Il culto dei feticci nell’Italia contemporanea (2)

6 giugno 2008
Pubblicato da

di Michele Zaffarano

tiratele la pelle mentre sta a succhiare bagnata ingoia lei ha le mani che potrei trattenere vicino a me intorno al punto d’appoggio alla punta lei ha le mani che ha sciolto me le schiocca intorno alla vita torcendo per un momento il cuscino dicendomi che lo fa per il nostro piacere avendola guardami pronta a mugolare ancora per un po’ allora i suoi seni mi hanno stretto e formicolato intorno l’introito del mosto ma non troppo faccia lei mostrandomi quanto caldo quanto molto caldo nelle sue passioni era diventato il suo faccia e bocca mi sono mosso sopra verso di lei ha iniziato e la diga si è rotta sprofondata sul punto d’appoggio non volendo mai interrompere le sue tette cremose bagnate negandola ssssì che ha sibilato da dietro spara dappertutto sparami di tuo mi ha insegnato a ha ansimato e rimosso da me i gemiti che annunciano per concludere comprimendo i seni sotto la camicetta trattenendosi oooh

molto piacevole mancando di tutte le altre distrazioni ci vogliono solo pochi secondi per indurre a per far conoscere con relativa approvazione i rumori bagnati facendo il giro per seguire da dietro dalle cosce con più movimenti le voglio in faccia mentre sparo il carico allora immergendo rapidamente indietro quando ho spiegato ho chiesto perché volesse conoscere con un anticipo di parecchie settimane huh uh huh huh huh erano gli unici suoni nella stanza tranne i rumori che bagnata stava facendo fra le sue cosce molli succhiale e rendile bagnate e cornee ancora tu ottienilo nudo mi piace mangiarlo lo gradisco uno sguardo è passato nei suoi occhi e ha fatto scorrere il suo corpo giù fino a disposizione sul lato vicino a noi con le mani ha spinto le cosce abbronzate da una parte ci siamo arrampicati sulle scale del nostro appartamento e poi dentro mi piacerebbe fare una fotografia avere un’immagine ho sentito sfregare i fiammiferi e la fragranza delle candele profumate interferire con i miei sensi lei ha usato soltanto quella parola in base alla quale avevamo continuato a prenderci in giro alimentando i fuochi in noi invece della loro estinzione tu lecchi rapida quando eravamo già tutti alla fine soddisfatti l’ho spostato sopra di lei da dietro la chiusura lampo già aperta alzandole il vestito emozionandomi l’ho trascinata però in una posizione in cui lo deve per forza staccare dalla bocca desiderosa facendo scorrere i miei calzini i miei piedi ho alzato la mano perché non mi fai vedere che cos’è voi altri mangiate anche ahhhnngg gemete come avete fatto fra le cosce aperte beve lei mi sono tuffato umido e molle assaggiano insieme loro mi sono seduto dietro leccando i seni avido ho leccato l’umidità destra del suo mento del suo collo il suo uso della parola mi ha detto come avesse incredibilmente voglia i suoi occhi mezzo chiusi non avevo provato piacere prima che fossimo partiti le mani si sono rapidamente divincolate ssssì che ho risposto portando soltanto la cintura e lei le calze la giarrettiera facciamolo nella tua bocca come hai fatto nella mia dappertutto le sue tette e poi ho guardato mentre lei è rimasta inchiodata così dicendo quanto si divertiva a succhiarlo mentre io ho pensato che ero io che andavo giù invece con le braccia strombate di fuori lasciatemi so quanto avete voglia di me ha detto lei che ha avuto molta sensibilità ma qualche difficoltà ad aspirare dura e veloce quindi ha iniziato i movimenti lenti certo ha detto ancora vestita elegante da lì in su siamo usciti di sera sto andando a farlo hum e hum e hum non ha toccato niente tranne la bocca le sue labbra erano piene e cominciavano a gonfiarsi mentre una goccia di perla bianca ha cominciato a formarsi intorno distendersi si è fermata e mi ha respirato all’orecchio i suoi piedi stavano tremando afferrando la testa e tirandola giù per un bacio oh sì quando si è seduta sopra appoggiata sopra mi accarezzava la coscia con le unghie lucidandoselo contro il lato della faccia il suo tappetino stava in ardente attesa dell’arrivo della prima goccia come risucchiata sta guardando il liquido che le è rimasta in mano l’ho guardata che guarda che sorride sopra di me mmmm ha detto che forse per alcuni minuti fino a che non fossi di nuovo pronto a ottenere tutto il unnghh con i piedi diritti e allo stesso tempo ha bloccato la stretta lei che respira una serie di i pantaloni corti ha smesso di succhiare mentre si siede accanto i suoi capelli che non lo toccano come di norma spara a malapena in bocca perché le mie labbra si separassero ha cominciato a muoversi rapidamente ho sentito uno schiocco proveniente dai suoi piedi come le labbra bagnate sulla faccia separate appiccicose guardandole lucidarmi la faccia certamente ha ottenuto da tutti l’eccedenza in su facendola funzionare poi anche quella lasciala bere dappertutto noi sulle sue ginocchia ho fatto scorrere facilmente e mi ha chiesto che cosa stavamo andando a fare a festeggiare pensando alla sua bocca aumentando la nostra libidine a un livello elevato convulsamente d’accordo entro con quello mentre mi lucidava la cassa toracica le sue tette mi sono messo a gemere per il piacere ha risposto con indolenza rendendo la sua oscillazione la sua testa da lato a lato mentre lo seguiva ottenendo più duro e più pieno mentre gemeva morbosamente fra le cosce ha riso lei tappetino esteso lei le mani erano una sfocatura sopra il cespuglio chiaro ha continuato con la bocca il suo risveglio era completo e altri suoni corti sono fuoriusciti dalle sue labbra mentre si è avvicinato il momento del trionfo mi sono appoggiato in avanti in modo che entrasse spingendo il cuscino contro la bocca desidero guardare mentre lui ha usato il pollice e l’indice il suo tappetino bagnato di zampilli umido nell’invitare le sue mani le mie cosce in gola è stato sempre mentre le nostre bocche si sono separate mi ha afferrato la testa e l’ha baciata la gola tutto mai stata in grado prima e ansima forte dato che le sue labbra hanno solleticato i capelli alla radice spingendoli insieme e separandoli le labbra hanno circondato ancora la punta potremmo dire che ha dovuto inserire più presto oohh

(continua)

da Michele Zaffarano, Il culto dei feticci nell’Italia contemporanea, Roma, Camera Verde, 2007.

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6 Responses to Il culto dei feticci nell’Italia contemporanea (2)

  1. giovannicossu il 6 giugno 2008 alle 08:08

    La conosci la favola
    del filo di lana?

    Filato col Vello
    d’Oro

    Tessuta la maglia,
    tra i peli
    rimangono piccoli segni
    del viaggio mai fatto

    Piccole stelle
    che hanno attorniato
    il più distante dei Soli
    Mai visto da umani

    da Ombrosi

    *

    Se mi perdoni
    ora ti spiego una cosa
    che tu non sai:

    che cosa significa Ventre

    Questa parola
    non la può certo sentire
    un fedele del Culto di Maria

    ma un Infoiato sessantenne
    che ne ammira uno largo,
    perfetto, come il Golfo degli Angeli

    E che immagina il Cazzo
    come un Albero di Veliero
    scivolante in acque calme

    prima di prendere il largo
    a riaffrontare la Tempesta

    Sperando poi nel Fortunale

    Nel naufragar potente
    dell’Olandese Volante

    Come un Cristo inchiavato
    alla croce dell’albero

  2. Marco Saya il 6 giugno 2008 alle 14:45

    un riff di cosce… , un punto fermo che diventa quasi ossessione ;-)

    Marco

  3. jacopo galimberti il 6 giugno 2008 alle 15:22

    Molto interessanti questi testi di Zaffarano. Vorrei pero’ capire cosa intende per feticcio.

  4. valentina il 7 giugno 2008 alle 12:55

    Mah. Il vero sesso è una cosa molto più asciutta, molto più geometrica.

  5. domenico pinto il 7 giugno 2008 alle 13:08

    Probabile. Così anche per una scrittura? Ovvero, qual è il senso della tua, un tardo naturalismo?

  6. The O.C. il 8 giugno 2008 alle 09:33

    Insomma, non è che siccome è pornosoft non si deve capire un cazzabbubbolo.



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