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	Commenti a: Tra zero e due meno meno	</title>
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		<title>
		Di: (ottonieri)		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/03/tra-zero-e-due-meno-meno/#comment-100312</link>

		<dc:creator><![CDATA[(ottonieri)]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 21:33:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ soldato blu

Bah. Non mi riferivo a Lei. In nessun modo. Da quest&#039;ultimo intervento, però, vedo che Lei voleva fortemente che fosse così. Mi fa piacere che abbia lavorato su Gadda, e spero che il Suo lavoro riceva finalmente l&#039;attenzione che merita. Quanto invece alla valutazione circa i saggi altrui... sono parole che si commentano da sé, e che denotano, se mi permette, una certo infantilismo, che non ci si attenderebbe certo dal Suo nick. E credo &quot;irricevibili&quot; (appunto) impubblicabili parole, in qualunque sede degna di rispetto. Come questo blog, partito benissimo, e che sta diventando un dispettoso kindergarden dove arrivano insulti palle di neve aeroplanini freccette avvelenate per il puro gusto del partito preso, senza alcuna attinenza col lavoro (letterario) reale. Applicato oppure meno (e senza dover risalire a Croce attraverso Loos).
Ragion per cui, autorizzo e incoraggio Domenico Pinto a cancellare tutti i post riferiti a questa infantilissima bega; compresi i miei naturalmente. Non credevo di essermi reso così odioso; semplicemente, avevo il dovere di difendermi dai soliti agguati tesi da chi disprezza il mio lavoro perché odia quelli che gli hanno detto essere i miei padri (ma lo sapevamo: sono trent&#039;anni o quasi che conosco bene il caso); avevo persino fornito una mail per ricevere privatamente, e più civilmente anche nell&#039;inciviltà, apprezzamenti o insulti personali, come quelli che hanno continuato ad avanzati da alcuni; e anche materiali, critici creativi ricreativi, se la cosa interessa. 
Puoi, caro Pinto: anzi, ti invito a farlo! A partire da domani. Lascia il tempo ai cecchini sempre in agguato, di leggere questo mio invito. Potranno continuare i loro insulti sui propri blog, o incollarli lì se proprio ci tengono; o semmai di esercitarsi in una retorica un po&#039; più indiretta, un po&#039; più di fioretto, un po&#039; più, accidenti, &quot;letteraria&quot;  (&quot;linguaggio da signorini&quot;... lo si vada a dire anche al Gaddus, magari), un po&#039; meno meschinamente attaccata all&#039;aggressione personale; senza inquinare questa sede, che merita ben altro. Grazie.
p.s. vista la degenerazione progressiva di questo blog, invito tutti a spostarsi sul bell&#039;intervento di Guido Milani, &quot;Quale realtà&quot;. Liberando, a parte me, anche la ormai estenuata Policastro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ soldato blu</p>
<p>Bah. Non mi riferivo a Lei. In nessun modo. Da quest&#8217;ultimo intervento, però, vedo che Lei voleva fortemente che fosse così. Mi fa piacere che abbia lavorato su Gadda, e spero che il Suo lavoro riceva finalmente l&#8217;attenzione che merita. Quanto invece alla valutazione circa i saggi altrui&#8230; sono parole che si commentano da sé, e che denotano, se mi permette, una certo infantilismo, che non ci si attenderebbe certo dal Suo nick. E credo &#8220;irricevibili&#8221; (appunto) impubblicabili parole, in qualunque sede degna di rispetto. Come questo blog, partito benissimo, e che sta diventando un dispettoso kindergarden dove arrivano insulti palle di neve aeroplanini freccette avvelenate per il puro gusto del partito preso, senza alcuna attinenza col lavoro (letterario) reale. Applicato oppure meno (e senza dover risalire a Croce attraverso Loos).<br />
Ragion per cui, autorizzo e incoraggio Domenico Pinto a cancellare tutti i post riferiti a questa infantilissima bega; compresi i miei naturalmente. Non credevo di essermi reso così odioso; semplicemente, avevo il dovere di difendermi dai soliti agguati tesi da chi disprezza il mio lavoro perché odia quelli che gli hanno detto essere i miei padri (ma lo sapevamo: sono trent&#8217;anni o quasi che conosco bene il caso); avevo persino fornito una mail per ricevere privatamente, e più civilmente anche nell&#8217;inciviltà, apprezzamenti o insulti personali, come quelli che hanno continuato ad avanzati da alcuni; e anche materiali, critici creativi ricreativi, se la cosa interessa.<br />
Puoi, caro Pinto: anzi, ti invito a farlo! A partire da domani. Lascia il tempo ai cecchini sempre in agguato, di leggere questo mio invito. Potranno continuare i loro insulti sui propri blog, o incollarli lì se proprio ci tengono; o semmai di esercitarsi in una retorica un po&#8217; più indiretta, un po&#8217; più di fioretto, un po&#8217; più, accidenti, &#8220;letteraria&#8221;  (&#8220;linguaggio da signorini&#8221;&#8230; lo si vada a dire anche al Gaddus, magari), un po&#8217; meno meschinamente attaccata all&#8217;aggressione personale; senza inquinare questa sede, che merita ben altro. Grazie.<br />
p.s. vista la degenerazione progressiva di questo blog, invito tutti a spostarsi sul bell&#8217;intervento di Guido Milani, &#8220;Quale realtà&#8221;. Liberando, a parte me, anche la ormai estenuata Policastro.</p>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/03/tra-zero-e-due-meno-meno/#comment-100227</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 15:27:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vero è che Binaghi chiede, educatamente, e nessuno gli risponde. Eppure, che vi piaccia o no, Binaghi è uno che i libri li scrive e li pubblica. Non si chiedeva a viva voce l&#039;opinione degli scrittori in questa discussione?
Il nostro mondo letterario non ha il dovere di leggerli i suoi libri, o di farseli piacere, ma, quanto meno, avere la buona educazione di dargli una risposta. (che poi mi diventa cattivo!)
Giusto pochi secondi fa ho mandato un commento scorato al post di Andrea Inglese, dopo aver letto di Donnarumma che si lamentava del silenzio dei commenti.
Questi miei commenti essendo d&#039;impulso, sono spesso &quot;brutti, sporchi e cattivi&quot;, ma m&#039;è venuta voglia di replicarlo talequale anche qui.
Ve lo rifilo:

Dillo a me, Donnarumma.
Pubblico un dialogo con uno dei migliori scrittori viventi al mondo, che parla del suo laboratorio di scrittura - dato che è stato chiesto da alcuni critici in questa discussione la voce degli autori - e nessuno di “voi” critici fa un commento. Forse perché Banville non è stato letto, non si sa neppure chi è? Forse perché (questa è una cattiveria) gli autori che citate, pro o contro, sono sempre quei 4, intercambiabili? Erano i loro commenti che volevate? Volevate la loro conferma/benedizione? O (che è la stessa cosa) opposizione?
Spesso mi chiedo: ma fuori dei soliti noti, americani (qualche sparuto francese che fa vecchiaeuropa) e italiani, che cosa leggono i nostri cervelli critici?
(e al primo che snobbisticamente guarda blog come NI con la puzzetta sotto il naso, faccio notare che in Italia solo qui autori come, ad es., Danilo Kis vengono citati da anni).
A uno di questi critici che è intervenuto abbondantemente nella discussione misi in mano meno di un mese fa (non vi dico chi per pudore) un libro straordinario: Herta Müller, “Il paese delle prugne verdi”.
Un capolavoro.
Pubblicato, tra l’altro, da una piccolissima casa editrice, quindi neppure la questione (insulsa e demenzialissima) dell’odio nei confronti della macchina editoriale avrebbe avuto senso.
In questo libro tutta la discussione “realismo vs. postmodernismo” o “formalismo vs. contenutismo” andrebbe in vacca.
Solo che lei è autrice rumena di lingua tedesca.
Il suddetto critico (che io ammiro, ben inteso) me l’ha restituito dicendomi, ironico: “non ho tempo per leggere tutto”.
Avevo voglia di dirgli: “non hai tempo di leggere nulla che non stia dentro il recinto che ti sei costruito”.
C’è un doppio binario di provincialismo: o l’americanismo cieco o l’italianismo ad oltranza. Il resto del mondo non esiste. In più: agli americani si permette pure il successo popolare, ai nostri “soliti noti” si esige che siano “autoriali” da subito, non invischiati con scritture pop, di genere o di successo.
Non ostante la profusione di intelligenze e di intuizioni spesso illuminanti, tutta la discussione appare, perciò, viziata all’origine, secondo il mio modesto avviso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vero è che Binaghi chiede, educatamente, e nessuno gli risponde. Eppure, che vi piaccia o no, Binaghi è uno che i libri li scrive e li pubblica. Non si chiedeva a viva voce l&#8217;opinione degli scrittori in questa discussione?<br />
Il nostro mondo letterario non ha il dovere di leggerli i suoi libri, o di farseli piacere, ma, quanto meno, avere la buona educazione di dargli una risposta. (che poi mi diventa cattivo!)<br />
Giusto pochi secondi fa ho mandato un commento scorato al post di Andrea Inglese, dopo aver letto di Donnarumma che si lamentava del silenzio dei commenti.<br />
Questi miei commenti essendo d&#8217;impulso, sono spesso &#8220;brutti, sporchi e cattivi&#8221;, ma m&#8217;è venuta voglia di replicarlo talequale anche qui.<br />
Ve lo rifilo:</p>
<p>Dillo a me, Donnarumma.<br />
Pubblico un dialogo con uno dei migliori scrittori viventi al mondo, che parla del suo laboratorio di scrittura &#8211; dato che è stato chiesto da alcuni critici in questa discussione la voce degli autori &#8211; e nessuno di “voi” critici fa un commento. Forse perché Banville non è stato letto, non si sa neppure chi è? Forse perché (questa è una cattiveria) gli autori che citate, pro o contro, sono sempre quei 4, intercambiabili? Erano i loro commenti che volevate? Volevate la loro conferma/benedizione? O (che è la stessa cosa) opposizione?<br />
Spesso mi chiedo: ma fuori dei soliti noti, americani (qualche sparuto francese che fa vecchiaeuropa) e italiani, che cosa leggono i nostri cervelli critici?<br />
(e al primo che snobbisticamente guarda blog come NI con la puzzetta sotto il naso, faccio notare che in Italia solo qui autori come, ad es., Danilo Kis vengono citati da anni).<br />
A uno di questi critici che è intervenuto abbondantemente nella discussione misi in mano meno di un mese fa (non vi dico chi per pudore) un libro straordinario: Herta Müller, “Il paese delle prugne verdi”.<br />
Un capolavoro.<br />
Pubblicato, tra l’altro, da una piccolissima casa editrice, quindi neppure la questione (insulsa e demenzialissima) dell’odio nei confronti della macchina editoriale avrebbe avuto senso.<br />
In questo libro tutta la discussione “realismo vs. postmodernismo” o “formalismo vs. contenutismo” andrebbe in vacca.<br />
Solo che lei è autrice rumena di lingua tedesca.<br />
Il suddetto critico (che io ammiro, ben inteso) me l’ha restituito dicendomi, ironico: “non ho tempo per leggere tutto”.<br />
Avevo voglia di dirgli: “non hai tempo di leggere nulla che non stia dentro il recinto che ti sei costruito”.<br />
C’è un doppio binario di provincialismo: o l’americanismo cieco o l’italianismo ad oltranza. Il resto del mondo non esiste. In più: agli americani si permette pure il successo popolare, ai nostri “soliti noti” si esige che siano “autoriali” da subito, non invischiati con scritture pop, di genere o di successo.<br />
Non ostante la profusione di intelligenze e di intuizioni spesso illuminanti, tutta la discussione appare, perciò, viziata all’origine, secondo il mio modesto avviso.</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/03/tra-zero-e-due-meno-meno/#comment-100221</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 14:15:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho provato a chiedere quali fossero le premesse estetiche (concezione di oggetto d&#039;arte e oggetto reale) a chi parla di realismo in letteratura. Non ottenendo risposta, ho provato a chiedere come venga giudicata, in termini di realismo e impegno letterario, una certa iniziativa editoriale. Niente.
Una conclusione (l&#039;unica che riesco a trarre).
La Critica è un apostrofo rosa tra due parole: t&#039;acquisto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho provato a chiedere quali fossero le premesse estetiche (concezione di oggetto d&#8217;arte e oggetto reale) a chi parla di realismo in letteratura. Non ottenendo risposta, ho provato a chiedere come venga giudicata, in termini di realismo e impegno letterario, una certa iniziativa editoriale. Niente.<br />
Una conclusione (l&#8217;unica che riesco a trarre).<br />
La Critica è un apostrofo rosa tra due parole: t&#8217;acquisto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/03/tra-zero-e-due-meno-meno/#comment-100220</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 13:53:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In realtà Unità NEXUS6 Roy Batty dice: 

« Ho viste cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. »

Ma mi sembrava esagerato e istintivamente ho ripiegato su D’Annunzio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà Unità NEXUS6 Roy Batty dice: </p>
<p>« Ho viste cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. »</p>
<p>Ma mi sembrava esagerato e istintivamente ho ripiegato su D’Annunzio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/03/tra-zero-e-due-meno-meno/#comment-100211</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 12:18:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Policastro a me sistematicamente non risponde.
Sono un nulla?
Faccio domande impertinenti?
La Policastro decide da sè quale registro, quale batteria concettuale, quali domande meritano considerazione in un thread?
La Policastro è il nuovo avatar di Visnù?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Policastro a me sistematicamente non risponde.<br />
Sono un nulla?<br />
Faccio domande impertinenti?<br />
La Policastro decide da sè quale registro, quale batteria concettuale, quali domande meritano considerazione in un thread?<br />
La Policastro è il nuovo avatar di Visnù?</p>
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		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/03/tra-zero-e-due-meno-meno/#comment-100208</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 11:42:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono veramente dispiaciuto. E mi scuso.
Quando Gilda Policastro, qui sopra, mi accusa di storpiare i nomi di quelli che io considero avversari ha pienamente ragione.
In quest&#039;ultimo caso, però, io ho pensato che si volesse riferire a miei interventi precedenti, in cui era capitato senza che ne avessi coscienza. Tanto da farmi notare che più che refusi parevano lapsus.
Essendo la psicoanalisi scienza, se lo è, senza possibilità di verifica sperimentale, pur non essendo d&#039;accordo, non potevo smentire se non appellandomi alla mia buona fede.
Ma qualcuno mi ha avvisato - non me ne ero accorto - che è capitato anche nell&#039;ultimo intervento.

Perseverare è diabolico.
Ed esssendo la psiconalasi la scienza, se è scienza, più vicina al perseverare e al diabolico umano, sono del tutto pronto ad accettare che venga detto che io soffro di qualcosa che rende debole la mia memoria e il controllo che ho di me stesso, quando scrivo il nome di quelli che in qualche modo considero avversari.
Con la stessa decisione, però, nego di aver storpiato *volontariamente* un qualche nome in questo thread.

A pensarla diversamente, l&#039;affermazione diverrebbe infatti contradditoria. Perché, se anche posso ammettere di aver avuto come avversaria Gilda Policastro, non ho visto mai nelle affermazioni - per niente leggere - di Ottonieri, un motivo per considerarlo un avversario. 

E poi di quale battaglia combattuta?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono veramente dispiaciuto. E mi scuso.<br />
Quando Gilda Policastro, qui sopra, mi accusa di storpiare i nomi di quelli che io considero avversari ha pienamente ragione.<br />
In quest&#8217;ultimo caso, però, io ho pensato che si volesse riferire a miei interventi precedenti, in cui era capitato senza che ne avessi coscienza. Tanto da farmi notare che più che refusi parevano lapsus.<br />
Essendo la psicoanalisi scienza, se lo è, senza possibilità di verifica sperimentale, pur non essendo d&#8217;accordo, non potevo smentire se non appellandomi alla mia buona fede.<br />
Ma qualcuno mi ha avvisato &#8211; non me ne ero accorto &#8211; che è capitato anche nell&#8217;ultimo intervento.</p>
<p>Perseverare è diabolico.<br />
Ed esssendo la psiconalasi la scienza, se è scienza, più vicina al perseverare e al diabolico umano, sono del tutto pronto ad accettare che venga detto che io soffro di qualcosa che rende debole la mia memoria e il controllo che ho di me stesso, quando scrivo il nome di quelli che in qualche modo considero avversari.<br />
Con la stessa decisione, però, nego di aver storpiato *volontariamente* un qualche nome in questo thread.</p>
<p>A pensarla diversamente, l&#8217;affermazione diverrebbe infatti contradditoria. Perché, se anche posso ammettere di aver avuto come avversaria Gilda Policastro, non ho visto mai nelle affermazioni &#8211; per niente leggere &#8211; di Ottonieri, un motivo per considerarlo un avversario. </p>
<p>E poi di quale battaglia combattuta?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/03/tra-zero-e-due-meno-meno/#comment-100196</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 09:46:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mia inesausta passione pedagogica, intrecciata a quella ermeneutica, mi terrebbe qui senza problemi, ma è vero, è tempo di migrare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia inesausta passione pedagogica, intrecciata a quella ermeneutica, mi terrebbe qui senza problemi, ma è vero, è tempo di migrare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gilda Policastro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/03/tra-zero-e-due-meno-meno/#comment-100194</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gilda Policastro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 09:39:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Soldato Blu

secondo me lei intendeva dire &quot;limitatezza&quot; (da intendersi come mia carenza) e non &quot;limitazione&quot; (come imposizione: e da parte di chi?). ma anche la lingua del padre Dante qui dentro è un optional, come tutto il resto. mi stia bene, caro Soldato, e dedichi tutto questo accanimento a migliori cause. io, per me, con Sanguineti, ancora e ancora, credo che il miglior modo per ogni critico di svolgere il proprio mestiere o incarnare la propria missione (per ogni critico e anche per ogni scrittore, che le due cose, per il Nostro, fatalmente coincidono) sia la &quot;dimissione&quot;. 
infine, quello di storpiare i nomi dell&#039;antagonista, o di colui che viene percepito come tale, mi consenta, è il giochino scemo che piace tanto a Emilio Fede. veda un po&#039; lei.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Soldato Blu</p>
<p>secondo me lei intendeva dire &#8220;limitatezza&#8221; (da intendersi come mia carenza) e non &#8220;limitazione&#8221; (come imposizione: e da parte di chi?). ma anche la lingua del padre Dante qui dentro è un optional, come tutto il resto. mi stia bene, caro Soldato, e dedichi tutto questo accanimento a migliori cause. io, per me, con Sanguineti, ancora e ancora, credo che il miglior modo per ogni critico di svolgere il proprio mestiere o incarnare la propria missione (per ogni critico e anche per ogni scrittore, che le due cose, per il Nostro, fatalmente coincidono) sia la &#8220;dimissione&#8221;.<br />
infine, quello di storpiare i nomi dell&#8217;antagonista, o di colui che viene percepito come tale, mi consenta, è il giochino scemo che piace tanto a Emilio Fede. veda un po&#8217; lei.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/03/tra-zero-e-due-meno-meno/#comment-100193</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 09:32:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2008/11/03/tra-zero-e-due-meno-meno/#comment-100193</guid>

					<description><![CDATA[Ma cara signora Policastro, con la domanda che ho formulato sopra io esprimo il più grande rispetto per la funzione del critico: orientare criticamente il lettore comune, di fronte ad operazioni editoriali di discreta rilevanza. A meno che la critica non si riduca ad esibizione di competenze e cultura senza scendere dall&#039;iperuranio dell&#039;accademia, ed eviti il giudizio sui fatti della letteratuira quando coinvolga &quot;poteri forti&quot;. Nel qual caso, dimostrerebbe la propria inutilità pratica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma cara signora Policastro, con la domanda che ho formulato sopra io esprimo il più grande rispetto per la funzione del critico: orientare criticamente il lettore comune, di fronte ad operazioni editoriali di discreta rilevanza. A meno che la critica non si riduca ad esibizione di competenze e cultura senza scendere dall&#8217;iperuranio dell&#8217;accademia, ed eviti il giudizio sui fatti della letteratuira quando coinvolga &#8220;poteri forti&#8221;. Nel qual caso, dimostrerebbe la propria inutilità pratica.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/03/tra-zero-e-due-meno-meno/#comment-100184</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 05:50:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, sono d&#039;accordo con Gilda e Ottieri: è ora di farla finita con questo post.

Ma prima di chiudere, voglio fare una precisazione.
Se uno accetta un confronto con altri sul loro terreno, il linguaggio con cui ci si confronta deve essere il suo o quello degli altri?

Perchè io posso ammettere di non avere capito quello che l&#039;altro ha detto, mentre se dico che è l&#039;altro a non avere capito, allora è un&#039;offesa?

Questo  che dice Gigliola è pienamente vero: 

&quot;E quando ho detto leggi il mio racconto, volevo dire mica leggilo ed esprimine liberamente un giudizio critico, no!, ma, piuttosto, “ammiralo, stupiscine”. E se per le restrizioni del mezzo, ci si limita invece a commentare brevemente, sebbene per nulla ammirati, stupefatti, stupiti, nella migliore delle ipotesi ci si vede recapitare un florilegio di insulti o comunque di parole in libertà. &quot;

Ma, allora di berlusconismo [e quindi di essere una potenziale elettrice di quello] può essere accusata lei.

Perchè l&#039;invito era a fare il proprio mestiere.

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Infine (usando ancora una espressione gadameriana), dimenticano il cosiddetto «presupposto della perfezione», il quale dice che quando si esamina criticamente una teoria occorre sempre dare per scontato che l&#039;autore sappia ciò di cui sta parlando, per lo meno quanto lo sappiamo noi (simile ma più antipatico in quanto leggermente paternalistico è il «principio di carità» di Davidson), per cui leggere un testo presupponendo che l&#039;autore sia poco «autorevole» significa condannarsi a non capire nulla del testo stesso.


FRANCA D’AGOSTINI, Anche la filosofia soffre di cattive maniere.

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Non è la restrizione del mezzo, ma, a parer mio, la limitazione dello sguardo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, sono d&#8217;accordo con Gilda e Ottieri: è ora di farla finita con questo post.</p>
<p>Ma prima di chiudere, voglio fare una precisazione.<br />
Se uno accetta un confronto con altri sul loro terreno, il linguaggio con cui ci si confronta deve essere il suo o quello degli altri?</p>
<p>Perchè io posso ammettere di non avere capito quello che l&#8217;altro ha detto, mentre se dico che è l&#8217;altro a non avere capito, allora è un&#8217;offesa?</p>
<p>Questo  che dice Gigliola è pienamente vero: </p>
<p>&#8220;E quando ho detto leggi il mio racconto, volevo dire mica leggilo ed esprimine liberamente un giudizio critico, no!, ma, piuttosto, “ammiralo, stupiscine”. E se per le restrizioni del mezzo, ci si limita invece a commentare brevemente, sebbene per nulla ammirati, stupefatti, stupiti, nella migliore delle ipotesi ci si vede recapitare un florilegio di insulti o comunque di parole in libertà. &#8221;</p>
<p>Ma, allora di berlusconismo [e quindi di essere una potenziale elettrice di quello] può essere accusata lei.</p>
<p>Perchè l&#8217;invito era a fare il proprio mestiere.</p>
<p> *</p>
<p>Infine (usando ancora una espressione gadameriana), dimenticano il cosiddetto «presupposto della perfezione», il quale dice che quando si esamina criticamente una teoria occorre sempre dare per scontato che l&#8217;autore sappia ciò di cui sta parlando, per lo meno quanto lo sappiamo noi (simile ma più antipatico in quanto leggermente paternalistico è il «principio di carità» di Davidson), per cui leggere un testo presupponendo che l&#8217;autore sia poco «autorevole» significa condannarsi a non capire nulla del testo stesso.</p>
<p>FRANCA D’AGOSTINI, Anche la filosofia soffre di cattive maniere.</p>
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<p>Non è la restrizione del mezzo, ma, a parer mio, la limitazione dello sguardo.</p>
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