Il dovere di tacere

16 gennaio 2008
Pubblicato da

di Andrea Inglese

Dalla lettura delle pagine 2, 3 e 4 di Repubblica del 15 gennaio 2008 sulla vicenda della visita papale alla Sapienza, non sono i proclami di Gasparri o di Radio Vaticana a farmi uscire dai gangheri, ma la sottigliezza irreprensibile di Adriano Sofri o il “politicamente corretto” di Dario Fo. Certo, Sofri lascia cadere qualche mite allusione all’oltranzismo della chiesa e Fo esprime dei dubbi sull’applicazione equanime del diritto alla parola. Ma poi Fo non riesce a impedirsi di affermare: “Io sono pronto a farmi uccidere per garantire il diritto di parola a chi la pensa diversamente da me.” Io più modestamente avrei detto: “Se fossi abbastanza coraggioso, sarei pronto a farmi uccidere, pur che certi personaggi che hanno il monopolio della parola pubblica (giornalisti come Vespa o Ferrara, monarchi assoluti come Ratzinger, ecc.) tacessero almeno per qualche ora.” Qui, davvero, ancor più che il laicismo, è in gioco un’altra cosa, ancor più importante. L’uso schifoso che si fa del diritto di parola, come se ogni giorno non assistessimo ad una confisca totale della libera e critica espressione, e ad un’ininterrotta celebrazione dello zelo nei confronti di tutto quanto è potente, istituzionale, ricco, di successo.

Il diritto di parola è sacro, soprattutto quello del monarca dello stato pontificio. Il diritto di parola di un comune cittadino italiano, è assai meno sacro. Del cittadino italiano che contesta Ferrara al Teatro dal Verme, si parla come di “qualche contestatore portato via di peso”. Capite quanto sono vigliacchi i difensori del diritto alla parola di Ratzinger? Tutti sappiamo benissimo che il diritto alla parola del papa e quello di un cittadino italiano qualsiasi si realizzano in maniera radicalmente disuguale. La parola del papa, monarca assoluto del vaticano e della chiesa cattolica, è ad ogni istante nell’arena pubblica, raggiunge tutti, attraverso i più diversi mezzi, privati e statali, confessionali e non, per radio, televisione e stampa. Ma questo vale anche per opinionisti come Giuliano Ferrara, che dirigono un giornale, intervengono in TV. Ma dove starebbe, dunque, la libertà del cittadino qualsiasi, che non dirige un giornale e non è monarca assoluto? Può egli, in un’occasione pubblica come la serata al Teatro Dal Verme, di fronte a Ferrara che lancia la moratoria sull’aborto, prendere la parola? Farsi sentire dagli altri? “… qualche contestatore è portato via di peso”. Oppure “Mentre un’altra [donna] circondata dal servizio d’ordine, inscena una danza silenziosa, portando le due mani unite nel simbolo femminista sopra la testa”. Così il cronista di Repubblica, a pagina 4.

(Poco importa qui la fedeltà dei cronisti, l’impianto è ben riconoscibile: tutti hanno il diritto di mugugnare in privato, ma pochi hanno il diritto di parlare in pubblico e molti il dovere di tacere quando quei pochi parlano.) Quando il papa contesta le leggi di uno stato che non è il suo, fa il suo dovere. La gente può esprimere un’opinione contraria, ma deve stare ad ascoltarlo, a meno di gettare in fondo al mare la propria TV, canone rai compreso, e pure tutti i grandi quotidiani nazionali che ha ancora la debolezza di leggere. Quando dei docenti universitari e degli studenti universitari contestano la venuta del papa all’inaugurazione dell’anno accademico, costoro sono contro la libertà di parola, ossia sono dei dittatori, degli anti-democratici, insomma, la feccia. Non li si deve ascoltare. Se poi qualcuno che non è neppure docente universitario, ma davvero una persona qualsiasi, magari una “donna” o una “femminista” o un “contestatore”, vuole pretendere di replicare in pubblico a una persona “importante” (un Giuliano Ferrara), di quelle che parlano sempre davanti a platee, allora lo si “porta via di peso”. (O se sta zitto e balla, lo si “circonda”, in modo che non sia neppure visto.)

Ma di quale libertà di parola vanno cianciando? Prima dimmi quanto guadagni, quanti contratti hai firmato, quante cariche pubbliche o private cumuli, quanti titoli hai, quanto successo hai (ossia, quanti soldi fai fare agli altri), dopodiché vedremo per quanto tempo ti lascerò parlare e cosa ti permetterò di dire.
Dio strafulmini chi inventò la libertà di parola, perché poi tali sciacalli se ne servissero per imporre il dovere di tacere. (Anzi dio strafulmini se stesso, per aver permesso ciò.) Il giorno lunedì 14 gennaio, la stessa Repubblica intitolava “Riforme, diktat di Berlusconi. «Via la legge sulle tv o niente dialogo»”. Vogliamo parlare di libertà di parola? Di qualche problemino di monopolio dell’informazione che da qualche decennio impensierisce l’Italia? O facciamo un’equilibrata predica a questi fanatici docenti universitari, che hanno redatto una semplice lettera-appello?

(A coloro che parlano di censura nei confronti del papa, bisognerebbe far vedere, con il metodo Ludovico, L’udienza di Marco Ferreri del 1971, con un grande Jannacci, in veste di cittadino qualsiasi, che tenta disperatamente di incontrare di persona il papa.)

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254 Responses to Il dovere di tacere

  1. luminamenti il 16 gennaio 2008 alle 07:54

    Condivido molte delle cose dette in questo testo da Andrea Inglese, c’è molto del vero, però la soluzione non è non fare parlare Ratzinger che per me è sopravvalutato persino come intellettuale. Il suo ultimo libro ignora per esempio, completamente tutta la moderna ricerca teologica.
    La soluzione a molte questioni come il rapporto tra pubblico e privato non sono così semplici da risolvere. Il diritto di parola in pubblico se non fosse mediato in senso assoluto comporterebbe il caos. Non ci sarre più parola, alcun discorso intellegibile. Mi sembra poi che la parola abbia avuto il suo peso, visto che il Papa non andrà più. Penso sia stato un errore e grave, aumenta le contrapposizioni. La Sapienza poi lo sappiamo come funziona. Se non sei di sinistra e pure estrema neanche trovi facilmente un relatore per fare la tesi di laurea. Dove lavoravo io mi sono dovuto assuppare per anni convegni di sessantottini senza che coloro che aderivano a certi slogan potessero avere diritto alla parola.
    Cattolici e laici sono fatti della stessa pasta, non è che i geni dell’integralismo siano presenti solo in Vaticano.

  2. luminamenti il 16 gennaio 2008 alle 07:56

    pardon, che non aderivano a certi slogan

  3. tashtego il 16 gennaio 2008 alle 08:47

    perfetto, sottoscrivo inglès parola per parola.
    sommessamente aggiungo:

    poteva andarci, poteva affrontare quel clima, quegli studenti e quei docenti, come alcuni prima di lui hanno fatto con più coraggio di lui, spesso tutti i giorni.

    voleva che anche lì lo si accogliesse come a piazza san pietro, voleva che le sue parole pregresse non contassero, che lo si acclmasse comunque “in quanto papa”.

    pretendeva che ciò che è venuto affermando in questi anni dall’alto della sua arrogante rocciona di travertino non gli fosse rinfacciato.

    si è dovuto accorgere che esistono ancora brandelli intransigenti di cultura non religiosa, coi quali avrebbe dovuto, forse, fare i conti.
    non se l’è sentita.

  4. harzman il 16 gennaio 2008 alle 09:06

    ho trovato molto cattolica, nel senso moralmente più deteriore del termine, la mossa del pastore tedesco, poiché ha mirato a provocare – riuscendoci – una sorta di senso di colpa istituzionale. è forse soprattutto in questo tipo di reazione che va compreso lo scandalo mediatico che ne è sortito, più ancora delle sparate in nome della “libertà di parola”.

  5. Luigi il 16 gennaio 2008 alle 09:18
  6. ilse il 16 gennaio 2008 alle 10:07

    hai ragione, non è il papa che stupisce, lui è solo coerente;
    è il cerchiobottismo degli intellettuali di sinistra che lascia perplessi: che cosa stanno difendendo o cercando di conquistare? di che cosa hanno paura? fior di giornalisti che stimavo/stimo danno risposte in equilibrio sul nulla; ridotto ai minimi termini qual è il problema? che se si schierano troppo perdono il posto sul quotidiano nazionale?

  7. Alcor il 16 gennaio 2008 alle 10:10

    “Tutti sappiamo benissimo che il diritto alla parola del papa e quello di un cittadino italiano qualsiasi si realizzano in maniera radicalmente disuguale.”

    Su questo e molte altre cose che ne discendono e che Inglese dice nel suo pezzo, sono d’accordissimo.

    Sul fatto che non si volesse la presenza del papa alla Sapienza sono invece contraria, mi è parsa una mossa infantilmente laicista, il fatto che il diritto di parola del cittadino italiano (e di ogni semplice cittadino di fronte al potere politico e giornalistico in ogni paese, anche il più democratico) si realizzi in maniera diversa da quello di un papa, o di un presidente della repubblica o di un giornalista potente, non giustifica a mio avviso che l’università italiana chieda di non far entrare il capo della chiesa cattolica, far entrare e poi contestare, questo io farei, sempre.

    Che tra i firmatari ci sia, se non ho letto male, Asor Rosa, un barone che non mi pare abbia usato sempre in modo democraticissimo del suo potere di manovra accademico, poi, mi fa sorridere, e ho anche visto alla TV il promotore della lettera, un bel vecchio signore un po’ sconcertato da quello che era seguito alla sua iniziativa, e ho avuto l’impressione che tutto sia svolto in un ambiente lievemente rarefatto e alieno dalla realtà, il papa è il papa, vuol dire qualcosa nel mondo, è un’autorità riconosciuta, e va contestato scrivendo, non impedendogli l’accesso ad alcunché.
    Questo almeno è quello che penso io.

  8. luminamenti il 16 gennaio 2008 alle 10:20

    @harzman, questo Papa secondo me è senza coraggio. Dovrebbe andare lo stesso! invece il Vaticano ha emesso un comunicato che dichiara che non è opportuno. Certo, la mossa fa sentire in colpa parte del mondo laico. Secondo me sarebbe stato per l’università un onore avere come ospite il papa. Non c’è migliore ospitalità che per il nemico, se si è veramente laici.

  9. sparz il 16 gennaio 2008 alle 10:36

    Andrea, grazie, condivido tutta la sostanza di quel che dici e anche il commento di Tash. L’editoriale di Mauro su Repubblica citato qui sopra fa appunto parte di quel benpensantismo ignobile che si rifiuta di pensare quando c’è da far le mosche cocchiere.
    Aggiungo semplicemente che l’inaugurazione di un anno accademico non è abitualmente un’occasione nella quale si invitano intellettuali di qualsiasi tipo o tendenza a parlare dei loro punti di vista, neppure se sono capi di stati esteri, come per l’appunto Joseph Ratzinger, cui personalmente non riconosco alcuna speciale autorità, né scientifica né morale. Di lui come di altri talvolta condivido le opinioni talaltra – e in questo caso più frequentemente – no, ma appunto non vedo ragioni per invitare specificamente lui. Devo dire invece che apprezzo che abbia scelto autonomamente di non andare, rivelandosi in questo, a parte ogni altra possibile dietrologia, uomo di pace.

  10. tashtego il 16 gennaio 2008 alle 10:38

    si trattava dell’inaugurazione dell’anno accademico, alcor, non di un incontro organizzato ad hoc: oltre il principio di democrazia che, come dice inglès, vale solo in certe condizioni mentre per tutto il resto del tempo facciamo finta che sia in vigore ma non è così, esiste il principio di opportunità, che di solito recita così: quando non ci sono le condizioni oggettive per fare una cosa in astratto fattibile e persino giusta, meglio che non la fai, a meno che non si vogliano affrontarne a viso aperto le conseguenze.
    il papa voleva andare (la mia impressione è che lui, che secondo me si sente prima professore e poi papa, abbia sollecitato l’incontro), ma un papa ovunque vada è sempre papa, non è che ti consentono di dirgli in faccia quello che pensi, come accadde al povero luciano lama molti anni fa.
    ora io sono convinto che nessuno, ma proprio nessuno, oggi in italia può in coscienza strapparsi le vesti per lesa democrazia: l’università non è quel regno di astratte opinioni che liberamente si confrontano nessuna esclusa, come fa finta di pensare ezio mauro, è luogo di passioni e di confronti anche duri, è il luogo dove al papa che vuole venire a farti lezione il giorno in cui si aprono i battenti tu, del tutto legittimamente, ricordi galileo.
    vuoi venire?
    sarebbe meglio non venissi, perché questo è un luogo di ricerca e non di fede, ma se vuoi venire lo stesso, sappi che ti rinfacceremo anche galileo.
    oggi in italia la scienza e la ricerca hanno paura.
    non si sotto-valuti la paura.
    io sono contento che il papa non vada, che gli si sia detto no.
    no.
    no.

  11. harzman il 16 gennaio 2008 alle 10:42

    Forse è come dici tu, Lumina. E d’accordo sull’ospitare il “nemico”.
    In ogni caso tutto quanto è accaduto (e accadente) ha qualcosa di penoso.

  12. harzman il 16 gennaio 2008 alle 10:43

    Il fatto è che in questo preciso momento (sub)storico il Papa per l’Italia e le sue istituzioni non è precisamente un “nemico”.

  13. Alcor il 16 gennaio 2008 alle 10:50

    Tash, non sono d’accordo. Chiunque e ovunque, a mio avviso.
    Avrei dei dubbi solo nel caso che si trattasse di criminali di guerra.
    E’ anche vero che il papa è il papa e non ci si può facilmente alzare e dirgli quello che si pensa, ma lo si può fare in altre sedi, come del resto è stato fatto.

    Io mi faccio un dovere di convivere con quelli che la pensano in modo opposto al mio, soprattutto nelle cose fondamentali, mi innervosisco terribilmente e mi devo magari mangiare la lingua, ma sono stata troppo zittita, in passato, per tollerare che qualcuno zittisca qualcun altro, anche se è un potente, perchè un potente ha valore simbolico e finché zittisci il tuo prossimo minore, la cosa non deflagra, ma se pratichi l’intolleranza a livello del potere, acquista un livello simbolico, e deflagra.

    Trovo che la mancata visita del papa alla sapienza sia un segno della divisione del paese, e fin qui, è vero, ma anche il via libera a tutta una serie di veti incrociati di cui non sento affatto il bisogno.

  14. GiusCo il 16 gennaio 2008 alle 10:55

    Questo papa non e’ diverso da molti imam che abbiamo in Europa Occidentale, portatori aggressivi di un modello sociale teocratico e oscurantista che poco concede ai valori razionali e libertari. In un momento in cui la politica non para gli affondi di tali soggetti, che lo facciano i primi rappresentanti dell’ideale illuministico non mi pare uno scandalo. Spero peraltro che i coraggiosi di Roma mostrino la stessa tempra verso altri estremismi confessionali o ideologici.

  15. Lousatumular il 16 gennaio 2008 alle 11:01

    Una scelta strategica, scelta ben valutata dal Vaticano. Sono degli strateghi non sprovveduti. La sanno lunga.
    In fin dei conti non è stato rifiutato, il papa ha rinunciato perchè non gli sembrava opportuno che in televisione e nei mezzi di informazione passasse l’idea che un papa fosse contestato. Non dimentichiamoci che si ritiene infallibile, penso sia anche una questione psicologica, prettamente legata alla figura del papa, Bonifacio VIII dopo il ceffone subito non campò per molti giorni…

    Di certo da questo episodio le battaglie per la laicità dello Stato si faranno più ardue. Il fatto di non aver sentito una voce politica al di fuori del coro dei baciapile, mi fa tremare…

    Bisogna rassegnarsi: l’Italia non sarà mai uno stato laico…

  16. Alcor il 16 gennaio 2008 alle 11:05

    I “coraggiosi di roma”?
    Beh, il coraggio è un’altra cosa, cosa perdono, cosa possono temere? Una polemica?

    (Io ce l’ho con l’università italiana quasi come con la chiesa romana, lo ammetto.)

    A meno che non fosse ironico, forse sì, visto che li inviti a mostrare la stessa tempra verso altri estremisti.
    E’ vero che gli altri finora non sono stati invitati all’inaugurazione dell’anno accademico.

  17. GiusCo il 16 gennaio 2008 alle 11:19

    Alcor, diciamo sarcastico. Accanto ad alcuni professori come ne troveresti in qualunque seria cittadella internazionale della scienza, si muovono baronazzi ben collocati anche dal punto di vista politico. Per cui, un atto apparentemente tranquillo e di principio mosso dai primi (“Caro Papa, qui da noi si ragiona in un modo che i suoi recenti Atti chiaramente ritengono ostile, quindi non gradiamo la Sua presenza nella massima occasione formale della nostra istituzione”), finisce nell’agone della bassalega che spesso vede protagonisti i secondi. Anche l’invito era chiaramente partito da meri interessi di bassalega ed ecco che un’occasione di riflessione seria sullo stato della liberta’ di pensiero e di ricerca si trasforma nella bagatella quotidiana di cui si cibano uffici stampa di partito e di giornali.

  18. andrea inglese il 16 gennaio 2008 alle 11:30

    a alcor
    si possono avere due nemici, senza avere preferenze per l’uno e per l’altro (vaticano, università);ecco un appunto, tra quelli presi ieri leggendo la “Repubblica”.

    Certo che, in tempi di “laici in ginocchio”, come titolava un saggio di Carlo Augusto Viano del 2006, è meritorio questo sprezzo della sacra libertà di parola del monarca pontificio. È meno meritorio, che le armate brancaleonesche di precari universitari non abbiano mai contestato i contestatori, ossia il corpo docente universitario. Ma della nostra epoca si dirà: “chi non ha subìto, scagli la prima pietra”.

    a sparz, un altro appunto:

    Gli intellettuali “umanisti” sono forse troppo impegnati a rimpiangere Pasolini per dedicarsi a contestazioni pubbliche su questioni precise, come quelle dell’ingerenza del potere ecclesiastico sulle istituzioni statali. Meno male che ci sono almeno i fisici.

  19. georgia il 16 gennaio 2008 alle 11:59

    interessante l’intervista a Tranfaglia

  20. Ugolino Conte il 16 gennaio 2008 alle 12:03

    Sottoscrivo l’articolo di Andrea Inglese e i (suoi) successivi commenti parola per parola, anche la punteggiatura, l’impaginazione, i caratteri di stampa e il tipo di carta utilizzata, se è il caso.

    “Gli intellettuali “umanisti” sono forse troppo impegnati a rimpiangere Pasolini per dedicarsi a contestazioni pubbliche su questioni precise, come quelle dell’ingerenza del potere ecclesiastico sulle istituzioni statali.”

    Migliore sintesi non poteva esserci.

    U.C.

  21. sandrone dazieri il 16 gennaio 2008 alle 12:07

    Condivido e sottoscrivo quello che dici, Andrea. E sono molto contento per quello che è accaduto alla sapienza, ovvero che qualcuno dicesse no al papa invece di genuflettersi come tornato di moda. I problemi politici di Prodi, di opportunità e di mediazione, non sono i nostri per fortuna. Quello che mi ha colpito è che mentre il coro delle istituzioni e dei partiti esprime senza distinguo solidarietà al papa, tutti quelli con i quali ho parlato in questi giorni erano radicalmente contrari alla venuta del papa. Gente che ha votato prodi, o rifondazione magari, che improvvisamente scopre di non avere più un rappresentante istituzionale, al governo come all’opposizione. Che i suoi governanti presenti e futuri discutono di aborto con il clero e i loro rappresentanti, che la ministra della salute va alle veglie dell’antiabortista Ferrara per il diritto di parola del Papa. Mi dispiace per Dario Fo, che era quello che ha fatto Mistero Buffo, alla fine. Ma si sa, nessuno migliora, invecchiando.

  22. Irene Gironi il 16 gennaio 2008 alle 12:07

    sono pienamente daccordo con Andrea Inglese. la cosa che trovo più rivoltante e insopportabile è l’unanimità del servilismo dell’intera classe politica e della maggior parte dell’informazione. per carità, non che la cosa mi stupisca, assolutamente, ma ci sono dei momenti in cui ancora tento di illudermi di vivere in un paese democratico, invece devo continuamente ricredermi e darmi da sola della stupida idealista demodè. non posso non pensare che il nostro governo e le nostre istituzioni hanno rifiutato, poche settimane fa, di ricevere il Dalai Lama che è un capo religioso certamente meno invasivo del nostro papa, con la sola squallida motivazione di non voler compromettere i rapporti con la Cina, la quale brilla a livello planetario per le sistematiche violazioni dei diritti umani, per avere ancora ben salda la pena di morte e per immettere sui mercati di tutto il mondo prodotti altamente nocivi per la salute. un ultimo pensierino: spero che Ratzinger rifletta sul fatto che se, hainoi, la chiesa avesse arrestato il progresso della scienza, lui e i suoi illustri predecessori non avrebbero potuto e non potrebbero fare ricorso alle moderne terapie mediche, visto che, nonostante la corsia preferenziale con Dio, anche i papi si ammalano! Irene

  23. Alcor il 16 gennaio 2008 alle 12:10

    @inglese

    infatti, è meno meritorio, però anche più rischioso:-)

    in fondo contestare un’autorità così esplicita e potente come il papa fa correre prevalentemente rischi polemici, contestare il proprio barone fa correre prevalentemente il rischio di essere messi ai margini, se non buttati fuori.

    L’università, che ha al suo interno menti di valore, ha sempre accettato la logica della baronia, ne è intrisa, ed è molto più facile attaccare la politica e la sua corruzione facendo nomi, che attaccare la gestione universitaria e la sua corruzione facendo nomi, a meno di non aver taciuto per parecchio tempo, almeno fino ad aver vinto una cattedra che metta al riparo da ritorsioni dirette.
    E temo che una volta che si sia taciuto per tanto tempo, si sia così coinvolti da preferire il silenzio.
    Se non altro per imbarazzo.

    Aspetto con ansia una vera, puntuale, coraggiosa presa di posizione pubblica in questo senso, anche se è vero che essendo fuori mi viene piuttosto facile e non corro alcun rischio, o meglio, li ho già corsi e subiti.

  24. Alcor il 16 gennaio 2008 alle 12:12

    Sul dalai lama d’accordo con Irene Gironi.

  25. angelo il 16 gennaio 2008 alle 12:19

    Dal Papa ci si poteva aspettare che porgesse l’altra guancia. E invece lui che fa? Si offende e desiste. Un gesto, come dire, infantile e anche un po’ cretino. Personalmente ho forti dubbi sulla qualità dell’uomo Ratzinger. Proprio non mi riesce di considerarlo rappresentante di Dio in Terra.

  26. valter binaghi il 16 gennaio 2008 alle 12:40

    Nel post ci sono ccose vere e un’implicita falsità che però è così macroscopica da togliere valore al resto.
    E’ vero che i politici di destra e di sinistra fanno la corte alle gerarchie ecclesiastiche, dandogli spazio e voce anche quando non è il caso, ed è vero che personaggi sciagurati per la chiesa come Ruini ammiccano e rispondono (senza accorgersi che per la chiesa quello è il bacio della morte).
    Non è vero che quella di ieri è una vittoria della cultura laica. Il contrario di laico è confessionale: monopolio esclusivo di un’autorità morale sulle altre.
    Il laico non esclude e non seleziona ma integra e conferisce pari dignità a voci diverse: il papa, il dalai lama o chi altro. Chi respinge è il laicista, alfiere di un settarismo non dichiarato.
    Gli unici a gioire di quanto è accaduto sono seminaristi dell’ateismo come Odifreddi o i fratelli con grembiulino e tre puntini, una setta che ai laici de noantri sembra non dispiacere mai.

  27. arminio il 16 gennaio 2008 alle 12:42

    caro andrea,
    condivivo lo spirito e lo stile.
    io sono uno dei pochi che da morto non si farà portare in chiesa.

  28. luminamenti il 16 gennaio 2008 alle 12:46

    Il Papa certo non segue l’esempio di Cristo, che per quel poco che se ne sa storicamente, non era certo mite e arrendevole. L’università ha perso una grande occasione per replicare al Papa. Come ha scritto Cacciari sul Corriere della sera nulla vieta al Rettore di specificare la differenza tra un magistero religioso e l’attività scientifica. Trovo in questa storia come il più colpevole, proprio il Rettore, perché avrebbe dovuto rassicurare coloro che hanno protestato, che avrebbe preso una posizione in quanto Rettore di un’istituzione laica, in favore dell’autonomia del metodo scientifico e della razionalità rispetto a presunti assoluti di verità. Si è persa una grande occasione per il mondo laico. E’ incredbile come si voglia fare passare questo Papa per un grande intellettuale, quando il suo famoso libro è di una povertà scientifica desolante.

  29. luminamenti il 16 gennaio 2008 alle 12:53

    Odifreddi, conoscendolo, non è certo uno che si sarebbe sostratto al confronto. Del resto il suo libro contro la Bibbia, il vecchio testamento sopratutto, è difficile non condividerlo, bisogna proprio essere accecati e privi di razionalità per non concordare. Tutt’altro tenore è invece, e sul quale Odifreddi avrebbe molte difficoltà, il saggio uscito di recente di uno studioso serio e riservato come Marco Vannini, con il suo La Religione della Ragione, testo che affronta il tema dello Spirito con una visione razionale fondata e rettamente religiosa. Su quest’ultimo terreno, ecco che molti laici diventano subito insofferentemente non più relativisti, ma dogmatici, esattamente come questo Papa.

  30. er monnezza il 16 gennaio 2008 alle 13:05

    l’ italia come l’ iran: in mano ai mullah (cattolici, nel nostro caso).
    Io mi son reso conto che non ha alcun senso votare in italia, se non sei cattolico

  31. Cristò il 16 gennaio 2008 alle 13:06

    “C’è un proverbio che dice: la libertà di stampa spetta a coloro i quali hanno già la possibilità di stampare.
    Nelle epoche passate probabilmente era proprio così, ma ora i rapidi metodi di dattiloscrittura, stampa in offset e sviluppi analoghi hanno ridotto considerevolmente i costi di stampa. Tutti sono liberi di stampare i propri lavori. Anche nella società più repressiva immaginabile, potete concepire una qualche forma di stampa privata. (…) La tolleranza repressiva è un fenomeno reale. Per parlare di vera libertà di stampa, dobbiamo parlare della disponibilità dei canali di comunicazione atti a raggiungere l’intera popolazione o, almeno, il segmento di popolazione che potrebbe partecipare ad un tale dialogo. La libertà di stampa appartiene a coloro i quali posseggono un canale di ditribuzione. (…) Affermare che il diritto di stampare il vostro libro equivale alla libertà di stampa, significa fraintendere completamente la natura di una società di massa.”

    Abbie Hoffman, Ruba questo libro – Stampa Alternativa

  32. tashtego il 16 gennaio 2008 alle 13:09

    Questa della libertà di parola che non si nega a nessuno – tralasciando i politici è la posizione ufficiale di molti, come Tranfaglia, Ezio Mauro, Mieli, eccetera, i quali magari in privato godono della rinuncia di Ratzinger, anche se gli si è dato di che fare la vittima: vedi oggi la mobilitazione di Ruini in Piazza San Pietro domenica prossima – è una balla, formalista e ipocrita, perché in realtà come dice Inglès la libertà di parola la si nega alla stragrande maggioranza di noi, che per averla dobbiamo prima procurarci l’accesso all’agorà e non si da accesso senza regolare pedaggio, eccetera.
    Ma se anche non fosse tale, libertà di parola è una cosa, libertà di lezione è un’altra: Ratzinger voleva andare all’università il giorno dell’apertura dell’anno accademico in qualità di “magister” e tenere la sua lectio.
    Altri magister a lui pari gli hanno preventivamente ricordato la sua posizione sul processo subìto da Galileo – non certamente “democratica” – e hanno rimproverato il rettore per l’occasione scelta per l’incontro, non propriamente opportuna, tanto è vero che un gruppo di studenti, molto sparuto a quanto pare, si è mobilitato per l’incontro.
    È evidente che il papa sarebbe andato all’università scortato dalla polizia in equipaggiamento da sommossa ed è questo che lo ha fatto recedere.
    Cara Alcor, non bisogna dimenticare che l’università risente per prima del clima politico, etico culturale del paese (se così non fosse sarebbe del tutto morta e ci dovremmo preoccupare molto), dei conflitti in atto tra i vari poteri, eccetera, che non è, come si vorrebbe far credere (Mauro, Mieli, Tranfaglia, eccetera), una sorta di quieto olimpo dei saperi dove ci si mette in toga e si discetta liberamente e democraticamente di tutto: è ancora un luogo vivo dove le passioni scorrono a fiumi.
    Immagina se un gruppo di docenti si fosse schierato contro una lectio magistralis di Bush: ci si sarebbe tanto meravigliati?
    Sono contento anch’io che questo papa abbia trovato poche persone ferme a dirgli: se vieni non ti aspettare la stessa aquiescenza che trovi in altre sedi, perché noi ci ricordiamo di ciò che hai detto, di ciò che stai dicendo e facendo, perchè conosciamo la pressione che stai esercitando su tutti noi e la respingiamo.
    Quei quattro professori sanno, al contrario di molti dei politici che si dicono “laisci e de sinistra”, qual è la vera partita che si sta giocando attorno al concetto di libera ricerca e di libera scienza e quanto sia importante da noi, che il quartier generale dei cattolici ce l’abbiamo in casa da secoli.
    L’università di Roma non è Harvard, è un luogo che nel corso della sua storia ha già subito gravi ferite.
    Ora sta a loro, cioè a Ruini, la prossima mossa.
    Almeno si potrà cominciare a contarsi davvero, anche se la vedo dura.
    (per quanto mi riguarda posso dire apertamente che l’obbiettivo per me è politico: abolire il Concordato, riprendersi quella porzione di territorio italiano che la chiesa occupa illecitamente come “nazione nella nazione”).

  33. andrea inglese il 16 gennaio 2008 alle 13:09

    ad Arminio,

    statti pero’ attento, prepara indicazioni rigorose, del tipo “appena deceduto svuotate su di me la tanica di benzina che tengo nell’armadio della camera da letto e datemi fuoco immediatamente”; sai che quelli, ti piombano adosso che sei ancora caldo per seppellirti a modo loro…

  34. luminamenti il 16 gennaio 2008 alle 13:16

    Che progresso com Tashtego

  35. luminamenti il 16 gennaio 2008 alle 13:18

    Tashtego dice: “Immagina se un gruppo di docenti si fosse schierato contro una lectio magistralis di Bush: ci si sarebbe tanto meravigliati?”

    Ma se a me non interessa posso anche disertarla, ma se la sala si riempe evidentemente qualcuno vuole quanto meno ascoltare.

    Qui sta la libertà laica.

  36. Flash il 16 gennaio 2008 alle 13:21

    Finalmente un articolo che riporta, in modo abbastanza fedele, quanto ho pensato anch’io. Resta da domandarsi perché simili pezzi non compaiono mai su Repubblica o le altre testate nazionali…

  37. Ugolino Conte il 16 gennaio 2008 alle 13:22

    Perché proprio il giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico? Non poteva scegliere un’altra occasione, ad esempio il conferimento di una delle tante ridicole lauree honoris causa?

    No. La vera ragione è che deve mettere il suo imprimatur sulla cultura e la libera ricerca di uno dei massimi pilastri di uno stato laico, e subito dopo aver pesantemente bacchettato le istituzioni ai loro più alti livelli, come è successo con la ridicola combriccola di genuflessi raccolti in preghiera della giunta capitolina e del suo capo (che è anche un monito ben preciso a quella barzelletta di partito che quest’ultimo rappresenta).

    Si dirà: è stato invitato dal rettore. E questa è veramente bella, in tutto degna di una società civile che ha supinamente abdicato a qualsiasi esercizio della funzione critica e di vigilanza democratica.

    Come può, infatti, un rettore non sapere che non è mai avvenuto che una autorità di qualsiasi tipo, fuori dall’ambito di quella istituzione, si sostituisse a chi ha il diritto-dovere (e quella occasione è istituzionalmente lì proprio per questo) di tracciare le linee, programmatiche e operative, dell’attività di ricerca (e non solo) dell’intero ateneo?

    Era già tutto previsto e concordato nelle segrete stanze. Compreso il “ritiro” (sic!) della visita: e il tutto volto a stanare la (ormai ex da molto) sinistra partitica, per vedere chi si iscrive, e chi resta fuori (ma dove sono?), al/dal progetto teocratico che sta sommergendo il paese. E di cui questa studiatissima messinscena vaticana non è che una tappa.

    Le reazioni mortificate e avvilite di quei grandissimi pagliacci, quando non servi, che abbiamo mandato al governo, senza nemmeno poterci scegliere i candidati da votare, sono sotto gli occhi di tutti.

    U.C.

  38. luminamenti il 16 gennaio 2008 alle 13:25

    Quello che dà fastidio è che qualcuno potrebbe riempire la sala e ascoltare il Papa. Ma se a me non interessa non vado! Questo atteggiamento è reazionario, antidemocratico e non-laico, ma dogmatico.
    Alla fine tutta la polemica si basa sul fatto taciuto che parlare serve solo a persuadere, a influenzare e a nient’altro. E’ una lotta per la comunicazione come potere. Problema sia dei cattolici che dei laici.

  39. mauro baldrati il 16 gennaio 2008 alle 13:27

    Bello e condivisibile questo post. Interessanti le osservazioni sul diritto di parola, sull’uso distorto e prepotente che se ne fa.

  40. massey il 16 gennaio 2008 alle 13:29

    il diritto di parola è quello che si accorda o che si riesce a prendere. Non esiste il “perchè lui sì e io no”.
    Al papa è stato accordato da chi poteva accordarglielo: chiediamoci perchè gli è stato accordato.
    Qualcun altro ha creduto bene di impedirgli di esercitarlo: chiediamoci perchè.
    Il papa ha rinunciato: chiediamoci perchè
    Ecco, mi piacerebbe che la discussione si sviluppasse su questi tre perchè invece che sul giusto o sbagliato, sul rivoltante, sull’altra guancia, sulla povertà scientifica ( dimmi cosa cazzo c’entra) eccetera

  41. georgia il 16 gennaio 2008 alle 13:37

    luminamenti scrive: Odifreddi, conoscendolo, non è certo uno che si sarebbe sostratto al confronto.

    ora non vorrei infierire sul povero odifreddi, ma dopo averlo ascoltato in tv con fisichella non avrei certo le tue certezze ;-)

  42. montekristo il 16 gennaio 2008 alle 13:42

    In Vaticano sono furbi, stanno lì a governare destini umani da 1700 anni, non a caso. Il papa ne esce come la vittima verso la quale è stata commessa un’ingiustizia: ciò che resta di questa storia, al di là dei dati di fatto, dei distinguo, dei sofismi e di qualsiasi commento più o meno condivisibile, compresi i miei, natürlich. Per inciso, la motivazione del documento di contestazione non è il massimo della perspicacia, si poteva fare di meglio, nella forma e nella sostanza, se proprio si doveva e si voleva fare qualcosa. Stamattina alla radio ho sentito parlare il rettore e il primo firmatario del documento, sembravano due ometti balbettanti fuori dal tempo e dalle cose. Quanto agli studenti contestanti, contesteranno anche Mussi e Veltroni, e faranno salvo il loro onore inossidabile, fino a sopravvenute necessità di vita che li artiglieranno quando metteranno il naso fuori dal perimetro della città universitaria.

  43. Blogmasterpg il 16 gennaio 2008 alle 13:44

    Ma, acciddenti, ancora con queste menate>’ ma quanto è difficile dire ‘mi sono sbagliato’? Che ‘Nazione indiana’ vada contro il diritto alla libertà d’opinione è il sintomo di come questa sinistra sia in difficoltà… estrema!!!

  44. sergio garufi il 16 gennaio 2008 alle 13:52

    eguaglianza vs. libertà (di parola)? “il diritto alla parola del papa e quello di un cittadino italiano qualsiasi si realizzano in maniera radicalmente disuguale” perché interessano e pesano in maniera radicalmente disuguale. questo in misura diversa succede ovunque. quando esce un tuo articolo su “il manifesto” l’anonimo lettore che non sia d’accordo con le tue opinioni può solo sperare che la sua mail venga pubblicata nell’esiguo spazio della posta dei lettori, e il criterio di scelta (pubblicare quella lettera anziché le tante altre) sarà insindacabilmente arbitrario. perfino nei blog come questo, dove la parola del lettore non viene filtrata (o solo in rarissimi casi), esiste una gerarchia (un conto è scrivere in home page e un altro è farlo nello spazio commenti, che sono diversi perfino nella dimensione del carattere tipografico). quindi non mi stupisce che la libertà di parola di mario rossi e quella di giuliano ferrara vengano tutelate in maniera diversa, soprattutto in casa di quest’ultimo (ossia in un teatro allestito appositamente per accogliere ferrara, e con un pubblico e giornalisti accorsi lì per ascoltare lui e non altri). detto questo, penso che l’invito del rettore al papa sia stato l’ennesimo esempio della sudditanza delle nostre istituzioni verso il potere religioso. il rifiuto del papa di andare alla sapienza, così motivato, ne accresce il prestigio e il potere, perché lo fa apparire come una vittima, un perseguitato, mentre è vero il contrario. l’unica volta che mi fu simpatico bush è quando incontrò il papa e lo chiamò “sir”. riguardo agli atei devoti come ferrara, penso che siano i diretti discendenti del senatore pagano vettio agorio pretestato, vissuto alla fine del IV sec., che andò dal pontefice e gli disse “fammi vescovo e mi farò cristiano”.

  45. Cristò il 16 gennaio 2008 alle 13:53

    Per Blogmasterpg

    Non credo che Nazione Indiana sia contro il diritto di parola… tutt’altro. Il diritto di parola è negato quotidianamente a chi non ha potere televisivo. Come dice Hoffman nel pezzo che ho citato prima “La tolleranza repressiva è un fenomeno reale”. Il diritto di parola è un concetto molto delicato. Il Papa, Maurizio Costanzo, Vespa, Prodi, Berlusconi, etc. lo esercitano quotidianamente… noi mai. Quando qualcuno si permette di dire ad uno di questi monarchi assoluti che forse è il caso che stiano zitti si urla allo scandalo… eppure nessuno si scandalizza del fatto che il resto della popolazione venga ignorata e zittita quotidianamente… è qui il problema.

  46. georgia il 16 gennaio 2008 alle 14:16

    ad ogni modo chiamare il capo di una religione a fare una lectio magistralis all’inaugurazione di una università statale non ha nulla a che vedere con la libertà di parola, anzi.
    Nessun potere religioso deve inaugurare le unversità laiche, è una manifesta violazione della libertà di ricerca. detto questo tutta la cosa è stata gestita malissimo e galileo lo potevano anche lasciare in pace. Se il papa non avesse detto nulla sul processo a galileo sarebbe forse cambiato qualcosa?
    geo

  47. jacopo galimberti il 16 gennaio 2008 alle 14:26

    @ arminio
    @ andrea

    Per la cronaca, anche a Nietzche é stato fatto un funerale religioso.

    Che un papa, anche se strumentalmente, possa venir presentato come un uomo di pace é una cosa che fa rabbrividire.

  48. Colleoni il 16 gennaio 2008 alle 14:27

    un papa che inaugura l’anno accademico…
    la laurea ad honoris causam a Mike Bondì..

  49. andrea inglese il 16 gennaio 2008 alle 14:28

    Blogmasterpg riassume il mio pezzo cosi:
    “Che ‘Nazione indiana’ vada contro il diritto alla libertà d’opinione è il sintomo di come questa sinistra sia in difficoltà… estrema!!!”
    Ottima lezione di giornalismo contemporaneo e di deontologia dell’informazione.

  50. Alcor il 16 gennaio 2008 alle 14:31

    “fammi vescovo e mi farò cristiano”.

    molto attuale, e anche molto praticato.

  51. Colleoni il 16 gennaio 2008 alle 14:32

    Comunque, pare che il Vaticano sia in trattative per far dir messa in S. Pietro a Napolitano…

  52. tashtego il 16 gennaio 2008 alle 14:41

    la mescolanza di troppi temi non mi distoglie dalla sostanza dei fatti, ribadita da ugolino conte.
    ammetto però di non essere democraticamente neutrale, ma decisamente di parte: un fondamentalista ateo come me odia i papi e non può osservare un fatto come questo col distacco esibito da alcuni di noi.

    @lumina: non mi sembra che qualcuno abbia vietato – ma posso sbagliare – al papa di andarci, se voleva.
    è stato il papa che a questo punto non se l’è sentita di andarci.

  53. Nicolò La Rocca il 16 gennaio 2008 alle 14:52

    Sottoscrivo questo articolo. E aggiungo: com’è che non ci si rende conto che una cosa è invitare il papa (insieme a rappresentanti di altre religioni) a una tavola rotonda sul tema religione-scienza, un’altra chiedergli di inaugurare l’anno accademico (con o senza lectio magistralis)? Ma veramente non si capisce una cosa così semplice?

  54. luminamenti il 16 gennaio 2008 alle 14:53

    Flash dice: “Finalmente un articolo che riporta, in modo abbastanza fedele, quanto ho pensato anch’io. Resta da domandarsi perché simili pezzi non compaiono mai su Repubblica o le altre testate nazionali…”

    Ma la risposta è molto semplice, perché i laici che gestiscono molti giornali concepiscono la libertà di espressione come “cosa nostra”.

    In realtà molti laici sono intolleranti.

    Mi è piaciuto invece e ha mostrato equilibrio l’editoriale di Galli Della Loggia sul Corriere della Sera di martedì 15 gennaio, che ha chiarito molto bene quanto è inquietante questa rivolta laica.

    Che mi tocca fare, difendere questo Papa.

    Certo che il Dalai Lama non si sarebbe sotratto allo scontro. Ma si tratta di un Uomo di ben altro spessore.

    Però i laici sulla visita in Italia del Dalai Lama e sul ricatto della Cina, non è che si sono affannati più di tanto!

  55. montekristo il 16 gennaio 2008 alle 14:55

    “non mi sembra che qualcuno abbia vietato – ma posso sbagliare – al papa di andarci, se voleva. è stato il papa che a questo punto non se l’è sentita di andarci.”
    Mi sembra che un’affermazione del genere faccia il gioco del signore con le prada rosse, mi sembra non sia questo il nocciolo della questione. Mi sembra un sofisma facile e poco utile.

  56. Nicolò La Rocca il 16 gennaio 2008 alle 14:57

    Poi mi fanno morire quei politici che danno eco alle parole del papa solo quando conviene loro. Per esempio il papa che dice che «il capitalismo produce ingiustizie (…) anche se il profitto è naturalmente legittimo c’è questo sistema economico dietro la fame e i problemi economici», ecco, questo papa non interessa a nessuno.

  57. Sergio il 16 gennaio 2008 alle 14:59

    Il Papa è il capo di stato di una monarchia assoluta che si pretende di origine divina dove la libertà di parola semplicemente non è riconosciuta. Lo stato vaticano non ha nessun fondamento democratico né fa finta di pretenderlo. E ci scandalizziamo perché è stata annullata la presenza di questo monarca in un posto dove c’era un ambiente a lui ostile?

    Comunque non illudiamoci, la libertà di parola non esiste. Prevale sempre la prevaricazione e il sopruso dei potenti.

  58. Edoardo Acotto il 16 gennaio 2008 alle 15:01

    Non c’è quasi nulla da discutere: ritrovarsi a dover argomentare contro i violenti tentativi cattolici di colonizzare l’opinione pubblica italiana – come se non fosse già abbastanza colonizzata – sembra proprio un film di fantascienza. E’ superfluo e ridicolo dover fare esempi, eppure: come si permette il cardinale al telegiornale di dire che “tutta Roma si stringe intorno al Papa”? Credono di poter fare finta che si sia nell’Ottocento? Devono pensare che gli italiani abbiano ancor più pigne in testa del vero, per immaginarsi di dire simili false stupidaggini e passarla liscia.
    Questa volta i professori e gli studenti universitari hanno completamente compiuto il loro dovere morale: un urrà per Cini, Frova, Parisi e tutti coloro che hanno firmato e sostenuto l’appello anti-Ratzinger.

  59. GiusCo il 16 gennaio 2008 alle 15:05

    Mi sono fatto un giro sui giornali italiani, partendo dall’intervista segnalata da georgia. Come temevo nei commenti un paio di ore fa, la questione e’ diventata tutt’altro da cio’ da cui era partita (la lettera dei professori di fisica a difesa della liberta’ di pensiero e di ricerca scientifica contro le recenti posizioni oscurantiste del papa tedesco). Ho trovato disgustose le posizioni cerchiobottiste delle prefiche del giornalismo bene-salottiero, Repubblica e Corriere su tutti: si tratta di gente che in massima parte ha fatto vita di scrivania a discettare di massimi e minimi sistemi sulla base di una preparazione cultural/professionale da hard-discount, da segreteria di partito o aziendina/universita’ di servizi finanziati dalla stessa macchina pubblica che ora si trova a raccontarci. Mah.

  60. Nicolò La Rocca il 16 gennaio 2008 alle 15:06

    @Garufi
    Capisco quello che dici. Però ti invito a considerare una cosa: questa sorta di principio di autorevolezza che dovrebbe garantire ad alcuni un migliore accesso alle postazioni di pubblica comunicazione è stato intaccato dal fatto che nella società odierna sempre più frequentemente chi resta fuori non riconosce a chi sta dentro una maggiore autorevolezza, un valore e un senso. In una comunità tribale, con tutte le sue certezze, nessuno mette in discussione certi diritti, certe prerogative, ecc. Fino a pochi anni fa, per tornare a epoche simili alle nostre, si avvertiva uno iato tra chi stava dentro e chi stava fuori. Oggi le cose non stanno così. Ferrara non merita un palco migliore di quello di un mio condomino per i suoi “meriti” intellettuali, ma per aver conquistato certe postazioni con delle doti considerate mediocri da molti e attraverso un processo percepito come profondamente ingiusto.

  61. mendacio il 16 gennaio 2008 alle 15:07

    tutto giusto andrea, non centra nulla il diritto di parola e voltaire..
    detto questo però si apre, o almeno si rinnova un quesito inquietante…
    ma tutti noi da chi cazzo siamo rappresentati in parlamento, in televisione – che è il parlamento- sui giornali- ma per fortuna ci rimane il manifesto caro o.c.-?
    bho.
    dove abitiamo? dove stiamo? dove facciamo?

    restano comunque deludenti le risposte degli studenti incalzati dai giornalisti ma tuttavia il no è un atto di resistenza pura!

  62. lucio il 16 gennaio 2008 alle 15:10

    Non è mia abitudine, ma ieri sera ho seguito un servizio del tg2 intorno alle 20:45. Beh, più o meno si voleva dimostrare “lo stato di disfacimento culturale e delle istituzioni accademiche in Italia” confrontando il declinato invito Papale dell’Università di Roma, con quello accolto nel settembre 2006 a Ratisbona.
    (Tra virgolette le parole del servizio di Tommaso Ricci; sopra e di seguito)
    Impedendo l’intervento di Benedictus SS XVI “un eminente intellettuale […] la qualità intellettuale della cultura laica tocca qui un livello davvero miserando. E ancor di più se paragonato a quanto successo invece nel settembre 2006 a Regensburg […] li almeno, la parte più retriva e violenta, che tutti auspichiamo minoritaria del mondo islamico, prima ascoltò le parole del Papa e poi scatenò l’inferno in mezzo mondo con morti e feriti, ma chi voleva ragionarci su, ha poi potuto farlo. Tanto che oggi esce pure un libro di XXXXXX….” .
    E dell’inferno in mezzo mondo con morti e feriti, a noi che ce ne frega?
    Questo, Ricci non l’ha detto, ma io giuro di averlo sentito.
    Comunque il Papa avrà, come sempre, infinite ed enormi possibilità di darci la sua lezione.
    Da sempre questo Papa ci dice che siamo come le pecore, e come le pecore ci smarriamo se non seguiamo le orme del pastore.
    Io sto con i 67 della lettera al rettore, e sono contento di questo risveglio delle coscenze, di alunni e professori.
    Poi, scusate, con l’occasione ricordo che Asor Rosa non è un fisico, e testimonio (da ex allievo) il suo “democraticissimo” insegnamento.
    lucio

  63. gbr il 16 gennaio 2008 alle 15:17

    per la questione sollevata da Inglese della “confisca totale della libera e critica espressione” sono daccordo su quasi tutta la linea con Garufi.
    aggiungerei solo che la notizia della protesta, della frocessione, ecc è stata pompata dai giornali (repubblica in primis) fin dal fine settimana, se non sbaglio. accesso pieno e totale all’agorà, insomma. ci stanno tante altre cose che non riescono ad accedervi.
    oggi il cronista di repubblica riconosce che i contestatori “sono capaci e creativi, sanno manipolare i media, dicono ai giornalisti le cose che i giornalisti vogliono sentirsi dire”.
    insomma, “se tu la credevi vendetta il fosforo di guardia segnalava la tua urgenza di potere”.

    @ luminamenti
    “Del resto il suo libro contro la Bibbia, il vecchio testamento sopratutto, è difficile non condividerlo, bisogna proprio essere accecati e privi di razionalità per non concordare”.
    Il libro di Odifreddi sulla Bibbia raccoglie il risultato di studi (anche di preti) che qualunque biblista (prete o laico) potrebbe illustrarti e su cui qualunque biblista (prete o laico), scientificamente e dal punto di vista filologico, si troverebbe daccordo. Incongruenze, ammazzamenti, aberrazioni, sono tutte cose su cui chiunque abbia un minimo contatto con la Bibbia si trova da subito ad avere a che fare. Per Odifreddi, però, sono la prova che i cristiani sono tutti cretini (come da etimologia) perché l’uomo non è degno di una religione così ridicola. Mi sembra una battaglia di super-retroguardia.
    nell’impostazione, ma con segno opposto, mi ricorda la scritta sulla maglietta del tipo che ha fatto una strage in una scuola finlandese, mi pare. diceva “humanity is overrated”.
    ciao

  64. copula il 16 gennaio 2008 alle 15:36

    come dice un mio amico
    poteva almeno frequentare i corsi…

  65. angelo petrelli il 16 gennaio 2008 alle 15:41

    il rischio che si corre nel mettere assieme la sapienza e il papa è quello di avere un Dio di troppo! …e figuriamoci poi se vogliono anche dialogare?! un’insopportabile unisono.

    ha ragione andrea: il dovere di tacere!

  66. mitralika il 16 gennaio 2008 alle 15:44

    mi sciuolgo:jannacci è per i miei denti :)

    appendice video all’articolo.fatto.

  67. andrea inglese il 16 gennaio 2008 alle 15:45

    Emerge per me da questa discussione un punto importante. Il falso scandalo della censura al papa è conseguenza di una concezione del diritto di parola (libertà di espressione) di stampo liberale, che per quasi un secolo la sinistra d’ispirazione marxista ha criticato; ora il marxismo è sparito dalla sinistra istituzionale e da tutti gli organi di stampa o televisivi che si orientano su questa sinistra, dunque bisogna far fede all’astrettezza di quel diritto, a costo di cadere nel paradosso (immaginare il povero papa perseguitato e imbavagliato). Le osservazioni di un Garufi rientrano ovviamente in questa concezione liberale. Solo che per molti di noi, aventi o no marx sul comodino, non suonano accettabili. Possia

  68. andrea inglese il 16 gennaio 2008 alle 15:49

    Possiamo aver anche venduto marx al libraccio (o mai letto), ma il suo fantasma bussa ancora alla sua porta puntuale, con l’analisi dei mezzi di produzione (e qui cio’ che è prodtto non è merce materiale, ma merce immateriale: le idee, le opinioni.)
    Comunque basta leggere la breve citazione che Cristo’ fa di Abbie Hoffman (radicale statunitense), per capire dove stia il nocciolo della questione.

    La rincollo qui: ripetere giova:
    “C’è un proverbio che dice: la libertà di stampa spetta a coloro i quali hanno già la possibilità di stampare.
    Nelle epoche passate probabilmente era proprio così, ma ora i rapidi metodi di dattiloscrittura, stampa in offset e sviluppi analoghi hanno ridotto considerevolmente i costi di stampa. Tutti sono liberi di stampare i propri lavori. Anche nella società più repressiva immaginabile, potete concepire una qualche forma di stampa privata. (…) La tolleranza repressiva è un fenomeno reale. Per parlare di vera libertà di stampa, dobbiamo parlare della disponibilità dei canali di comunicazione atti a raggiungere l’intera popolazione o, almeno, il segmento di popolazione che potrebbe partecipare ad un tale dialogo. La libertà di stampa appartiene a coloro i quali posseggono un canale di ditribuzione. (…) Affermare che il diritto di stampare il vostro libro equivale alla libertà di stampa, significa fraintendere completamente la natura di una società di massa.”

    Abbie Hoffman, Ruba questo libro – Stampa Alternativa

  69. angelo petrelli il 16 gennaio 2008 alle 15:54

    all is of no avail – comincio a pensare che il problema sia tutto nella discussione.. nella spiegazione.

  70. mario domina il 16 gennaio 2008 alle 16:05

    siccome ieri sera prima della nanna mi sono dovuto sorbire la faccia e gli sproloqui blesi del “filosofo” Rocco Buttiglione (che sbagliava pure a pronunciare il nome di Feyerabend), oggi per evitare altri incubi ho deciso di digiunare; così, a parte questo post di Andrea Inglese (che condivido pienamente) mi sforzerò di ignorare articoli, commenti, tg, speciali, ecc.
    E poi tanto adesso c’è la faccenda della moglie di Mastella, no?

  71. Alcor il 16 gennaio 2008 alle 16:13

    @Lucio

    (e scusa Inglese se è un po’ OT, ma mi piacerebbe prima o poi vedere un post anche su questo)

    Visto che l’unica a citare Asor Rosa sono stata io, preciso: non ho detto che è un fisico, ovviamente, e ho anche detto che non ero certa che avesse firmato, ho sentito dire che ha preso comunque posizione a favore della lettera.
    Un insegnamento “democraticissimo” che non so cosa voglia dire, resta il fatto che non mi pare siano mai venute da Asor Rosa, ma ovviamente non solo da lui, quelle critiche sostanziali al sistema universitario, dei concorsi, delle spartizioni accademiche che sarebbe stato lecito aspettarsi da un’autorità culturale.
    Anche Asor Rosa è interno al potere e che si tratti di potere accademico e non politico, non toglie che dovrebbe essere sottoposto a critica, o ti pare tanto eccentrico che quando si critica il potere, come in questa occasione, si evochi chi lo gestisce?

    Il giorno in cui dall’interno dell’Università, e per la precisione dai suoi rappresentanti più eminenti e autorevoli, uscirà una radicale autocritica, io la smetterò di fare le pulci e di ricordare che in Italia è praticamente impossibile presentarsi liberamente a un concorso di ricercatore, di associato o di ordinario senza il consenso della gerarchia e senza correre il rischio, se lo si fa, di vedersi sbarrare poi la strada per anni, se non per sempre.
    Ha mai parlato Asor Rosa, e altri come lui, di questo?
    Se sbaglio e lo avesse fatto:–)) ritiro quello che ho detto.

  72. valter binaghi il 16 gennaio 2008 alle 16:14

    @Inglese
    Le osservazioni di un Garufi rientrano ovviamente in questa concezione liberale. Solo che per molti di noi, aventi o no marx sul comodino, non suonano accettabili.

    Ma dai! Siamo pronti per la dittatura del proletariato e nessuno mi ha detto niente? Oddio, e adesso cosa mi metto?
    Inglese, qua dentro sarai pure un maitre a penser, ma leggi i giornali di oggi e ti accorgerai che sei un mammuth.

  73. angelo petrelli il 16 gennaio 2008 alle 16:18

    A (s)proposito:
    due ore fa anche quel genio di Socci, su rai 2, pronunciava malamente Feyerabend. Deve essere una deformazione professionale!

  74. massey il 16 gennaio 2008 alle 16:19

    nella società di massa vale sempre il proverbio: il potere si prende quando lo si ha

  75. luminamenti il 16 gennaio 2008 alle 16:51

    @gbr sì dici bene su Odifreddi, concordo, ma il problema non è dei filologi, dei biblisti, ma di una quantità enorme di persone che vanno in Chiesa ignorando tutto quanto tu dici. Figurati se la maggioranza dei cristiani che vanno in Chiesa sa cos’è la demitizzazione avviata da Bultmann. Se per questo neanche tanti acerrimi nemici di ogni forma di religiosità lo sanno. Quindi, pur non avendo grandi simpatie per Odifreddi, trovo utile che ne abbia scritto. E ancora più profondo Maurizio Ferraris con il suo Babbo Natale, Gesù Adulto. In cosa crede chi crede?, Milano, Bompiani, pp. 151

    D’altra parte la Chiesa, basta entrare in una qualsiasi Chiesa e ascoltare un omelia, usa a quattro mani la mitologia biblica per persuadere i “suoi” fedeli! Mica dice che è piena di menzogne, di lotte politiche eccetera.

    In quanto ad “Affermare che il diritto di stampare il vostro libro equivale alla libertà di stampa, significa fraintendere completamente la natura di una società di massa.”

    Ma perché, i marxisti quando sono stati al governo in Unione Sovietica, non controllavano i mezzi di produzione immateriali? Che idee antiquate!

    Sto aspettando con ansia un governo marxista che non controlli l’informazione! In base a quale virtù marxista si distinguerebbe da un governo liberale? inseguendo le ideologie ci si dimentica della natura umana. E’ su questa che si deve lavorare. La Storia è piena di buone intenzioni. Marx ha scritto un libro di alta scienza, troppa alta per uomini mediocri. La sua critica al capitalismo rimane decisiva, ma la soluzione è deboluccia, ingenua.

    E che c’entra con il Papa? mezza Italia, come ha detto Galli Della Loggia, non pensa che il Papa s’intrometta nella vita privata e pubblica del Paese.

    E se non fosse così, allora come mai i marxisti non governano?

    Evidentemente ci sono milioni di italiani che non si preoccupano più di tanto che il Papa parli, indipendentemente se sono suoi fedeli o meno.

    E quindi se ci sono tanti italiani che non la pensano come i marxisti, la loro libertà di espressione non vale?

    Invece secondo Andrea Inglese mezza italia è abitata da cretini che seguono il Papa e lui sono ha capito Marx e il liberalismo.

    Secondo me la questione della libertà di espressione, che è realmente un problema, non è solo questione di controllo dei mezzi di espressione, controllo che esiste, implica altri fattori non facili ad essere risolti e in parte c’è e in parte non c’è questa libertà. A seconda delle situazioni si creano situazioni che la consentano e altre che non la consentano.
    In questo caso, mi pare che i falsi laici si siano fatti sentire e in più siano pure riusciti a censurare il Papa.

    Mi sembra che nella cattolicissima Italia ci sia un legge sul divorzio e una sull’aborto. Se le cose fossero esattamente come dice Andrea Inglese, non ci sarebbe né il divorzio, né l’aborto.

    E’ giusto e legittimo criticare la scelta del Rettore, altra cosa è rifiutargli la parola.

  76. Francesca E. Magni il 16 gennaio 2008 alle 16:56

    Andrea grazie, non ho ancora letto tutti i 74 commenti, volevo solo dirti che sono d’accordo con te, condivido in pieno il tuo punto di vista. Soprattutto sul fatto che sembra ormai normale doversi vergognare di esprimere un proprio dissenso, come se il comportamento corretto ed “elegante” e moderato fosse sempre e solo quello di accettare tutto con un sorriso magnanimo e “superiore”, insomma, quello di tacere. Alla faccia del diritto di parola! Bisognerebbe conquistare il diritto di ascolto, che purtroppo è in mano ai soliti pochi.

    (io ho buttato a mare la tv già da anni)

    fem

  77. tashtego il 16 gennaio 2008 alle 17:00

    @valter
    se inglès è un mammouth allora io sono un orso delle caverne, dunque siamo già in due.

    @alcor
    sei troppo OT: se un professore universitario critica metti Kim Jong dittatore della corea del nord tu salti su a dirgli che si guardasse i concorsi del suo dipartimento?
    (adesso che rileggo la frasetta che ho scritto qui sopra mi rendo conto che il potere è il potere è il potere, che è solo una questione scalare, ma la sostanza non cambia e dunque forse non sei tanto OT, alcors)

  78. andrea inglese il 16 gennaio 2008 alle 17:08

    Mi piace: quando si nomina Marx la gente comincia a ruggire o a sibilare o a schernire. Significa che è un spettro ancora gelido.

  79. cristiano prakash il 16 gennaio 2008 alle 17:11

    concordo pienamente con il commento di garufi.
    e la sensazione che mi rimane è che anche questa volta siano riusciti a fare di una “banalità”, un’opera d’arte mediatica.
    mi pare inoltre che l’unica e ultima libertà espressiva possibile sia oggi offerta dalla rete. e mi sembra che stia crescendo in quanto a capacità, in progress, con i mezzi dei “padroni”.
    il pensiero da me qui espresso mi piace pensarlo come ottimista piuttosto che ingenuo.

  80. Colleoni il 16 gennaio 2008 alle 17:12

    un bocchino d’aria fresca: ATEO? ALTROCHE’! di Arno Schmidt, tradotto dai mitici db e dp per la casina editrice Ipermedium (e poi dicono che non c’è libertà di stampa!)

  81. luminamenti il 16 gennaio 2008 alle 17:19

    @andrea inglese A me piace Marx. Mica ruggivo contro di lui. Non lo rappresenti.

  82. angelo petrelli il 16 gennaio 2008 alle 17:22

    in genere sono le vecchiette col fazzoletto in testa che sbraitano contro il socialismo.

  83. giorgio mascitelli il 16 gennaio 2008 alle 17:33

    Condivido anch’io l’equilibrato testo di Andrea Inglese. Penso, come ha già detto un commentatore del pezzo, che la rinuncia del papa a tenere il discorso sia un calcolo d’immagine e in particolare una mossa obbligata da parte dei responsabili immagine vaticani. L’evidente sproporzione tra le prese di posizione a favore della libertà d’espressione di quasi tuttio il mondo mediatico e politico, come se si fosse chiuso un giornale con la forza, e il fatto in sè che è la rinuncia da parte di un uomo pubblico, che ha la possibilità di esprimere il proprio pensiero su decine di mass media, ad andare a tenere un discorso perchè teme che le contestazioni di alcuni possano danneggiare la sua immagine mediatica, rende bene il livello morale a cui è discesa la nostra vita pubblica.

    Giorgio Mascitelli
    Giorgio Mascitelli

  84. poppo il 16 gennaio 2008 alle 17:36

    La tivù ha mostrato immagini di uno sbraco totale degli studenti conservatori e se questo è il vero mi pare una contestazione assai dubbia.
    E’ un buon modo, quello dello sbraco totale, per non stare a sentire. A me per esempio avrebbe fatto piacere sentire e comunque mi fa piacere leggere ciò che scrive, perché trovo una dialettica che non si ferma ai piani alti o ai piani bassi ma che invece raggiunge ogni persona che voglia ascoltare.

  85. andrea inglese il 16 gennaio 2008 alle 17:41

    tash, guarda che in questo specifico frangente, non so come potremmo essere più d’accordo di quanto già siamo; da mammuth ad orso cavernicolo, stringiamoci lo zampone; sono ben altri quelli che appena scrivi marx leggono gulag, e scrivi analisi dei mezzi di produzione leggono dittatura del proletariato, scrivi manipolazione della libertà d’espressione leggono abolizione della libertà d’espressione. Fosfeni, molti e grossi come pigne….

  86. angelo petrelli il 16 gennaio 2008 alle 17:49

    @poppo,

    scusa la domanda: ma sei italiano (di lingua italiana)?

    ps.
    mi si perdoni la deriva.

  87. Alcor il 16 gennaio 2008 alle 17:50

    @tash, infatti, è una questione scalare, e forse sono OT, però volevo dirlo.

    E poi non ho mai detto che un professore o un qualsiasi essere umano non deve criticare il dittatore della Corea del nord o Ratzinger, vorrei solo che non si prendesse la postura dell’autorità morale quando non si è in grado di reggerla in modo cristallino.

  88. Mikate Ladogratis il 16 gennaio 2008 alle 18:02

    io sul comodino ho il ‘de amissa virginitate’ di loup de ferrier

  89. alanina il 16 gennaio 2008 alle 18:23

    trovo inaccettabili i riferimenti alla libertà di espressione del papa o del vaticano.

    non quando ore e ore di programmazione della televisione di stato sono dedicate a quel che il papa dice, indica, auspica e detta.
    non quando la televisione di stato continua a mandare in onda la messa della domenica, la benedizione dell’angelus, per non parlare di beatificazioni e funerali solenni.
    non quando la stampa cattolica prospera con denaro governativo.
    non quando radio maria succhia banda illegalmente persino alle frequenze riservate alle emergenze.
    non quando i vigli urbani pagati con le MIE tasse comunali deviano il traffico e multano e transennano per garantire l’ordine sulla LORO piazza in modo che il povero imbavagliato possa arringare la folla dal suo balcone in tutta tranquillità (intanto la televisione riprende).
    per non parlare del sottopassaggio, sempre pagato coi soldi del comune, intitolato a giovannipaolo.
    nè del rivoltante tentativo del compagno valter di dedicare stazione termini al giovannipaolo medesimo.

    la stampa, i politici, e in testa a tutti il furbastro rettore fanno finta di non vedere che una lezione magistrale in apertura di anno accademico all’università di roma ha una carica simbolica definita e forte: ne’ più ne’ meno che uno schiaffo in faccia allo sforzo di generazioni intere per costruire uno stato non religioso. e non tiriamo in ballo il sangue versato che so’ discorsi che non vanno più di moda.

    il primo gesto del governo italiano dopo porta pia, tanto per dire, fu quello di requisire il collegio romano, antica roccaforte dell’educazione gesuita, e farne il primo liceo pubblico di roma.

    ora napolitano si deve scusare perchè non garantiamo la libertà di espressione al papa?

    si scusasse il rettore della cappellata che ha fatto.

    io penso.

  90. B. Netti il 16 gennaio 2008 alle 18:33

    anch’io avrei una domanda per poppo, mi piacerebbe sapere chi gli scrive i testi

  91. valter binaghi il 16 gennaio 2008 alle 18:59

    Andrea Inglese: un parigino tra gli ottentotti?

    P.S. A me Marx piace ancora: sono le sue vedove che non mi piacciono.

  92. angelo petrelli il 16 gennaio 2008 alle 19:32

    nessuno ottiene risposte da un Dio-assente.

  93. tashtego il 16 gennaio 2008 alle 19:36

    come definiresti una vedova di marx, valter?
    uno che ne rispetta il pensiero?
    uno che ne vede l’efficacia e la capacità di penetrazione anche, soprattutto, dell’oggi?
    se chi la vede così per te è una vedova di marx allora io sono una vedova di marx.

  94. sergio garufi il 16 gennaio 2008 alle 19:40

    @inglese

    per evitarti altre accuse sull’essere attardato, ti consiglierei di aggiornare almeno il testo del post (vedi l’incipit: “Dalla lettura delle pagine 2, 3 e 4 di Repubblica del 15 gennaio 2006”).

  95. Luigi il 16 gennaio 2008 alle 19:47

    naturalmente la vedova scaltra di Goldoni.

  96. luminamenti il 16 gennaio 2008 alle 19:58

    Francamente il quadro complessivo degli interventi lo trovo desolante e ricalca perfettamente la logica comunicativa dominante secondo la quale i mezzi di informazione (e internet è uno di questi) più che avviare dibattiti, spostere opinioni, servono solo a rinforzare un consenso, ad alimentare l’affermazione di potere di un opinionista.

    E’ il caso di Andrea Inglese che ovviamente viene a pubblicare questi interventi dentro le piazze dove sa già che non potrà che trovare terreno fertile. E’ un atteggiamento, molto diffuso e comune, che nulla ha a che fare con la vera essenza di una dimensione autenticamente marxista.

    Non mi sembra di avere mai visto Andrea Inglese fare un intervento tra i commenti o chiesto la pubblicazione del suo pensiero, che ha dignità come quello di chiunque altro di essere conosciuto, dentro piazze con orientamento completamento diverso, prendiamo ad esempio La Poesia e Lo Spirito. Ad Andrea Inglese non interessa confrontarsi lì dove sa che troverebbe pensieri molto distanti dal suo. Gli interessa solo sentirsi dire che ha ragione. Nulla di ciò è illuministico né marxista.
    Penso che la libertà di espressione si estrinseca al massimo ed è sinceramente autentica, lì dove si confronta, anche duramente ma correttamente, con ciò che ci è alieno, straniero.

    Noto solo rancore, venti funesti, se questo è il clima del futuro non ci sarà apocalisse da quale ci si potrà salvare!

  97. Lina Orso il 16 gennaio 2008 alle 20:00

    @ Sig. Petrelli e Netti

    Cari fratelli, il signor Poppo è stato l’allievo prediletto di Rotowash, aka Italia Roto Party, un mitico commentatore di Nazione Indiana che si è ritirato in convento e ha preso i voti circa due anni fa.

    Presumo siate molto giovani, figlioli, e forse non lo ricordate o non lo avete mai sentito nominare, ma vi assicuro che i suoi commenti hanno lasciato il segno in un’intera generazione di bloggers fedeli.
    Un uomo probo, devotissimo soprattutto a Santa Grammatica.

  98. andrea inglese il 16 gennaio 2008 alle 20:06

    Garufi grazie dell’indicazione, ma purtroppo le pagine che ho letto e di cui parlo sono proprio quelle di “Repubblica” di martedi 15 gennaio 2008. Non so che farci.

  99. Francesca E. Magni il 16 gennaio 2008 alle 20:17

    sì ma nel testo hai scritto 2006 (errata corrige!!) :-))

  100. valter binaghi il 16 gennaio 2008 alle 20:17

    @tashtego
    Una vedova di Marx è uno che si atteggia a rivoluzionario all’interno di una società borghese di cui gode i frutti, usando a piacimento del gergo democratico dei diritti individuali e di quello “avanguardista” dell’egemonia a seconda che si parli di aborto o di cultura.
    Non parlo di te: per te l’uomo, l’opossum e il moscerino della frutta hanno pari dignità, ti riconosco coerenza cannibalica.
    Tu Marx te lo sei mangiato e digerito, punto e basta.

  101. lucio il 16 gennaio 2008 alle 20:18

    Alcor, Asor Rosa è d’accordo con il messaggio della lettera senza essere tra i 67 firmatari, anche perchè in pensione dal 2003.
    Non mi “pare tanto eccentrico che quando si critica il potere, si evochi chi lo gestisce” ma non sono a conoscenza di “manovre accademiche” fatte da Asor Rosa senza usare “in modo democraticissimo del suo potere”, e ti confesso che mi dispiacerebbe conoscerle. Semplicemente perchè ho un ottimo ricordo dell’insegnante e dell’uomo, e continuo ad apprezzarne iniziative ed interventi. Anche in questo caso specifico mi sembra che sia stato tra i più diretti e pratici intellettuali sentiti dai media, criticando fortemente la dirigenza universitaria per l’invito (inizialmente per una lezione magistrale) e augurando che il Papa rinunciasse ad intervenire.
    lucio

  102. emanuele il 16 gennaio 2008 alle 20:21

    Inglese, 2006 hai scritto nel pezzo, non 2008.

  103. andrea inglese il 16 gennaio 2008 alle 20:23

    Riringrazio Garufi e ringrazio Emanuele. Noi mammuth abbiamo la vista bassa. Ho coretto ora.

  104. francesco f. il 16 gennaio 2008 alle 20:56

    Ho apprezzato il post bello. Qui, infatti, non è in discussione la libertà d’espressione. E’ un falso problema soprattutto per chi come il papa invade sistematicamente tutti i mezzi di comunicazione. Qui è in gioco, come anche per l’interruzione di gravidanza, chi decide. Se il papa, sovrano assoluto di un stato straniero o i liberi cittadini di una democrazia. Purtroppo il papa in questi anni sta occupando con la sua autorità indiretta, morale, tipica delle caste sacerdotali, il vuoto lasciato dai politici, privi di qualsiasi autorità diretta (nesso di obbedienza e protezione) e indiretta (morale). Per questo le leggittime proteste di una parte della pubblica opinione alla visita del papa sono state prese per una lesa maestà. Purtroppo dobbiamo ancora rimpiangere Cavour, questo è il destino del nostro stato concordatario. Solo con una dimensione del Politico forte si tengono a bada le truppe papali. Ci sarà mai un politico in Italia che avrà il coraggio di dire: SILETE THEOLOGI IN MUNERE ALIENO!

  105. beccalossi il 16 gennaio 2008 alle 21:01

    avrei preferito che professori e studenti della sapienza avessero massacrato il papa di domande in aula magna, anzichè non invitarlo a priori. magari sarebbero stati portati via di peso, ma avrebbero dimostrato coraggio (molto più di quanto dimostrato in questi giorni).

    ricordo che nella laica (almeno per costituzione) e liberal america – quell’america che piace tanto ai liberal italiani – si concede ai despoti di stati esteri, dotati di vago estremismo religioso, di intervenire liberamente all’università. vi siete già dimenticati di ahmadinejad alla columbia university?

    quel giorno gli studenti e i professori della columbia dimostrarono il loro laicismo (che qui in tanti sbandierano senza sapere cosa sia) massacrando Ahmadinejad di domande, alle quali peraltro egli non si sottrasse. Ma, come ha detto qualcuno, su saio e toghe nostrane i tre puntini sono preferiti al punto interrogativo.

  106. beccalossi il 16 gennaio 2008 alle 21:03

    PS. ma valter la vedova di marx è l’amante di kennedy?

  107. tashtego il 16 gennaio 2008 alle 21:39

    @beccalossi
    vi siete già dimenticati di ahmadinejad alla columbia university?
    (paolo mieli docet)
    vi sono delle differenze tra le due situazioni:
    ahmadinejad non è a capo di uno stato teocratico, ma in realtà retto da monarchia assoluta, incistato nel democratico territorio americano che continuamente pretende di dettare regole etico-politiche ai cittadini usa, sia pure indirettamente, ma in modo martellante.
    questa è solo una delle differenze, ma ce ne sono altre.

  108. Francesca E. Magni il 16 gennaio 2008 alle 21:40

    Ingles ha proprio la vista bassa: “ringrazio Garufi e ringrazio Emanuele” …

    prego, non c’è di che, non si scomodi, se le si fulmina lo scaldabagno pensi a me

    con tanto di quell’affetto che si immaginerà, immagino ;-)

    fem

  109. valter binaghi il 16 gennaio 2008 alle 22:25

    @tashtego
    dettare regole etico-politiche ai cittadini, sia pure indirettamente, ma in modo martellante.

    Sai che ti dico?
    Questa espressione si adatterebbe bene anche a Scalfari Eugenio, o Pannella, per dire.
    Li teniamo fuori dalle università?

  110. beccalossi il 16 gennaio 2008 alle 22:34

    @tashtego
    ti riferisci alla ‘Repubblica Islamica dell’Iran’, con a capo l’Ayatollah (e non un monarca) Kamenhei? Non è uno stato teocratico? Cosa allora, una monarchia fondata sull’Islam?

    è evidente che tra il vaticano e l’iran esistano sostanziali differenze: non prendermi alla lettera. (è pure evidente che l’Iran è più complesso di quella definizione sulla sua forma di governo che trovi sulla costituzione iraniana). però non puoi negare che il carisma e l’autorità di ahmadinejad siano assolutamente comparabili a quelli del Papa, in quanto a influenza politico-cultural-religiosa su cittadini (e sudditi).

  111. Colleoni il 16 gennaio 2008 alle 23:13

    Lot compie incesto ubriaco fradicio con le proprie figlie : Questo era l’uomo più timorato della sua città! / Giuseppe, il cocco ruffianone di papà, diviene ministro egizio grazie appunto al discutibile talento che aveva coltivato in casa. Allestisce depositi negli anni grassi : lodevolissimo! Ma poi che ne fa? Salva il Paese allo stremo, «in pace e libertà» , e diviene il suo benefattore? – Per dirla in una parola : Lo riduce in schiavitù! Prima bisogna pagargli il grano a prezzi da strozzino; poi gli abitanti portano i loro rimanenti quattro averi; poi sono costretti a svendere i loro terreni; alla fine si danno essi stessi al servaggio : «La cosa piacque tanto al faraone e alla sua corte» : Ma questo qui è un ministro delle finanze! A me non risulta negli annali dell’umanità un farabutto più grosso!! : E quello viene eretto a modello della gioventù e del popolo credente?? Ma pensano forse che siamo senz’occhi e orecchie ?! / Saul, lo spilungone magnanimo e regale , viene respinto perché a detta di Samuele profeta non «strozza» abbastanza gli Amalekiti ; cioè non strozza giusto secondo precetto. Qui invero è più ligio ai sacerdoti il piccino di Isai ; lui che seduce le donne; che accorto elimina i 7 principi della Real Casa precedente; che scotenna bel bello i nemici morti e quelli ancora vivi pose «sotto delle seghe, degli erpici di ferro e delle scuri di ferro, e li fe’ gettare in fornaci da mattoni» – ma che perciò viene poi anche designato «uomo secondo il cuore di Dio» : Mi scampi il cielo dal divenire mai un uomo secondo il cuore di Dio!!

  112. Sergio il 16 gennaio 2008 alle 23:36

    I testi sono come specchi, spesso ci restituiscono la nostra immagine.

  113. Alcor il 16 gennaio 2008 alle 23:39

    @Lucio, e io cos’ho detto’?

    ecco qua, mi copioincollo:

    “non ho detto che è un fisico, ovviamente, e ho anche detto che non ero certa che avesse firmato, ho sentito dire che ha preso comunque posizione a favore della lettera.”

    Se poi tu non sei a conoscenza di manovre accademiche di Asor Rosa, buon per te.

    Ma io non ce l’ho con Asor Rosa, o almeno con lui soltanto, ce l’ho con la casta accademica in generale, che si comporta come le tre scimmiette, o per ragioni di potere accademico o per obblighi imposti dagli equilibri accademici.

    Quando finalmente si parlerà a gran voce e con scandalo anche di questa anomalia italiana, sarò più contenta e più fiduciosa nella possibilità che l’Italia diventi un paese davvero aperto e libero.

    Ci vuol pazienza, io spero sempre.

  114. Alcor il 16 gennaio 2008 alle 23:45

    @valter

    Però Scalfari e Pannella io non li vedo mai in televisione, il papa un giorno sì e uno no, se non un giorno sì e uno sì.

    Se voglio leggere Scalfari mi devo comprare la Repubblica, se devo ascoltare Pannella me lo devo cercare, il papa non corro certo il rischio di perdermelo, sbuca da ogni telegiornale.

    Con tutto ciò la cosa non mi è piaciuta e trovo che ha ottenuto l’effetto contrario a quello voluto.

  115. Sergio il 16 gennaio 2008 alle 23:56

    Lo dico a proposito di certe “letture” bibliche :-)

    Colleoni, sono le figlie di Lot a ubriacare il proprio padre per aver una discendenza. Lot non si ricorda nemmeno dell’accaduto. L’intento di questo passo non ha nessun scopo moralizzatore come presuppone il commento satirico di Colleoni, ma ha un’evidente valenza politica [altro che gli sbiaditi scandali sessuali dei politici americani :-)], non a caso da questo incesto nascerà Moab, popolo che diverrà il nemico per eccellenza di Israele.

    Poi, per carità, le caricature sono più che legittime.
    Mi fermo perché l’argomento qua è ben altro.

  116. lucio il 17 gennaio 2008 alle 00:39

    Alcor, che dire, in fondo una lettura di questa vicenda potrebbe essere fatta anche copiaincollando questa tua frase:
    “E’ anche vero che il papa è il papa e non ci si può facilmente alzare e dirgli quello che si pensa, ma lo si può fare in altre sedi, come del resto è stato fatto.”
    Ecco, forse per una volta, il tuo metro può essere usato anche dal Papa. Anche lui può dire quello che pensa, ma lo può fare in altre sedi. Che, ripeto, non gli mancano davvero.
    Buonanotte.
    lucio

  117. Colleoni il 17 gennaio 2008 alle 00:39

    “per eccellenza” è quanto mai iperbolico: vorresti dire che è un apologo anti-incesto? O non è piutttosto la madre di tutte le arringhe difensive, per cui è l’impubere ad aver provocato il genitore (o il prete)? E i 200 prepuzii dei nemici portati in trofeo da Davide, quando il moderato Saul gliene aveva chiesti solo 100? L’ultima lectio di Ratzinger propugnava un’alleanza greco-cristiana contro l’islam: preputiis obstantibus…
    Invece la lectio alla Sapienza doveva farla (così l’anno dopo l’avrebbe potuta fare anche un ufologo, alla faccia della sofìa).

  118. Francesca il 17 gennaio 2008 alle 00:50

    Ieri non e’ stata una vittoria per nessuno – ne’ per la condivisibile lettera di Marcello Cini (scritta a novembre, tra l’altro) ne’ per i 67 professori che hanno legittimamente espresso una loro posizione – peccato che poi l’universita’ sia quello che e’ in Italia e peccato che di umanisti solo tracce risicate in questa protesta- ne’ per tutti coloro che credono nella possibilita’ di un dialogo. Un dialogo tra l’altro che vedo impossibile con questo papa. Lo sdegno maggiore pero’ come dice questo pezzo e’ per l’informazione e per chi la gestisce: con poco coraggio, con l’unica capacita’ di schierarsi col potere, da ovunque provenga. Non mi fa paura chi non la pensa come me – puo’ farmi rabbia, posso pensarne tutto il male del mondo, ma a casa sua ognuno e’ libero di essere cio’ che e’. Mi fa paura chi veicola e filtra un pensiero, trasformandolo in una sorta di nebbia sulla mente di tutto il paese, avvilendoci nell’intelligenza. Il nostro stato dovrebbe interrogarsi sul perche’ siamo arrivati a questo, invece che esprimere solidarieta’ al povero papa che di altra pubblicita’ non abbisognava. Io quando penso all’Italia mi sento senza speranza.

  119. Colleoni il 17 gennaio 2008 alle 00:53

    Sergio, creso che il tuo “I testi sono come specchi, spesso ci restituiscono la nostra immagine” sia una volgarizzazione dell’adagio lichtemberghiano: “Ein Buch ist ein Spiegel, aus dem kein Apostel herausgucken kann, wenn ein Affe hineinblickt.” Ad ogni modo, se consideri che nel mondo industrializzato metà della gente pensa che la salvezza stia in una pasticca, e l’altra metà in una particola…

  120. valter binaghi il 17 gennaio 2008 alle 02:24

    @Alcor
    La presenza mediatica credo che sia dettata più da ragioni di audience che di sudditanza politica. Il rifiuto della sua presenza in una università che lo aveva invitato è una presa di posizione anti-culturale in un contesto che non ha certo bisogno di politicizzarsi (a quanto ne si lo è già abbastanza).
    Ma lo scandalo della ragione è che si vuol far passare come laico l’azzeramento delle presenze culturali anzichè il confronto senza sudditanza e senza pregiudizi. Spiace dirlo, ma la cultura di sinistra che ai miei tempi era la merda uguale per tutti, cioè il livellamento verso il basso (così le università sono diventate quello che sono, e i docenti ex sessantottini in maggior parte delle capre) è diventata quella del nulla.

  121. tashtego il 17 gennaio 2008 alle 08:31

    @beccalossi
    l’iran di acmadinegiad non è uno stato nello stato usa, non troneggia a uoscinton da duemila anni, non interferisce in continuazione con la politica di quel paese e indirettamente non ripropone in continuazione la questione della laicità dello stato.
    questo volevo dire.
    poi ovviamente c’è la falsificazione di binaghi: nessuno ha impedito al papa di andarci, è stato lui a rinunciare.

    siamo qui a discutere e a litigare da un paio d’anni su questioni di cui solo quindici anni fa sarebbe stato impensabile disputare: la chiesa sta esercitando, con la complicità della destra italiana, ma anche di una sinistra persa a se stessa, una pressione inedita su tutti noi, punta apertamente all’abrogazione di leggi che non le piacciono sulle quali i cittadini si sono già espressi con referendum, eccetera: se ogni tanto qualcuno manda affanculo papi e cardinali non c’è tanto da meravigliarsi e da fare le vittime: andate in chiesa, inginocchiatevi e pregate per noi peccatori: almeno stare fuori dalle palle per una mezz’ora.

  122. tashtego il 17 gennaio 2008 alle 08:33

    te

  123. Cino Lumi il 17 gennaio 2008 alle 09:00

    ‘Ma lo scandalo della ragione è che si vuol far passare come laico l’azzeramento delle presenze culturali anzichè il confronto senza sudditanza e senza pregiudizi’

    e perché mai il confronto dovrebbe iniziare proprio il giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico? era stata un’illuminazione divina a dettare la data e la sede? non poteva iniziare in occasione del family day, evitando la sovraesposizione muscolare e mediatica da papa boiys pronti per la crociata?

    ‘andate in chiesa, inginocchiatevi e pregate per noi peccatori: almeno stare fuori dalle palle per una mezz’ora.’

    finalmente qualcuno con le idee chiare e che parla chiaro: avete inondato qualsiasi recesso possibile in ogni angolo del paese da mane a sera ,con la connivenza di una classe politica prona e continuate imperterriti a scassare la minchia e a presentarvi come perseguitati. basta

  124. Alcor il 17 gennaio 2008 alle 10:04

    @valter

    La cosa oppressiva, per chi non crede in dio o magari ci crede ma vorrebbe che fosse una questione solo spirituale, è che noi abbiamo lo stato del vaticano in casa, lo abbiamo e ce lo terremo, ma l’ingerenza della chiesa nella nostra politica è continua, capillare, insopportabile e determina e ha sempre determinato anche i comportamenti dei politici, più che negli altri paesi. E persino io, che non sono una mangiapreti, e non lo sono perché tendo a spaccare il capello in quattro ( e chi spacca il capello finisce per calmarsi, nel lavoro di spaccarlo) non ne posso più.
    La Francia, paese cattolicissimo, ha subito le invadenze continue della città del vaticano? Non credo proprio.
    Davvero, non se ne può più.
    Però che parli, che parli, che parli ovunque, io sono a favore, ma che se ne stia nei limiti suoi.
    Il papa dice che non vuole imporre la fede con la forza a nessuno, gli credo, ma che accorci allora il guinzaglio ai suoi uomini e la smetta di fare incursioni nella nostra politica, perché le fa, eccome se le fa, se non altro perché ce lo propinano quotidianamente e in tutte le salse.
    Non è tanto il discorso del papa in sé che mi può spaventare, ma il lavorio continuo di tutti questi uomini del vaticano che cercano di influenzare il nostro legiferare.
    Predichino, ma per favore, alle anime, e le convincano, facciano opera di evangelizzazione, è nel loro diritto, ma permettano a me che non credo di avere le leggi che decido di darmi.
    Se la mano del vaticano sulla nostra politica non fosse così pesante forse tutto questo di cui stiamo parlando non sarebbe successo.
    Qua Galileo secondo me non c’entra, è una forma di esasperazione, anche se da parte di intellettuali che non mi sembrano aquile.
    Lo fossero, avrebbero trovato altri modi di controbattere, a mio avviso.
    E’ su questo che io non sono completamente d’accordo con il pezzo di Inglese, perché molte delle cose che dice, come ho detto all’inizio, le condivido.

    E mi irrita sommamente sentire Cini parlare di “cittadella ” universitaria assediata e rivendicare l’autonomia dell’università, autonomia da che? Cos’è, c’è città del vaticano e città dell’accademia? ma si guardassero anche in casa anche loro, lo dicessero a tutti quei ricercatori che se ne sono andati, e non solo per mancanza di denaro, anche per mancanza di libertà.

  125. Alcor il 17 gennaio 2008 alle 10:06

    @valter

    La cosa oppressiva, per chi non crede in dio o magari ci crede ma vorrebbe che fosse una questione solo spirituale, è che noi abbiamo lo stato del vaticano in casa, lo abbiamo e ce lo terremo, ma l’ingerenza della chiesa nella nostra politica è continua, capillare, insopportabile e determina e ha sempre determinato anche i comportamenti dei politici, più che negli altri paesi. E persino io, che non sono una mangiapreti, e non lo sono perché tendo a spaccare il capello in quattro ( e chi spacca il capello finisce per calmarsi, nel lavoro di spaccarlo) non ne posso più.
    La Francia, paese cattolicissimo, ha subito le invadenze continue della città del vaticano? Non credo proprio.
    Davvero, non se ne può più.
    Però che parli, che parli, che parli ovunque, io sono a favore, ma che se ne stia nei limiti suoi.
    Il papa dice che non vuole imporre la fede con la forza a nessuno, gli credo, ma che accorci allora il guinzaglio ai suoi uomini e la smetta di fare incursioni nella nostra politica, perché le fa, eccome se le fa, se non altro perché ce lo propinano quotidianamente e in tutte le salse.
    Non è tanto il discorso del papa in sé che mi può spaventare, ma il lavorio continuo di tutti questi uomini del vaticano che cercano di influenzare il nostro legiferare.
    Predichino, ma per favore, alle anime, e le convincano, facciano opera di evangelizzazione, è nel loro diritto, ma permettano a me che non credo di avere le leggi che decido di darmi.
    Se la mano del vaticano sulla nostra politica non fosse così pesante forse tutto questo di cui stiamo parlando non sarebbe successo.
    Qua Galileo secondo me non c’entra, è una forma di esasperazione, anche se da parte di intellettuali che non mi sembrano aquile.
    Lo fossero, avrebbero trovato altri modi di controbattere, a mio avviso.
    E’ su questo che io non sono completamente d’accordo con il pezzo di Inglese, perché molte delle cose che dice, come ho detto all’inizio, le condivido.

    E mi irrita sentire Cini parlare di “cittadella ” universitaria assediata e rivendicare l’autonomia dell’università, autonomia da che? Cos’è, c’è città del vaticano e città dell’accademia? ma si guardassero anche in casa anche loro, lo dicessero a tutti quei ricercatori che se ne sono andati, e non solo per mancanza di denaro, anche per mancanza di libertà.

  126. andrea inglese il 17 gennaio 2008 alle 10:07

    all’ingiustamente obliata FEM, zanks tu iu tuu

  127. Alcor il 17 gennaio 2008 alle 10:07

    Non vedo il mio commento e credo che uscirà due volte, Inglese, se è così, ti prego, togli il troppo.

  128. valter binaghi il 17 gennaio 2008 alle 11:23

    @Alcor, ma anche tashtego e altri
    “Non è tanto il discorso del papa in sé che mi può spaventare, ma il lavorio continuo di tutti questi uomini del vaticano che cercano di influenzare il nostro legiferare.
    Predichino, ma per favore, alle anime, e le convincano, facciano opera di evangelizzazione, è nel loro diritto, ma permettano a me che non credo di avere le leggi che decido di darmi.”

    In questo modo si chiede alla chiesa cattolica di essere non se stessa, ma una delle confessioni protestanti prodottesi da Lutero in poi, che confinano la dimensione religiosa all’interiorità della coscienza. Questo non accadrà finche la chiesa cattolica esisterà: d’altra parte, questo non significa “ingerenza indebita” nella politica. Un’autorità spirituale e morale punta alla persuasione delle coscienze: se poi chi deve legiferare lo fa tenendo conto di certi principi e non di altri, non è che la legislazione italiana subisca uno stupro. Anche Scalfari e Pannella, che non sono politici in senso proprio, hanno avuto una grande influenza sul senso comune e sulla classe politica negli ultimi quarant’anni, ma nessuno li accusa di ingerenza. Secondo me queste discussioni infinite nascono dall’erronea percezione che il legislatore possa fare a meno di una filosofia morale di riferimento quando legifera: e invece se non è Ratzinger è Scalfari, se non è Scalfari e Voltaire. Tutti sono pubblicati e tutti possono influenzare: dove sta il problema?

  129. gina il 17 gennaio 2008 alle 11:54

    Arrivo io con la soluzione che nn c’ho ‘n kazzo da fare.

    (mi prendo per il cuolo da sola, neh:)

    Non farei distinzione tra destra e sinistra, la classe politica italiana media mainstream compresi, ha paura, i DIAVOLI al culo tanto per restare in tema.

    Gli stessi studenti della sapienza che ieri han contestato il papa oggi, ed era previsto sin dall’inizio contestano a mani alzate, a sapienza blindata (tensione alla sapienza, per ora:) mussi, per la politica del governo in tema di ricerca e veltroni, prono al papa, prono a ferrara, prono alla ideologia securitaria. E pochi mesi fa, gli stessi studenti han contestato berti not in my name.

    Aggiungete la rivolta in campania, gli incatenati no dal molin in prefettura, le donne che contestano le parlamentari di destra e sinistra al corteo contro la violenza sulle donne costringendo le trombonesse alla ritirata ben prima della ritirata del benedetto trombone, suscitando altrettanto clamore mediatico sulla CENSURA e avete la vera dimensione della PAURA che ha denunciato mastella ieri in parlamento, applaudito a scena aperta da ENTRAMBI gli schieramenti.

    Non sono i complotti dei giudici ad accerchiarli, è la società civile che li accerchia. Li accerchiano e li accerchieranno i cittadini, le donne, i precari, i senza casa in generale i rifiuti e i gas, le discariche sono ormai colme, la logistica (la mobilità, la flessibilità, lo scaricabarile il tappa buco il gioco delle tre carte il just in time, il rifiuto in transito, che non si vede che non si accumula) ha il fiato corto.

    Quanto ai forconi: Il papa sarebbe stato accolto alla sapienza ANCHE con musica appalla, ANCHE con una controlectiomagistralis, e ANCHE con una layca frocessione. Vorrete mica trasmettere tali solenni, allegrissime forme di vita, di ANCHE, di dissenso in mondovisione, intendo youtube caso mai la rai e/o mediaset avessero stretto un po’ troppo il campo insistendo sui primi piani, ad esempio sui baci all’anello di quel bizzarro predicatore del gonnellato, col quale peraltro non si discute: chi intende bersargliarlo di domande sia accomodi e ci provi domenica sotto il balcone in piazza san pietro.

    All’uaar che ha inviato via mail a ezio mauro una lunga lettera in relazione all’allucinante editoriale su repubblica che qualcuno ha postato anche qua, ezio mauro ha risposto IN TRE RIGHE: non so nemmeno chi siete. Sulla questione della sapienza Casini dice che c’è da AVER PAURA per il nostro futuro, Intervistato dal giornale pera identifica i due PERICOLI principali per l’italia, per questa italia:): l’europa e il laicismo.

    La parola d’ordine è polarizzare gli schieramenti a partire dal voto cattolico. il resto non conta, il resto non so nemmeno chi siete.

    Tutti sanno tutto molto bene. Non stupitevi dunque se nessuno si divide, se tutti si compattano: la questione è blindata, militarizzata. Tensione.

  130. alanina il 17 gennaio 2008 alle 12:43

    Alcor, (rivendicare l’autonomia dell’università, autonomia da che? … ma si guardassero anche in casa anche loro, lo dicessero a tutti quei ricercatori che se ne sono andati, e non solo per mancanza di denaro, anche per mancanza di libertà).

    però, mentre la corruzione di tutto o parte del mondo accademico italiano, almeno, nessuno si sogna di giustificarla filosoficamente o di istituzionalizzarla, il (per esempio) desolantissimo (dal mio punto di vista, ovviamente) divieto alla sperimentazione sugli embrioni è diventato legge dello stato.
    e del resto la lista di scelte, note e meno note, in campo clinico e di salute pubblica e sulla sperimentazione, che hanno risvolti (a mio avviso, ma non solo mio) criminali, eppure tutte perfettamente legali e rivendicate, fa impallidire.

    (sono livorosa, si)

  131. andrea inglese il 17 gennaio 2008 alle 12:59

    a gina,
    eh si, credo proprio che per rendere concreto il diritto di espressione della società civile, sempre meno o peggio rappresentata, bisognerà fare un po’ i maleducati, bisognerà farsi “portare via di peso”. D’altra parte è sempre stato cosi.

    ad alcor,
    la questione universitaria dovrebbe suscitare uno spazio di discussione a sé, ma qui siamo nel tabù, nel terrore, qui per mancate citazioni ti tolgono gli assegni, figurati se cominci a fare analisi circonstanziate, ma il tappo fra poco scoppierà anche li, nonostante l’adagio nella nostra epoca, che riporto nuovamente:
    “chi non ha subito i peccati altrui, scagli la prima pietra”.

  132. poppo il 17 gennaio 2008 alle 13:22

    @Angelo Petrelli
    Sono italiano di lingua italiana.
    Ti perdono la battuta anche se la tua è una battuta anonima.
    [Scusate se abbiamo usato per fini personali due commenti]

  133. poppo il 17 gennaio 2008 alle 13:26

    @B. Netti
    I testi me li scrivo da solo.
    Se proprio vuoi sapere, il termine studenti conservatori non è lì per caso. Certo, ci vuole un po’ di fantasia per capire che questi studenti hanno avuto un comportamento reazionario.

  134. poppo il 17 gennaio 2008 alle 13:43

    @Lina Orso
    Beh, ecco, se non posso commentare e scrivere quello che mi sento di scrivere, dillo chiaro. Dì che questo spazio erlettronico è tuo e se così fosse sarei ben felice di non darti disturbo.
    Anch’io non ho tempo da perdere. Inoltre si sa che chi non vuole ascoltare bisogna passare oltre, dato che nessuno può essere obbligato a sentire le parole degli altri nemmeno se possono essergli utili ad uscire da una introversione caparbia e saccente che offusca le idee e che ingrippa la ragione.

  135. giorgio mascitelli il 17 gennaio 2008 alle 14:33

    Gentile Walter Binaghi,
    credo anch’io che la chiesa abbia il diritto di intervenire nel dibattito pubblico; ma le sue gerarchie praticano una politica del doppio binario: da un lato intervengono su ogni questione con opinioni legittime ma di parte, dall’altro tendono a presentare le loro prese di posizione e la figura del pontefice come un’autorità spirituale super partes a prescindere da ciò che afferma, verso il quale è d’obbligo essere deferenti perchè detentore di un saper superiore. In questo contraddicono una regola di base del prendere la parola in pubblico che è quello di esporsi al dissenso altrui . Del resto le reazioni scomposte e sproporzionate dell’apparato politico-mediatico di queste ore, che parlano di libertà d’espressione infranta perchè un uomo i cui libri e discorsi sono costantemente diffusi e pubblicizzati con ogni mezzo, ha rinunciato a tenere un discorso ufficiale per timore di una contestazione ( non pericolosa a detta del ministro degli interni), in cui peraltro nessuno dei suoi oppositori avrebbe avuto diritto di parola, sono la triste conferma che la politica di doppio binario delle gerarchie ha contribuito a danneggiare ulteriormente l’ethos dello spazio pubblico italiano, già debole per altre ragioni.
    Giorgio Mascitelli

  136. The O.C. il 17 gennaio 2008 alle 14:37

    Centotrentacinque.

  137. marti il 17 gennaio 2008 alle 15:45

    é a dir poco assurdo ciò che abbiamo davanti agli occhi! Erano 40 anni che a mio avviso studenti universitari non si ribellavano con tanto vigore e tanto coraggio ad un potere così pesantamente radicato nel nostro paese. Studenti che appendono cartelli, urlano le loro idee. attualmente ciò equivale a negare la libertà di parola. NO! hanno solo detto la loro! basta, è inutile strumentalizzare la questione, scendere tutti in campo e schierarsi con il papa che di certo non ha proprio bisogno di essere difeso da nessuno!
    Finalmente un pò di sana e giovane protesta verso una prepotanza così subdola da essere quasi inquietante…

  138. valter binaghi il 17 gennaio 2008 alle 15:48

    @Mascitelli
    opinioni legittime ma di parte, dall’altro tendono a presentare le loro prese di posizione e la figura del pontefice come un’autorità spirituale super partes

    Io credo che sia lei a fare un po’ di confusione.
    Ogni opinione è di parte dal punto di vista laico perchè tutte quante hanno il diritto ad essere ascoltate e nessuna può detenere l’esclusiva.
    D’altra parte il papa non è il capo di un partito politico ma il capo della Chiesa cattolica, portatrice di un messaggio universale all’uomo in quanto tale, non di interessi di lobby o di classe.
    So bene che molti qui preferirebbero paragonarlo a un Bush o a un Fidel Castro, ma che volete, così non è: per il cattolicesimo liberismo e socialismo sono due pezzi di verità scappati fuori dal nido.

  139. valter binaghi il 17 gennaio 2008 alle 15:51

    @Marti
    Finalmente un pò di sana e giovane protesta

    Bastasse questo per nobilitare, qui dentro sarebbe pieno di medaglie al valore. Purtroppo prima di urlare e alzare cartelli a vent’anni bisognerebbe accendere il cervello, e soprattutto chiedersi a chi si sta reggendo il gioco: dia retta a me, ne so qualcosa.

  140. valter binaghi il 17 gennaio 2008 alle 15:58

    @Inglese
    “chi non ha subito i peccati altrui, scagli la prima pietra”.

    Non so se ti rendi conto, ma questo detto ha un respiro metafisico, anzi è uno spottone in difesa del concetto cristiano di peccato originale.
    Anche tu sulla via di Damasco?
    Sarà un piacere averti tra noi.

  141. fabrizio il 17 gennaio 2008 alle 16:25

    sono passato di qua.
    volevo farlo sapere a Luminamenti.

  142. poppo il 17 gennaio 2008 alle 16:27

    Ps:
    Sputa il tuo veleno su di me. Oramai mi fa male solo per poco, mezz’ora, un’ora a dir molto, mentre prima poteva tormentaermi un giorno intero. Quindi non temere. Per di più, mi fa stare molto meglio il pensiero che a te possa far bene sputare il tuo veleno, perché così ti intossica sempre di meno. E cosa più importante, avrai capito che mi rivolgo a Dio per guarire da ogni cosa. Quindi non temere.

  143. beccalossi il 17 gennaio 2008 alle 16:48

    tashtego
    mi sa che non hai proprio colto il senso del mio intervento. non mi interessa che sia papa, papocchio, ayatollah, despota, reuccio de noantri, salvatore in arrivo con avion negro sulla pista di ciampino, imperatore mass-mediatico o paraclito con accento asburgico: quello che voglio è gente capace di dimostrare, con la parola o con i fatti, che il re è sempre nudo. con la parola, ripeto, con la domanda, con il dubbio: non con il silenzio.

    il dovere di tacere non è espressione di laicismo. E’ l’esatto contrario. Laicismo è il diritto di fare domande, e il dovere di rispondere.

    quindici anni fa non si discuteva di queste cose perchè il papa alla sapienza ci sarebbe andato e avrebbe trovato andreotti, forlani e de mita accanto al rettore a baciargli la mano. quindi mi pare che abbiamo fatto passi avanti.

    tutta questa messainscena non fa che giovare a chi ora può appellarsi a un presunto scontro cattolici-laicisti per coprire malefatte in stile camorristico e corruzione endemica.

    l’Italia odierna è sempre più simile a quella del cinquecento. con il provincialismo dei governatori regionali, delle fondazioni bancarie, dei distretti industriali, con il feudalesimo dei politici locali, delle loro schiere di vassalli e valvassori; un’italia il cui valore pare ormai lasciato ai leonardo e michelangelo odierni: di casa a boston, a londra o in olanda. Ci mancavano solo i guelfi contro i ghibellini. Ora che sono arrivati pure loro, spero tanto che Carlo V cali sul nostro paese il prima possibile.

  144. tashtego il 17 gennaio 2008 alle 16:54

    @beccalossi
    è vero, non avevo colto il senso del tuo intervento.
    adesso l’ho colto.
    è peggio di quanto pensassi, cioè è una tiritera senza capo né coda.

  145. beccalossi il 17 gennaio 2008 alle 17:04

    stai attento a cogliere. di questi tempi non si sa mai. può esserci davvero san michele armato di spadone, dietro l’angolo.

  146. luminamenti il 17 gennaio 2008 alle 17:04

    Sì Fabrizio, constato che è triste quanto questo articolo raccolga nei commenti la cultura del risentimento e del disprezzo.

  147. luminamenti il 17 gennaio 2008 alle 17:07

    Ma lasciando fuori la questione del Papa, La Sapienza in quanto a democrazia e libertà di espressione è veramente misera. E’ una delle università italiane più settarie che ci siano in Italia.

  148. Lina Orso il 17 gennaio 2008 alle 17:31

    @ Beccalossi

    Caro fratello, potrebbe dirmi su quali manuali prepara le sue lezioncine di storia? Sa, c’è sempre bisogno di imparare e io dovrei tanto aggiornare i miei strumenti culturali, visto che sono rimasta ferma alle dispense settimanali della scuola radioeletra torino e del reader’s digest.

    Grazie per i suoi eventuali consigli. Pregherò per lei.

  149. lello voce il 17 gennaio 2008 alle 17:37

    Caro Andrea,

    concordo in pieno con quanto sostieni. IL tentativo di linciaggio mediatico a cui sono sottoposti in queste ore i professori (addirittura minacciati di licenziamento, una roba che neanche in….. ) e i movimenti è la dimostrazione più palese di dove stia realmente l’intolleranza. Le disgustose e prone esibizioni di ‘tolleranza’ esibite da Fo e compagnia (Mussi in testa) rendono chiaro anche a chi ancora aveva qualche dubbio in che stato è la ex-sinistra italiana. Oramai è ‘sinistra’… inquietante e basta. Non a caso interessata solo alle beghe di poetere vero con gli Ermellini da guardia, buoni quando devono condannare i manifestanti del G8, ma assai meno graditi se inquisiscono loro. La realtà è che la democrazia italiana è un guscio vuoto in cui risuonano gli stolti ritornelli veltroniani e i ruggiti arroganti del siur parùn berlusca. Oggi sono tutti uniti contro i movimenti come lo sono stati contro Deaglio. Il poetere è cosa loro. La nostra maleducazione, temo, l’unico, superstite antidoto. E non è detto che funzioni.
    Intanto hanno schierato le truppe per far chiaro a tutti che forse il supposto Vicario di Cristo non parlerà, ma che questo non significa che abbiano deciso di ridare il diritto di parola a noi. E guai a protestare se non quel buon vecchio di Fo, e la sua signora che di colpo si è accora di essere stata eletta con il partito di Di Pietro, con la nota sagacia politica che lo contraddistingue ci darà del provocatore, con il coro in sottofondo di Sofri, Sera e Mauro.

    Che almeno facciano la fatica di portarci via di peso.

    Lello Voce

  150. lello voce il 17 gennaio 2008 alle 17:39

    sorry per i refusi…

  151. massey il 17 gennaio 2008 alle 17:45

    L’ingerenza della chiesa negli affari italiani è davvero pesante, ma non abbiamo visto ancora niente; credo che in futuro tale ingerenza aumenterà e di parecchio. Sul perchè faccio questa ipotesi fantasiosa:
    all’Italia è stato assegnato un compito strategico formidabile: rappresentare un primo
    bastione fondamentalista cattolico contro l’altro fondamentalismo dilagante, l’Islam.
    Agli Usa l’opzione militare, al Vaticano l’opzione confessionale. Se sul piano militare non c’è storia, sul fronte religioso la cristianità è vulnerabilissima. Troppo tiepida la fede in Cristo e il rischio di contagio della fede islamica sulle nostre masse smarrite è enorme. Le radiazioni della fede islamica sono intense e possono avere effetti (conversioni) endemici nel giro di una-due generazioni.

    L’ invito del papa alla Sapienza va inquadrato in questa urgenza: investire sulle coscienze dei giovani, conquistarli alla fede in Cristo prima che sia troppo tardi.
    L’invito l’ha fatto il rettore? Sì, formalmente, ma ben altri sono i patrocinatori.

    Se l’ipotesi è fantasiosa, pace. Van bene tutti i commenti sciolti che ho letto. Ma se l’ipotesi ha un fondamento, e io credo di sì, ci si deve attrezzare di strumenti critici più consoni alla gravità della situazione poiché è da temere una probabile escalation dell’ingerenza (vedi la moratoria sulla 194 per esempio).

    Per il mondo laico si viene peraltro a presentare un bel problemino: opporsi a questa campagna vaticana con tutte le forze correndo il rischio di finire islamizzati o accettare obtorto collo le invasioni di campo di Ratzinger pur di evitare una resa strisciante a una confessione ancora più insopportabile?

    Con questa ipotesi in testa, mi è sembrato che l’opposizione dei 60 docenti e dei manifestanti, per quanto comprensibile e generosa, sia stata inadeguata nelle motivazioni, quasi altrettanto dei commenti al post. Una reazione spontanea insomma. Io credo che qui si debba delineare una strategia complessa e alternativa a quella vaticanista: scongiurare l’avvento dell’Islam senza perdere l’identità laica del nostro stato che si trova malauguratamente collocato, nelle trasformazioni mondiali in corso, in prima linea ( presenza del Vaticano e sua centralità nel Mediterraneo)

    deliro?

  152. beccalossi il 17 gennaio 2008 alle 17:48

    Cara Sorella Orsolina
    La ringrazio per le preghiere e chiedo perdono se la mia storia le appare fallace. Ammiro la sua dimostrazione di zucca, ma ora può anche tornare alla zucchina.

  153. Tino S. Fila il 17 gennaio 2008 alle 17:50

    ‘Azz!!! E chi lo avrebbe mai creso!
    Allora è proprio vero! I maestri del sospetto non sono tre, ma quattro: marcs, nicce, froid e inglès!!!
    Hussignùr, che notizia! E io qui, che non so nemmeno cosa mettermi stasera per festeggiare…

  154. unpadresenzafamiglia il 17 gennaio 2008 alle 17:58

    perché non fate un post con la lectio integrale del Papa? così si potrebbe discutere sulla cosa.
    a Fabrizio: di’ a Luminamenti che sono passato di qua.

  155. fabrizio il 17 gennaio 2008 alle 18:01

    glielo dirò, padre.

  156. robinson serenase il 17 gennaio 2008 alle 18:07

    complimenti, una bella discussione, molto democratica, molto tollerante delle ragioni dell’altro.
    dicevano che i comunisti non esistevano più. no, esistono. grazie a *dio*. sono felice di questa *resurrezione*, a cui ho potuto assistere leggendo gli interventi di grande equilibrio di inglese (sulla libertà di parola, sbalorditivo) di gina (kazzo con la k, al passo con la migliore grafia via sms), di tashtego, un uomo che ha fatto della tolleranza un marchio di fabbrica. bene, quando nazione indiana fa così mi riconcilia con la vita.

  157. robinson serenase il 17 gennaio 2008 alle 18:18

    dimenticavo lello voce: dice che il potere è cosa loro, della sinistra *asservita*. pensiamo per un attimo se il potere fosse cosa degli amici di voce… potremmo tutti preparare gli zaini per una bella escursione *sine die* fuori dal nostro amato paese. conforta sapere che questa gente, piena di privilegi, che scrive sui giornali della estrema sinistra col metodo mafioso della spartizione dei posti (e poi hanno il coraggio di dire che la cultura è solo la loro) fosse alla guida di questo paese, lo *rifonderebbe* da capo a piedi. chissà se riuscirebbe anche a guarire piaghe ancestrali come quelle della mafia. ma io confido in loro. ho *fede* in questa gente. ormai il futuro è nelle loro mani.

  158. Lousatumular il 17 gennaio 2008 alle 18:29

    Si dimentica che ormai si è all’esasperazione. Ogni giorno il papa attacca la scienza, punta il dito contro le donne (aborto, fecondazione assistita…), mette il becco in ogni questione di stato e si permette di dare lezioni di buon governo. Al tempo della fecondazione assistita gli era uscita la frase: astenetevi da ciò che dio odia.
    Momento scelto a caso? Questo è uno stratega, come del resto lo sono stati tutti i papi. Vogliono tenere due piedi in una scarpa (naturalmente Prada). Sarebbe interessante contare, stimare quante volte il Dr, prof, sua eminenza, sua santità Ratzinger parli di aborto, di omosessuali, di atei, di relativismo etico, di scienza e tecnica, di eutanasia rispetto alla fame nel mondo, alla povertà, alla guerra, al rispetto della donna… (forse si è reso conto della sua ipocrisia quando parla di questi problemi?)

    Siamo all’esasperazione e se davvero quest’uomo rinuncia, scappa con la coda fra le gambe (anche se non è quello che appare dai tg e dai giornali) non è di certo un degno rappresentante del dialogo. Si spaventa per una combriccola di studenti e una cerchia di professori che non lo vogliono?

    Per le pernacchie, per i fischi e per la musica ad alto volume?

    Ma è pronto ad accogliere le urla dei suoi papa boys in San Pietro, manca solo inchino e riverenza…le braccia in segno di vittoria, come per la 500 miglia di Indianapolis, ormai sono un suo cavallo di battaglia.
    papa superstar…

    I baciapile dello stato sono pronti a censurare qualsiasi cosa che lo ritragga (hanno bloccato una mostra a Milano con un quadro che lo rappresentava in uno strano atteggiamento), che lo critichi…
    Poi dicono che non gli è permesso di parlare, che c’è una lobby anticristiana che vorrebbe vedere la chiesa con il bavaglio.

    Che i politici provino a rivedere il concordato e tutte quelle agevolazioni che la Chiesa ha accumulato in questi ultimi anni, poi lasciamogli il tempo di rispondere, non per facili slogan, ma per fatti…
    (Se succedesse ora, ci sarebbe una crisi istituzionale, il governo cadrebbe, poi…)
    Finchè non ci sarà volontà di toccare la chiesa in questi punti, credo che continuerà nelle sue battaglie moralizzatrici dei costumi…

    Ogni giorno punta il dito contro noi “poveri esseri umani”, ci manda all’inferno se siamo atei e non si può fischiarlo e rifiutarlo…
    Ma chi si crede di essere mi verrebbe da dire?

    Spero che la Storia ricorderà quest’avvenimento come il giorno in cui il papa, il rappresentante di dio dei cattolici, scappò dalla contestazione di studenti di una università scientifica…

  159. gina il 17 gennaio 2008 alle 18:59

    In quanto maleducata rifiuta della società pretendo che mi si porti via di peso con la raccolta differenziata (chazzo:)

  160. massey il 17 gennaio 2008 alle 19:01

    a Milano, trent’anni fa, girava per il centro con un triciclo un barbone che copriva i muretti e le strade con scritte anticlericali fra cui la notissima: LA CHIESA UCCIDE CON L’ONDA.
    Mi sembra giusto rendergli omaggio ricordandolo

  161. harzman il 17 gennaio 2008 alle 19:06

    Insomma, è solo una mia puerile dietrologia o tutto quello che sta accadendo in Italia in questo periodo, dallo shopping di Berlusconi alle moine di Veltroni al gran rifiuto del pastore tedesco al montatissimo caso Mastella, è effettivamente mirato ad isolare, rendendolo minoritario ergo innocuo, tutto ciò che pende laic(istic)amente a sinistra, anche e soprattutto all’interno dell’elettorato ulivista?

  162. valter binaghi il 17 gennaio 2008 alle 19:45

    Se pende a sinistra non è laico (chiesa per chiesa…)

  163. Francesca E. Magni il 17 gennaio 2008 alle 20:30

    @massey

    io ricordo anche un suo: “il clero da lontano uccide con l’onda” caratteri bianchi in stampatello su un viale d’asfalto del Parco Sempione

    fem

  164. Giorgio il 17 gennaio 2008 alle 20:34

    Si chiamava CT.

  165. Francesca E. Magni il 17 gennaio 2008 alle 20:38

    e invece il barbone che sempre a Milano, vent’anni fa bastonava le suore? Abitava nelle baracche di Via Valla, come riportò il giornale quando lo presero.

    vado a rileggermi il racconto “non c’è più paradiso” di Celati

    fem

    e a pensarci bene non siamo così OT…

  166. effeffe il 17 gennaio 2008 alle 21:09

    azz. ho le stesse scarpe del papa…
    effeffe

  167. Lorenzo Galbiati il 17 gennaio 2008 alle 21:29

    Andrea, hai ragione su tutta la linea, ma forse sarebbe stato meglio dire subito che non può esistere diritto di parola per chi, come il Papa, non ha alcun diritto a presenziare come oratore all’inaugurazione dell’anno accademico. Può essere invitato a farlo, e il rettore che lo invita, e che ha diritto di invitarlo, non ha il diritto di non essere contestato nella sua scelta. Contestare l’opportunità di invitare a parlare Ratzinger o qualunque altro uomo religioso o della cultura italiana all’inaugurazione dell’anno accademico è un sacrosanto diritto, questo sì, specie se si esprime nelle forme di una lettera al rettore. Non capirlo, come fanno molti italiani, è fatto gravissimo.

    E’ fatto gravissimo che quasi tutti i giornalisti e i politici abbiano stigmatizzato quei docenti che avevano scritto una lettera definendo incongrua la presenza del Papa all’inaugurazione dell’a.a. dicendo che vogliono negare la libertà di parola al papa:
    MA DOVE CAZZO C’E’ SCRITTO CHE IL PAPA DEBBA PARLARE ALL’INAUGURAZIONE DEGLI A.A. DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE ITALIANE E CHE QUINDI NESSUNO POSSA ESPRIMERE IL SUO DISSENSO IN PROPOSITO?

    E’ fatto gravissimo che il presidente della Repubblica abbia preso pubblicamente la difesa del papa.
    MA CHE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ABBIAMO? SAREBBE LUI A RAPPRESENTARE L’UNITA’ NAZIONALE? COME MAI NON HA INVITATO IL PAPA A FARE UN DISCORSO AL SUO FIANCO, MAGARI PRIMA DI LUI, QUANDO HA FATTO IL DISCORSO AL TEMPO DEL SUO INSEDIAMENTO? PERCHè NON GLI HA CONCESSO LIBERTA’ DI PAROLA?

    E’ fatto ancor più che gravissimo che uno dei docenti “contestatari” si veda in questi giorni sotto richiesta da parte di alcuni parlamentari per la revoca della sua nomina al CNR proprio per essere tra i firmatari della lettera.
    MA IN CHE CAZZO DI PAESE SIAMO? IL CNR SELEZIONA IL SUO PERSONALE IN BASE AL GIUDIZIO CHE DA’ SULL’OPPURTUNITA’ O MENO DELLA PRESENZA DEL PAPA ALLA SAPIENZA?

    E in tutto questo casino c’è qualcuno ancora in Italia che si ricorda che è stato il papa a rinunciare ad andare alla Sapienza a fare il suo discorso, che nessuno gli ha tolto la possibilità materiale di farlo, e che quindi è stato lui ad autocensurarsi ben sapendo che in questo modo, passando per vittima grazie al sostegno delle nostre vergognose caste giornalistiche e politiche, avrebbe avuto ancor più successo meditaico e risonanza per il proprio discorso?

    SIAMO VERAMENTE IN UN PAESE DI MERDA.

    E ai professori e ai ragazzi della Sapienza, dico: dato che tutto questo ossia la rinuncia del papa in seguito alla contestazione e la sua difesa da parte di quasi tutti erano largamente prevedibili, la prossima volta ricordatevi che siamo in Italia e fate una contestazione nonviolenta: non dite che non volete il papa a parlare, lasciate perdere la storia di Galilei o delle opinioni del papa e dite che VOI NON ANDRETE ALL’INAUGURAZIONE dell’a.a. proprio perché c’è una persona che in quanto capo religioso e capo di un altro stato in quell’occasione non dovrebbe esserci, e prodigatevi anzichè a occupare la Sapienza e a contestare a organizzere una controinaugurazione dell’a.a. all’insegna della cultura della laicità.

  168. Mikate Ladogratis il 17 gennaio 2008 alle 21:47

    @ affeffe

    Io invece da quando ho scoperto chi è il suo estetista vado sempre là, nella speranza di incontrarlo. E faccio compere nello steso negozio di lingerie, sempre nella speranza di incontrarlo.

  169. massey il 17 gennaio 2008 alle 22:28

    fem, è vero, bazzicava soprattutto intorno al castello, vernice bianca, ben nascosta sul triciclo sotto uno strato di stracci, e stampatello sans-serif

    Il concetto dell’onda non è poi così stravagante. Se sostituisci onda con aura funziona.
    Il papa perchè ha deciso di declinare l’invito se non perchè sa che l’onda lavora?

    Si firmava CT, è vero. Mii ricordo l’aspetto giovanile, se cercavi di intervistarlo bofonchiava qualcosa e spostava il triciclo

  170. luminamenti il 17 gennaio 2008 alle 22:44

    Quasi quasi di fronte a tanta razionalità laica, così sicura di sè, mi convertirei al cattolicesimo. Se questa è la nuova razionalità laica…tanti disperati con tanto di fifa perchè un Papa possa parlare nel giorno.
    dell’inaugurazione. E che sarà mai!

    Sì, padredifamiglia, fabrizio mi ha detto di là che sei passato di qua per dirmi che eri di qua. Messaggio ricevuto!

  171. tashtego il 17 gennaio 2008 alle 22:54

    @lumina
    dai, che ci sei quasi, ancora un piccolo sforzo, ancora qualche centinaio di libri di cui fare sfoggio (solo dei titoli, certo) e poi la chiesa potrà accoglierti nel suo seno, metterti alla pari dei padri.
    sempre che già non faccia il chierichetto, come io credo

  172. Cino Lumi il 17 gennaio 2008 alle 23:23

    “Condivido molte delle cose dette in questo testo da Andrea Inglese, c’è molto del vero…”

    “Il quadro degli interventi… ricalca perfettamente la logica comunicativa dominante secondo la quale i mezzi di informazione… più che avviare dibattiti, spostere opinioni, servono solo a rinforzare un consenso, ad alimentare l’affermazione di potere di un opinionista”.

    “E’ il caso di Andrea Inglese che ovviamente viene a pubblicare questi interventi dentro le piazze dove sa già che non potrà che trovare terreno fertile”.

    Scusa, Luminamenti, ma sei sempre tu l’autore di questi commenti?

  173. lucio il 17 gennaio 2008 alle 23:44

    (Scusate la lunghezza, magari poi mi frenerò meglio)
    Padresenzafamiglia, non me la sento di abbandonare un orfano, ma neanche di intasare il blog con un metro e mezzo di geniali erudimenti della libreria editrice vaticana, rischiando anche un coro di vaffa. Se tu avessi avuto più fede (per restare in tema) ti sarebbe bastato il riassunto che avevo già scritto più su. Te lo riscrivo: siamo come le pecore, e come le pecore ci smarriamo se non seguiamo le orme del pastore.
    Ma se ancora non ti accontenti, prova a leggere questo taglia e cuci (del documento che chiedi) e poi (se ti va) dimmi se il mio riassunto poteva bastarti.
    Fatti i convenevoli, il Papa scrive che dopo aver ricevuto l’invito del rettore, si è posto la domanda: che cosa può e deve dire un Papa in un’occasione come questa?
    Tutto l’intervento è un tentativo di rispondere a questa domanda iniziale, che ripete più volte, tra una citazione e l’altra :

    “Ritorno alla mia domanda di partenza: Che cosa può e deve dire il Papa nell’incontro con l’università della sua città? […] Il Papa è anzitutto Vescovo di Roma e come tale, in virtù della successione all’Apostolo Pietro, ha una responsabilità episcopale nei riguardi dell’intera Chiesa cattolica. La parola “vescovo”–episkopos, che nel suo significato immediato rimanda a “sorvegliante”, già nel Nuovo Testamento è stata fusa insieme con il concetto biblico di Pastore: egli è colui che, da un punto di osservazione sopraelevato, guarda all’insieme, prendendosi cura del giusto cammino e della coesione dell’insieme. […]Il Vescovo – il Pastore – è l’uomo che si prende cura di questa comunità; colui che la conserva unita mantenendola sulla via verso Dio, indicata secondo la fede cristiana da Gesù – e non soltanto indicata: Egli stesso è per noi la via.”

    Poi c’è un metro di storia ratzinghsta (pardon) di teologia/filosofia/sociologia autenticamente para-patafisica, riccamente infarcita di John Rawls, Socrate, Agostino,
    Habermas, Pilato, san Tommaso, e finalmente la conclusione, nota ormai a tutti:

    “Con ciò ritorno al punto di partenza. Che cosa ha da fare o da dire il Papa nell’università? Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà.
    Al di là del suo ministero di Pastore nella Chiesa e in base alla natura intrinseca di questo ministero pastorale è suo compito mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino, sollecitarla a scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro.”
    Dal Vaticano, 17 gennaio 2008 – BENEDICTUS XVI
    © Copyright 2008 – Libreria Editrice Vaticana

    Ovviamente, non manca, anzi abbonda il richiamo a considerare lo studio e la ricerca, la scienza e la tecnologia come subordinate, indirizzate sempre dalla voce divina, che (e a questo punto credo proprio che tutti l’abbiano finalmente capito) si riceve meglio ascoltando il pastore, in religioso silenzio.
    Fin da quando era a capo della già Santa Inquisizione, questo “eminente intellettuale” riesce, nei suoi interventi più famosi e chiacchierati, a piegare ai suoi bisogni qualunque citazione e qualsivoglia santo o peccatore egli ritenga utile ad il-lustrare il disegno del pastore.
    Da giorni è sulle prime pagine e sugli schermi del mondo intero.
    Poi, chi vuole può sempre dire che gli chiudono la bocca.
    lucio
    ps i 67 stamattina erano 700!

  174. Giocatore d'Azzardo il 18 gennaio 2008 alle 00:17

    Andrea: sottoscrivo parola per parola quello che hai scritto e quando, i ‘finti illuminati’ alla Sofri e alla Fo’, smetteranno di elargirci le loro sentenze preconfezionate, sarà unagiornata gaudiosa per tutti.

    Sottolineo un passaggio scritto da non ricordo chi, e me ne scuso, in uno dei commenti precedenti: non era una presenza ‘qualunque’, ma la lectio magistratis ad apertura dell’anno accademico. Un imprimatur religioso all’interno di una struttura che è e deve rimanere laica.
    Che torni a fare una lezione ‘normale’ e abbia il coraggio di rimanere, senza servizio d’ordine, a rispondere a tutte le domande e a sopportare le contestazioni. Si è rimangiato tutto in un amen esattamente come dopo le citazioni contro l’Islam. Più che un Papa, un coniglio.

    Lo stesso ruolo dei giornalisti pecoroni, italiani e stranieri (anche se per motivazioni diverse) che stamattina hanno imbastito coccodrilli su tutte le prime pagine di tutti i principali giornali. Pietosi!

    Blackjack.

  175. valter binaghi il 18 gennaio 2008 alle 01:27

    @Lucio
    Hai fatto la citazione e la glossa, quindi hai dato ampi strumenti per giudicare. Uno che dal testo citato da Ratzinger riesce a desumere questo:

    “non manca, anzi abbonda il richiamo a considerare lo studio e la ricerca, la scienza e la tecnologia come subordinate, indirizzate sempre dalla voce divina, che (e a questo punto credo proprio che tutti l’abbiano finalmente capito) si riceve meglio ascoltando il pastore, in religioso silenzio.”

    E’ certamente o idiota o in malafede.
    Se vuoi sparare sui preti su NI sei in buona compagnia e puoi mirare a casaccio: non hai bisogno di distorcere il senso di un discorso.
    Complimentoni alla mamma e al professore di lettere delle medie.

  176. giorgio mascitelli il 18 gennaio 2008 alle 08:39

    Gentile Binaghi,
    la ringrazio per la risposta, anche se, come potrà immaginare, non mi ha soddisfatto. A mio parere le sue affermazioni non tengono non solo perchè è evidente concretamente che numerosi interventi del pontefice hanno un carattere politico, per me del tutto legittimo anche se parziale, ma perchè se il pontefice comunicasse soltanto un messaggio universale all’uomo al di fuori di ogni schieramento, ne seguirebbe che le posizioni dei vari pontefici sarebbero del tutto identiche, mentre lei sa meglio di me che sarebbe molto facile registrare differenze anche sostanziali tra l’attuale papa e il suo predecessore, per esempio: il che mi sembra una prova che i papi al pari degli altri uomini sostengano delle opinioni. Eppure tutto questo non c’entra con il nostro caso presente e lo scrivo più per il piacere della discussione con lei, perchè le attuali proteste dell’apparato politico-mediatico e ora anche degli attivisti di organizzazioni cattoliche sono motivate dal riferimento alla libertà d’espressione come è intesa dall’universalismo etico di ascendenza illuminista. Quei giovani ad esempio che sono apparsi imbavagliati questo comunicavano all’opinione pubblica e lei converrà che in questa proteste c’è un’ambiguità di fondo: dal punto di vista della libertà d’espressione non è successo nulla e non c’è ragione di protestare, si ha ragione a protestare se si parte dal punto di vista della sacralità della figura e della parola del pontefice, per la quale non valgono le regole della normale discussione. Tuttavia io non ho udito nessuno richiamarsi nelle proteste a questo secondo punto di vista. Questa ambiguità, che non è tipica solo di questa situazione enfatizzata dai media ma spesso si presenta, è quanto mai rischiosa per la vita pubblica del nostro paese.
    Giorgio Masciitelli

  177. valter binaghi il 18 gennaio 2008 alle 09:51

    @mascitelli
    lei sa meglio di me che sarebbe molto facile registrare differenze anche sostanziali tra l’attuale papa e il suo predecessore

    Si sbaglia, giorgio. Ratzinger è stato per vent’anni il teologo di riferimento di Woytila, che non ha fatto letteralmente un passo (in materia dogmatica) senza averlo alle spalle. La presunta differenza tra i due è un’invenzione mediatica, costruita ad hoc per motivi di polemica speciosa. S’informi da un buon vaticanista e vedrà. Del resto, anche il Della Loggia, qui:
    http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/01/16/una-sconfitta-del-paese-di-ernesto-galli-della-loggia/

  178. antuàn il 18 gennaio 2008 alle 10:07

    corbezzoli! Nazione Indiana sta diventando un covo di estremisti…
    a.

  179. andrea inglese il 18 gennaio 2008 alle 11:05

    due osservazioni, dopo quasi 180 interventi e un occhio alla rete:
    1) le persone che contestano, le persone che parlano in rete ormai esasperate mostrano non solo di riconoscersi sempre meno nei politici che hanno votato, ma anche nei giornali nazionali che leggono, dove cronisti e opinionisti dicono cose sempre meno condivisibili;

    2) in questi spazi, dove la persone si riprendono in vario modo il diritto di esprimersi, ed esprimono determinati giudizi, intervengono personaggi che, in nome della democrazia, tentano un colpo veramente basso (poco importa che ne siano consapevoli o no); il colpo basso è questo: siamo accusati del fatto stesso di trovare uno spazio, per marginale che sia, in cui finalmente dire quello che pensiamo, interrompendo il flusso omolagato di quello che è bene pensare (a destra come a sinistra); siamo accusati di costituire un “noi”, per magmatico e instabile che sia, che si oppone al “noi” che occupa quasi tutto lo spazio del dire “legittimo”, un dire che si pretende detto in nostro nome;
    non basta che in nessuna pagina di giornale si trovi una valutazione che concordi minimamente con quanto molti di noi sentono, no, dovremmo ancora vergognarci di trovare uno spazio in cui esprimere un accordo “diverso”;

    ps: Giorgio M scrive:
    “dal punto di vista della libertà d’espressione non è successo nulla e non c’è ragione di protestare, si ha ragione a protestare se si parte dal punto di vista della sacralità della figura e della parola del pontefice, per la quale non valgono le regole della normale discussione.”
    Analisi impeccabile. Ma già sufficientemente precisa, perché una parte della classe politica non la capisca nemmeno. E non lo dico con scherno, ma con desolazione.

  180. gina il 18 gennaio 2008 alle 11:30

    scarpe, lingerie, testi integrali…
    (qui dentro è pieno di feti-cisti:)

  181. mauro baldrati il 18 gennaio 2008 alle 12:06

    Stamattina Giovanni Russo Spena, senatore di Rifondazione Comunista, cattolico, ha detto: il Papa ha certamente diritto di parlare come e dove vuole, del resto parla moltissimo e ha spazi enormi di comunicazione sui media; quello che non capisco è la demonizzazione della contestazione, perché contestare è lecito.

  182. valter binaghi il 18 gennaio 2008 alle 12:28

    @Inglese
    Più semplicemente: questo spazio è de noantri?
    Sgraditi interventi in senso opposto?

    @Gina
    L’aderenza al significato delle parole è feticismo del testo?
    Meglio la neolingua di Orwell dove tutto diventa tutt’altro?

  183. gina il 18 gennaio 2008 alle 12:57

    Tutto è già quel che non è, walter, del resto anche ferrara nella sua moratoria internazional feti-cista cita baudrillard (l’omicidio pefetto)
    La lingua è fatta faticcia per giocarci, comunque, a partire dall’etimo del feticcio l’oggetto incantato la fattura e attraverso il codice

    1 TS etnol., forma di religiosità primitiva, consistente nel culto dei feticci
    2 CO fig., adorazione sconsiderata, ammirazione fanatica per qcn. o qcs.: il f. degli adolescenti per i calciatori
    3 TS psic., anomalia sessuale per cui l’eccitamento erotico si determina solo alla vista di parti del corpo o di indumenti non necessariamente legati alla sfera genitale [quadro 12]

    Polirematiche
    feticismo delle merci loc.s.m. TS filos., nel pensiero marxiano, circostanza tipica di una società capitalistica, per la quale la merce non è solo un oggetto fisico, ma assume un valore sociale o antropologico.

  184. gina il 18 gennaio 2008 alle 13:04

    mi scuso per la vidoppia

  185. Lorenzo Galbiati il 18 gennaio 2008 alle 13:25

    @valter

    ho un po’ di domande per te

    “se il pontefice comunicasse soltanto un messaggio universale all’uomo al di fuori di ogni schieramento, ne seguirebbe che le posizioni dei vari pontefici sarebbero del tutto identiche, mentre lei sa meglio di me che sarebbe molto facile registrare differenze anche sostanziali tra l’attuale papa e il suo predecessore, per esempio: il che mi sembra una prova che i papi al pari degli altri uomini sostengano delle opinioni” (mascitelli)

    dato che ribatti, in modo davvero miope e pretestuoso, dicendo che Ratzinger e Wojtyla la pensano uguale su tutto e quindi il discorso di Mascitelli decadrebbe, allora ti chiedo: e Wojtyla la pensava esattamente come Montini?
    Ma dato che potresti rispondere ancora di sì, facciamo un passo avanti logico (e ti sfido a dirmi che così non è) riformulando il pensiero di
    Mascitelli:
    “se il pontefice comunicasse soltanto un messaggio universale all’uomo al di fuori di ogni schieramento, ALLORA NON CI DOVREBBERO ESSERE DIFFERENZE TRA CIò CHE PUò DIRE LUI E CIò CHE PUò DIRE UN IMPORTANTE TEOLOGO VALDESE ROMANO, O IL CAPO RABBINO DI ROMA O IL MULLAH DI ROMA, O IL DALAI LAMA O CHI PER LUI A ROMA, O UN FIlOSOFO ATEO IMPEGNATO A FORMULARE UN’ETICA LAICA E ATEISTA DA LANCIARE COME MESSAGGIO ALL’UMANITà”, giusto?

    E’ così?

    1. Se e così.
    Allora la Sapienza ogni anno, dato che tutte le opinioni hanno diritto di essere ascoltate (sei tu che l’hai scritto, e sapendo bene che qui non si parla di libertà di stampa o di informazione ma di accesso alla Sapienza come oratori per l’inaugurazione dell’anno accademico)
    dovrebbe invitare a turno uno dei suddetti (e mi scuso con i testimoni di Geova, i taoisti ecc.)?
    Sì o no?
    Ma facciamo un altro passo; se tutte le opinioni hanno diritto di essere ascoltate all’inaugurazione dell’a.a della Sapienza, perché invitare solo loro, solo i portatori di messaggi universali che non rappresentano lobby, e non anche scienziati, storici e filosofi ecc. con opinioni personali più o meno discutibili?

    Sei tu infatti che hai scritto:
    “ogni opinione è di parte dal punto di vista laico perchè tutte quante hanno il diritto ad essere ascoltate e nessuna può detenere l’esclusiva.”
    Quanti portatori di opinioni ci sono nel mondo? Qualche miliardo.
    Come fare a invitare tutti? Non si può. Chi fa la selezione? Il rettore. I docenti possono contestare i criteri della selezione? E gli studenti?
    Sì o no?
    Se sì, cosa cambia rispetto a quello che hanno fatto con il papa?
    Se no, allora studenti e docenti non hanno diritto a scrivere al rettore o a manifestare dissenso rispetto a quel che dice il rettore?

    Oppure intendevi dire che hanno diritto a essere ascoltati alla Sapienza solo i portatori di valori universali come Ratzinger, mentre chi ha opinioni personali no?
    E in questo caso, chi decide quali siano i portatori di valori universali e quali i portatori di valori parziali, personali?
    Sempre il rettore? o chi?
    E non si può manifestare dissenso alla scelta del rettore?

    2. Se non è così intendi dire che i “maggiori rappresentanti” delle varie religioni e degli atei
    (non posso dire capi, perchè non esistono equivalenti al capo e monarca assoluto dello stato del Vaticano per le altre religioni, e in questo, al fatto di essere capo di stato, il papa è più vicino a Bush che a un pastore riformato, ti ricordo, caro Valter… se vuoi mettiamoci nel gruppo anche il Dalai Lama, ma la questione non cambia)
    dicevo:
    intendi dire che i “maggiori rappresentanti” delle varie religioni e degli atei non sono portatori “di un messaggio universale all’uomo in quanto tal
    e, non di interessi di lobby o di classe.” (virgolettato tuo)

    Aspetto risposte chiare e precise, Valter, non la solita battuta ironica o la solita laconicità. Sempre che tu voglia confrontarti seriamente.

  186. georgia il 18 gennaio 2008 alle 14:56

    una cosa che credo non sia stata detta qui è che (almeno così ho letto, poi non so se sia vero) nello statuto della sapienza è scritto che è vietato ad un capo straniero tenere la lectio magistralis all’inaugurazione.
    Il papa, anche se è il vescovo di roma, è soprattutto un capo straniero, o no? ;-)

  187. valter binaghi il 18 gennaio 2008 alle 15:21

    Galbiati, ho detto che il capo della chiesa è portatore di un messaggio universale, non ho detto che sia l’unico ad esserlo. Ci sono messaggi rivolti allo stesso destinatario ma diversi nel contenuto, come quello del papa e quello del dalai lama (e comunque diversi non vuol dire contrari). Invece, essendo il papa capo della chiesa cattolica, per definizione la sua posizione in materia dogmatica (non altro) non può essere difforme da quella dei suoi predecessori.
    Certamente, chi fosse interessato a questo genere di cose dovrebbe e potrebbe invitare non solo il papa cattolico. Io non sono il rettore de La Sapienza, bisognerebbe girare a lui la questione: forse, dato il clima e le facili strumentalizzazioni, non è stato opportuno invitarlo.
    La contestazione di cui è fatto oggetto una volta invitato, dimostra invece un rifiuto preconcetto che non sarebbe stato riservato a nessun altro, perchè viene non da chi ha a cuore la laicità, ma da chi vuole esprimere una posizione pregiudizialmente avversa al capo della chiesa cattolica, come è stato ampiamente notato quasi ovunque, più vicina a quella di una setta avversa (quelli dei grembiulini?) che a quella di un laico.

    @giorgia
    E’ vero che è anche il capo di uno Stato del Vaticano, che però si trova in territorio italiano e rappresenta un’autorità morale per molti (se non la maggior parte) degli italiani. Da qui credo il suo trattamento privilegiato nei media e negli inviti. E’ molto semplice, per chi non vuol negare la storia e i fatti.

  188. georgia il 18 gennaio 2008 alle 15:38

    ma dai valter … e perchè mai trattamento particolare, e soprattutto perchè mai una autorità morale religiosa dovrebbe dare le indicazioni per l’anno universitario?
    lo invitino durante l’anno … ci saranno proteste, ma vedrai che potrà parlare. Intanto lo stanno invitando un po’ ovunque … anche a modena e firenze (definita da berlusconi il buco nero della democrazia), non credo possa lamentarsi e fare la vittima.
    Secondo me hanno tutti ragione meno il rettore che dovrebbe proprio dare le dimissioni e anche al più presto.
    geo

  189. georgia il 18 gennaio 2008 alle 15:39

    mi hai chiamata giorgia?????!!!!?????????????????????????????

  190. maria pe' roma il 18 gennaio 2008 alle 15:49

    http://www.romacivica.net/cgilsapienza/Sito%20cgil/Documenti/statuto.html#art09

    per chi volesse trovare la clausola che impedirebbe ad un capo di stato straniero di tenere la lectio magistralis

  191. georgia il 18 gennaio 2008 alle 16:09

    grazie maria … in effetti qui ‘un c’è un tubo su tale divieto, evidentemente chi ha scritto tale cosa ha sbagliato o io ho letto male
    geo

  192. lucio il 18 gennaio 2008 alle 16:33

    Walter Binaghi sbagli, è peggio di come pensi. Non ho desunto (né glossato) ma presunto. Perchè sono prevenuto contro i discorsi di questo Papa. Perchè, ripeto “Da sempre questo Papa ci dice che siamo come le pecore, e come le pecore ci smarriamo se non seguiamo le orme del pastore”. Questa, avrebbe potuto somigliare ad una assunzione quando si è iniziato a conoscere il pensiero di Ratzingher, quindi più di 20 anni fa. Oggi, dopo averlo letto e sentito ad nauseam, posso dire tranquillamente di conoscerne il topos, e non volendo affidare ad altri (ultraterreni o pastori che siano) il peso delle mie scelte e dei miei errori, mi piacerebbe che nessuno tentasse d’ impormi il suo cammino. La luce dei suoi passi non mi interessa, preferisco sbagliare da me.
    E presumo, non desumo, che anche nei prossimi interventi più importanti, il Papa ci dirà di seguire la strada che ci mostra per non perderci.
    E la strada questa volta sarà la 194^. Auguri.
    lucio

  193. valter binaghi il 18 gennaio 2008 alle 17:04

    @georgia
    on my mind

  194. valter binaghi il 18 gennaio 2008 alle 17:06

    @lucio
    Amichevolmente: come fai a essere contento di una prevenzione?
    E’ una limitazione nel giudizio.
    E’ come essere contenti di avere un occhio solo.

  195. episteme il 18 gennaio 2008 alle 17:35

    traggo un piccolo stralcio di discussione dal forum della facoltà di lettere e filosofia della sapienza che, come era prevedibile , è infuocato da dibattiti sull’argomento:

    gipa dice:

    Il problema dei cattolici è che non riescono proprio a concepire la diversità di pensiero…e invece il fronte laico deve tollerare i miliardi regalati dallo stato italiano, le agevolazioni più svariate a sostegno di una sola religione, quella cattolica ovviamente, deve accettare una legge sulla procreazione assistita che è semplicemente medievale, deve accettare che i diritti per le coppie di fatto non esistano (nel resto d’europa sono una solida realtà da tempo), deve rinunciare a fare ricerca sugli embrioni, ecc ecc ecc
    ma come meravigliarsi che una parte degli scienziati sia stufa di tutto questo?
    E anche una parte della società in generale?
    volete sforzarvi di capire che nessuno vuole impedirvi di sposarvi in chiesa e non fare ricerca in un certo modo, ma siete voi che imponete agli altri tante cose (solo per fare qualche esempio, il matrimonio tradizionale, il divieto sull’inseminazione eterologa e sulla diagnosi preimpianto)
    Cerco di mettermi sul vostro piano: io la chiamerei libertà di coscienza, ma anche la vostra religione, non prevede il LIBERO ARBITRIO?Huh?

    shikamaru dice:

    i cattolici non possono imporre nulla se non tramite gli strumenti della democrazia. se in democrazia passa la posizione dei cattolici è perchè esse sono più forti di quelle degli altri soggetti che partecipano al dibattito pubblico. per evitare che ciò accada bisognerebbe escludere i cattolici a priori dal dibattito. ciò non mi sembra nè liberale nè tanto meno democratico.

    feder27 dice:

    sono più forti? negare a coppie di fatto ed omosessuali il diritto di avere diritti sarebbe giusto? ma per piacere… dì piuttosto che si è influenzati dalla Chiesa, sarebbe più onesto intellettualmente

    shikamaru dice:

    la chiesa ha il diritto di dire cosa è giusto e cosa è sbagliato, in relazione a ciò che essa pensa tramite le persone che la compongono. questo è un diritto che ha la chiesa come qualsiasi altra istituzione o persona. che poi tali pensieri risultino vincenti è solo una normale conseguenza del dibattito pubblico,in cui vince l’opinione che risulta più convincente. quella che tu chiami ingerenza è, in realtà, il sacrosanto diritto della chiesa di intervenire nel dibattito pubblico, in quanto istituzione formata da liberi cittadini, i quali sono a loro volta liberissimi di pensare che un agire pubblico coerente con il pensiero cattolico sia il meglio per tutti. chi non è d’accordo con tale tesi deve contrastare i cattolici all’ interno del dibattito pubblico, e non cercare di estrometterli da esso

    e continua

    “spesse volte i cattolici hanno imposto le loro opinioni”: a cosa ti riferisci? comunque anche ciò è successo, i cattolici hanno sbagliato e sicuramente non l’hanno fatto in virtù della loro fede, anche se loro potevano credere il contrario.
    non è vero che nessuno vuole escludere i cattolici dal dibattito, visto che si inneggia continuamente contro le cosiddette ingerenze della chiesa e che al papa non è stato solo detto non siamo d’accordo con te, ma non siamo d’accordo con te quindi n o sei un ospite gradito, per usare un eufemismo, e questo non è nè laico nè democratico.
    il dibattito non è stato aperto dai laici, visto che , come ho appena detto, le posizioni di chi ha iniziato la polemica non sono affatto laiche e che l’essere cattolici non è alternativo con l’essere laici. infatti le istanze dei cattolici portate nel dibattito pubblico non sono fondate sulla fede ma sulla ragione e quindi possono essere accettate anche dai non cattolici.
    è vero che esistono delle verità dogmatiche nella religione cattolica, come in tutte le religioni, ma la religione non si basa solo su dogmi. kant parla di una religione entro i limiti della sola ragione, che il nucleo fondamentale della religione, quello più propriamente razionale, e di una religione ecclesiastica, che è un cerchio più grande in cui possiamo far rientrare anche le verità dogmatiche.

    amarillide dice

    nella primavera 2005 c’è stato un referendum circa gli embrioni e la procreazione assistita. se vi ricordate è stato boicottato dalla maggior parte degli italiani. quanto ai dico, il fatto che ci siano negli altri paesi europei è irrilevante: ogni paese ha le proprie necessità e credo proprio che una grandissima percentuale di nostri concittadini non sarebbe d’accordo (ricordate il family day…). piuttosto dovreste capire voi che non è obbligatorio sposarsi in chiesa.

    la chiesa cattolica non impone niente a nessuno.
    sono atea e rispetto la chiesa ( ahimè troppo tardi ho capito che le due cose non sono inconciliabili) e questo perchè sto capendo cosa significa libertà: se dite di avere una coscienza siate liberi, all’altezza delle vostre opinioni. non si può volere la spiritualità nel mondo e poi sputare in faccia a chi salvaguarda questa spiritualità, si tratti del papa, del rabbino, del maestro buddista, del monaco tibetano…. e se poi siete materialisti, come me, allora non vi influenzi l’opinione altrui: libertà non significa rigidezza e impossibilità a cambiare ma fedeltà ai propri pensieri e coraggio a difenderli senza importunare gli altri.

    direi che ci sono un paio di cervelli funzionanti in mezzo ad un mare di ideologia. speriamo si salvino dallo stillicidio selvaggio dell’ideologia imperante

    tratto da

    http://letterefilosofiasapienza.spaceof.info/forum/index.php?topic=10107.msg115514#msg115514

  196. tashtego il 18 gennaio 2008 alle 18:43

    e se la sapienza si faccesse la sua dannata apertura del fottuto anno accademico senza invitare nessuno?
    senza le telecamere?
    senza veltroni?
    senza ministri e senza papi?
    se la smettessero di mettersi quei ridicoli caffettani e il tocco in testa, se addirittura si abolisse l’apertura dell’anno accademico?
    se si abolisse anche l’anno accademico e lo chiamasse semplicemente anno?
    io il papa lo inviterei metti ad un convegno di bioetica, no a fare la lectio magistralis.
    la lectio magistralis ormai la fanno porci e cani, gente come benigni, per capirsi.
    gli hanno dato la laurea non so quante volte, per meriti come quello di essere attualmente il massimo comico di regime.

  197. valter binaghi il 18 gennaio 2008 alle 18:52

    Tash, essenzialmente sono daccordo.
    La polpetta avvelenata (per tutti) era nell’invito.

  198. Lorenzo Galbiati il 18 gennaio 2008 alle 19:30

    @valter
    Vedo che pur di dire che ogni papa è uguale all’altro, e non è portatore di opinioni e di alcun modo personale di condurre il proprio magistero, ti sei rifugiato nei dogmi: come se BXVI fosse stato invitato a parlare in materia di fede.
    Poi dici che era meglio non invitarlo per evitare strumentalizzazioni.
    NO, era meglio non invitarlo perché non si deve invitare in quell’occasione il capo di una religione o il monarca assoluto di uno stato per quanto piccolo e nemmeno il vescovo di Roma.
    Insomma, non rispondi, svicoli.
    Poi dai il tuo meglio nel finale:
    “La contestazione di cui è fatto oggetto una volta invitato, dimostra invece un rifiuto preconcetto che non sarebbe stato riservato a nessun altro, perchè viene non da chi ha a cuore la laicità,”
    Ma certo!
    Se avessero invitato il mullah di Roma, i ragazzi della Sapienza che ora contestano e i docenti firmatari la lettera l’avrebbero accolto a braccia aperte, con la ola, vero? A maggior ragione se il rettore estensore dell’invito fosse stato musulmano (praticante o meno, non importa, dico per cultura)!
    Come no! Solo il capo della Chiesa non vogliono, gli altri venghino, enghino!
    “ma da chi vuole esprimere una posizione pregiudizialmente avversa al capo della chiesa cattolica, come è stato ampiamente notato quasi ovunque, più vicina a quella di una setta avversa (quelli dei grembiulini?) che a quella di un laico.”
    O magari “pregiudizialmente avversa” al capo di ogni chiesa o religione a oratore all’inaugurazione di anni accademici.
    (Che poi Ratzy stia sulle balle più del Dalai Lama o del mullah di Roma non metto in dubbio, ma prova a mettere ogni giorno nei tg, in discussioni di trasmissioni televisive, in articoli in prima pagina della stampa i discorsi di un mullah (il Dalai non saprei) su donne, omosessuali, aborto, fecondazione assistita ecc. e vedrai che alla Sapienza si reagisce allo stesso modo)
    Ma che “quasi ovunque” non si capisca questo denota che quasi ovunque in Italia si parla di laicità e si è dei pecoroni clericali, credenti o meno.

    Sei tu che ti stai rifugiando in una setta di questo gregge, non so quale: c’è la pavidità di politici e giornalisti di centrosinistra, il clericalismo tutto italiano che ogni volta affiora, anche nei comunisti, e poi nei nuovi integralisti religiosi di cattofascista cultura, nei teocon, o nei teodem o negli atei devoti… e chi più ne ha ne metta…
    Che poi ci siano anche degli atei fanatici, a loro modo integralisti, è altra questione, qui non c’entrano, anche se alcuni dei contestatori della Sapienza possono esserlo, del resto è l’altra faccia della medaglia che i papaboys e gli integralisti cattolici si meritano.
    Ma c’è un dettaglio importante: che siano atei fanatici o meno, che il loro comportamento esorbiti o meno, hanno ragione in ciò che chiedono, mentre gli integralisti religiosi, come quasi sempre, hanno torto – doppiamente e tragicamente torto, dato che l’integralista tradisce in nome della fede la propria fede, lo spirito della propria fede, senza avvedersene.

  199. massey il 18 gennaio 2008 alle 20:11

    l’integralismo si vince con l’ integralismo o c’è un’altra via?

  200. valter binaghi il 18 gennaio 2008 alle 20:22

    Galbiati, chi viene su un post di questo genere in soccorso al vincitore (la maggioranza) è un pecorone, non ci affronta discussioni avendo tutti contro. Quello che dici su religione e fede e laicità è penosamente e grossolanamente sbagliato: consiglio un bigino di filosofia alla voce Tommaso d’Aquino.

  201. valter binaghi il 18 gennaio 2008 alle 21:00

    Aggiungo:

    “Se l’ateismo diventa una religione, meglio tenersi il cattolicesimo”
    L’ha detto Franco Piperno, uno che a voialtri dovrebbe piacere più di Ratzinger.

  202. The O.C. il 18 gennaio 2008 alle 21:30

    Giusto, tash.

    Non sarebbe grandioso – dico seriamente grandioso – se alla Sapienza mandassero all’aria i concorsi, i ricorsi e le cooptazioni? Se i ricercatori si battessero per vere assunzioni dirette, come funziona nella realtà? Così sapientoni e sapientini avrebbero meno tempo per le cleri-chiacchiere e più tempo per l’impact factor e il fund raising. Invece i giovani ricercatori arrabbiatini, che aspettano un posticino dai loro vecchi professoroni arrabbiatoni, si battono uniti contro il Papa e contro il precariato. Mi sa che bisognerebbe ristabilire un po’ di priorità, dentro l’università.

    Leggo: “i fisici antiratzingeriani, ancora offesi e umiliati a diciassette anni di distanza, sembrano essersi fidati dell’enciclopedia on line Wikipedia e hanno acriticamente preso la citazione credendo che proprio quello fosse il pensiero espresso dall’«oscurantista» futuro Papa. Il quale, invece, aveva espresso un’altra posizione, prendendo proprio le distanze da quei ripensamenti e non facendoli assolutamente propri.”

    wikipedia, you toube, beppe manetta

    ((( NI? “le persone che contestano, le persone che parlano in rete ormai esasperate mostrano non solo di riconoscersi sempre meno nei politici”)))

    viva la gilda, o-oh.

  203. Sergio il 18 gennaio 2008 alle 21:31

    Su questo link potete trovare oltre al discorso del Papa (Colleoni aveva già messo il link del Corriere) il pensiero di Ratzinger su Galileo e sul rapporto fede e scienza.

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/186421?ref=hpchie

  204. Lino Maso il 18 gennaio 2008 alle 21:34

    ragazzi binaghi ha ragione, il daquino è quasi meglio del pachistano, si fuma che è una meraviglia, va giù come niente, ma attenzione che a dosaggi elevati può risultare letale

  205. Lino Maso il 18 gennaio 2008 alle 21:39

    gli esempi in questo tre d non mancano, come è facile veri ficare, l’ultimo in ordine di arrivo mi sembra oc, fresco fresco di full immerscion nella summa

  206. lucio il 18 gennaio 2008 alle 21:47

    Valter, come fai a decidere che ne sia contento?
    E’ una falsificazione nel giudizio.
    E’ come essere contenti di vedere quello che non c’è.
    lucio

  207. beccalossi il 18 gennaio 2008 alle 21:52

    tashtego, sono d’accordo. e quando dici che il papa potrebbe essere invitato ad un convegno sulla bioteica, sono ancora più d’accordo. era questo che volevo dire quando speravo che papa e altri studiosi si scontrassero/incontrassero su questioni di sostanza.

    propongo pure di sostituire gli ermellini con volpi finte, per piacere alla PETA.

  208. chicca il 18 gennaio 2008 alle 22:44

    ma quei pochi dell’università invece di pensare al Papa non potevano pensare di manifestare contro questo paese che va a rotoli? Oppure non se ne sono accorti?

  209. Colleoni il 18 gennaio 2008 alle 23:29

    Il papa “rappresenta un’autorità morale per molti (se non la maggior parte) degli italiani. Da qui credo il suo trattamento privilegiato nei media”. [by Bynaghy]

    Greggio fa oltre 10 milioni di ascolto a sera: dove li trovi 10 milioni a messa la domenica?

  210. valter binaghi il 18 gennaio 2008 alle 23:50

    Infatti le due cose non coincidono. Io stesso non sono praticante assiduo, ma la cultura e la teologia cristiana sono per me come per molti l’unico senso possibile alla mia esperienza del mondo e della storia, oltre che al dramma personale di me in quanto singolo.

  211. valter binaghi il 18 gennaio 2008 alle 23:54

    @Lino Maso
    Col daquino ti consiglio tè alla menta, e un pizzichino di maria santissima.
    Vedrai che riacquisti coraggio: ti togli il nick e fai vedere il tuo bel faccino.

  212. Lino Maso il 19 gennaio 2008 alle 00:45

    caro binaghi col tè alla menta a dire la verità non l’avevo mai provato, con la maria invece spesso e volentieri quasi tutti i giorni, sperimenterò anche quest’altra variante. comunque se ti facessi ogni tanto una sana risata potresti correre tutti i rischi del mondo tranne quello di diventare palloso come lumi&namenti. prendi esempio da tascego invece che lui ride sempre, soprattutto quando riemerge da una full immerscion nell’opera omnia di anselmodaosta che tiene sempre sul comodino. una volta l’ho visto contendere a inglese una rarissima edizione delle prediche di maister eccart che avevano scambiato per la collezione completa di mister no o martin mistèr adesso non ricordo.

    p.s.

    il mio bel faccino lo conosce solo oc, che io gli apparisco in sogno ogni notte con la maschera di sigieridibrabante.
    ciàu bonetti, stàme ben.

  213. Lorenzo Galbiati il 19 gennaio 2008 alle 01:23

    Valter Binaghi,
    svicoli di nuovo,
    del resto cerchi la consolazione della religione, cosa che ha poco a che fare con la ricerca della verità, quella che vorrebbe infondere BXVI agli studenti della Sapienza: peccato che lui non sappia più cos’è da tempo.

    E scusa, sai, ma di Tommaso d’Aquino so più io in quanto a laicità nel XXI secolo.

    Poi parli di teologia cristiana, ecco, bravo, forse chissà prima o poi capirai anche che
    -il cattolicesimo di Ratzinger è solo un tipo di teologia cattolica, dato che esiste anche una ricerca teologica cattolica che non coincide con quella ratzingeriana ossia vaticana, anche se Ratzy ha cercato di annullare la discussione e la ricerca teologica – e c’è quasi del tutto riuscito – quando era Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, imponendo la linea vaticana e mettendo a tacere i teologi dissenzienti
    -la teologia cattolica di Ratzinger, non è la teologia cristiana, basta leggere un po’ i valdesi per capire che la religione cristiana è oramai cosa a sè stante dalla fede cristiana e poco c’entra con essa.

    A questo proposito consiglio a tutti l’opinione dei valdesi sul caso, ossia i pochi veri cristiani italiani che sanno cosa sia la laicità e la distinzione tra fede cristiana e religione cattolica (e io non sono valdese, e cmq ci sono anche cattolici del dissenso che sanno queste cose, peccato vengano emarginati)

    http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/index.php?id=653

    Interessante anche questo video, come emblema del fanatismo cattolico oramai imperante tra la maggior parte dei cattolici, a partire dalla gerarchia ecclesiale.

    http://www.youtube.com/watch?v=Va533YjJ84I

  214. Lousatumular il 19 gennaio 2008 alle 02:03

    “Se l’ateismo diventa una religione, meglio tenersi il cattolicesimo”

    Beh, a quanto pare sono le religioni che pervertono le idee. se le si tramuta in leggi, meglio cambiare Stato… levare le tende.
    Prendere il tricolore, appenderlo al chiodo o riporlo in un cassetto.

    Riporre in un cassetto il tricolore appeso al chiodo.

    Dispiace per quelli che rimangono: amici, parenti, persone stimate…
    Gli altri ahimè, che si godano la quotidiana razione di broda di cui loro stessi sono ingredienti.

    Rassegnato al ritorno del papa-re.
    Pappare.
    Pappappero pa. è pah façam figas

  215. valter binaghi il 19 gennaio 2008 alle 02:05

    Galbiati, a valdesi e simili in tema di laicità chiedi un po’ se si ricordano di Michele Serveto.

  216. andrea inglese il 19 gennaio 2008 alle 09:53

    Binaghi dove averne letti un certo numero, mi guardo bene da leggere tutti i tuoi infiniti commenti. Ma non ti viene mai il sospetto di esserti trasformato inconsapevolmente in un troll, in un troll di dio, in un magnifico ossesso angelico? Grazie al vostro dio con cui ci rompete le tasche, ci siamo anche noi che ve lo rispediamo al mittente: e questo ti riempie di senso la vita, ti dà di che scrivere, di che saltare da un commennto all’altro, siglandolo con la VB del tuo nome veritativo. Dicci “grazie che esistete” ogni tanto.

  217. valter binaghi il 19 gennaio 2008 alle 11:01

    Anche tu dovresti ringraziare noi cattolici, Inglese.
    Dopo esservi ingoiati il nemico di classe e convertiti alla mistica dei diritti individuali, vi resta almeno un bersaglio grosso per lo schioppetto.

  218. gina il 19 gennaio 2008 alle 11:07

    noi cattolici

    Campagna tu boca fondamental
    http://www.mujeresdelsur.org.uy/campana/libro_esp7.htm

    En la mira de los fundamentalismos está la persona, sus deseos y sus proyectos de vida. Están los símbolos que pongan de manifiesto la disidencia. Está la palabra que pueda hacer frente al verbo incontestable. Están nuestros cuerpos, los territorios reales y virtuales.
    http://www.mujeresdelsur.org.uy/campana/libro_esp3.htm

    No podemos ignorar el fundamentalismo de la Iglesia Católica Romana porque es un peligro para dos valores de vital importancia del movimiento progresista: el estado laico y los derechos de las mujeres, especialmente los relacionados con la libertad sexual y reproductiva.
    http://www.mujeresdelsur.org.uy/campana/libro_esp6.htm

    (frances kissling, donna, cattolica : http://www.catholicsforchoice.org/news/pr/2.20.07FKDeparture.asp)

  219. georgia il 19 gennaio 2008 alle 12:09

    beh andrea non mi sembra che binaghi scriva più degli altri :-), però scontato che valter vi debba dire grazie di esistere, io direi che anche voi dovreste dire a lui grazie di esistere, e non perchè io condivida quello che vb scriva o pensi, anzi mi guardo bene dal farlo, ma perchè l’esistenza di uno che pensa diverso è sempre una ricchezza, e soprattutto mi sembra un genere in rete in via di estinzione :-).
    Un grazie da parte mia a chi ha il coraggio di non essere allineato al pensiero dominante di rete :-)))))).
    geo

  220. The O.C. il 19 gennaio 2008 alle 12:51

    Tra gina e giorgina non metter l’inglesina.

  221. massey il 19 gennaio 2008 alle 15:13

    @inglese
    il grande matematico integralista Volterra avrebbe disapprovato

  222. GiusCo il 19 gennaio 2008 alle 16:06

    Andrea, come gia’ detto in qualche tuo articolo precedente, un grosso problema del sapere orizzontale collettivo e’ l’indistinta possibilita’ di citazione bibliografica ed estrapolazione fuori dai contesti, a suffragio di ipotesi spesso deboli. Questo appoggiarsi a frasette di pensatori canonizzati e’ una parodia del metodo sperimentale, facilmente attaccabile anche da chi studioso non e’. Binaghi entra in questi buchi come un piccolo megafono bianco che sfrutta la debolezza del discorso; puoi levartelo dalle palle solo se alzi la soglia di complessita’.

    Questo tuo articolo e’ invece utile perche’ mette in luce il problema sostanziale del circo della doxa italiana: chi esercita il diritto di parola non ha migliori titoli di chi egual diritto non ce l’ha. I vari Ezio Mauro, Galli Della Loggia, Paolo Mieli, Magdi Allam, Bruno Vespa e quanti altri tuttologi opinion makers, non hanno un’ idea sostanziale di quello su cui discutono; dunque un qualsiasi discorso che parta da un assunto preciso (come la lettera dei professori contro il papa), diventa caciara e ridda di cazzatine politico/ideologiche, in attesa del nuovo discorso (Mastelleide e rapporto politica-magistratura) che ripeta il ciclo. Il calderone unico nel quale viene impastata la vulgata quotidiana, vede sempre i medesimi protagonisti: i capi di schieramento, i capi di partito, i rispettivi subalterni, qualche ministro, le prefiche della grande informazione, i megafoni dell’informazione su piu’ piccola scala, i notabili delle realta’ locali. E’ questa occupazione militare della doxa su grande scala che rende impossibile la responsabilita’ individuale, l’individuazione delle soluzioni e la loro messa in pratica. Una gigantesca produzione di fumo, neanche di buona qualita’.

  223. rose il 19 gennaio 2008 alle 17:31

    @lumina: non mi sembra che qualcuno abbia vietato – ma posso sbagliare – al papa di andarci, se voleva.
    è stato il papa che a questo punto non se l’è sentita di andarci.

    Infatti sbagli, qualcuno ha vietato e come, e se il papa , visto la piega che aveva preso la legittima contestazione , fosse andato alla sapienza magari scortato dalla polizia, con l’assedio sonoro in aula magna come promesso , e fuori probabili tafferugli tra il collettivo e gli studenti di comunione e liberazione probabilmente si sarebbe parlato di atto arrogante e irresponsabile.

    Il papa rinunciando alla visita ha fatto una scelta politica molto accorta, spiazzante, al punto che anche tra i professori firmatari c’è chi, come per esempio Marcello Cini , ha considerato il suo gesto come atto di sensibilità.

    La questione dell’essere o meno vittima dunque è clamore mediatico agito da destra e da sinistra senza reale fondamento.

    Il papa non poteva che rinunciare , e facendolo in un certo senso ha vinto la partita meglio che se fosse stato presente, più che la sua astuzia ha giocato in questo la poca lungimiranza di chi non lo voleva.

    Riguardo alla parola dei comuni cittadini a fronte di chi detiene potere, ho molto apprezzato garufi ,perchè sollevare la questione nel modo generico e scontato come ha fatto l’autore dell’articolo mi pare abbastanza ipocrita.

    Anche qui dentro le parole non sono tutte uguali. Suvvia

    Rose

  224. The O.C. il 19 gennaio 2008 alle 17:59

    “un grosso problema del sapere orizzontale collettivo e’ l’indistinta possibilita’ di citazione bibliografica ed estrapolazione fuori dai contesti”. Ciertameeente.

  225. Lucy il 19 gennaio 2008 alle 18:01

    Non so in che paese vivi tu Rosa, ma l’ipocrisia sta proprio nel difendere la libertà d’espressione dei più forti e di dimenticarsi di quella dei più deboli. Cosa che accade ogni giorno. L’ipocrisia significa predicare bene e razzolare male. Volere la libertà di mercato e operare il monopolio. Dire di rispettare lo stato italiano come qualsiasi altra persona e usare l’autorità di capo di una chiesa per ottenere trattamenti di riguardo. Questa è l’ipocrisia. Ma forse non viviamo nello stesso mondo.

  226. tashtego il 19 gennaio 2008 alle 19:05

    binaghi tu credi.
    va bene.
    per me siamo a posto così.
    (come direbbe maurizio milani, mio recente idolo).

  227. andrea inglese il 19 gennaio 2008 alle 20:06

    a georgia
    se non mi curassi delle differenze, non scriverei un pezzo cosi che, con tutti i limiti del pezzo polemico, ha senso perché fa affiorare un’ulteriore differenza rispetto a quelle più “visibili” e “legittimate”. Una differenza che non era manifesta, e che taglia “diversamente” la geografia di posizioni rispetto a quelle messe in scena dai media generalisti, ad esempio.
    Da qui in poi si apre la disputa, che implica nel migliore dei casi approfondimento delle proprie e delle altrui posizioni. Nel peggiore all’argomentazione si sostituiscono battute, slogan, che alla fine hanno il puro valore della firma. Di un segno astratto d’identità. Una sorta di grado zero della disputa: dove ognuno sbandiera semplicemente il proprio stendardo: “qui oro”, “qui rosso”, “qui viola”, ecc.

  228. lucio il 19 gennaio 2008 alle 20:34

    Mi trovo perfettamente d’accordo con gli ultimi interventi di Georgia e Andrea Inglese, e riguardo all’importanza che viene attribuita alla presenza di interventi non allineati, aggiungo che anche se personalmente posso sbagliare rispondendo a unpadresenzafamiglia, in effetti ogni intervento può rivelarsi uno stimolo per l’approfondimento di un aspetto del tema trattato.
    Insomma incuriosito dalla “setta dei grembiulini” che (secondo Valter) sarebbero con i miscredenti alla Odifreddi, gli unici contenti del fatto che il Papa abbia declinato l’invito del Rettore dell’Università, ho “perso un po’ di tempo” in internet e ho scoperto che fino a qualche anno fa, nonostante la scomunica, molti grembiulini stavano dentro al Vaticano. Ed erano “preti” molto potenti, come:
    Jean Villot (Segretario di Stato, matr. 041/3, iniziato a Zurigo il 6/8/66, nome in codice Jeanni), Agostino Casaroli (capo del ministero degli Affari Esteri del Vaticano, matr. 41/076, 28/9/57, Casa), Paul Marcinkus (43/649, 21/8/67, Marpa), il vicedirettore de «L’osservatore Romano» don Virgilio Levi (241/3, 4/7/58, Vile), il cardinale Roberto Tucci (direttore di Radio Vaticana, 42/58, 21/6/57, Turo), il cardinale Ugo Poletti vicario di Roma, il cardinale Sebastiano Baggio, monsignor Donato De Bonis dello Ior, monsignor Pasquale Macchi segretario di Paolo VI.
    Oltre a questi, negli anni ’70, secondo Carmine “Mino” Pecorelli, in Vaticano ce n’erano altri 122. Questi nomi divennero noti anche perchè nel ’78 per errore era stato eletto un vero prete, Albino Luciani.
    E oggi? Niente paura, per non correre rischi nell’ ’83 il Vaticano ha tolto la scomunica all’iniziazione.
    lucio

  229. tashtego il 19 gennaio 2008 alle 20:42

    Non so su che cosa dovrebbe ancora svolgersi la disputa, Inglès.
    Già si è svolta, qui e altrove, un’infinità di volte.
    Non porta a nulla.
    Anche in questo, come in tutti i campi, valgono solo i rapporti di forza.
    In questo caso si tratta di forza mediatica.
    E della forza di una tremenda inerzia mentale, etica, cognitiva, che impregna il GR.

  230. valter binaghi il 19 gennaio 2008 alle 20:56

    @lucio
    Ottimo ed esatto. In effetti, i grembiulini hanno pilotato quasi tutta la storia degli ultimi die secoli. Non potevano farlo, senza cavalli di troia.

  231. georgia il 19 gennaio 2008 alle 20:58

    ma lo so andrea che ti curi delle differenze, non c’è bisogno di dirlo, sono stata un po’ polemica perchè mi scoccia che si dia a qualcuno di troll se non lo è, altrimenti poi quei non-troll li si sentono obbligati a dimostrare che non lo sono e diventano troppo bravi e … sinceramente a me scoccerebbe se valter diventasse troppo bravo :-)) perchè le sue idee non mi piacciono quasi mai, però, anche se non condivido le sue posizioni, NON è un troll, tutto qui, non è neppure stupido e soprattutto non mi sembra che intervenga più di altri anzi.
    Ad ogni modo anche ad esser cattolici non capisco come possa piacere ‘sto papa golpista che si è creato l’elezione negli anni del pontificato di wojtyla, approfittando della sua malattia (e infatti è stato velocemente eletto) e che ora cerca di entrare nelle università per intervenire nei centri della formazione della cultura, se poi consideriamo che la cultura (scientifica e non) alla sapienza è allo sfascio è facile anche capire con quanta facilità sarebbe facile penetrarci. Io non sono anticlericale (non lo sono per niente) ma non amo i cattolici in prima linea con fini di sfondamento, non amo questo papa che sta smontando mattone dopo mattone tutto quello costruito dopo il concilio vaticano II.
    Detto questo la cosa è stata gestita malissimo, tirando fuori cose che potevano non essere tirate fuori come galileo, e forse ha fatto una grande pubblicità a questo papa addirittura più di una lectio magistralis.
    geo

  232. alanina il 19 gennaio 2008 alle 21:09

    tranquilli, il papa o chi lo rappresenta è presente in TUTTI i dibattiti sulla bioetica.
    nel Comitato Nazionale di Bioetica, per dire, sei membri su trenta fanno parte di università cattoliche, e il presidente in carica fino all’anno scorso (tra mille polemiche) era un membro della Pontificia Accademia per la Vita.

  233. lucio il 19 gennaio 2008 alle 23:42

    Georgia, ancora una volta sottoscriverei tutto quello che dici. Aggiungerei solamente che Galileo è stato tirato in ballo perchè secondo Ratzinger (nel 1990) da li partiva una linea diretta che giungeva fino alla bomba atomica. Poi, sulla gestione della cosa che, si, poteva essere gestita meglio, ma da parte di chi? Era tutta una documentazione interna e … non riesco più a leggere su questo schermo luminoso, scusami. Buonanotte.
    lucio

  234. harzman il 20 gennaio 2008 alle 13:20
  235. The O.C. il 20 gennaio 2008 alle 14:59

    “Ad ogni modo anche ad esser cattolici non capisco come possa piacere ’sto papa golpista che si è creato l’elezione negli anni del pontificato di wojtyla, approfittando della sua malattia (e infatti è stato velocemente eletto) e che ora cerca di entrare nelle università per intervenire nei centri della formazione della cultura, se poi consideriamo che la cultura (scientifica e non) alla sapienza è allo sfascio è facile anche capire con quanta facilità sarebbe facile penetrarci”.
    Qui si sanax.

  236. The O.C. il 20 gennaio 2008 alle 15:00
  237. Lino Maso il 20 gennaio 2008 alle 15:20

    Caro oc, se continui di questo passo, il posto lasciato vacante da superciuk non te lo toglie nessuno…

  238. georgia il 20 gennaio 2008 alle 16:28

    harzam se non sbaglio radio maria ha avuto problemi persino con il vaticano, sì è da ricovero :-)))

  239. emanuel ride il 20 gennaio 2008 alle 20:53

    verramente complimenti per questio articolo molto atento a le ragioni del altri, e ai comentattori molto poco di parte, ne parlero domani a universita ali studienti come exemplo di toleranzia tra diferenti idee. bon courage!

    emanuel

  240. Lousatumular il 21 gennaio 2008 alle 00:52

    Una grande prova di ecumenismo, di dialogo, di intelligenza, di correttezza. Il papa-re nell’angelus di oggi ha dimostrato quanto il potere della chiesa sia solo economico, finanziaro e che la tanto vantata “verità” sul mondo, sulla vita, sull’uomo, siano solo chiacchiere di chi, credendo di essere infallibile, non riesce a vedere oltre ai propri interessi.
    Davanti ai suoi sostenitori critica i suoi oppositori, rinuncia al confronto e, convinto, ne esce vicente. Vicente perchè è padrone, un re mediatico che non possiede televisioni, radio e giornali, ma “anime” di chi in quei settori ci lavora…

    Ha fatto davvero una figura da scolaretto. Incapace di rispondere a contestazioni, alla controparte, all’antitesi.

    Se si trovasse di fronte il demonio cadrebbe in tutte e tre le tentazioni, il nostro caro amato vicario di Cristo.

    Invece di legare, di ricucire lo strappo, di curare la ferita, gira il suo dito con anello nella piaga.
    In un paese diviso come l’Italia, questo è solo un danno.

    In futuro potrà avere il nostro rispetto?
    Pensa solo ai propri interessi, in un paese frammentato come l’Italia, con altri problemi, ha la capacità di trascinare l’intero paese, grazie ai suoi servi, in dibattiti teorico-anacronistici.

    Onestamente quando vedo quella folla in piazza san Pietro, mi chiedo: ma perchè non se ne stanno un po’ con i piedi per terra?

  241. harzman il 21 gennaio 2008 alle 07:30

    l’ipocrisia diffusa, lou, e soprattutto il conformismo, il conformismo – che a quanto pare non è sempre soltanto il ben noto e strisciante conformismo progressista…

  242. The O.C. il 21 gennaio 2008 alle 12:48

    Caro Lous, tanto per capire, come si risponde all’antitesi?

  243. Lousatumular il 21 gennaio 2008 alle 14:39

    Cercando di arrivare ad una sintesi che tenga in considerazione anche le ragioni di chi l’ha contestato (in questo caso). Cosa che non mi sembra sia stata fatta. Se contestano ci sarà un motivo, non può essere tutto “campato in aria”, non può essere una lobby anticlericale etc etc…
    Ormai la chiesa dovrebbe aprirsi al mondo, alla modernità, al progresso, alla scienza e cercare risposte alle domande dell’uomo di questa epoca.
    La battaglia che conducono contro la scienza, il progresso e i costumi, mi sembra anacronistica. Aborto, eutanasia, pacs, fecondazione assistita fanno parte di questa società, il barricarsi dei cattolici nella propria morale, estendendola ad altri attraverso la legge non apre al dialogo, ma solo alla contestazione e all’intolleranza

    Il papa abusa del suo potere, della sua posizione storico-culturale per lanciare messaggi, che non sono di pace e dialogo, bensì di divisione e rafforzamento della propria parte, sia ideologica che materiale…
    Penso che l’Italia sarà destinata ad un regime catto-catto-cattolico che lascerà profonde, profondissime ferite nella società italiana…

    Conformismo e ipocrisia saranno all’ordine del giorno…

  244. georgia il 21 gennaio 2008 alle 14:44

    anna setari nel suo blog ha segnalato questa tabella dei radicali con i dati della presenza dei rappresentanti cattolici nei telegiornali
    geo

  245. lucio il 21 gennaio 2008 alle 15:53

    Nel frattempo… i 67, che giovedì erano diventati 700, oggi sono 7000. PetitionOnline
    lucio

  246. valter binaghi il 21 gennaio 2008 alle 19:41

    Dai che tra un po’ ce la fate. Per una crociata ne bastano ancora solo un po’: il problema è chi paga i trasporti? Sempre i grembiulini?
    (capisci, noi di queste cose ne sappiamo).

  247. lucio il 21 gennaio 2008 alle 23:45

    Vuoi pagare tu?
    lucio

  248. valter binaghi il 22 gennaio 2008 alle 01:07

    per fare chiasso con uno striscione in mano? abbiamo già dato, e gratis.

  249. lucio il 22 gennaio 2008 alle 09:16

    Valter, ma allora cosa vuoi?
    lucio

  250. Lousatumular il 22 gennaio 2008 alle 10:53

    Visto che paghiamo l’acqua al Vaticano e tutto il resto, sarebbe ora che anche loro pagassero qualcosa, chissà, potrebbero finanziare la crociata che finalmente li farà sprofondare nell’abisso da cui sono venuti.
    Nel frattempo Bagnasco afferma che l’Italia è un Paese “sfilacciato, frammentato”, “ridotto a coriandoli”.

    Inoltre afferma che le autorità italiane hanno sconsigliato la visita del papa.

    é comunque un caso fortuito che il governo stia cadendo in seguito ad un personaggio e al suo partito dalle chiare posizione democristiano-clericali-antiabortiste-profamily…

    Che scelgano da che parte stare, la chiesa pare abbia già scelto…

  251. georgia il 22 gennaio 2008 alle 12:19

    ad ogni modo il governo non aveva sconsigliato proprio nulla, ma aveva garantito la protezione (come di dvere) anche se da proteggere non c’era proprio nulla, se il papa ha desistito lo ha fatto perchè perchè desistere era più politico che insistere. E bagnasco è più un generale stratega (tra l’altro molto competente come generale) che un religioso.

  252. andrea inglese il 23 gennaio 2008 alle 12:33

    E’ intanto nato “Appello Laico” il blog di solidarietà ai docenti della Sapienza a difesa della laicità del sapere
    http://appellolaico.wordpress.com/

    Mi sembra un luogo di vera discussione, in cui sono considerate con attenzione anche le posizioni di critica alla Lettera dei docenti.



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