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	Commenti a: Afro Tondelli, Lauro Farioli, Marino Serri, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi	</title>
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		<title>
		Di: sebastian		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sebastian]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 12:54:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Paola
Ecco l&#039;articolo di Repubblica che annuncia il servizio di stasera

--------------------------------------------------------------------------------------

Quelle buste della spesa nei comitati Mpa prima del voto

ROMA—La telecamera è bassa, inquadra all’altezza della busta della spesa. Esce un primo signore, poi una signora che impugna con la stessa mano qualcosa che sembra un facsimile elettorale. All’interno del locale si intravedono altri che ritirano i pacchi. Dentro i pacchi, della pasta, prodotti confezionati. E l’il aprile, ultimo giorno di campagna elettorale, e il locale non è un supermercato ma un patronato, in uno dei quartieri a rischio di Catania, da Librino a Nesima. Una delle decine di centri di assistenza ai cittadini che fanno capo ai sindacati o ad associazioni — questo dovrebbero essere — e che nelle città siciliane invece spuntano come funghi alla vigilia delle elezioni, trasformandosi presto in comitati elettorali. Alla vetrina sono affissi i manifesti elettorali di Raffaele Lombardo, poi trionfatore alla presidenza della Regione, e un suo uomo in corsa per l’Assemblea regionale, CarmeloTagliaferro (lui non ce l’ha fatta).

La telecamera li fuori crea allarme. Entra subito un signore molto agitato che ordina — così si sente distintamente dall’audio—di «non fare uscire nessuno dal patronato con la spesa». Gli avventori restano chiusi lì per lunghi minuti, mentre la telecamera zoomma all’interno e scova - fa notare la voce fuori campo - scatoloni di generi alimentati). E una delle immagini forti, una delle tante, dell’inchiesta-reportage sulla macchina elettorale di Raffaele Lombardo realizzata da due giovani giornaliste, Claudia Di Pasquale e Teresa Paola. Andrà in onda stasera, nel corso del programma di informazione condotto da Ilaria D’Amico “Exit”, dalle 2l.00 su La7. Venti minuti per un video d’impatto che ricorda molto «La mafia è bianca» sul sistema di potere cuffariano. Le due croniste si sono piazzate al seguito di galoppini e grandi elettori del nuovo viceré di Sicilia negli ultimi dieci giorni della campagna elettorale. Hanno filmato e raccolto le testimonianze, carpito i segreti, gli strumenti utilizzati per catturare pacchi di voti. Per scoprire che molto ruota proprio attorno a i patronati che presidiano il territorio. Quasi tutte le vetrine sono occupate dai manifesti elettorali di candidati del Pdl e soprattutto dell’Mpa e del suo leader Lombardo, che lì gioca in casa. Il centrosinistra laggiù sembra scomparso dai quartieri, cancellato.

La sensazione è che a Catania, in Sicilia, abbia funzionato una perfetta catena di montaggio del consenso. I galoppini, oscurati, raccontano come accolgano i cittadini «bisognosi» al patronato e come si crea un pugno di voti per famiglia: «50 euro per la spesa, una carta telefonica, poi la mattina ci facciamo trovare all’ingresso del seggio». Vengono filmati alcuni che distribuiscono fac-simili nei dintorni delle scuole, sarebbe vietato. Gli stessi raccontano di essere rappresentanti di lista («Sì, siamo dell’Mpa»). Dunque, verificheranno all’apertura delle urne. Un controllo capillare del processo, dalla materia prima del bisogno al prodotto finale del voto. Quartiere di San Leone. C’è la fila davanti a un patronato per parlare col consigliere comunale che riceve. Uno dei tanti racconta che il consigliere promette un posto dopo il 13 aprile: da precario, ovviamente. In provincia, con telecamera nascosta, una delle giornaliste finge di essere in cerca di lavoro e in un patronato viene invitata a consegnare il curriculum al consigliere, poi, al sindaco del paese. Tutti cortesi. A Librino ci sono più patronati che salumerie, al quartiere di Nesima, tre patronati in 500 metri. Il gestore dice: «Sono al servizio degli amici. La famiglia Lombardo sono i miei amici. Sono cristiano e per me Raffaele è il vangelo». Famiglia, perché oltre a Raffaele c’è il fratello Angelo, eletto all’Assemblea. Il video chiude su tre ragazzini di sei anni reclutati in un orfanotrofio, anche loro per distribuire volantini ai seggi. Non sono perseguibili. «Ai politici chiedo di non approfittare della povera gente — supplica la suora intervistata, incaricata della loro custodia— Rispettate almeno la loro dignità». Il resto è trionfo di Lombardo, nuovo governatore, erede di Totò Cuffaro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Paola<br />
Ecco l&#8217;articolo di Repubblica che annuncia il servizio di stasera</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Quelle buste della spesa nei comitati Mpa prima del voto</p>
<p>ROMA—La telecamera è bassa, inquadra all’altezza della busta della spesa. Esce un primo signore, poi una signora che impugna con la stessa mano qualcosa che sembra un facsimile elettorale. All’interno del locale si intravedono altri che ritirano i pacchi. Dentro i pacchi, della pasta, prodotti confezionati. E l’il aprile, ultimo giorno di campagna elettorale, e il locale non è un supermercato ma un patronato, in uno dei quartieri a rischio di Catania, da Librino a Nesima. Una delle decine di centri di assistenza ai cittadini che fanno capo ai sindacati o ad associazioni — questo dovrebbero essere — e che nelle città siciliane invece spuntano come funghi alla vigilia delle elezioni, trasformandosi presto in comitati elettorali. Alla vetrina sono affissi i manifesti elettorali di Raffaele Lombardo, poi trionfatore alla presidenza della Regione, e un suo uomo in corsa per l’Assemblea regionale, CarmeloTagliaferro (lui non ce l’ha fatta).</p>
<p>La telecamera li fuori crea allarme. Entra subito un signore molto agitato che ordina — così si sente distintamente dall’audio—di «non fare uscire nessuno dal patronato con la spesa». Gli avventori restano chiusi lì per lunghi minuti, mentre la telecamera zoomma all’interno e scova &#8211; fa notare la voce fuori campo &#8211; scatoloni di generi alimentati). E una delle immagini forti, una delle tante, dell’inchiesta-reportage sulla macchina elettorale di Raffaele Lombardo realizzata da due giovani giornaliste, Claudia Di Pasquale e Teresa Paola. Andrà in onda stasera, nel corso del programma di informazione condotto da Ilaria D’Amico “Exit”, dalle 2l.00 su La7. Venti minuti per un video d’impatto che ricorda molto «La mafia è bianca» sul sistema di potere cuffariano. Le due croniste si sono piazzate al seguito di galoppini e grandi elettori del nuovo viceré di Sicilia negli ultimi dieci giorni della campagna elettorale. Hanno filmato e raccolto le testimonianze, carpito i segreti, gli strumenti utilizzati per catturare pacchi di voti. Per scoprire che molto ruota proprio attorno a i patronati che presidiano il territorio. Quasi tutte le vetrine sono occupate dai manifesti elettorali di candidati del Pdl e soprattutto dell’Mpa e del suo leader Lombardo, che lì gioca in casa. Il centrosinistra laggiù sembra scomparso dai quartieri, cancellato.</p>
<p>La sensazione è che a Catania, in Sicilia, abbia funzionato una perfetta catena di montaggio del consenso. I galoppini, oscurati, raccontano come accolgano i cittadini «bisognosi» al patronato e come si crea un pugno di voti per famiglia: «50 euro per la spesa, una carta telefonica, poi la mattina ci facciamo trovare all’ingresso del seggio». Vengono filmati alcuni che distribuiscono fac-simili nei dintorni delle scuole, sarebbe vietato. Gli stessi raccontano di essere rappresentanti di lista («Sì, siamo dell’Mpa»). Dunque, verificheranno all’apertura delle urne. Un controllo capillare del processo, dalla materia prima del bisogno al prodotto finale del voto. Quartiere di San Leone. C’è la fila davanti a un patronato per parlare col consigliere comunale che riceve. Uno dei tanti racconta che il consigliere promette un posto dopo il 13 aprile: da precario, ovviamente. In provincia, con telecamera nascosta, una delle giornaliste finge di essere in cerca di lavoro e in un patronato viene invitata a consegnare il curriculum al consigliere, poi, al sindaco del paese. Tutti cortesi. A Librino ci sono più patronati che salumerie, al quartiere di Nesima, tre patronati in 500 metri. Il gestore dice: «Sono al servizio degli amici. La famiglia Lombardo sono i miei amici. Sono cristiano e per me Raffaele è il vangelo». Famiglia, perché oltre a Raffaele c’è il fratello Angelo, eletto all’Assemblea. Il video chiude su tre ragazzini di sei anni reclutati in un orfanotrofio, anche loro per distribuire volantini ai seggi. Non sono perseguibili. «Ai politici chiedo di non approfittare della povera gente — supplica la suora intervistata, incaricata della loro custodia— Rispettate almeno la loro dignità». Il resto è trionfo di Lombardo, nuovo governatore, erede di Totò Cuffaro.</p>
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		<title>
		Di: sebastian		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/04/15/afro-tondelli-lauro-ferioli-marino-serri-ovidio-franchi-emilio-reverberi/#comment-91724</link>

		<dc:creator><![CDATA[sebastian]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 07:59:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Paola

Se vuoi sapere qualcosa di più di Raffaele Lombardo, non perderti il servizio che Exit gli dedica stasera su La 7.

sebastian]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Paola</p>
<p>Se vuoi sapere qualcosa di più di Raffaele Lombardo, non perderti il servizio che Exit gli dedica stasera su La 7.</p>
<p>sebastian</p>
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		<title>
		Di: The O.C.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 10:10:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Realizzazioni concrete&quot;. Magari fossero luoghi comuni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Realizzazioni concrete&#8221;. Magari fossero luoghi comuni.</p>
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		<title>
		Di: Cristoforo Prodan		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristoforo Prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 23:33:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;ideologia non ha colore, perché è falsa coscienza: è il mettere in evidenza alcune cose tralasciandone altre altrettanto significative ma non utili all&#039;artificio retorico che si vuole raggiungere. In questo senso va accuratamente evitata.

E proprio l&#039;equidistantismo destra/sinistra nasconde un discorso ideologico, perché appunto non tiene conto del contesto. Rileggendo alcune poesie della raccolta di Pasolini &quot;Trasumanar e organizzar&quot;, ho trovato che nel risvolto all&#039;edizione Garzanti del 1971 il poeta scriveva, tra le altre cose: «La dichiarazione di equidistanza dai due corni estremi è oggettivamente un appoggio al corno destro».

Se proprio vogliamo prendere il toro per le corna, cerchiamo almeno di acchiappare tutti e due i corni. Altrimenti, come dice un mio amico pizzettaro, sono &quot;volatili per diabetici&quot; (&quot;cazzi amari&quot;, per chi non avesse afferrato la metafora).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ideologia non ha colore, perché è falsa coscienza: è il mettere in evidenza alcune cose tralasciandone altre altrettanto significative ma non utili all&#8217;artificio retorico che si vuole raggiungere. In questo senso va accuratamente evitata.</p>
<p>E proprio l&#8217;equidistantismo destra/sinistra nasconde un discorso ideologico, perché appunto non tiene conto del contesto. Rileggendo alcune poesie della raccolta di Pasolini &#8220;Trasumanar e organizzar&#8221;, ho trovato che nel risvolto all&#8217;edizione Garzanti del 1971 il poeta scriveva, tra le altre cose: «La dichiarazione di equidistanza dai due corni estremi è oggettivamente un appoggio al corno destro».</p>
<p>Se proprio vogliamo prendere il toro per le corna, cerchiamo almeno di acchiappare tutti e due i corni. Altrimenti, come dice un mio amico pizzettaro, sono &#8220;volatili per diabetici&#8221; (&#8220;cazzi amari&#8221;, per chi non avesse afferrato la metafora).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: niky lismo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/04/15/afro-tondelli-lauro-ferioli-marino-serri-ovidio-franchi-emilio-reverberi/#comment-91576</link>

		<dc:creator><![CDATA[niky lismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 17:50:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pare che il pensiero unico della “fine delle ideologie” dilaghi anche dentro il pensiero critico. In realtà la fine delle ideologie è stata decretata troppo alla svelta e a scopi strumentali: si è voluta privare la parte debole della società (che ha beni scarsi ma coscienza delle cose) degli occhiali di lettura della realtà, dei fondamenti per l’interpretazione del mondo. Gli occhiali non sono una gabbia, ma uno strumento per vedere (per capire), non costringono a una visione bensì consentono “la” visione. Che cosa è retorica bieca? Conservare la memoria storica (le parole, il linguaggio) della difesa collettiva della libertà o non piuttosto adeguarsi ai luoghi comuni delle “realizzazioni concrete” che non sono “né di destra né di sinistra”? Proporre un’etica della politica o farne un atteggiamento pratico guidato da chi ha più binari? Ciò che viene spacciato come né di destra né di sinistra è in realtà dominio assoluto di chi già esercita il potere: le multinazionali, la grande finanza, l’informazione di massa, la chiesa… Se questo linguaggio è vecchio è il segno dell’immutabilità degli assetti sociali. Se una sinistra nuova deve svendere anche il fondo del suo patrimonio di idee, perché dovrebbe ri-chiamarsi sinistra? Il cuore batte al solito modo, per fortuna: è l’unica cosa (diversamente dalla testa) ancora libera di non farsi comprare, né dai soldi né da una modernità arrembante quanto vacua.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pare che il pensiero unico della “fine delle ideologie” dilaghi anche dentro il pensiero critico. In realtà la fine delle ideologie è stata decretata troppo alla svelta e a scopi strumentali: si è voluta privare la parte debole della società (che ha beni scarsi ma coscienza delle cose) degli occhiali di lettura della realtà, dei fondamenti per l’interpretazione del mondo. Gli occhiali non sono una gabbia, ma uno strumento per vedere (per capire), non costringono a una visione bensì consentono “la” visione. Che cosa è retorica bieca? Conservare la memoria storica (le parole, il linguaggio) della difesa collettiva della libertà o non piuttosto adeguarsi ai luoghi comuni delle “realizzazioni concrete” che non sono “né di destra né di sinistra”? Proporre un’etica della politica o farne un atteggiamento pratico guidato da chi ha più binari? Ciò che viene spacciato come né di destra né di sinistra è in realtà dominio assoluto di chi già esercita il potere: le multinazionali, la grande finanza, l’informazione di massa, la chiesa… Se questo linguaggio è vecchio è il segno dell’immutabilità degli assetti sociali. Se una sinistra nuova deve svendere anche il fondo del suo patrimonio di idee, perché dovrebbe ri-chiamarsi sinistra? Il cuore batte al solito modo, per fortuna: è l’unica cosa (diversamente dalla testa) ancora libera di non farsi comprare, né dai soldi né da una modernità arrembante quanto vacua.</p>
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		<title>
		Di: Cristoforo Prodan		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristoforo Prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 15:04:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«La vocazione adriatica dell’Italia [...]»

questa mi era sfuggita...

Quanto agli albanesi, qui da noi c&#039;è più di qualcuno che vorrebbe metterli tutti su un barcone e rovesciarli in mezzo all&#039;Adriatico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«La vocazione adriatica dell’Italia [&#8230;]»</p>
<p>questa mi era sfuggita&#8230;</p>
<p>Quanto agli albanesi, qui da noi c&#8217;è più di qualcuno che vorrebbe metterli tutti su un barcone e rovesciarli in mezzo all&#8217;Adriatico&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Alcor		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 13:26:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho sentito Vendola, non ricordo più se sul La7 o altrove, e mi è piaciuto assai, molto lucido, concreto, consapevole, generoso, autocritico. politico, programmatico e non trovo altri aggettivi per indicare il mio gradimento, pur nelle differenze grandissime. 
Risponde al alcune delle lamentazioni di questo thread come davvero bisognerebbe fare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sentito Vendola, non ricordo più se sul La7 o altrove, e mi è piaciuto assai, molto lucido, concreto, consapevole, generoso, autocritico. politico, programmatico e non trovo altri aggettivi per indicare il mio gradimento, pur nelle differenze grandissime.<br />
Risponde al alcune delle lamentazioni di questo thread come davvero bisognerebbe fare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: The O.C.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/04/15/afro-tondelli-lauro-ferioli-marino-serri-ovidio-franchi-emilio-reverberi/#comment-91562</link>

		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 13:17:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bello. Ma non mi sento proprio decadente.
Se può interessarti: http://www.newyorker.com/arts/critics/atlarge/2008/04/21/080421crat_atlarge_buruma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bello. Ma non mi sento proprio decadente.<br />
Se può interessarti: <a href="http://www.newyorker.com/arts/critics/atlarge/2008/04/21/080421crat_atlarge_buruma" rel="nofollow ugc">http://www.newyorker.com/arts/critics/atlarge/2008/04/21/080421crat_atlarge_buruma</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cristiano prakash		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/04/15/afro-tondelli-lauro-ferioli-marino-serri-ovidio-franchi-emilio-reverberi/#comment-91561</link>

		<dc:creator><![CDATA[cristiano prakash]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 13:02:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non guardo quasi più la tivù, se non qualcosa su sky - sì, di un altro padrone, come ci fosse qualcosa che non ne abbia- e in effetti sto meglio, mi sento più intelligente, reattivo, valuto con più distacco la mia infelicità, tipicamente occidentale, basata sulla insoddisfazione costante da desideri spirituali - vorrei illuminarmi- e materiali - vorrei una bella auto e viaggiare molto-.
poi faccio shiatsu per stare meglio, scrivo e talvolta leggo ciò che scrivo, cosa che mi soddisfa molto, per poco tempo però. 
leggo molto, frequento gli intelligentoni di internet affinché, non guardando la tivù, mi possa sentire informato e al centro di qualche cosa.
sono in forma e lavoro nel sociale, non mangio carne e pesce da quindici anni e osservo con attenzione quel che mi accade, momento per momento, come suggeriscono i mistici.
ma non succede niente, non sono contento, non mi pare di essere più utile all&#039;esistenza della razza umana, anche se sarei pronto a giurare il contrario in qualsiasi momento a chicchessia mi si pari davanti e nomini berlusconi.
sono sempre stato di sinistra, nato in una famiglia di sinistra, con uno zio che qui a venezia veniva chiamato mao, poi convertitosi anch&#039;egli ai ds, prima di morire. 
sono anche stato comunista e anarchista, come tutti i giovanotti ribelli che si rispettano, per poi capire che anche quella è una trappola, una fede, una sovrastruttura mentale per mentecatti che han bisogno di stare in compagnia.
mai creduto in dio, mai cercato di trovarlo, sempre stato convinto che anche questa è un&#039;illusione per chi vuol trascendere part time, magari quando sono tristi e soli.
e non riesco a votare questi soldatini illusionisti, correndo anche il pericolo di veder eletto il re degli spacciatori di oppio del popolo consumatore che paga per far circolare l&#039;idea del circo del benessere.
siamo in occidente, siamo grassi, obesi di vizi, infelici, tracotanti cialtroni dell&#039;apparenza. 
siamo destinati all&#039;infelicità eppure sorridiamo con denti bianchissimi.
siamo la decadenza e la morte della vita.

fernando gorup de besanez, &quot;soy echo polvo&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non guardo quasi più la tivù, se non qualcosa su sky &#8211; sì, di un altro padrone, come ci fosse qualcosa che non ne abbia- e in effetti sto meglio, mi sento più intelligente, reattivo, valuto con più distacco la mia infelicità, tipicamente occidentale, basata sulla insoddisfazione costante da desideri spirituali &#8211; vorrei illuminarmi- e materiali &#8211; vorrei una bella auto e viaggiare molto-.<br />
poi faccio shiatsu per stare meglio, scrivo e talvolta leggo ciò che scrivo, cosa che mi soddisfa molto, per poco tempo però.<br />
leggo molto, frequento gli intelligentoni di internet affinché, non guardando la tivù, mi possa sentire informato e al centro di qualche cosa.<br />
sono in forma e lavoro nel sociale, non mangio carne e pesce da quindici anni e osservo con attenzione quel che mi accade, momento per momento, come suggeriscono i mistici.<br />
ma non succede niente, non sono contento, non mi pare di essere più utile all&#8217;esistenza della razza umana, anche se sarei pronto a giurare il contrario in qualsiasi momento a chicchessia mi si pari davanti e nomini berlusconi.<br />
sono sempre stato di sinistra, nato in una famiglia di sinistra, con uno zio che qui a venezia veniva chiamato mao, poi convertitosi anch&#8217;egli ai ds, prima di morire.<br />
sono anche stato comunista e anarchista, come tutti i giovanotti ribelli che si rispettano, per poi capire che anche quella è una trappola, una fede, una sovrastruttura mentale per mentecatti che han bisogno di stare in compagnia.<br />
mai creduto in dio, mai cercato di trovarlo, sempre stato convinto che anche questa è un&#8217;illusione per chi vuol trascendere part time, magari quando sono tristi e soli.<br />
e non riesco a votare questi soldatini illusionisti, correndo anche il pericolo di veder eletto il re degli spacciatori di oppio del popolo consumatore che paga per far circolare l&#8217;idea del circo del benessere.<br />
siamo in occidente, siamo grassi, obesi di vizi, infelici, tracotanti cialtroni dell&#8217;apparenza.<br />
siamo destinati all&#8217;infelicità eppure sorridiamo con denti bianchissimi.<br />
siamo la decadenza e la morte della vita.</p>
<p>fernando gorup de besanez, &#8220;soy echo polvo&#8221;</p>
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		<item>
		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/04/15/afro-tondelli-lauro-ferioli-marino-serri-ovidio-franchi-emilio-reverberi/#comment-91553</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 10:58:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[confessione di alonso chisciano

Giro nel mio deserto e sto tranquillo
ho solo il vento per barriera
Ah, che cavaliere triste
in realtà avevo dato il cuore
alla luna
e la luna l&#039;ho barattata col temporale
e il temporale con un tempo ancor meno normale
e il tempo stesso con una spada
che mi accompagnasse
fuori dei confini di quello che è reale.

E più mi accorgo di amare l&#039;ignota destinazione
più lungo sterpi e rovesci
non ritorno.

A me, a me, a me
una pazzia d&#039;argento
al mio cavallo una pazzia di biada

Ah, come hai potuto pensare
di cambiarci la strada
che se la morte è soltanto un mare
vedi, mi ci tuffo vestito

Ahi, polvere delle mie strade
ah, scintille del mio mare inaridito
come hai potuto pensare
di spogliarmi proprio adesso
giro nel mio deserto e fa lo stesso

Per non scalfire il tuo senso morale
ma dentro
caro il mio ingegnoso narratore, dentro,
dentro è tutto un altro carnevale

Mi porto dietro latta, legni
l&#039;antico arsenale
carambole di fantasmi io conservo
conservo pezzi di temporale
le chiacchiere sul mercato
che vergogna, che spavento
la normalità eterna

Risvegliarmi un&#039;altra volta senza fiato
fra il pianto scemo del barbiere
e il sudore muto del curato
io qui vedo l&#039;orizzonte
e faccio finta di accettare
le predizioni della scimmia che indovina
Io, tirar di scherma con la grandine, le dame.

Ah, che compagnie infelici
cavalieri di specchi, minestre di radici
dormo nella follia
e tutto il teatro con me

Ma senti che odore di carta e incenso
da una parte ti dico grazie
e dall&#039;altra continuo
solo e senza corpo a scornarmi con il vento.

(Fossati -  Anna Lamberti Bocconi)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>confessione di alonso chisciano</p>
<p>Giro nel mio deserto e sto tranquillo<br />
ho solo il vento per barriera<br />
Ah, che cavaliere triste<br />
in realtà avevo dato il cuore<br />
alla luna<br />
e la luna l&#8217;ho barattata col temporale<br />
e il temporale con un tempo ancor meno normale<br />
e il tempo stesso con una spada<br />
che mi accompagnasse<br />
fuori dei confini di quello che è reale.</p>
<p>E più mi accorgo di amare l&#8217;ignota destinazione<br />
più lungo sterpi e rovesci<br />
non ritorno.</p>
<p>A me, a me, a me<br />
una pazzia d&#8217;argento<br />
al mio cavallo una pazzia di biada</p>
<p>Ah, come hai potuto pensare<br />
di cambiarci la strada<br />
che se la morte è soltanto un mare<br />
vedi, mi ci tuffo vestito</p>
<p>Ahi, polvere delle mie strade<br />
ah, scintille del mio mare inaridito<br />
come hai potuto pensare<br />
di spogliarmi proprio adesso<br />
giro nel mio deserto e fa lo stesso</p>
<p>Per non scalfire il tuo senso morale<br />
ma dentro<br />
caro il mio ingegnoso narratore, dentro,<br />
dentro è tutto un altro carnevale</p>
<p>Mi porto dietro latta, legni<br />
l&#8217;antico arsenale<br />
carambole di fantasmi io conservo<br />
conservo pezzi di temporale<br />
le chiacchiere sul mercato<br />
che vergogna, che spavento<br />
la normalità eterna</p>
<p>Risvegliarmi un&#8217;altra volta senza fiato<br />
fra il pianto scemo del barbiere<br />
e il sudore muto del curato<br />
io qui vedo l&#8217;orizzonte<br />
e faccio finta di accettare<br />
le predizioni della scimmia che indovina<br />
Io, tirar di scherma con la grandine, le dame.</p>
<p>Ah, che compagnie infelici<br />
cavalieri di specchi, minestre di radici<br />
dormo nella follia<br />
e tutto il teatro con me</p>
<p>Ma senti che odore di carta e incenso<br />
da una parte ti dico grazie<br />
e dall&#8217;altra continuo<br />
solo e senza corpo a scornarmi con il vento.</p>
<p>(Fossati &#8211;  Anna Lamberti Bocconi)</p>
]]></content:encoded>
		
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