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	Commenti a: Urbanità 6	</title>
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		<title>
		Di: sandor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/11/urbanita-6/#comment-100438</link>

		<dc:creator><![CDATA[sandor]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 10:30:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per me che ci abito, le case popolari &quot;SONO&quot;l&#039;orrore......]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per me che ci abito, le case popolari &#8220;SONO&#8221;l&#8217;orrore&#8230;&#8230;</p>
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		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/11/urbanita-6/#comment-100373</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 05:23:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ribadisco il caz... di effeffe. 

Da quando l&#039;&quot;auctoritas&quot; si trasmette di padre in figlio? 
Dopo che con quel nome è arrivato a Ferrara, con Wittgenstein dove vuole arrivare, a far parte degli Apostoli?

S con &quot;approfondire&quot; si intende leggere, oggi, un articolo di giornale, siamo davvero messi male.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ribadisco il caz&#8230; di effeffe. </p>
<p>Da quando l'&#8221;auctoritas&#8221; si trasmette di padre in figlio?<br />
Dopo che con quel nome è arrivato a Ferrara, con Wittgenstein dove vuole arrivare, a far parte degli Apostoli?</p>
<p>S con &#8220;approfondire&#8221; si intende leggere, oggi, un articolo di giornale, siamo davvero messi male.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/11/urbanita-6/#comment-100372</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 01:37:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sergio però pure tu caz...mi citi Luca Sofri invece di  questo
http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=1370414
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sergio però pure tu caz&#8230;mi citi Luca Sofri invece di  questo<br />
<a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=1370414" rel="nofollow ugc">http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=1370414</a><br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/11/urbanita-6/#comment-100369</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 21:00:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sergio,
capisco poco quello che dici. 
Io non sparo a casaccio, e tu che hai letto il mio libro (e che a voce mi hai detto che hai apprezzato) sai che faccio nomi e cognomi, di chi mi piace e di chi no, e perché. E difendo, semmai, la qualità di una professione che conosco dall&#039;interno. Non parlo per sentito dire, come fossi al bar, ma perché è un argomento di cui credo di avere alcune competenze.
Il mito del  buon selvaggio, poi, lo vedi solo tu, non se ne parla in nessuna riga di questi miei appunti. Io parlo, semmai, di politica culturale, di grandi architetti tedeschi, del nostro ministro della cultura che molto più di me fa l&#039;antielitista (vai a leggerti quello che ha detto al congresso mondiale degli architetti a Torino), e di un tema cocente come quello dell&#039;edilizia sociale oggi, in Italia. Tema che interessa anche le classi medio borghesi non solo quelle ultrapopolari.
Detto ciò, non potrò risponderti, perdonami, ma sono in partenza, torno domenica. Sofri magari lo leggo quando torno. Sono un elitista, so aspettare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sergio,<br />
capisco poco quello che dici.<br />
Io non sparo a casaccio, e tu che hai letto il mio libro (e che a voce mi hai detto che hai apprezzato) sai che faccio nomi e cognomi, di chi mi piace e di chi no, e perché. E difendo, semmai, la qualità di una professione che conosco dall&#8217;interno. Non parlo per sentito dire, come fossi al bar, ma perché è un argomento di cui credo di avere alcune competenze.<br />
Il mito del  buon selvaggio, poi, lo vedi solo tu, non se ne parla in nessuna riga di questi miei appunti. Io parlo, semmai, di politica culturale, di grandi architetti tedeschi, del nostro ministro della cultura che molto più di me fa l&#8217;antielitista (vai a leggerti quello che ha detto al congresso mondiale degli architetti a Torino), e di un tema cocente come quello dell&#8217;edilizia sociale oggi, in Italia. Tema che interessa anche le classi medio borghesi non solo quelle ultrapopolari.<br />
Detto ciò, non potrò risponderti, perdonami, ma sono in partenza, torno domenica. Sofri magari lo leggo quando torno. Sono un elitista, so aspettare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Loris R.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/11/urbanita-6/#comment-100367</link>

		<dc:creator><![CDATA[Loris R.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 19:58:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lungi da me l&#039;idea di fare l&#039;avvocato di qualcuno che non sono io, però

credo che aldilà delle opinioni in merito valga la pena visualizzare cose si intende per casa popolare secondo Taut nel distretto di Prenzlauberg 

http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Bruno_Taut_Carl_Legien.JPEG

E poi confrontarle con l&#039;idea di casa popolare nostrana.

http://it.wikipedia.org/wiki/Quarto_Oggiaro

Esistono ovvio tra questi due punti di riferimento tutta una serie di sfumature e gradazioni. 

Mi viene in mente ll groviglio di stradine che sta attorno a via degli Aurunci, a Roma, a pochi chilometri dalla stazione Termini. Se non sbaglio si tratta di case popolare, ma, wow!, pare di stare sul set di un film neorealista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lungi da me l&#8217;idea di fare l&#8217;avvocato di qualcuno che non sono io, però</p>
<p>credo che aldilà delle opinioni in merito valga la pena visualizzare cose si intende per casa popolare secondo Taut nel distretto di Prenzlauberg </p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Bruno_Taut_Carl_Legien.JPEG" rel="nofollow ugc">http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Bruno_Taut_Carl_Legien.JPEG</a></p>
<p>E poi confrontarle con l&#8217;idea di casa popolare nostrana.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quarto_Oggiaro" rel="nofollow ugc">http://it.wikipedia.org/wiki/Quarto_Oggiaro</a></p>
<p>Esistono ovvio tra questi due punti di riferimento tutta una serie di sfumature e gradazioni. </p>
<p>Mi viene in mente ll groviglio di stradine che sta attorno a via degli Aurunci, a Roma, a pochi chilometri dalla stazione Termini. Se non sbaglio si tratta di case popolare, ma, wow!, pare di stare sul set di un film neorealista.</p>
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		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/11/urbanita-6/#comment-100360</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 18:16:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tutto &#039;sta riedizione del mito del buon selvaggio, tutte &#039;ste sparate sui grandi nomi dell&#039;architettura, col corollario dell&#039;insulto &quot;chic&quot; rivolto a chi non vi si riconosce, io Ie trovo invece demagogicamente trendy. l&#039;impostazione di molti pezzi di gianni spesso sembra ispirarsi a un antielitismo che ha prodotto guasti terribili sia in ambito culturale che politico, e che di fondo è trasversale, appartiene a entrambi gli schieramenti. di antielitismo ha parlato diffusamente sofri junior su l&#039;unità e wittgenstein, per cui rimando a lui chi fosse interessato ad approfondire il tema: http://www.wittgenstein.it/2008/10/07/di-trattori-e-supermercati-un-riassunto-per-lunita-delle-cose-sullelitismo/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tutto &#8216;sta riedizione del mito del buon selvaggio, tutte &#8216;ste sparate sui grandi nomi dell&#8217;architettura, col corollario dell&#8217;insulto &#8220;chic&#8221; rivolto a chi non vi si riconosce, io Ie trovo invece demagogicamente trendy. l&#8217;impostazione di molti pezzi di gianni spesso sembra ispirarsi a un antielitismo che ha prodotto guasti terribili sia in ambito culturale che politico, e che di fondo è trasversale, appartiene a entrambi gli schieramenti. di antielitismo ha parlato diffusamente sofri junior su l&#8217;unità e wittgenstein, per cui rimando a lui chi fosse interessato ad approfondire il tema: <a href="http://www.wittgenstein.it/2008/10/07/di-trattori-e-supermercati-un-riassunto-per-lunita-delle-cose-sullelitismo/" rel="nofollow ugc">http://www.wittgenstein.it/2008/10/07/di-trattori-e-supermercati-un-riassunto-per-lunita-delle-cose-sullelitismo/</a></p>
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		<title>
		Di: macondo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/11/urbanita-6/#comment-100345</link>

		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 13:37:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non credo che parlare di case popolari sia poco chic. Poco chic è accodarsi al pensiero falsamente elitario ma politicamente dominante intriso di sfumature alla moda, cioè gregario, Eppoi non si può cavare sangue da una rapa: privi delle linee guida di un progetto politico forte, i nostri archietti alla moda continueranno a basare le loro scelte architettoniche su gesti e gusti socialmente arbitrari, del tutto soggettivi. Fatti passare per ispirazioni geniali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che parlare di case popolari sia poco chic. Poco chic è accodarsi al pensiero falsamente elitario ma politicamente dominante intriso di sfumature alla moda, cioè gregario, Eppoi non si può cavare sangue da una rapa: privi delle linee guida di un progetto politico forte, i nostri archietti alla moda continueranno a basare le loro scelte architettoniche su gesti e gusti socialmente arbitrari, del tutto soggettivi. Fatti passare per ispirazioni geniali.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/11/urbanita-6/#comment-100336</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 12:23:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se viene specificato - per non rinverdire passate polemiche - che le case popolari berlinesi non hanno niente a che vedere con piagge e scampìe, e che guardano con alcuna diffidenza alle varie, mostruose, riproposizioni dell&#039;&quot;unità di abitazione&quot;, mi accodo, in felice connubio, al biasimo di ciò che ha rappresentato, non da adesso, il sogno degli individui che hanno rappresentato e ancora rappresentano l&#039;avanguardia sociale, economica e  purtroppo anche politica del nostro paese: il milanese in brianza:

&quot;Fra le ville della costa di San Juan, lungo lo stradone del Prado, (saettavano i rimandi rossi dei loro vetri avverso il taciturno crepuscolo), c&#039;era anche piuttosto sciatta, e a un tempo stranamente allampanata, Villa Maria Giuseppina; di proprietà Bertoloni. Il crepuscolo, e il suo fronte malinconioso e lontano, appariva striato, ad ora ad ora, da lunghe rughe orizzontali, di cenere e di sanguigno. La villa aveva due torri, e due parafulmini, alle due estremità d&#039;un corpo centrale basso e lungo; tanto da far pensare a due giraffe sorelle-siamesi, o incorporàtesi l&#039;una nell&#039;altra dopo un incontro a culo indietro seguito da unificazione dei deretani.&quot;


CARLO EMILIO GADDA, La cognizione del dolore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se viene specificato &#8211; per non rinverdire passate polemiche &#8211; che le case popolari berlinesi non hanno niente a che vedere con piagge e scampìe, e che guardano con alcuna diffidenza alle varie, mostruose, riproposizioni dell'&#8221;unità di abitazione&#8221;, mi accodo, in felice connubio, al biasimo di ciò che ha rappresentato, non da adesso, il sogno degli individui che hanno rappresentato e ancora rappresentano l&#8217;avanguardia sociale, economica e  purtroppo anche politica del nostro paese: il milanese in brianza:</p>
<p>&#8220;Fra le ville della costa di San Juan, lungo lo stradone del Prado, (saettavano i rimandi rossi dei loro vetri avverso il taciturno crepuscolo), c&#8217;era anche piuttosto sciatta, e a un tempo stranamente allampanata, Villa Maria Giuseppina; di proprietà Bertoloni. Il crepuscolo, e il suo fronte malinconioso e lontano, appariva striato, ad ora ad ora, da lunghe rughe orizzontali, di cenere e di sanguigno. La villa aveva due torri, e due parafulmini, alle due estremità d&#8217;un corpo centrale basso e lungo; tanto da far pensare a due giraffe sorelle-siamesi, o incorporàtesi l&#8217;una nell&#8217;altra dopo un incontro a culo indietro seguito da unificazione dei deretani.&#8221;</p>
<p>CARLO EMILIO GADDA, La cognizione del dolore.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo Cacciolati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/11/urbanita-6/#comment-100332</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Cacciolati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 11:45:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le villette brianzole possono funzionare per ambientare qualche giallo splatter, non reggono il confronto con Quarto..;-))
Ciao
Paolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le villette brianzole possono funzionare per ambientare qualche giallo splatter, non reggono il confronto con Quarto..;-))<br />
Ciao<br />
Paolo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Loris R.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/11/urbanita-6/#comment-100330</link>

		<dc:creator><![CDATA[Loris R.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 11:35:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... Che poi Berlino, bisogna dire, ha uno status simbolico molto particolare per via della sua storia. 

Per certi versi (solo per certi versi...) è la città del wellfare per gli strati più bassi, dove il Prekariat già da anni è diventato uno stile di vita permanente, e puoi ancora trovarti un alloggio a 200 euro a Wedding o a Neukoln. C&#039;è un&#039;idea e un orgoglio di collaborazione sottintesa nell&#039;essere berlinese che si riflette nella politica delle case popolari ed è totalmente sconosciuta qui da noi.

(Anche se va detto che da anni si sta sviluppando una mentalità virale volta allo sfruttamento dello stato sociale senza restituire un po&#039; di quello che s&#039;è ricevuto... ad esempio becchi certi tipi che ti spiegano come vivono senza pagare una tassa, tra un &quot;fuck da system&quot; e l&#039;altro.)

Qui da noi le case popolari sono viste come brutture architettoniche, perchè la nostra la nostra destra tende a vedere gli strati sociali più bassi e indifesi come microbi da debellare a forza di antibiotici, e li ammassa, li accerchia nei ghetti, di cui la casa popolare è un simbolo.

(Mi vien da dire... e pensare che oggi i focolari di nostalgici si annidano propro lì! è lo stesso misunderstanding storico con cui Il Duce si spacciò per defensor del popolo quando in realtà fu il defensor dei ricchi)

Invece in città come Vienna o Berlino, secondo me, storicamente le case popolari servirono anche alla classe media o addirittura agli alloggi dell&#039;apparato burocratico del partito. Chi è entrato in vecchio appartamento berlinese sarà sicuramente stato preso dall&#039;invidia a vedere le ampie finestre, gli spazi larghi, insomma, il modo in cui una casa popolare sa tutelare lo spazio minimo vitale del cittadino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; Che poi Berlino, bisogna dire, ha uno status simbolico molto particolare per via della sua storia. </p>
<p>Per certi versi (solo per certi versi&#8230;) è la città del wellfare per gli strati più bassi, dove il Prekariat già da anni è diventato uno stile di vita permanente, e puoi ancora trovarti un alloggio a 200 euro a Wedding o a Neukoln. C&#8217;è un&#8217;idea e un orgoglio di collaborazione sottintesa nell&#8217;essere berlinese che si riflette nella politica delle case popolari ed è totalmente sconosciuta qui da noi.</p>
<p>(Anche se va detto che da anni si sta sviluppando una mentalità virale volta allo sfruttamento dello stato sociale senza restituire un po&#8217; di quello che s&#8217;è ricevuto&#8230; ad esempio becchi certi tipi che ti spiegano come vivono senza pagare una tassa, tra un &#8220;fuck da system&#8221; e l&#8217;altro.)</p>
<p>Qui da noi le case popolari sono viste come brutture architettoniche, perchè la nostra la nostra destra tende a vedere gli strati sociali più bassi e indifesi come microbi da debellare a forza di antibiotici, e li ammassa, li accerchia nei ghetti, di cui la casa popolare è un simbolo.</p>
<p>(Mi vien da dire&#8230; e pensare che oggi i focolari di nostalgici si annidano propro lì! è lo stesso misunderstanding storico con cui Il Duce si spacciò per defensor del popolo quando in realtà fu il defensor dei ricchi)</p>
<p>Invece in città come Vienna o Berlino, secondo me, storicamente le case popolari servirono anche alla classe media o addirittura agli alloggi dell&#8217;apparato burocratico del partito. Chi è entrato in vecchio appartamento berlinese sarà sicuramente stato preso dall&#8217;invidia a vedere le ampie finestre, gli spazi larghi, insomma, il modo in cui una casa popolare sa tutelare lo spazio minimo vitale del cittadino.</p>
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