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	Commenti a: Castel Volturno, Africa occidentale	</title>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/10/castel-volturno-africa-occidentale/#comment-100401</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 15:45:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho appena comprato la Repubblica che arriva con un giorno di ritardo a Amiens. E vedo un magnifico articolo di Roberto Saviano e di Gino Castaldo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena comprato la Repubblica che arriva con un giorno di ritardo a Amiens. E vedo un magnifico articolo di Roberto Saviano e di Gino Castaldo&#8230;</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 07:14:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/10/castel-volturno-africa-occidentale/#comment-100375</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 07:14:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazia a Helena per aver messo la musica. In realtà conoscevo Pata Pata, ma mi rammento la versione francese, credo l&#039;aver ascolatato da bambina.
Magnifica donna, come lo dice Bruno, nel suo canto solare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazia a Helena per aver messo la musica. In realtà conoscevo Pata Pata, ma mi rammento la versione francese, credo l&#8217;aver ascolatato da bambina.<br />
Magnifica donna, come lo dice Bruno, nel suo canto solare.</p>
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		<title>
		Di: bruno		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/10/castel-volturno-africa-occidentale/#comment-100363</link>

		<dc:creator><![CDATA[bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 18:49:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La vita e la morte di Mama Africa sono il segno, il simbolo, la sostanza dell&#039;eterna lotta fra il bene e il male.
Il male è il terrore, la paura, la violenza, la morte.
Il bene è una donna nera, scalza, con una voce incredibile, leggera come una farfalla, che balla e muore su un palcoscenico così dolcemente che non fa quasi male. 
Perchè cantando e ballando, fra la propria gente, in qualunque terra e per qualsiasi motivo ti trovi non si muore mai.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vita e la morte di Mama Africa sono il segno, il simbolo, la sostanza dell&#8217;eterna lotta fra il bene e il male.<br />
Il male è il terrore, la paura, la violenza, la morte.<br />
Il bene è una donna nera, scalza, con una voce incredibile, leggera come una farfalla, che balla e muore su un palcoscenico così dolcemente che non fa quasi male.<br />
Perchè cantando e ballando, fra la propria gente, in qualunque terra e per qualsiasi motivo ti trovi non si muore mai.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Maff		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/10/castel-volturno-africa-occidentale/#comment-100358</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 17:47:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Castelvolturno. Piazzale di Baia Verde. Terra di frontiera. E&#039; l&#039;Africa Domitia, costruita sulla pelle degli irregolari. Fabbrica di puttane, di latticini alla diossina, di pusher ingaggiati a cottimo dai professionisti dell&#039;abuso. Tempo freddo umido. Un pubblico essenziale, un centinaio di persone, da Napoli e dintorni. Operatori sociali. Giornalisti. Organizzatori. Pochissimi i veri protagonisti dell&#039;evento: qualche famiglia di immigrati regolari e sparuti gruppi di clandestini.
La performance di Mama Afrika comincia dopo le dieci, in netto ritardo sulla scaletta. Sebbene febbricitante, la donna si muove a tempo, vocalizza, ammicca, sembra una sciamana. Alla fine saluta, dichiara il suo amore a tutti, vorrebbe chiudere, ma i presenti reclamano un bis e Miriam concede Pata Pata. Subito dopo, raggiunge la postazione del batterista e si accascia.
Dal palco concitazione: &quot;Chiamate un medico&quot;. Nessuna ambulanza. Ne giunge una dall&#039;ospedale Pineta Grande, poco dopo le undici, a pochi, significativi minuti dalla crisi.
Nel frattempo, al nord, diversi comuni organizzano ronde di quartiere, formate da volontari residenti; i principali TG rassicurano il pubblico sulla questione del razzismo. Fede minimizza. L&#039;escalation criminale contro gli extracomunitari è un&#039;invenzione della sinistra, fango sul belpaese.
Il governo dispone le classi separate per gli immigrati, i controlli alle frontiere, pure utopie negative, mentre il vaticano tace. La beatificazione di Pio XII, &quot;splendido dono di Dio&quot;, è l&#039;ultima questione di rilievo.
Non esistono parole per far luce sul degrado di un territorio incolpevole, ridotto allo stremo dall&#039;azione congiunta della politica, dell&#039;economia, dei clan, ma questa è l&#039;Africa Domitia, alla quale Miriam, reca in dono il suo stanco, illimitato e generoso cuore:)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Castelvolturno. Piazzale di Baia Verde. Terra di frontiera. E&#8217; l&#8217;Africa Domitia, costruita sulla pelle degli irregolari. Fabbrica di puttane, di latticini alla diossina, di pusher ingaggiati a cottimo dai professionisti dell&#8217;abuso. Tempo freddo umido. Un pubblico essenziale, un centinaio di persone, da Napoli e dintorni. Operatori sociali. Giornalisti. Organizzatori. Pochissimi i veri protagonisti dell&#8217;evento: qualche famiglia di immigrati regolari e sparuti gruppi di clandestini.<br />
La performance di Mama Afrika comincia dopo le dieci, in netto ritardo sulla scaletta. Sebbene febbricitante, la donna si muove a tempo, vocalizza, ammicca, sembra una sciamana. Alla fine saluta, dichiara il suo amore a tutti, vorrebbe chiudere, ma i presenti reclamano un bis e Miriam concede Pata Pata. Subito dopo, raggiunge la postazione del batterista e si accascia.<br />
Dal palco concitazione: &#8220;Chiamate un medico&#8221;. Nessuna ambulanza. Ne giunge una dall&#8217;ospedale Pineta Grande, poco dopo le undici, a pochi, significativi minuti dalla crisi.<br />
Nel frattempo, al nord, diversi comuni organizzano ronde di quartiere, formate da volontari residenti; i principali TG rassicurano il pubblico sulla questione del razzismo. Fede minimizza. L&#8217;escalation criminale contro gli extracomunitari è un&#8217;invenzione della sinistra, fango sul belpaese.<br />
Il governo dispone le classi separate per gli immigrati, i controlli alle frontiere, pure utopie negative, mentre il vaticano tace. La beatificazione di Pio XII, &#8220;splendido dono di Dio&#8221;, è l&#8217;ultima questione di rilievo.<br />
Non esistono parole per far luce sul degrado di un territorio incolpevole, ridotto allo stremo dall&#8217;azione congiunta della politica, dell&#8217;economia, dei clan, ma questa è l&#8217;Africa Domitia, alla quale Miriam, reca in dono il suo stanco, illimitato e generoso cuore:)</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Giorgio Di Costanzo (Ischia)		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/10/castel-volturno-africa-occidentale/#comment-100297</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Di Costanzo (Ischia)]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 13:11:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Posso testimoniarlo: ho letto il reportage di Maurizio Braucci prima che fosse diffusa la notizia riguardante la &quot;partenza&quot; di Miriam Makeba e non vi era alcun riferimento a tale evento. Mi sono raccolto in meditazione e ho salutato con la lettura del Sutra l&#039;eternità della vita della grandissima artista. Grazie a Maurizio Braucci e al suo lavoro di scrittore, giornalista, testimone del nostro tempo. Non per niente. è stato &quot;a bottega&quot; da Goffredo Fofi! Buon sangue non mente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posso testimoniarlo: ho letto il reportage di Maurizio Braucci prima che fosse diffusa la notizia riguardante la &#8220;partenza&#8221; di Miriam Makeba e non vi era alcun riferimento a tale evento. Mi sono raccolto in meditazione e ho salutato con la lettura del Sutra l&#8217;eternità della vita della grandissima artista. Grazie a Maurizio Braucci e al suo lavoro di scrittore, giornalista, testimone del nostro tempo. Non per niente. è stato &#8220;a bottega&#8221; da Goffredo Fofi! Buon sangue non mente&#8230;</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/10/castel-volturno-africa-occidentale/#comment-100289</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 11:09:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissimo il commento d&#039;Irene. Penso al ricordo che possiede del paesaggio e al presente rimpianto affogato nel cimento.
Ho fatto una ricerca su Miriam Makeba. Era una donna generosa, luminosa. E&#039; partita nel miraggio del suo canto.
Per Helena: ogni lettore di NI conosce l&#039;impegno onesto, lucido dei scrittori e dei membri.
Ora aspetto un articolo su Miriam Makebo per conoscere meglio la sua musica, il suo impegno...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo il commento d&#8217;Irene. Penso al ricordo che possiede del paesaggio e al presente rimpianto affogato nel cimento.<br />
Ho fatto una ricerca su Miriam Makeba. Era una donna generosa, luminosa. E&#8217; partita nel miraggio del suo canto.<br />
Per Helena: ogni lettore di NI conosce l&#8217;impegno onesto, lucido dei scrittori e dei membri.<br />
Ora aspetto un articolo su Miriam Makebo per conoscere meglio la sua musica, il suo impegno&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Irene		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/10/castel-volturno-africa-occidentale/#comment-100287</link>

		<dc:creator><![CDATA[Irene]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 10:12:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Helena  chi ti conosce e conosce Nazione Indiana e lo spirito che anima questo blog sa perfettamente che non si tratta di gente che &quot;ci marcia&quot;, ma di persone che scrivono e divulgano cose interessanti e che hanno forti motivazioni culturali e sociali. 
Detto questo, grazie a te per aver pubblicato il post e grazie a Maurizio Braucci che ha la capacità, con parole di una semplicità incantevole, di raccontare la dura realtà e di farla penetrare in chi legge. Mentre leggevo mi tornavano in mente le immagini di quei luoghi nei miei anni dell&#039;adolescenza, quando si poteva andare ancora in campeggio a Baia Domizia o affittare una casa a Castel Volturno e Ischitella senza soffocare nel cemento infetto e abusivo, senza scontrarsi con l&#039;illegalità ad ogni piè sospinto. Questo post rende onore a chi lo ha scritto per la sua verità e lucidità e contribuisce a tenere alta l&#039;attenzione sulla camorra, a non spegnere i riflettori della pubblica opinione sull&#039;illegalità e su quanti lavorano quotidianamente per combatterla. Non abbassare la guardia deve essere la nostra parola d&#039;ordine se vogliamo pensare di poter vivere in una società civile.
Miriam Makeba ci ha regalato generosamente la sua ultima canzone con tutto il suo impegno umano e il suo talento: il suo ricordo resterà anche in questa terra martoriata e forse la sua morte servirà a far riflettere sull&#039;importanza della vita e del rispetto umano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Helena  chi ti conosce e conosce Nazione Indiana e lo spirito che anima questo blog sa perfettamente che non si tratta di gente che &#8220;ci marcia&#8221;, ma di persone che scrivono e divulgano cose interessanti e che hanno forti motivazioni culturali e sociali.<br />
Detto questo, grazie a te per aver pubblicato il post e grazie a Maurizio Braucci che ha la capacità, con parole di una semplicità incantevole, di raccontare la dura realtà e di farla penetrare in chi legge. Mentre leggevo mi tornavano in mente le immagini di quei luoghi nei miei anni dell&#8217;adolescenza, quando si poteva andare ancora in campeggio a Baia Domizia o affittare una casa a Castel Volturno e Ischitella senza soffocare nel cemento infetto e abusivo, senza scontrarsi con l&#8217;illegalità ad ogni piè sospinto. Questo post rende onore a chi lo ha scritto per la sua verità e lucidità e contribuisce a tenere alta l&#8217;attenzione sulla camorra, a non spegnere i riflettori della pubblica opinione sull&#8217;illegalità e su quanti lavorano quotidianamente per combatterla. Non abbassare la guardia deve essere la nostra parola d&#8217;ordine se vogliamo pensare di poter vivere in una società civile.<br />
Miriam Makeba ci ha regalato generosamente la sua ultima canzone con tutto il suo impegno umano e il suo talento: il suo ricordo resterà anche in questa terra martoriata e forse la sua morte servirà a far riflettere sull&#8217;importanza della vita e del rispetto umano.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: helena janeczek		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/10/castel-volturno-africa-occidentale/#comment-100286</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 08:26:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chi avesse visto questo sito alle sette e mezza del mattino, quando ho postato il reportage di Braucci, saprebbe che non c&#039;era nessun riferimento alla morte di Miriam Makeba, e al testo si accompagnava una bella foto di Luigi Caterino. In pratica: la notizia della morte mi è arrivata DOPO ed è stata accolta come una coincidenza davvero sinistra. Mi rendo conto che si tratta di un&#039;excusatio non petita, affidata alla buona fede di chi ci legge. Ma comunque, anche al rischio di sembrare &quot;coloro che ci marciano&quot;, mi sembrava peggio non rendere omaggio a questa grandissima donna e grandissima artista che ha fatto sentire l&#039;ultima volta la sua voce in memoria dei sette ragazzi uccisi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi avesse visto questo sito alle sette e mezza del mattino, quando ho postato il reportage di Braucci, saprebbe che non c&#8217;era nessun riferimento alla morte di Miriam Makeba, e al testo si accompagnava una bella foto di Luigi Caterino. In pratica: la notizia della morte mi è arrivata DOPO ed è stata accolta come una coincidenza davvero sinistra. Mi rendo conto che si tratta di un&#8217;excusatio non petita, affidata alla buona fede di chi ci legge. Ma comunque, anche al rischio di sembrare &#8220;coloro che ci marciano&#8221;, mi sembrava peggio non rendere omaggio a questa grandissima donna e grandissima artista che ha fatto sentire l&#8217;ultima volta la sua voce in memoria dei sette ragazzi uccisi.</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/10/castel-volturno-africa-occidentale/#comment-100285</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 08:08:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un articolo che fa la luce su una natura sacrificata, rovinata, sventrata.
Vedo questo spazio di dolore, questo vento arreso alla follia dell&#039;architettura, all&#039; ambizione arrogante della Camorra.
Mi fa male pensare al ricordo immaginario dei pini sontuosi con il fogliame prottetore, e il mare incontrando senza limite la terra fatta di sabbia e di solitudine; una solitudine eleganta.
&quot;Il mare eppure il mare si vede raramente.&quot;
Il mare, pensieroso, non si vede. Il mare di colore malva non si vede .
Il mare che invita all&#039;innocenza, non si vede più

Ma resta come l&#039;ultimo lembo di resistanza. Voglio credere , quando si fa attenzione, il mare viene cercare il cuore degli uomini di questa terra.

La prostituzione parla di altra solitudine. La Camorra gioca con gli esseri umani, sono pedine nella scacchiera della criminalità. Niente di più. Denaro, profitto, sfruttamento.
Posso entrare nell&#039;anima di una donna venuta di Africa, lasciata alla solitudine, al freddo, alla paura sul ciglio della strada. Posso entrare nell&#039;anima di sua sorella di Albania, spaventata nel vertigini dei corpi maschili, del suo corpo di dolore, senza orrizonte.
Mi fa paura.

All&#039;oltragio degli uomini, degli assassini della Camorra, si puo conservare
uno spazio di speranza.

Complimenti a Héléna e a Maurizio Braucci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo che fa la luce su una natura sacrificata, rovinata, sventrata.<br />
Vedo questo spazio di dolore, questo vento arreso alla follia dell&#8217;architettura, all&#8217; ambizione arrogante della Camorra.<br />
Mi fa male pensare al ricordo immaginario dei pini sontuosi con il fogliame prottetore, e il mare incontrando senza limite la terra fatta di sabbia e di solitudine; una solitudine eleganta.<br />
&#8220;Il mare eppure il mare si vede raramente.&#8221;<br />
Il mare, pensieroso, non si vede. Il mare di colore malva non si vede .<br />
Il mare che invita all&#8217;innocenza, non si vede più</p>
<p>Ma resta come l&#8217;ultimo lembo di resistanza. Voglio credere , quando si fa attenzione, il mare viene cercare il cuore degli uomini di questa terra.</p>
<p>La prostituzione parla di altra solitudine. La Camorra gioca con gli esseri umani, sono pedine nella scacchiera della criminalità. Niente di più. Denaro, profitto, sfruttamento.<br />
Posso entrare nell&#8217;anima di una donna venuta di Africa, lasciata alla solitudine, al freddo, alla paura sul ciglio della strada. Posso entrare nell&#8217;anima di sua sorella di Albania, spaventata nel vertigini dei corpi maschili, del suo corpo di dolore, senza orrizonte.<br />
Mi fa paura.</p>
<p>All&#8217;oltragio degli uomini, degli assassini della Camorra, si puo conservare<br />
uno spazio di speranza.</p>
<p>Complimenti a Héléna e a Maurizio Braucci.</p>
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