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	Commenti a: «Quindici» colpisce ancora	</title>
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		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91944</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 15:16:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Biondillo

Bada però che io non dico che deve esserci semplice accettazione, la visione è importante. 
Dico solo che l&#039;analisi deve essere realistica, perché la visione sia efficace.


Del resto, come forse avete letto, certe innovazioni nascono ancora all&#039;interno della macchina produttiva, e per ragioni economiche. 
Robert Miller intende capovolgere il sistema degli anticipi editoriali agli autori di bestsellers. 
Niente più anticipi, dice Miller, che assorbono troppe risorse e poi spingono le case editrici a puntare sui prodotti che sono costati di più per recuperare l’investimento: &quot;la nostra intenzione è di pubblicare efficacemente libri che altrimenti non riuscirebbero a emergere in questo ambiente crescente di &quot;grandi titoli&quot;, in cui gli autori riconosciuti subiscono una pressione enorme...mentre i nuovi autori trovano sempre più difficile trovare un editore&quot;. 
Si tornerebbe, se ho ben capito, da un investimento prevalente sui singoli titoli, per i quali i milioni di altri titoli servono prevalentemente come zoccolo, a un investimento più diffuso su un numero maggiore di titoli che verrebbero a costare di meno.
Siccome l’altro corno del meccanismo su cui agirebbero è però quelle delle rese, che non sarebbero più possibili, forse questo è solo il cavallo di troia per pagare meno gli autori e guadagnare molto di più in quanto major.
Il libraio che non può rendere, cosa comprerà, alla fine?
Potrebbe essere una nuova catastrofe per la biodiversità libraria, come dicono alcuni, e forse no, vedremo, ma per l&#039;editoria commerciale è una enorme novità. 
E visto che dopo un po&#039; arriva qui quello che fanno lì, e che l&#039;editoria commerciale è la madre di tutte le editorie, sto in campana.

Del resto, e poi lascio, perché sto andando OT, penso che oggi il nostro massimo problema siano le grandi compagnie, cosa di cui 40 fa non ci occupavamo, compagnie il cui prodotto interno lordo è pari a quello di molti stati, con leggi interne parallele e non controllabili dagli ordinamenti giuridici degli stati, incontrollabili in quanto tali nella loro struttura finanziaria, opache, misteriose e globali. E le grandi industrie culturali sono grandi compagnie. Solo nel nostro piccolo mondo mediterraneo pensiamo di poterci parlate tra noi.
(Guido Rossi, Il mercato d’azzardo, Adelphi, anche se ne ho capito poco, quel che ho capito mi ha ipnotizzata, come si può vedere.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Biondillo</p>
<p>Bada però che io non dico che deve esserci semplice accettazione, la visione è importante.<br />
Dico solo che l&#8217;analisi deve essere realistica, perché la visione sia efficace.</p>
<p>Del resto, come forse avete letto, certe innovazioni nascono ancora all&#8217;interno della macchina produttiva, e per ragioni economiche.<br />
Robert Miller intende capovolgere il sistema degli anticipi editoriali agli autori di bestsellers.<br />
Niente più anticipi, dice Miller, che assorbono troppe risorse e poi spingono le case editrici a puntare sui prodotti che sono costati di più per recuperare l’investimento: &#8220;la nostra intenzione è di pubblicare efficacemente libri che altrimenti non riuscirebbero a emergere in questo ambiente crescente di &#8220;grandi titoli&#8221;, in cui gli autori riconosciuti subiscono una pressione enorme&#8230;mentre i nuovi autori trovano sempre più difficile trovare un editore&#8221;.<br />
Si tornerebbe, se ho ben capito, da un investimento prevalente sui singoli titoli, per i quali i milioni di altri titoli servono prevalentemente come zoccolo, a un investimento più diffuso su un numero maggiore di titoli che verrebbero a costare di meno.<br />
Siccome l’altro corno del meccanismo su cui agirebbero è però quelle delle rese, che non sarebbero più possibili, forse questo è solo il cavallo di troia per pagare meno gli autori e guadagnare molto di più in quanto major.<br />
Il libraio che non può rendere, cosa comprerà, alla fine?<br />
Potrebbe essere una nuova catastrofe per la biodiversità libraria, come dicono alcuni, e forse no, vedremo, ma per l&#8217;editoria commerciale è una enorme novità.<br />
E visto che dopo un po&#8217; arriva qui quello che fanno lì, e che l&#8217;editoria commerciale è la madre di tutte le editorie, sto in campana.</p>
<p>Del resto, e poi lascio, perché sto andando OT, penso che oggi il nostro massimo problema siano le grandi compagnie, cosa di cui 40 fa non ci occupavamo, compagnie il cui prodotto interno lordo è pari a quello di molti stati, con leggi interne parallele e non controllabili dagli ordinamenti giuridici degli stati, incontrollabili in quanto tali nella loro struttura finanziaria, opache, misteriose e globali. E le grandi industrie culturali sono grandi compagnie. Solo nel nostro piccolo mondo mediterraneo pensiamo di poterci parlate tra noi.<br />
(Guido Rossi, Il mercato d’azzardo, Adelphi, anche se ne ho capito poco, quel che ho capito mi ha ipnotizzata, come si può vedere.)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: dege		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91943</link>

		<dc:creator><![CDATA[dege]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 14:40:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ottima intervista. molto interessante il discorso sui libri senza mercato come investimento sul futuro (del libro, della casa editrice e dell&#039;autore). non a caso, sono i libri che continuiamo a leggere anche trenta-quarant&#039;anni dopo, trovandovi sempre qualcosa di nuovo. a quei tempi, tuttavia, anche i libri che avevano mercato erano in larga parte buoni libri. oggi non è più così. è un dato storico, c&#039;è mercato e mercato. dipende da chi l&#039;ha in mano e lo fa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ottima intervista. molto interessante il discorso sui libri senza mercato come investimento sul futuro (del libro, della casa editrice e dell&#8217;autore). non a caso, sono i libri che continuiamo a leggere anche trenta-quarant&#8217;anni dopo, trovandovi sempre qualcosa di nuovo. a quei tempi, tuttavia, anche i libri che avevano mercato erano in larga parte buoni libri. oggi non è più così. è un dato storico, c&#8217;è mercato e mercato. dipende da chi l&#8217;ha in mano e lo fa.</p>
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		<title>
		Di: cf05103025		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91889</link>

		<dc:creator><![CDATA[cf05103025]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 16:01:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah,
interessante abbastanza, 
troppi rimpianti,
poca conoscenza e sensibilità per il quotidiano, 
mi pare che NB viva in una sua mentale casetta piccolina in Canadà,

però e tuttavia per &#039;sta cosa de la scampagnata co&#039; Berlouscòn gli darei &#039;no schiaffo, a NB, e poi dice, tira fuori gli snob, lui,
non sono divertenti nè quel coso Ueltròn 
nè il suo nanospecchio, no, 
fanno pietà se non schifo

MarioB.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah,<br />
interessante abbastanza,<br />
troppi rimpianti,<br />
poca conoscenza e sensibilità per il quotidiano,<br />
mi pare che NB viva in una sua mentale casetta piccolina in Canadà,</p>
<p>però e tuttavia per &#8216;sta cosa de la scampagnata co&#8217; Berlouscòn gli darei &#8216;no schiaffo, a NB, e poi dice, tira fuori gli snob, lui,<br />
non sono divertenti nè quel coso Ueltròn<br />
nè il suo nanospecchio, no,<br />
fanno pietà se non schifo</p>
<p>MarioB.</p>
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		<title>
		Di: véronique		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91885</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 15:20:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto con curiosità l&#039;intervista che mi fa conoscere N Balestreni. Mi ha sorpresa con la sua vista senza concessione. La parte a proposito della mancanza della tensione drammatica è appassionante:  i cattivi assenti dell&#039;arte, non l&#039;avevo mai pensato cosi. Forse il nostro mondo è già troppo fragile: l&#039;arte propone un conforto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con curiosità l&#8217;intervista che mi fa conoscere N Balestreni. Mi ha sorpresa con la sua vista senza concessione. La parte a proposito della mancanza della tensione drammatica è appassionante:  i cattivi assenti dell&#8217;arte, non l&#8217;avevo mai pensato cosi. Forse il nostro mondo è già troppo fragile: l&#8217;arte propone un conforto.</p>
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		Di: gherardo bortolotti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91879</link>

		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 14:40:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in rapporto al link segnalato nel secondo commento, è interessante l&#039;accenno che c&#039;è nell&#039;intervista alla questione del contenuto &quot;politico&quot; e della forma &quot;impolitica&quot;. la materia che tratta saviano è, come si dice in questi casi, scottante e in rapporto diretto con la nostra vita (un rapporto devastante, per altro). eppure viene letta secondo la cifra indiretta e stilizzante dell&#039;epica (cosa che capita quasi sempre per la produzione italiana specializzata nel genere &quot;misteri italiani&quot; - dalla strategia della tensione al terrorismo etc.). in qualche modo una forma collocabile disinnesca il contenuto incollocabile.

in questo senso andrebbe letta, mi sembra, anche la questione del rischio editoriale. il prodotto dell&#039;industria editorale come merce ha solo valore di scambio (sarà una lettura vetero-marxista ma, da questo punto di vista, dai tempi dell&#039; &quot;invenzione&quot; della merce e della sua critica, mi sembra che non sia capitato molto). nel caso lo scambio vale come trasparenza, riconoscibilità, collocabilità. tant&#039;è che libri come tristano o altri della stessa stagione era virati in modo radicale verso il valore d&#039;uso e, paradossalmente, erano molto più leggibili (proprio perché andavo letti e non solo riconosciuti) di molta produzione corrente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in rapporto al link segnalato nel secondo commento, è interessante l&#8217;accenno che c&#8217;è nell&#8217;intervista alla questione del contenuto &#8220;politico&#8221; e della forma &#8220;impolitica&#8221;. la materia che tratta saviano è, come si dice in questi casi, scottante e in rapporto diretto con la nostra vita (un rapporto devastante, per altro). eppure viene letta secondo la cifra indiretta e stilizzante dell&#8217;epica (cosa che capita quasi sempre per la produzione italiana specializzata nel genere &#8220;misteri italiani&#8221; &#8211; dalla strategia della tensione al terrorismo etc.). in qualche modo una forma collocabile disinnesca il contenuto incollocabile.</p>
<p>in questo senso andrebbe letta, mi sembra, anche la questione del rischio editoriale. il prodotto dell&#8217;industria editorale come merce ha solo valore di scambio (sarà una lettura vetero-marxista ma, da questo punto di vista, dai tempi dell&#8217; &#8220;invenzione&#8221; della merce e della sua critica, mi sembra che non sia capitato molto). nel caso lo scambio vale come trasparenza, riconoscibilità, collocabilità. tant&#8217;è che libri come tristano o altri della stessa stagione era virati in modo radicale verso il valore d&#8217;uso e, paradossalmente, erano molto più leggibili (proprio perché andavo letti e non solo riconosciuti) di molta produzione corrente.</p>
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		<title>
		Di: Curioso		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91870</link>

		<dc:creator><![CDATA[Curioso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 13:08:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[una mangiata con Giuliano Ferrara anch&#039;io me la farei, a patto di non essere la pietanza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>una mangiata con Giuliano Ferrara anch&#8217;io me la farei, a patto di non essere la pietanza.</p>
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		<title>
		Di: lezama		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lezama]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 12:19:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ un borghese - le persone di sinistra hanno l&#039;idea giusta che la politica abbia a che fare con l&#039;etica.]]></description>
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		<title>
		Di: lezama		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91866</link>

		<dc:creator><![CDATA[lezama]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 12:17:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[si comincia così e si finisce compagni di merende]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>si comincia così e si finisce compagni di merende</p>
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		<title>
		Di: lezama		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lezama]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 12:16:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[p.s. a queste condizioni, poi, meglio una scampagnata solitaria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>p.s. a queste condizioni, poi, meglio una scampagnata solitaria</p>
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		<title>
		Di: lezama		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/04/23/quindici-colpisce-ancora/#comment-91864</link>

		<dc:creator><![CDATA[lezama]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 12:09:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ alcor - non è che più che sintomatici siamo semplicemente sintomi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ alcor &#8211; non è che più che sintomatici siamo semplicemente sintomi?</p>
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