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	Commenti a: A gamba tesa: Sergio Bologna	</title>
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		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100922</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 17:20:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gina :) sei un pensiero felice!!
bacio
la fu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gina :) sei un pensiero felice!!<br />
bacio<br />
la fu</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: librista		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100769</link>

		<dc:creator><![CDATA[librista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 09:59:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho linkato anch&#039;io dal mio blog all&#039;interessante articolo di Sergio Bologna. (http://dispersioni.splinder.com)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho linkato anch&#8217;io dal mio blog all&#8217;interessante articolo di Sergio Bologna. (<a href="http://dispersioni.splinder.com" rel="nofollow ugc">http://dispersioni.splinder.com</a>)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100694</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 19:11:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da qualche giorno leggo con attenzione gli articoli sull&#039;università sulla Repubblica . E ora ho capito meglio la portata del testo di Sergio Bologna. Ho letto che le ragazze studentesse sono molto impegnate nel movimento. Mi piacerebbe leggere qualcosa sul movimento femminile o sulla situazione delle donne in università.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche giorno leggo con attenzione gli articoli sull&#8217;università sulla Repubblica . E ora ho capito meglio la portata del testo di Sergio Bologna. Ho letto che le ragazze studentesse sono molto impegnate nel movimento. Mi piacerebbe leggere qualcosa sul movimento femminile o sulla situazione delle donne in università.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100571</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 07:46:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno a Gena, dalla mia piccola scuola alla tua, come un saluto sospeso nella mattina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a Gena, dalla mia piccola scuola alla tua, come un saluto sospeso nella mattina.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100570</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 05:20:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Qualcuno di loro mente,
forse anche a se stesso&quot;.

Questa è una frase di Rino Sanna, qui sopra.
E vuole essere spunto per una risposta a  @ in pillole
che guarda ai &quot;ragazzi dl &#039;68&#039; in modo diffidente,
quasi invitando a non tener conto dell&#039;offerta 
che da parte di alcuni di essi viene fatta
di mettere la loro esperienza a disposizione
dei ragazzi che lottano oggi.

Fare di ogni erba un fascio, é farne fascio,
e, secondo me, contribuire allo sfascio.
Non tutti i ragazzi del &#039;68 &quot;sono in cattedra&quot;,
Sergio Bologna non lo è e non è il solo.

Avevo scritto questa cosa in privato
e spedita ad alcuni amici, ora la metto qui:

                                                        In occasione dell’articolo 
                                                        di Sergio Bologna 
                                                        su Nazione Indiana


CACCIARA

Una volta ci si conosceva tutti
E ci davamo del tu, naturalmente

Invece, poi, dovetti darLe del Lei
Professore, quando venne in libreria
Dove io facevo le mie otto ore.

(Se Le sembran poche)

E non è che, Lei, disse: no
Continuiamo col tu com’è normale
Diventato Sindaco, a quel punto
Ancora meno del Tu  Le potevo dare

(Chissà cosa ne pensa della cacciara in atto)

Alla fine glielo dissi, nella mia ignoranza a fette
A una cena di lavoro con i colleghi della libreria
A cui  Lui era stato invitato come ospite d’onore
dal mio Padrone che voleva esibirlo come Salvatore

“La deve smettere caro Professore
Con questa politica del cazzo
Che fa Lei
Ho letto i suoi libri, dall’Inizio alla Fine

(E non ci ho capito niente, Lei dirà.)

Sarà così. Ma una cosa mi par certa
Quello che Lei fa politicamente 
Somiglia in modo impressionante
A quello che c’è scritto nei Suoi libri

Come un pesce puzzolente 
Assomiglia a uno fresco 
Infarinato e nell’Olio
Dell’Unzione 
Ariosamente fritto”.

Soldato blu.

Firenze 14.11.2008]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Qualcuno di loro mente,<br />
forse anche a se stesso&#8221;.</p>
<p>Questa è una frase di Rino Sanna, qui sopra.<br />
E vuole essere spunto per una risposta a  @ in pillole<br />
che guarda ai &#8220;ragazzi dl &#8217;68&#8217; in modo diffidente,<br />
quasi invitando a non tener conto dell&#8217;offerta<br />
che da parte di alcuni di essi viene fatta<br />
di mettere la loro esperienza a disposizione<br />
dei ragazzi che lottano oggi.</p>
<p>Fare di ogni erba un fascio, é farne fascio,<br />
e, secondo me, contribuire allo sfascio.<br />
Non tutti i ragazzi del &#8217;68 &#8220;sono in cattedra&#8221;,<br />
Sergio Bologna non lo è e non è il solo.</p>
<p>Avevo scritto questa cosa in privato<br />
e spedita ad alcuni amici, ora la metto qui:</p>
<p>                                                        In occasione dell’articolo<br />
                                                        di Sergio Bologna<br />
                                                        su Nazione Indiana</p>
<p>CACCIARA</p>
<p>Una volta ci si conosceva tutti<br />
E ci davamo del tu, naturalmente</p>
<p>Invece, poi, dovetti darLe del Lei<br />
Professore, quando venne in libreria<br />
Dove io facevo le mie otto ore.</p>
<p>(Se Le sembran poche)</p>
<p>E non è che, Lei, disse: no<br />
Continuiamo col tu com’è normale<br />
Diventato Sindaco, a quel punto<br />
Ancora meno del Tu  Le potevo dare</p>
<p>(Chissà cosa ne pensa della cacciara in atto)</p>
<p>Alla fine glielo dissi, nella mia ignoranza a fette<br />
A una cena di lavoro con i colleghi della libreria<br />
A cui  Lui era stato invitato come ospite d’onore<br />
dal mio Padrone che voleva esibirlo come Salvatore</p>
<p>“La deve smettere caro Professore<br />
Con questa politica del cazzo<br />
Che fa Lei<br />
Ho letto i suoi libri, dall’Inizio alla Fine</p>
<p>(E non ci ho capito niente, Lei dirà.)</p>
<p>Sarà così. Ma una cosa mi par certa<br />
Quello che Lei fa politicamente<br />
Somiglia in modo impressionante<br />
A quello che c’è scritto nei Suoi libri</p>
<p>Come un pesce puzzolente<br />
Assomiglia a uno fresco<br />
Infarinato e nell’Olio<br />
Dell’Unzione<br />
Ariosamente fritto”.</p>
<p>Soldato blu.</p>
<p>Firenze 14.11.2008</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gena		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100568</link>

		<dc:creator><![CDATA[gena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 20:01:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mia scuola è piccola, in pianura triste, tra case con mattoni rosse.

Mi piace il tuo pezzo!!

Anche la mia è piccola e presto ci sarà la neve!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia scuola è piccola, in pianura triste, tra case con mattoni rosse.</p>
<p>Mi piace il tuo pezzo!!</p>
<p>Anche la mia è piccola e presto ci sarà la neve!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: matteo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100564</link>

		<dc:creator><![CDATA[matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 16:58:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a proposito di meritocrazia:
&quot;Non è questo il luogo di mostrare come era diffusa l’istruzione nella Cina antica, e come erano istituite e ripartite le scuole; ma importa al nostro soggetto notare come la scuola fosse aperta ad ogni classe di cittadini.
I figliuoli dei re e dei principi dei vari Stati feudali, che componevano l’antica Cina, e in pari tempo i fanciulli appartenenti ad ogni ordine di cittadini, agricoltori, artigiani e mercanti, ricevevano la loro prima educazione in comune nelle scuole Siao-hio, o “Scuole elementari”; dove, oltre alle prime cognizioni necessarie, s’insegnava il governo della famiglia e i doveri degli uomini.
Quando i giovanetti, trattati fino allora alla medesima guisa, erano arrivati a quell’età, in cui il carattere è formato e s’è resa manifesta la diversità degli ingegni e delle capacità individuali, non si procedeva più con tutti ugualmente, ma conforme la condizione, le attitudini e l’ingegno degli alunni, e del frutto da loro tratto da’ primi studi. Perciò entravano nella “Scuola superiore”, Ta-hio, insieme co’ figlioli dei principi, dei ministri e dei grandi, tutti i figliuoli del popolo, che avessero dato prove di singolare capacità: in questa scuola insegnavasi l’arte di governare lo Stato, e da essa uscivano gli uomini eletti al maneggio delle cose pubbliche. Si saliva a’ pubblici uffici pei gradini della scuola, le cui porte erano aperte a tutti.
Questo modo d’uguaglianza politica rende necessaria una certa uguaglianza civile; etc...etc...etc...&quot;
tratto da &quot;l&#039;antica cina&quot; di carlo puini - www.liberliber.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a proposito di meritocrazia:<br />
&#8220;Non è questo il luogo di mostrare come era diffusa l’istruzione nella Cina antica, e come erano istituite e ripartite le scuole; ma importa al nostro soggetto notare come la scuola fosse aperta ad ogni classe di cittadini.<br />
I figliuoli dei re e dei principi dei vari Stati feudali, che componevano l’antica Cina, e in pari tempo i fanciulli appartenenti ad ogni ordine di cittadini, agricoltori, artigiani e mercanti, ricevevano la loro prima educazione in comune nelle scuole Siao-hio, o “Scuole elementari”; dove, oltre alle prime cognizioni necessarie, s’insegnava il governo della famiglia e i doveri degli uomini.<br />
Quando i giovanetti, trattati fino allora alla medesima guisa, erano arrivati a quell’età, in cui il carattere è formato e s’è resa manifesta la diversità degli ingegni e delle capacità individuali, non si procedeva più con tutti ugualmente, ma conforme la condizione, le attitudini e l’ingegno degli alunni, e del frutto da loro tratto da’ primi studi. Perciò entravano nella “Scuola superiore”, Ta-hio, insieme co’ figlioli dei principi, dei ministri e dei grandi, tutti i figliuoli del popolo, che avessero dato prove di singolare capacità: in questa scuola insegnavasi l’arte di governare lo Stato, e da essa uscivano gli uomini eletti al maneggio delle cose pubbliche. Si saliva a’ pubblici uffici pei gradini della scuola, le cui porte erano aperte a tutti.<br />
Questo modo d’uguaglianza politica rende necessaria una certa uguaglianza civile; etc&#8230;etc&#8230;etc&#8230;&#8221;<br />
tratto da &#8220;l&#8217;antica cina&#8221; di carlo puini &#8211; <a href="http://www.liberliber.it" rel="nofollow ugc">http://www.liberliber.it</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100563</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 16:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mia scuola,

La mia scuola è piccola, in pianura triste, tra case con mattoni rosse.
La mia scuola apre per accogliere i bambini venuti dalla campagna, scintilla da 8 ore come un nave che aspetta la giovinezza.
La mia scuola ha una pancia di madre.
Amo arrivare in anticipo, preparare la classe; c&#039;è un silenzio che finirà presto. Le voci della giovinezza come un canto dolce, un canto di vita sono qui.
La mia scuola non impara la schiavitù, neanche la rivoltà, ma impara il rispetto, il desiderio di leggere, di creare, di parlare: un mondo ancora protetto, caldo come una pancia di madre. 
La mia scuola non è ricca, ma ciascuno puo fare un progetto, sognare un po&#039;, ridere, litigare, riconciliare.
Non conosco l&#039;università, ma penso che ci sono professori che sono attenti al successo della giovinezza. Non puo credere che qualcuno entra nel mestiere di insegnante senza rispetto e generosità. Non è possibile insegnare senza passione.
Invece credo che c&#039;è una mancazza di orientamento &quot;orientation&quot;, e di sostegno economico per gli studenti. Molti lavorano per pagare l&#039;affitto, hanno preoccupazioni, hanno una vita dura.
Ma invece di seminare la disperazione, perché non gridare la speranza, richiedere con alta voce un futuro?
Per esempio, penso a un caso concretto: in lettere, perché non creare &quot;options&quot;? scelte: come mestiere dei libri, giornalismo, edizione...
Le scuole private sono care, perché non supprimare la zone delle scuole private? è la vera ingiustizia!
Per finire, penso che l&#039;università soffre di una mancanza di riconoscimento, perché il gusto della cultura non va con il profitto.
Questo post mi ha molto sconvolta, perché non riconosco niente della scuola dove vivo.
Ma come sono in voce minore, non dico più niente.
Forse non vedo i problemi, sono cieca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia scuola,</p>
<p>La mia scuola è piccola, in pianura triste, tra case con mattoni rosse.<br />
La mia scuola apre per accogliere i bambini venuti dalla campagna, scintilla da 8 ore come un nave che aspetta la giovinezza.<br />
La mia scuola ha una pancia di madre.<br />
Amo arrivare in anticipo, preparare la classe; c&#8217;è un silenzio che finirà presto. Le voci della giovinezza come un canto dolce, un canto di vita sono qui.<br />
La mia scuola non impara la schiavitù, neanche la rivoltà, ma impara il rispetto, il desiderio di leggere, di creare, di parlare: un mondo ancora protetto, caldo come una pancia di madre.<br />
La mia scuola non è ricca, ma ciascuno puo fare un progetto, sognare un po&#8217;, ridere, litigare, riconciliare.<br />
Non conosco l&#8217;università, ma penso che ci sono professori che sono attenti al successo della giovinezza. Non puo credere che qualcuno entra nel mestiere di insegnante senza rispetto e generosità. Non è possibile insegnare senza passione.<br />
Invece credo che c&#8217;è una mancazza di orientamento &#8220;orientation&#8221;, e di sostegno economico per gli studenti. Molti lavorano per pagare l&#8217;affitto, hanno preoccupazioni, hanno una vita dura.<br />
Ma invece di seminare la disperazione, perché non gridare la speranza, richiedere con alta voce un futuro?<br />
Per esempio, penso a un caso concretto: in lettere, perché non creare &#8220;options&#8221;? scelte: come mestiere dei libri, giornalismo, edizione&#8230;<br />
Le scuole private sono care, perché non supprimare la zone delle scuole private? è la vera ingiustizia!<br />
Per finire, penso che l&#8217;università soffre di una mancanza di riconoscimento, perché il gusto della cultura non va con il profitto.<br />
Questo post mi ha molto sconvolta, perché non riconosco niente della scuola dove vivo.<br />
Ma come sono in voce minore, non dico più niente.<br />
Forse non vedo i problemi, sono cieca.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: in pillole		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100560</link>

		<dc:creator><![CDATA[in pillole]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 11:49:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un po&#039; confuso il ragazzo.
&quot;state&quot;? voi chi? cosa fa il prete di mestiere?
con la citazione del libro di Perotti abbiamo toccato il Luogo comune principe molto utile alla destra(libertaria?)- sì, fanno bene ed è giusto che protestino ma l&#039;università proprio non va quindi avanti con la riforma -.

mi sembra un discorso o di un prete o di un vecchio che si guarda indietro e crede che il tempo che ha vissuto lui fosse migliore.
davvero nel &#039;68 era così diffusa questa coscienza/conoscenza? o non era allora come oggi una superficiale messa in scena borghese che poi ha fatto vittime solo in basso?

perchè nessuno dice con un po&#039; di coraggio che questa università è figlia di quei ragazzi del&#039;68 anzi è piena di quelli che il &#039;68....ovviamente in cattedra. 
perchè nessuno dice che questa università con la massificazione dei suoi corsi non ha retto, non può reggere. primo perchè non c&#039;è fisicamente spazio per tutti, secondo perchè la democratizzazione dello studio - il diritto allo studio - ha portato ad un gravissimo fraintendimento: non è vero che tutti debbano studiare, chi vuole, chi sa - non chi può -, ha il diritto di avere corsi di alto studio - inteso sia come fatica che come profondità degli argomenti - non quelle pappette che per alcuni sono un passo indietro rispetto allo stesso liceo. deve esserci una selezione e questa selezione non si fa necessariamente con il numero chiuso ma con la difficoltà degli esami dei corsi. lì si fa selezione, non con il 3+2.

auguri, ma la messa è finita da tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un po&#8217; confuso il ragazzo.<br />
&#8220;state&#8221;? voi chi? cosa fa il prete di mestiere?<br />
con la citazione del libro di Perotti abbiamo toccato il Luogo comune principe molto utile alla destra(libertaria?)- sì, fanno bene ed è giusto che protestino ma l&#8217;università proprio non va quindi avanti con la riforma -.</p>
<p>mi sembra un discorso o di un prete o di un vecchio che si guarda indietro e crede che il tempo che ha vissuto lui fosse migliore.<br />
davvero nel &#8217;68 era così diffusa questa coscienza/conoscenza? o non era allora come oggi una superficiale messa in scena borghese che poi ha fatto vittime solo in basso?</p>
<p>perchè nessuno dice con un po&#8217; di coraggio che questa università è figlia di quei ragazzi del&#8217;68 anzi è piena di quelli che il &#8217;68&#8230;.ovviamente in cattedra.<br />
perchè nessuno dice che questa università con la massificazione dei suoi corsi non ha retto, non può reggere. primo perchè non c&#8217;è fisicamente spazio per tutti, secondo perchè la democratizzazione dello studio &#8211; il diritto allo studio &#8211; ha portato ad un gravissimo fraintendimento: non è vero che tutti debbano studiare, chi vuole, chi sa &#8211; non chi può -, ha il diritto di avere corsi di alto studio &#8211; inteso sia come fatica che come profondità degli argomenti &#8211; non quelle pappette che per alcuni sono un passo indietro rispetto allo stesso liceo. deve esserci una selezione e questa selezione non si fa necessariamente con il numero chiuso ma con la difficoltà degli esami dei corsi. lì si fa selezione, non con il 3+2.</p>
<p>auguri, ma la messa è finita da tempo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: A. Morgillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100558</link>

		<dc:creator><![CDATA[A. Morgillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 09:38:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/#comment-100558</guid>

					<description><![CDATA[&lt;em&gt;sì morgillo, puzza di chiuso. non so te, ma quelli come me possono anche soffocare, tanto nessuno se ne accorgerebbe, nemmeno io. sono avvezzo ormai ad attendere alcuni decenni prima che qualcuno, più conosciuto di me, esprima i miei stessi concetti, ed io possa dire: visto? lo dicevo che era così.&lt;/em&gt;

Guarda, &lt;strong&gt;Leo&lt;/strong&gt;, io dico che fra qualche decennio &#039;sta ggènte a noi avversa sarà tutta definitivamente vinta dai fatti.  E ti invito a resistere. Buona domenica. Oggi non lavoro, così me ne vado al mare. A Brighton.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>sì morgillo, puzza di chiuso. non so te, ma quelli come me possono anche soffocare, tanto nessuno se ne accorgerebbe, nemmeno io. sono avvezzo ormai ad attendere alcuni decenni prima che qualcuno, più conosciuto di me, esprima i miei stessi concetti, ed io possa dire: visto? lo dicevo che era così.</em></p>
<p>Guarda, <strong>Leo</strong>, io dico che fra qualche decennio &#8216;sta ggènte a noi avversa sarà tutta definitivamente vinta dai fatti.  E ti invito a resistere. Buona domenica. Oggi non lavoro, così me ne vado al mare. A Brighton.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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