituto solo il 10% delle violenze arriva da stranieri
Il 90% degli stupri commesso da italiani
Il rischio maggiore da familiari e conoscenti 

 ROMA - Lo stereotipo dello &quot;stupratore medio&quot;, secondo molti italiani, è quello dell&#039;immigrato. Ma la realtà è molto diversa. Il sessantanove per cento delle violenze nel nostro Paese è opera di partner, mariti o fidanzati. E solo in sei casi su cento il colpevole è estraneo alla cerchia familiare o delle conoscenze. Tra questi, non più del dieci per cento viene commesso da persone di origine straniera. 

E&#039; quanto risulta da uno studio dell&#039;Istat, che ha aperto nella sua sede centrale il Global Forum sulle statistiche di genere. Secondo i dati raccolti, la maggioranza delle violenze più gravi subite dalle donne è dunque domestica: un vero e proprio ribaltamento dei luoghi comuni sulla pericolosità degli stranieri. 

La ricerca è stata effettuata su un campione di donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni e si riferisce al periodo tra gennaio e ottobre 2006. 

&quot;Se anche considerassimo che di questi estranei la metà fossero immigrati - ha spiegato Linda Laura Sabbadini, direttore centrale Istat per le indagini su condizione e qualità della vita - si arriverebbe comunque al tre per cento degli stupri, e se anche ci aggiungessimo il cinquanta per cento dei conoscenti, al massimo si arriverebbe al dieci del totale. Dati in totale contrasto con la percezione diffusa&quot;. 

&quot;Nell&#039;immaginario collettivo - continua - gli stupri per le strade sono quasi sempre opera di immigrati. Ma non fare i conti con le statistiche può portare ad orientare in modo errato le priorità e il tipo di politiche&quot;. 

Il presidente dell&#039;istituto, Luigi Biggeri, ha ricordato che l&#039;Istat ha avviato e vuole continuare il processo di riforma delle statistiche ufficiali. L&#039;obiettivo è quello di fare luce sui temi caldi che fanno discutere il Paese e sfatare i luoghi comuni che in certi casi dominano l&#039;opinione pubblica. 

&quot;Ma il nostro lavoro non si ferma qui: dovremo porre l&#039;attenzione anche su altre tematiche come la discriminazione, terreno difficilissimo ma che ormai necessita di essere misurato in tutte le sue manifestazioni&quot;. 

(10 dicembre 2007)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una ricerca dell&#8217;Istat sfata molti luoghi comuni sui reati a sfondo sessuale<br />
Secondo i dati resi noti dall&#8217;istituto solo il 10% delle violenze arriva da stranieri<br />
Il 90% degli stupri commesso da italiani<br />
Il rischio maggiore da familiari e conoscenti </p>
<p> ROMA &#8211; Lo stereotipo dello &#8220;stupratore medio&#8221;, secondo molti italiani, è quello dell&#8217;immigrato. Ma la realtà è molto diversa. Il sessantanove per cento delle violenze nel nostro Paese è opera di partner, mariti o fidanzati. E solo in sei casi su cento il colpevole è estraneo alla cerchia familiare o delle conoscenze. Tra questi, non più del dieci per cento viene commesso da persone di origine straniera. </p>
<p>E&#8217; quanto risulta da uno studio dell&#8217;Istat, che ha aperto nella sua sede centrale il Global Forum sulle statistiche di genere. Secondo i dati raccolti, la maggioranza delle violenze più gravi subite dalle donne è dunque domestica: un vero e proprio ribaltamento dei luoghi comuni sulla pericolosità degli stranieri. </p>
<p>La ricerca è stata effettuata su un campione di donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni e si riferisce al periodo tra gennaio e ottobre 2006. </p>
<p>&#8220;Se anche considerassimo che di questi estranei la metà fossero immigrati &#8211; ha spiegato Linda Laura Sabbadini, direttore centrale Istat per le indagini su condizione e qualità della vita &#8211; si arriverebbe comunque al tre per cento degli stupri, e se anche ci aggiungessimo il cinquanta per cento dei conoscenti, al massimo si arriverebbe al dieci del totale. Dati in totale contrasto con la percezione diffusa&#8221;. </p>
<p>&#8220;Nell&#8217;immaginario collettivo &#8211; continua &#8211; gli stupri per le strade sono quasi sempre opera di immigrati. Ma non fare i conti con le statistiche può portare ad orientare in modo errato le priorità e il tipo di politiche&#8221;. </p>
<p>Il presidente dell&#8217;istituto, Luigi Biggeri, ha ricordato che l&#8217;Istat ha avviato e vuole continuare il processo di riforma delle statistiche ufficiali. L&#8217;obiettivo è quello di fare luce sui temi caldi che fanno discutere il Paese e sfatare i luoghi comuni che in certi casi dominano l&#8217;opinione pubblica. </p>
<p>&#8220;Ma il nostro lavoro non si ferma qui: dovremo porre l&#8217;attenzione anche su altre tematiche come la discriminazione, terreno difficilissimo ma che ormai necessita di essere misurato in tutte le sue manifestazioni&#8221;. </p>
<p>(10 dicembre 2007)</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Paola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 11:03:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[preciso: non è mia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>preciso: non è mia</p>
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		<title>
		Di: Paola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 11:01:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...Quelli che hanno letto milioni di libri 
e quelli che non sanno nemmeno parlare, 
ed è per questo che la storia dà i brividi, 
perchè nessuno la può fermare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;Quelli che hanno letto milioni di libri<br />
e quelli che non sanno nemmeno parlare,<br />
ed è per questo che la storia dà i brividi,<br />
perchè nessuno la può fermare&#8230;</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/12/04/quelli-che-vengono-dallaltro-mondo-antagonisti-o-donatori-2/#comment-83648</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 22:55:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a giusco
&quot;ti ho detto quello che relativamente al mio settore specifico e’ falso; che manchino i dati su cui poggiare altre tue tesi, te l’hanno gia’ detto.&quot;
Non so di che stai parlando. Qual è il tuo settore specifico, quali sono i dati &quot;falsi&quot; e quali quelli che gli &quot;altri&quot; mi hanno segnalato come mancanti? Se ha dei dati sulle questioni sollevate dal post, portali o indica le fonti, ma parla di qualcosa di preciso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a giusco<br />
&#8220;ti ho detto quello che relativamente al mio settore specifico e’ falso; che manchino i dati su cui poggiare altre tue tesi, te l’hanno gia’ detto.&#8221;<br />
Non so di che stai parlando. Qual è il tuo settore specifico, quali sono i dati &#8220;falsi&#8221; e quali quelli che gli &#8220;altri&#8221; mi hanno segnalato come mancanti? Se ha dei dati sulle questioni sollevate dal post, portali o indica le fonti, ma parla di qualcosa di preciso.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/12/04/quelli-che-vengono-dallaltro-mondo-antagonisti-o-donatori-2/#comment-83634</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 20:09:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dall&#039;alto viene la manipolazione e l&#039;amplificazione di sentimenti e percezioni che ci sono lì in basso a partire dallo sconcerto di trovarsi a convivere in pochi anni con persone lettarlmente di tutto il mondo e di tutti i colori (qui a Gallarate, per esempio, siamo al 9 % e si va dagli africani di colore ai pachistani alle ucraine agli ecuadoriani, marocchini, albanesi, rumeni ecc...). Xenofobia è termine ambiguo, spesso eufemistico per dire razzismo, ma l&#039;immigrazione in Italia abbia causato xenofobia in senso stretto non lo trovo stupefacente. Ho la sensazione che il salto di qualità che la trasforma in vero e proprio razzismo consensuale sia stato abbastanza repentino, e che in questo gli impulsi dall&#039;alto c&#039;entrano, eccome. Ma questi impulsi, se non sbaglio, hanno cominciato ad attecchire nel momento in cui ha cominciato a farsi sentire pesantemente l&#039;impoverimento di questo paese e dei suoi abitanti e in cui la fiducia di poter uscire da questa crisi è sempre più venuta meno. Questo è un paese alla frutta, frutta marcia per la precisione, in cui se sei fortunato percepisci uno stipendio più basso degli altri paesi europei, altrimenti galleggi fra precariato e lavoro nero. E questo è un paese che a vari livelli necessita dell&#039;illegalità anche al livello minimo, non percepito affatto come criminale, per restare in piedi. E quindi è molto meglio per chiunque dentenga un potere politico ed economico che ci sia l&#039;invasore straniero a fare da parafulmine che la consapevolezza che siamo messi così: pochi ricchi sempre più ricchi e il resto che va sempre più giù. Dont&#039;cry for me Argentina, se va bene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;alto viene la manipolazione e l&#8217;amplificazione di sentimenti e percezioni che ci sono lì in basso a partire dallo sconcerto di trovarsi a convivere in pochi anni con persone lettarlmente di tutto il mondo e di tutti i colori (qui a Gallarate, per esempio, siamo al 9 % e si va dagli africani di colore ai pachistani alle ucraine agli ecuadoriani, marocchini, albanesi, rumeni ecc&#8230;). Xenofobia è termine ambiguo, spesso eufemistico per dire razzismo, ma l&#8217;immigrazione in Italia abbia causato xenofobia in senso stretto non lo trovo stupefacente. Ho la sensazione che il salto di qualità che la trasforma in vero e proprio razzismo consensuale sia stato abbastanza repentino, e che in questo gli impulsi dall&#8217;alto c&#8217;entrano, eccome. Ma questi impulsi, se non sbaglio, hanno cominciato ad attecchire nel momento in cui ha cominciato a farsi sentire pesantemente l&#8217;impoverimento di questo paese e dei suoi abitanti e in cui la fiducia di poter uscire da questa crisi è sempre più venuta meno. Questo è un paese alla frutta, frutta marcia per la precisione, in cui se sei fortunato percepisci uno stipendio più basso degli altri paesi europei, altrimenti galleggi fra precariato e lavoro nero. E questo è un paese che a vari livelli necessita dell&#8217;illegalità anche al livello minimo, non percepito affatto come criminale, per restare in piedi. E quindi è molto meglio per chiunque dentenga un potere politico ed economico che ci sia l&#8217;invasore straniero a fare da parafulmine che la consapevolezza che siamo messi così: pochi ricchi sempre più ricchi e il resto che va sempre più giù. Dont&#8217;cry for me Argentina, se va bene.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/12/04/quelli-che-vengono-dallaltro-mondo-antagonisti-o-donatori-2/#comment-83622</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 17:55:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Insomma, leggendo il finale di Andrea Inglese: &quot;Quello che si rifiuta nello straniero, è la nostra stessa precarietà, così come ciò che non sopportiamo in lui, è il suo riscattarsi, appena può, nello stesso modo in cui noi ci riscattiamo: con il consumo, con il conforto della famiglia allargata, con le certezza della religione&quot;,  René Girard ci entra sempre con la sua teoria dell&#039;invidia, della mimesi e del capro espiatorio.

Basterebbe allora per risolvere il problema (condivido cmq le indicazioni, le soluzioni socio-politiche di Andrea Inglese)  essere dei buoni cristiani, seguendo cioè la rottura che secondo Girard il Cristianesimo impone alla teoria del capro espiatorio. Ma, almeno per me, essere un buono cristiano non è alla maniera in cui la Chiesa ha concepito il suo potere di giurisdizione (Simone Weil), piuttosto abnegare semetipsum. Nessuna adesione a dottrine o lettera, ma affidamento a quell&#039;Uno che riconosce l&#039;illusioretà del molteplice, quindi pure della diversità dello Straniero. La soluzione è religiosa (nel senso originario del suo termine) più che politica. La soluzione è nel riconoscere la sporcizia e l&#039;inferiorità dello psichico. E la superiorità dello Spirito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insomma, leggendo il finale di Andrea Inglese: &#8220;Quello che si rifiuta nello straniero, è la nostra stessa precarietà, così come ciò che non sopportiamo in lui, è il suo riscattarsi, appena può, nello stesso modo in cui noi ci riscattiamo: con il consumo, con il conforto della famiglia allargata, con le certezza della religione&#8221;,  René Girard ci entra sempre con la sua teoria dell&#8217;invidia, della mimesi e del capro espiatorio.</p>
<p>Basterebbe allora per risolvere il problema (condivido cmq le indicazioni, le soluzioni socio-politiche di Andrea Inglese)  essere dei buoni cristiani, seguendo cioè la rottura che secondo Girard il Cristianesimo impone alla teoria del capro espiatorio. Ma, almeno per me, essere un buono cristiano non è alla maniera in cui la Chiesa ha concepito il suo potere di giurisdizione (Simone Weil), piuttosto abnegare semetipsum. Nessuna adesione a dottrine o lettera, ma affidamento a quell&#8217;Uno che riconosce l&#8217;illusioretà del molteplice, quindi pure della diversità dello Straniero. La soluzione è religiosa (nel senso originario del suo termine) più che politica. La soluzione è nel riconoscere la sporcizia e l&#8217;inferiorità dello psichico. E la superiorità dello Spirito.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: GiusCo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/12/04/quelli-che-vengono-dallaltro-mondo-antagonisti-o-donatori-2/#comment-83618</link>

		<dc:creator><![CDATA[GiusCo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 17:22:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ingles, e qui chiudo la parentesi off topic... ti ho detto quello che relativamente al mio settore specifico e&#039; falso; che manchino i dati su cui poggiare altre tue tesi, te l&#039;hanno gia&#039; detto. A questo punto non so. Esiste una vasta bibliografia su tutti questi argomenti ed ognuno prende e ritaglia quel che piu&#039; gli piace. E fa politica. Pero&#039; tu sei uno studioso e dovresti magari giustificare meglio (leggi: con i dati e le rilevanze statistiche) cio&#039; che proponi, anche su questo sito. A meno che tu stia facendo politica e come dice Morgagni: &quot;Ed io che non me ne ero minimamente accorto!&quot;. Saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ingles, e qui chiudo la parentesi off topic&#8230; ti ho detto quello che relativamente al mio settore specifico e&#8217; falso; che manchino i dati su cui poggiare altre tue tesi, te l&#8217;hanno gia&#8217; detto. A questo punto non so. Esiste una vasta bibliografia su tutti questi argomenti ed ognuno prende e ritaglia quel che piu&#8217; gli piace. E fa politica. Pero&#8217; tu sei uno studioso e dovresti magari giustificare meglio (leggi: con i dati e le rilevanze statistiche) cio&#8217; che proponi, anche su questo sito. A meno che tu stia facendo politica e come dice Morgagni: &#8220;Ed io che non me ne ero minimamente accorto!&#8221;. Saluti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/12/04/quelli-che-vengono-dallaltro-mondo-antagonisti-o-donatori-2/#comment-83616</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 17:02:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non partiamo per la tangente nucleare, adesso. A Giusco, il &quot;noi nucleare&quot; sono le democrazie occidentali o mediorientali a bomba atomica buona, conto i regimi non democratici a bomba nucleare (cattiva). Chissà se la bomba di Hiroshima ha fatto meno morti e danni, per il fatto che è stata sganciato da un aereo battente bandiera di stato democratico?

A Lorenzo, 
Sia ben chiaro, &quot;l&#039;integrazione&quot; io non la auguro a nessuno, e quindi neppure agli immigrati, che poi diventano spietati come certi tizi integratissimi di casa nostra; d&#039;altra parte non auguro neppure la &quot;disintegrazione&quot;, perché di disintegrati nostrani ne abbiamo già tanti. Una normale uguaglianza giuridica e di trattamento sarebbe ampiamente sufficiente. 

Sull&#039;inimicizia dall&#039;alto. Mi sembra miope non rendersi conto del lavoro che da svariati anni certi media fanno intorno a certe figure e a certe situazioni. Io non guardo moltissimo la tele, ma quel poco che guardo mi basta e avanza per rimanare incazzato e schifato per un mese. Ho c&#039;ho il cervello definitivamente rotto, o c&#039;è qualcosa che non va in quello che trasmettono e in come lo trasmettono. Per parlare solo della TV. L&#039;uso della paura è ormai, anche da noi, un dato di fatto sia della politica che dei media: ognuno ne trae il proprio profitto. 

Faccio un esempio, per tutti. Varese. Internet point e centro telefonico, in una zona della città. Di fronte tre panchine, qualche albero. Spesso, seduti i clienti del centro, sopratutto africani (&quot;neri!&quot;). Un bar, un venditore di bici, un lavaggio a secco, ecc. Un giorno sulla &quot;Prealpina&quot;, quotidiano di Varese, esce un articolo narrando del degrado del luogo, del fatto che li è diventata africa, che su una panchina è comparsa un scritta &quot;solo marocco&quot;, che le persone hanno paura a passare di li, e i commercianti pure. Tra le accuse, il fatto che alcuni &quot;dormissero&quot; e altri avessero &quot;messo un tavolo per giocare a carte&quot;. 
Faccio l&#039;inchiesta. Nessun commerciante schifato, tranne uno, fascio. Il quale sostiene che ci sono risse un giorno si e un giorno no. Palesemente falso. Da lui forse parte l&#039;imbeccata per il giornalista, che non aspetta altro. E una volta che sei su stampa: diventi più vero del vero. Ora, Varese è una città che non conosce &quot;problemi&quot; relativi all&#039;immigrazione. Non siamo lontanamente vicini a situazioni che si suol definire di &quot;degrado&quot;. Nessuna tensione reale. E nonostante cio&#039; qualcuno s&#039;inventa di sana pianta un &quot;degrado&quot;, una paura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non partiamo per la tangente nucleare, adesso. A Giusco, il &#8220;noi nucleare&#8221; sono le democrazie occidentali o mediorientali a bomba atomica buona, conto i regimi non democratici a bomba nucleare (cattiva). Chissà se la bomba di Hiroshima ha fatto meno morti e danni, per il fatto che è stata sganciato da un aereo battente bandiera di stato democratico?</p>
<p>A Lorenzo,<br />
Sia ben chiaro, &#8220;l&#8217;integrazione&#8221; io non la auguro a nessuno, e quindi neppure agli immigrati, che poi diventano spietati come certi tizi integratissimi di casa nostra; d&#8217;altra parte non auguro neppure la &#8220;disintegrazione&#8221;, perché di disintegrati nostrani ne abbiamo già tanti. Una normale uguaglianza giuridica e di trattamento sarebbe ampiamente sufficiente. </p>
<p>Sull&#8217;inimicizia dall&#8217;alto. Mi sembra miope non rendersi conto del lavoro che da svariati anni certi media fanno intorno a certe figure e a certe situazioni. Io non guardo moltissimo la tele, ma quel poco che guardo mi basta e avanza per rimanare incazzato e schifato per un mese. Ho c&#8217;ho il cervello definitivamente rotto, o c&#8217;è qualcosa che non va in quello che trasmettono e in come lo trasmettono. Per parlare solo della TV. L&#8217;uso della paura è ormai, anche da noi, un dato di fatto sia della politica che dei media: ognuno ne trae il proprio profitto. </p>
<p>Faccio un esempio, per tutti. Varese. Internet point e centro telefonico, in una zona della città. Di fronte tre panchine, qualche albero. Spesso, seduti i clienti del centro, sopratutto africani (&#8220;neri!&#8221;). Un bar, un venditore di bici, un lavaggio a secco, ecc. Un giorno sulla &#8220;Prealpina&#8221;, quotidiano di Varese, esce un articolo narrando del degrado del luogo, del fatto che li è diventata africa, che su una panchina è comparsa un scritta &#8220;solo marocco&#8221;, che le persone hanno paura a passare di li, e i commercianti pure. Tra le accuse, il fatto che alcuni &#8220;dormissero&#8221; e altri avessero &#8220;messo un tavolo per giocare a carte&#8221;.<br />
Faccio l&#8217;inchiesta. Nessun commerciante schifato, tranne uno, fascio. Il quale sostiene che ci sono risse un giorno si e un giorno no. Palesemente falso. Da lui forse parte l&#8217;imbeccata per il giornalista, che non aspetta altro. E una volta che sei su stampa: diventi più vero del vero. Ora, Varese è una città che non conosce &#8220;problemi&#8221; relativi all&#8217;immigrazione. Non siamo lontanamente vicini a situazioni che si suol definire di &#8220;degrado&#8221;. Nessuna tensione reale. E nonostante cio&#8217; qualcuno s&#8217;inventa di sana pianta un &#8220;degrado&#8221;, una paura.</p>
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		Di: Giuseppe Cornacchia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/12/04/quelli-che-vengono-dallaltro-mondo-antagonisti-o-donatori-2/#comment-83611</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Cornacchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 16:28:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Morgagni, ti aiuto: l&#039; 80% del fabbisogno energetico del Paese in cui vivi e&#039; di fonte nucleare. Se casa tua va a pale eoliche, quelle di Inglese, Forlani, Veronique e Zaffarano vanno a testate nucleari. L&#039;ideologia e&#039; una brutta bestia quando non si accompagna alla prassi, sai?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Morgagni, ti aiuto: l&#8217; 80% del fabbisogno energetico del Paese in cui vivi e&#8217; di fonte nucleare. Se casa tua va a pale eoliche, quelle di Inglese, Forlani, Veronique e Zaffarano vanno a testate nucleari. L&#8217;ideologia e&#8217; una brutta bestia quando non si accompagna alla prassi, sai?</p>
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