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	Commenti a: Urbanità 3	</title>
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		<title>
		Di: anonimo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/09/22/urbanita-3/#comment-97954</link>

		<dc:creator><![CDATA[anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 09:38:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho sempre cercato di comprendere questa figura: Mater Matuta, salvifica; &quot;ponte&quot; e fondamenta mediterranea. Quando mi trovo a sfogliare riviste e libri (sfoglio più che leggo) d&#039;architettura, mi sento stanato dalla mia ignoranza. Rimango &quot;perplesso&quot; dal linguaggio &quot;tecnico&quot;: mi rimanda a giochi di proporzioni, di contrapposizioni, di infiniti prospettici. Un Nord, un Sud, un Ovest ed un Est, mi sembra, orfani del centro. Forse, penso è un centro sottinteso; che mi costringe però a voli pindarici. Così penso a Livio, all&#039;idea di &quot;città&quot; ed odo (parola poetica ma veritiera) alcune voci antiche che mi destano: Servio Sulpicio che scrive all&#039;amico Cicerone di un suo viaggio in Oriente, in Licia, ecc, ecc,. 

Penso a Roma che si innesta ad un già &quot;territorio&quot; e brutalmente annienta la &quot;latinità&quot; dei Latini. Una città Roma (ricordiamolo più che impero) centripeta. Una &quot;civiltà&quot; quella romana capace di rimescolare le carte: giocare, dichiarando in anticipo il perchè del suo barare. Roma è di per sé un disegno, un albero innestato: un Pater Matuta. Una nuova Sparta che esclude includendo solo ciò che può e vuole assimilare. Ecco mi sembra che l&#039;architettura sia orfana degli infiniti che congiungano; degli opposti che dialogano, manca di equilibrio, è alla ricerca perpetua (credo un poco infantile) di quella serenità che è di diritto. Così mi sembra, che l&#039;architettura costruisca il surrogato &quot;d&#039;idea architettura&quot; mortificata per altro (a volte) dall&#039;ideologia: quel sogno di una cosa... Non vi è dubbio però che dal &quot;dualismo insanabile&quot; (come diceva il grande scrittore Antonio Pizzuto) siano nati capolavori d&#039;arte figurativa ed architettonici, non a caso &quot;tensioni&quot;.  Ma a che prezzo! Ribellioni tacite che spesso pongono -l&#039;artista l&#039;architetto- all&#039;annientamento della propria vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre cercato di comprendere questa figura: Mater Matuta, salvifica; &#8220;ponte&#8221; e fondamenta mediterranea. Quando mi trovo a sfogliare riviste e libri (sfoglio più che leggo) d&#8217;architettura, mi sento stanato dalla mia ignoranza. Rimango &#8220;perplesso&#8221; dal linguaggio &#8220;tecnico&#8221;: mi rimanda a giochi di proporzioni, di contrapposizioni, di infiniti prospettici. Un Nord, un Sud, un Ovest ed un Est, mi sembra, orfani del centro. Forse, penso è un centro sottinteso; che mi costringe però a voli pindarici. Così penso a Livio, all&#8217;idea di &#8220;città&#8221; ed odo (parola poetica ma veritiera) alcune voci antiche che mi destano: Servio Sulpicio che scrive all&#8217;amico Cicerone di un suo viaggio in Oriente, in Licia, ecc, ecc,. </p>
<p>Penso a Roma che si innesta ad un già &#8220;territorio&#8221; e brutalmente annienta la &#8220;latinità&#8221; dei Latini. Una città Roma (ricordiamolo più che impero) centripeta. Una &#8220;civiltà&#8221; quella romana capace di rimescolare le carte: giocare, dichiarando in anticipo il perchè del suo barare. Roma è di per sé un disegno, un albero innestato: un Pater Matuta. Una nuova Sparta che esclude includendo solo ciò che può e vuole assimilare. Ecco mi sembra che l&#8217;architettura sia orfana degli infiniti che congiungano; degli opposti che dialogano, manca di equilibrio, è alla ricerca perpetua (credo un poco infantile) di quella serenità che è di diritto. Così mi sembra, che l&#8217;architettura costruisca il surrogato &#8220;d&#8217;idea architettura&#8221; mortificata per altro (a volte) dall&#8217;ideologia: quel sogno di una cosa&#8230; Non vi è dubbio però che dal &#8220;dualismo insanabile&#8221; (come diceva il grande scrittore Antonio Pizzuto) siano nati capolavori d&#8217;arte figurativa ed architettonici, non a caso &#8220;tensioni&#8221;.  Ma a che prezzo! Ribellioni tacite che spesso pongono -l&#8217;artista l&#8217;architetto- all&#8217;annientamento della propria vita.</p>
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		Di: Tashtego		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/09/22/urbanita-3/#comment-97947</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 06:07:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[torniamo alla triade vitruviana?
torniamo chi?
la triade vitruviana è rispettata quando c&#039;è firmitas, solidità, utilitas e venustas, bellezza.
se un edificio che giudichi brutto, sta in piedi e soddisfa le istanze funzionali per le quali è stato costruito, resta solo il fatto che non ti piace, per il resto vitruvio è soddisfatto.
ma non basta il tuo giudizio estetico a smontarlo, basta che si faccia notare, che sorprenda con diletto la cultura post-borghese dominante.
restare ancorati al concetto vitruviano di architettura è utile, ma non è decisivo, né dirimente.
l&#039;architettura come molti sanno è un mezzo di comunicazione di massa e, come tutti i mass media, ha le sue star, ne ha bisogno e, a mio avviso, si tratta di un bisogno politico.
il fatto che non ci piaccia il loro lavoro (non tutte le archi-star sono cattivi e modaioli architetti, anzi) non ne sposta la portata, né le conseguenze.
nell&#039;era dell&#039;iper-trofia dell&#039;iconosfera, tutto ciò che non riesce a FARSI VEDERE, semplicemente non esiste.
questo vale anche per la città e i suoi &quot;nuovi&quot; monumenti.
eccetera.
er discorzo è complesso.
per esempio: la parola &quot;armonia&quot; oggi non ha significato, se mai ne ha avuto uno (e secondo me non ce l&#039;ha mai avuto).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>torniamo alla triade vitruviana?<br />
torniamo chi?<br />
la triade vitruviana è rispettata quando c&#8217;è firmitas, solidità, utilitas e venustas, bellezza.<br />
se un edificio che giudichi brutto, sta in piedi e soddisfa le istanze funzionali per le quali è stato costruito, resta solo il fatto che non ti piace, per il resto vitruvio è soddisfatto.<br />
ma non basta il tuo giudizio estetico a smontarlo, basta che si faccia notare, che sorprenda con diletto la cultura post-borghese dominante.<br />
restare ancorati al concetto vitruviano di architettura è utile, ma non è decisivo, né dirimente.<br />
l&#8217;architettura come molti sanno è un mezzo di comunicazione di massa e, come tutti i mass media, ha le sue star, ne ha bisogno e, a mio avviso, si tratta di un bisogno politico.<br />
il fatto che non ci piaccia il loro lavoro (non tutte le archi-star sono cattivi e modaioli architetti, anzi) non ne sposta la portata, né le conseguenze.<br />
nell&#8217;era dell&#8217;iper-trofia dell&#8217;iconosfera, tutto ciò che non riesce a FARSI VEDERE, semplicemente non esiste.<br />
questo vale anche per la città e i suoi &#8220;nuovi&#8221; monumenti.<br />
eccetera.<br />
er discorzo è complesso.<br />
per esempio: la parola &#8220;armonia&#8221; oggi non ha significato, se mai ne ha avuto uno (e secondo me non ce l&#8217;ha mai avuto).</p>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/09/22/urbanita-3/#comment-97924</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 15:37:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mia era una frase infelice. Borromini non ha inventato nulla. Borromini non era neppure barocco. Era Borromini!
(s&#039;è capito che mi piace?)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia era una frase infelice. Borromini non ha inventato nulla. Borromini non era neppure barocco. Era Borromini!<br />
(s&#8217;è capito che mi piace?)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: riccardo ferrazzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/09/22/urbanita-3/#comment-97922</link>

		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 14:52:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stavolta non posso essere d&#039;accordo con te. Il barocco non l&#039;ha inventato Borromini. Lui ci si è inserito genialmente e, usando quello stile, ha trovato la forma. Il problema degli archistar è che cercano di inventare uno stile, ma non vanno al di là di questo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stavolta non posso essere d&#8217;accordo con te. Il barocco non l&#8217;ha inventato Borromini. Lui ci si è inserito genialmente e, usando quello stile, ha trovato la forma. Il problema degli archistar è che cercano di inventare uno stile, ma non vanno al di là di questo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/09/22/urbanita-3/#comment-97901</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 10:38:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra l&#039;altro S.Ivo è un esempio &quot;sbagliato&quot;. Quella &quot;roba lì&quot; (ché non è una cupola, non è un tiburio, non è una torre, cos&#039;è?) è ancora oggi una &quot;assurdità&quot; inimitabile (ed inimitata).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra l&#8217;altro S.Ivo è un esempio &#8220;sbagliato&#8221;. Quella &#8220;roba lì&#8221; (ché non è una cupola, non è un tiburio, non è una torre, cos&#8217;è?) è ancora oggi una &#8220;assurdità&#8221; inimitabile (ed inimitata).</p>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/09/22/urbanita-3/#comment-97900</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 10:36:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Borromini inventava la moda, non la seguiva! ;-) Ed infatti era inimitabile, nessuno ha più saputo  fare le cose &quot;alla Borromini&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Borromini inventava la moda, non la seguiva! ;-) Ed infatti era inimitabile, nessuno ha più saputo  fare le cose &#8220;alla Borromini&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: riccardo ferrazzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/09/22/urbanita-3/#comment-97898</link>

		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 09:39:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono d&#039;accordo con te, Gianni. Però mi viene un dubbio: quando Borromini progettava Sant&#039;Ivo alla Sapienza non seguiva una moda? Il fatto è che allora le mode duravano secoli, adesso l&#039;espace d&#039;un matin.
Forse non è tanto la moda che è troppa, quanto gli artisti che sono pochi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con te, Gianni. Però mi viene un dubbio: quando Borromini progettava Sant&#8217;Ivo alla Sapienza non seguiva una moda? Il fatto è che allora le mode duravano secoli, adesso l&#8217;espace d&#8217;un matin.<br />
Forse non è tanto la moda che è troppa, quanto gli artisti che sono pochi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/09/22/urbanita-3/#comment-97882</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 17:47:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Del &quot;bello&quot;, Biondillo?
Mi hai spiazzata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Del &#8220;bello&#8221;, Biondillo?<br />
Mi hai spiazzata.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: bevitore		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/09/22/urbanita-3/#comment-97878</link>

		<dc:creator><![CDATA[bevitore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 15:31:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gli architetti dovrebbero pensare più al verde, incrementare il verde.....ma così facendo si rischia di fare un ragionamento del tipo &quot;così arricchiamo i vivaisti&quot; ma forse sarebbe meglio affidarsi ai piccoli vivaisti artigiani dell&#039;accrescimento dell&#039;albero piuttosto che al grande vivaista di fama.
insomma rivolgiamo lo sguardo &quot;all&#039;umile&quot; in generale, in tutti i contesti e a tutti i livelli (anche se sono convinto del fatto che a certi livelli la parola &quot;umiltà&quot; nemmeno sanno dove cercarla sul vocabolario).
a volte bisogna essere dei sovversivi.

pensare in maniera di sovvertire l&#039;ordine delle cose.
ma in maniera dolce, con delle scelte diverse,

D I V E R S E.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gli architetti dovrebbero pensare più al verde, incrementare il verde&#8230;..ma così facendo si rischia di fare un ragionamento del tipo &#8220;così arricchiamo i vivaisti&#8221; ma forse sarebbe meglio affidarsi ai piccoli vivaisti artigiani dell&#8217;accrescimento dell&#8217;albero piuttosto che al grande vivaista di fama.<br />
insomma rivolgiamo lo sguardo &#8220;all&#8217;umile&#8221; in generale, in tutti i contesti e a tutti i livelli (anche se sono convinto del fatto che a certi livelli la parola &#8220;umiltà&#8221; nemmeno sanno dove cercarla sul vocabolario).<br />
a volte bisogna essere dei sovversivi.</p>
<p>pensare in maniera di sovvertire l&#8217;ordine delle cose.<br />
ma in maniera dolce, con delle scelte diverse,</p>
<p>D I V E R S E.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/09/22/urbanita-3/#comment-97862</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 10:11:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io direi che c&#039;è da imparare anche dai parrucchieri, anzi meglio meglio, dai barbieri, quelli abituati a lavorare con quattro peli in croce. In giro ci son troppi edifici cotonati, con la forfora, le doppie punte, una bella lavata di testa a questi architetti :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io direi che c&#8217;è da imparare anche dai parrucchieri, anzi meglio meglio, dai barbieri, quelli abituati a lavorare con quattro peli in croce. In giro ci son troppi edifici cotonati, con la forfora, le doppie punte, una bella lavata di testa a questi architetti :-)</p>
]]></content:encoded>
		
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