Un quiz editoriale

20 gennaio 2008
Pubblicato da

Christian Raimo ha pubblicato questo quiz editoriale sul primoamore. Grande, e qualcosa rivela sullo “stato dell’arte”. La soluzione – l’ho indovinata semplicemente scorrendo, appare d’incanto – via dunque, senza aiuti di alcun tipo, sennò son buoni tutti, su, un po’ di sana e ludica competizione… Provatevi, se vi piace, e rendicontate qui sotto.

49 Responses to Un quiz editoriale

  1. The O.C. il 20 gennaio 2008 alle 14:53
  2. marco rovelli il 20 gennaio 2008 alle 16:42

    Avverto che i commenti vincitori sono messi in attesa di approvazione in modo da non chiudere subito questo bel gioco… ;-) – saranno ripristinati quando una sufficiente schiera si sarà presa la sua soddisfazione…

  3. Lino Maso il 20 gennaio 2008 alle 16:54

    Io voto la soluzione di O.C., mi sembra la più migliore.

  4. cf05103025 il 20 gennaio 2008 alle 17:05

    Li ha scritti tutti mio cugino Ernesto, ecco,
    sotto pseudonimi occultissimi
    MarioB.

  5. Alcor il 20 gennaio 2008 alle 20:27

    Io non ho capito.

  6. Lino Maso il 20 gennaio 2008 alle 21:13

    “Io non ho capito”.

    Rallegrati, cara, ti sei “salvata”.

  7. lambertibocconi il 20 gennaio 2008 alle 22:25

    Sono tutti pubblicati negli anni 2000.

  8. massey il 20 gennaio 2008 alle 22:39

    non ne ho letto neanche uno

  9. fetus il 20 gennaio 2008 alle 23:34

    non c’è ombra di letteratura….

  10. sparz il 21 gennaio 2008 alle 00:29

    in tutti i titoli manca la lettera y :-)

  11. Alberto Sordo il 21 gennaio 2008 alle 00:34

    Siete lontani. Credetemi, è impressionante.

  12. vito il 21 gennaio 2008 alle 00:53

    hanno tutti lo stesso numero di pagine?

  13. l'incompetente il 21 gennaio 2008 alle 07:48

    la mia soddisfazione
    ma anche la mia risposta
    è che
    io
    non ne lessi manc’uno d’essi.

  14. Al il 21 gennaio 2008 alle 10:31

    son tutte minchiate.

  15. eccì il 21 gennaio 2008 alle 10:58

    stampa su carta riciclata gr. 80

  16. borisbattaglia il 21 gennaio 2008 alle 11:18

    tutti gli autori ci hanno in saccoccia la tessera di giornalista

  17. alessandra il 21 gennaio 2008 alle 11:24

    c’è sempre Veltroni di mezzo…

  18. l.r. carrino il 21 gennaio 2008 alle 12:26

    :O
    No, non ci credo. Qualcuno lo conosco, l’autore, o ho sentito parlare del libro in questione.

    Ma non ne ho letto nemmeno io.

    ‘gnurant’ che so’

  19. paolo il 21 gennaio 2008 alle 13:14

    Temo che abbiano tutti la prefazione di Veltroni.
    (però non ho controllato)

  20. tashtego il 21 gennaio 2008 alle 14:53

    cazzo, è vero!
    sono tutti pre-fatti (mi rifiuto di scrivere “prefati”) da veltroni!
    stupefacente!
    propongo di istituire un osservatorio etologico dedicato esclusivamente a veltroni, come omaggio implicito alla sua ormai non discutibile grandezza.

  21. tashtego il 21 gennaio 2008 alle 15:02

    nel ringraziare raimo per averci fornito un dato così rilevante, rilancio con un altro quiz, che, giuro, non è una domanda retorica (nel senso che non ho la risposta):

    perché nel nostro Paese quasi tutti quelli che raggiungono un certo livello di potere lo usano in primis per rendersi ridicoli?

    (oppure è dappertutto così?)

  22. elena rosa il 21 gennaio 2008 alle 15:06

    beh a me quel tipo lì toglie il respiro tutto in una volta. è il mago delle parole
    e poi le vende a cinque lire.
    ma magari sotto a certe macerie e certi ridicoli bisonti c’è del muschio indisciplinato che cresce per i fatti suoi.

  23. elena rosa il 21 gennaio 2008 alle 15:10

    hei tashtego ho usato ridicoli anch’io e non ti avevo visto. beh è una buona telepatia.

  24. vincenzo il 21 gennaio 2008 alle 16:35

    è mostruoso.

  25. ziggy il 21 gennaio 2008 alle 19:24

    non ho letto nessuno di questi libri, ho letto solo le prefazioni.
    ho vinto quaccheccosa?

  26. Chapucer il 21 gennaio 2008 alle 20:05

    cosa si vince di buono?

  27. Chapucer il 21 gennaio 2008 alle 20:14

    cazzo!

  28. Chapucer il 21 gennaio 2008 alle 20:15

    ha!
    ma allora funzione!
    la mia era una prova, non mi prendeva il commento

  29. Alessandro Raveggi il 21 gennaio 2008 alle 20:53

    La distinzione tra una prefazione qualsiasi ed una di Veltroni è che la prima di norma contiene un messaggio, la seconda di norma un massaggio.

  30. Water Nostro il 21 gennaio 2008 alle 22:47

    Grazie per l’apprezzamento, ragazzi, lo so che qui da voi gioco in casa, ma i complimenti fanno sempre piacere, non c’è che dire.

    Per ringraziarvi vi regalo lo scup dell’anno: sto scrivendo la prefazione al *mio* prossimo libro. Il titolo? “Ma Stella era il suo nome?”.

    Subito dopo la pubblicazione, parto per l’Africa. Spero tanto che Raimo voglia essere della partita: come prm non è male.

    Alla prossima tornata.

    Water Nostro (cioè Vostro)

  31. Gunale il 22 gennaio 2008 alle 00:21

    la Repubblica (21 gennaio 2008)
    L’annuncio di Mastella cade sull’Unione con l’effetto di una doccia gelata. […]. Poi, sempre dall’entourage del premier, fanno sapere di aver appreso la notizia dalle agenzie, sottolineando così lo sgarbo istituzionale dell’ex ministro. Tutti i leader politici della maggioranza lasciano gli impegni (Veltroni abbandona la presentazione di un libro di monsignor Fisichella)…
    To be continued

  32. Cristoforo Prodan il 22 gennaio 2008 alle 02:42

    Non per fare l’avvocato d’ufficio di Veltroni – che, allo stato attuale, non so ancora se voterò -, tuttavia penso che come sindaco di Roma abbia fatto più di ogni altro sindaco di qualsiasi altra giunta precedente, di sinistra e non.
    Roma è cresciuta parecchio negli ultimi anni, in tante direzioni, e si è “modernizzata”. Non mi vergogno di dire che Walter Veltroni è stato un buon sindaco. Un sindaco che ha fatto anche molto per la cultura in questa città. Da qui forse la sua segreta ambizione di “scrittore” e il suo presenzialismo nelle prefazioni e presentazioni di libri. Devo dire, per onestà, che la “colpa” in ciò è comunque – almeno al 50% – da ricercarsi in chi queste prefazioni e presentazioni gli chiede (editori, scrittori in cerca di fama, eccetera).
    Chissà per quale strano motivo in Italia quando si tratta di sparare sulla cultura ci si accanisce particolarmente. Allez hop! Tirez sur le pianiste!

  33. sabrinamanca il 22 gennaio 2008 alle 09:48

    Credevo fosse amore Roma e invece era un suo sindaco…

  34. sabrinamanca il 22 gennaio 2008 alle 09:49

    Credevo fosse Roma ecc.ecc.

  35. Gesù Cristo il 22 gennaio 2008 alle 10:34

    Veltroni è Satana.

  36. M.A. Stella il 22 gennaio 2008 alle 11:27

    vorrei partecipare anch’io al guiz su weltroni, ma prima devo chiedere l’autorizzazzione al bagnasco. a tra poco

  37. […] dramma dovere sperare nel prefatore […]

  38. Alcor il 22 gennaio 2008 alle 14:38

    Ma come avete fatto a scoprire che sono prefati da veltroni?

    a) pensate continuamente a veltroni e vorreste essere prefati da lui
    b) siete stati a vostra volta prefati da veltroni e le riconoscete
    c) avete perso il tempo della vostra vita a cercarli su internet
    d) avete perso il tempo della vostra vita a cercarli in libreria

    per a) non le scrive lui e ha un negro
    per b) non le scrive lui e ha un negro

    per c) avete fatto male
    per b) avete fatto male

    Quanto a veltroni, tash, non si rende affatto ridicolo, si rende simpatico, è questa la vera malattia del nostro paese, i simpatici.

  39. Lino Maso il 22 gennaio 2008 alle 15:13

    Cara Alcor, io sono arrivato alla soluzione seguendo un’altra strada: non avendone letto nemmeno uno, ho capito subito che poteva averli pre-fatti solo Veltroni.

    Comunque, riguardo alla tua griglia, la mia opzione è la a): almeno per quanto riguarda me stesso. Il problema è che non ho ancora iniziato a fare lo scrittore, ma già mi piacerebbe avere una sua prefazione al libro che potrei scrivere (e che spero di non scrivere mai).

  40. tashtego il 22 gennaio 2008 alle 16:02

    caro prodan che tenero che sei nel credere in una roma “modernizzata” da veltroni.
    il recente catalogo della mostra sulla pop art ha tre o quattro prefazioni a cascata: rutelli, marrazzo, gasbarra, veltroni: tutti lì, simpaticamente a pre-fare, nessuno che si domandi perché farlo, a che serve, che figura ci faccio, eccetera.
    @alcor
    basta cercare almeno due di quei titoli con google e constatare la presenza del Nostro: il resto è deduzione.
    ma sono molte più di quelle, le prefazioni.

  41. Cristoforo Prodan il 23 gennaio 2008 alle 01:23

    Caro tashtego, io a Roma ci vivo dalla bellezza di 45 anni (cioè da quando ci sono nato, all’ospedale San Camillo per la precisione). E mi ricordo persino di quando c’era il democristiano Clelio Darida a sindaco (poi inquisito, poi scagionato: come tutti quelli della casta). Un periodo in cui a Roma per boycottare gli scioperi degli autisti dell’Atac si facevano girare le camionette dell’esercito per trasportare la gente. E in parecchie zone c’erano ancora le baracche (non quelle dei campi nomadi, ma quelle dei romani meno abbienti), che solo col buon Petroselli sono state smantellate.

    Non è per spirito di polemica, ma io i cambiamenti a Roma li ho visti, e di persona. E se a Roma le giunte di sinistra sono durate tanti anni, nonostante il Vaticano, nonostante il Vaticano sottolineo, forse qualche motivo ci sarà pure stato.

    Poi in una città iperpopolata e grande come Roma è quasi fisiologico che i problemi siano infiniti, e se ne aggiungano sempre di nuovi (i nomadi appunto, i migranti, i cittadini stranieri, ecc.).

    Le prefazioni di Veltroni sono un problema? Basta non leggerle, e non leggere i suoi libri. Qual è il problema dunque?

    Certi piccoli amori…

  42. M. A. Stella il 23 gennaio 2008 alle 12:14

    Visto che si parla tanto di Walter, vi do una notizia in anteprima assoluta: il Nostro, in coppia con Franceschino, parteciperà al prossimo festival di San Remo (con buone possibilità di vittoria finale) con un pezzo, già scritto da mesi, dal titolo “Minchia, signor Clemente”.

  43. Alcor il 23 gennaio 2008 alle 15:27

    Nel 1995 Stefano Del Re ha pubblicato un’intervista a Veltroni che si Intitola La bella politica ed è uscita per Rizzoli.
    E’ lì che ho cominciato a diffidare, il suo essere sempre “giusto” il suo dire sempre la cosa “giusta”, non so perché, (anzi lo so) mi ha resa diffidente.
    Ma la di là delle mie idiosincrasie e delle mie diffidenze, e della sensazione che ci fosse un vetro smerigliato tra quello che diceva e quello che era, di recente l’ho ritrovato e mi ha colpito rileggere un paio di risposte al gioco della torre. Ad esempio, chi salverebbe tra Occhetto e D’Alema?

    “Tutti e due.Mi butto io. Decidano loro.”

    Tra Mastella e Casini?

    “Salvo Casini”

    Ma soprattutto:

    Come definisce il programma che ci ha delineato: socialdemocratico, liberaldemocratico, liberale o in un altro modo?

    “La definizione l’abbiamo data in questa conversazione:il programma della crescita giusta”

    e continua:

    “…credo che nel futuro di questo paese ci sarà un partito democratico. Non so se lo vedrò io o la generazione prossima. Non lo so perché non riesco a immaginare l’evoluzione del sistema politico italiano. Se si tornerà al proporzionale i partiti si moltiplicheranno. Se si andrà invece avanti verso il bipolarismo vero sarà giocoforza immaginare e costruire due grandi formazioni politiche di centro destra e centrosinistra. Le coalizioni sono un passaggio verso questo approdo. …Nessuno si allarmi, dunque. Nessuno pensi che parliamo di oggi o domani. Credo che saranno le cose a spingere in questa direzione. …Il tempo saprà consolidare intese programmatiche e persino sintonie di valori, tra culture diverse. …nessuno dica: Veltroni propone il Partito democratico. Semmai è giusto dire che prevedo il partito democratico.”

    Insomma, chapeau! Che le sue previsioni fossero giuste o le sue capacità di lavoro, come invece credo, eccezionali, tredici anni fa diceva così. Vedremo, certamente è un tessitore.

    E anche tutte queste prefazioni sono fili del tessuto.

  44. M. A. Stella il 23 gennaio 2008 alle 17:22

    Rimane il fatto, però, che molti copioni li scrive insieme a bagnasco, autore tra l’altro del testo della canzone che presenterà a sanremo.

  45. elena rosa il 23 gennaio 2008 alle 23:50

    io resto convinta che dal punto di vista culturale faccia un lavoro mediocre, fatto male, fatto per parlare a un pubblico il più vasto possibile e quindi pieno di segni riconoscibili e parole facili.
    ha steso una melassa sapiente, questo sì. ed è un pericolo enorme per la cultura, mi sa di egemonia, di una politica infiltrata, di pianificazione verso il basso. di velatissimo controllo. di controllo. di togliere i rami che vogliono troppo andare per i fatti propri, di noi siamo dalla parte giusta.
    assomiglia così tanto a berlusconi. troppo. quello là usa i soldi questo usa anche la cultura.
    l’ultima volta che l’ho sentito parlare era insicuro, lento, pieno di contraddizioni. il successo gli arriva anche per questo, in periodi di difficoltà le persone tendono a credere ai fanatici e forse anche agli apatici.
    e poi un’altra cosa, roma non è l’italia, e se sai gestire il cineforum del prenestino non hai portato nulla di nuovo a milano. e sassari resta sempre oltre il mare.

  46. dafne il 24 gennaio 2008 alle 15:19

    caro raimo,

    che bello tanto sciorinare di bravura e cultura libraria. nel suo ricerca, copia e incolla, prenda nota tuttavia del fatto che “Terra del mio sangue” è di Antjie Krog, contrariamente quanto da lei indicato.

    buon prosieguo di alte ricerche,

    dafne tre

  47. Nazione Indiana » » Citare le fonti il 30 gennaio 2008 alle 15:06

    […] Raimo ci ha fatto notare, nel suo divertente quiz editoriale pubblicato qui e poi commentato qui. Ma di Raimo, nell’articolo di Mastrantonio, neppure l’ombra. Solo un generico […]

  48. don Ab-bondi il 1 febbraio 2008 alle 21:46

    Veltroni fa cultura? e dove la mettiamo l’introduzione del Berluska a all’elogio della follia di erasmo da rotterdam?

  49. Ascolta una cretina il 12 febbraio 2008 alle 22:55

    Per quanto mi riguarda, non mi fido di uno che distribuisce prefazioni.



indiani