EQUILIBRIO F. L. WRIGHT- Luigi Esposito

30 giugno 2008
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EQUILIBRIO F. L. WRIGHT

 
per violino solo
dedicato alla casa sulla cascata di
F. L. WRIGHT

 

“In una magnifica foresta, uno sprone di solida roccia che sorge a fianco di una cascata… la soluzione naturale apparve quella di sospendere in aggetto la casa al suo sostegno roccioso, sopra la cascata. La prima, tra le case da me costruite, eseguita in cemento armato: e perciò la sua forma si modellò sulla grammatica di questo tipo di costruzione” (F.L. Wright) “… segna l’apice poetico del metodo organico e la massima vetta raggiunta dalla libertà creativa. ” (Bruno Zevi)

 

 

 

LEGENDA

 

  • Dove non vi è stabilita una dinamica del suono, essa va intesa considerando la grandezza dei suoni (dal ppppp allo sfffffz).
  • La chiave, nei vari quadranti, verrà posta a piacere dall’esecutore, considerando l’estensione dello strumento.
  • Nel quadrante centrale (cerchi bianchi) i suoni s’intendono come suoni armonici (naturali e artificiali).
  • I suoni che coprono maggiore spazio all’interno del rigo musicale possono essere emessi come agglomerati (cromatici o diatonici) – in forma di accordo o sequenza melodica – a piacere dell’esecutore, variando le scelte.
  • I suoni collegati da segmenti, nel quadrante in basso, s’intendono come glissandi (cromatici o diatonici), variando le scelte, e considerando la lunghezza del segmento come lunghezza del glissando.
  • La cellula melodica finale – ultimo quadrante in basso a destra – che s’intende pentagramma in chiave di violino, può essere ripetuta ad libitum, inserendola in qualsiasi punto durante l’esecuzione. Essa, può, inoltre, concludere l’intero brano. E a tale conclusione deve seguire una lunga pausa (figurata dallo spesso segmento a chiusura di essa) prima di abbandonare lo strumento.
  • Il grande cerchio nero (specie quello in basso) è un momento di forte intensità sonora (suoni, rumori o altro) o silente evocazione.
  • Tutti gli altri segni e disegni presenti nella pagina potranno essere utilizzati come artifizî scenici.
  • La scelta di affidare al violino l’esecuzione di EQUILIBRIO F. L. WRIGHT è dettata dal fatto che questo strumento, esponente principe della cultura occidentale, è in grado di emettere anche suoni che non appartengono alla sfera tonale. E’ in grado, quindi, di emettere microtoni e intervalli non temperati, imitandone la generosa gamma sonora donataci dalla natura.
    E’ questa organicità che richiede la struttura geometrica della pagina musicale.

    LUIGI ESPOSITO

     

    [ il file sonoro è la registrazione della prima esecuzione assoluta di EQUILIBRIO F. L. WRIGHT avvenuta al Teatro CTS a Caserta il 10 febbraio 2006, la violinista è Annamaria Puggioni. ]

     

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    5 Responses to EQUILIBRIO F. L. WRIGHT- Luigi Esposito

    1. soldato blu il 30 giugno 2008 alle 19:23

      Ascoltando questa musica di Luigi Esposito – e il violino di Annamaria Puggioni – la mia immagine interiore di quella che è una tra le più belle opere dell’architettura moderna, ha subito una strana metamorfosi.
      E’ come se le note avessero assorbito gli elementi vivi in cui la casa è immersa: alberi e acqua. Per lasciarla, nuda, a un ripensamento che tenesse conto soltanto degli elementi essenziali.

      L’immagine – folle[?] – che mi si è presentata allora alla mente è quella di un'”adobe house” Pueblo o Hopi.
      Lo scorcio di una “città sotto roccia” Anasazi.

      Al di là della legittimità o meno delle immagini, è certo che ora, per me, la musica di Luigi e di Annamaria, continuerà a suonare su quegli altopiani del Nuovo Messico.

      *

      Ma mi accorgo che il mio non è stato soltanto un delirio di sovrapposizione, bensì l’inconscio – ma non per questo meno strenuo – sforzo di “creare” prove favorevoli a quella che considero la teoria più conturbante sulla “creatività americana”.
      Elémire Zolla l’espone in “I letterati e lo sciamano” [Bompiani 1978], sostenendo, tra le altre cose, che gli Americani sarebbero letteralmente posseduti dall'”anima indiana”.
      La terra pregna di sangue indiano, che viene da loro calpestata, ne assorbirebbe lo spirito, rendendolo simile a quello dei primi abitanti.

    2. cara polvere il 30 giugno 2008 alle 21:56

      così si propagano gradinate a bocca aperta, certe dimenticanze appena di lapislazzuolo si rimarginan. c’ è una mano piccola e l’ altra insieme che mangiano l’ oro sull ‘ acqua di fiamma.
      non cadrebbe nulla, al collegamento . enormi e invisibili teleferiche
      cavalieri del segno anNOTAto. squilla il flusso e si ricorda appresso la schiena che si para e penombra. c’è dell’ amore da conquistare
      la verginità è tutta “bestiale”

      grazie per l’ ispirazione
      un saluto
      paola

    3. véronique vergé il 1 luglio 2008 alle 08:09

      Ho trovato la corrispondenza tra la casa sulla cascata e l’opera di Luigi Esposito armoniosa. Ho provato l’acqua schizzante sulla pelle, la vista dell’ombra fresca, ho sentito la musica e il movimento di alto verso l’acqua che se ne va. Una meravigliosa impressione in equilibrio.
      Luigi Esposito è un artista che fa incontrare le arte in manera originale, sublime.

    4. luigi esposito il 4 luglio 2008 alle 16:40

      Grazie per la visione e l’ascolto; per il percorso analitico e immaginifico di soldato blu, che approvo appieno (penso a memorie dal sottosuolo); per le visioni onoriche di cara polvere (bello il tuo nick!); e per il dono “d’ombra fresca” in una penombra ascetica e sublime di véronique vergé… grazie ancora dal profondo universo di suoni antichi.

    5. francesco forlani il 4 luglio 2008 alle 17:39

      Grazie a te Luigi!!
      a quando il prossimo Juke box nazione Indiana?
      sempre che la splendida orsola mi aiuti nell’impaginazione come stavolta.
      Mi piacerebbe per esempio una mise en musique del testo, il silenzio delle sirene di Kafka. Un’esplosione di suoni e di magnifica (kafkiana) sensualità…
      effeffe



    indiani