Con stile. Libera!

a Fabrizia Ramondino

Questo primo pensiero è stato l’inizio della consapevolezza. Ho sollevato un po’ la testa e mi sono accorta di essere vicinissima a riva.O non ero andata così lontano o la corrente spingeva in quella direzione. Avevo paura di girarmi per fare, come prima, il crawl. E di muovere le braccia allargate che mi aiutavano a mantenermi a galla. Sbattendo senza forza le gambe ho raggiunto quasi la riva. Ho avuto la tentazione di girarmi per arrivare prima, ma tutto intorno vorticava, ormai non più solo il cielo, anche gli scogli. Perciò, rimanendo nella stessa posizione e sbattendo sempre più fiaccamente le gambe, mi sono fermata soltanto quando ho avvertito che la testa e e spalle toccavano la sabbia. Nemmeno allora ho osato girarmi. Nella posizione di una partoriente, facendo leva sui piedi mi sono allontanata dall’acqua, e poi ancora più su, finché non ho sentito i ciottoli sotto la schiena.

Questo brano da “L’isola riflessa” di Fabrizia Ramondino ( Einaudi 1998) me lo ha suggerito Stefano, da Giorgio potete leggere un omaggio del cuore, della mente. La citazione cinematografica viene da Marino Niola.

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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  5 comments for “Con stile. Libera!

  1. 25 giugno 2008 at 21:42

    grazie Francesco di questo ricordo, così delicato e d’abissi, di una grande donna e una grande scrittrice.

    ,\\’

  2. nadia agustoni
    25 giugno 2008 at 23:24

    Si, un ricordo delicato. Grazie anche da me

  3. sparz
    26 giugno 2008 at 00:45

    Su e giù quest’anno, da Essen Werden a Napoli, da Napoli a Essen Werden! E se tutto quel tratto di ferrovia, tra Basilea e Duisburg, quasi sempre lungo il Reno, mi è diventato familiare, è solo quando il treno passa accanto alla cattedrale di Colonia che provo la stessa emozione di quando, verso Gaeta, appaiono le rocce bianche fra la macchia mediterranea, fiorita quando è la stagione, di ginestre, sormontate a Terracina dalle rovine del tempio di Giove, e il mare. (da Taccuino tedesco, La Tartaruga, Milano 1987).
    Grazie furlen.

  4. véronique vergé
    26 giugno 2008 at 18:29

    bell’omaggio (scelto del brano e della video)

    La romanziera è entrata nel mare.

    L’inizio dell’eternità. Lei nuota; è il blu prugno della sera, il tempo stregone. I navi tornano senza ritardo. L’ha lasciata la riva di sabbia per raggiungere la città della sirena, non quella della realtà, Napoli amata. la sua anima si tuffa nel mare, visita il palazzo acquatico, la camera di una bambina dormiente nel letto di aquilegie, foiri del sonno. lei ha scelto la danza pura, la memoria cosmopolita dell’infanzia. I primi gesti della nuotatrice sono lenti, ancora prigionieri della terra. La scrittura del corpo e dell’anima si diffonde con silenzio e grazia. Scendere dove il vento non entra mai, dove la ferita non fa più male, diventare leggerezza, fendere il sonno bianco, nuotare tra sogno e nascita, scoprire la sua verità, essere il bambino del mondo: niente è più innocente del mare, niente è più crudele.

  5. véronique vergé
    26 giugno 2008 at 18:31

    Consiglio anche il blog di Giorgio di Costanzo per la ricchezza degli articoli, la finezza e l’emozione.

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