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	Commenti a: Risveglio	</title>
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		<title>
		Di: Alberta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/08/23/risveglio/#comment-96792</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 19:46:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con po&#039; in ritardo, Rosella, vorrei dirti che il tuo racconto mi ha profondamente emozionato. Hai scritto una storia terribile e penso che tu l&#039;abbia fatto molto bene. 
Sono rimasta sorpresa nel trovare alcuni commenti che definirei gratuiti e fuori luogo. Ma del resto si perdono fra quelli positivi. 
Sei giovane e non hai vissuto quegli anni, eppure sei riuscita a raccontare la spietatezza, l&#039;assurdità di una morte come questa. Così come lo sono state tante altre in quell&#039;epoca. Ma soprattutto mi hai avvicinato al dolore della madre, alla sua impotenza di fronte al destino del figlio. Che è qualcosa di intollerabile. Perciò un pensiero va anche a questa donna che sta ancora soffrendo. Grazie Rosella, davvero brava.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con po&#8217; in ritardo, Rosella, vorrei dirti che il tuo racconto mi ha profondamente emozionato. Hai scritto una storia terribile e penso che tu l&#8217;abbia fatto molto bene.<br />
Sono rimasta sorpresa nel trovare alcuni commenti che definirei gratuiti e fuori luogo. Ma del resto si perdono fra quelli positivi.<br />
Sei giovane e non hai vissuto quegli anni, eppure sei riuscita a raccontare la spietatezza, l&#8217;assurdità di una morte come questa. Così come lo sono state tante altre in quell&#8217;epoca. Ma soprattutto mi hai avvicinato al dolore della madre, alla sua impotenza di fronte al destino del figlio. Che è qualcosa di intollerabile. Perciò un pensiero va anche a questa donna che sta ancora soffrendo. Grazie Rosella, davvero brava.</p>
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		<title>
		Di: maria laura		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/08/23/risveglio/#comment-96549</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria laura]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 14:38:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche io ti ringrazio Rosella. Carla mi onora della sua amicizia e la storia di Valerio fa parte del mio vissuto di quegli anni. E&#039; importartissimo ricordarLo, gesto coraggioso in tempi superficiali. Il racconto è secondo me molto bello. Non mi azzardo nella critica letteraria perchè non sono all&#039;altezza. E&#039; bello, scritto bene e raggiunge lo scopo di trasmettere ciò che senti. Brava davvero e grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io ti ringrazio Rosella. Carla mi onora della sua amicizia e la storia di Valerio fa parte del mio vissuto di quegli anni. E&#8217; importartissimo ricordarLo, gesto coraggioso in tempi superficiali. Il racconto è secondo me molto bello. Non mi azzardo nella critica letteraria perchè non sono all&#8217;altezza. E&#8217; bello, scritto bene e raggiunge lo scopo di trasmettere ciò che senti. Brava davvero e grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Nina Maroccolo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/08/23/risveglio/#comment-96534</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nina Maroccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 06:55:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E comunque, cara Rosella, penso tu abbia sperimentato sulla pelle calabra un disagio amaro da questa metodica espressiva inconsistente. Ciononostante non va generalizzata nel panorama critichese (post-atomico) del tuo racconto.
Una cosa è certa: in pochi conoscono la responsabilità della PAROLA. Ma finché sono i lettori, esercitiamo un atto di comprensione cristiana...

Detto ciò, torno sempre su uno degli aspetti fondamentali e doverosi di chi esercita seriamente la scrittura, e si rifà proprio alla gestione accurata della parola.
La parola scritta è tutto ciò che abbiamo: un possedimento concreto, una configurazione cosmica all&#039;interno di un assolvimento preciso e di alta disciplina letteraria. Un tentativo di comprensione, di discesa agl&#039;inferi -nei parametri del possibile e del non-possibile (uno scrittore serio si misurerà sempre su ciò che è duro, doloroso, scomodo, impossibile)- in questa circostanza precisa &quot;vivendo&quot; ex-novo un avvenimento storico di cui l&#039;autore, nello specifico Rosella Postorino, è tramite &quot;sciamanico&quot;.

Lo indirizza a tutti noi. Perché la Memoria collettiva è un&#039;opera di dedizione verso gli altri; è il percorso su un tratto stradale lunghissimo nel quale inciampi tra screpolature, schegge di marciapiede avariato, o piccole grandi voragini terrene.
A noi toccano anche gli orridi. Questa è la vita.
Lettori e scrittori, postanti e postini telegrafici, umani superdotati di cinismo e crudeltà gratuita per inveire contro il dolore di una madre, per quel tassello di DNA improvvisamente venuto meno (IL FIGLIO, il figlio!). L&#039;immagine costante che devasta il vissuto diurno e notturno incuneato dall&#039;ossessione di chi ha dato vita alla vita; e di qualcuno che ha sottratto vita a colei che l&#039;ha generata per rivelazione e dono d&#039;amore. Carne e sangue, sangue e carne del proprio sangue e della propria carne.  
Tu, Rosella, hai compiuto un&#039;operazione coraggiosa. A te va il merito di questo racconto che trova la ragione della sua esitenza radicandosi in ognuno di noi. Ed io ti ringrazio, perché scendere agl&#039;inferi e restituirsi &quot;quasi&quot; integri per amore, è patrimonio etico e di sensibilità grandissimi.
Non è un compitino da terza elementare. E&#039; dovere di testimonianza, brillantemente assolto dalla forza della tua scrittura.
Un abbraccio forte. E ancora grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E comunque, cara Rosella, penso tu abbia sperimentato sulla pelle calabra un disagio amaro da questa metodica espressiva inconsistente. Ciononostante non va generalizzata nel panorama critichese (post-atomico) del tuo racconto.<br />
Una cosa è certa: in pochi conoscono la responsabilità della PAROLA. Ma finché sono i lettori, esercitiamo un atto di comprensione cristiana&#8230;</p>
<p>Detto ciò, torno sempre su uno degli aspetti fondamentali e doverosi di chi esercita seriamente la scrittura, e si rifà proprio alla gestione accurata della parola.<br />
La parola scritta è tutto ciò che abbiamo: un possedimento concreto, una configurazione cosmica all&#8217;interno di un assolvimento preciso e di alta disciplina letteraria. Un tentativo di comprensione, di discesa agl&#8217;inferi -nei parametri del possibile e del non-possibile (uno scrittore serio si misurerà sempre su ciò che è duro, doloroso, scomodo, impossibile)- in questa circostanza precisa &#8220;vivendo&#8221; ex-novo un avvenimento storico di cui l&#8217;autore, nello specifico Rosella Postorino, è tramite &#8220;sciamanico&#8221;.</p>
<p>Lo indirizza a tutti noi. Perché la Memoria collettiva è un&#8217;opera di dedizione verso gli altri; è il percorso su un tratto stradale lunghissimo nel quale inciampi tra screpolature, schegge di marciapiede avariato, o piccole grandi voragini terrene.<br />
A noi toccano anche gli orridi. Questa è la vita.<br />
Lettori e scrittori, postanti e postini telegrafici, umani superdotati di cinismo e crudeltà gratuita per inveire contro il dolore di una madre, per quel tassello di DNA improvvisamente venuto meno (IL FIGLIO, il figlio!). L&#8217;immagine costante che devasta il vissuto diurno e notturno incuneato dall&#8217;ossessione di chi ha dato vita alla vita; e di qualcuno che ha sottratto vita a colei che l&#8217;ha generata per rivelazione e dono d&#8217;amore. Carne e sangue, sangue e carne del proprio sangue e della propria carne.<br />
Tu, Rosella, hai compiuto un&#8217;operazione coraggiosa. A te va il merito di questo racconto che trova la ragione della sua esitenza radicandosi in ognuno di noi. Ed io ti ringrazio, perché scendere agl&#8217;inferi e restituirsi &#8220;quasi&#8221; integri per amore, è patrimonio etico e di sensibilità grandissimi.<br />
Non è un compitino da terza elementare. E&#8217; dovere di testimonianza, brillantemente assolto dalla forza della tua scrittura.<br />
Un abbraccio forte. E ancora grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/08/23/risveglio/#comment-96483</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 21:59:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Francesca, 
la tua analisi è lucida e corretta! Non posso che concordare con tutto ciò che hai scritto.
Saluti, Andrea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Francesca,<br />
la tua analisi è lucida e corretta! Non posso che concordare con tutto ciò che hai scritto.<br />
Saluti, Andrea</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesca		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/08/23/risveglio/#comment-96475</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 15:20:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nessuno ha messo a fuoco il fatto grave che il racconto non è ben inquadrato per logiche e regole taciute, immagino io dettate dall&#039;editore, a occhio e per mia esperienza personale su coloro i quali quel giorno hanno acquistato la consueta copia del giornale, pochi hanno creduto con cognizione di cronaca di trovarsi dinnanzi una storia vera, un pezzo sanguinoso dell&#039;Italia più recente e volontariamente nascosta dal potere governativo. Nessuno deve aver ben capito, previa pessima impaginazione (qui perlomeno c&#039;è tanto di foto di Valerio Verbano) che si trattava non di una storia romanzata ma di un ragazzo vissuto di vita vera e morto per i suoi ideali. La Repubblica dovrebbe fare ammenda e dire di aver sbagliato strategia comunicativa, non si introduce un racconto che ad oggi (visto che molti fanno della smemoratezza un piano di chiaro revisionismo) necessità più che mai di un&#039;inquadratura allargata e di un contesto storico preciso. Non mi sembra d&#039;aver visto occhielli che parlassero di Valerio Verbano, del dossier che prese in custodia il giudice Amato. Oggi il giornalismo dovrebbe essere questo, ma non perché prima fosse meno chiaro il suo ruolo (e qui evito di dilungarmi), oggi dovrebbe essere Informazione, e con un racconto sulle Donne di Roma ebbene non ne fa. E&#039; depistaggio e malainformazione è edulcorare il senso, di un atto o di un percorso che di vita aveva scelto d&#039;essere missione civica. E tutto questo dov&#039;è?
Io, come molti altri, non l&#039;ho visto nemmeno in tralice.
Se poi vige la regola &quot;purché se ne parli&quot;, allora accettiamone i moderni parametri, ma che abbiano ben chiaro l&#039;imprescindibile  scopo informativo.
Saluti, Francesca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuno ha messo a fuoco il fatto grave che il racconto non è ben inquadrato per logiche e regole taciute, immagino io dettate dall&#8217;editore, a occhio e per mia esperienza personale su coloro i quali quel giorno hanno acquistato la consueta copia del giornale, pochi hanno creduto con cognizione di cronaca di trovarsi dinnanzi una storia vera, un pezzo sanguinoso dell&#8217;Italia più recente e volontariamente nascosta dal potere governativo. Nessuno deve aver ben capito, previa pessima impaginazione (qui perlomeno c&#8217;è tanto di foto di Valerio Verbano) che si trattava non di una storia romanzata ma di un ragazzo vissuto di vita vera e morto per i suoi ideali. La Repubblica dovrebbe fare ammenda e dire di aver sbagliato strategia comunicativa, non si introduce un racconto che ad oggi (visto che molti fanno della smemoratezza un piano di chiaro revisionismo) necessità più che mai di un&#8217;inquadratura allargata e di un contesto storico preciso. Non mi sembra d&#8217;aver visto occhielli che parlassero di Valerio Verbano, del dossier che prese in custodia il giudice Amato. Oggi il giornalismo dovrebbe essere questo, ma non perché prima fosse meno chiaro il suo ruolo (e qui evito di dilungarmi), oggi dovrebbe essere Informazione, e con un racconto sulle Donne di Roma ebbene non ne fa. E&#8217; depistaggio e malainformazione è edulcorare il senso, di un atto o di un percorso che di vita aveva scelto d&#8217;essere missione civica. E tutto questo dov&#8217;è?<br />
Io, come molti altri, non l&#8217;ho visto nemmeno in tralice.<br />
Se poi vige la regola &#8220;purché se ne parli&#8221;, allora accettiamone i moderni parametri, ma che abbiano ben chiaro l&#8217;imprescindibile  scopo informativo.<br />
Saluti, Francesca</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cristiano prakash		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/08/23/risveglio/#comment-96414</link>

		<dc:creator><![CDATA[cristiano prakash]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 20:36:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[se on piazza intendiamo la gente, io ci campo con la gente schiacciata da quello che, dando per scontato che una parola non possa sintetizzare tanta complessità, si può definire &quot;sistema&quot;. ci campo nel senso che ci lavoro, che non si fraintenda. 
ebbene se per piazza intendiamo quello, ci sto dentro ogni giorno.
premesso questo, aggiunto che probabilmente il pregiudizio ci ha coinvolti, resta il fatto che si discute di un &quot;pezzo&quot;, e questo innesca discussioni, dibattiti, confronti. che sono una forma di relazione.
e qui le piazze, le genti, i salotti, in qualche modo, diventano individui che comunicano tra loro.
a me serve. e per servirmi di più, necessita della certezza che ogni volta mi cambia di un poco. e che questo succede anche ad altre persone.
il pezzo, mi è piaciuto. e il dolore va scritto e parlato. correndo il rischio di banalizzarlo. 
se posso,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>se on piazza intendiamo la gente, io ci campo con la gente schiacciata da quello che, dando per scontato che una parola non possa sintetizzare tanta complessità, si può definire &#8220;sistema&#8221;. ci campo nel senso che ci lavoro, che non si fraintenda.<br />
ebbene se per piazza intendiamo quello, ci sto dentro ogni giorno.<br />
premesso questo, aggiunto che probabilmente il pregiudizio ci ha coinvolti, resta il fatto che si discute di un &#8220;pezzo&#8221;, e questo innesca discussioni, dibattiti, confronti. che sono una forma di relazione.<br />
e qui le piazze, le genti, i salotti, in qualche modo, diventano individui che comunicano tra loro.<br />
a me serve. e per servirmi di più, necessita della certezza che ogni volta mi cambia di un poco. e che questo succede anche ad altre persone.<br />
il pezzo, mi è piaciuto. e il dolore va scritto e parlato. correndo il rischio di banalizzarlo.<br />
se posso,</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/08/23/risveglio/#comment-96408</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 17:45:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Cristiano,
ti ringrazio del &quot;giovane&quot;, aggettivo che mi fa sempre piacere! Per quanto riguarda le offese ti devo però contraddire in quanto io le ho subite, essendo stato definito &#039;presuntuoso, violento e saccente.. vile&#039; Non è certo nelle mie intenzioni fare politica in un sito che si occupa di letteratura ed &quot;articoli stipendiati&quot; come in questo nostro caso! Ma sai, leggere certe sciocchezze, mi manda letteralmente in bestia! La mia provocazione e critica ad una visione stereotipata ed omologata, che, comunque, quasi tutti fanno degli anni che vanno dal &#039;68 fino ai primi anni &#039;80, visione che riconduce tutto ad uno scontro giovanile tra opposti estremismi fa il gioco di chi persevera nello sfruttamento dell&#039;uomo e quindi non merita rispetto, anzi il mio sberleffo è stato fin troppo sottile! Per una analisi più approfondita di quegli anni ti rimando ad una sede più appropriata: la piazza! Ma so già che tale mia proposta sarà da tutti voi disertata, perché alla piazza preferite il vostro comodo salotto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Cristiano,<br />
ti ringrazio del &#8220;giovane&#8221;, aggettivo che mi fa sempre piacere! Per quanto riguarda le offese ti devo però contraddire in quanto io le ho subite, essendo stato definito &#8216;presuntuoso, violento e saccente.. vile&#8217; Non è certo nelle mie intenzioni fare politica in un sito che si occupa di letteratura ed &#8220;articoli stipendiati&#8221; come in questo nostro caso! Ma sai, leggere certe sciocchezze, mi manda letteralmente in bestia! La mia provocazione e critica ad una visione stereotipata ed omologata, che, comunque, quasi tutti fanno degli anni che vanno dal &#8217;68 fino ai primi anni &#8217;80, visione che riconduce tutto ad uno scontro giovanile tra opposti estremismi fa il gioco di chi persevera nello sfruttamento dell&#8217;uomo e quindi non merita rispetto, anzi il mio sberleffo è stato fin troppo sottile! Per una analisi più approfondita di quegli anni ti rimando ad una sede più appropriata: la piazza! Ma so già che tale mia proposta sarà da tutti voi disertata, perché alla piazza preferite il vostro comodo salotto&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cristiano prakash		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/08/23/risveglio/#comment-96406</link>

		<dc:creator><![CDATA[cristiano prakash]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 16:20:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[me ne volevo tacere per non rimanere intrappolato nello scontro tra giovani saggi incoscienti e quelli che invece han raggiunta un&#039;età che ti consente di vedere le cose senza sovrabbondanza ormonale.
ma devo dire a stella e andrea qualcosa. non perchè sarà la verità, ma perchè la loro verve, probabilmente genuina, non cada nella trappola del ridicolo.
a stella volevo dire che quello che ti han cercato di dire, giustamente, è che nessuno contesta la possibilità di critica, ma questa andrebbe anticipata da un &quot;io penso che, a me sembra che, la mia opinione è questa, ecc.&quot;. questo avrebbe dato alla tua critica, il peso che merita, e cioè, che quella è la &quot;tua critica&quot;.
ad andrea invece, che l&#039;offesa e l&#039;ostentata sicumera di chi sa e ha capito senza dire cosa e come,  non  aiutano a far capire le tue idee; che probabilmente sono ben più articolate e fondate di quanto invece non appaia così.
un saluto ad entrambi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>me ne volevo tacere per non rimanere intrappolato nello scontro tra giovani saggi incoscienti e quelli che invece han raggiunta un&#8217;età che ti consente di vedere le cose senza sovrabbondanza ormonale.<br />
ma devo dire a stella e andrea qualcosa. non perchè sarà la verità, ma perchè la loro verve, probabilmente genuina, non cada nella trappola del ridicolo.<br />
a stella volevo dire che quello che ti han cercato di dire, giustamente, è che nessuno contesta la possibilità di critica, ma questa andrebbe anticipata da un &#8220;io penso che, a me sembra che, la mia opinione è questa, ecc.&#8221;. questo avrebbe dato alla tua critica, il peso che merita, e cioè, che quella è la &#8220;tua critica&#8221;.<br />
ad andrea invece, che l&#8217;offesa e l&#8217;ostentata sicumera di chi sa e ha capito senza dire cosa e come,  non  aiutano a far capire le tue idee; che probabilmente sono ben più articolate e fondate di quanto invece non appaia così.<br />
un saluto ad entrambi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/08/23/risveglio/#comment-96401</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 15:02:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=7427#comment-96401</guid>

					<description><![CDATA[Ciao Cristoforo,
la violenza e la saccenza sono solo nelle tue parole, quando, in maniera bieca e insensata, riduci uno dei periodi della storia italiana che ha visto conquiste e lotte per assicurare a chi sarrebbe venuto dopo, ed anche a te, maggiori diritti e libertà, ad un mero scontro tra opposte fazioni!! Sei tu, che, con le tue perle di saggezza, insulti la memoria di quanti hanno perso la vita per mano fascista! Dalla tua citazione capisco anche che sei solo un buffone come la persona che citi e che le tue idee sono esattamente, come ho scritto prima, un rigurgito, neppure rielaborato, proveniente direttamente dal tubo catodico della tua televisione!! Pensaci mille volte prima di offendere, ma soprattutto &quot;pensa&quot;!!! Risulta troppo semplice miscelare insieme i pensieri degli altri!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Cristoforo,<br />
la violenza e la saccenza sono solo nelle tue parole, quando, in maniera bieca e insensata, riduci uno dei periodi della storia italiana che ha visto conquiste e lotte per assicurare a chi sarrebbe venuto dopo, ed anche a te, maggiori diritti e libertà, ad un mero scontro tra opposte fazioni!! Sei tu, che, con le tue perle di saggezza, insulti la memoria di quanti hanno perso la vita per mano fascista! Dalla tua citazione capisco anche che sei solo un buffone come la persona che citi e che le tue idee sono esattamente, come ho scritto prima, un rigurgito, neppure rielaborato, proveniente direttamente dal tubo catodico della tua televisione!! Pensaci mille volte prima di offendere, ma soprattutto &#8220;pensa&#8221;!!! Risulta troppo semplice miscelare insieme i pensieri degli altri!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Cristoforo Prodan		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/08/23/risveglio/#comment-96399</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cristoforo Prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 14:17:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=7427#comment-96399</guid>

					<description><![CDATA[Di persone presuntuose, violente e saccenti come te, caro Andrea Senzacognome, ne ho conosciute diverse negli ultimi tempi. Persone che lanciano il sasso e nascondo la mano, e si nascondono. Persone vili, che non hanno il coraggio di argomentare esponendosi, di far capire con umiltà il proprio pensiero, che sanno solo insultare, che esprimo giudizi senza conoscere.

La mia migliore risposta è dunque sintetizzabile nella famosa espressione di Beppe Grillo. A gente come te non vale la pena di dire altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di persone presuntuose, violente e saccenti come te, caro Andrea Senzacognome, ne ho conosciute diverse negli ultimi tempi. Persone che lanciano il sasso e nascondo la mano, e si nascondono. Persone vili, che non hanno il coraggio di argomentare esponendosi, di far capire con umiltà il proprio pensiero, che sanno solo insultare, che esprimo giudizi senza conoscere.</p>
<p>La mia migliore risposta è dunque sintetizzabile nella famosa espressione di Beppe Grillo. A gente come te non vale la pena di dire altro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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