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	Commenti a: Hitler di Giuseppe Genna	</title>
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		<title>
		Di: Valinskij		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-88477</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valinskij]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 23:35:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me il libro di Genna non ha fatto impazzire, ma la recensione di Cortellessa mi ha fatto sobbalzare! Un attacco personale in pieno (&quot;la limitatezza delle sue risorse stilistiche&quot;, &quot;scrittore improbabile&quot;, &quot;mezzi Miserabili&quot;) condito da un&#039;affermazione falsa già nella terza riga che fa sorgere qualche dubbio sulla buona fede di Cortellessa. Affermare che il libro è stato fatto uscire proprio il 27 gennaio, giorno della memoria, fa aumentare il sospetto di un&#039;operazione commerciale in piena regola. Io ho comprato il libro il 14 gennaio, in una libreria qualunque. Forse è solo un particolare, però...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me il libro di Genna non ha fatto impazzire, ma la recensione di Cortellessa mi ha fatto sobbalzare! Un attacco personale in pieno (&#8220;la limitatezza delle sue risorse stilistiche&#8221;, &#8220;scrittore improbabile&#8221;, &#8220;mezzi Miserabili&#8221;) condito da un&#8217;affermazione falsa già nella terza riga che fa sorgere qualche dubbio sulla buona fede di Cortellessa. Affermare che il libro è stato fatto uscire proprio il 27 gennaio, giorno della memoria, fa aumentare il sospetto di un&#8217;operazione commerciale in piena regola. Io ho comprato il libro il 14 gennaio, in una libreria qualunque. Forse è solo un particolare, però&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Plessus		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-88034</link>

		<dc:creator><![CDATA[Plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 22:17:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I puntuali pareri su Hitler, contrastati e contrastanti, sono finalmente giunti e purtroppo non sono riusciti ad indirizzarmi positivamente alla lettura del romanzo. Giugenna è un grande, grandissimo pensatore, ma il suo stile di scrittura &quot;emotivo&quot; mi risulta difficile. 
A proposito dello stile e della leggibilità di un testo proprio lui ha qualcosa da dire su carmilla, oltre ad offrire altri interessanti spunti di riflessione: http://www.carmillaonline.com/archives/2008/02/002528.html#002528 :
“Va assaltato un testo che cede all&#039;idea di autocensura in nome della leggibilità, quale monomandatario che permetterebbe al testo stesso di inserirsi nel vettore unico della vendibilità. Bisogna inserire autenticità, scavo di sé e ricerca nei saperi…”
Ho letto Medium. Dice la quarta di copertina: è un libro che viene proposto senza mediazione tra lo scrittore e il lettore. E’ vero, non solo dal punto di vista commerciale. Nel testo, può darsi che mi sbagli, ma appaiono secondarie, rispetto al copioso flusso intimo, “allo scavo di sé, alla ricerca dei saperi”, i due più potenti strumenti di mediazione tra lo scrittore e e il lettore: la formattazione e lo stile, come forme espressive. La priorità per Genna in Medium, coerentemente con quanto da lui affermato, è consegnare - offrire genuinamente e generosamente - la verità interiore direttamente al lettore. 
Penso peraltro sia possibile accedere alla verità dell’autore ed “alla lettura che si trasforma in incanto” anche scorrendo pagine scritte con con mezzi stilistici semplici, tramite una prosa priva di insistite iterazioni o di eccessi d’enfasi (Binaghi più sopra). Senza che rischi di configurare un monstrum paratattico (Cordelli sul Corriere della sera) e, in finale, di trasformarsi nel classico armadio a tre ante: importante, “esorbitante” e pesante.
La doppia morte di Quincas l’aquaiolo di Amado non c’entra nulla con Hitler, ma con la lettura che si trasforma in incanto tramite mezzi stilistici semplici, sì. 
Perlomeno nei romanzi: leggibilità, grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I puntuali pareri su Hitler, contrastati e contrastanti, sono finalmente giunti e purtroppo non sono riusciti ad indirizzarmi positivamente alla lettura del romanzo. Giugenna è un grande, grandissimo pensatore, ma il suo stile di scrittura &#8220;emotivo&#8221; mi risulta difficile.<br />
A proposito dello stile e della leggibilità di un testo proprio lui ha qualcosa da dire su carmilla, oltre ad offrire altri interessanti spunti di riflessione: <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2008/02/002528.html#002528" rel="nofollow ugc">http://www.carmillaonline.com/archives/2008/02/002528.html#002528</a> :<br />
“Va assaltato un testo che cede all&#8217;idea di autocensura in nome della leggibilità, quale monomandatario che permetterebbe al testo stesso di inserirsi nel vettore unico della vendibilità. Bisogna inserire autenticità, scavo di sé e ricerca nei saperi…”<br />
Ho letto Medium. Dice la quarta di copertina: è un libro che viene proposto senza mediazione tra lo scrittore e il lettore. E’ vero, non solo dal punto di vista commerciale. Nel testo, può darsi che mi sbagli, ma appaiono secondarie, rispetto al copioso flusso intimo, “allo scavo di sé, alla ricerca dei saperi”, i due più potenti strumenti di mediazione tra lo scrittore e e il lettore: la formattazione e lo stile, come forme espressive. La priorità per Genna in Medium, coerentemente con quanto da lui affermato, è consegnare &#8211; offrire genuinamente e generosamente &#8211; la verità interiore direttamente al lettore.<br />
Penso peraltro sia possibile accedere alla verità dell’autore ed “alla lettura che si trasforma in incanto” anche scorrendo pagine scritte con con mezzi stilistici semplici, tramite una prosa priva di insistite iterazioni o di eccessi d’enfasi (Binaghi più sopra). Senza che rischi di configurare un monstrum paratattico (Cordelli sul Corriere della sera) e, in finale, di trasformarsi nel classico armadio a tre ante: importante, “esorbitante” e pesante.<br />
La doppia morte di Quincas l’aquaiolo di Amado non c’entra nulla con Hitler, ma con la lettura che si trasforma in incanto tramite mezzi stilistici semplici, sì.<br />
Perlomeno nei romanzi: leggibilità, grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87926</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 14:11:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[O GiuGenna mente in tutto e per tutto nelle interviste e nel sito e i suoi recensori gli reggono il gioco, oppure credo sia legittimo pensare di avere un&#039;opinione sull&#039;IMPIANTO del romanzo visto quanto se ne è parlato.
NB - adoro molti libri di Genna e non sto squalificando questo suo romanzo non ancora letto, dico solo che ora come ora, partirei male a leggerlo, perché non mi convincono le sue ipotesi per come le ha enunciate. Forse sarò piacevolmente smentito in lettura.
Di Littel, letto e meditato, invece non mi convincono proprio le interpretazioni dei recensori, che secondo me non raggiungono il cuore del romanzo e non sottolineano le pecche narrative.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>O GiuGenna mente in tutto e per tutto nelle interviste e nel sito e i suoi recensori gli reggono il gioco, oppure credo sia legittimo pensare di avere un&#8217;opinione sull&#8217;IMPIANTO del romanzo visto quanto se ne è parlato.<br />
NB &#8211; adoro molti libri di Genna e non sto squalificando questo suo romanzo non ancora letto, dico solo che ora come ora, partirei male a leggerlo, perché non mi convincono le sue ipotesi per come le ha enunciate. Forse sarò piacevolmente smentito in lettura.<br />
Di Littel, letto e meditato, invece non mi convincono proprio le interpretazioni dei recensori, che secondo me non raggiungono il cuore del romanzo e non sottolineano le pecche narrative.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Andrea Grassini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87918</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Grassini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 13:17:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Sono anch’io dell’opinione che l’impianto del romanzo di Genna sia MOLTO più assolutorio per la nostra coscienza rispetto a quello di Littel&quot;

Opinione legittima, ma se non sbaglio poche righe più sotto dici di non averlo letto, quello di Genna, e allora come fai ad affermare una cosa del genere??]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sono anch’io dell’opinione che l’impianto del romanzo di Genna sia MOLTO più assolutorio per la nostra coscienza rispetto a quello di Littel&#8221;</p>
<p>Opinione legittima, ma se non sbaglio poche righe più sotto dici di non averlo letto, quello di Genna, e allora come fai ad affermare una cosa del genere??</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Paolo Stanese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87917</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Stanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 12:12:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono anch&#039;io dell&#039;opinione che l&#039;impianto del romanzo di Genna sia MOLTO più assolutorio per la nostra coscienza rispetto a quello di Littel, Littel offre meno appigli - e non mi stupisce la reazione di chi caparbiamente ne va in cerca per esorcizzare il potenziale nazista in agguato dentro ciascuno di noi. I difetti di Littel sono più di svolgimento romanzesco che di ipotesi di lavoro. 
Il problema con Genna, invece, è che ti assenti due giorni dal web e ti perdi inevitabilmente la pagina in cui lui ti spiega perché il Non-essere può essere (Hitler), oppure perché il nazismo è il portato terminale dell&#039;umanesimo occidentale: ti trovi capovolti anni e anni di mattoncini lego diligentemente impilati a scuola in una pagina web perduta, e senti che non hai le energie per buttarti nella lettura di un romanzo di 600 pagine basato su ipotesi mal digerite (da te lettore).
Altrimenti, leggendo, rischi di prendere la cartapesta per cartapesta, e non per scenografia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono anch&#8217;io dell&#8217;opinione che l&#8217;impianto del romanzo di Genna sia MOLTO più assolutorio per la nostra coscienza rispetto a quello di Littel, Littel offre meno appigli &#8211; e non mi stupisce la reazione di chi caparbiamente ne va in cerca per esorcizzare il potenziale nazista in agguato dentro ciascuno di noi. I difetti di Littel sono più di svolgimento romanzesco che di ipotesi di lavoro.<br />
Il problema con Genna, invece, è che ti assenti due giorni dal web e ti perdi inevitabilmente la pagina in cui lui ti spiega perché il Non-essere può essere (Hitler), oppure perché il nazismo è il portato terminale dell&#8217;umanesimo occidentale: ti trovi capovolti anni e anni di mattoncini lego diligentemente impilati a scuola in una pagina web perduta, e senti che non hai le energie per buttarti nella lettura di un romanzo di 600 pagine basato su ipotesi mal digerite (da te lettore).<br />
Altrimenti, leggendo, rischi di prendere la cartapesta per cartapesta, e non per scenografia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giuseppe Iannozzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87867</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Iannozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 10:08:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dimenticavo. Giusto è che segnali in appropriata sede le mie riflessioni, riviste e corrette là dove presentavano imprecisioni, circa i risvolti di copertina:

http://biogiannozzi.splinder.com/post/15858028/Hitler+%C3%A8+morto%2C+e+a+me+mi+pia#15858028

Chi vuole puo&#039; leggerle. Io non mi offendo. :-)

Grazie. E buona domenica a tutti/e.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo. Giusto è che segnali in appropriata sede le mie riflessioni, riviste e corrette là dove presentavano imprecisioni, circa i risvolti di copertina:</p>
<p><a href="http://biogiannozzi.splinder.com/post/15858028/Hitler+%C3%A8+morto%2C+e+a+me+mi+pia#15858028" rel="nofollow ugc">http://biogiannozzi.splinder.com/post/15858028/Hitler+%C3%A8+morto%2C+e+a+me+mi+pia#15858028</a></p>
<p>Chi vuole puo&#8217; leggerle. Io non mi offendo. :-)</p>
<p>Grazie. E buona domenica a tutti/e.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giuseppe Iannozzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87863</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Iannozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 08:44:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ maro&#039;...

Obbe&#039;, tutto qui? :-)
Per quel che mi riguarda puoi continuare all&#039;infinito ad imbrattare NI di parolacce. Ti lasciano libero, quindi continua pure. :-) Però secondo me puoi far di meglio, lo dico per te, perché mi dispiace leggere che ti butti via così dando davvero il minimo sindacale. Dài, continua, tira fuori tutto il tuo sicuramente ricchissimo turpiloquio. Ce la puoi fare. Io tifo per te. :-D]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ maro&#8217;&#8230;</p>
<p>Obbe&#8217;, tutto qui? :-)<br />
Per quel che mi riguarda puoi continuare all&#8217;infinito ad imbrattare NI di parolacce. Ti lasciano libero, quindi continua pure. :-) Però secondo me puoi far di meglio, lo dico per te, perché mi dispiace leggere che ti butti via così dando davvero il minimo sindacale. Dài, continua, tira fuori tutto il tuo sicuramente ricchissimo turpiloquio. Ce la puoi fare. Io tifo per te. :-D</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maro'...		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87861</link>

		<dc:creator><![CDATA[maro'...]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 01:51:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il bello di questa discussione è che Iannozzi, al solito, non avrà letto né fest né kerscio.
Bella anche &#039;sta cazzata &quot;senz&#039;ombra di dubbio&quot; (giammai!):

&quot;Posso invece dire senz’ombra di dubbio che chi non ha visto e non ha ancora letto Shoah di Lanzmann non potrà avere una visione realisticamente critica del nazismo e dei campi di concentramento.&quot;

Come dire che &quot;Se questo è un uomo&quot; non è servito a una sega. Ma vaffanculo, va.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il bello di questa discussione è che Iannozzi, al solito, non avrà letto né fest né kerscio.<br />
Bella anche &#8216;sta cazzata &#8220;senz&#8217;ombra di dubbio&#8221; (giammai!):</p>
<p>&#8220;Posso invece dire senz’ombra di dubbio che chi non ha visto e non ha ancora letto Shoah di Lanzmann non potrà avere una visione realisticamente critica del nazismo e dei campi di concentramento.&#8221;</p>
<p>Come dire che &#8220;Se questo è un uomo&#8221; non è servito a una sega. Ma vaffanculo, va.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giuseppe Iannozzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87847</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Iannozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 19:39:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Joachim Fest: perché dovrei ritenere la sua biografia su Hitler la più importante?
Preferisco la monumentale biografia di Ian Kershaw “Hitler: 1889-1936-1936-1945&quot;. Ritengo che Fest sopravvaluti Hitler, gli dà troppa enfasi dimenticando il contesto sociale. Ian Kershaw descrive alla perfezione Hitler e il contesto sociale proprio facendo di Hitler l&#039;epicentro della Storia, cosa che non fa invece il più tradizionale e sorpassato Fest, anche se più immediato e di più facile lettura. 
Comunque ho letto solo i risvolti di copertina, che non mi hanno per niente convinto. Joachin Fest incluso. E sinceramente spero che Giuseppe Genna abbia preso in esame anche altri testi, oltre alla (sorpassata) biografia di Fest. 

Postilla: La caduta, il film basato su &quot;Gli ultimi giorni di Hitler&quot; di Joackin Fest, anche quello non mi ha convinto, per niente. Lo ritengo un filmetto, ma non per colpa degli attori... per colpa della sceneggiatura che sopravvaluta Hitler. Sinceramente ritengo &quot;La caduta&quot; un film pericoloso, non adatto a tutti, neanche a molti maggiorenni, proprio perché di Hitler viene data una immagine fin troppo esaltata dimenticando completamente il contesto sociale. 

Non posso dire se sia vero che Claude Lanzmann sia in ogni pagina di questo libro, non dai risvolti di copertina, anche se mi sembra una esagerazione pretestuosa asserire che &quot;ricamare con la finzione sulla ferita che ha marchiato a fuoco il Novecento sarebbe osceno, come ha detto Claude Lanzmann, l’autore di &#039;Shoah&#039; che ispira ogni pagina di questo libro.&quot; Posso invece dire senz&#039;ombra di dubbio che chi non ha visto e non ha ancora letto Shoah di Lanzmann non potrà avere una visione realisticamente critica del nazismo e dei campi di concentramento.  

P.S.: Mi pare fosse stato proprio Genna, forse in maniera provocatoria, a recensire per primo partendo dalle alette dei libri. Sì, mi pare proprio di sì. E&#039; stato proprio lui, perlomeno in tempi recenti e &quot;miserabili&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Joachim Fest: perché dovrei ritenere la sua biografia su Hitler la più importante?<br />
Preferisco la monumentale biografia di Ian Kershaw “Hitler: 1889-1936-1936-1945&#8243;. Ritengo che Fest sopravvaluti Hitler, gli dà troppa enfasi dimenticando il contesto sociale. Ian Kershaw descrive alla perfezione Hitler e il contesto sociale proprio facendo di Hitler l&#8217;epicentro della Storia, cosa che non fa invece il più tradizionale e sorpassato Fest, anche se più immediato e di più facile lettura.<br />
Comunque ho letto solo i risvolti di copertina, che non mi hanno per niente convinto. Joachin Fest incluso. E sinceramente spero che Giuseppe Genna abbia preso in esame anche altri testi, oltre alla (sorpassata) biografia di Fest. </p>
<p>Postilla: La caduta, il film basato su &#8220;Gli ultimi giorni di Hitler&#8221; di Joackin Fest, anche quello non mi ha convinto, per niente. Lo ritengo un filmetto, ma non per colpa degli attori&#8230; per colpa della sceneggiatura che sopravvaluta Hitler. Sinceramente ritengo &#8220;La caduta&#8221; un film pericoloso, non adatto a tutti, neanche a molti maggiorenni, proprio perché di Hitler viene data una immagine fin troppo esaltata dimenticando completamente il contesto sociale. </p>
<p>Non posso dire se sia vero che Claude Lanzmann sia in ogni pagina di questo libro, non dai risvolti di copertina, anche se mi sembra una esagerazione pretestuosa asserire che &#8220;ricamare con la finzione sulla ferita che ha marchiato a fuoco il Novecento sarebbe osceno, come ha detto Claude Lanzmann, l’autore di &#8216;Shoah&#8217; che ispira ogni pagina di questo libro.&#8221; Posso invece dire senz&#8217;ombra di dubbio che chi non ha visto e non ha ancora letto Shoah di Lanzmann non potrà avere una visione realisticamente critica del nazismo e dei campi di concentramento.  </p>
<p>P.S.: Mi pare fosse stato proprio Genna, forse in maniera provocatoria, a recensire per primo partendo dalle alette dei libri. Sì, mi pare proprio di sì. E&#8217; stato proprio lui, perlomeno in tempi recenti e &#8220;miserabili&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87836</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 17:12:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2008/02/07/hitler-di-giuseppe-genna/#comment-87836</guid>

					<description><![CDATA[Finito. L&#039;ho trovato artisticamente pregevole (con qualche riserva sull&#039;eccesso di enfasi e l&#039;iterazione insistita), anche più disciplinato e quindi maturo di &quot;Dies Irae&quot;, ma ideologicamente discutibile. Il discorso è complesso: se qualche amico qui me la posta, tenterò una recensione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finito. L&#8217;ho trovato artisticamente pregevole (con qualche riserva sull&#8217;eccesso di enfasi e l&#8217;iterazione insistita), anche più disciplinato e quindi maturo di &#8220;Dies Irae&#8221;, ma ideologicamente discutibile. Il discorso è complesso: se qualche amico qui me la posta, tenterò una recensione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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