Luci e ombre di Google in Francia

3 aprile 2008
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Il collettivo Ippolita ha pubblicato per Payot&Rivages La face Cachée de Google, l’edizione francese di Luci e Ombre di Google. Futuro e Passato dell’Industria dei Metadati (IBS, BOL), di cui Nazione Indiana ha già parlato in passato. Il libro è Copyleft, viene distribuito commercialmente ed è scaricabile liberamente dal sito degli autori e qui.

Ho chiesto ai membri di Ippolita una breve intervista, che propongo qui ai lettori di Nazione Indiana.

Domanda: Buongiorno Ippolita. Il vostro è uno pseudonimo collettivo che contraddistingue gli autori del libro “Luci e ombre di Google” e di altri progetti di ricerca. Quanto ha influito questo pseudonimo nella promozione e diffusione del libro? E’ stato capito, o è stato un ostacolo?

Ippolita: All’hackmeeting del 2006, quando il testo è stato presentato in anteprima, diverse testate nazionali hanno riportato dichiarazioni di sedicenti “membri di Ippolita” che si facevano beffe di Google, il nuovo Grande Fratello. In quell’occasione c’è stata una specie di gara a dire “io sono Ippolita”, e ha funzionato bene, soprattutto è stato divertente.

Senz’altro è stato utile aver creato un’identità che va “percorsa” perché rimanda subito a uno spazio, il sito ippolita.net, e a un metodo di studio e indagine sulla scrittura delle tecnologie digitali. Uno spazio in evoluzione e soprattutto non direttamente legato ai suoi animatori e alle loro attività: ognuno di noi può spendersi questa esperienza e questa identità in altri ambiti, senza per questo venire identificato ogni volta con “Ippolita” 1, 2 o 77 che sia. Possiamo usare altri nomi e altri pseudonimi, dipende da quello che facciamo! Come abbiamo detto più volte, ognuno deve scegliere cosa, come e quando rendere pubblico. Per questo, parliamo di “gruppo di ricerca”. E ci permettiamo di cambiare opinione, non ci interessa rimanere coerenti, ma esplorare territori che ci intrigano.

D: “Luci e ombre di Google” è stato pubblicato con licenza Creative Commons by-nc-sa-2.5 e distribuito come libro in libreria, e come pdf scaricabile da ippolita.net (con donazione facoltativa). Quante copie del libro sono state vendute? Quante copie del pdf avete distribuito? E quante donazioni volontarie avete ricevuto per il PDF?

Non abbiamo rendiconti precisi: come da copione l’editore non si sbilancia, non sapremo nulla di certo fino a giugno 2008. Possiamo pero’ dire che in libreria e’ praticamente introvabile, quindi a rigore dovrebbero essere state vendute tutte quelle stampate da Feltrinelli, quindi circa 5mila.

A oggi il conteggio delle copie scaricate è di 22mila. Il libro è uscito esattamente un anno fa. Ovviamente possiamo controllare solo i “nostri” punti di download. Il pdf pero’ circola sulle reti p2p, dunque i download effettivi sono sicuramente di più.

Certo, online imperversa il “click-facile”, specie quando un oggetto e’ gratuito. Copie scaricate non significa copie lette. Ma fossero anche solo la meta’ o un quarto le copie effettivamente lette o scorse, 10mila o 5mila copie in più’ rimane una cifra di tutto rispetto per un saggio di divulgazione scientifica italiano.

Le sottoscrizioni sono qualche decina, in media circa 5 euro l’una. Interessante notare che buona parte delle donazioni sono arrivate da italiani residenti all’estero.

D: Quale è stato l’impatto del libro in termini di citazioni, articoli e riferimenti?

Direi piuttosto buono, Repubblica e Corriere ci hanno dedicato almeno una recensione. Molte anche le critiche positive dai giornali locali. Sul nostro sito abbiamo raccolto buona parte della rassegna stampa:

I giornalisti hanno spesso difficoltà a gestire il linguaggio tecnologico, sia in termini di riflessione che circa la valutazione di un software. Tuttavia lo sforzo divulgativo del testo ha pagato, la lettura non è per soli tecnici e con un po’ di curiosità si possono affrontare anche i capitoli più matematici.

Occorre dire però che abbiamo fatto un grosso lavoro di ufficio stampa e back office. Abbiamo estrapolato le tesi di fondo in brevi comunicati, siamo stati sempre disponibili all’intervista, alle delucidazioni.

Feltrinelli non è riuscita a farci avere granché di visibilità, il loro ufficio stampa ha lavorato poco e male. (Oppure, il che e’ la stessa cosa a livello di risultati, l’investimento della struttura Feltrinelli per questo testo e’ stato minimo e dunque il buon impatto sulla stampa è dipeso sostanzialmente dal nostro impegno)

Alla maggior parte dei blogger il volume invece non è piaciuto. Riferimenti e commenti non sono mancati, ma “le critiche sono troppo radical”, insomma siamo risultati faziosi. Credo che la sub-cultura del web 2.0 sia essenzialmente conservatrice. Un paradosso?

D: “Luci e ombre di Google” si concentra principalmente sugli aspetti d’impresa di Google e sulle funzioni del motore di ricerca. Quali sono le vostre considerazioni sugli altri servizi di Google, come Gmail, Analytics (che Nazione Indiana usa), Earth e Maps, Code (da voi descritto nella sezione sulle licenze)?

Le considerazioni di base sono sempre le stesse. Analytics permette di indicizzare anche gli utenti che non stanno navigando direttamente su un servizio o sito web di Google stesso. Gli fornisci dati di altre persone (oltre ai tuoi) Ogni servizio ha il suo specifico ambito, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: fare data mining.

Il punto è che la gratuità ha un prezzo. Tutto qui.Nessuno dice che non si deve usare Google, l’importante è sapere COSA stai usando, come funziona, cosa gli dai in cambio. Ci sono altri software gratis (ma anche free che è tutta un’altra storia) che si possono usare per fare statistiche, il problema è che gli utenti (anche quelli meno ingenui) non li trovano abbastanza “cool”. La verità è che ci siamo intossicati, solo 7 anni fa aravamo molto più critici, più sbilanciati in avanti, smaniosi di imparare.

D: Il libro è del 2006 (hackmeeting) e il pdf del 01/2007. Ora è marzo 2008 e nel frattempo i servizi di Google (ricerca, pubblicità, servizi geografici, web analytics, codice) sono diventati sempre più usati e pervasivi. Cosa è cambiato nell’edizione francese?

L’edizione francese ha una grafica davvero minimalista. I materiali (carta, inchiostro) e il lavoro editoriale (impaginazione, presentazione) sono decisamente migliori dell’edizione italiana: rilegature a filo, non incollata e basta.Prezzo molto elevato, 19 euro, anche se in linea con il mercato francese. Con questa edizione, sono 240 pagine, assai leggibili e piacevoli all’occhio.

Per quanto riguarda la traduzione nel complesso la resa eccellente. Maxime Rovere, il traduttore conosce l’argomento, o quanto meno si e’ documentato a fondo.La resa francese degli esempi: non banale, ma sostanzialmente riuscita. es. trenitalia e’ sostituito da sncf (ferrovie francesi), l’esempio della parola “penna” da ricercare su google diventa “plume”: è stata effettuata la nuova ricerca e sono stati riportati i risultati.

Le note sono state riportate in francese con edizioni originali o tradotte in francese – e fin qui è pratica corrente nelle buone traduzioni – ma lo stesso è stato fatto per quasi tutti i link a wikipedia, operazione non scontata.

In diverse occasioni, la traduzione ha migliorato il testo, reso più’ scorrevole, es. nel famigerato esempio dei “vasi” (cap VI) ha girato le frasi e s’è’ preso qualche libertà’ che chiariscono perfettamente il concetto. C’è qualche incertezza su dettagli tecnici, ma trascurabile

D: Il libro propone un cambiamento culturale e una diversa consapevolezza di fronte alla presenza di Google come unico punto di vista sulla rete e sull’informazione. Al contempo esistono contromisure tecniche a difesa della privacy: la rete anonima Tor, le funzioni di privacy in Firefox ad esempio. Quale è la vostra posizione su queste tecnologie? Le usate?

I: Ovviamente si, anzi di più. Vi invitiamo a provare un simpatico software che abbiamo proposto qualche giorno fa sulla lista Hackmeeting: GCookieSCookie. E’ un estensione per Firefox. Manda i cookie di Google dell’utente al server il quale ne restituisce un altro di uguale tipo, ma di un diverso utente che abbia eseguito la stessa operazione. Prendete il tutto come un’alpha poco testata e scritta “di getto” in un giorno… Li’ trovate sia l’estensione e sia il backend php + mysql. Semplice semplice.

Non è una risposta complessiva, ma noi del resto diffidiamo dalle risposte complessive.

Grazie Ippolita per questa intervista.

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7 Responses to Luci e ombre di Google in Francia

  1. Marco il 4 aprile 2008 alle 00:47

    Aò, e mo’ manco google ve sta bene…

  2. Plessus il 4 aprile 2008 alle 08:24

    The dark side of the google (mi sembra fosse il titolo dell’opera originale, prima che venisse pubblicata da feltrinelli) non è un problema da sottovalutare, non ora e tantomeno nel futuro.
    Preziosissimo il lavoro del collettivo Ippolita.
    Non da esperto, e non da uno che deve nascondere qualcosa, mi rendo conto che meno dati personali si inseriscono in rete e più protezioni si assumono, meglio è. Ogni volta che faccio un pagamento in rete, rigorosamente con la ricaricabile, mi sento in mutande…

  3. Cappuccetto ross il 4 aprile 2008 alle 19:36

    Cosa vuol dire data mining?

  4. The O.C. il 5 aprile 2008 alle 11:33

    “l’importante è sapere COSA stai usando, come funziona, cosa gli dai in cambio”. Ottimo. Un saluto a Ippolita.

  5. Gabriela il 5 aprile 2008 alle 11:55

    sicuramente un programma tutto da scoprire, complimenti ad Ippolita!

  6. nina il 5 aprile 2008 alle 13:16

    ma dove sono le luci?

  7. stefano manca il 5 aprile 2008 alle 16:33

    ottimo libro, autenticamente divulgativo.
    Complimenti al gruppo Ippolita, soprattutto per non essere caduto nella banalità di chiudere la faccenda con sentenze tipo “non usate google”, “google è il male assoluto”, ecc., critiche già sentite per la televisione ma che non hanno portato a nulla.



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