Testamento biologico

16 settembre 2008
Pubblicato da

Giulio Mozzi su vibrisse e Antonio Moresco insieme alla redazione de Il primo amore propongono un’iniziativa che riguarda il testamento biologico.

Rispetto all’astrattezza della discussione che si è scatenata a partire da alcuni casi come quello di Eluana Englaro, Mozzi sottolinea:

“Sono convinto che un modo per discutere seriamente di certe faccende sia quello di non domandarsi che cosa sarebbe giusto in generale, ma domandarsi piuttosto che cosa si vorrebbe per sé, che cosa si riterrebbe giusto per sé.”

E Moresco ribadisce:

“Ci sembra infatti che su questo tema – enfatizzato ma anche deformato e falsato dalla presenza di tecnologie che sono in grado di prolungare enormemente condizioni di vita sottratte a ogni partecipazione umana dell’individuo – si stiano fronteggiando, anche in modo minaccioso e ideologico, posizioni generali e preconcetti di diverso tipo. È venuto il momento, in mezzo a queste contrapposizioni spossessanti di ragioni e di incubi, di far sentire le voci più importanti: quelle delle singole vite. Di spostare il baricentro dalle generalizzazioni delle idee alle ragioni e alle proiezioni irriducibili e inermi delle singole vite.“

Non abbiamo altro da aggiungere alle loro parole chiarissime, di cui condividiamo l’impostazione.

Chiunque di voi sentisse l’urgenza di partecipare, può scrivere il proprio testamento biologico e mandarlo o qui o qui, dove potete inoltre seguire tutta l’iniziativa.

Alcuni testamenti biologici sono stati già pubblicati presso vibrisse e presso Il primo amore

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5 Responses to Testamento biologico

  1. bevitore il 16 settembre 2008 alle 07:28

    io ci ho pensato a cosa vorrei per me ma, nonostante tutto, non sono ancora riiuscito in una qualche maniera seria, a darmi una risposta e però mi fa orrore l’idea che sia qualcun altro a decidere per me perché tanto succede già anche adesso in tutta una serie di cose.
    i casi sono due: o uno di questi giorni mi metto lì e mi scervello seriamente sul da farsi, o mi rassegno.

  2. giuliomozzi il 16 settembre 2008 alle 11:02

    Ringrazio per la segnalazione.

  3. Sergio Baratto il 16 settembre 2008 alle 20:00

    Grazie naturellement anche da parte del Primo Amore.

  4. Andrea Raos il 16 settembre 2008 alle 22:10

    mais figüres!

  5. carlo il 26 settembre 2008 alle 13:35

    Non avete altro da aggiungere alle loro parole chiarissime. Io leggo e mi pare di no. Non bastava dire che le loro parole erano chiare; no, scrivete: chiarissime. Come lettore mi ritengo offeso da questa mancanza di obiettività.

    Il tema è enfatizzato e deformato e falsato. Da chi? dagli altri!
    Da voi non è deformato, enfatizzato e falsato. No.

    Le tecnologie sono in grado di prolungare enormemente condizioni di vita sottratte a ogni partecipazione umana dell’individuo.
    La vita – lo dite proprio voi – è fatta di partecipazione umana. L’individuo partecipa alla condizione umana, anche grazie alle tecnologie che la possono prolungare enormemente.
    Vi domando: cos’è l’enormemente, se paragonato all’enormemente infinito di cui voi stessi, per quella ragione che usate, non potete celare il mistero?



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