“Caro vecchio neon”

15 ottobre 2008
Pubblicato da


Una tre giorni di reading, incontri, live-set e arte
dedicata a David Foster Wallace (1962-2008)

Firenze – 28/29/30 Ottobre 2008

Libreria La Cité Via Borgo San Frediano, 20r
28 ottobre ore 21
Melbookstore Via de’ Cerretani, 16r
29 ottobre ore 18
Libreria Feltrinelli Via de’ Cerretani, 30/32r
30 ottobre ore 21
Tan-Gram Via dei Serragli, 3r
28/29/30 ottobre dalle 22.30 circa + mostra “Funhouse”,
dedicata a D. F. Wallace dal 28 ottobre al 9 novembre.
Nova Radio-Città Futura fm 101.5 –
28/29/30 ottobre appuntamenti giornalieri, interventi audio, tracklist
Deaphoto Associazione Culturale
28/29/30 ottobre live-set fotografici nei diversi spazi.

curatori e ideatori
Francesca Matteoni, Gabriele Merlini,
Alessandro Raveggi, Vanni Santoni

collaboratori
Valeria Farill e Lorenzo Orlandini

“Caro Vecchio Neon” é un’iniziativa all’interno di Ottobre Piovono Libri. I luoghi della lettura 2008.

Martedì 28, mercoledì 29 e giovedì 30 ottobre, tre librerie, un club, una radio, un team di fotografi, si animeranno per una tre giorni a Firenze dedicata allo scrittore americano David Foster Wallace (1962-2008), tragicamente scomparso il 12 settembre scorso.

“Caro Vecchio Neon” promuoverà un circuito di letture, incontri, live-set e arte dedicati alle opere di un autore mondialmente consacrato dai suoi racconti, dai suoi reportage e dal romanzo enciclopedico Infinite Jest, considerato uno dei capolavori del secondo ‘900.

“Caro Vecchio Neon” è una festa, che coinvolgerà artisti, musicisti, scrittori, lettori, attori, editori e curatori, in onore di uno scrittore che ha saputo far sorridere e rivoltare le budella, raccontare esperienze di vita vissuta così come l’astrusa matematica dell’infinito. Una festa in cui si presenteranno i progetti editoriali di Las Vegas Edizioni, Alberto Gaffi Editore, Sartorio, minimum fax, per proporre un confronto tra DFW, nato nell’underground americano delle riviste e nell’humus delle giovani case editrici, e le energie disponibili attualmente in Italia, legate alle nuove proposte.

Un festa in cui cinque artisti contemporanei si troveranno a dedicare un’installazione collettiva a DFW. In cui alcuni musicisti e dj comporranno una tracklist ideale di suoni e sensazioni ispirate alla sua opera. In cui decine di lettori daranno il proprio contributo, il proprio ricordo, la propria voce.

“Caro Vecchio Neon” è una sfida lanciata dai suoi curatori alla città, ai suoi lettori, per una cultura del libro, della letteratura e dell’arte, attiva e non conservativa, in prima istanza curatoriale e mai solo preventiva-imprenditoriale. Per una vera letteratura di massa, colta e accessibile, collettiva, partecipativa e trasversale, che nasca da un’esigenza di contatto e di urto con il reale.

Per adesioni, oh lettori!, alle sessioni di lettura, si devono seguire le istruzioni riportate su:

http://carovecchioneon.wordpress.com

PROGRAMMA

# martedì 28 ottobre @ NovaRadio + Libreria La Cité + Tan-Gram

ore 19 _ Diretta radiofonica di apertura sulle frequenze di NovaRadio – Città Futura fm 101.5 assieme ai curatori della tre giorni.
ore 21 _ presentazione della casa editrice Las Vegas Edizioni alla Libreria La Cité – Interno 4 , a cura di Jacopo Nacci e Alessandro Raveggi. Saranno presenti Andrea Malabaila, Eva Clesis e il suo ultimo romanzo Guardrail, oltre ad altri autori della casa editrice.
dalle ore 23 fino a tarda notte _ reading collettivo degli aderenti presso Tan-Gram con lettori, scrittori, operatori e curatori da tutta Italia. Inaugurazione di “Funhouse: uno spazio d’arte dedicato a David Foster Wallace” attraversato dagli artisti Daria Busoni, Cristiano Coppi, Andreas Schwarzkopf, Andreas Senoner e dal musicista Marco Parente – esposizione curata da Tan-Gram e Valeria Farill. Sonorizzazione della serata: Duo project – contrabbasso e tastiera elettronica a cura di Michele Staino.

# mercoledì 29 ottobre @ NovaRadio + Melbookstore Firenze + Tan-Gram

– dalle ore 14 alle 16 _ Interventi in radio dei partecipanti nel palinsesto di NovaRadio – Città Futura.
– ore 18 _ presentazione alla Libreria Melbookstore a cura di Gabriele Merlini e Vanni Santoni dei libri Noi che siamo ancora vivi di Emiliano Amato, Cagnanza e Padronanza di Peppe Fiore usciti per Alberto Gaffi editore e del progetto di collana e antologia “Giovani Cosmetici” della casa editrice Sartorio . Saranno presenti Giulia Belloni, curatrice del progetto “Giovani Cosmetici”, e Chiara di Domenico.
– dalle ore 21.30 fino a tarda notte _ reading collettivo degli aderenti – punto d’incontro al Tan-Gram. Sonorizzazione delle serata: il trio di elettronica e performance letteraria Despairs! presenta il live-set Per Sempre Lassù. Tributo a David Foster Wallace.

# giovedì 30 ottobre Festa di Chiusura @ NovaRadio + Feltrinelli Firenze + Tan-Gram

– ore 11.30 _ Intervista radiofonica degli autori presenti sulle frequenze di NovaRadio – Città Futura.
– ore 21 _ presentazione alla Libreria Feltrinelli del libro Il tempo materiale di Giorgio Vasta per minimum fax a cura di Cinzia Zanfini, Francesca Matteoni e Alessandro Raveggi.
dalle 22.30 _ reading collettivo di chiusura degli aderenti presso gli stessi locali della libreria, con un ricordo dello scrittore Edoardo Nesi, traduttore italiano di Infinite Jest.
– Dalle 24.00 fino a tarda notte: punto d’incontro al Tan-Gram. Sonorizzazioni della serata: Molly dj – Letizia Renzini.

La tre giorni “Caro Vecchio Neon” verrà seguita e documentata dai fotografi di Associazione Culturale Deaphoto .

Nel corso delle tre giornate verranno proposti, all’interno del palinsesto musicale giornaliero di NovaRadio – Città Futura, letture e testimonianze di lettori, autori, traduttori e critici su David Foster Wallace.

contatti: carovecchioneon@gmail.com
Alessandro Raveggi +393389471410
for english speaking people:
Lorenzo Orlandini +393381726658

Immagine di Amalia Satizabal

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21 Responses to “Caro vecchio neon”

  1. emiliano il 16 ottobre 2008 alle 02:50

    Che cannibalismo spregevole.
    Fate pena. Voi e i vostri libri.
    E’ bello alimentarsi.
    Zombies.
    E.

  2. and il 16 ottobre 2008 alle 08:28

    concordo sul termine cannibalismo. ma anche questo processo di santificazione immediata. come uno qualunque di quegli speciali tv quando muore un padre pio di turno. e lo dico amando alla follia da anni wallace. sono innervosito anche da commenti che mi sembrano tutti uguali. citano tutti gli stessi stralci. gli stessi libri. magari è solo una mia impressione.

  3. andy pack il 16 ottobre 2008 alle 11:34

    cannibali yeah. mi piacciono i cannibali, mangiare l’altro interiorizzarlo vomitarlo e cagarlo e pisciarlo. e sì, sarà una bella festa neo orleans per far tornare il sorriso a tutti quelli che. sembra che ci saranno scontri all’arma bianca e il vincitore si mangerà l’avversario, altro che la reminiscenza degli immortali. le ricette per degustarsi al meglio sono state fornite dal professor Lecter, il fegato alla veneziana, il sangue usato per migliacci, non si butterà via niente. tutta robina fresca. non ci vogliamo nutrire di acqua stagnante, e domani cambieremo idea, e se oggi facciamo pena, chi sa in futuro, ma torneremo tutti vermi.

  4. Alessandro Raveggi il 16 ottobre 2008 alle 13:09

    @ Emiliano: al di là del fatto che mi piace in parte la figura dello zombie che si alimenta, perché resiste alla morte – e i nostri libri così brutti, così indecenti, ne sono pieni, di zombie che si alimentano, se solo li avessi letti bene – non capisco il tuo attacco. Credo che confondi un po’ il nostro “bisogna fare qualcosa, è morto Foster Wallace, cazzo. Chi si divertirà più con i suoi testi?” con il “bisogna fare qualcosa, è morto David Foster Wallace. Un autore di culto, hmm…Si potrebbe farci su qualcosa…” dell’imprenditore. Ti assicuro che la nostra iniziativa – se leggi il comunicato – è tutt’altro che preventiva-imprenditoriale.
    Svilisci il nostro intento.

    @ And: nessuna santificazione, parlerei di approssimazione. Alla morte di Tondelli centinaia di lettori si riversarono nelle librerie a leggere i suoi testi, per dedicare il proprio respiro e la propria voce a loro “amico” lontano. Per noi vale la funzione-Holden: un autore che ci piace è uno che vorremmo chiamare a casa come un amico. ‘Come’ un amico. Io che vengo anche dal mondo del teatro, vedo inoltre la cosa come una vera e propria manifestazione d’arte sull’autore. La santificazione si sa, è roba di marketing, e noi non ci prendiamo nè guadagnamo niente – anche perché non possediamo alcuna reliquia ^____^ (Cassini mi pare che abbia una bandana, se ti interessa).

    Sono le decine di lettori che staranno in mezzo alle librerie, nell’etere, nei locali, che si riapproprieranno degli spazi e si incontreranno, legati alla loro passione. Sono le decine di non-lettori di Foster Wallace che, attraverso le letture, conosceranno – come molti in queste settimane hanno fatto – un autore per noi importante. Così difficile da capire?

  5. sarmigz il 19 ottobre 2008 alle 00:09

    tu c’ha troppa pazienza ale ^_^

  6. ang il 19 ottobre 2008 alle 01:47

    è già la morte ha questa grande dote: accresce esponenzialmente i vampiri che succhiano a più non posso “Chi” non ha -di certo- bisogno di divagazioni verbali. Wallace: straordinario scrittore nella sua vita… come mai questo accanimento proprio ora? siete degli sciacalli mascherati da intellettuali. per fortuna continuerà ad essere “Uno, Nessuno e Centomila” di tutto rispetto anche senza il vostro ridicolo apporto.

    “Stavo riflettendo su quella specie di filantropo che sembra repellente sul piano umano non malgrado la sua carità, ma per via di essa: a un certo livello si capisce che lui vede coloro che ricevono la sua carità non come persone, ma piuttosto come strumenti attraverso i quali può sviluppare la sua virtù.” D.F. Wallace

  7. Alessandro Raveggi il 19 ottobre 2008 alle 18:28

    Caro Ang, personalmente ho lavorato su Foster Wallace anche in un luogo grigio come l’Università… quindi mi dispiace per la tua segnalazione. Il collo di David era già stato da me succhiato al momento in cui lo leggevo in parallelo con John Barth e “Lost in The Funhouse”. C’è un saggio per la rivista “Estetica” del Melangolo che potresti leggere, che si chiude con una citazione da DFW. Ovviamente se non sai che ci siamo interessati all’autore anche da vivo è perché non siamo così noti. Ma chi se ne frega.

  8. ang il 19 ottobre 2008 alle 19:33

    lo so che vi siete interessati dell’autore anche prima: e mi sono piaciuti i dibattiti proprio perché, con l’autore vivo, erano più liberi ci si permetteva di manifestare le proprie reali posizioni su W. et cetera; ora capisci tutto livellato si è dietro la morte. quello che mi fa paura che si crei, anche col vostro contributo, un processo di beatificazione, per uno scrittore che merita certo, ma che se fosse ancòra in vita si sarebbe fatto, d fronte tutto questo, una grossa risata (alla dino risi)… e magari lo sta già facendo.

    sul fatto che siete noti o meno me ne sbatto io. chi si crede qlc solo perché scrive su NI è un emerito fesso: su questo almeno mi pare che siamo d’accordo.

  9. ang il 19 ottobre 2008 alle 23:26

    per correttezza visto che i miei interventi seguono una linea di pensiero ostile alla vostra (rif. a questo post) mi firmo per intero:
    angela di cecca

  10. andrea branco il 20 ottobre 2008 alle 10:49

    La parola è d’argento, il silenzio d’oro.Vampirismo. Ma cosa sono tutti i premi dai nomi di gente morta? E le ricorrenze, dio. Se, Angela, hai paura che si crei questo processo di beatificazione etc, hai ragione. Ma non credo che saranno i lettori di dfw a crearlo, e qua ci sono lettori. Se hai seguito i dibattiti prima con piacere, saprai che non ci sono sciacalli, ma persone che amano davvero la scrittura di dfw, e che, sul serio, vogliono rendergli un omaggio pubblico per tutto ciò che la lettura di dfw gli ha donato, e nient’altro. Che appaia come un’operazione di mero sciacallaggio è un rischio, ma se si leggono appena un po’ i nomi degli organizzatori, e si vanno a leggere i loro contributi sparsi in rete, mi sembra che si possa stare tranquilli. Se proprio lo si vuole vedere come un errore, sarà un errore per troppo amore. Un modo per sentirsi meno soli, se vuoi, leggere insieme, ascoltare, ed al tempo stesso essere consapevoli e mostrare che si continua a vivere, che le persone continueranno a scrivere in ogni parte del mondo, che la morte non è esclusa dalla vita, ma è ad essa legata come troppo spesso, oggi, si finge che non sia. per cui, esprimere i propri dubbi riguardo ad una manifestazione, ai suoi modi, è cosa giusta, e dovrebbe essere normale, esprimere la propria paura è ok, ma partire dando agli organizzatori degli “sciacalli mascherati da intellettuali”, mi sembra altro.
    inoltre, mi chiedo cosa sia il “tutto questo”, se solo questa tre giorni, oppure tutti gli articoli di giornali usciti, tutte le manifestazioni che ci sono state nel mondo (soprattutto USA), e se non sia sciacallaggio di altro tipo supporre il sentimento di una persona morta di fronte a degli avvenimenti, e supporne le reazioni, sulla base della nostra presunta conoscenza di quella persona, fondata su ciò che di lei sappiamo tramite la sua scrittura. credo che si debba fare attenzione, quando ci si esprime, a non cadere nell’errore che si imputa all’altro.
    a me sembra che le tue obiezioni siano condivisibili, angela (fermo restando che, nel momento stesso in cui si voglia rendere omaggio a qualcuno che è mancato da poco, il rischio di venire fraintesi, e che le cose sfuggano a quelle che sono le intenzioni, è, credo, inevitabile: si deve mettere sul piatto quanto si è disposti a rischiare, pur di fare ciò che si ritiene sia giusto), mentre non condivido il modo in cui le hai all’inizio esposte, e quella supposizione su ciò che avrebbe fatto se etc.
    ciao :)

  11. Alessandro Raveggi il 20 ottobre 2008 alle 18:56

    Cara Angela, sulla beatificazione vale quanto detto in merito alle reliquie di cui sopra. Non ostendiamo reliquie, moltiplichiamo le voci. Foster Wallace verrà letto, sussurrato, biascicato, distorto, commentato, gridato, pensato, “cannibalizzato” veramente (!!!) dai suoi lettori. Personalmente trovo il lutto in questi casi imbarazzante, il mio legame con l’autore lo puoi pesare solo rispetto all’interesse per la sua scrittura, un legame affettivo rispetto a quell’autore ideale che emerge dalle sue pagine. Il lutto per il David Foster Wallace di Pomona è altra cosa, non mi compete. Non lo conoscevo. Lui avrebbe fatto la sua risata, io l’avrei snobbato all’angolo della strada (forse e purtroppo) o detestato come persona. Amare un autore non significa essere corrisposti nella realtà (nè, spesso su carta: DFW non è facile da amare, mi pare). Per questo il lutto non è un lutto nè una beatificazione. E’ una moltiplicazione.

  12. ang il 20 ottobre 2008 alle 22:05

    quando Pirandello ricevette il nobel nel ’34 gli piombarono in casa i fotografi che volevano immortalarlo per questo evento e lui disse: “sono pronto a partecipare a questa farsa” (ora non ricordo le parole esatte ma il concetto era quello).
    io sono di questa linea.

  13. sarmizegetusa il 20 ottobre 2008 alle 23:18

    Te l’ho detto, Ale: tu c’ha troppa pazienza.
    Uno dei motivi per cui non mi garba frequentare i c.d. ambienti culturali (a parte quando mi ci tiri dentro tu) è la presenza di simili “puristi”.
    Parole quali “cannibale” o “sciacallo” implicano un nutrimento (=guadagno): che i nostri puristi siano così digiuni di eventi letterari da non sapere che, di solito, non ci si guadagna un soldo? Troppo difficile capire che un gruppo di persone, colpite dalla morte di un autore che gli garbava un monte, vogliano ricordarlo (e magari farlo conoscere un po’ di più, stante che il 99% non solo dei suddetti puristi, ma anche dei critici e degli entusiasti, ha letto al massimo uno dei libri di racconti e finge di conoscere Infinite Jest a menadito) e colgano l’occasione per organizzar qualcosa in una città ultimamente avara di eventi e incontri appetibili? Buh.

  14. ang il 21 ottobre 2008 alle 00:07

    @sarmizegetusa
    ti commenti da solo.

    ringrazio invece Alessandro Raveggi e Andrea Branco perché si sono dimostrati molto disponibili nei miei confronti. e non sono un tipino facile.
    danke,
    ang

  15. Alessandro Ansuini il 21 ottobre 2008 alle 16:21

    In effetti non si capisce perché per commemorare un autore suicida si presentino case editrici e libri. tra l’altro con due tocchi davvero di classe, uno dei libri presentati si chiama “noi che siamo ancora vivi” e il nome della manifestazione “caro vecchio neon”, quella sorta di racconto da brividi in cui wallace in prima persona parla del suicidio. meraviglia.

  16. andy pack il 21 ottobre 2008 alle 16:49

    yes. next time invitate le onoranze funebri! “Wallace in prima persona” in che senso? Non è un racconto di uno che parla del suicidio di un altro? Quando si scrive si parla o non si parla in prima persona? Quale distanza fra chi scrive ed il personaggio scritto, e fra il pensiero di chi scrive, ed il pensiero del personaggio scritto? la morte cambia il significato di un’opera? o si era ciechi prima? and remember that death is not the end, not the end…
    sarmiz: nutrimento non implica guadagno (in moneta o banconota). and anyone can play guitar!

    Alive, Pearl Jam. Alive. Alive. Alive.
    Achtung!

  17. Alessandro Ansuini il 21 ottobre 2008 alle 16:57

    andy pack, se vuoi ti do la mia opinione sul racconto in questione, che non è la verità, ma l’idea che mi sono fatto io, ma ti interessa? non credo. Fatto sta che nel racconto dice: adesso arriviamo al punto in cui mi ammazzo, vi interesserà di più. non è in prima persona? Prima persona come autore. che poi alla fine faccia il giochino che era un compagno di classe a noi non cambia granché. altrimenti avrebbe scritto: il mio compagno si ammazza. terza persona. e invece no. prima. tutto qui.

  18. andy pack il 21 ottobre 2008 alle 18:21

    certo che mi interessa!

    e che alla fine faccia il giochino che era un compagno di classe a noi dovrebbe interessare. chiaro che il racconto si presta, e adesso anche di più, a certe letture. wallace ha scritto molte cose utilizzando la prima persona. eppure. Caro vecchio neon è il racconto che ha fatto capolino per primo nella testa di molti, alla notizia della morte di dfw. si è parlato del personaggio, della prima persona, dello scambio fra i due, etc. a me interessa la tua opinione, nel mio commento precedente volevo solo dire di fare attenzione a prendere ciò che è scritto in prima persona per il pensiero dell’autore sull’argomento di cui parla nel racconto, e con un autore come wallace, capace sulla stessa cosa di sviscerare moltissimi punti di vista diversi, mi sembra che si debba ancora stare più attenti. Che, volendo, si potrebbe dire che dato che è l’autore che scrive, è sempre lui in prima persona, anche quando utilizza la terza. Comunque mi sembra di aver capito che tu ti riferisci all’utilizzo della prima persona in quanto tecnica narrativa, credo.
    Se è così, bene. Ho frainteso il tuo primo commento perché in quel “wallace in prima persona” non avevo inteso il senso di “wallace utilizza la prima persona”.
    le mie domande prima erano poste forse in modo impulsivo, ma non volevano….o forse è stata l’apertura con le onoranze funebri? il fatto è che per commemorare un autore si possono fare molte cose, dalla pubblicazione di suoi libri, al metterlo bene in vetrina nelle librerie con la fascetta indicante gli estremi della sua vita, oppure si può, anche, leggerlo in pubblico e parlare di libri (ovvero presentare dei libri che si ritengono validi) che, credo, sia la cosa che un autore ami: parlare di libri, anche non suoi. ma di questo risponderanno gli organizzatori, credo. questa è l’idea che mi sono fatto io.
    ciao!

  19. Alessandro Ansuini il 21 ottobre 2008 alle 20:30

    Oh bè anche per me si possono organizzare gli eventi che si vuole, facevo notare l’aspetto grottesco della cosa, accentuato anche dal titolo di quel libro così fuori luogo, secondo me. poi per carità, non sto di certo a sindacare sull’onestà degli organizzatori, che però, in quanto tali, possono accettare il punto di vista di uno che osserva la cosa dall’esterno. oppure no, che cambia poco. non mi è chiaro dov’è che leggano wallace però, ma non fa niente neanche questo. forse in quel reading collettivo che parte in serata. comunque, per tornare a noi, ti dico cosa penso io di caro vecchio neon, anche se, in due parole, rischio di non spiegarmi bene, e forse questo non è né il luogo né la circostanza giusta. comunque, premettendo che ritengo wallace uno dei più grandi autori del secolo, oltre che uno dei miei preferiti in assoluto narrativamente parlando, mi sono fatto l’idea che in caro vecchio neon ci sia molto della sua situazione interna. ora tu dirai, e tu che ne sai? niente, per l’appunto, empatizzo. però quel grande impostore che voleva in ogni momento apparire migliore agli aocchi degli altri, non dico sia totalmente wallace, ma qualcosina c’è. perchè quello che prova il protagonista di caro vecchio neon lo proviamo tutti, secondo me. hai presente quando il protagonista fa la statua? ecco per me la statua “potrebbe” infinite jest, per esempio. anche il fatto di andare in giro a parlare alla gente, a parlare alla fine degli anni accademici, a parlare agli scrittori m’è sempre sembrato un atteggiamento anomalo, da parte di wallace. ora, senza dilungarmi, concludo dicendo che non credo che tutto quello che c’è scritto sia il motivo che poi ha spinto wallace al suicidio. dico che qualcosa dentro però c’è. proprio perchè lui, volontà della sorte, ha finito per incarnare il ruolo di “migliore” della letteratura postmoderna, se vogliamo chiamarla così. so che può sembrare agghiacciante dire una cosa così, ma io credo che wallace, quando si sia suicidato, abbia anche pensato a questa cosa qui, ossia che uno poteva o meno attribuire il senso di caro vecchio neon al suo autore. anche perché nel finale il protagonista lo fa, si vede in punto di morte e pensa, da manipolatore qual’è, chissà cosa penseranno di me, e cerca di pilotare anche gli ultimi suoi gesti. Vorrei parlarne di più e meglio andy kapp ma forse non è il luogo e dovrei dilingarmi davvero davvero troppo. spero di averti dato un’idea che, ripeto, è solo una mia opinione personale, non si fonda su nessuna certezza.
    se vogliamo approfondire questa cosa magari ci scriviamo via mail, per non rubare spazio dove non è il caso.
    ciao

  20. andy pack il 21 ottobre 2008 alle 20:56

    capito. almeno credo.
    “La chiave per la soluzione è che dovresti essere onesto al 100%. E questo non significa semplicemente sincero ma pressoché nudo. Peggio che nudo – più disarmato diciamo. Indifeso.”
    questo brano, e quello che segue, e in generale Ottetto, mi piace da matti.
    grazie alessandro

  21. stefano gecchele il 28 ottobre 2008 alle 15:01

    Per Sarmigz che ha scritto:
    “tu c’ha troppa pazienza ale ^_^”

    La considerazione che alcuni si facciano “pubblicità” tramite questa commemorazione di DWF secondo me potrebbe non essere del tutto campata in aria

    O allora perchè presentare nuove case editrici , libri, proprio in questa occasione?



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