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	Commenti a: Un mutamento di clima &#8211; 1	</title>
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		<title>
		Di: CAPSICUM		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/03/06/un-mutamento-di-clima-1/#comment-89334</link>

		<dc:creator><![CDATA[CAPSICUM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 23:58:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[informazione tecnica, confermo, è quello che manca e che viene tenuto nascosto il più possibile da chi ha tutto l&#039;interesse a fare confusione nelle teste della gente, a sfruttare il terrore primordiale di essere uccisi a tradimento, mentre si è indifesi, ammalati. Ma perché nessuno rompe questo muro? perché la morte fa paura e della morte non si vuole parlare, alla morte non si vuole pensare. Neppure in punto di morte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>informazione tecnica, confermo, è quello che manca e che viene tenuto nascosto il più possibile da chi ha tutto l&#8217;interesse a fare confusione nelle teste della gente, a sfruttare il terrore primordiale di essere uccisi a tradimento, mentre si è indifesi, ammalati. Ma perché nessuno rompe questo muro? perché la morte fa paura e della morte non si vuole parlare, alla morte non si vuole pensare. Neppure in punto di morte.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/03/06/un-mutamento-di-clima-1/#comment-89332</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 20:12:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io vorrei vivere in un paese dove invece di preoccuparsi di zittire questo o quello (perchè ha troppo potere mediatico), si elaborassero argomenti efficaci per persuadere o, se non se ne trovano, ci si ponessero seri dubbi sulla tesi sostenuta. Un paese di filosofi? Ma anche no.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io vorrei vivere in un paese dove invece di preoccuparsi di zittire questo o quello (perchè ha troppo potere mediatico), si elaborassero argomenti efficaci per persuadere o, se non se ne trovano, ci si ponessero seri dubbi sulla tesi sostenuta. Un paese di filosofi? Ma anche no.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Tiziana		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/03/06/un-mutamento-di-clima-1/#comment-89331</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 18:34:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@lorenzo
proprio per i tre punti da te citati, è necessaria una legge. Il silenzio delle istituzioni, nonostante la Costituzione, lascia medici e malati nel &quot;limbo&quot; dell&#039;incertezza.
@luminamenti
sono convinta che il tuo punto di vista è condiviso fra tanti cattolici. Peccato che resti inascoltato dalle alte &quot;sfere&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@lorenzo<br />
proprio per i tre punti da te citati, è necessaria una legge. Il silenzio delle istituzioni, nonostante la Costituzione, lascia medici e malati nel &#8220;limbo&#8221; dell&#8217;incertezza.<br />
@luminamenti<br />
sono convinta che il tuo punto di vista è condiviso fra tanti cattolici. Peccato che resti inascoltato dalle alte &#8220;sfere&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lorenzo Galbiati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/03/06/un-mutamento-di-clima-1/#comment-89329</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 18:23:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Tiziana, 
&quot;Dalla sentenza che assolve il dr Riccio, si evince che, non una persona esterna, ma un medico ha “il dovere di assecondare la volontà del paziente&quot;

Questo però dovrebbe significare che i medici dell&#039;ospedale in cui era ricoverato Welby non hanno fatto il loro dovere.
Eppure non mi pare siano stati in qualche modo ammoniti.
Quindi credo che la questione sia più complessa, concretamente, da quanto si evince dalla sentenza.
Si può dire che 
1. c&#039;è un vuoto legislativo in materia?
2. che un altro medico che faccia quel che ha fatto Riccio rischi un processo simile al suo?
3. che un medico può rifiutarsi di interrompere o sospendere la terapia, in casi ANALOGHI a quello di Welby, senza ricorrere in nessuna sanzione? E in casi DIVERSI da quello di Welby qual è la prospettiva?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Tiziana,<br />
&#8220;Dalla sentenza che assolve il dr Riccio, si evince che, non una persona esterna, ma un medico ha “il dovere di assecondare la volontà del paziente&#8221;</p>
<p>Questo però dovrebbe significare che i medici dell&#8217;ospedale in cui era ricoverato Welby non hanno fatto il loro dovere.<br />
Eppure non mi pare siano stati in qualche modo ammoniti.<br />
Quindi credo che la questione sia più complessa, concretamente, da quanto si evince dalla sentenza.<br />
Si può dire che<br />
1. c&#8217;è un vuoto legislativo in materia?<br />
2. che un altro medico che faccia quel che ha fatto Riccio rischi un processo simile al suo?<br />
3. che un medico può rifiutarsi di interrompere o sospendere la terapia, in casi ANALOGHI a quello di Welby, senza ricorrere in nessuna sanzione? E in casi DIVERSI da quello di Welby qual è la prospettiva?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/03/06/un-mutamento-di-clima-1/#comment-89328</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 17:06:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non penso che tutti coloro che aderiscono a una confessione religiosa o si definiscono credenti la pensino come una parte delle gerarchie vaticane. Sappiamo che nella pratica molti cattolici si comportano e credano diversamente dalle gerarchie vaticane. 
Personalmente condivido le posizioni del professore Veronesi, che definisco un laico non anti-clericale. 
Spero che presto si faccia questo testamento biologico e spero di non dover più assistere ad agonie come quelle di Welby. Mi preoccupa molto l&#039;idea che compito del medico debba essere proteggere la vita! Un medico dovrebbe curare e guarire. Certo, attraverso queste due pratiche si protegge anche la vita. Ma la vita, proprio perchè non la riduco a un fatto esclusivamente biologico, non può essere misurata sulla pelle di chi la vive come materia da difendere in quanto biologica. Quello che voglio dire, è che proprio il diritto all&#039;autoderminazione individuale si configura come la visione più alta, sacra e religiosa della vita. Ognuno di noi misura cos&#039;è vita, la propria vita ovviamente, sulla base di parametri che sono assolutamente individuali, personali e insindacabili proprio perchè la vita rimane misteriosa, inspiegabile. E in determinate condizioni è comprensibile desiderare morire! Inoltre la tecnologia medica si configura spesso come accanimento terapeutico, che di terapeutico non ha nulla, perché se consideriamo la vita di welby, quella difficilmente la si può considerare vita e sopratutto non era per lui più vita e quindi era giusto rispettare il suo desiderio di morire. Io non vedo nessun conflitto etico, l&#039;etica è molto chiara e non la si può confondere con posizioni arroganti e di dominio sulla vita. Nominare Dio come difensore della vita è una bestemmia! Dio è solo un opinione e fede rispettabile, ma che non può essere imposto né alle persone, né ai medici non credenti. 
E anche per chi crede in Dio, è difficile facendo un analisi razionale, attribuire a Dio questo potere sulla vita degli altri. Non c&#039;è nulla nei vangeli, ad esempio, che giustifichi una tale posizione. Purtroppo il nome di Dio oramai viene usato come la leva di archimede. Se Dio fosse quello che molti ingenuamente credono , certamente avrebbe lasciato messaggi chiari e limpidi su tante questioni etiche contemporanee.  Ma Dio non è una persona! E la questioni etiche si risolvono con il rispetto della libertà e con un po&#039; di buon senso!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non penso che tutti coloro che aderiscono a una confessione religiosa o si definiscono credenti la pensino come una parte delle gerarchie vaticane. Sappiamo che nella pratica molti cattolici si comportano e credano diversamente dalle gerarchie vaticane.<br />
Personalmente condivido le posizioni del professore Veronesi, che definisco un laico non anti-clericale.<br />
Spero che presto si faccia questo testamento biologico e spero di non dover più assistere ad agonie come quelle di Welby. Mi preoccupa molto l&#8217;idea che compito del medico debba essere proteggere la vita! Un medico dovrebbe curare e guarire. Certo, attraverso queste due pratiche si protegge anche la vita. Ma la vita, proprio perchè non la riduco a un fatto esclusivamente biologico, non può essere misurata sulla pelle di chi la vive come materia da difendere in quanto biologica. Quello che voglio dire, è che proprio il diritto all&#8217;autoderminazione individuale si configura come la visione più alta, sacra e religiosa della vita. Ognuno di noi misura cos&#8217;è vita, la propria vita ovviamente, sulla base di parametri che sono assolutamente individuali, personali e insindacabili proprio perchè la vita rimane misteriosa, inspiegabile. E in determinate condizioni è comprensibile desiderare morire! Inoltre la tecnologia medica si configura spesso come accanimento terapeutico, che di terapeutico non ha nulla, perché se consideriamo la vita di welby, quella difficilmente la si può considerare vita e sopratutto non era per lui più vita e quindi era giusto rispettare il suo desiderio di morire. Io non vedo nessun conflitto etico, l&#8217;etica è molto chiara e non la si può confondere con posizioni arroganti e di dominio sulla vita. Nominare Dio come difensore della vita è una bestemmia! Dio è solo un opinione e fede rispettabile, ma che non può essere imposto né alle persone, né ai medici non credenti.<br />
E anche per chi crede in Dio, è difficile facendo un analisi razionale, attribuire a Dio questo potere sulla vita degli altri. Non c&#8217;è nulla nei vangeli, ad esempio, che giustifichi una tale posizione. Purtroppo il nome di Dio oramai viene usato come la leva di archimede. Se Dio fosse quello che molti ingenuamente credono , certamente avrebbe lasciato messaggi chiari e limpidi su tante questioni etiche contemporanee.  Ma Dio non è una persona! E la questioni etiche si risolvono con il rispetto della libertà e con un po&#8217; di buon senso!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/03/06/un-mutamento-di-clima-1/#comment-89325</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 15:49:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Binaghi,
&quot;Se non ti accorgi che la cultura di una sinistra (purtroppo sempre più aliena dal mondo del lavoro e identificata a un progressismo radical chic) è egemone praticamente su tutti i media, sei tu che vivi in un mondo a parte.&quot;
io al massimo mi accorgo che, in effetti, per chi ha una visione religiosa integralista tutto quel che è altro è cultura di sinistra radical chic, che ha il potere, come dire, mistico?, di avere in mano la gestione anche di ciò che è di proprietà della destra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Binaghi,<br />
&#8220;Se non ti accorgi che la cultura di una sinistra (purtroppo sempre più aliena dal mondo del lavoro e identificata a un progressismo radical chic) è egemone praticamente su tutti i media, sei tu che vivi in un mondo a parte.&#8221;<br />
io al massimo mi accorgo che, in effetti, per chi ha una visione religiosa integralista tutto quel che è altro è cultura di sinistra radical chic, che ha il potere, come dire, mistico?, di avere in mano la gestione anche di ciò che è di proprietà della destra.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/03/06/un-mutamento-di-clima-1/#comment-89324</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 15:45:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il mio testamento biologico, qui:
http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/02/testamento_biol.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio testamento biologico, qui:<br />
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			</item>
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		<title>
		Di: Tiziana		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/03/06/un-mutamento-di-clima-1/#comment-89322</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 14:52:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ines
&quot;...a quanti depressi cronici vorrebbero firmare le medesime dichiarazioni, e invece la morte sia uno sporco affare che debbono sbrigarsi da soli, spesso obbligati a gesti plateali, perché anche il dolore incurabile, non fisico, non possa essere assistito un giorno serenamente.&quot; 
Cara Ines, questo è un tema delicatissimo, per svariati motivi. Primo tra tutti la drammatica diffusione della malattia psichica, che coinvolge tanti di noi, almeno qui in Occidente (società del &quot;benessere&quot;). 
Su questo punto vorrei esprimere parole &quot;chiare&quot;. 
La depressione è una malattia come altre (come il diabete o l&#039;ipertensione, ecc.) e, come altre - se non di più - produce sofferenze grandissime. Ma la depressione non è una malattia incurabile. Per la depressione esistono, oggi, nuove ed efficaci terapie farmacologiche alle quali può essere associata con successo la psicoterapia. (Il più grande errore commesso da molti medici di base è proprio il non intervento terapeutico). è ovvio, poi, che un certo grado di disagio permane, ma è possibile ottenere una discreta ripresa del &quot;tono dell&#039;umore&quot;. 
Sarebbe un errore gravissimo, considerare il depresso un malato terminale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ines<br />
&#8220;&#8230;a quanti depressi cronici vorrebbero firmare le medesime dichiarazioni, e invece la morte sia uno sporco affare che debbono sbrigarsi da soli, spesso obbligati a gesti plateali, perché anche il dolore incurabile, non fisico, non possa essere assistito un giorno serenamente.&#8221;<br />
Cara Ines, questo è un tema delicatissimo, per svariati motivi. Primo tra tutti la drammatica diffusione della malattia psichica, che coinvolge tanti di noi, almeno qui in Occidente (società del &#8220;benessere&#8221;).<br />
Su questo punto vorrei esprimere parole &#8220;chiare&#8221;.<br />
La depressione è una malattia come altre (come il diabete o l&#8217;ipertensione, ecc.) e, come altre &#8211; se non di più &#8211; produce sofferenze grandissime. Ma la depressione non è una malattia incurabile. Per la depressione esistono, oggi, nuove ed efficaci terapie farmacologiche alle quali può essere associata con successo la psicoterapia. (Il più grande errore commesso da molti medici di base è proprio il non intervento terapeutico). è ovvio, poi, che un certo grado di disagio permane, ma è possibile ottenere una discreta ripresa del &#8220;tono dell&#8217;umore&#8221;.<br />
Sarebbe un errore gravissimo, considerare il depresso un malato terminale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/03/06/un-mutamento-di-clima-1/#comment-89318</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 13:23:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la seconda (e ultima) parte esce martedì prossimo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la seconda (e ultima) parte esce martedì prossimo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/03/06/un-mutamento-di-clima-1/#comment-89316</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 12:52:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Galbiati, niente Carboneria.
E niente confusioni tra proprietà e gestione culturale.
Se non ti accorgi che la cultura di una sinistra (purtroppo sempre più aliena dal mondo del lavoro e identificata a un progressismo radical chic) è egemone praticamente su tutti i media, sei tu che vivi in un mondo a parte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Galbiati, niente Carboneria.<br />
E niente confusioni tra proprietà e gestione culturale.<br />
Se non ti accorgi che la cultura di una sinistra (purtroppo sempre più aliena dal mondo del lavoro e identificata a un progressismo radical chic) è egemone praticamente su tutti i media, sei tu che vivi in un mondo a parte.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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