Ultimo appello

14 aprile 2008
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Io che non posso perché ho la cittadinanza tedesca (quella doppia la Germania l’ha ammessa da poco e l’iter burocratico mi ha sempre sgomentato), vorrei semplicemente dirvi: ANDATE A VOTARE! Facendo finta per un paio di minuti di dimenticarvi tutte le incazzature e delusioni passate. Turandovi il naso, se occorre. Il MENO PEGGIO non è un bel concetto, mi rendo conto. E non so nemmeno se basti a non far diventare questo paese, in tutto e per tutto, il primo stato europeo sudamericano. Provarci almeno….

 

49 Responses to Ultimo appello

  1. Alcor il 14 aprile 2008 alle 09:14

    Perché dovremmo diventare il primo stato europeo sudamericano?
    Sordi non ha mai avuto bisogno di andare in Sud America per trovare il materiale per i suoi personaggi.
    Metà di noi è così, e sempre lo sarà, modello originale, non copiato.
    E’ solo l’imbarazzo che ogni tanto ci fa dire che sembriamo la repubblica delle banane.

  2. Cappuccetto rosso il 14 aprile 2008 alle 09:17

    L’ho sempre sostenuto anch’io,
    Andate a votare!
    fiuto o non fiuto!;-)

  3. jan il 14 aprile 2008 alle 09:25

    Per gli stessi motivi di Helena, mi associo al suo appello: votate, voi che potete!

  4. Paola il 14 aprile 2008 alle 09:28

    La prima cosa che mi è venuta in mente ieri mattina è stata: ” Che palle, devo andare a votare… di nuovo “. La successiva è stata: ” Tocca votare per il meno peggio, ammesso che sia una definizione applicabile a qualcuno dei partiti il cui simbolo vedrò stampigliato nella scheda elettorale “. Infine, in terza istanza: ” Devo votare perchè farlo è un privilegio, oltre che un diritto, oltre che un dovere “. E quest’ultima considerazione mi ha spinta fuori di casa fino al seggio. Tutte le volte, tutte, da 15 anni a questa parte, ovvero da quando ho 18 anni e posso votare, dopo averlo fatto ho questa incredibile sensazione di appagamento ( e vado in giro e penso ” ho fatto il mio dovere ” ) ed è un po’ infantile, come quando hai 8 anni ed esci a giocare dopo aver finito tutti i compiti ( cioè quasi mai ) e sei totalmente in pace col mondo. Val la pena anche solo per questo intimo piacere. Domani sarà un massacro.

  5. harzman il 14 aprile 2008 alle 09:35

    Non ho mai rimuginato tanto sul voto come quest’anno. Anch’io ero tentato dall’astensione. Ho deciso solo sabato che ci sarei andato, e alla fine non mi sono neppure tappato il naso. E in fondo sono d’accordo con la Rossanda, che sul “manifesto” di oggi scrive che l’astensionismo “oggi significa non l’ennesima protesta ma la prova d’una immaturità e rancorosa impotenza, dalle quali qualsiasi società non solo non procedema rischia guasti insanabili.”
    Ecco, sull’italiano “rancoroso”, sulla sua falsa coscienza televisionata “rancorosa” e sul suo voto “rancoroso”, soprattutto di destra “ma anche” di sinistra, credo che ci si potrebbe scrivere un romanzo, a esserne capaci.
    Io per me ho la certezza di aver dato un voto “inutile” su due, e tanto mi basta.

  6. godog il 14 aprile 2008 alle 09:41

    a quelli, ancora indecisi, perché tanto per loro è lo stesso:
    Veltroni o Berlusconi,
    dico: fatelo per amor mio.

    la vostra fatica,
    tanto per voi è lo stesso,
    verrà ripagata dall’amore che porterò per voi
    per cinque anni, giuro,
    trasformandomi nel pagliaccio che danzerà

    ogni piazza

    pazzo di gioia perché si sarà avverato
    l’impossibile

    : è voto di scambio?

  7. helena janeczek il 14 aprile 2008 alle 09:48

    Non mi riferivo alla nostra varia e variopinta umanità e altri aspetti più o meno di folklore che si possono vivere con imbarazzo, indifferenza, compiacimento o come si vuole. Pensavo alla tenuta economica, politica (nel senso più formale) e sociale di questo stato. Del resto, non trovo folkloristici il Chile o l’Argentina.

  8. orsola puecher il 14 aprile 2008 alle 09:50

    Io quest’anno ci vado cinque minuti prima della chiusura del seggio.
    Un voto last minute.
    Non per indecisione ma per pura scaramanzia.
    Qualcuno disse gli ultimi saranno i primi.
    Ma ho un fosco ineliminabile presentimento che tocchi approntare un ‘coccodrillo’.

    ,\\’

  9. gianni biondillo il 14 aprile 2008 alle 10:21

    Io l’ho appena fatto. Mi diverto come un pazzo a votare, lo dicevo ieri sera a un Quadruppani attonito (lui non vota da anni: “E’ la cosa più bella che ho mai fatto” mi ha detto. “Ti accontenti di poco” gli ho risposto).
    Fosse per me voterei ogni anno, ogni mese, farei come in Svizzera, voterei pure per sapere dove i cani devono pisciare (citazione occulta, vediamo chi la riconosce).

  10. Marco il 14 aprile 2008 alle 10:24
  11. orsola puecher il 14 aprile 2008 alle 10:37

    eh…. Gianni, à propos della citazione occulta, eran bei tempi quelli in cui c’era il signor G con il punto e si parlava meno del punto con la G…

  12. db il 14 aprile 2008 alle 10:41

    siccome so da fonte certa che la maggioranza dei redattori di NI è composta da filosofi, incollo un mio commento di 2 giorni fa:

    *Alla fine della Teodicea Leibniz introduce l’aneddoto della piramide per spiegare che dio ha scelto tra un’infinità di mondi possibili: non essendo appunto compossibili, ha scelto il migliore. Da ciò si deduce che la piramide, se ha 1 vertice solo, ha però una base allargantesi all’infinito, verso il basso i.e. tanfo. Ora, il discorso di Leibniz tiene anche per il piccolo dio della gabina (così infatti è ogni elettore al momento del voto), sostituendo però a *migliore* “meno peggio”.*

    tre considerazioni ancora, brevissime:
    – la metafora della piramide è un chiara allusione all’LSD
    – per armonizzarlo con la foto, il titolo dovrebbe suonare ULTIMO PELO
    – *non posso votare perché ho la cittadinanza tedesca (quella doppia la Germania l’ha ammessa da poco e l’iter burocratico mi ha sempre sgomentato)* è una frase senza senso

  13. Alessandro Morgillo il 14 aprile 2008 alle 10:52

    Carini loro. Fanno una crocetta sul simbolo e si sentono sovrani. Senza
    sapere però chi avranno eletto. I nomi dei candidati. Un voto a scatola chiusa… Sulla fiducia.

    Cara Helena Janeczek, che l’Italia sia un paese terzomondista non ho dubbi. Dalla critica di Pasolini al ’68 in poi.

    Buona giornata. Elettorale.

  14. Holden il 14 aprile 2008 alle 11:02

    Grazie Helena ! Mi ero proprio dimenticato di andare a votare. Ora però che me lo hai ricordato, vado a votare per il meno peggio, ovvero Berlusconi. Grazie !

  15. Leona il 14 aprile 2008 alle 11:09

    Anche io mi ero dimenticata, accidenti. Fino a che ora è aperto ? Alle 14 mi sembra. Mmmm… Meno peggio, Pdl. Così evitiamo di diventare sudamericani. Giusto no ?

  16. Cristoforo Prodan il 14 aprile 2008 alle 11:15

    Dalla relazione del fisico Giuliano Toraldo Di Francia al convegno “Scienza e potere” svoltosi a Chianciano Terme nel 1973: «L’Italia è un paese in via di sottosviluppo».

  17. The O.C. il 14 aprile 2008 alle 11:22

    “Turandovi il naso, se occorre. Il MENO PEGGIO”. Incredibile dove arriva l’accattonaggio.

  18. Giuseppe Iannozzi il 14 aprile 2008 alle 11:31

    Me lo sono turato troppe volte il naso.
    Adesso basta, non ne posso più. O meglio, non se ne puo’ più di tutti quanti.

  19. véronique il 14 aprile 2008 alle 11:34

    Penso che il commento di Holden è uno scherzo, lo spero. Votare per l’imbecillità e la disonestà mi sembra il peggiore di tutto.
    Helena ha ragione: votate.
    In Francia, quando l’astenzione è grande, sfioramo il pericolo e la morte della speranza. Pensate all’elezione che ha fatto salire le pen, una vergogna per la Francia. Dopo, tutto il mondo ha reagito. Che sarebbe capito se la sinistra era restata a casa?
    L’Italia merita meglio. Pensate a tutta la creatività che è nel paese, in attesa, nel sud in perticolare che soffra della frattura;
    Penso che il ritorno di Berlusconi sarebbe un pericolo per la speranza.
    Ma sono francese e forse non vedo bene tutto. Gia iniziare a dare all’educazione, all’università una vera politica di sviluppo e dare alla giovinezza, il desiderio di andare a scuola, di sperare.
    Molto difficile in questo momento. In Francia, il marasma si prova anche.
    E’ il risultato di una politica egoista, dura, con scelto del piu forte.
    Ma lo penso, questo mondo economista sta crepando. nel futuro si dovrà pensare diverso, a un mondo più solidale nel mundo intero.
    Per il momento, triste complenno di maggio 68.

  20. helena il 14 aprile 2008 alle 11:44

    D’accordo. E’accattonaggio. Paternalismo. Livello infimo, ecc. Robba d’altri tempi, brutta. In più non avrei niente contro un governo di centro destra, di destra o come diavolo lo volete chiamare. Nemmeno soffro di berlusconite cronica acuta. E non stravedo per il “si può fare”, nè per l’arcobaleno. Semplicemente- senza nessun compiacimento melò da buon’anima dde sinistra- ritengo gli uni ancora più irresponsabili e incapaci degli altri. E non mi riferisco a politiche di destra con le quali non sarei d’accordo (sugli immigrati, i pacs, l’aborto o chessò io), ma che è legittimo e naturale faccia un governo di destra. Penso soprattutto al fatto che – come si è già visto- rimanderanno in vacca i conti pubblici senza riuscire a far riprendere, tantomento ristrutturare, l’economia. E sapete cosa? Spero tanto di sbagliarmi.

  21. db il 14 aprile 2008 alle 11:45

    la sfera del possibile per gli umani è ristretta: molto più vasta quella del necessario (fortuna o fato che sia). nel ristretto, io esercito la mia facoltà ogni volta che è appunto possibile: così ad es. se posso scegliere tra risotto, pastinbianco e sbobba, scelgo risotto; se tra pastinbianco e sbobba, pastinbianco; se c’è solo sbobba, cadiamo nel necessario. Alcuni dicono: è un discorso da accattoni. sì, e il loro da mortidifame.

    aberrante poi che Helena potendo votare non voti dicendo di non poter votare, e in più dica ad altri che dovrebbero votare.

  22. Paola il 14 aprile 2008 alle 11:51

    Mi chiedo cosa sia il meno peggio. Ah sì… tutto ciò che non è rappresentato da Pecoraro Scanio. Ma giubiliamo, arriverà il Veltrusconi e risanerà quest’Italia malata e decadente, incivile e rabbiosa. Il Veltrusconi ridarà prestigio al made in Italy. Il Veltrusconi ci darà la TAV e sgombrerà la monnezza di Napoli. Il Veltrusconi ci placherà.
    Veltroni da solo non ce la può fare, è troppo buono e gentile, troppo candido in un mondo di lupi feroci. Il cinismo di Berlusconi lo aiuterà a trovare la strada giusta. W il Veltrusconi, may the force be with you!

  23. Holden il 14 aprile 2008 alle 11:58

    Ecco cara Véronique, manifestare un’idea politica è sempre una buona cosa, e farlo in libertà è un diritto di tutti. Quello che scoccia, al di là delle identità nazionali (anche qui per me legittimissimo esprimere le proprie idee anche se non votanti), quello che scoccia è questa pretesa idea di convincere tutti che il “non-Pd” sia un’opzione unica onde evitare il terzo mondo. E’ francamente disgustoso continuare a leggerla su queste pagine. Estremamente scocciante leggere appelli che ti forzano a pensare che l’ignoranza stia da una parte sola, sempre e comunque. Non è affatto uno scherzo il mio.

    Il vostro problema è che siete terrorizzati, a tal punto di essere già tristi prima ancora di avere risultati in mano. Viviamola un po’ più serenamente questa parte del gioco democratico.

  24. helena il 14 aprile 2008 alle 12:04

    Non essendo cittadina italiana, non ho diritto di voto. Chiaro, Dario?

  25. Holden il 14 aprile 2008 alle 12:08

    Ecco, io la penso come db. Magari aberrante no, ma estremamente scorretto che «Helena potendo votare non voti dicendo di non poter votare, e in più dica ad altri che dovrebbero votare» e cosa votare aggiungo io, visto che il meno peggio è sempre da intendersi come da Vulgata Nazionale il Pd di Veltroni.

    Credo anche che un governo di unità nazionale Pd-Pdl possa dare al paese qualcosa di meglio che una soluzione vincente di netto di uno dei due schieramenti (che peraltro è anche improbabile).

  26. godog il 14 aprile 2008 alle 12:09

    “Dio è arrivato! L’ho incontrato sul treno delle cinque”

    J.M. Keynes, in un giorno dimenticato del 1929, in una lettera a sua moglie.
    Stava parlando di Wittgenstein.
    Peccato che i prossimi anni, invece che Prodi, sui treni – ma lo prenderanno
    mai un treno – ci capiterà di trovare di nuovo il ministro Calderoli con maometto sulla t-shirt.

    A che ora inizia lo spoglio?

  27. Holden il 14 aprile 2008 alle 12:10

    Db forse si riferisce al fatto che sia stata aperta la possibilità ad una doppia cittadinanza e che tu sia “sgomentata” dall’iter per ottenerla. Da qui si desume forse la possibilità di votare, non sfruttata.

  28. graziella mazzoni il 14 aprile 2008 alle 12:31

    Ho visto la strada di casa mia invasa da rifiuti per 3 mesi.
    Ho accompagnato per lo stesso periodo mia figlia a scuola perchè non poteva andarci più a piedi per le montagne di rifiuti. Non mangio più lattuga e mozzarella. E mi chiudo dentro quando da lontano vedo “qualcosa” che brucia. Ecco perchè non voto.

  29. aditus il 14 aprile 2008 alle 12:32

    *non posso perché ho la cittadinanza tedesca (quella doppia la Germania l’ha ammessa da poco e l’iter burocratico mi ha sempre sgomentato)* significa che nella doppia cittadinanza ottenibile la seconda cittadinanza è quella italiana?

  30. monom il 14 aprile 2008 alle 12:46

    *Critoforo Prodan, siccome sono un appassionato di citazioni: il tuo Toraldo di Francia oltre i meriti della sua intelligenza è anche padre di un altro Toraldo, a cui in periodi solari del psi – per merito di chi? del padre o del figlio – venne permesso di edificare uno degli obbrobri peggiori che si siano mai visti – un pisciatoio, oggi – che offende contemporaneamente due delle più grandi architetture esistenti, che gli stanno vicino: una antica, la Santa Maria Novella con la facciata dell’Alberti , e una nuova, ancora piu vicino, la Stazione di Michelucci.

  31. dan il 14 aprile 2008 alle 13:05

    ***per Graziella
    ecco, leggendo te capisco che le elezioni le abbiamo perse tutti.
    E terribile (e vero) ciò che dici, ma non codivido la tua scelta. Dirai che si deve vivere sulla pelle per capire e mi trovi d’accordo.
    Però no, è la speranza che muore e allora, durante la II guerra mondiale, come è stato possibile vincere, in quelle condizioni, se non credendo?
    Io voglio sperare.

  32. Giuseppe Iannozzi il 14 aprile 2008 alle 13:17

    Mi ripeto, ma tanto non posso far danni, non più grandi di quelli che hanno già fatto i nostri politici siano essi di Destra di Sinistra di Centro. *** Non c’è differenza fra Destra e Sinistra, per il semplice fatto che la Sinistra italiana è morta con Enrico Berlinguer. ***

    Non ce la faccio a turarmi il naso e votare per Bertinotti o fac-simili: ha tradito più degli altri. Quando Bertinotti andò alla Camera feci i salti di gioia, illuso e convinto che finalmente l’Italia aveva una possibilità di farcela, che finalmente non saremmo stati più lo zimbello dell’Europa: pensavo con ingenuità e con fede quasi cieca che c’erano le condizioni perché il precariato diventasse un brutto ricordo, perché l’Italia non desse più riscontro alla guerra, perché ci fosse eguaglianza… Tutte illusioni, perché il tempo ha subito dimostrato che Bertinotti non è migliore di Berlusconi: anzi! Se non altro Berlusconi sappiamo chi è, Bertinotti invece non lo so più chi è, so però che non ha mantenuta una promessa una di quelle formulate in campagna elettorale. So che con il governo Prodi l’Italia ha toccato il fondo più immondo, avvicinandosi paurosamente ai paesi del Terzo Mondo. So che la povertà è aumentata in maniera drastica. E ancora so che l’Italia, oggi come oggi, non ha bisogno di uomini interessati solo a riempirsi le tasche. Napoli, città che amo non solo perché almeno il 50% del mio sangue è amalfitano, l’ho vista ridotta a un immondezzaio, che mi mette la morte nel cuore. Ho visto l’incapacità del governo Prodi, che è riuscita ad eliminare la generazione 1000 Euro, difatti siamo scesi alla generazione 500 Euro, alla generazione 400 Euro o meno.

    Per quel che mi riguarda non dovrei turarmi il naso per riuscire, oggi come oggi, a votare a Sinistra. Mi dovrei far tagliare il naso di netto, e non servirebbe, perché non ce la farei comunque.

    L’Italia ha bisogno di uomini che sappiano fare. Non ha bisogno di incapaci che vanno al governo per impinguare le loro proprie tasche e poi dirsi comunisti.

    Personalmente non vedo uomini validi, capaci, né a Destra né a Sinistra.

    Al punto cui siamo arrivati, l’unica democrazia reale è astenersi, non votare, perché non votare è un diritto, è espressione del malcontento che è in Italia.

    Chiunque vinca queste elezioni oggi, domani si troverà davanti un’Italia senza futuro.

    Voglio proprio vedere, per un sentimento di esclusiva curiosità, come se la caverà il nuovo governo, perché non basterà un miracolo e neanche due o tre, per dare una seppur minima speranza di sopravvivenza agli italiani.

  33. db il 14 aprile 2008 alle 13:23

    è come dice Holden: e faccio un esempio. da 2 anni ho perso la patente, e sgomento delle procedure, ho rinunciato a rifarla giovandomi della sola denuncia di smarrimento. ora che voglio/posso andare in Ukraina e mi ci vuole la patente, ho cominciato l’abominevole iter (senza dire a nessuno: andate in Ukraina).

    l’astensione stessa poi è una scelta, che come ogni altra scelta può essere dettata da computo razionale delle alternative (per cui i due corni risultano perfettamente equipollenti) come da irrazionale sgomento.

  34. francesco forlani il 14 aprile 2008 alle 14:10

    avevo deciso faccio cosa faccio da vent’anni a questa parte ovvero non votare.
    avevo letto tutto quello che leggo da vent’anni a questa parte ovvero di votare.
    avevo pensato cosa penso da vent’anni a questa parte, ovvero cazzi miei
    avevo deciso di fare cosa faccio da vent’anni a questa parte ovvero aspettare
    avevo letto che aspettare non serve a una mazza, cazzi miei ho pensato

    ho letto il post di Helena e ho passato la mattinata a cercare la lettera
    ho passato la mattinata a cercare la lettera del comune che mi diceva
    non ho trovato la lettera che mi diceva dove cazzo ritirare il certificato

    un amico mi ha detto che si poteva andare a ritirarlo anche senza la lettera
    senza la lettera ho ritirato il certificato e ho fatto che andare al seggio
    ho fatto che andare al seggio come non facevo da vent’anni e ho votato

    ho votato come Helena avrebbe votato ho pensato e pure Jan
    ho votato che non votavo da vent’anni e chi ho votato sono cazzi miei
    con la speranza che non vinca l’altro altrimenti saranno cazzi nostri

    effeffe

  35. Alcor il 14 aprile 2008 alle 14:38

    Ma la nostra “varia e variopinta umanità” ha molto a che vedere anche con la tenuta economica e politica, temo.
    Comunque, io ho votato, ho trascinato come sempre il mio corpo riluttante nel seggio deputato.
    Vedremo.
    Ah, ho perso la carta d’identità e sono andata col passaporto, la scrutatrice ha chiesto al presidente se col passaporto potevo. Quarant’anni fa ho fatto la scrutatrice anch’io e si accettavano senza batter ciglio carte d’identità di prima della guerra, con improbabili foto di prima della guerra e lo stemma sabaudo.
    Il voto era ancora un bene in sé.
    Mi è sembrato un segno dei tempi.
    Anche se ancora non ho deciso esattamente di che natura.
    Burocratica e diffidente, forse.

  36. paolo mossetti il 14 aprile 2008 alle 15:19

    A fronte di una pressocchè certa vittoria delle destre, il mio amico Federico potrebbe rispondermi che una soluzione praticabile è l’emigrazione, il rinnegare i legami di patria e di territorio.
    Sono d’accordo, ma solo in parte.

    Quest’altra teoria sarebbe efficace se concetti come l’etica pubblica, il vivere civile, la morale di una società avessero un’incidenza soltanto astratta sulla nostra quotidianità, e fosse possibile fuggirli distaccandosene idealmente e concettualmente. Guarire, negando la correlazione problema italiano = mio problema. Purtroppo non è così. Almeno per il sottoscritto.

    Quando sento, anche a distanza, le dichiarazioni di un Dell’Utri, o leggo che 200.000 voti all’estero stavano per essere “acquistati” tramite l’intermediazione della mafia; o che nel quartiere napoletano di Fuorigrotta qualche migliaio di voti stavano per essere barattati in cambio di un barbecue (una “furnaciella”), per tutte queste cose provo un malessere non esistenziale, patriottico, romantico, bensì un dolore fisico, nervoso, molto molto concreto, che non risponde alla mio passaporto ma al mio fegato. E al mio fegato ci tengo.

    Non riuscirei a sentirmi “troppo pulito” per “sporcarmi le mani” col voto, capite, se intanto il mio futuro viene comprato con delle furnacielle.
    Mi sentirei un po’ come quello che si è evirato per fare uno dispetto alla moglie.

  37. gena il 14 aprile 2008 alle 15:22

    Concordo con Iannozzi in tutto, cmq ho deciso di andare a votare solo perchè spero di non dover votare fra tre mesi, visto i costi esorbitanti delle elezioni.

  38. helena il 14 aprile 2008 alle 16:05

    Alcor, temo che tu abbia ragione:-)))

  39. harzman il 14 aprile 2008 alle 17:14

    Sob!, secondo gli exit-poll in parlamento non ci sarà nessuno a rappresentarmi:-(
    Se avessi grana lavoro e tutto mi esilierei come Morgillo:-/
    Invece non mi resta che fare le faccine come Helena8-|

  40. francesco forlani il 14 aprile 2008 alle 17:19

    esul-poll
    effeffe

  41. paolo mossetti il 14 aprile 2008 alle 17:41

    l’auto-esilio è sempre una sconfitta.

  42. db il 14 aprile 2008 alle 17:54

    forse l’esempio della patente non era chiaro, e perciò Helena non ha risposto: ne faccio dunque un altro, più pertinente. una settimana fa in bacheca ho avanzato la seguente proposta:

    *a partire dal giorno 25 aprile NI mi conceda un post settimanale, non uno di più e casomai uno di meno: interverrò solo ed esclusivamente nei thread dei ‘miei’ post. Faccio questa proposta ufficiale alla redazione intera di NI.*

    ho ricevuto una sola risposta: jan reister (che ora scopro non poter votare – per nemesi?) ha tagliato il mio commento (che Aditus ha poi rimesso al suo posto). anche i redattori di NI, come gli elettori, avevano e hanno un insieme di possibilità, che si suddivide in due sottinsiemi: rispondere e tacere.

  43. db il 14 aprile 2008 alle 18:40

    (è saltata l’ultima frase, che regge tutto)

    dentro il sottinsieme *tacere* ci stanno le motivazioni: ad es., sgomento.

  44. francesco pecoraro il 14 aprile 2008 alle 23:33

    la sinistra italiana ha fatto seppuku.
    forse è meglio così, visto quello che era diventata.

  45. la funambola il 15 aprile 2008 alle 00:09

    …come gli oleandri…roba non riuscita!

    baci
    la fu

  46. Cappuccetto rosso il 15 aprile 2008 alle 08:38

    meno male che i lamponi continueranno a crescere….:-)

  47. Gianluca il 15 aprile 2008 alle 23:55

    Ad essere sincero mi sà che siamo già il primo stato europeo sudamericano, basta pensare alla politica degli ultimi anni e agli inesistenti cambiamenti di questo strano paese amministrato da politicanti ideologisti incapaci di cambiare qualcosa che vada a nostro beneficio…..

    Io Navigando



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