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	Commenti a: Gentilissimo Paolo Di Stefano	</title>
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		<title>
		Di: sessantotto special		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/07/gentilissimo-paolo-di-stefano/#comment-95089</link>

		<dc:creator><![CDATA[sessantotto special]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 07:15:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se una mappatura critica s&#039;ha da fare che sia chiara e libera e non serva di se stessa.
La risposta di WM a FK è stata una pessima risposta,ne ho provato vergogna,ma anche un&#039;ulteriore conferma che se anche ci fossero punti di riferimenti critici attualmente, non andrei a cercarli nel NIE che devo dire ha dalla sua l&#039;essere accattivante, moderatamente trendy e poi vuoi mettere :  NEW ITALIAN EPIC by WU MING....più snob di così...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se una mappatura critica s&#8217;ha da fare che sia chiara e libera e non serva di se stessa.<br />
La risposta di WM a FK è stata una pessima risposta,ne ho provato vergogna,ma anche un&#8217;ulteriore conferma che se anche ci fossero punti di riferimenti critici attualmente, non andrei a cercarli nel NIE che devo dire ha dalla sua l&#8217;essere accattivante, moderatamente trendy e poi vuoi mettere :  NEW ITALIAN EPIC by WU MING&#8230;.più snob di così&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Gianluca Minotti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/07/gentilissimo-paolo-di-stefano/#comment-95068</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Minotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 13:41:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io non sono salito sul Sinai, però adesso, per esempio - ed è soltanto un esempio - sto leggendo il Malamud di &quot;Una nuova vita&quot;. Ed è un&#039;esperienza sorprendente e straordinaria. E&#039; sorprendente e straordinario come la &quot;letteratura&quot; possa essere intelligente e ironica, malinconica e comica, geniale e vera. Molto più vera di tanti polpettoni pseudorealistici che ci vogliono far ingollare.
Di fondo, volendo semplificare., è sempre una differenza tra &quot;narrare&quot; e &quot;dire&quot;: ci sono scrittori che hanno il dono della narrazione, altri che invece, non avendolo, si limitano a dirle le cose, a enunciarle. E a presupporre una realtà già data, non a istituirne una propria. Con proprie leggi e infrazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non sono salito sul Sinai, però adesso, per esempio &#8211; ed è soltanto un esempio &#8211; sto leggendo il Malamud di &#8220;Una nuova vita&#8221;. Ed è un&#8217;esperienza sorprendente e straordinaria. E&#8217; sorprendente e straordinario come la &#8220;letteratura&#8221; possa essere intelligente e ironica, malinconica e comica, geniale e vera. Molto più vera di tanti polpettoni pseudorealistici che ci vogliono far ingollare.<br />
Di fondo, volendo semplificare., è sempre una differenza tra &#8220;narrare&#8221; e &#8220;dire&#8221;: ci sono scrittori che hanno il dono della narrazione, altri che invece, non avendolo, si limitano a dirle le cose, a enunciarle. E a presupporre una realtà già data, non a istituirne una propria. Con proprie leggi e infrazioni.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Gianluca Minotti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/07/gentilissimo-paolo-di-stefano/#comment-95067</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Minotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 13:34:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho leto qualche Wu Ming, Luther Blisset e via dicendo.
La sensazione è stata quella di trovarmi davanti dei libri artificiali surgelati. 
Sogliole clonate messe nel congelatore. 
Ma di narrazione vera, carne e sangue, di quella che fluisce da sola quasi per libera spontaneità, neanche il più vago sentore/sapore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho leto qualche Wu Ming, Luther Blisset e via dicendo.<br />
La sensazione è stata quella di trovarmi davanti dei libri artificiali surgelati.<br />
Sogliole clonate messe nel congelatore.<br />
Ma di narrazione vera, carne e sangue, di quella che fluisce da sola quasi per libera spontaneità, neanche il più vago sentore/sapore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giuseppe Iannozzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/07/gentilissimo-paolo-di-stefano/#comment-95047</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Iannozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 17:00:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Boh!
Forse &lt;i&gt;Il Mente&lt;/i&gt; è Roberto. :-D

In effetti si sente solo lui urlare in rete: &quot;Wuminghiani, vincere o morire!&quot; :-D

Comunque bisogna che spezzi una lancia in favore di Wu Ming 4: &quot;Stella del mattino&quot; è il più bello dei romanzi solisti dei Wu Ming, forse migliore, per certi versi, dei lavori collettivi, escludendo però &quot;Q&quot;. Intendiamoci, non è &quot;Guerra e Pace&quot; di Tolstoj, ma è intrigante. Speriamo solo che non venga rovinato dal peso del NIE. Sarebbe un peccato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Boh!<br />
Forse <i>Il Mente</i> è Roberto. :-D</p>
<p>In effetti si sente solo lui urlare in rete: &#8220;Wuminghiani, vincere o morire!&#8221; :-D</p>
<p>Comunque bisogna che spezzi una lancia in favore di Wu Ming 4: &#8220;Stella del mattino&#8221; è il più bello dei romanzi solisti dei Wu Ming, forse migliore, per certi versi, dei lavori collettivi, escludendo però &#8220;Q&#8221;. Intendiamoci, non è &#8220;Guerra e Pace&#8221; di Tolstoj, ma è intrigante. Speriamo solo che non venga rovinato dal peso del NIE. Sarebbe un peccato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/07/gentilissimo-paolo-di-stefano/#comment-95042</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 13:14:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Wu Ming 1 è a Procida a fare il bagno, non può rispondere.
(Ma il 2, 3, 4, 5 che ci stanno a fare?)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Wu Ming 1 è a Procida a fare il bagno, non può rispondere.<br />
(Ma il 2, 3, 4, 5 che ci stanno a fare?)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giuseppe Iannozzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/07/gentilissimo-paolo-di-stefano/#comment-94996</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Iannozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 11:02:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho mai detto di essere disattenti nei confronti dei libri, o dei prodotti culturali. 
Dove l&#039;avrei detto/scritto?
Non è però pensabile che si dedichi attenzione superflua a uno o più autori. Né si può pretendere che la Critica dedichi ai Wu Ming un tempo maggiore rispetto ai tanti tantissimi scrittori che eppur ci sono in Italia.
 
Il Signor Biondillo ha ricevuto già delle risposte da parte mia. Tuttavia non le ha prese in considerazione, ed è passato oltre. Di certo non si può poi lamentare e scrivere lettere a Di Stefano, quando dimostra d&#039;essere tra i primi duri d&#039;orecchio. Forse qualcuno pensa che l&#039;indifferenza spocchiosa possa in qualche modo contribuire ad assurgere autori e libri: ma così, è mio parere che si indispettisce solo il lettore e il critico, anche il più santo o sulla via della santità, nonché il più micragnoso. Il discorso è che simili atteggiamenti dànno fastidio, molto. Sono dell&#039;avviso che così non ci si conquisti il pubblico né la critica, a prescindere da quello che uno possa o no pensare del New Italian Epic. 

Wu Ming 1, ma anche altri (vedi Genna, ad esempio), ha in un modo o nell&#039;altro lasciato a intendere che non si leggono i loro libri, che non si legge tutto quello che loro scrivono sul New Italian Epic, e che eppure ci sarebbero tanti - fra cui anch&#039;io - pronti a criticarli. Se a loro fa piacere crogiolarsi nell&#039;idea del tutto sbagliata che non li si legga per così tentare di ascendere tra chi agnello sacrificale, che si crogiolino pure, però nessuno mai - lo ripeto - gli concederà un ruolo che non è loro. 

Ora, sinceramente, smettendo i panni del critico e indossando quelli di un perfetto essere umano che si sente dire simili castronerie:

&quot;Cerca di somigliare più ai tuoi libri e meno alla caricatura dello scrittore frustrato, in questo thread si fatica a distinguerti da Iannozzi, perdìo.&quot;

e “Si vede che quando rode il culo ogni panchina ricorda il male”...

e via di questo passo, qui, o altrove... BIP.

Chiudendo il discorso una volta per tutte: era uso degli spartani gettare in un dirupo gli infanti malformati o deboli che fossero, senza pensarci su due volte. La critica, una Critica seria, ha il dovere deontologico di indicare quei testi che sono malformati e di non consigliarli al pubblico. Tutto qui. Evidentemente la severità della Critica non è piaciuta ad alcuni scrittori e così hanno pensato bene di costituirsi nel NIE. Il risultato? Chi farebbe parte del NIE si critica da sé. Le critiche sono acriliche, nel senso che ogni autore del NIE è detto fondamentale se non di più... eccetera, eccetera...

Se vado all&#039;Opera e il tenore stecca, piovono i fischi. Se vado allo stadio e i Radiohead steccano di brutto, i fischi piovono. E&#039; giusto che sia così.
Sono d&#039;accordo con Tash: il suo discorso non fa una piega. Tiro fuori i soldi per il libro, sono dunque padrone di farne quel che voglio: libro libero. Anche di emettere una mia impressione di lettura che non piacerà magari agli autori. Ma tant&#039;è.

Mi sono guadagnato di slegarmi da questo thread, a questo punto: risposte non sono venute dagli interessati, e si continua a perdere tempo, a mio avviso, su delle cavolate, su delle acrimonie dei Wu Ming, ecc. ecc.  

Buona estate

iannozzi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai detto di essere disattenti nei confronti dei libri, o dei prodotti culturali.<br />
Dove l&#8217;avrei detto/scritto?<br />
Non è però pensabile che si dedichi attenzione superflua a uno o più autori. Né si può pretendere che la Critica dedichi ai Wu Ming un tempo maggiore rispetto ai tanti tantissimi scrittori che eppur ci sono in Italia.</p>
<p>Il Signor Biondillo ha ricevuto già delle risposte da parte mia. Tuttavia non le ha prese in considerazione, ed è passato oltre. Di certo non si può poi lamentare e scrivere lettere a Di Stefano, quando dimostra d&#8217;essere tra i primi duri d&#8217;orecchio. Forse qualcuno pensa che l&#8217;indifferenza spocchiosa possa in qualche modo contribuire ad assurgere autori e libri: ma così, è mio parere che si indispettisce solo il lettore e il critico, anche il più santo o sulla via della santità, nonché il più micragnoso. Il discorso è che simili atteggiamenti dànno fastidio, molto. Sono dell&#8217;avviso che così non ci si conquisti il pubblico né la critica, a prescindere da quello che uno possa o no pensare del New Italian Epic. </p>
<p>Wu Ming 1, ma anche altri (vedi Genna, ad esempio), ha in un modo o nell&#8217;altro lasciato a intendere che non si leggono i loro libri, che non si legge tutto quello che loro scrivono sul New Italian Epic, e che eppure ci sarebbero tanti &#8211; fra cui anch&#8217;io &#8211; pronti a criticarli. Se a loro fa piacere crogiolarsi nell&#8217;idea del tutto sbagliata che non li si legga per così tentare di ascendere tra chi agnello sacrificale, che si crogiolino pure, però nessuno mai &#8211; lo ripeto &#8211; gli concederà un ruolo che non è loro. </p>
<p>Ora, sinceramente, smettendo i panni del critico e indossando quelli di un perfetto essere umano che si sente dire simili castronerie:</p>
<p>&#8220;Cerca di somigliare più ai tuoi libri e meno alla caricatura dello scrittore frustrato, in questo thread si fatica a distinguerti da Iannozzi, perdìo.&#8221;</p>
<p>e “Si vede che quando rode il culo ogni panchina ricorda il male”&#8230;</p>
<p>e via di questo passo, qui, o altrove&#8230; BIP.</p>
<p>Chiudendo il discorso una volta per tutte: era uso degli spartani gettare in un dirupo gli infanti malformati o deboli che fossero, senza pensarci su due volte. La critica, una Critica seria, ha il dovere deontologico di indicare quei testi che sono malformati e di non consigliarli al pubblico. Tutto qui. Evidentemente la severità della Critica non è piaciuta ad alcuni scrittori e così hanno pensato bene di costituirsi nel NIE. Il risultato? Chi farebbe parte del NIE si critica da sé. Le critiche sono acriliche, nel senso che ogni autore del NIE è detto fondamentale se non di più&#8230; eccetera, eccetera&#8230;</p>
<p>Se vado all&#8217;Opera e il tenore stecca, piovono i fischi. Se vado allo stadio e i Radiohead steccano di brutto, i fischi piovono. E&#8217; giusto che sia così.<br />
Sono d&#8217;accordo con Tash: il suo discorso non fa una piega. Tiro fuori i soldi per il libro, sono dunque padrone di farne quel che voglio: libro libero. Anche di emettere una mia impressione di lettura che non piacerà magari agli autori. Ma tant&#8217;è.</p>
<p>Mi sono guadagnato di slegarmi da questo thread, a questo punto: risposte non sono venute dagli interessati, e si continua a perdere tempo, a mio avviso, su delle cavolate, su delle acrimonie dei Wu Ming, ecc. ecc.  </p>
<p>Buona estate</p>
<p>iannozzi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tash		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/07/gentilissimo-paolo-di-stefano/#comment-94993</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tash]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 10:04:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6334#comment-94993</guid>

					<description><![CDATA[Non so se posso intervenire lo stesso, a prescindere da quello che dirà Jannozzi.
Rimetto in fila le tessere di questa coda di polemica nella quale mi sono andato a cacciare per pura, genetica, rissosità.
Leggiucchiando i commenti a un post che non ho letto, mi cade l’occhio sulla formulazione del Wu Ming circa il rodimento di culo, che mi pare supponente et prevaricante: insomma, giuro che non so di cosa si stesse parlando, ma introdurre ad un certo punto di una discussione l’insinuazione non velata che il mio interlocutore sia roso dall’invidia (rodimento di culo, sic) non è bello.
La cosa non mi riguardava, quindi potevo lasciar perdere, poi mi sono ricordato di Manituana, di quelle ferali 192 pagine (non 182, ho ritrovato il segno) e non mi sono tenuto. 
Uno che pensa che lo si invidi, non ostante abbia scritto, o partecipato alla scrittura (collettiva: è dai dai tempi di fruttero &#038; lucentini che sono curioso di sapere come si fa a scrivere a molte mani), di Manituana, forse ha tralasciato qualche essenziale elemento di valutazione, di quelli che ci aiutano a definire il nostro posto nel mondo.
Non arriccio mai il naso quando una formulazione efficace e acuta è anche volgare, o più semplicemente vera (vedi caso Guzzanti/Carfagna), me ne frego della volgarità, ma gonfio i miei flaccidi muscoli al primo accenno di supponenza, altrui.
Della mia mi accorgo spesso, non ne sono esente.
Barbieri scrive
«Quei mattoncini di carta che sono i libri, belli o brutti sono comunque anni di lavoro: meriteranno un po’ di acume, di attenzione no?» 
La risposta è no.
Non sono tenuto a sapere quanto tempo e quanta fatica, applicazione, lavoro, ha richiesto un testo. Un film, un quadro, eccetera.
Come lettore, spettatore, osservatore dell’arte, l’unica cosa che sono tenuto a fare è a tirare fuori i soldi per comprare un libro, un biglietto.
Poi la mia attenzione deve guadagnarsela l’opera.
Se non ci riesce, amen.
192 pagine non sono poche: se un libro è bello, se ti piace te ne accorgi.
Manituana si è preso parecchio del mio tempo (leggo lentamente) e lo ha sprecato malamente.
Ho guadagnato il diritto al giudizio estetico, o se vuoi di gusto (raggruppamento bello/brutto).
Che naturalmente è diverso, come sai, dal giudizio critico (riuscito/non riuscito/importante/eccetera) del quale non sono capace e che comunque nella specie dei fatti non mi interessa. 
Sto andando su un terreno minato, mi fermo qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se posso intervenire lo stesso, a prescindere da quello che dirà Jannozzi.<br />
Rimetto in fila le tessere di questa coda di polemica nella quale mi sono andato a cacciare per pura, genetica, rissosità.<br />
Leggiucchiando i commenti a un post che non ho letto, mi cade l’occhio sulla formulazione del Wu Ming circa il rodimento di culo, che mi pare supponente et prevaricante: insomma, giuro che non so di cosa si stesse parlando, ma introdurre ad un certo punto di una discussione l’insinuazione non velata che il mio interlocutore sia roso dall’invidia (rodimento di culo, sic) non è bello.<br />
La cosa non mi riguardava, quindi potevo lasciar perdere, poi mi sono ricordato di Manituana, di quelle ferali 192 pagine (non 182, ho ritrovato il segno) e non mi sono tenuto.<br />
Uno che pensa che lo si invidi, non ostante abbia scritto, o partecipato alla scrittura (collettiva: è dai dai tempi di fruttero &amp; lucentini che sono curioso di sapere come si fa a scrivere a molte mani), di Manituana, forse ha tralasciato qualche essenziale elemento di valutazione, di quelli che ci aiutano a definire il nostro posto nel mondo.<br />
Non arriccio mai il naso quando una formulazione efficace e acuta è anche volgare, o più semplicemente vera (vedi caso Guzzanti/Carfagna), me ne frego della volgarità, ma gonfio i miei flaccidi muscoli al primo accenno di supponenza, altrui.<br />
Della mia mi accorgo spesso, non ne sono esente.<br />
Barbieri scrive<br />
«Quei mattoncini di carta che sono i libri, belli o brutti sono comunque anni di lavoro: meriteranno un po’ di acume, di attenzione no?»<br />
La risposta è no.<br />
Non sono tenuto a sapere quanto tempo e quanta fatica, applicazione, lavoro, ha richiesto un testo. Un film, un quadro, eccetera.<br />
Come lettore, spettatore, osservatore dell’arte, l’unica cosa che sono tenuto a fare è a tirare fuori i soldi per comprare un libro, un biglietto.<br />
Poi la mia attenzione deve guadagnarsela l’opera.<br />
Se non ci riesce, amen.<br />
192 pagine non sono poche: se un libro è bello, se ti piace te ne accorgi.<br />
Manituana si è preso parecchio del mio tempo (leggo lentamente) e lo ha sprecato malamente.<br />
Ho guadagnato il diritto al giudizio estetico, o se vuoi di gusto (raggruppamento bello/brutto).<br />
Che naturalmente è diverso, come sai, dal giudizio critico (riuscito/non riuscito/importante/eccetera) del quale non sono capace e che comunque nella specie dei fatti non mi interessa.<br />
Sto andando su un terreno minato, mi fermo qui.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco sasso		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/07/gentilissimo-paolo-di-stefano/#comment-94992</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco sasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 09:32:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6334#comment-94992</guid>

					<description><![CDATA[ciao Andrea, 

Ho una curiosità. Fuori tema.

Entrambi apprezziamo lo scrittore Moresco, se non erro. 

Ricordo che nel 2005 (tre anni fa), in Lo sbrego, Moresco scriveva:

“L’arte per l’arte, l’arte per l’arte… io non ne posso più di queste chiacchiere da professori! Cosa se ne fa un artista dell’arte? Tutti questi scrittori che si prendono per il culo da soli con delle piccole formule, si danno da fare per rendere il lavoro più facile agli abatini.”

Qualche giorno fa scopro che, secondo Wu ming 1 e il suo promemoria, vedi NANDROPAUSA #14/15, anche Moresco ha scritto un opera New epic.

“Questa è senz&#039;altro una delle opere più pop di Moresco.”[…] “A conti fatti, L&#039;insurrezione rispetta tutte le premesse e ben 6 su 7 caratteristiche distintive del New Italian Epic. Ciò colloca questo racconto al pieno centro della nebulosa. Il che non significa che Moresco stesso stia al centro della nebulosa, che Moresco stesso sia... &quot;neo-epico&quot;. Il New Italian Epic non è un movimento di autori, ma un campo elettrostatico prodotto da un insieme di opere. Parlare di &quot;autori neo-epici&quot; è un&#039;idiozia, l&#039;attenzione va posta sulle opere, e il medesimo autore può scrivere opere diversissime tra loro per intenti, mezzi espressivi e risultati.”
 
Anche l&#039;ultima fatica letteraria (non lo scrittore in toto, attenzione) galleggiare “al pieno centro della nebulosa” del New Italian Epic.
 
Ho sorriso... chissà se lo scrittore mantovano prenderà una posizione chiara a riguardo come ha fatto Franz o Scarpa (ognuno a modo suo). Oppure pensi che, come scrive Biondillo,  &quot;I miei silenzi su certi scrittori sono il mio modo di dire la mia.&quot; ?

Oppure quelle righe di Moresco non offrono presa all&#039;interno della corrente della sua vita?
Insomma, letteratura, parole messe lì per ingannare il lettore. Frasi ad effetto.

Le mie sono chiacchiere estive. 

Saluto tutti

francesco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ciao Andrea, </p>
<p>Ho una curiosità. Fuori tema.</p>
<p>Entrambi apprezziamo lo scrittore Moresco, se non erro. </p>
<p>Ricordo che nel 2005 (tre anni fa), in Lo sbrego, Moresco scriveva:</p>
<p>“L’arte per l’arte, l’arte per l’arte… io non ne posso più di queste chiacchiere da professori! Cosa se ne fa un artista dell’arte? Tutti questi scrittori che si prendono per il culo da soli con delle piccole formule, si danno da fare per rendere il lavoro più facile agli abatini.”</p>
<p>Qualche giorno fa scopro che, secondo Wu ming 1 e il suo promemoria, vedi NANDROPAUSA #14/15, anche Moresco ha scritto un opera New epic.</p>
<p>“Questa è senz&#8217;altro una delle opere più pop di Moresco.”[…] “A conti fatti, L&#8217;insurrezione rispetta tutte le premesse e ben 6 su 7 caratteristiche distintive del New Italian Epic. Ciò colloca questo racconto al pieno centro della nebulosa. Il che non significa che Moresco stesso stia al centro della nebulosa, che Moresco stesso sia&#8230; &#8220;neo-epico&#8221;. Il New Italian Epic non è un movimento di autori, ma un campo elettrostatico prodotto da un insieme di opere. Parlare di &#8220;autori neo-epici&#8221; è un&#8217;idiozia, l&#8217;attenzione va posta sulle opere, e il medesimo autore può scrivere opere diversissime tra loro per intenti, mezzi espressivi e risultati.”</p>
<p>Anche l&#8217;ultima fatica letteraria (non lo scrittore in toto, attenzione) galleggiare “al pieno centro della nebulosa” del New Italian Epic.</p>
<p>Ho sorriso&#8230; chissà se lo scrittore mantovano prenderà una posizione chiara a riguardo come ha fatto Franz o Scarpa (ognuno a modo suo). Oppure pensi che, come scrive Biondillo,  &#8220;I miei silenzi su certi scrittori sono il mio modo di dire la mia.&#8221; ?</p>
<p>Oppure quelle righe di Moresco non offrono presa all&#8217;interno della corrente della sua vita?<br />
Insomma, letteratura, parole messe lì per ingannare il lettore. Frasi ad effetto.</p>
<p>Le mie sono chiacchiere estive. </p>
<p>Saluto tutti</p>
<p>francesco</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/07/gentilissimo-paolo-di-stefano/#comment-94983</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 08:37:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6334#comment-94983</guid>

					<description><![CDATA[Non sto dicendo che il libro è &#039;sacro&#039;.
Sto dicendo una cosa semplicissima: verso il libro è più costruttiva l&#039;attenzione della disattenzione.
Sembra una cosa ovvia, ma evidentemente non lo è se Biondillo scrive una lettera a Di Stefano chiedendogli di essere più attento; se si parla così facilmente di libri non letti; se spesso il giudizio di un &#039;non addetto ai lavori&#039; è più vivo, o addirittura più acuto, di quello di un &#039;addetto ai lavori&#039;, eccetera.
Ecco, molto volentieri aspetto da te, Iannozzi, o da Tash o da chiunque altro un&#039;argomentazione che mi convinca che sono nell&#039;errore, che è meglio essere disattenti verso i prodotti culturali, piuttosto che attenti. 
Sono qui, aspetto con le orecchie dritte...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sto dicendo che il libro è &#8216;sacro&#8217;.<br />
Sto dicendo una cosa semplicissima: verso il libro è più costruttiva l&#8217;attenzione della disattenzione.<br />
Sembra una cosa ovvia, ma evidentemente non lo è se Biondillo scrive una lettera a Di Stefano chiedendogli di essere più attento; se si parla così facilmente di libri non letti; se spesso il giudizio di un &#8216;non addetto ai lavori&#8217; è più vivo, o addirittura più acuto, di quello di un &#8216;addetto ai lavori&#8217;, eccetera.<br />
Ecco, molto volentieri aspetto da te, Iannozzi, o da Tash o da chiunque altro un&#8217;argomentazione che mi convinca che sono nell&#8217;errore, che è meglio essere disattenti verso i prodotti culturali, piuttosto che attenti.<br />
Sono qui, aspetto con le orecchie dritte&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giuseppe Iannozzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/07/gentilissimo-paolo-di-stefano/#comment-94982</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Iannozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 08:13:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Barbiere di Siviglia :-D, 

nessun libro è sacro. Il libro è libero, è quindi del lettore che l&#039;acquista e se lo fa come meglio crede. Daniel Pennac insegna in tal senso. Ovviamente tu puoi riscaldarti, eccitarti anche, perché si è fatta una battuta sui Wu Ming, che peraltro prendono a pesci in faccia tutti, peggio di Cristo che scopre la moltiplicazione dei pesci. Wu Ming 1 è stato qui interrogato, gentilmente, non solo da me, ma Roberto Bui, nella sua riconosciuta signorilità, ha pensato bene di sparare dalle parti basse e di rispondere solo a chi gli è convenuto a lui. Forse crede che così si renderà simpatico o che finalmente gli si darà il ruolo di agnello sacrificale; ma può sognare quanto vuole perché un simile privilegio non glielo concederà nessuno mai. Non è un agnello, non è bianco, non è vergine, non è nemmeno nero, è uno dei tanti al pascolo, quindi non si vede proprio perché lo si dovrebbe investire del ruolo di agnello sacrificale. Uno, un ruolo così se lo deve meritare sul serio e i Wu Ming sono tutt&#039;altro che vittime. 
Piuttosto che impari un po&#039; di umiltà e di signorile disponibilità verso tutti portando risposte a tutti, invece di rispondere solo a chi gli sta simpatico o gli fa complimenti spropositati. 
E le battutacce gravi, da bettola di quart&#039;ordine, qui, caro Barbieri, le ha fatte solo Wu Ming 1. Mettiamoli &#039;sti diavoli di puntini sulle &quot;i&quot;, almeno di tanto in tanto.

Iannozzi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Barbiere di Siviglia :-D, </p>
<p>nessun libro è sacro. Il libro è libero, è quindi del lettore che l&#8217;acquista e se lo fa come meglio crede. Daniel Pennac insegna in tal senso. Ovviamente tu puoi riscaldarti, eccitarti anche, perché si è fatta una battuta sui Wu Ming, che peraltro prendono a pesci in faccia tutti, peggio di Cristo che scopre la moltiplicazione dei pesci. Wu Ming 1 è stato qui interrogato, gentilmente, non solo da me, ma Roberto Bui, nella sua riconosciuta signorilità, ha pensato bene di sparare dalle parti basse e di rispondere solo a chi gli è convenuto a lui. Forse crede che così si renderà simpatico o che finalmente gli si darà il ruolo di agnello sacrificale; ma può sognare quanto vuole perché un simile privilegio non glielo concederà nessuno mai. Non è un agnello, non è bianco, non è vergine, non è nemmeno nero, è uno dei tanti al pascolo, quindi non si vede proprio perché lo si dovrebbe investire del ruolo di agnello sacrificale. Uno, un ruolo così se lo deve meritare sul serio e i Wu Ming sono tutt&#8217;altro che vittime.<br />
Piuttosto che impari un po&#8217; di umiltà e di signorile disponibilità verso tutti portando risposte a tutti, invece di rispondere solo a chi gli sta simpatico o gli fa complimenti spropositati.<br />
E le battutacce gravi, da bettola di quart&#8217;ordine, qui, caro Barbieri, le ha fatte solo Wu Ming 1. Mettiamoli &#8216;sti diavoli di puntini sulle &#8220;i&#8221;, almeno di tanto in tanto.</p>
<p>Iannozzi</p>
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