Perché la società ha bisogno degli insegnanti

1 novembre 2008
Pubblicato da

di Tiziana Verde

Nessuno crederebbe mai che a un abito passato di moda basti dare una sforbiciata (o meglio una falciata) al collo, alle maniche, perché ne venga fuori un capolavoro di sartoria. Eppure dobbiamo credere a una favola simile su una questione che così da vicino ci tocca e ci riguarda: l’istruzione.

Forse una riforma è necessaria, ma prima di sfregiare il vestito vecchio, non sarebbe il caso non dico di chiamare Armani, ma almeno di sentire un bravo sarto? Uso questa provocazione perché essendo un’insegnante, la questione del tempo mi sembra cruciale. L’Italia in cui si attuava una scuola di 24 ore, offriva tutta una serie di alternative educative. Famiglie allargate, comunità di adulti e anziani che si prendevano insieme la responsabilità di allevare i figli propri e altrui, e soprattutto la strada e lì imparavi lotte, amicizie o il rispetto, l’astuzia…

Quell’Italia non c’è più. Ora ci sono famiglie nucleari in cui si lavora entrambi, genitori lasciati soli e dunque fragili, figli rinchiusi in casa per timore a farli uscire in città poco sicure o sentite come tali.
La società è più variegata e frammentaria: separazioni,affidi, questioni delegate al tribunale dei minori…

A tutte queste vicende (e talvolta terribili ingiustizie) la scuola a tempo pieno fornisce alcune risposte, forse imperfette ma importanti, oltre all’accesso senza grossa spesa a esperienze varie (teatro, musica…) offerte a tutti, giacché, come cantava Gaber, ‘qualcuno era comunista perché voleva essere libero e felice, solo se lo erano anche gli altri…’. Assistiamo invece al trionfo dell’individualismo, incentivato anche da una politica che colpevolizza i ceti deboli e va in soccorso dei banchieri.

Il tempo lungo ha dato modo a noi insegnanti e ai bambini di conoscerci, stabilire vicinanza, trasmettere saperi… Tempo prezioso, giacché ritmi rapidi aumenteranno pure la produzione, ma non favoriscono pensiero, amicizia… Questo tempo che evidentemente è ritenuto superfluo o troppo caro – e non lo è – questo tempo non si dovrebbe tagliare.

Occupandoci di emarginazione, disagio, nomadi, stranieri, forse non abbiamo fatto abbastanza, eppure senza le dighe con cui abbiamo tentato di arginare le emergenze, esse sarebbero ora più gravi.

Sarà difficile con poche ore e pochi insegnanti gestire tutto, poiché anche i servizi sociali dei Comuni e delle Asl sono ampiamente sottodimensionati. Certo i tagli porteranno entrate allo Stato, ma quanto costerà poi rimediare a questioni abbandonate a sé stesse e che non si sistemeranno da sole? Non paghiamo già provvedimenti precedentemente presi per mettere subito una toppa e lasciare ai posteri di curarsi della falla? Non è proprio una memoria rivolta al futuro che su tante questioni (non ultima quella ambientale) è mancata al nostro paese?

E parlando di sud, sento sempre con dispiacere come gli insegnanti meridionali rinviino immediatamente alle categorie di: assenteismo, scarsa serietà, salari immeritati…
Non sento mai parlare però di tutta quella parte, nemmeno così sparuta, che esercita questo mestiere con passione, togliendo i ragazzi dalla strada, contrastando la malavita e battendosi proprio contro le cose di cui poi, e ingiustamente, viene accusata. E credo che di questa parte non si parli, perché riconoscerne i meriti renderebbe impervia la falciatura indiscriminata che fa piovere sui giusti e sugli ingiusti, e sui giusti fa piovere di più…

Contrastare invece proprio nella scuola la semplificazione, il pensiero unico, quell’anestesia colorata che sono i programmi televisivi, mostrare una postura alternativa a quella supina, che dopo forma il gregge, il branco, far fiorire la curiosità che è libertà, vastità di pensiero… forse noi insegnanti non l’abbiamo fatto abbastanza, ma chi altro in Italia l’ha fatto?

Tiziana Verde (Insegnante)

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12 Responses to Perché la società ha bisogno degli insegnanti

  1. gina il 1 novembre 2008 alle 10:13

    quell’italia non c’è più.
    mah. la famiglia come ammortizzatore sociale è roba vecchia
    più che altro, infatti:) la società ha bisogno di un ……..piano di rinascita democratica!!!!
    dalle CRONACHE di …repubblica
    ore 17.09 del 31 ottobre 2008
    Gelli: “In linea di massima d’accordo con riforma Gelmini”
    Sulla riforma Gelmini è intervenuto anche Licio Gelli, ex gran maestro della loggia P2. “In linea di massima – ha detto parlando in occasione della presentazione di ‘Venerabile Italia’, trasmissione in onda da lunedì prossimo su Odeon Tv
    – sono d’accordo con la riforma Gelmini, perchè ripristina un pò d’ordine. Il maestro unico è molto importante perchè, quando c’era, conosceva l’alunno. Poi il tema dell’abbigliamento è importante, perchè l’ombelico di fuori non dovrebbe essere consentito”.
    (il grave come si diceva con un amico è che il tipo non ha di fianco una badante, ma dell’utri)
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/10/licio-gelli-odeon-tv.shtml?uuid=e9bd3406-a765-11dd-912b-fabc61a6857c

  2. Claudio B. il 1 novembre 2008 alle 17:07

    Avevo letto anche le altre pagine di Tiziana.
    E’ una scrittura toccante e profonda come poche. Grazie

  3. Enri il 1 novembre 2008 alle 17:10

    Già altre volte avevi scritto di scuola con questa grande umanità e grazia.
    E’ bello leggerti.

  4. Kappa il 1 novembre 2008 alle 17:12

    Ho letto anche le altre true cose, Tiziana.
    Pochi hanno una scrittura tanto toccante, intensa, profonda.
    Bravissima e grazie

  5. Vera il 1 novembre 2008 alle 17:15

    Bella questa pagina e le altre sul sud e la scuola.
    E’ bello leggerti trasmetti molta umanità

  6. Enri il 1 novembre 2008 alle 17:24

    Avevo letto altre tue cose, pochi hanno una scrittura tanto toccante e profonda. Grazie.

  7. gena il 1 novembre 2008 alle 23:13

    Condivido in pieno il tuo articolo, per Gelli dobbiamo seriamente pensare ad una badante, e magari farei un pensierino anche su Cossiga.

  8. Loris il 2 novembre 2008 alle 08:56

    Cossiga questi metodi li ha sempre usati. Stiamo tornando al fascismo. Mancano solo l’olio di ricino e le camicie nere, ai manganelli invece si è già provveduto.

  9. véronique vergé il 2 novembre 2008 alle 17:34

    Bellissimo Tiziana.
    E’ vero, il tempo, la passione, la voglia di fare crescere i bambini in armonia, il rispetto dell’altro, l’importanza della cultura, dei libri, dell’intelligenza non possono combinarsi con il profitto.
    Il brano che riguarda il sud è forte perché i bambini del sud hanno bisogno di un po’ di felicità nel cuore ( felicità nel confronto dei libri, dello sport, della musica…), di tranquillità in un mondo duro, di musica nella loro vita.
    Niente non vale il sorriso di un bambino quando scopre una cosa nuova e fa qualcosa con talento e cuore.
    Un saluto caloroso.

  10. Manu il 3 novembre 2008 alle 08:11

    soprattutto stiamo tornando ad un Italia classista. Almeno in America per chi ha talento e non ha soldi ci sono le borse di studio. In Italia studieranno solo i figli dei ricchi e intanto mentre si taglia la scuola pubblica si finanzia quella privata e già la Moratti ci aveva provato.

  11. Lisa il 3 novembre 2008 alle 10:34

    Sono d’accordo con questo articolo in Italia ci sono tanti bravi insegnanti di cui non si parla. Io ho ancora bellissimi ricordi dei miei

  12. Luigi il 3 novembre 2008 alle 14:35

    Theodor L. W. Adorno, grande esponente della <> di Francoforte ha smarrito tranquillità e agio nella tomba alla notizia della italica contro-riforma ricordandoci di come “Ogni satira è cieca verso le forze che si liberano nello sfacelo.”



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