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	Commenti a: Genealogia del male &#8211; 1	</title>
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		<title>
		Di: Aurelio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/22/genealogia-del-male-1/#comment-95432</link>

		<dc:creator><![CDATA[Aurelio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 09:20:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sì, lo ricordo anch&#039;io quel racconto di Mozzi, era pessimo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sì, lo ricordo anch&#8217;io quel racconto di Mozzi, era pessimo&#8230;</p>
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		Di: cristiano prakash		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/22/genealogia-del-male-1/#comment-95396</link>

		<dc:creator><![CDATA[cristiano prakash]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 13:43:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ricordo i commenti a un breve racconto di mozzi che riguardava bambini e pedofilia. 
allora, e oggi, non vedo ragioni per non raccontare quel che, seppur non necessariamente vissuto in prima persona, appartiene al mondo dell&#039;infanzia; seppure ad un&#039;infanzia che non ci piace e che ci fa male.
anche questo breve racconto mi sembra nato dalla necessità di comunicare un pezzo di verità plausibile, che sia stata una comunicazione riuscita, che ha sortito un pezzo dignitoso.
credo che bocciarne il contenuto, solo perché &quot;scomodo&quot;, sia tendente all&#039;ideologico.
c&#039;è numericamente una parte importante di infanzia che ha a che fare con la violenza. se anche la letteratura se ne occupa, lo fa in funzione culturale. e credo sia un bene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ricordo i commenti a un breve racconto di mozzi che riguardava bambini e pedofilia.<br />
allora, e oggi, non vedo ragioni per non raccontare quel che, seppur non necessariamente vissuto in prima persona, appartiene al mondo dell&#8217;infanzia; seppure ad un&#8217;infanzia che non ci piace e che ci fa male.<br />
anche questo breve racconto mi sembra nato dalla necessità di comunicare un pezzo di verità plausibile, che sia stata una comunicazione riuscita, che ha sortito un pezzo dignitoso.<br />
credo che bocciarne il contenuto, solo perché &#8220;scomodo&#8221;, sia tendente all&#8217;ideologico.<br />
c&#8217;è numericamente una parte importante di infanzia che ha a che fare con la violenza. se anche la letteratura se ne occupa, lo fa in funzione culturale. e credo sia un bene.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: maria (v)		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/22/genealogia-del-male-1/#comment-95394</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria (v)]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 12:54:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Plessus, OT

a proposito di modesti lettori, sono io a ringraziare lei perché sia il libro di Mauri, anche da me acquistato dai ragazzi extracomunitari che sempre di più arricchiscono le nostre vite e le nostre città, altrimenti spacciate nel loro più bieco provincialismo, sia quello di Gil Courtemanche &quot;Una domenica in piscina a Kigali&quot; più facilmente reperibile nei tradizionali circuiti di distribuzione, giacciono sepolti sotto i cumuli che  si accrescono e rischiavo perciò quasi di perderli di vista, appena ti distrai un attimo...grazie perciò per avermi ricondotto a letture che mi attendono da un pezzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Plessus, OT</p>
<p>a proposito di modesti lettori, sono io a ringraziare lei perché sia il libro di Mauri, anche da me acquistato dai ragazzi extracomunitari che sempre di più arricchiscono le nostre vite e le nostre città, altrimenti spacciate nel loro più bieco provincialismo, sia quello di Gil Courtemanche &#8220;Una domenica in piscina a Kigali&#8221; più facilmente reperibile nei tradizionali circuiti di distribuzione, giacciono sepolti sotto i cumuli che  si accrescono e rischiavo perciò quasi di perderli di vista, appena ti distrai un attimo&#8230;grazie perciò per avermi ricondotto a letture che mi attendono da un pezzo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/22/genealogia-del-male-1/#comment-95392</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 11:25:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per evitare un possibile equivoco sul mio uso di &quot;piccoli&quot;, non do del piccolo a nessuno in particolare, mi serviva solo per il confronto e un discorso generale.
Sulla &quot;piccolezza&quot; della materia, concordo, nessuna materia è piccola, quando è ben trattata e come dici giustamente @effeffe, quando è una materia che prima non c&#039;era, o non era stata vista o non era stata trattata da un nuovo punto di vista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per evitare un possibile equivoco sul mio uso di &#8220;piccoli&#8221;, non do del piccolo a nessuno in particolare, mi serviva solo per il confronto e un discorso generale.<br />
Sulla &#8220;piccolezza&#8221; della materia, concordo, nessuna materia è piccola, quando è ben trattata e come dici giustamente @effeffe, quando è una materia che prima non c&#8217;era, o non era stata vista o non era stata trattata da un nuovo punto di vista.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/22/genealogia-del-male-1/#comment-95391</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 11:18:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[letto solo ora intervento di Matteo.
ottimo
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>letto solo ora intervento di Matteo.<br />
ottimo<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/22/genealogia-del-male-1/#comment-95390</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 11:14:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6437#comment-95390</guid>

					<description><![CDATA[Sai Alcor,
 non penso che &quot;i piccoli autori&quot; possano avere quella sfacciataggine altrimenti sarebbero piccoli autori pirla. E come te non credo che la &quot;materia&quot; assolva lo stile, anzi, come si sarà notato da alcune cose messe su NI,  penso proprio che al contrario sia lo stile a creare la materia. Diciamo pure che la letteratura dovrebbe (attenzione al condizionale) creare o svelare una materia che prima non c&#039;era. Un esempio:

Si è spesso citata (mal tradotta) la frase &quot; inculare con l&#039;ago le mosche &quot; attribuita a Celine. Contestualmente lo scriba maledetto accusa i letterati di fare una letteratura delle cose vane e inutili.

 In realtà Celine usa l&#039;espressione:

&quot;enculagailler la moumouche.&quot;
su un ottimo dizionario d&#039;argot troviamo la seguente definizione:

Variante plaisante d’enculer. Probablement d’enculailler avec l’infixe -ag- à la javanaise, probablement par influence de encuguler (de même sens), avec une possible référence à gailleur (trompeur chez François Villon) ou gaillard. 

Una variante potrebbe essere la composizione di enculer e aiguille (ago) e allora in italiano si dovrebbe usare un neologismo del tipo:
Inculagare o incuspillare

del resto anche moumouche che significa mosca 8mouche) andrebbe tradotto differentemente, con per esempio &quot; zizinzule&quot; (zinzula è zanzara in sardo. e dico così perché mi trovo a Cagliari) o un equivalente.

Eppure non tutte le mosche sono &quot;inutili&quot;, imbarazzanti. Vorrei citare un vecchissimo post da me propost su NI che , a parte la grandezza dell&#039;autore, I.B.Singer e la piccolezza del protagonista, una mosca, mette in crisi il teorema celiniano.

https://www.nazioneindiana.com/2005/11/07/dellamicizia-iii-isaac-bashevis-singer/

Teorema che del resto lo stesso Celine abiura quando scrive:

L’homme est qu’un pauvre va-de-la-gueule… aux exploits de l’amour !... sous-sous mouche même ! oui, Colonel ! sous-sous mouche ! sa petite épilepsie de l’Espèce ? pour l’Espèce ?... que de préparations !... que de petits cadeaux ! succions ! serments ! chichis ! et après ?... huit jours sur le flanc ! le plus fragile système nerveux du règne animal !... la vérité ! la mouche à côté ? qui tire ses cent coups la minute ? une Titane, la mouche, Colonel ! une véritable Titane !
- Vous croyez ?
- Je pense ! toute la détresse de don Juan est de pas être puissant comme une mouche !
Entretiens avec le Professeur Y L-F. Céline

trad. sul finale...
(l&#039;uomo) il più fragile sistema nervoso del regno animale!...è la verità ! Vuoi mettere la mosca? Che tira i suoi cento colpi al minuto? Un Titano, la mosca, Colonnello! Un vero titano!
 -Dice  davvero?
- Altro che! Tutta la miseria di Don Giovanni sta nel fatto di non essere potente quanto una mosca ! 

effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sai Alcor,<br />
 non penso che &#8220;i piccoli autori&#8221; possano avere quella sfacciataggine altrimenti sarebbero piccoli autori pirla. E come te non credo che la &#8220;materia&#8221; assolva lo stile, anzi, come si sarà notato da alcune cose messe su NI,  penso proprio che al contrario sia lo stile a creare la materia. Diciamo pure che la letteratura dovrebbe (attenzione al condizionale) creare o svelare una materia che prima non c&#8217;era. Un esempio:</p>
<p>Si è spesso citata (mal tradotta) la frase &#8221; inculare con l&#8217;ago le mosche &#8221; attribuita a Celine. Contestualmente lo scriba maledetto accusa i letterati di fare una letteratura delle cose vane e inutili.</p>
<p> In realtà Celine usa l&#8217;espressione:</p>
<p>&#8220;enculagailler la moumouche.&#8221;<br />
su un ottimo dizionario d&#8217;argot troviamo la seguente definizione:</p>
<p>Variante plaisante d’enculer. Probablement d’enculailler avec l’infixe -ag- à la javanaise, probablement par influence de encuguler (de même sens), avec une possible référence à gailleur (trompeur chez François Villon) ou gaillard. </p>
<p>Una variante potrebbe essere la composizione di enculer e aiguille (ago) e allora in italiano si dovrebbe usare un neologismo del tipo:<br />
Inculagare o incuspillare</p>
<p>del resto anche moumouche che significa mosca 8mouche) andrebbe tradotto differentemente, con per esempio &#8221; zizinzule&#8221; (zinzula è zanzara in sardo. e dico così perché mi trovo a Cagliari) o un equivalente.</p>
<p>Eppure non tutte le mosche sono &#8220;inutili&#8221;, imbarazzanti. Vorrei citare un vecchissimo post da me propost su NI che , a parte la grandezza dell&#8217;autore, I.B.Singer e la piccolezza del protagonista, una mosca, mette in crisi il teorema celiniano.</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2005/11/07/dellamicizia-iii-isaac-bashevis-singer/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2005/11/07/dellamicizia-iii-isaac-bashevis-singer/</a></p>
<p>Teorema che del resto lo stesso Celine abiura quando scrive:</p>
<p>L’homme est qu’un pauvre va-de-la-gueule… aux exploits de l’amour !&#8230; sous-sous mouche même ! oui, Colonel ! sous-sous mouche ! sa petite épilepsie de l’Espèce ? pour l’Espèce ?&#8230; que de préparations !&#8230; que de petits cadeaux ! succions ! serments ! chichis ! et après ?&#8230; huit jours sur le flanc ! le plus fragile système nerveux du règne animal !&#8230; la vérité ! la mouche à côté ? qui tire ses cent coups la minute ? une Titane, la mouche, Colonel ! une véritable Titane !<br />
&#8211; Vous croyez ?<br />
&#8211; Je pense ! toute la détresse de don Juan est de pas être puissant comme une mouche !<br />
Entretiens avec le Professeur Y L-F. Céline</p>
<p>trad. sul finale&#8230;<br />
(l&#8217;uomo) il più fragile sistema nervoso del regno animale!&#8230;è la verità ! Vuoi mettere la mosca? Che tira i suoi cento colpi al minuto? Un Titano, la mosca, Colonnello! Un vero titano!<br />
 -Dice  davvero?<br />
&#8211; Altro che! Tutta la miseria di Don Giovanni sta nel fatto di non essere potente quanto una mosca ! </p>
<p>effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: matteo de simone		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/22/genealogia-del-male-1/#comment-95389</link>

		<dc:creator><![CDATA[matteo de simone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 10:59:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6437#comment-95389</guid>

					<description><![CDATA[Vorrei dire due cose.
La prima è che per me &quot;Bambini&quot; è uno sguardo indiscreto su una dinamica umana. Possiamo chiamarla crudeltà infantile, ma meglio direi: gioco di potere nell&#039;infanzia. C&#039;è una vittima e c&#039;è un carnefice. Il carnefice è un bambino che non ha metabolizzato la teoria e la pratica della propria aggressività, ma si trova ad applicarle d&#039;istinto. In questo si può leggere il germe di una perversione futura, come ha detto morgana, nella misura in cui il bambino continuerà a sentirsi per tutta la vita giudicato da un occhio morale che lo scruta dall&#039;alto. E nella misura in cui possiamo supporre che qualcun altro abbia compresso/compromesso e avvilito la sua aggressività, che l&#039;abbia plasmata su un modello adulto, conducendolo a quel gesto. Ma per il momento quell&#039;occhio è dentro di lui. E dentro di lui è un dolore forte, così forte da doverlo trasmettere. Per essere trasmesso, quel dolore ha bisogno di un soggetto debole: la bambina. Credo, per concludere, che per tentare, più o meno goffamente, di indagare la genesi del male, si debba guardare al carnefice più che alla vittima. E&#039; quel che ho provato a fare. 

La seconda è che io so, ho imparato, nella mia breve attività di scrivente, di non essere bravo a maneggiare storie che mi riguardano da vicino. Piuttosto so immaginare le identità a me distanti, come le donne, pur essendo un uomo, o criminali tossicomani, pur essendo io sostanzialmente un pacifico borghese. O infanzie disturbate, pur ricordandone una discretamente serena. In questa facilità di immedesimazione credo stia almeno il 90% delle mie qualità di scrivente e credo la sola che io sia pronto a riconoscermi da solo.
I nodi dell&#039;umanità sono uguali per tutti: amore, morte, tradimento, potere, violenza, amicizia, successo, sconfitta... E&#039; variando i soggetti e il contesto in cui vengono trattati che la letteratura può avvicinarsi ad essere, o apparire, rivelatrice. E&#039; raccontando identità e mondi sconosciuti, animandoli di pulsioni proprie e conosciute che lo scrittore può sperare di produrre letteratura autentica. Non so se è quel che faccio, ma è quel che credo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei dire due cose.<br />
La prima è che per me &#8220;Bambini&#8221; è uno sguardo indiscreto su una dinamica umana. Possiamo chiamarla crudeltà infantile, ma meglio direi: gioco di potere nell&#8217;infanzia. C&#8217;è una vittima e c&#8217;è un carnefice. Il carnefice è un bambino che non ha metabolizzato la teoria e la pratica della propria aggressività, ma si trova ad applicarle d&#8217;istinto. In questo si può leggere il germe di una perversione futura, come ha detto morgana, nella misura in cui il bambino continuerà a sentirsi per tutta la vita giudicato da un occhio morale che lo scruta dall&#8217;alto. E nella misura in cui possiamo supporre che qualcun altro abbia compresso/compromesso e avvilito la sua aggressività, che l&#8217;abbia plasmata su un modello adulto, conducendolo a quel gesto. Ma per il momento quell&#8217;occhio è dentro di lui. E dentro di lui è un dolore forte, così forte da doverlo trasmettere. Per essere trasmesso, quel dolore ha bisogno di un soggetto debole: la bambina. Credo, per concludere, che per tentare, più o meno goffamente, di indagare la genesi del male, si debba guardare al carnefice più che alla vittima. E&#8217; quel che ho provato a fare. </p>
<p>La seconda è che io so, ho imparato, nella mia breve attività di scrivente, di non essere bravo a maneggiare storie che mi riguardano da vicino. Piuttosto so immaginare le identità a me distanti, come le donne, pur essendo un uomo, o criminali tossicomani, pur essendo io sostanzialmente un pacifico borghese. O infanzie disturbate, pur ricordandone una discretamente serena. In questa facilità di immedesimazione credo stia almeno il 90% delle mie qualità di scrivente e credo la sola che io sia pronto a riconoscermi da solo.<br />
I nodi dell&#8217;umanità sono uguali per tutti: amore, morte, tradimento, potere, violenza, amicizia, successo, sconfitta&#8230; E&#8217; variando i soggetti e il contesto in cui vengono trattati che la letteratura può avvicinarsi ad essere, o apparire, rivelatrice. E&#8217; raccontando identità e mondi sconosciuti, animandoli di pulsioni proprie e conosciute che lo scrittore può sperare di produrre letteratura autentica. Non so se è quel che faccio, ma è quel che credo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/22/genealogia-del-male-1/#comment-95387</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 10:08:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6437#comment-95387</guid>

					<description><![CDATA[Penso che la verità si nasconde, che non è mostrata nel personaggio del padre: è il problema. Il bambino non credo, anche se i bambini sonno crudeli, ma nel testo è la crudeltà sadica di un adulto. L&#039;ambiente è scritta con talento: semioscurità, bagno, solo lui e lei, la madre assenta: non sono preoccupazioni del bambino, ma di un adulto che vuole il segreto. Un bambino sfoga la sua violenza fuori della casa familiare. 
Trovo che i commenti sono un po&#039; troppo severi, perché il testo mi ha creato disaggio, un malessere diffuso, dunque è riuscito dal questo punto di vista.
Per il bambino che soffre dall&#039;adulto, si sfoga con gli oggetti: l&#039;accenno alle bambole possiede un carattere di verità. 

Il testo è importante, perché mostra come un vincolo sadico e masochisto puo legare due bambini e fare entrare la vittime nell&#039;infierno del silenzio, mostra anche la dominazione maschile e ringrazio effeffe per questo ascolto al dolore femminile. E&#039; anche il merito del testo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che la verità si nasconde, che non è mostrata nel personaggio del padre: è il problema. Il bambino non credo, anche se i bambini sonno crudeli, ma nel testo è la crudeltà sadica di un adulto. L&#8217;ambiente è scritta con talento: semioscurità, bagno, solo lui e lei, la madre assenta: non sono preoccupazioni del bambino, ma di un adulto che vuole il segreto. Un bambino sfoga la sua violenza fuori della casa familiare.<br />
Trovo che i commenti sono un po&#8217; troppo severi, perché il testo mi ha creato disaggio, un malessere diffuso, dunque è riuscito dal questo punto di vista.<br />
Per il bambino che soffre dall&#8217;adulto, si sfoga con gli oggetti: l&#8217;accenno alle bambole possiede un carattere di verità. </p>
<p>Il testo è importante, perché mostra come un vincolo sadico e masochisto puo legare due bambini e fare entrare la vittime nell&#8217;infierno del silenzio, mostra anche la dominazione maschile e ringrazio effeffe per questo ascolto al dolore femminile. E&#8217; anche il merito del testo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Plessus		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/22/genealogia-del-male-1/#comment-95386</link>

		<dc:creator><![CDATA[Plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 10:07:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6437#comment-95386</guid>

					<description><![CDATA[“Ragazzo, dammi retta! Tra qualche giorno, tra pochi giorni, questo nostro paese sarà pieno di gente affamata di sangue. Sentirai parlare di inyenzi, scarafaggi, diranno che bisogna ucciderli schiacciarli, bruciare tutti gli inyenzi. Sei tu ragazzo, sei tu lo scarafaggio che cercano…”
”..Allora ascoltami bene, ragazzo. Non importa se non mi credi, ascolta le mie parole e quando questa profezia si avvererà fa quello che ti comando. Fra qualche tempo tutti impazziranno su questa terra e gli uomini andranno a caccia dei loro simili: li colpiranno col machete, li decapiteranno, li faranno a pezzi e lasceranno i loro resti a marcire sotto il sole..”..Un giorno verranno nella tua casa…Ma tu non sarai lì, ti comando di non essere lì…”&quot;Tu sarai in un posto segreto che non avrai detto a nessuno nemmeno a me..” Sarai nascosto nella tua tana e, per l’amor di Dio, rimarrai lì nel buio e nel silenzio fino a quando Dio, solo lui, ti permetterà di uscire. Hai capito?..”
Rwanda, la notte delle stelle cadute, di Roberto Mauri, ed. dell’Arco, comprato sulla spiaggia da un extracomunitario. Sono fresco di lettura di questo libricino su una delle più grandi tragedie dell’umanità dal dopoguerra ad ora. Con onu a guardare dal palazzo di vetro e onlus e ong impegnate a spedire i bollettini di c/c.
Di fronte ad esso, il valore dei contenuti del testo presentato si ritraggono alle dimensioni della fettina di un grillo. E’ capitato di leggerlo, probabilmente, in un momento sbagliato. Ma l’involontario confronto ha esito comunque impietoso.
Maria (v) la ringrazio per la colta citazione. Da modesto lettore confesso di non aver letto nulla di Manganelli. Potrei intanto ovviare con il libro che lei mi suggerisce, o con le sue interviste raccolte in La penombra mentale, Ed.Riuniti, o. Ma temo che diventerò vecchio senza riuscire a leggere nemmeno l’1% dei libri che vorrei.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Ragazzo, dammi retta! Tra qualche giorno, tra pochi giorni, questo nostro paese sarà pieno di gente affamata di sangue. Sentirai parlare di inyenzi, scarafaggi, diranno che bisogna ucciderli schiacciarli, bruciare tutti gli inyenzi. Sei tu ragazzo, sei tu lo scarafaggio che cercano…”<br />
”..Allora ascoltami bene, ragazzo. Non importa se non mi credi, ascolta le mie parole e quando questa profezia si avvererà fa quello che ti comando. Fra qualche tempo tutti impazziranno su questa terra e gli uomini andranno a caccia dei loro simili: li colpiranno col machete, li decapiteranno, li faranno a pezzi e lasceranno i loro resti a marcire sotto il sole..”..Un giorno verranno nella tua casa…Ma tu non sarai lì, ti comando di non essere lì…”&#8221;Tu sarai in un posto segreto che non avrai detto a nessuno nemmeno a me..” Sarai nascosto nella tua tana e, per l’amor di Dio, rimarrai lì nel buio e nel silenzio fino a quando Dio, solo lui, ti permetterà di uscire. Hai capito?..”<br />
Rwanda, la notte delle stelle cadute, di Roberto Mauri, ed. dell’Arco, comprato sulla spiaggia da un extracomunitario. Sono fresco di lettura di questo libricino su una delle più grandi tragedie dell’umanità dal dopoguerra ad ora. Con onu a guardare dal palazzo di vetro e onlus e ong impegnate a spedire i bollettini di c/c.<br />
Di fronte ad esso, il valore dei contenuti del testo presentato si ritraggono alle dimensioni della fettina di un grillo. E’ capitato di leggerlo, probabilmente, in un momento sbagliato. Ma l’involontario confronto ha esito comunque impietoso.<br />
Maria (v) la ringrazio per la colta citazione. Da modesto lettore confesso di non aver letto nulla di Manganelli. Potrei intanto ovviare con il libro che lei mi suggerisce, o con le sue interviste raccolte in La penombra mentale, Ed.Riuniti, o. Ma temo che diventerò vecchio senza riuscire a leggere nemmeno l’1% dei libri che vorrei.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/07/22/genealogia-del-male-1/#comment-95384</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 09:44:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io non conosco De Simone e non giudico un autore da un solo breve pezzo, al massimo giudico il pezzo, ma in generale, a prescindere da De Simone, vedo usare spesso grandi autori per giustificare le scelte della materia da parte dei piccoli.
Non mi sembra sensato. 
La domanda che ci si dovrebbe  porre non è &quot;perché questa materia?&quot;, ma con quale forza questa materia è diventata scrittura? Quale necessità c&#039;è dietro? E questa necessità, se c&#039;è, è riuscita a mostrarsi in modo convincente?
Ogni altro discorso mi sembra ideologico. Dai sostenitori del realismo a quelli del delirio verbale, del fantastico, della fiction etc tutti, secondo me, se si fermano qui, sbagliano bersaglio, per me l&#039;unico problema è: lo scrittore c&#039;è riuscito? nel suo genere, coerentemente con la sua natura di scrittore? Con i suoi strumenti di scrittore e di persona?
I grandi scrittori sono tutti diversi l&#039;uno dall&#039;altro, la grandezza non sta certo nei temi, dalla Metamorfosi a Lolita, tutto è lecito, se il risultato è grande, o anche semplicemente buono o anche, direi, onesto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non conosco De Simone e non giudico un autore da un solo breve pezzo, al massimo giudico il pezzo, ma in generale, a prescindere da De Simone, vedo usare spesso grandi autori per giustificare le scelte della materia da parte dei piccoli.<br />
Non mi sembra sensato.<br />
La domanda che ci si dovrebbe  porre non è &#8220;perché questa materia?&#8221;, ma con quale forza questa materia è diventata scrittura? Quale necessità c&#8217;è dietro? E questa necessità, se c&#8217;è, è riuscita a mostrarsi in modo convincente?<br />
Ogni altro discorso mi sembra ideologico. Dai sostenitori del realismo a quelli del delirio verbale, del fantastico, della fiction etc tutti, secondo me, se si fermano qui, sbagliano bersaglio, per me l&#8217;unico problema è: lo scrittore c&#8217;è riuscito? nel suo genere, coerentemente con la sua natura di scrittore? Con i suoi strumenti di scrittore e di persona?<br />
I grandi scrittori sono tutti diversi l&#8217;uno dall&#8217;altro, la grandezza non sta certo nei temi, dalla Metamorfosi a Lolita, tutto è lecito, se il risultato è grande, o anche semplicemente buono o anche, direi, onesto.</p>
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