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	Commenti a: Un, deux, mille plateaux &#8211; Gomorra e dintorni	</title>
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		Di: jackleopardi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jackleopardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 20:12:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[chi è slate?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>chi è slate?</p>
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		Di: The O.C.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2008 11:00:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tedoldi deve aver letto Slate, ma non di sola focalizzazione interna se campa. Anzi, da quel po&#039; di trailer che ho visto Garrone è stato fin troppo poco action. Così si vincono i gran premi della giuria ma le sale si riempiranno anche quelle?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tedoldi deve aver letto Slate, ma non di sola focalizzazione interna se campa. Anzi, da quel po&#8217; di trailer che ho visto Garrone è stato fin troppo poco action. Così si vincono i gran premi della giuria ma le sale si riempiranno anche quelle?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: helena		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2008 20:07:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gomorra è un gran bel film, ma questo non toglie che condivido molto di ciò che dice Luca. O Andrea Tarabbia qui
http://www.ilprimoamore.com/testo_921.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gomorra è un gran bel film, ma questo non toglie che condivido molto di ciò che dice Luca. O Andrea Tarabbia qui<br />
<a href="http://www.ilprimoamore.com/testo_921.html" rel="nofollow ugc">http://www.ilprimoamore.com/testo_921.html</a></p>
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		<title>
		Di: luca tedoldi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luca tedoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 15:19:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per flavio severini
intanto non mi chiamo teodoldi, ma non importa... 
Va bene, non so leggere un film. Avrei dato per scontato che il film doveva essre un film di denuncia e che manca clamorosamente il bersaglio. Ma io  non ho detto questo. Non volevo Rosi o Petri, non volevo la denuncia urlata, non volevo la ricopiatura pedissequa del romanzo-inchiesta. Non ho detto semplicemente &quot;è meglio il libro&quot;. Il cinema è immagine, e garrone è stato poeta visivo, benchè scarsissimo sociologo. Ma perchè la visionarietà non può essere descrittiva e realistica? perchè non può affondare gli artigli nella carne della materia economica? La suggestione iconica sarebbe in quanto tale incapace di sollevare il velo dei meri accadimenti per palesare la rete delle cause, la connessione tra il liberismo e l&#039;affarismo criminale? E non è certo lo stile ellittico a giustificare la tesi implicita della collocazione del male GOMORRA a Secondigliano ed a Scampia. Garrone sarebbe tanto bravo a formulare domande astenendosi dalla sicumera assertiva. Siamo sicuri che non siano domande retoriche? Siamo certi che anche la focalizzazione interna non sia un&#039;arma a doppio taglio? Un&#039;arma che ci fa entrare nei loro occhi, nelle loro mani, nel loro dialetto per poi farcene evadere, alla fine del film, come liberi da una clustrale arretratezza, da una prigione marcata geograficamente. Totò che pensa a passare con gli scissionisti come se cambiasse squadra di calcio per la quale tifare, Marco e Ciro che decidono di fare una rapina in venti secondi: il cinema di garrone de-realizza saviano, lo spoglia della sua meticolosità razionalista, del suo coraggio di mostrare i fattori nascosti, il potere liberista diffuso e reticolare, getta fango sull&#039;inchiesta per illustrare e far esplodere il romanzo, l&#039;antropologia, l&#039;analisi psicologica. Pensiamo a chi non ha letto il libro! Credo sia un pò facile per chi l&#039;ha letto credere che non siano necessarie ulteriori esplicazioni. 
Non èla camorra napoletana che deve scegliersi l&#039;immaginario cinematografico, ma la gomorra extranapoletana che può trovare in questa pur stupefacente opera visiva un paradossale alleato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per flavio severini<br />
intanto non mi chiamo teodoldi, ma non importa&#8230;<br />
Va bene, non so leggere un film. Avrei dato per scontato che il film doveva essre un film di denuncia e che manca clamorosamente il bersaglio. Ma io  non ho detto questo. Non volevo Rosi o Petri, non volevo la denuncia urlata, non volevo la ricopiatura pedissequa del romanzo-inchiesta. Non ho detto semplicemente &#8220;è meglio il libro&#8221;. Il cinema è immagine, e garrone è stato poeta visivo, benchè scarsissimo sociologo. Ma perchè la visionarietà non può essere descrittiva e realistica? perchè non può affondare gli artigli nella carne della materia economica? La suggestione iconica sarebbe in quanto tale incapace di sollevare il velo dei meri accadimenti per palesare la rete delle cause, la connessione tra il liberismo e l&#8217;affarismo criminale? E non è certo lo stile ellittico a giustificare la tesi implicita della collocazione del male GOMORRA a Secondigliano ed a Scampia. Garrone sarebbe tanto bravo a formulare domande astenendosi dalla sicumera assertiva. Siamo sicuri che non siano domande retoriche? Siamo certi che anche la focalizzazione interna non sia un&#8217;arma a doppio taglio? Un&#8217;arma che ci fa entrare nei loro occhi, nelle loro mani, nel loro dialetto per poi farcene evadere, alla fine del film, come liberi da una clustrale arretratezza, da una prigione marcata geograficamente. Totò che pensa a passare con gli scissionisti come se cambiasse squadra di calcio per la quale tifare, Marco e Ciro che decidono di fare una rapina in venti secondi: il cinema di garrone de-realizza saviano, lo spoglia della sua meticolosità razionalista, del suo coraggio di mostrare i fattori nascosti, il potere liberista diffuso e reticolare, getta fango sull&#8217;inchiesta per illustrare e far esplodere il romanzo, l&#8217;antropologia, l&#8217;analisi psicologica. Pensiamo a chi non ha letto il libro! Credo sia un pò facile per chi l&#8217;ha letto credere che non siano necessarie ulteriori esplicazioni.<br />
Non èla camorra napoletana che deve scegliersi l&#8217;immaginario cinematografico, ma la gomorra extranapoletana che può trovare in questa pur stupefacente opera visiva un paradossale alleato.</p>
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		<title>
		Di: The O.C.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/05/18/un-deux-mille-plateaux-gomorra-e-dintorni/#comment-93077</link>

		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 14:45:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mentre si fanno passerelle a Gomorra si continua a morire. Notizia dell&#039;altro ieri. Difendiamo Saviano ma per cortesia mettiamo al bando i Moretti gli Eco e i tromboni di mezza Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre si fanno passerelle a Gomorra si continua a morire. Notizia dell&#8217;altro ieri. Difendiamo Saviano ma per cortesia mettiamo al bando i Moretti gli Eco e i tromboni di mezza Italia.</p>
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		<title>
		Di: Flavio Severino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/05/18/un-deux-mille-plateaux-gomorra-e-dintorni/#comment-93069</link>

		<dc:creator><![CDATA[Flavio Severino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 13:30:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sono d&#039;accordo con l&#039;opinione di Luca Teodoldi sul film di Garrone. Innanzitutto il cinema ha quasi sempre esigenze e finalità che esulano dalla mera denuncia e mezzi espressivi capaci di condensare pagine e pagine di scrittura in un&#039;inquadratura o addirittura in una ellissi narrativa: bisogna saper leggere anche un film, insomma. Questo per dire che ciò che è centrale nel libro di Saviano (che molti si ostinano a chiamare &#039;romanzo&#039;), ossia l&#039;analisi dell&#039;espansione economica dell&#039;impero camorristico in tutta Italia e all&#039;estero, poteva benissimo non costituire il cuore della narrazione filmica, in quanto ogni regista sceglie di raccontare una o più storie secondo la prospettiva che ritiene più appropriata per la sua rappresentazione della realtà, tanto per ribadire l&#039;autonomia di un film rispetto al libro da cui è tratto o a cui si ispira. Detto questo, non si può rimproverare a Garrone di aver trascurato un aspetto così importante come quello delle ramificazioni economiche del &#039;sistema&#039;: la storia dei rifiuti tossici provenienti dal nord Italia e quella del sarto inconsapevole di lavorare per le grandi griffe sono esemplari, e nell&#039;essenzialità con cui vengono tratteggiate dal regista non necessitano, a mio avviso, di ulteriori esplicazioni. Se poi a muoversi sullo schermo sono per lo più &quot;visi lampadati, bulli delinquenti con piercing e capigliature gellate&quot; , nonché &quot;barbuti in canottiera o improbabili vecchietti senza corde vocali e con l’orecchino&quot; (ma non c&#039;è niente di improbabile in questo film, ahinoi!) è perché sono loro gli attori più presenti sulla scena reale della quotidiana carneficina, loro, quelli sui gradini più bassi della gerarchia criminale, lasciati a scannarsi tra loro in far west suburbani mentre i grandi manovratori, i burattinai malefici di questo sistema, i boss e gli imprenditori si limitano a raccoglierne i frutti in danaro intanto che sono altrove a compiere crimini di più vasta e meno spettacolare portata, ma dalle conseguenze più insidiose e letali. Non c&#039;è banale &quot;antropologia napoletana&quot; in questo film (che, proprio come il libro, non è un romanzo-inchiesta su Napoli), io vedo solo un&#039;impressionante adesione alla realtà attraverso volti, corpi, voci, suoni, luoghi. Non c&#039;è spettacolarizzazione della violenza, è palese il rigore dello sguardo del regista così come palesi sono le sue intenzioni, lontane anni luce dal voler dar vita a un &#039;Padrino made in Scampia&#039;. Per cui il problema dell&#039;influenza sull&#039;immaginario camorrisitico non si pone affatto in questo caso: Saviano ci ha spiegato che la camorra il suo immaginario cinematografico se l&#039;è già scelto (Scarface, i film di Tarantino, ecc.) e Garrone sottolinea anche questo. Il cinema, vampiro insaziabile, saprà sempre come fagocitare la vita anche quando è la vita a voler imitare il cinema (come ben illustra Domenico Giulia nella recensione qui sopra).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono d&#8217;accordo con l&#8217;opinione di Luca Teodoldi sul film di Garrone. Innanzitutto il cinema ha quasi sempre esigenze e finalità che esulano dalla mera denuncia e mezzi espressivi capaci di condensare pagine e pagine di scrittura in un&#8217;inquadratura o addirittura in una ellissi narrativa: bisogna saper leggere anche un film, insomma. Questo per dire che ciò che è centrale nel libro di Saviano (che molti si ostinano a chiamare &#8216;romanzo&#8217;), ossia l&#8217;analisi dell&#8217;espansione economica dell&#8217;impero camorristico in tutta Italia e all&#8217;estero, poteva benissimo non costituire il cuore della narrazione filmica, in quanto ogni regista sceglie di raccontare una o più storie secondo la prospettiva che ritiene più appropriata per la sua rappresentazione della realtà, tanto per ribadire l&#8217;autonomia di un film rispetto al libro da cui è tratto o a cui si ispira. Detto questo, non si può rimproverare a Garrone di aver trascurato un aspetto così importante come quello delle ramificazioni economiche del &#8216;sistema&#8217;: la storia dei rifiuti tossici provenienti dal nord Italia e quella del sarto inconsapevole di lavorare per le grandi griffe sono esemplari, e nell&#8217;essenzialità con cui vengono tratteggiate dal regista non necessitano, a mio avviso, di ulteriori esplicazioni. Se poi a muoversi sullo schermo sono per lo più &#8220;visi lampadati, bulli delinquenti con piercing e capigliature gellate&#8221; , nonché &#8220;barbuti in canottiera o improbabili vecchietti senza corde vocali e con l’orecchino&#8221; (ma non c&#8217;è niente di improbabile in questo film, ahinoi!) è perché sono loro gli attori più presenti sulla scena reale della quotidiana carneficina, loro, quelli sui gradini più bassi della gerarchia criminale, lasciati a scannarsi tra loro in far west suburbani mentre i grandi manovratori, i burattinai malefici di questo sistema, i boss e gli imprenditori si limitano a raccoglierne i frutti in danaro intanto che sono altrove a compiere crimini di più vasta e meno spettacolare portata, ma dalle conseguenze più insidiose e letali. Non c&#8217;è banale &#8220;antropologia napoletana&#8221; in questo film (che, proprio come il libro, non è un romanzo-inchiesta su Napoli), io vedo solo un&#8217;impressionante adesione alla realtà attraverso volti, corpi, voci, suoni, luoghi. Non c&#8217;è spettacolarizzazione della violenza, è palese il rigore dello sguardo del regista così come palesi sono le sue intenzioni, lontane anni luce dal voler dar vita a un &#8216;Padrino made in Scampia&#8217;. Per cui il problema dell&#8217;influenza sull&#8217;immaginario camorrisitico non si pone affatto in questo caso: Saviano ci ha spiegato che la camorra il suo immaginario cinematografico se l&#8217;è già scelto (Scarface, i film di Tarantino, ecc.) e Garrone sottolinea anche questo. Il cinema, vampiro insaziabile, saprà sempre come fagocitare la vita anche quando è la vita a voler imitare il cinema (come ben illustra Domenico Giulia nella recensione qui sopra).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/05/18/un-deux-mille-plateaux-gomorra-e-dintorni/#comment-93065</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 10:38:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Irene è bello cio che tu dici.
Ho letto anche su Repubblica l&#039;appelo di Roberto Saviano che parla della sua terra, di altre persone coraggiose che affrontano il pericolo, lottano per la terra.
Sono arrabiata, perché vedo dapertutto Indiana Jones nelle riviste dedicate al cine, credo che si scrive cosi, non ancora articolo lungo. Ma il film farà il suo cammino, lo penso. E credo che il pubblico francese leggerà il libro, dopo la conoscenza del film.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Irene è bello cio che tu dici.<br />
Ho letto anche su Repubblica l&#8217;appelo di Roberto Saviano che parla della sua terra, di altre persone coraggiose che affrontano il pericolo, lottano per la terra.<br />
Sono arrabiata, perché vedo dapertutto Indiana Jones nelle riviste dedicate al cine, credo che si scrive cosi, non ancora articolo lungo. Ma il film farà il suo cammino, lo penso. E credo che il pubblico francese leggerà il libro, dopo la conoscenza del film.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Irene		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/05/18/un-deux-mille-plateaux-gomorra-e-dintorni/#comment-93061</link>

		<dc:creator><![CDATA[Irene]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 09:32:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per Luca Tedoldi  Concordo con te che il libro di Roberto Saviano è altro rispetto al film e nel mio commento lo dico chiaramente, ma tieni presente che lo stesso Saviano è tra i cinque sceneggiatori del film, quindi non &quot;ha permesso&quot; che si facesse un film così, li ha aiutati a scriverlo, lui stesso ha detto:&quot;Il mio ruolo è stato come quello di un poliziotto attento al rispetto del testo...&quot;(La Stampa, 19/5/2008). Dunque sapeva perfettamente come sarebbe stata realizzata la pellicola. Detto questo, e sottolineato che il film è di Matteo Garrone e non di altri, anche secondo me manca di un certo respiro esterno, non è sviluppato abbastanza il discorso delle mostruose ramificazioni camorriste all&#039;interno della società italiana e all&#039;estero. Ma io credo che questa, nella testa del regista che ha tenuto più volte a ripetere che il suo non è un film di denuncia, fosse una scelta precisa. Per quanto riguarda l&#039;effetto &quot;cassa di risonanza&quot; voglio dire, e non mi stancherò mai di ripeterlo, che qualunque mezzo serva a far conoscere, diffondere, moltiplicare e far viaggiare nel modo le parole di Roberto Saviano, a far circolare il suo lavoro, a far nascere nella gente la curiosità e l&#039;interesse verso il problema, è legittimo e lecito. Ho sentito anch&#039;io commenti superficiali e inadeguati, ma ci saranno anche molte persone che dopo aver visto il film avranno voglia di leggere il libro, che cercheranno, come ho fatto io all&#039;inizio, gli articoli di Roberto, visiteranno il suo sito, vorranno sapere di più. A me questo interessa, per me ciò che conta è non far cadere il silenzio sul suo lavoro, su ciò che Roberto ha tirato fuori assumendosene la piena responsabilità, veicolare le sue parole il più possibile e in ogni modo nel pieno rispetto del suo pensiero originale.a Se a farlo è il suo magnifico libro, (che, per chi non lo sapesse è appena uscito in versione audio libro Mondadori, con la voce narrante dello stesso Saviano), un&#039;opera teatrale, un film potente anche se parziale nel suo contenuto, una pagina di giornale, un blog o il semplice passaparola della gente TUTTO E&#039;UTILE, TUTTO serve a tenere alta l&#039;attenzione e anche a far sapere a Roberto che in tanti siamo con lui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per Luca Tedoldi  Concordo con te che il libro di Roberto Saviano è altro rispetto al film e nel mio commento lo dico chiaramente, ma tieni presente che lo stesso Saviano è tra i cinque sceneggiatori del film, quindi non &#8220;ha permesso&#8221; che si facesse un film così, li ha aiutati a scriverlo, lui stesso ha detto:&#8221;Il mio ruolo è stato come quello di un poliziotto attento al rispetto del testo&#8230;&#8221;(La Stampa, 19/5/2008). Dunque sapeva perfettamente come sarebbe stata realizzata la pellicola. Detto questo, e sottolineato che il film è di Matteo Garrone e non di altri, anche secondo me manca di un certo respiro esterno, non è sviluppato abbastanza il discorso delle mostruose ramificazioni camorriste all&#8217;interno della società italiana e all&#8217;estero. Ma io credo che questa, nella testa del regista che ha tenuto più volte a ripetere che il suo non è un film di denuncia, fosse una scelta precisa. Per quanto riguarda l&#8217;effetto &#8220;cassa di risonanza&#8221; voglio dire, e non mi stancherò mai di ripeterlo, che qualunque mezzo serva a far conoscere, diffondere, moltiplicare e far viaggiare nel modo le parole di Roberto Saviano, a far circolare il suo lavoro, a far nascere nella gente la curiosità e l&#8217;interesse verso il problema, è legittimo e lecito. Ho sentito anch&#8217;io commenti superficiali e inadeguati, ma ci saranno anche molte persone che dopo aver visto il film avranno voglia di leggere il libro, che cercheranno, come ho fatto io all&#8217;inizio, gli articoli di Roberto, visiteranno il suo sito, vorranno sapere di più. A me questo interessa, per me ciò che conta è non far cadere il silenzio sul suo lavoro, su ciò che Roberto ha tirato fuori assumendosene la piena responsabilità, veicolare le sue parole il più possibile e in ogni modo nel pieno rispetto del suo pensiero originale.a Se a farlo è il suo magnifico libro, (che, per chi non lo sapesse è appena uscito in versione audio libro Mondadori, con la voce narrante dello stesso Saviano), un&#8217;opera teatrale, un film potente anche se parziale nel suo contenuto, una pagina di giornale, un blog o il semplice passaparola della gente TUTTO E&#8217;UTILE, TUTTO serve a tenere alta l&#8217;attenzione e anche a far sapere a Roberto che in tanti siamo con lui.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: luca tedoldi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/05/18/un-deux-mille-plateaux-gomorra-e-dintorni/#comment-93046</link>

		<dc:creator><![CDATA[luca tedoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 15:45:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=5940#comment-93046</guid>

					<description><![CDATA[Necessario uscire fuori dal coro. Ancor più necessario in questa sede: qui è nato Saviano. Forse grazie a questo sito abbiamo letto il suo testo e visto il film. Bene, che gli dei celebrino sempre Ni e Saviano, il suo eroismo e la sua acutezza. Ora, proprio per difendere Roberto occorre tirare schiaffi a questo film. 
Cosa ci ha spiegato Saviano? Ci ha semplicemente rivelato che il potere della camorra è molto più grande e diffuso di quanto credessimo? Perbacco, i suoi meriti sono di gran lunga maggiori. Il suo non è un romanzo-inchiesta su Napoli. E neanche un accorato appello a dare alla camorra napoletana la stessa attenzione dedicata alla mafia siciliana. Quando parla del SISTEMA ci sta parlando di qualcosa che c&#039;entra poco con i Cutolo e i Gava. I camorristi oggi non sono Galasso e Lauro, non hanno bisogno di Vincenzo Scotti e di Pomicino. La loro potenza economica esorbita non solo da Napoli ma perfino dall&#039;Italia. Gomorra è l&#039;intreccio affaristico tra il capitalismo globale e l&#039;imprenditoria criminale. Questi nuovi potenti del sistema sono imprenditori che investono a NewYork, ad Aberdeen, a Pechino, a Milano. Altro che barbuti in canottiera che giocano a carte nel circolino o improbabili vecchietti senza corde vocali e con l&#039;orecchino, come si vede nel film. Dov&#039;è Saviano nel film? Ce l&#039;ha spiegato lui che Gomorra parla dell&#039;economia criminale, NON DI NAPOLI. Noi vediamo 130 minuti di antropologia napoletana (girata magnificamente in certi casi), di dialetto e sbruffoneria, di degrado urbano, architettonico e sociale. Le &quot;parole scritte di Saviano&quot; non trovano affatto &quot;una cassa di risonanza&quot; in questo film. Ho sentito molti spettatori uscire dal cinema e dire &quot;credevo che Caracas fosse peggio di Napoli e invece...&quot; &quot;Mandiamo l&#039;esercito!&quot; o peggio ancora :&quot; Poi dicono che la Lega esagera!&quot; Monia dice che non ha senso confrontare il libro al film. Va bene, ma non dimentichiamo l&#039;effetto che può produrre un prodotto culturale di questo tipo, molto più forte di un libro. 

Attenzione Roberto (se leggesse queste righe capirebbe) ce lo hai spiegato tu quanto è potente il cinema sull&#039;immaginario dei camorristi! Nn basta evitare i nomi per non renderli dei miti. Hai permesso che si facesse un film su napoli quando per centinaia di pagine tenti di far capire che Napoli è solo una pattumiera che paga le maleffate di un business globale, hai permesso perfino che si equivocasse ancora una volta sull&#039;antropologia napoletana! Quanti primi piani su quei visi lampadati, su quei bulli delinquenti e consumisti, su quei piercing e quelle capigliature gellate! Sei venuto a dire che la camorra riguarda anche i veneti, i milanesi, gli svizzeri, gli scozzesi etc.Questo film parla solo di napoli (non basta mandare toni servillo a venezia e farlo sentire mentre parla francese!!!)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Necessario uscire fuori dal coro. Ancor più necessario in questa sede: qui è nato Saviano. Forse grazie a questo sito abbiamo letto il suo testo e visto il film. Bene, che gli dei celebrino sempre Ni e Saviano, il suo eroismo e la sua acutezza. Ora, proprio per difendere Roberto occorre tirare schiaffi a questo film.<br />
Cosa ci ha spiegato Saviano? Ci ha semplicemente rivelato che il potere della camorra è molto più grande e diffuso di quanto credessimo? Perbacco, i suoi meriti sono di gran lunga maggiori. Il suo non è un romanzo-inchiesta su Napoli. E neanche un accorato appello a dare alla camorra napoletana la stessa attenzione dedicata alla mafia siciliana. Quando parla del SISTEMA ci sta parlando di qualcosa che c&#8217;entra poco con i Cutolo e i Gava. I camorristi oggi non sono Galasso e Lauro, non hanno bisogno di Vincenzo Scotti e di Pomicino. La loro potenza economica esorbita non solo da Napoli ma perfino dall&#8217;Italia. Gomorra è l&#8217;intreccio affaristico tra il capitalismo globale e l&#8217;imprenditoria criminale. Questi nuovi potenti del sistema sono imprenditori che investono a NewYork, ad Aberdeen, a Pechino, a Milano. Altro che barbuti in canottiera che giocano a carte nel circolino o improbabili vecchietti senza corde vocali e con l&#8217;orecchino, come si vede nel film. Dov&#8217;è Saviano nel film? Ce l&#8217;ha spiegato lui che Gomorra parla dell&#8217;economia criminale, NON DI NAPOLI. Noi vediamo 130 minuti di antropologia napoletana (girata magnificamente in certi casi), di dialetto e sbruffoneria, di degrado urbano, architettonico e sociale. Le &#8220;parole scritte di Saviano&#8221; non trovano affatto &#8220;una cassa di risonanza&#8221; in questo film. Ho sentito molti spettatori uscire dal cinema e dire &#8220;credevo che Caracas fosse peggio di Napoli e invece&#8230;&#8221; &#8220;Mandiamo l&#8217;esercito!&#8221; o peggio ancora :&#8221; Poi dicono che la Lega esagera!&#8221; Monia dice che non ha senso confrontare il libro al film. Va bene, ma non dimentichiamo l&#8217;effetto che può produrre un prodotto culturale di questo tipo, molto più forte di un libro. </p>
<p>Attenzione Roberto (se leggesse queste righe capirebbe) ce lo hai spiegato tu quanto è potente il cinema sull&#8217;immaginario dei camorristi! Nn basta evitare i nomi per non renderli dei miti. Hai permesso che si facesse un film su napoli quando per centinaia di pagine tenti di far capire che Napoli è solo una pattumiera che paga le maleffate di un business globale, hai permesso perfino che si equivocasse ancora una volta sull&#8217;antropologia napoletana! Quanti primi piani su quei visi lampadati, su quei bulli delinquenti e consumisti, su quei piercing e quelle capigliature gellate! Sei venuto a dire che la camorra riguarda anche i veneti, i milanesi, gli svizzeri, gli scozzesi etc.Questo film parla solo di napoli (non basta mandare toni servillo a venezia e farlo sentire mentre parla francese!!!)</p>
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		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/05/18/un-deux-mille-plateaux-gomorra-e-dintorni/#comment-92994</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 06:23:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trovo i commenti interessenti perché danno una luce diversa alla vista del film. 
Per Irene, faro un commento dopo la vista del film e ora cerco articoli in francese su Gomorra. Penso che il pubblico sarà impressionato e che non verrà un&#039;immagine della realtà dipinta nel vivo, nella carne dei personaggi disperati, entrando in un meccanismo che supera tutto.
Grazie a effeffe e ai commentatori per la lettura e una migliora conoscenza del film.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo i commenti interessenti perché danno una luce diversa alla vista del film.<br />
Per Irene, faro un commento dopo la vista del film e ora cerco articoli in francese su Gomorra. Penso che il pubblico sarà impressionato e che non verrà un&#8217;immagine della realtà dipinta nel vivo, nella carne dei personaggi disperati, entrando in un meccanismo che supera tutto.<br />
Grazie a effeffe e ai commentatori per la lettura e una migliora conoscenza del film.</p>
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