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	Commenti a: Pont des Arts (Aria e dieci variazioni)	</title>
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		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/08/pont-des-artes-aria-e-dieci-variazioni/#comment-95056</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 10:07:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo sopra è un rilievo che Valerio non si merita, il paletot è solo un capospalla, può essere corto o lungo, un cappotto o un soprabito, e ci sono tessuti molto caldi e morbidi, o molto morbidi e leggeri che possono gonfiarsi, diciamo così, a seconda del prezzo.
E&#039; vero che da noi il paletot o paletò o paltò indicava prevalentemente il cappottone pesante e inamovibile, ma qui siamo in Francia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo sopra è un rilievo che Valerio non si merita, il paletot è solo un capospalla, può essere corto o lungo, un cappotto o un soprabito, e ci sono tessuti molto caldi e morbidi, o molto morbidi e leggeri che possono gonfiarsi, diciamo così, a seconda del prezzo.<br />
E&#8217; vero che da noi il paletot o paletò o paltò indicava prevalentemente il cappottone pesante e inamovibile, ma qui siamo in Francia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/08/pont-des-artes-aria-e-dieci-variazioni/#comment-95031</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 09:40:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;i&gt;cara chiara, ti vorrei innanzitutto qui ufficialmente ringraziare di aver usato la parola &#039;paletot&#039;, per me fra la dolce pania delle parole madeleinette in assoluto: qui nel mio borgo centro italico essa è ignota a tutti, come &#039;golf&#039; per dire maglia o maglione, e se la uso mi guardano allibiti ed interdetti. Anche i miei figli qui cresciuti la ignorano... volevo però porti un mio dubbio inerente in certo qual modo a questa sfera tessile dei sentimenti: io temo che quello bianco svolazzante sul ponte non sia né un paletot e né un soprabito: ho appena riposto in naftalina alcuni di questi desueti capi di mezza stagione di cui la mia signora madre possiede diversi esemplari e ritengo impossibile che essi svolazzando assumano quel gonfiore, quel turgore che è invece inconfondibile degli impermeabili crema classici con interno scozzesino e cintura facoltativa... gli uomini e le donne con l&#039;impermebile alla Simenon o Gerard Philipe o Annie Girardot anch&#039;essi in estinzione... ma non credo che l&#039;indossare un impermeabile avrebbe cambiato il destino del personaggio e/o la bellezza sospesa e lirica di queste tue sospese storie.
&lt;/i&gt;

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>cara chiara, ti vorrei innanzitutto qui ufficialmente ringraziare di aver usato la parola &#8216;paletot&#8217;, per me fra la dolce pania delle parole madeleinette in assoluto: qui nel mio borgo centro italico essa è ignota a tutti, come &#8216;golf&#8217; per dire maglia o maglione, e se la uso mi guardano allibiti ed interdetti. Anche i miei figli qui cresciuti la ignorano&#8230; volevo però porti un mio dubbio inerente in certo qual modo a questa sfera tessile dei sentimenti: io temo che quello bianco svolazzante sul ponte non sia né un paletot e né un soprabito: ho appena riposto in naftalina alcuni di questi desueti capi di mezza stagione di cui la mia signora madre possiede diversi esemplari e ritengo impossibile che essi svolazzando assumano quel gonfiore, quel turgore che è invece inconfondibile degli impermeabili crema classici con interno scozzesino e cintura facoltativa&#8230; gli uomini e le donne con l&#8217;impermebile alla Simenon o Gerard Philipe o Annie Girardot anch&#8217;essi in estinzione&#8230; ma non credo che l&#8217;indossare un impermeabile avrebbe cambiato il destino del personaggio e/o la bellezza sospesa e lirica di queste tue sospese storie.<br />
</i></p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/08/pont-des-artes-aria-e-dieci-variazioni/#comment-94975</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 21:50:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ricordo un libro dimenticato di una grande studiosa, Anita Seppilli, &lt;i&gt;Sacralità dell&#039;acqua e sacrilegio dei ponti&lt;/i&gt; (Sellerio, Palermo 1990): il ponte sacrilegamente attraversa, taglia, spezza il sacro corso d&#039;acqua.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo un libro dimenticato di una grande studiosa, Anita Seppilli, <i>Sacralità dell&#8217;acqua e sacrilegio dei ponti</i> (Sellerio, Palermo 1990): il ponte sacrilegamente attraversa, taglia, spezza il sacro corso d&#8217;acqua.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cara polvere		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/08/pont-des-artes-aria-e-dieci-variazioni/#comment-94933</link>

		<dc:creator><![CDATA[cara polvere]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 12:32:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6287#comment-94933</guid>

					<description><![CDATA[@chiara

onorata.
sono io che ringrazio il tuo conversato 
generoso includere.raro stile di accogliere
che porta lontano, il tuo &quot;vedere&quot; l&#039; altro
e considerarlo (si sente, nella scrittura, 
a prescindere). sensazione. 
sono stata colpita dalle tue immagini
come formelle o tasselli.
estrapolando &quot;a caso&quot; - senza nome 
altre pagine - stesse pagine. 
ci siamo date appuntamento sul telaio 
del binocolo/microscopio.:
una cosa così, più o meno
(menon complicata di come l&#039;ho scritta)
:-)

paola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@chiara</p>
<p>onorata.<br />
sono io che ringrazio il tuo conversato<br />
generoso includere.raro stile di accogliere<br />
che porta lontano, il tuo &#8220;vedere&#8221; l&#8217; altro<br />
e considerarlo (si sente, nella scrittura,<br />
a prescindere). sensazione.<br />
sono stata colpita dalle tue immagini<br />
come formelle o tasselli.<br />
estrapolando &#8220;a caso&#8221; &#8211; senza nome<br />
altre pagine &#8211; stesse pagine.<br />
ci siamo date appuntamento sul telaio<br />
del binocolo/microscopio.:<br />
una cosa così, più o meno<br />
(menon complicata di come l&#8217;ho scritta)<br />
:-)</p>
<p>paola</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: chiara valerio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/08/pont-des-artes-aria-e-dieci-variazioni/#comment-94929</link>

		<dc:creator><![CDATA[chiara valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 09:58:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6287#comment-94929</guid>

					<description><![CDATA[@ tash. ce la posso fare.
ho capito. il problema è che ho sempre inciampato nelle e.
deve essere l&#039;occhiello. ;-)

@ paola, mi permetto di modificare il tuo commento aggiungendoci XI.
grazie per l&#039;attenzione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ tash. ce la posso fare.<br />
ho capito. il problema è che ho sempre inciampato nelle e.<br />
deve essere l&#8217;occhiello. ;-)</p>
<p>@ paola, mi permetto di modificare il tuo commento aggiungendoci XI.<br />
grazie per l&#8217;attenzione</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cara polvere		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/08/pont-des-artes-aria-e-dieci-variazioni/#comment-94928</link>

		<dc:creator><![CDATA[cara polvere]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 09:57:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6287#comment-94928</guid>

					<description><![CDATA[correzione

meccanico, non maccanico-
chiedo scusa
p.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>correzione</p>
<p>meccanico, non maccanico-<br />
chiedo scusa<br />
p.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cara polvere		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/08/pont-des-artes-aria-e-dieci-variazioni/#comment-94927</link>

		<dc:creator><![CDATA[cara polvere]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 09:55:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6287#comment-94927</guid>

					<description><![CDATA[È l’unico con un paletot chiaro. Se non ci fosse, qualcuno, uno qualsiasi, io pure, guardando dal basso, quasi dall’acqua, penserebbe che non ci sia vento.

 ma lo sguardo scivola troppo in basso, oltre la striscia asfaltata del ponte. Fissa l’acqua, in basso. Sul fiume c’è un battello che si chiama Suzanne, rallenta, leggere lo ha sempre distratto, questo è certo, e rilassato, rallenta ancora ma un poco, appena il tempo che il soprabito, leggero, settembrino gli si sgonfi intorno alle gambe disordinatamente come una vela ammarata da un mozzo inesperto, senza frenarlo.

Sua madre non aveva risposto e forse nemmeno capito tutto, per filo e per segno, ma guardandola negli occhi neri e specchiandovisi appena, giacché Angela e sua madre si somigliavano spesso, come gocce di un lavandino rotto, aveva sussurrato, sdegnosa, Meglio l’emicrania che l’ansia spigolosa dei visi in piena luce. Se c’è un fiume c’è un ponte per passare oltre. In tempo di pace.


ho ripreso - mi sono permessa -  questi. ma altri ve ne sono da riprendere che sono poesia alta evocativa perfortuna insondabile
(come un&#039; acqua piena di pance che registrano).
assolutamente poesia per il mio sentire
c&#039;è, poi,  - a mio parere opinabilissimo - una certa difficoltà a confluire di questa con la prosa. voglio dire se ci riesco - ci sono molti dettagli su cui si fa tardi a soffermarsi e l&#039; amalgama risulta un po&#039; percorso ad ostacoli- si rimane almeno io sono rimasta  andando avanti nella lettura alle immagini poetiche tendendo a saltare quando la descrizione si addentra e addenta con altro registro più &quot;fiscale&quot;
più monotono e se non piacciono questi termini usati - sempre gli stessi? che a volte si fraintendono, posso usare : prolissità, limata passione, assenza con troppa presenza  
. ( è la stessa sensazione che provo io a rileggermi quando cerco di scrivere in prosa e mi è spesso ostico trovare un nodo medianico/maccanico (?) che mi soccorra - è come scrivessi a scomparti)
allo
ho letto, insomma. a salti, bighellonando però con piacere a cercarti (mi rivolgo alle maschere) e mi sono anche persa nel sogno della storia e nella storia c&#039; era dell&#039; umido e qualcosa da inseguire  e che mi inseguiva- di forza e di forza evocativa belle cose
financo la chiusa

io posso dire di essere scavato da un verme immondo o di avere appena un vizio?

e che bella  - come un&#039; apertura di scena che chiude con una domanda a forma di mela (il verme vizioso o viziante...eccetera)
 
a rileggersi
paola

***
penso che nel gioco di costruzioni Paola prenda un XI. chiara valerio.

XI. È l’unico con un paletot chiaro. Se non ci fosse, qualcuno, uno qualsiasi, io pure, guardando dal basso, quasi dall’acqua, penserebbe che non ci sia vento.

 ma lo sguardo scivola troppo in basso, oltre la striscia asfaltata del ponte. Fissa l’acqua, in basso. Sul fiume c’è un battello che si chiama Suzanne, rallenta, leggere lo ha sempre distratto, questo è certo, e rilassato, rallenta ancora ma un poco, appena il tempo che il soprabito, leggero, settembrino gli si sgonfi intorno alle gambe disordinatamente come una vela ammarata da un mozzo inesperto, senza frenarlo.

Sua madre non aveva risposto e forse nemmeno capito tutto, per filo e per segno, ma guardandola negli occhi neri e specchiandovisi appena, giacché Angela e sua madre si somigliavano spesso, come gocce di un lavandino rotto, aveva sussurrato, sdegnosa, Meglio l’emicrania che l’ansia spigolosa dei visi in piena luce. Se c’è un fiume c’è un ponte per passare oltre. In tempo di pace.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È l’unico con un paletot chiaro. Se non ci fosse, qualcuno, uno qualsiasi, io pure, guardando dal basso, quasi dall’acqua, penserebbe che non ci sia vento.</p>
<p> ma lo sguardo scivola troppo in basso, oltre la striscia asfaltata del ponte. Fissa l’acqua, in basso. Sul fiume c’è un battello che si chiama Suzanne, rallenta, leggere lo ha sempre distratto, questo è certo, e rilassato, rallenta ancora ma un poco, appena il tempo che il soprabito, leggero, settembrino gli si sgonfi intorno alle gambe disordinatamente come una vela ammarata da un mozzo inesperto, senza frenarlo.</p>
<p>Sua madre non aveva risposto e forse nemmeno capito tutto, per filo e per segno, ma guardandola negli occhi neri e specchiandovisi appena, giacché Angela e sua madre si somigliavano spesso, come gocce di un lavandino rotto, aveva sussurrato, sdegnosa, Meglio l’emicrania che l’ansia spigolosa dei visi in piena luce. Se c’è un fiume c’è un ponte per passare oltre. In tempo di pace.</p>
<p>ho ripreso &#8211; mi sono permessa &#8211;  questi. ma altri ve ne sono da riprendere che sono poesia alta evocativa perfortuna insondabile<br />
(come un&#8217; acqua piena di pance che registrano).<br />
assolutamente poesia per il mio sentire<br />
c&#8217;è, poi,  &#8211; a mio parere opinabilissimo &#8211; una certa difficoltà a confluire di questa con la prosa. voglio dire se ci riesco &#8211; ci sono molti dettagli su cui si fa tardi a soffermarsi e l&#8217; amalgama risulta un po&#8217; percorso ad ostacoli- si rimane almeno io sono rimasta  andando avanti nella lettura alle immagini poetiche tendendo a saltare quando la descrizione si addentra e addenta con altro registro più &#8220;fiscale&#8221;<br />
più monotono e se non piacciono questi termini usati &#8211; sempre gli stessi? che a volte si fraintendono, posso usare : prolissità, limata passione, assenza con troppa presenza<br />
. ( è la stessa sensazione che provo io a rileggermi quando cerco di scrivere in prosa e mi è spesso ostico trovare un nodo medianico/maccanico (?) che mi soccorra &#8211; è come scrivessi a scomparti)<br />
allo<br />
ho letto, insomma. a salti, bighellonando però con piacere a cercarti (mi rivolgo alle maschere) e mi sono anche persa nel sogno della storia e nella storia c&#8217; era dell&#8217; umido e qualcosa da inseguire  e che mi inseguiva- di forza e di forza evocativa belle cose<br />
financo la chiusa</p>
<p>io posso dire di essere scavato da un verme immondo o di avere appena un vizio?</p>
<p>e che bella  &#8211; come un&#8217; apertura di scena che chiude con una domanda a forma di mela (il verme vizioso o viziante&#8230;eccetera)</p>
<p>a rileggersi<br />
paola</p>
<p>***<br />
penso che nel gioco di costruzioni Paola prenda un XI. chiara valerio.</p>
<p>XI. È l’unico con un paletot chiaro. Se non ci fosse, qualcuno, uno qualsiasi, io pure, guardando dal basso, quasi dall’acqua, penserebbe che non ci sia vento.</p>
<p> ma lo sguardo scivola troppo in basso, oltre la striscia asfaltata del ponte. Fissa l’acqua, in basso. Sul fiume c’è un battello che si chiama Suzanne, rallenta, leggere lo ha sempre distratto, questo è certo, e rilassato, rallenta ancora ma un poco, appena il tempo che il soprabito, leggero, settembrino gli si sgonfi intorno alle gambe disordinatamente come una vela ammarata da un mozzo inesperto, senza frenarlo.</p>
<p>Sua madre non aveva risposto e forse nemmeno capito tutto, per filo e per segno, ma guardandola negli occhi neri e specchiandovisi appena, giacché Angela e sua madre si somigliavano spesso, come gocce di un lavandino rotto, aveva sussurrato, sdegnosa, Meglio l’emicrania che l’ansia spigolosa dei visi in piena luce. Se c’è un fiume c’è un ponte per passare oltre. In tempo di pace.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: chi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/08/pont-des-artes-aria-e-dieci-variazioni/#comment-94922</link>

		<dc:creator><![CDATA[chi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 08:54:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6287#comment-94922</guid>

					<description><![CDATA[@ Tash. e devi dirmi come si chiama perché devo cambiare il titolo! Ho sempre creduto che il ponte di fronte all&#039;Acedemie des Sciences si chiamasse des Artes... ehm... in effetti leggere è meglio di credere...

@ Gianni. lacerazioni fluviali è più poetico di tutto. anche perché sembra insanabile. nonostante il ponte.

chi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Tash. e devi dirmi come si chiama perché devo cambiare il titolo! Ho sempre creduto che il ponte di fronte all&#8217;Acedemie des Sciences si chiamasse des Artes&#8230; ehm&#8230; in effetti leggere è meglio di credere&#8230;</p>
<p>@ Gianni. lacerazioni fluviali è più poetico di tutto. anche perché sembra insanabile. nonostante il ponte.</p>
<p>chi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tashtego		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/08/pont-des-artes-aria-e-dieci-variazioni/#comment-94914</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 05:54:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6287#comment-94914</guid>

					<description><![CDATA[certo, costruire ponti è poetico.
quello in foto però forse si chiama Pont des arts.
solo per la precisione dopo l&#039;emozzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>certo, costruire ponti è poetico.<br />
quello in foto però forse si chiama Pont des arts.<br />
solo per la precisione dopo l&#8217;emozzione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/08/pont-des-artes-aria-e-dieci-variazioni/#comment-94905</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 20:31:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6287#comment-94905</guid>

					<description><![CDATA[Non è un caso che al colmo di un ponte gli antichi mettessero edicole sacre. Costruire ponti è patteggiare col diavolo (e spesso ingannarlo). Attraversare lacerazioni fluviali è pericoloso. E poetico, come queste tue solitudini, Chiara.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è un caso che al colmo di un ponte gli antichi mettessero edicole sacre. Costruire ponti è patteggiare col diavolo (e spesso ingannarlo). Attraversare lacerazioni fluviali è pericoloso. E poetico, come queste tue solitudini, Chiara.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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