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	Commenti a: Il corpo di Antigone e la 194	</title>
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		<title>
		Di: Lorenzo Galbiati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85734</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 19:18:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[peccato aver visto solo ora questo articolo.

faccio presente che, se vogliamo usare bene le parole, è sbagliato dire che un feto, o un uomo, è &quot;vita umana&quot;. 
la vita è un processo, il processo vitale, che è presente appunto nella materia vivente.
quindi impostare la discussione su: il feto o lo zigote sono vita umana? porta poco lontano. certo che lo sono, nel senso che sono vivi, e fan parte della specie Homo sapiens. ma se è per questo anche lo spermatozoo e l&#039;ovulo sono vita umana: sono cellule umane, e ciò che le distingue è il patrimonio genetico, diverso da qualsiasi altra cellula del corpo cui appartengono o da cui escono.
se si riduce (&quot;riduzionismo genetico&quot;) tutto al DNA, e a dire che con lo zigote c&#039;è nuova &quot;vita&quot;, (nuovo individuo? direi di sì, biologicamente parlando, nuova persona? direi di no, da nessun punto di vista) all&#039;interno della madre, allora si deve dire anche che spermatozoo e ovulo hanno la loro dignità in quanto recanti un patrimonio genetico unico e proprio, e che ce ne preoccupiamo poco solo perché se non si &quot;incontrano&quot; vanno... incontro a morte in pochi giorni o ore (e non possiamo farci niente); di fatto sono la nostra generazione aploide, con metà dei cromosomi, che poi con la fecondazione dà vita o meglio produce (anche loro sono vivi!) un essere vivente con patrimonio diploide (46 cromosomi) e in grado per questo di vivere dentro l&#039;utero, svilupparsi diventare organismo.
in alcuni animali, per non dire delle piante, le cellule con patrimonio genetico aploide hanno capacità di svilupparsi e diventare organismo o individuo, senza fecondazione, e di vivere di vita autonoma anche per molto tempo, per poi ricominciare il ciclo diploide con la fecondazione.
negli animali e nelle piante più evolute (quelle a fiore), la generazione aploide gode di solito di bassa vitalità e autonomia, e quindi la vediamo solo come un tramite per la fecondazione. ma è &quot;vita&quot;, ha la sua individualità. 
insomma, non si crea &quot;vita&quot; dal nulla: con il concepimento il processo vitale si è trasferito dallo spermatozoo e dall&#039;ovulo in una cellula, lo zigote, che ha una individualità diversa dalle due cellule che lo hanno prodotto, e dai due genitori, ovviamente.
e ha una sua capacità di vita diversa da quella della madre, dato che tolto dall&#039;utero va incontro alla morte, a meno che lo congeliamo a certe condizioni (mentre se congeliamo la madre... muore lei e lui). l&#039;embrione non è un essere vivente con vita autonoma fino a circa il quinto mese, e quindi è sì &quot;vita umana&quot; (essere vivente umano) ma non in senso pieno (se prendiamo poi lo zigote appena formato non possiamo neanche dire che sia un individuo umano, ma un essere vivente umano ancora indifferenziato, dato che può diventare per esempio due gemelli, e il cui sviluppo è dipendente dalla sua possibilità di annidarsi nell&#039;utero, senza la quale andrà incontro a morte veloce).
e non si può fare il paragone tra embrione e chi è in coma o cose del genere: quella è una reazione dell&#039;organismo a una malattia o altro, non è lo stato fisiologico della persona, mentre lo stato fisiologico dell&#039;embrione è quello di essere dipendente dalla vita della madre, nel senso che non può vivere senza di lei, necessita per sua natura del corpo della madre.

ecco, da qui secondo me si dovrebbe partire, dal fatto che la vita è un processo che si presenta sotto forme diverse in esseri viventi della stessa specie, forme che si tarsformano le une nelle altre, e non in modo istantaneo... noi uomini (e donne) diamo nomi, classifichiamo, ma la vita, la natura non esiste in essenze fisse e immutabili e chiare e distinte, è solo un susseguirsi di sfumature, più o meno marcate.....

sarà per la prossima volta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>peccato aver visto solo ora questo articolo.</p>
<p>faccio presente che, se vogliamo usare bene le parole, è sbagliato dire che un feto, o un uomo, è &#8220;vita umana&#8221;.<br />
la vita è un processo, il processo vitale, che è presente appunto nella materia vivente.<br />
quindi impostare la discussione su: il feto o lo zigote sono vita umana? porta poco lontano. certo che lo sono, nel senso che sono vivi, e fan parte della specie Homo sapiens. ma se è per questo anche lo spermatozoo e l&#8217;ovulo sono vita umana: sono cellule umane, e ciò che le distingue è il patrimonio genetico, diverso da qualsiasi altra cellula del corpo cui appartengono o da cui escono.<br />
se si riduce (&#8220;riduzionismo genetico&#8221;) tutto al DNA, e a dire che con lo zigote c&#8217;è nuova &#8220;vita&#8221;, (nuovo individuo? direi di sì, biologicamente parlando, nuova persona? direi di no, da nessun punto di vista) all&#8217;interno della madre, allora si deve dire anche che spermatozoo e ovulo hanno la loro dignità in quanto recanti un patrimonio genetico unico e proprio, e che ce ne preoccupiamo poco solo perché se non si &#8220;incontrano&#8221; vanno&#8230; incontro a morte in pochi giorni o ore (e non possiamo farci niente); di fatto sono la nostra generazione aploide, con metà dei cromosomi, che poi con la fecondazione dà vita o meglio produce (anche loro sono vivi!) un essere vivente con patrimonio diploide (46 cromosomi) e in grado per questo di vivere dentro l&#8217;utero, svilupparsi diventare organismo.<br />
in alcuni animali, per non dire delle piante, le cellule con patrimonio genetico aploide hanno capacità di svilupparsi e diventare organismo o individuo, senza fecondazione, e di vivere di vita autonoma anche per molto tempo, per poi ricominciare il ciclo diploide con la fecondazione.<br />
negli animali e nelle piante più evolute (quelle a fiore), la generazione aploide gode di solito di bassa vitalità e autonomia, e quindi la vediamo solo come un tramite per la fecondazione. ma è &#8220;vita&#8221;, ha la sua individualità.<br />
insomma, non si crea &#8220;vita&#8221; dal nulla: con il concepimento il processo vitale si è trasferito dallo spermatozoo e dall&#8217;ovulo in una cellula, lo zigote, che ha una individualità diversa dalle due cellule che lo hanno prodotto, e dai due genitori, ovviamente.<br />
e ha una sua capacità di vita diversa da quella della madre, dato che tolto dall&#8217;utero va incontro alla morte, a meno che lo congeliamo a certe condizioni (mentre se congeliamo la madre&#8230; muore lei e lui). l&#8217;embrione non è un essere vivente con vita autonoma fino a circa il quinto mese, e quindi è sì &#8220;vita umana&#8221; (essere vivente umano) ma non in senso pieno (se prendiamo poi lo zigote appena formato non possiamo neanche dire che sia un individuo umano, ma un essere vivente umano ancora indifferenziato, dato che può diventare per esempio due gemelli, e il cui sviluppo è dipendente dalla sua possibilità di annidarsi nell&#8217;utero, senza la quale andrà incontro a morte veloce).<br />
e non si può fare il paragone tra embrione e chi è in coma o cose del genere: quella è una reazione dell&#8217;organismo a una malattia o altro, non è lo stato fisiologico della persona, mentre lo stato fisiologico dell&#8217;embrione è quello di essere dipendente dalla vita della madre, nel senso che non può vivere senza di lei, necessita per sua natura del corpo della madre.</p>
<p>ecco, da qui secondo me si dovrebbe partire, dal fatto che la vita è un processo che si presenta sotto forme diverse in esseri viventi della stessa specie, forme che si tarsformano le une nelle altre, e non in modo istantaneo&#8230; noi uomini (e donne) diamo nomi, classifichiamo, ma la vita, la natura non esiste in essenze fisse e immutabili e chiare e distinte, è solo un susseguirsi di sfumature, più o meno marcate&#8230;..</p>
<p>sarà per la prossima volta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: poppo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85672</link>

		<dc:creator><![CDATA[poppo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 12:59:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi fa piacere avere due estimatori (scusate ma avevo letto solo i commenti più pertinenti). Eh, lo so che non sono molto chiaro o abbastanza chiaro nelle mie esposizioni, però davvero ci metto tutto l&#039;impegno che posso. Ciao Tash e ciao spettator Cortese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi fa piacere avere due estimatori (scusate ma avevo letto solo i commenti più pertinenti). Eh, lo so che non sono molto chiaro o abbastanza chiaro nelle mie esposizioni, però davvero ci metto tutto l&#8217;impegno che posso. Ciao Tash e ciao spettator Cortese</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: spettator cortese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[spettator cortese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 16:58:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi associo a tashtego: poppo è un grande, ne voglio ancora!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi associo a tashtego: poppo è un grande, ne voglio ancora!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: poppo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85595</link>

		<dc:creator><![CDATA[poppo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 15:52:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ed inoltre, nel libretto edito da Famiglia Cristiana, Radici Cristiane d&#039;Europa, Tommaso d&#039;Aquino, San Paolo, 2004, a pag. 70, leggo:
&quot;Ancora: ogni cosa raggiunge il fine ultimo mediante l&#039;operazione che le è propria; l&#039;operazione trae la propria virtù dal principio operativo: per esempio, mediante l&#039;azione del seme si genera un individuo di una determinata specie, la cui virtù preesiste nel seme&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ed inoltre, nel libretto edito da Famiglia Cristiana, Radici Cristiane d&#8217;Europa, Tommaso d&#8217;Aquino, San Paolo, 2004, a pag. 70, leggo:<br />
&#8220;Ancora: ogni cosa raggiunge il fine ultimo mediante l&#8217;operazione che le è propria; l&#8217;operazione trae la propria virtù dal principio operativo: per esempio, mediante l&#8217;azione del seme si genera un individuo di una determinata specie, la cui virtù preesiste nel seme&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: poppo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85594</link>

		<dc:creator><![CDATA[poppo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 15:46:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se ho capito bene, quello che dice Tommaso d&#039;Aquino non va visto solo entro questo limite di uno stadio fisso nell&#039;evoluzione, in quanto egli parla di potenza. Dunque l&#039;embrione - ammesso che sia ad uno stadio inferiore -- cosa a cui non credo --  ha in sé l&#039;essere di uno stadio superiore. Dunque non si può impedire che la potenza dell&#039;essere creato e che corrisponde in un primo momento al primo stadio dell&#039;embrione non arrivi al fine ulimo per cui è stato *creato* (l&#039;essere umano: da Dio) e *generato* (da un uomo ed una donna).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ho capito bene, quello che dice Tommaso d&#8217;Aquino non va visto solo entro questo limite di uno stadio fisso nell&#8217;evoluzione, in quanto egli parla di potenza. Dunque l&#8217;embrione &#8211; ammesso che sia ad uno stadio inferiore &#8212; cosa a cui non credo &#8212;  ha in sé l&#8217;essere di uno stadio superiore. Dunque non si può impedire che la potenza dell&#8217;essere creato e che corrisponde in un primo momento al primo stadio dell&#8217;embrione non arrivi al fine ulimo per cui è stato *creato* (l&#8217;essere umano: da Dio) e *generato* (da un uomo ed una donna).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Thera		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85507</link>

		<dc:creator><![CDATA[Thera]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 16:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In tanta &quot;metafisica&quot; mi hanno colpito  un paio di frasi, apparentemente in tono minore.
Sergio ha scritto: &quot;la 194 è una legge che “impone” (nel senso che stabilisce ciò che è legale o ciò che costituisce reato su questo argomento) una visione del mondo&quot;.
La legge non impone un bel nulla, semmai interpreta una sensibilità, una visione del mondo, un cambiamento culturale. La legge permette, non impone, la legge riconosce un limite e lascia spazio alla responsabilità e all&#039;autodeterminazione delle donne, ne riconosce la legittimità.
Scusate sono un po&#039; ipersensibile, ricordo bene la tracotanza di certi attacchi alla 194 (vedi referendum abrogativo) e francamente mi sento un po&#039; depressa nel trovarmi di fronte, a distanza di 30 anni, agli stessi argomenti.
Poi qualcuno diceva che i consultori dovrebbero dissuadere: ammesso che esista ancora qualcosa di simile ai consultori territoriali (nella mia città sono morti e sepolti da tempo), pensare a strutture che tendenzialmente servono a &quot;dissuadere&quot; mi fa drizzare i capelli sulla testa: come? Con quali strumenti? E soprattutto, con quale diritto? 
Ricordo tanti anni fa, fui ricoverata a Careggi per una sospetta gravidanza extrauterina: nei giorni in cui venivano effettuate le interruzioni volontarie di gravidanza, passava un frate dall&#039;aspetto terribile a lanciare roboanti anatemi contro le donne che ricorrevano all&#039;aborto.
Oppure penso alla mia amica, persino il barelliere che la portava in sala operatoria tentava di &quot;dissuaderla&quot;, senza sapere niente di lei, della sua storia o delle sue motivazioni  e, soprattutto, senza tenere conto del fatto che si trovava di fronte una donna adulta, maggiorenne, consapevole, che era approdata alla sua decisione dopo lunga e dolorosa riflessione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In tanta &#8220;metafisica&#8221; mi hanno colpito  un paio di frasi, apparentemente in tono minore.<br />
Sergio ha scritto: &#8220;la 194 è una legge che “impone” (nel senso che stabilisce ciò che è legale o ciò che costituisce reato su questo argomento) una visione del mondo&#8221;.<br />
La legge non impone un bel nulla, semmai interpreta una sensibilità, una visione del mondo, un cambiamento culturale. La legge permette, non impone, la legge riconosce un limite e lascia spazio alla responsabilità e all&#8217;autodeterminazione delle donne, ne riconosce la legittimità.<br />
Scusate sono un po&#8217; ipersensibile, ricordo bene la tracotanza di certi attacchi alla 194 (vedi referendum abrogativo) e francamente mi sento un po&#8217; depressa nel trovarmi di fronte, a distanza di 30 anni, agli stessi argomenti.<br />
Poi qualcuno diceva che i consultori dovrebbero dissuadere: ammesso che esista ancora qualcosa di simile ai consultori territoriali (nella mia città sono morti e sepolti da tempo), pensare a strutture che tendenzialmente servono a &#8220;dissuadere&#8221; mi fa drizzare i capelli sulla testa: come? Con quali strumenti? E soprattutto, con quale diritto?<br />
Ricordo tanti anni fa, fui ricoverata a Careggi per una sospetta gravidanza extrauterina: nei giorni in cui venivano effettuate le interruzioni volontarie di gravidanza, passava un frate dall&#8217;aspetto terribile a lanciare roboanti anatemi contro le donne che ricorrevano all&#8217;aborto.<br />
Oppure penso alla mia amica, persino il barelliere che la portava in sala operatoria tentava di &#8220;dissuaderla&#8221;, senza sapere niente di lei, della sua storia o delle sue motivazioni  e, soprattutto, senza tenere conto del fatto che si trovava di fronte una donna adulta, maggiorenne, consapevole, che era approdata alla sua decisione dopo lunga e dolorosa riflessione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: poppo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85504</link>

		<dc:creator><![CDATA[poppo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 14:45:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Approfondirò le idee di san Tommaso eccetera. Però penso che uno stadio dell&#039;anima sia dovuto quando si parla di animnali e vegetali. Anche in essi c&#039;è vita, ma in loro la vita si occupa essa stessa, appunto, di loro. Cioè mi pare che gli animali per esempio siano vissuti dalla vita, e che pertanto non possano decidere loro stessi della loro vita, difatti, essi, hanno un forte attaccamento alla sovravvivenza, ma non hanno qualla resistenza umana nelle situazioni in cui l&#039;uomo invece vede la speranza. Dunque, per esempio, un topo in trappola, una mosca in trappola, avranno poche possibilità di sopravvivenza perché la vita stessa si occupa di loro e delle loro sofferenze. Diverso e &#039;&#039; u n i c o &#039;&#039;  è invece il caso umano, a immagine e somiglianza di Dio. Dunque noi esseri umani possiamo scegliere la vita o non la vita, ma gli animali non possono; e questa è la distinzione, secondo me, delle varie tipologie delle anime.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approfondirò le idee di san Tommaso eccetera. Però penso che uno stadio dell&#8217;anima sia dovuto quando si parla di animnali e vegetali. Anche in essi c&#8217;è vita, ma in loro la vita si occupa essa stessa, appunto, di loro. Cioè mi pare che gli animali per esempio siano vissuti dalla vita, e che pertanto non possano decidere loro stessi della loro vita, difatti, essi, hanno un forte attaccamento alla sovravvivenza, ma non hanno qualla resistenza umana nelle situazioni in cui l&#8217;uomo invece vede la speranza. Dunque, per esempio, un topo in trappola, una mosca in trappola, avranno poche possibilità di sopravvivenza perché la vita stessa si occupa di loro e delle loro sofferenze. Diverso e &#8221; u n i c o &#8221;  è invece il caso umano, a immagine e somiglianza di Dio. Dunque noi esseri umani possiamo scegliere la vita o non la vita, ma gli animali non possono; e questa è la distinzione, secondo me, delle varie tipologie delle anime.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85477</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 22:17:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Senza dubbio l&#039;aborto è un fallimento, che va corretto, ma non per legge.
Non per legge perché la donna (come l&#039;uomo) è sovrana assoluta del proprio corpo e un embrione non è una vita umana ma solo un progetto di vita umana. Non c&#039;è nessun omicidio. C&#039;è piuttosto un depotenziamento dell&#039;immaginario costruttivo e simbiotico della donna, una perdita (o al contrario un eccesso) di responsabilità, una ferita e un dolore rispetto al futuribile. L&#039;aborto si estingue seguendo la strada di una sessualità responsabile, una maturazione che ancora manca a tutti i livelli sociali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Senza dubbio l&#8217;aborto è un fallimento, che va corretto, ma non per legge.<br />
Non per legge perché la donna (come l&#8217;uomo) è sovrana assoluta del proprio corpo e un embrione non è una vita umana ma solo un progetto di vita umana. Non c&#8217;è nessun omicidio. C&#8217;è piuttosto un depotenziamento dell&#8217;immaginario costruttivo e simbiotico della donna, una perdita (o al contrario un eccesso) di responsabilità, una ferita e un dolore rispetto al futuribile. L&#8217;aborto si estingue seguendo la strada di una sessualità responsabile, una maturazione che ancora manca a tutti i livelli sociali.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mario pandiani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comment-85445</link>

		<dc:creator><![CDATA[mario pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 12:54:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bisognerebbe assistere ad un aborto per capire meglio, se si hanno dei dubbi che non ci sia violenza. 
Parlavo di &quot;legittimità naturale&quot; in risposta a certe affermazioni che vedono la donna come naturalmente legittimata ad interrompere una gravidanza, legittimità di cui non vedo la naturalità nè l&#039;evidenza se non che meccanicamente può farlo.
Io non teorizzo sull&#039;aborto, credo che l&#039;essere umano sia libero a 360 gradi, libero di fare e sciegliere ciò che è bene e ciò che è male, che abbia la sacrosanta capacità di imparare anche dal male fatto e che possa superarlo. Quello a cui non credo è che la legge e la coerenza ad essa siano un valore superiore.
Quando mia moglie 44enne aspettava, incontrai un&#039;amica che fa la cardiologa in ospedale, mi disse, Guarda che ho già prenotato per l&#039;esame dei villi... le risposi che mia moglie ed io non avevamo mai deciso di fare quell&#039;esame.
Da allora ci ha tolto il saluto, cosa che a me non dispiace, ma ho capito che certe cose, per alcuni, assumono valenze che trascendono la libertà dell&#039;individuo, si era sentita negata nella sua fede che se una donna aspetta e sa che il bambino ha dei difetti sia naturale od obbligata la scelta dell&#039;aborto, quale altra ragione c&#039;è per volerlo sapere con un esame invasivo e rischioso per il feto come quello dei villi coreali?.
Io credo a questa libertà, come sono convinto del male di alcune cose, le conseguenze non le conosco se non per la sofferenza che ho visto in molte amiche, sofferenze che alcune hanno superato a partire dal loro significato e altre hanno interiorizzato e camuffato senza più sfuggirne.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bisognerebbe assistere ad un aborto per capire meglio, se si hanno dei dubbi che non ci sia violenza.<br />
Parlavo di &#8220;legittimità naturale&#8221; in risposta a certe affermazioni che vedono la donna come naturalmente legittimata ad interrompere una gravidanza, legittimità di cui non vedo la naturalità nè l&#8217;evidenza se non che meccanicamente può farlo.<br />
Io non teorizzo sull&#8217;aborto, credo che l&#8217;essere umano sia libero a 360 gradi, libero di fare e sciegliere ciò che è bene e ciò che è male, che abbia la sacrosanta capacità di imparare anche dal male fatto e che possa superarlo. Quello a cui non credo è che la legge e la coerenza ad essa siano un valore superiore.<br />
Quando mia moglie 44enne aspettava, incontrai un&#8217;amica che fa la cardiologa in ospedale, mi disse, Guarda che ho già prenotato per l&#8217;esame dei villi&#8230; le risposi che mia moglie ed io non avevamo mai deciso di fare quell&#8217;esame.<br />
Da allora ci ha tolto il saluto, cosa che a me non dispiace, ma ho capito che certe cose, per alcuni, assumono valenze che trascendono la libertà dell&#8217;individuo, si era sentita negata nella sua fede che se una donna aspetta e sa che il bambino ha dei difetti sia naturale od obbligata la scelta dell&#8217;aborto, quale altra ragione c&#8217;è per volerlo sapere con un esame invasivo e rischioso per il feto come quello dei villi coreali?.<br />
Io credo a questa libertà, come sono convinto del male di alcune cose, le conseguenze non le conosco se non per la sofferenza che ho visto in molte amiche, sofferenze che alcune hanno superato a partire dal loro significato e altre hanno interiorizzato e camuffato senza più sfuggirne.</p>
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		Di: Nazione Indiana &#187; &#187; 194: dall&#8217;interno		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nazione Indiana &#187; &#187; 194: dall&#8217;interno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 08:17:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] vale prendere coraggio – come donna che ha qualcosa in merito da dire. In alcuni commenti sul post della 194 su Nazione Indiana leggevo della differenza tra uomini e donne nel rapportarsi al problema: i primi teorizzano, dove [...]]]></description>
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