Lampo di genio: Pasquale Panella

25 gennaio 2008
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lampo.jpg

Ho mentito che t’amavo
Capiscimi
avrei voluto versarmi
sul tuo viso, sul tuo petto
come crema umana
invece la mia voce parlava
Avrei voluto tu fossi
fango, una melma
nella quale affondare
soffocando
Invece, restando in superficie,
ci dicevamo a parole l’amore
come due vacanzieri nuotando
(nell’acqua le bracciate
sono come all’asciutto
gli abbracci: ci fanno
galleggiare…Anche le gambe
tu a delfino io a rana,
e nella stessa acqua)

Avrei voluto speronarti
entrando in te,
le braccia nelle braccia,
le gambe nelle gambe
come in una tuta
da meccanico con la chiusura
lampo serrata come il mare
sul nostro affondamento
Invece vociavo senz’acqua
nella bocca, anzi, ricordo,
poi, dopo, bevevamo
da una bottiglia l’acqua
che, fresca, accanto a noi
si intiepidiva sapendo
di temperatura umana…
Con l’acqua in bocca per volerla bere
perdemmo l’occasione di annegare
e di tacere…

Pasquale Panella
da poema bianco(IriEd, Roma)

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14 Responses to Lampo di genio: Pasquale Panella

  1. gianni biondillo il 25 gennaio 2008 alle 12:09

    Sono molto preso dall’idea che infine ci incontreremo.

    ;-)

  2. Francesca il 25 gennaio 2008 alle 14:14

    Sono molto presa.
    Punto.

  3. véronique vergé il 25 gennaio 2008 alle 15:26

    Trovo l’immagine originale, rossa viva. Mi fa pensare al gesto sensuale dell’ uomo che va a toccare la pelle, l’apertura lenta del desiderio.
    Un amore di divorazione:
    “versarmi sul tuo viso;
    avrei voluto speronarti…”
    E’ un desiderio di fare pelle con l’amante, di scambiare pelle, di fare il corpo spirito.
    Un amore quasi religioso (hostie).

  4. Chapucer il 25 gennaio 2008 alle 15:55

    è molto bella….

  5. anfiosso il 25 gennaio 2008 alle 18:30

    Perché l’avete postata qui?
    Per sfottò?

  6. furlen il 25 gennaio 2008 alle 19:17

    pardon?
    effeffe

  7. franz krauspenhaar il 26 gennaio 2008 alle 00:26

    Sinceramente, questi versi mi sembrano una broda a temperatura umana…

    Panella non mi ha mai convinto.

    Buona notte.

  8. l.r. carrino il 26 gennaio 2008 alle 02:58

    una parola che si fa carne, difettosa e difettata, sfertilizzazione sintattica, un raggiungimento.
    a me piace, e pure assai.

  9. dege il 26 gennaio 2008 alle 20:05

    canzonette. a un certo punto lucio battisti decise di fare una scelta alla ciccio ingrassia, il quale – dopo amarcord – lasciò franco franchi e andò incontro a un flop colossale. battisti lasciò mogol in cerca del suo fellini. credette di trovarlo in panella. credo che se ne avesse avuto il tempo sarebbe tornato con mogol, come alla fine, per la gioia di tutti, fece ciccio con franco.

  10. sundancekyd il 27 gennaio 2008 alle 21:05

    Anch’io presto o tardi l’incontrerò, il Panella. Ci scommetto – e del resto mi garberebbe, lo ammetto.

  11. silvietta2712 il 28 gennaio 2008 alle 11:14

    Quante volte si perde l’occasione per tacere…….

  12. Elio Grasso il 29 gennaio 2008 alle 10:01

    Dove si trovano queste edizioni IriEd? qualcuno ne sa qualcosa?
    Elio Grasso

  13. fenix il 29 gennaio 2008 alle 10:55

    La poesia non mi piace molto, ma “ci dicevamo a parole l’amore” mi ha emozionato. Solo panella puo’ dire cose cosi’.

  14. furlen il 29 gennaio 2008 alle 14:56

    @elio
    P.P. mi ha detto che in libreria si poteva ordinare. se non dovesse funzionare così glielo chiedo direttamente.
    effeffe



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